Sofia del Palatinato

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Sofia di Wittelsbach-Simmern
Electress Sophia, Princess Palatine.jpg
Ritratto di Sofia del Palatinato realizzato da Gerard van Honthorst nel 1650.
Duchessa consorte di Brunswick-Lüneburg
Elettrice di Hannover
Principessa di Calenberg
Principessa Palatina del Reno
Stemma
In carica 1692 –
23 gennaio 1698
Nome completo Sofia, contessa Palatina di Simmern
Nascita L'Aia, 14 ottobre 1630
Morte Hannover, 8 giugno 1714
Luogo di sepoltura Cappella del Leineschloss ad Hannover, 9 giugno 1714; in seguito nel Welfenmausoleum, presso il castello di Herrenhausen, Hannover
Padre Federico V
Madre Elisabetta Stuart
Consorte Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
Figli Giorgio I di Gran Bretagna
Federico Augusto
Massimiliano Guglielmo
Sofia Carlotta
Carlo Filippo
Cristiano
Ernesto Augusto
Religione protestantesimo

Sofia del Palatinato (L'Aia, 14 ottobre 1630Hannover, 8 giugno 1714) era la più giovane delle figlie di Federico V della Casa di Wittelsbach, Re d'inverno di Boemia, e di Elisabetta Stuart. Frequentemente ci si riferisce a lei come all'Elettrice Sofia, soprattutto quando nel testo si cita anche la nipote e futura nuora, chiamata invece Principessa Sofia.

Mediante l'Act of Settlement del 1701, un atto del parlamento di Westminster che cambiò la consueta legge di ereditarietà dei troni d'Inghilterra e Irlanda, Sofia venne dichiarata erede presuntiva della cugina regina Anna di Gran Bretagna e Irlanda; essa non venne però mai dichiarata erede di Scozia.

Essa sarebbe succeduta ad Anna se non fosse morta alcune settimane prima della monarca inglese; alla morte di Sofia, suo figlio Giorgio Luigi, elettore di Hannover e duca di Brunswick-Lüneburg, divenne l'erede presuntivo e, alla morte di Anna, salì al trono come Giorgio I.

Come madre di Giorgio I, Sofia è l'antenato che collega la linea di successione degli Stuart a quella hannoveriana al trono britannico, fino ai moderni discendenti della Casa di Windsor. Suo nonno era Giacomo I e VI di Inghilterra e Scozia, mentre suo zio era Carlo I d'Inghilterra e Scozia, e sua bisnonna era Maria Stuart, regina di Scozia. Pertanto Sofia è l'anello di collegamento per il passaggio dagli Stuart agli Hannover.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Sofia del Palatinato in un ritratto del 1641.

Sofia nacque nel 1630 presso il casino di caccia di Rhenen, non lontano da L'Aia, nei Paesi Bassi, dove suo padre si trovava in esilio dopo la sconfitta subita nella Battaglia della Montagna Bianca; era la più giovane delle cinque figlie femmine e la dodicesima degli eredi dell'elettore palatino Federico V e di Elisabetta Stuart, nata principessa d'Inghilterra e figlia di re Giacomo I. Sofia crebbe a Leida finché, nel 1641, non fece ritorno alla corte materna a L'Aia.

Sofia era una ragazza molto colta: parlava inglese con sua madre, tedesco o olandese con i suoi fratelli e parlava correntemente il francese; nelle sue lettere si trovano ancora oggi molte espressioni o proverbi olandesi, spesso con intenti ironici.

Sua madre le propose di sposare il loro vicino, l'esiliato Carlo II d'Inghilterra, ma la giovane Sofia non era interessata ad unirsi in matrimonio con un suo primo cugino; nel 1650 ella andò quindi a vivere ad Herrenhausen con il fratello Carlo I Luigi, nuovo elettore palatino appena restaurato nel possesso delle sue terre.[1]

Elettrice di Hannover e la passione per la cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sofia del Palatinato in un ritratto di Peter Lely.

