Vai al contenuto

Storia della Svezia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Preistoria e storia antica

[modifica | modifica wikitesto]
Hällristning (incisioni su roccia)

In Svezia, come nella vicina Norvegia, fiorì la cultura preistorica delle scritture rupestri (ritningar o hällritningar in svedese), con la concentrazione maggiore nella provincia di Bohuslän. Le immagini più antiche sono probabilmente quelle della provincia di Jämtland, che risalgono al 6000 a.C. circa. Ritraggono animali come alci, renne, orsi e foche. Nel periodo tra il 2300 a.C. e il 554 a.C. si affermò la scultura del legno, che raffigurava soggetti agricoli, scene di guerra, navi, animali.

La scrittura runica, effettuata su pietre o legno, emerse intorno al 200 d.C. Le scritte avevano, in origine, una probabile valenza magica, ma col tempo iniziarono ad avere finalità memorialistiche e a raffigurare opere poetiche.

Pietra con incisioni runiche presso Uppsala (Università di Uppsala)

Tacito fu il primo autore romano a citare le popolazioni germaniche dell'odierna Svezia, soprattutto gli Sueoni (Svear), abili navigatori. I rapporti commerciali con l'Impero romano erano infatti intensi. Il bene maggiormente esportato era l'ambra. Autori successivi, come Procopio, parlano di altri popoli svedesi, quali i Goti (Götar).

La regione fin dal VI secolo in poi, divenne la più importante del paese. Nei pressi della loro capitale, Uppsala, sorgeva un importante santuario pagano, famoso in tutto il Nord.

Età vichinga

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Età vichinga.

In senso proprio, vichinghi erano soltanto i navigatori scandinavi che, a scopo di commercio o pirateria (spesso, entrambe le cose insieme), battevano le coste atlantiche e mediterranee. I popoli dei Paesi che oggi si chiamano Svezia, Norvegia e Danimarca non erano dunque composti esclusivamente da vichinghi. Il termine migliore per indicare nel complesso i popoli scandinavi di allora è, forse, norreni. La fama dei navigatori e pirati vichinghi è comunque consolidata a tal punto che il loro nome è stato attribuito sia al periodo in cui effettuarono le loro audaci scorrerie, sia al complesso dei popoli nordici, fino alla nascita dei regni cristiani. In Svezia l'età vichinga intercorre tra la metà dell'VIII secolo e il 1050 circa.

I norreni svedesi preferirono esplorare le regioni baltiche e le odierne Russia e Ucraina, arrivando a spingersi fino al Mar Nero, al Mar Caspio ed, infine, a Bisanzio. In Russia e Ucraina, dove fu loro attribuito il nome di Rus', conquistarono la città di Kiev e fondarono Novgorod. In quell'area originarono e governarono la Rus' di Kiev, primo embrione dell'odierna Russia. Questi scandinavi (non solo, ma soprattutto svedesi) furono detti anche Vareghi o Variaghi. A Bisanzio la guardia imperiale arruolava spesso i mercenari Variaghi.

Centri importanti della Svezia in questi secoli furono, oltre alla vecchia Uppsala, prima sede dei monarchi Svear e del tempio pagano, Birka e Sigtuna, città commerciali sul lago Mälaren che divennero pure sedi regie.

Il cristianesimo in Svezia

[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XII secolo la Svezia divenne gradualmente un regno cristiano che avrebbe incluso Finlandia e Norrlandia. La regina Margherita I unificò i Paesi nordici nell'Unione di Kalmar nel 1397. Tuttavia le continue tensioni interne portarono lentamente ad un graduale conflitto aperto tra svedesi e danesi, che scoppiò in una vera e propria guerra agli inizi del XVI secolo. Nel corso del XV si era, inoltre, distinta la figura dell'eroe nazionale Engelbrekt Engelbrektsson[1].

La Svezia moderna

[modifica | modifica wikitesto]
La Svezia dal 1560 al 1660.

