Vladimir I di Kiev

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Vladimir I di Kiev
Vladimir Svyatoslavovich.jpg
Gran principe di Kiev
Principe di Novgorod
In carica 969 come Principe e 11 giugno 980 come Gran Principe –
977 come Principe e 15 luglio 1015 come Gran Principe
Incoronazione incoronato Gran Principe 11 giugno 980
Predecessore Jaropolk I di Kiev(Gran Principe) e Svjatoslav I di Kiev (Principe)
Successore Svjatopolk I di Kiev(Gran Principe) e Jaropolk I di Kiev (Principe)
Nascita 958 circa
Morte Russia, 15 luglio 1015
Luogo di sepoltura Chiesa delle Decime
Dinastia Dinastia Rurik
Padre Svjatoslav I di Kiev
Madre Maluša
Coniugi Allogia
Rogneda di Polock
Adela
Malfrida
Anna Porfirogenita
una nipote di Ottone I di Sassonia
Figli Izyaslav di Polotsk
Jaroslav I di Kiev
Mstislav di Chernigov
Boris
Gleb
Maria Dobroniega di Kiev
Agata di Kiev (possibile)
Religione cristiana
San Vladimir I di Kiev
Vladimir e Rogneda, dipinto di Anton Losenko.
Vladimir e Rogneda, dipinto di Anton Losenko.

Principe

Nascita 958
Morte 1015
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa russa
Ricorrenza 15 luglio
Attributi croce, trono, corona
Patrono di Russia, Ucraina

Vladimir I di Kiev, detto il santo, noto come Volodymyr in ucraino, Valdimar in normanno e Volodymer in ruteno antico, e anche conosciuto in Ucraina e Russia come San Vladimir o Vladimir il Grande (95815 luglio 1015), fu Gran Principe di Kiev.

Fu figlio illegittimo di Svjatoslav I che lo concepì con la propria serva Maluša[1], descritta nelle saghe scandinave come una profetessa vissuta cento anni, che fino alla sua morte abitò una caverna nei pressi di Kiev, dalla quale veniva trasportata a palazzo quando i sovrani avevano bisogno delle sue profezie. Il fratello di Maluša, Dobrynja, fu il tutore di Vladimir e, in seguito, il suo più fido consigliere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Versioni agiografiche di dubbia autenticità connettono la sua educazione infantile alla figura della nonna Ol'ga, che durante le campagne militari di Svjatoslav I reggeva il potere a Kiev. Di stirpe variaga, governò la Rus' di Kiev dal 980 al 1015; nel 988 si convertì al cristianesimo invertendo così la posizione del padre Svjatoslav che aveva difeso le tradizioni pagane (probabilmente un sincretismo di elementi norreni e slavi).

Quando, nel 969, Svjatoslav trasferì il suo quartier generale a Perejaslavec, assegnò a Vladimir il governo di Novgorod ma dette al suo primogenito Jaropolk il controllo di Kiev, che era la capitale del principato. Dopo la morte di Svjatoslav (972) scoppiò la guerra, nel 976 tra Jaropolk ed il fratello minore Oleg, che aveva ottenuto dal padre il governo di Dareva. Nel 977 Vladimir insieme con i suoi parenti dovette rifugiarsi in Norvegia, presso Hákon Sigurðarson conte di Lade lasciando cadere Novgorod nelle mani di Jaropolk. Tornato in Russia l'anno seguente, dopo aver radunato un vasto esercito, Vladimir nel 979 riconquistò Novgorod. Uccise poi il principe Variago Ragnvald di Polock e costrinse la figlia, Ragnhild, promessa sposa di Jaropolk, a sposarlo.

Jaropolk fuggì quando Vladimir pose l'assedio a Kiev e venne poi ucciso nel 980 dopo essersi arreso. Con la sua morte Vladimir pose fine alla guerra e tornò a governare su tutti i domini del padre.

Sebbene nella Rus' vi fossero molti cristiani, la cui conversione risaliva al periodo di governo di Ol'ga, Vladimir rimase, inizialmente, pagano, prendendo numerose mogli ed erigendo statue ed altari a divinità come Perun e Veles. Vladimir proseguì nella politica di espansione del Rus', combattendo in Galizia nel 981, contro gli jatvingi sulle coste del mar Baltico nel 983, contro i Bulgari nel 985 e contro l'Impero bizantino, in Crimea, nel 987.