Sofia sposò il 30 settembre 1658 ad Heidelberg il principe Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg, che, nel 1692, venne elevato al rango di principe elettore di Hannover; gli elettori erano dei principi tedeschi con il diritto di voto alle elezioni dell'imperatore del Sacro Romano Impero. Ernesto Augusto era un cugino di secondo grado della madre di Sofia, Elisabetta, in quanto entrambi erano pronipoti e discendenti di Cristiano III di Danimarca.

Negli anni alla corte di Hannover, Sofia divenne amica ed ammiratrice del filosofo e fisico Gottfried Leibniz, cortigiano presso il casato dei Brunswick dal 1676 fino alla morte nel 1716, il quale venne da lei largamente promosso e chiamato a svolgere la mansione di bibliotecario ad Hannover. L'amicizia si tradusse in una fitta corrispondenza, che venne pubblicata per la prima volta nel XIX secolo (Klopp, 1873)[2]: il carteggio rivela che Sofia era una donna di eccezionali capacità intellettuali e di grande curiosità nella sua epoca. Aveva letto le opere di Cartesio e di Baruch Spinoza, tanto che incoraggiò il marito ed i figli a leggere i libri di quest'ultimo e contribuì a renderlo popolare a corte.

Il nobile francese Antoine Carré pubblicò a Parigi nel 1671 Livre des Guitarre contenant plusieurs (con composizioni per chitarra barocca), che dedicò a Sofia. Nel 1679 lei e la figlia di 13 anni Sofia Carlotta (detta Figuelotte) visitarono la nipote Liselotte a Parigi, presso la Reggia di Versailles, in incognito, col nome di madame de Osnabruck, con l'idea di sondare il terreno per una possibile unione matrimoniale di gran prestigio con sua figlia; l'auspicato fidanzamento della figlia di Sofia col Gran Delfino, ad ogni modo, non ebbe luogo perché Luigi XIV aveva già prescelto un'altra candidata.

Si dilettava nel ricamo ed alcune sue opere a carattere religioso (in prevalenza paliotti), furono poi donate all'abbazia di Loccum e sopravvivono sino ai nostri giorni.

La passione per i giardini[modifica | modifica wikitesto]

Monumento commemorativo all'elettrice Sofia eseguito da Wilhelm Engelhard e posto nel Grosser Garten di Hannover
Il Grosser Garten di Hannover in una stampa d'epoca

Dal 1664 al 1665, Sofia compì un lungo grand tour in Italia dove ebbe modo di vedere molte ville e giardini dell'epoca, riportando poi queste esperienze in patria e favorendo con queste conoscenze il prestigio e l'ascesa sociale del marito.

Nel suo nuovo ruolo di elettrice di Brunswick-Lüneburg, infatti, Sofia si occupò direttamente della progettazione della residenza estiva della sua famiglia ad Hannover, il castello di Herrenhausen, spesso lasciata libera di fare ciò che credeva dal principe suo consorte che preferiva trascorrere il suo tempo libero con l'amante, la contessa von Platen al Leinenschloss.

Uno dei suoi primi progetti fu la prosecuzione dei lavori al Grosser Garten iniziato a suo tempo da suo cognato Giovanni Federico; ella ne curò la riprogettazione completa e l'ampliamento a partire dal 1680. Nel progetto si avvalse del'esperienza dell'architetto paesaggista Martin Charbonnier che già l'aveva assistita nella sistemazione del giardino del castello di Osnabrück. Oltre alle impressioni di viaggio tratte in Italia ed in Francia, nella sua arte Sofia fu ispirata soprattutto dal barocco olandese che aveva vissuto negli anni della sua giovinezza.