La Svezia moderna nacque dalla sua uscita dall'Unione di Kalmar nel 1523 sotto la guida del primo Vasa, costituendo il regno di Svezia che comprendeva grosso modo le attuali Svezia e Finlandia. Nel XVII secolo l'espansione e la costituzione dell'Impero svedese raggiunse il suo apice. Il declino iniziò nel XIX secolo con la perdita di gran parte dei suoi territori, compresa la Finlandia.

Storia della Svezia (1523-1611)

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Unione di Kalmar.

La storia svedese dopo l'uscita dall'unione di Kalmar è legata alla prima generazione dei Vasa. Il loro capostipite, Gustavo Vasa, (in svedese Gustav Vasa) riconquistò Stoccolma nel 1523 sottraendola ai danesi. Seguirono poi i suoi figli, Erik XIV, Giovanni III, con suo figlio Sigismondo e l'ultimo più giovane figlio di Gustavo, Carlo IX.

Il "bagno di sangue di Stoccolma", da un'incisione del 1676 di Pat Brugge

Il regno di Gustavo fu contraddistinto dalla riforma religiosa del suo paese: il nuovo re abbracciò la riforma luterana, sia per contrasto al clero che era stato filo-danese, sia per rimettere in ordine le casse dello stato confiscando i beni della Chiesa, pari a circa il 20% del patrimonio del paese.[senza fonte] All'origine della rivolta svedese troviamo i fatti accaduti nel 1520, con le truppe danesi che occupavano Stoccolma, e che sono ricordati come il massacro di Stoccolma. Questo portò alla rivolta dei contadini, appoggiata da una gran parte della nobiltà svedese e con a capo lo stesso Gustavo Vasa. Il conflitto con la Chiesa di Roma iniziò a causa del sostanziale appoggio cattolico alla forza occupante danese. Gustavo Vasa impose alcune sue nomine al posto di vescovi filo-danesi, tra le quali eclatante fu la nomina dell'arcivescovo di Uppsala, capo della Chiesa svedese, con Giovanni Magno al posto di Gustav Trolle. La nomina, dapprima rifiutata da papa Clemente VII, fu sostenuta con forza da Gustavo Vasa sino a quando il suo appoggio ad alcuni pensatori luterani non lo fece entrare in disaccordo con lo stesso Giovanni Magno.

Giovanni Magno

Il Magno, che con la mediazione del fratello ottenne l'appoggio del papa, si recò a Roma per avere la nomina ufficiale ed, ottenutala nel 1533, non fece più ritorno in Svezia, dove la situazione religiosa era profondamente mutata dopo le nomine, da parte di Gustavo Vasa, di Laurentius Petri ad arcivescovo di Uppsala e di Mikael Agricola in Österland (circa l'attuale Finlandia), entrambi scrittori di testi luterani.

La nazionalizzazione della Chiesa si compì nel 1527, ma il processo di luteranizzazione del Paese fu lungo e complesso e terminò nel decennio del 1530. Gustavo Vasa concentrò sempre maggior potere nelle sue mani, portando il Riksdag (il parlamento svedese composto di 4 Stati), con la riforma del 1544, a nominare la sua casata ereditaria della corona svedese e non più elettiva, com'era stato in precedenza, e lui stesso capo della Chiesa svedese. Durante il suo regno, nel 1558, ebbe inizio la prima guerra del nord, ma la sua morte, avvenuta nel 1560, fece sì che il conflitto lo continuasse il figlio Erik XIV. Erik XIV continuò l'opera di suo padre nel convertire il paese alla Chiesa luterana, operando alcune riforme radicali. Erik XIV si trovò il paese in guerra, una nobiltà ostile appoggiata dai suoi fratelli, che aspiravano al trono e che fomentarono uno stato di guerra civile durante tutto il suo regno, che terminò con la sua detronizzazione da parte dei nobili (il pretesto fu la volontà del sovrano di sposare una sua amante di umili origini). Erik, considerato pazzo, cessò il suo regno nel 1568 e gli succedette il fratello Giovanni III. Giovanni III ristabilì la situazione internazionale e stipulò la pace con la Danimarca, nel trattato di Stettino del 1570, cercò di ripristinare la fede della Chiesa cattolica, con alcuni sinodi di avvicinamento alla dottrina trentina nel 1574 e nel 1575. Però, dopo l'opposizione del fratello minore, il duca Carlo, rappresentante della fazione ultra-protestante, si ebbe una battuta di arresto nelle nuove disposizioni, che impedì nel 1577 e soprattutto nel 1582, un tentativo di nuova evangelizzazione delle terre svedesi da parte dei gesuiti. Giovanni conquistò l'Estonia e la Livonia nel 1581 durante la guerra del nord e alla sua morte nel 1592 gli succedette suo figlio Sigismondo.