Nel 988 ottenne dall'imperatore Basilio II (976-1025) la mano della sorella Anna ma dovette accettare la conversione al cristianesimo di rito bizantino. Tornato in patria, abbandonò le altre mogli, fece abbattere tutte le statue e gli idoli pagani ed erigere numerose chiese. In seguito inviò ambasciatori a Roma e presso gli altri stati cristiani dell'Europa e contribuì alla fondazione del monastero del Monte Athos.

Per amministrare al meglio i suoi possedimenti formò un grande concilio formato dai rappresentanti dei boiardi della Rus. Dopo la morte di Anna si sposò nuovamente con la nipote di Ottone I.

Morì a Berestovo, nei pressi di Kiev, nel 1015. Il suo corpo, diviso in varie parti, fu distribuito alle chiese e ai monasteri che aveva fondato, nelle quali ancora prima della sua canonizzazione, fu venerato come santo. Prendono oggi il suo nome una delle più grandi cattedrali e l'università di Kiev. A livello onorifico è stato istituito in Russia l'ordine di San Vladimir. La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa lo commemorano il 15 luglio.

La successione di Vladimir[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del gran principe Vladimir scoppiarono lotte e contrasti tra i figli. Nicolas de Baumgarten, studioso di questo periodo, ha segnalato in Svjatoslav, Boris, Gleb, Mstislav, Jaroslav e Svjatopolk i figli di Vladimir che giocarono un ruolo importante in queste lotte.

Quando morì Vladimir, Jaroslav si trovava a Novgorod, Svjatoslav a Suzdal', Boris a Rostov, Gleb a Murom e Svjatopolk a Turov. Secondo il diritto ereditario, il figlio maggiore Svjatopolk sarebbe dovuto diventare gran principe di Kiev, ma Svjatopolk, per evitare contrasti, fece uccidere Boris, Gleb e Svjatoslav. A questo punto Jaroslav, il secondogenito, «indispettito da questi fatti» (Cronaca degli anni passati), ma forse soprattutto per la paura di essere attaccato da Svjatopolk, si armò e si preparò a sostenere un attacco.

Le cronache di Novgorod ci informano che non c'erano buoni rapporti tra Jaroslav e i suoi cittadini di Novgorod, perché la sua družina aveva violentato alcune donne della città e i responsabili non erano stati puniti. Forse la družina godeva di una certa immunità, forse a quell'epoca era ancora composta da Variaghi che quindi erano giudicati secondo il diritto germanico. Jaroslav decide quindi di fare lui stesso pubblica ammenda davanti alla Veče nella cattedrale di San Giorgio a Novgorod, pagando un risarcimento alle famiglie. La Veče accettò queste scuse e decise di arruolare un esercito agli ordini di Jaroslav per opporsi a Svjatopolk.

Svjatopolk, per essere sicuro di vincere contro Jaroslav, non si limitò a mettere in campo il suo esercito di Turov e quello di Kiev, ma si alleò anche con i Peceneghi e con il suocero, il re polacco Boleslao. Facendo questo, Svjatoslav si stava alleando con un popolo pagano e con i cristiani latini: le Cronache denunciano perciò che questa era chiaramente una alleanza "contro la Chiesa".

La battaglia tra Svjatopolk e Jaroslav avvenne nel 1017 presso il fiume Bug, poco a nord di Kiev. La battaglia venne vinta da Svjatopolk, ma Jaroslav riuscì a riparare nella roccaforte di Novgorod.

A questo punto, però, l'alleanza di Svjatopolk venne meno. I Peceneghi mostrarono chiaramente la loro intenzione di conquistare o almeno saccheggiare Kiev; Svjatopolk li massacrò. Anche la città di Turov pensava di estendere il proprio dominiio su Kiev, e per questo Svjatopolk attaccò la sua città di origine. I Polacchi fecero intendere che volevano conquistare Kiev: Svjatopolk dovette fare sollevare la popolazione di tutte le cittadine che Boleslao aveva già conquistato nella sua marcia verso Kiev; Boleslao, pur non essendo stato sconfitto militarmente, ritenne più sicuro ripiegare in Polonia. Di tutta questa situazione riuscì ad approfittare Jaroslav, che ottenne persino l'appoggio degli abitanti di Kiev. La battaglia decisiva avvenne nel 1019 sul fiume Al'ta: Svjatopolk venne ucciso e Jaroslav entrò a Kiev come nuovo gran principe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Диба Ю. Батьківщина святого Володимира: Волинська земля у подіях X століття (Міждисциплінарні нариси ранньої історії Руси-України). - Львів: Видавництво “Колір ПРО”, 2014. - 484 с.: іл. - (Серія “Невідома давня Україна”. - 1)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Gran Principe di Kiev e Novgorod Successore
Jaropolk I 978 - 1015 Svjatopolk I
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