L' Act of Settlement 1701[modifica | modifica wikitesto]

Christine van den Heuvel dell'Archivio di Stato di Hannover con una copia della carta di successione rilasciata a Sofia nel 1706

La corona d'Inghilterra, in mancanza di un discendente legittimo di Maria II, Guglielmo III ed Anna, venne offerta «all'eccellentissima principessa Sofia, elettrice e duchessa vedova di Hannover» e ai «suoi eredi, se protestanti». L'estratto dell'atto che nomina Sofia erede del regno recita così:

(EN)

«Therefore for a further Provision of the Succession of the Crown in the Protestant Line We Your Majesties most dutifull and Loyall Subjects the Lords Spirituall and Temporall and Commons in this present Parliament assembled do beseech Your Majesty that it may be enacted and declared and be it enacted and declared by the Kings most Excellent Majesty by and with the Advice and Consent of the Lords Spirituall and Temporall and Comons in this present Parliament assembled and by the Authority of the same That the most Excellent Princess Sophia Electress and Dutchess Dowager of Hannover Daughter of the most Excellent Princess Elizabeth late Queen of Bohemia Daughter of our late Sovereign Lord King James the First of happy Memory be and is hereby declared to be the next in Succession in the Protestant Line to the Imperiall Crown and Dignity of the forsaid Realms of England France and Ireland with the Dominions and Territories thereunto belonging after His Majesty and the Princess Anne of Denmark and in Default of Issue of the said Princess Anne and of His Majesty respectively.»

(IT)

«Quindi per un'ulteriore disposizione sulla Successione alla Corona nella Linea Protestante, Noi, diligentissimi e Lealissimi Sudditi di Vostra Maestà, Lord Spirituali e Temporali e Comuni riuniti in questo Parlamento, supplichiamo la Vostra Maestà che possa venire emanato e dichiarato e sia emanato e dichiarato dall'Eccellentissima Maestà del Re, con il Consiglio ed il Consenso dei Lord Spirituali e Temporali e dei Comuni riuniti in questo Parlamento, e con l'Autorità degli stessi, Che l'Eccellentissima Principessa Sofia Elettrice e Duchessa Vedova di Hannover, Figlia dell'Eccellentissima Principessa Elisabetta, in seguito Regina di Boemia, Figlia del nostro precedente Sovrano Signore Re Giacomo il Primo di felice Memoria, sia e venga quindi dichiarata la prossima nella Successione in Linea Protestante alla Corona Imperiale e Dignità dei predetti Reami di Inghilterra, Francia ed Irlanda, con i Domini e Territori a questi appartenenti, dopo Sua Maestà e la Principessa Anna di Danimarca ed in Mancanza di Discendenti della suddetta Principessa Anna e Sua Maestà rispettivamente.»

Erede al trono di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Sofia del Palatinato in un ritratto ufficiale come elettrice vedova di Hannover.

Sofia giocò un ruolo importante nella storia britannica e nella genealogia della casa reale. In quanto figlia di Elisabetta Stuart e nipote di Giacomo I d'Inghilterra (VI di Scozia), lei era la più stretta parente protestante di Guglielmo III (re d'Inghilterra e Scozia per matrimonio, figlio della principessa Maria Enrichetta, figlia a sua volta di Carlo I d'Inghilterra), dopo la di lui cognata Anna, che non aveva figli. Nel 1701, prima che salisse al trono Anna, ancora durante il regno di Guglielmo, l'Act of Settlement rese Sofia erede presuntiva di Anna con lo scopo di porre fine a qualunque pretesa del cattolico Giacomo Francesco Edoardo Stuart, che sarebbe potuto salire al trono come Giacomo III, e di tutti gli altri cattolici che potessero vantare un qualche diritto successorio, in particolare Anna Maria d'Orléans che per diritto ereditario, la madre era Enrichetta Anna Stuart era l’erede dotata di maggior diritto a succedere al trono di Gran Bretagna, ma essendo cattolica e francese, e prima sovrana di Casa Savoia fu esclusa insieme ai primi 56 della linea di successione, infatti l’elettrice Sofia era la 57esima. L'atto restrinse infatti la successione al trono ai soli eredi protestanti di Sofia di Hannover, che non siano mai stati cattolici e che non abbiano sposato un cattolico.