Questo periodo, definito "di alterazione", fu contraddistinto anch'esso da un susseguirsi di sovrani appartenenti al casato Vasa: con la morte di Giovanni III salì al trono il figlio Sigismondo, che il padre, con un abile lavoro diplomatico, aveva fatto eleggere sovrano di Polonia e alla sua morte prese anche la corona svedese. Nel 1593 il re, ancora in Polonia, assistette impotente al sinodo di Uppsala che definì luterana la Chiesa svedese. Ci vollero pochi anni prima che lo zio Carlo, figlio minore di Gustavo Vasa, riuscisse a detronizzarlo, divenendo lui re della Svezia nel 1599, con il nome di Carlo IX.

L'impero svedese - Storia della Svezia (1611-1718)

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Impero svedese.

L'età dell'oro - Storia della Svezia (1611-1644)

[modifica | modifica wikitesto]

L'età dell'oro, così viene definito questo periodo della storia svedese, iniziò simbolicamente con la morte di Carlo IX nel 1611, la quale impose all'ancora giovane figlio Gustavo Adolfo, di salire al trono. La sua minore età, era appena diciassettenne, richiese la creazione di un consiglio di reggenza, come scritto da suo padre nel testamento, così Gustavo II Adolfo, questo fu il nome del sovrano, governò inizialmente sotto la supervisione di sei senatori e della regina madre: fu incoronato solamente nel 1617.

Possedimenti svedesi e conquiste

Il regno che fu consegnato al nuovo sovrano stava combattendo tre guerre. La guerra di Kalmar, la guerra d'Ingria e la guerra polacco-svedese. La prima, contro la Danimarca, fu fatta cessare nel 1613, la seconda, contro la Russia, finì con il trattato di Stolbovo del 1617, mentre la terza, parte di un susseguirsi di scontri tra la Svezia e la Confederazione polacco-lituana, terminò solamente nel 1629 ma ebbe un periodo di tregua dal 1611 al 1617. Durante il suo regno il sovrano non mostrò le propensioni tiranniche del padre ma promosse una riforma costituzionale, dimostrando un desiderio di riconciliazione tra la monarchia e la classe nobiliare, l'apparato statale cessò d'essere un rudimentale patrimonio dinastico. La figura di spicco di questo periodo fu il grande cancelliere del re Axel Oxenstierna, che aveva in quel momento ventotto anni.

Furono codificate le procedure per la composizione del Riksdag nel 1617. Il paese fu diviso in 24 province chiamate Län. Fu promossa una riforma del sistema educativo, nel quale fu introdotta un'ideologia svedese-centrica di ripresa delle origini "Gotiche" e di aspirazioni di dominio dell'Europa e questo portò a favorire lo sviluppo dell'espansione militare di Gustavo Adolfo. Durante il suo regno la Svezia conquistò l'Ingria e la Carelia alla Russia nel 1617, la Livonia alla Polonia nel 1629.

