Variaghi

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Con il nome Variaghi, o Vareghi, si identificano le genti norrene che migrarono dalla penisola scandinava verso sud-est.[1]

Esercitando le attività di commercianti e pirati, e servendo come mercenari, essi vagarono per il complesso sistema dei fiumi della Russia europea giungendo fino al Mar Caspio e a Costantinopoli. I Variaghi crearono un sistema di fortezze e di stazioni commerciali dando origine al primo Stato russo, la Rus' di Kiev.[1]

I Bizantini, nelle loro cronache, usarono il termine Variaghi per indicare sia gli scandinavi che gli altri gruppi germanici ad essi collegati. Nella più antica cronaca russa, il Manoscritto Nestoriano, anche gli abitanti dell'Inghilterra vengono identificati con questo nome.

Nella Rus' di Kiev[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rus' di Kiev.
Nikolaj Konstantinovič Roerich, Ospiti d'oltremare, 1901

Secondo la più antica cronaca russa, la Cronaca degli anni passati, i Variaghi giunsero in quella regione intorno al IX secolo, provenendo dal mar Baltico, su invito delle tribù guerriere slave e finniche, per portare la pace nella regione.

Nel IX secolo d.C. le tribù slave, provenienti dalle zone paludose tra le attuali Ucraina, Polonia e Bielorussia, si erano stabilite anche nei territori a nord e a est di quelle stesse zone, e avevano fondato una serie di città. Ogni città era al centro di un territorio ben circoscritto. Queste città erano indipendenti, potevano stringere alleanze tra di loro oppure farsi la guerra, soprattutto per motivi di commercio. L'autonomia di queste città, dunque, non era un punto di forza, bensì di debolezza, soprattutto di frotne ai popoli delle steppe (Peceneghi e Khazari) che abitavano più a sud.

Nell'862, proprio per consolidare la propria supremazia sulle altre città, la città di Velikij Novgorod chiamò i Variaghi:

« Il nostro Paese è grande e ricco, ma non vi è alcun ordine. Venite dunque, e regnate su di noi come principi »
(Cronaca degli anni passati)

Essi attraversarono il Baltico (qualcuno dice che provenissero soprattutto dall'isola del Gotland) e, muovendosi lungo i fiumi, occuparono il nord e il centro delle attuali Russia e Ucraina.

Questa popolazione era chiamata "Variaghi" da Slavi e Bizantini (forse dal protogermanico *vár, 'giuramento'), e Ruotsi dai Finni (dalla radice *rŭon, 'remare'; le fonti slave e bizantine non usano mai il termine Ruotsi).

A capo dei Variaghi c'erano i tre fratelli Rjurik, Sineus e Truvor (nomi già russificati; nelle cronache scandinave compaiono con i nomi di Hrœrekr, Sikniutr e Thorwardr), che con il loro seguito posero la residenza proprio a Novgorod. I Variaghi aiutarono Novgorod a sconfiggere le altre città e a sottomettere il contado, ma poi decisero di fondare sul territorio russo un loro Stato. Dopo la morte di Sineus e Truvor, restò il solo Rjurik: iniziava la dinastia rurikide, al potere in Russia fino al 1610.

Nell'882 Oleg, parente di Rjurik e membro del suo seguito, conquistò da Novgorod la città di Kiev. Nello spazio di vent'anni la capitale del nuovo Stato diventò Kiev e il territorio si espanse notevolmente. Secondo la Cronaca degli anni passati Oleg fece uccidere «Askold e Dir, che governavano la città di Kiev come principi». Ma chi erano questi due principi con nome germanico a Kiev? O c'era già stata una spedizione, forse di pirati, forse di commercianti, di Variaghi a Kiev prima dell'862, o una parte dei Variaghi giunti a Novgorod nell'862 avrebbe poi subito proseguito, verso sud, fino a Kiev (è l'ipotesi più probabile, appoggiata da Boris Rybakov).

È probabile che queste prime notizie siano in parte leggendarie, ma è storicamente assodato che intorno all'VIII secolo nei pressi del Lago Ladoga vi fosse un insediamento svedese: Aldeigjuborg (l'odierna città di Staraja Ladoga).

A differenza di quanto avvenne per i Vichinghi in Normandia e in Inghilterra, l'assimilazione fra Variaghi e Slavi fu molto rapida: 30-50 anni. Nei primi tempi i nomi dei guerrieri sono scandinavi, quegli degli strati umili sono tipicamente slavi. Ma gli uomini variaghi sposarono subito donne slave (quindi è probabile che i Variaghi non avessero portato le donne con sé dalla Scandinavia). Nei boschi intorno a Novgorod sono state trovate un centinaio di iscrizioni su corteccia di betulla: grafemi runici per scrivere parole slave; anche questo dimostrerebbe che l'assimilazione fu molto rapida.

Il dibattito storiografico[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo dei Variaghi nella storia russa fu un argomento molto dibattuto dagli storici russi del XIX secolo.