Quando la legge venne approvata, nel 1701, Sofia aveva settantuno anni e cinque dei suoi figli (tra i trentacinque ed i quarantuno anni) e tre nipoti legittimi (tra i quattordici ed i diciott'anni) erano ancora in vita; non avrebbe più avuto nessun nipote legittimo. Un anno e mezzo prima che Giorgio I salisse al torno, sua figlia si sposò con un nipote di Giorgio I; questo ha fatto sì che tutti i membri della linea di successione al trono britannico sono discendenti tanto di Giorgio II di Gran Bretagna quanto della sorella, Sofia Dorotea di Hannover. Da Sofia Dorotea, sposata al futuro re Federico Guglielmo I di Prussia, discendono inoltre i re di Prussia. Si dovette attendere fino al 1723 prima che un membro della linea di successione al trono britannico nascesse effettivamente in Gran Bretagna. Le figlie di Giorgio II si sposarono all'interno delle famiglie reali dei Paesi Bassi, Danimarca e Assia-Kassel, cosicché la linea di successione arrivò ad includere, a partire dal XVIII secolo, anche i nobili di queste nazioni. A partire dagli anni 1770 altri membri della famiglia reale iniziarono a contrarre matrimoni con persone della famiglia imperiale russa, giungendo ad avere discendenti in quella ed in quasi tutte le case reali d'Europa.

Attualmente esistono più di 5 000 discendenti legittimi di Sofia del Palatinato, benché non tutti facciano parte della linea di successione; il Sophia Naturalization Act 1705 garantì il diritto ad ottenere la cittadinanza britannica a tutti i discendenti non cattolici di Sofia, benché attualmente queste disposizioni siano state cambiate.[3][4]

Morte ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

Benché considerevolmente più vecchia della regina Anna, Sofia godeva di una salute molto più forte; nel giugno del 1714, mentre stava passeggiando nei giardini del castello di Herrenhausen, venne sorpresa da un improvviso acquazzone che la costrinse a correre al riparo, ma ebbe un collasso e morì, all'età di ottantatré anni.[1] Poche settimane più tardi, Anna d'Inghilterra morì all'età di quarantanove anni; Sofia fu quindi molto vicina ad ereditare il trono britannico e, se fosse successo, sarebbe stata la persona più vecchia a venire incoronata monarca di Gran Bretagna.

Il figlio maggiore di Sofia, l'elettore Giorgio Luigi di Hannover, divenne erede presuntivo al posto della madre e, qualche settimana più tardi, succedette alla regina Anna come Giorgio I di Gran Bretagna. Sofia Carlotta, figlia di Sofia del Palatinato, sposò Federico I di Prussia, dal quale discendono i successivi re di Prussia ed imperatori di Germania. Le connessioni tra gli imperatori tedeschi e la famiglia reale britannica, che vennero rinnovate con altri matrimoni delle generazioni successive, divennero una questione scottante durante il periodo della Prima guerra mondiale, due secoli più tardi.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sofia del Palatinato e l'unica sua figlia femmina, Sofia Carlotta

Sofia del Palatinato ed Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg ebbero insieme diversi figli. I figli che raggiunsero l'età adulta furono i seguenti:[5]

Sofia rimase assente per quasi un anno dal 1664 al 1665 in occasione di un suo lungo viaggio in Italia col marito Ernesto Augusto. Durante questo periodo mantenne una corrispondenza regolare con la governante dei suoi figli e si interessò particolarmente alla loro crescita sino al suo ritorno quando poté accudirli personalmente.[6][7] Dopo il grand tour, Sofia diede al marito altri quattro figli e una figlia. Nelle sue lettere, Sofia descrive il primogenito come responsabile e coscienzioso e lo poneva ad esempio per gli altri figli più piccoli.[8]

Di tutti i matrimoni dei suoi figli, Sofia fu sempre particolarmente invisa però al matrimonio tra Giorgio Luigi suo primogenito e la cugina Sofia Dorotea di Celle, la nobildonna francese Éléonore d'Esmier d'Olbreuse; Sofia del Palatinato, discendente di stirpe reale e imparentata con le più grandi monarchie europee della sua epoca, era critica nei confronti della madre di Sofia Dorotea che non era di stirpe reale e che lei definiva "polvere mischiata al pepe", ma alla fine ne fu convinta per i vantaggi che questo matrimonio avrebbe apportato alla sua casata.[9]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Palatinato
Simmern
Armoiries électeur palatin 1648.svg