Dal 1618 iniziò la guerra dei trent'anni che vide Gustavo II Adolfo in prima linea, alleato alla Francia e intenzionato a sottrarre la Pomerania agli austriaci e ai polacchi. Le truppe svedesi non avevano rivali nello scenario europeo, avevano le migliori armi e i migliori soldati, in seguito ad un addestramento ferreo impartito dai suoi generali. La campagna europea portò gli scandinavi ad ottenere grandi successi in giro per molti dei regni mitteleuropei ma la battaglia decisiva per le sorti della guerra fu quella di Lützen, dove il re fu colpito da un proiettile, sembrerebbe sparato dalle sue stesse truppe,[senza fonte] che lo uccise.

Il regno fu affidato alla figlia Cristina di Svezia. Durante i suoi anni sul trono il paese si aprì ad influenze culturali straniere, e cominciò un periodo di grande sviluppo umanistico. A palazzo erano apprezzati in particolare gli intellettuali francesi, e la regina invitò il filosofo René Descartes a diventare il suo primo intellettuale di corte. Nonostante il clima rigido, che fu fatale a Descartes (morto di polmonite), Stoccolma divenne un centro culturale importante nei decenni a venire. Dal punto di vista bellico, l'espansione continuò portando agli svedesi parte della Pomerania, la città di Brema con il suo ducato, la città di Wismar, l'isola di Ösel e di Gotland e la regione di Jämtland. Il periodo si concluse con l'abdicazione della regina Cristina, senza prole e senza marito, così che la corona di Svezia passò al nipote Carlo X Gustavo mettendo fine alla dinastia Vasa sul trono svedese.

I monarchi di Svezia (dinastia Vasa)

[modifica | modifica wikitesto]

(Fra parentesi il periodo di regno, salvo diversamente indicato).


Dal 1718 al 1814

[modifica | modifica wikitesto]

1718 - 1772: L'Epoca della Libertà Svedese

Lo stesso argomento in dettaglio: Epoca della libertà svedese.
Gustaf Olof Cederström, Corteo funebre di Carlo XII, 1878, olio su tela; (Stoccolma, Nationalmuseum)

Il 30 Novembre 1718, re Carlo XII, impegnato nella Grande Guerra del Nord, fu colpito a morte da un proiettile, in circostanze mai chiarite: non fu mai stabilito con precisione se si trattasse di un colpo nemico o di un complotto interno. Carlo non aveva eredi di sangue, né ne aveva designati prima di morire, e il potere passò alla sorella Ulrica Eleonora, la quale però non godeva di grande consenso, anche a causa della sua legittimità più fragile: fu dunque costretta ad accettare una serie di riforme imposte dal Riksdag degli Stati nei cosiddetti Strumenti di governo del 1719, i quali sancivano la fine della monarchia assoluta militarista in Svezia. La regina non avrebbe più governato da sola, ma condividendo il potere con l'oligarchia parlamentare, che stava ora acquisendo un peso politico sempre più grande. Questa crisi interna portò al declino della Svezia come grande potenza militare europea, e lasciò libero il teatro baltico per l'ascesa dello zar Pietro I di Russia. La libertà politica in Svezia crebbe rapidamente: si svilupparono fazioni politiche parlamentari, quali i Caps e gli Hats, e il popolo iniziò finalmente ad influenzare, seppur ancora in maniera limitata, le decisioni politiche del paese. Dopo pochi decenni, tuttavia, l'oligarchia parlamentare aveva prodotto risultati deludenti: il paese si avvicinava sempre di più alla sfera d'influenza di Francia e Russia, e le sconfitte militari nella Guerra russo-svedese, oltre alla vittoria mutilata nella Guerra dei sette anni (non fu recuperato alcun territorio perduto prima della guerra), resero il governo molto impopolare. L'idea che un ritorno alla monarchia assoluta fosse sempre più necessario si cominciò ad insinuare, e mentre le lotte di fazioni tra i Caps e gli Hats fomentavano l'instabilità dall'interno, re Gustavo III organizzò un colpo di Stato che ristorò il precedente regime, mettendo fine al periodo oligarchico in Svezia. Con questa parentesi terminò quindi l'impero svedese, e la nazione non riacquistò più la grandezza e lo status di potenza egemone che aveva mantenuto per tutto il XVII secolo.[2]

1804 - 1810: La Svezia nelle Guerre Napoleoniche

Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra franco-svedese.