  • I sostenitori della cosiddetta teoria normannista (i tedeschi Siegfried Bayer e Kurd von Schlözer,[2] ma anche i russi Nikolaj Michajlovič Karamzin e Michail Petrovič Pogodin) affermavano la veridicità di quanto narrato nella Cronaca degli anni passati, la più antica cronaca russa, ossia che i Variaghi furono invitati dagli Slavi a governare le loro terre per porre fine alle guerre, e che la fondazione dello Stato russo fu opera dei Variaghi, non degli Slavi. Il nome stesso Rus' deriverebbe da Ruotsi. Questa teoria fu utilizzata per giustificare l'autocrazia russa: Pogodin, per esempio, affermava che la Russia era esente da sconvolgimenti sociali e rivoluzioni in quanto la sottomissione del popolo ai suoi governanti era stata volontaria fin dalle origini.
  • A queste teoria si opposero sia i progressisti sia i panslavisti più accesi, che riducevano al minimo l'influsso degli invasori germanici nelle terre slave, e addirittura proponevano che lo stesso Rjurik fosse in realtà slavo e non scandinavo. La teoria slavista comunque fu sostenuta anche da importanti studiosi, soprattutto slavi, come Henryk Łowmiański, e sosteneva che la fondazione della Rus' di Kiev fu opera di una tribù sarmatico-protoslava, i Rossolani.

La posizione più equilibrata è intermedia tra le due precedenti. Non c'è dubbio che una popolazione germanica si stabilì in quel territorio, ma non si deve esagerare questa presenza: le scoperte archeologiche ci fanno pensare ad una popolazione variaga di circa 5.000 uomini guerrieri (come già detto, non sappiamo se le donne fossero al seguito o fossero rimaste in Scandinavia).

Anche il X Congresso di Studi Slavistici (tenutosi a Sofia nel 1980) adottò la conclusione che l'arrivo dei Variaghi sia stato effettivamente una "chiamata": era usanza tra gli Slavi che, in un contesto di lotte, si chiamasse un principe da fuori. Le modalità tramanandate per questa chiamata sono però probabilmente leggendarie: per il professor Riccardo Picchio si trattava di un modo elegante per coprire un'operazione militare; alcuni studiosi inglesi hanno messo in evidenza le analogie tra cronache anglosassoni e russe nel descrivere gli spostamenti dei Vichinghi.

Riccardo Picchio ha notato che nella Cronaca degli anni passati:

  • in una prima fase i termini "Variaghi" e "Rus'" sono facilmente intercambiabili tra di loro e opposti a "Slavi": quindi con il termine "Rus'" ci si riferiva alla popolazione germanica in contrapposizione agli Slavi;
  • in una seconda fase, invece, il termine "Variaghi" è usato in contrapposizione a "Rus'", con cui sono identificati gli Slavi.

Probabilmente, i Variaghi si assimilarono quasi nella loro totalità con gli Slavi nel giro di pochi decenni, ma una piccola minoranza non si sarebbe assimilata e avrebbe preso un'altra strada.[3]

Nell'impero bizantino: la Guardia Variaga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guardia variaga.
Le guardie Variaghe.

Oltre che mercanti e pirati, i Variaghi costituivano anche truppe di élite per l'imperatore bizantino e persino per il califfo.

I Variaghi fecero il loro ingresso nel mondo bizantino nell'839, quando l'imperatore Teofilo concordò con loro l'ingaggio di alcuni mercenari per il suo esercito.

Benché i Variaghi stabilitisi nella Rus' di Kiev intrattenessero con i Bizantini pacifici rapporti commerciali, alcuni scorridori variaghi effettuarono razzie: le cronache ne riportano notizia relativamente agli anni 860, 907, 911, 941, 945, 971 e 1043. Il successo di queste razzie si limitò però esclusivamente a convincere i Bizantini a rinnovare i trattati commerciali con i Rus', poiché militarmente (anche grazie all'impiego del fuoco greco) la superiorità bizantina non fu mai in discussione.

Nel 988, quando il principe di Kiev, Vladimir I si convertì al cristianesimo ortodosso, l'imperatore Basilio II gli diede in sposa la sorella Anna in cambio di 6.000 guerrieri, che divennero la sua guardia personale, la famosa "Guardia Variaga". Questo reparto fu uno degli elementi più combattivi e leali dell'esercito bizantino, come descrive Anna Comnena nella cronaca del regno di suo padre Alessio I. La loro arma principale era una grande ascia da battaglia da manovrare con due mani, ma utilizzavano anche spade ed archi.

La Guardia Variaga fu il solo reparto che combatté con successo nella difesa di Costantinopoli, da loro chiamata Miklagard (in norreno Miklagarðr, 'Grande Città', in islandese Mikligarður), durante la Quarta Crociata. Tuttavia, dopo la caduta della città nel 1204, la Guardia si disperse. Comunque almeno fino al 1404 esistono riferimenti ad un corpo scelto formato da guerrieri "nordici", riconducibile alla Guardia Variaga del passato e non è escluso che la fine di questo corpo speciale sia coincisa con quella dell'impero che servì. A quel tempo la Guardia era composta da mercenari inglesi, scozzesi e normanni sia scandinavi che russi.

Uno dei più famosi membri della Guardia Variaga fu il futuro re di Norvegia Harald III, anche conosciuto come Harald Hardrada che giunse a Costantinopoli nel 1035. Egli partecipò a otto battaglie e divenne Akolythos, comandante della Guardia, prima del suo ritorno in patria nel 1043.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fritz Epstein, Variaghi, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato l'8 novembre 2014.
  2. ^ Kurd von Schlözer, I primi abitanti della Russia: Finni, Slavi, Sciti e Greci. Saggio storico e geografico (PDF), in Revue de Philologie, de Littérature et d'Histoire ancienne, 2-3, Parigi, 1846. URL consultato il 19 agosto 2016. (traduzione italiana dell'originale francese)
  3. ^ La popolazione dei Cabardini-Balcari, tuttora esistente, rappresenta ancora oggi un enigma etnografico. Vivono nel Caucaso e in Armenia, ma hanno una descrizione somatica tipicamente germanica: potrebbero essere discendenti dei Variaghi non assimilati.

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