Lingua jatvingica

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Jatvingico
jātviun bilā
Parlato in Lituania occidentale e Prussia orientale (Polonia)
Periodo XI-XV secolo
Locutori
Classifica estinta
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Baltiche
  Baltiche occidentali
   Jatvingico
Codici di classificazione
ISO 639-2 bat
ISO 639-3 xsv (EN)
Glottolog nessun valore nessun valore (EN)
Estratto in lingua
Il Padre Nostro
Tâve Nûsun, kas tû esei en dandun.
Sventintas virst tvajas emenis.
Pereit tvajâ rikê.
Tvajat kvaitas aedastsin kaigi en dangun, tît dîgi na zemien.
Nûsun deininin geitin dais nûmas shandejnau.
Be atrerpeis nûmas nûsans aushautins,
kai mes atverpimas nûsaimas aushautenîkamans.
Be ni vedais mans en perbandasnan
sklait izrankeis mans aza visan vargan.
Amen.

Lo jatvingico (conosciuto anche come sudoviano[1]) era una lingua baltica occidentale nell'Europa nordorientale. Strettamente imparentato con l'antico prussiano, veniva parlato a sud-ovest del fiume Nemunas, in Galindia ed in Sudovia, territori più tardi conosciuti come Prussia orientale e Lituania sudoccidentale. La Sudovia e la Galindia erano due delle dodici originali terre prussiane. Anche se non rappresentavano due lingue separate, sudovico e jatvingico si differenziavano come dialetti già nel X secolo, ed è stato documentato negli scritti. Era una lingua sia molto arcaica, sia molto influenzata dalle lingue germaniche, come tutti gli altri dialetti baltici (come si deriva dal prestito germanico, virdan, "parola", che preserva la desinenza di genere neutro -an, assente dal lettone e dal lituano).

I distretti prussiani meridionali di Sudovia e Galindia vennero parzialmente sopraffatti e conquistati dagli slavi intorno alle odierne Białystok e Suwałki nella Polonia nordorientale, e vicino a Hrodna (in precedenza Grodno) in Bielorussia. Alcuni elementi delle parlate baltiche si possono trovare ancora in Bielorussia ed in Ucraina, a causa del ristabilimento dei rifugiati e dei prigionieri dalla Prussia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Toso Fiorenzo, III. Paesi esterni al'Unione Europea, in Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 468, ISBN 88-8490-884-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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