Il primo coinvolgimento della Svezia nelle guerre napoleoniche arrivò nel 1804: sotto pressione inglese e a seguito dell'esecuzione francese di Luigi Antonio di Borbone-Condé, la quale suscitò grande scandalo in tutta Europa, gli svedesi ruppero le relazioni diplomatiche con la Francia e autorizzarono gli inglesi ad usufruire della Pomerania svedese come avamposto militare. L'anno seguente, la Svezia si unì alla Terza coalizione e il 31 ottobre dichiarò guerra a Napoleone. A seguito del fallimento di quest'ultima, nel 1806 la Svezia aderì alla Quarta coalizione contro i francesi, ma questi invasero e occuparono la Pomerania svedese, mentre la Russia accettò di cambiare schieramento e dichiarare guerra alla Svezia, la quale perse anche l'intera provincia della Finlandia. Nonostante le pesanti sconfitte, l'invasione napoleonica dell'entroterra svedese non si concretizzò mai, grazie alla copertura navale inglese del Baltico. Con le spalle al muro, nei primi giorni del 1810 la Svezia firmò con la Francia il Trattato di Parigi, in cui accettava di unirsi al blocco continentale e otteneva indietro la Pomerania svedese. Il paese entrò dunque formalmente in guerra con il Regno Unito fino al 1812, ma non ci fu alcuno scontro sul campo tra le due parti. Al termine del conflitto, la Svezia ne usciva fortemente ridimensionata, sia nei territori che nel peso politico.[3]

1814: La Guerra svedese-norvegese

Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra svedese-norvegese.
I territori svedesi nel 1814 (blu); la Pomerania svedese (verde sotto la Svezia) era stata ceduta alla Danimarca nel Trattato di Kiel. In giallo il regno di Norvegia.

A seguito della sconfitta nelle guerre napoleoniche, la Danimarca-Norvegia dovette cedere la Norvegia alla Svezia nel Trattato di Kiel (gennaio 1814). I norvegesi, tuttavia, rigettarono gli accordi e l'erede al trono di Danimarca Cristiano Federico si mise al comando di un'insurrezione. Il 17 maggio, la Norvegia si autoproclamò indipendente ed elesse Cristiano come re indipendente di Norvegia.

La Svezia rispose a questo ammassando 45.000 uomini al confine e dichiarando guerra al nuovo regno indipendente: i combattimenti si protrassero per pochi mesi, ma entrambi gli schieramenti erano interessati ad una rapida fine della guerra, e il 14 agosto 1814 venne firmato a Moss un armistizio (Convenzione di Moss): fu deciso che Cristiano Federico avrebbe abdicato, ma la Norvegia sarebbe rimasta formalmente indipendente all'interno di un'unione con la Svezia. I due regni uniti avrebbero mantenuto le istituzioni separate e condiviso lo stesso re.

Svezia-Norvegia

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Svezia-Norvegia.

La nascita dell'Unione tra Svezia e Norvegia comportò che i norvegesi diventassero "sudditi" della corona svedese, ma nella realtà dalla Convenzione di Moss la Norvegia ottenne l'indipendenza formale e la concessione di una costituzione propria. L'Atto di Unione del 1815 sancì che i due regni erano formalmente sullo stesso piano.

Carlo XV di Svezia-Norvegia nel 1865, il primo re dell'Unione ad essere fotografato.

