Storia della Città del Vaticano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Immagine commemorativa. Da sinistra verso destra, Vittorio Emanuele III di Savoia, Papa Pio XI e Benito Mussolini.

Lo Stato della Città del Vaticano nacque l'11 febbraio del 1929, con i Patti Lateranensi, firmati tra l'Italia fascista e la Santa Sede; con questi accordi (modificati con l'Accordo di villa Madama del 1984) si concludeva la cosiddetta "questione romana" apertasi nel 1870, con la storica Presa di Roma.

Con questi accordi, entrati in vigore ufficialmente il 7 giugno 1929, la nuova entità statale ottenne la piena sovranità su: la piazza e la Basilica di San Pietro, i Palazzi Vaticani, i Giardini e alcuni edifici adiacenti.

Le basiliche di San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore, la Cancelleria, il palazzo di Propaganda Fide, il palazzo e i giardini di Castel Gandolfo e altri edifici posti nella città di Roma ottennero, invece, il diritto di extraterritorialità.

Lo spazio aereo e il sottosuolo furono interdetti allo Stato italiano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]