Emersero tuttavia fin da subito delle profonde divergenze socio-politiche tra le due nazioni: il sistema norvegese era molto più democratico, con un parlamento forte (lo Storting), la costituzione garantiva libertà notevoli per l'epoca e quasi la metà del popolo norvegese aveva diritto al voto, anche se tutti maschi. In Svezia, invece, il re aveva riacquisito i suoi poteri assoluti, il Riksdag era stato ridimensionato e la società appariva molto più chiusa e ostile per chi voleva salire le gerarchie.

L'unica vera istituzione in comune era il re, e le questioni legate ai simboli dell'Unione (stemmi, bandiere e titoli) alimentarono le tensioni, insieme con la percezione comune all'estero che lo stato fosse in realtà dominato dagli svedesi.

Nel 1844 salì al potere re Oscar I. Durante il suo regno, si raggiunse un periodo di maggiore equilibrio e cooperazione, periodo che è spesso considerato l'apice dell'Unione. Quegli anni di stabilità favorirono lo sviluppo dello scandinavismo, un movimento politico-culturale che promuoveva l'unità non solo culturale, ma anche politica di Svezia, Norvegia e Danimarca, paese in cui il movimento aveva avuto origine.

Dalla seconda metà del secolo, tuttavia, l'equilibrio iniziò a crollare: lo scandinavismo subì un duro colpo quando, durante la seconda guerra danese-tedesca, Carlo XV fu costretto sia dal governo svedese che da quello norvegese a non mantenere la promessa di aiuto militare data alla Danimarca.

Il nodo centrale divenne quindi la politica estera, con le richieste norvegesi di avere dei consoli propri per tutelare i crescenti interessi della sua potente marina. Le trattative fallirono ripetutamente, e la crisi finale esplose nel 1905, quando Oscar II pose il veto definitivo alla proposta e si rifiutò di scendere a compromessi. Lo Storting dichiarò che la Norvegia non riconosceva più il re come proprio e proclamò la dissoluzione dell'Unione, supportata da uno schiacciante plebiscito popolare.

Oscar II fu costretto a rinunciare alla corona norvegese nei negoziati pacifici di Karlstad e nel novembre 1905 la Norvegia divenne pienamente indipendente, con l'ascesa al trono di Haakon VII.[4]

Dal 1914 ai giorni nostri

[modifica | modifica wikitesto]

La Svezia nella prima guerra mondiale e la questione delle Isole Åland

Truppe svedesi, tedesche e russe sulle Isole Åland, 1918

Allo scoppio della prima guerra mondiale, congiuntamente con Norvegia e Danimarca, la Svezia dichiarò la propria neutralità: fece tuttavia ai tedeschi, per i quali l'élite del paese simpatizzava, diverse concessioni, tra cui l'utilizzo dei propri cavi telegrafici per la comunicazione militare.

La popolazione delle Isole Åland era di etnia svedese, ma queste erano state cedute al Granducato di Finlandia (provincia dell'impero russo) nel 1809, a seguito di una pesante sconfitta durante le guerre napoleoniche. Nel 1918, durante la guerra civile finlandese, nelle isole nacque un movimento che chiedeva la separazione dalla Finlandia, ormai indipendente dai russi, e l'adesione al Regno di Svezia. Secondo le stime della delegazione che si presentò a Stoccolma, il 95% degli abitanti delle isole era favorevole all'unione.[5] Nel febbraio dello stesso anno, gli svedesi inviarono le proprie truppe sull'arcipelago, ma furono costrette a ritirarsi dopo che i tedeschi, i quali intravidero un'opportunità di indebolire la Russia, nel mese di marzo invasero le isole e ne rimasero temporaneamente i soli proprietari. Con la sconfitta della Germania nella Grande Guerra, i tedeschi dovettero ritirarsi, e la questione fu risolta quando nel 1921 la Società delle Nazioni attribuì le isole alla Finlandia in via definitiva.

La seconda guerra mondiale

Lo stesso argomento in dettaglio: Svezia nella seconda guerra mondiale.

Allo scoppio del conflitto, i paesi scandinavi si dichiararono nuovamente neutrali, ma Danimarca e Norvegia subirono comunque l'invasione nazista nel 1940. La Svezia mantenne la propria neutralità formale, ma operò in modo controverso: se da un lato concesse alle truppe naziste il transito nel proprio territorio e rifornì la macchina bellica nazista di risorse minerarie, al fine di mantenere la propria indipendenza, allo stesso tempo aiutò gli Alleati in modo indiretto, accogliendone rifugiati e cittadini ebrei e condividendo con loro la propria attività di intelligence.

Sul finire della guerra, le concessioni svedesi alla Germania nazista si fecero sempre più limitate.

L'età contemporanea

[modifica | modifica wikitesto]
Olof Palme durante il mandato come Ministro di Stato della Svezia, 1984

Durante la Guerra Fredda, la Svezia proseguì la propria linea di neutralità storica, seppur collaborando informalmente con l'Occidente. La politica del paese fu dominata dal Partito Socialdemocratico per decenni: tra i più noti leader del partito vi è sicuramente Olof Palme, considerato tra i più importanti politici svedesi del Novecento per il suo forte sostegno al welfare state e all'uguaglianza universale, oltre che per la sua aspra critica alle grandi potenze. Notoriamente, condannò la Guerra del Vietnam e l'apartheid sudafricano in pubblico,[6] guadagnando grande prestigio internazionale ma anche numerose critiche. Alcuni, infatti, sentivano minacciata la storica neutralità della Svezia, e altri invece consideravano ipocrita l'essere formalmente non schierati e prendere apertamente posizioni allo stesso tempo. Il 28 febbraio 1986, in quello che ad oggi è considerato il peggior caso di cronaca nera nella storia del paese, Palme fu assassinato: nel 2020 l'indagine fu chiusa, ma ancora oggi il vero colpevole resta incerto.[7]

Negli anni '90, la Svezia affrontò una grave crisi economica, che la spinse, nel 1995, ad unirsi all'Unione Europea. Nel 2022, in una svolta storica nella propria politica estera, la Svezia ha richiesto l'adesione alla NATO, abbandonando la propria neutralità a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Il paese è entrato ufficialmente a far parte dell'alleanza nel 2024.[8]

  1. ↑ symbolhunt.com, https://symbolhunt.com/sweden/national-hero/.
  2. ↑ (EN) Michael Roberts, The Age of Liberty: Sweden 1719-1772, Cambridge University Press, 30 ottobre 2003, ISBN 978-0-521-52707-1. URL consultato il 14 gennaio 2026.
  3. ↑ Morten Nordhagen Ottosen, The Napoleonic Wars in Scandinavia, collana The Cambridge History of the Napoleonic Wars, vol. 2, Cambridge University Press, 2023, pp. 541–562, ISBN 978-1-108-41766-2. URL consultato il 14 gennaio 2026.
  4. ↑ (EN) Robert Nisbet Bain, Scandinavia: A Political History of Denmark, Norway and Sweden from 1513 to 1960, Adegi Graphics LLC, 1905, ISBN 978-0-543-93900-5. URL consultato il 14 gennaio 2026.
  5. ↑ (SV) Då höll Åland på att bli en del av Sverige, su www.aftonbladet.se, 29 marzo 2014. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  6. ↑ Olof Palme awarded for his contribution to the struggle against apartheid, su thepresidency.gov.za.
  7. ↑ Olof Palme - Biography, Assassination and Facts, su britannica.com.
  8. ↑ La Svezia è ufficialmente un membro della NATO, su it.euronews.com.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàLCCN (EN) sh85131055 · J9U (EN, HE) 987007553688205171