Federico III
Ludovico VI
Figli
Federico IV
Federico V
Figli
Carlo I Luigi
Figli
Carlo II
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Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ludovico VI del Palatinato Federico III del Palatinato  
 
Maria di Brandeburgo-Kulmbach  
Federico IV Elettore Palatino  
Elisabetta d'Assia Filippo I d'Assia  
 
Cristina di Sassonia  
Federico V Elettore Palatino  
Guglielmo I d'Orange Guglielmo I di Nassau-Dillenburg  
 
Giuliana di Stolberg-Wernigerode  
Luisa Giuliana di Nassau  
Carlotta di Borbone-Montpensier Luigi III di Montpensier  
 
Jacqueline de Longwy  
Sofia del Palatinato  
Enrico Stuart, Lord Darnley Matthew Stuart  
 
Margaret Douglas  
Giacomo I d'Inghilterra  
Maria Stuart, regina di Scozia Giacomo V di Scozia  
 
Maria di Guisa  
Elisabetta Stuart  
Federico II di Danimarca Cristiano III di Danimarca  
 
Dorotea di Sassonia-Lauenburg  
Anna di Danimarca  
Sofia di Meclemburgo-Güstrow Ulrico III di Meclemburgo-Güstrow  
 
Elisabetta di Danimarca  
 

Per via materna, Sofia fu una lontana parente non solo degli Stuart d'Inghilterra, ma anche dei Tudor; la bisnonna materna, Maria Stuart, era una pronipote di re Enrico VIII d'Inghilterra, proprio da Maria Stuart era discendente di Margherita Tudor figlia di Enrico VII e sorella di Enrico VIII

Titoli nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 ottobre 1630 – 30 settembre 1658: Sua Altezza Serenissima Principessa Sofia del Palatinato
  • 30 settembre 1658 – 18 dicembre 1679: Sua Altezza Serenissima Duchessa Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
  • 18 dicembre 1679 – ottobre 1692: Sua Altezza Serenissima La Duchessa di Brunswick-Lüneburg
  • ottobre 1692 – 23 gennaio 1698: Sua Altezza Serenissima L'Elettrice di Hannover
  • 23 gennaio 1698 – 8 giugno 1714: Sua Altezza Serenissima L'Elettrice Vedova di Hannover

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The Oxford Dictionary of National Biography Archiviato il 9 marzo 2016 in Internet Archive.
  2. ^ Traduzione inglese in Lloyd Strickland (ed.), Leibniz and the Two Sophies: The Philosophical Correspondence, Toronto, Iter Inc. Centre for Reformation and Renaissance Studies, 2011.
  3. ^ Picknett, Lynn, Prince, Clive, Prior, Stephen & Brydon, Robert (2002). War of the Windsors: A Century of Unconstitutional Monarchy, p. 206. Mainstream Publishing. ISBN 1-84018-631-3.
  4. ^ Hanover case 1955-57; legal arguments online
  5. ^ (EN) Welfen 7
  6. ^ Dirk van der Cruysse, Sophie de Hanovre: mémoires et lettres de voyage
  7. ^ Ragnhild Hatton, George I: Elector and King, London, Thames and Hudson, 1978, pp. 26–28, ISBN 0-500-25060-X.
  8. ^ Hatton, p.29
  9. ^ Hatton, pp.36, 42

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Burschel: "J’avais le plaisir de me voir comparée à tous les astres". Gelebte Räume in den Memoiren der Kurfürstin Sophie von Hannover in Claudia Ulbrich, Hans Medick, Angelika Schaser (a cura di): Selbstzeugnis und Person. Transkulturelle Perspektiven. Böhlau, Colonia/Weimar/Vienna 2012, ISBN 978-3-412-20853-0, p. 335–347.
  • Karin Feuerstein-Praßer: Sophie von Hannover (1630–1714). "Wenn es die Frau Kurfürstin nicht gäbe ...". Pustet, Regensburg 2004, ISBN 3-7917-1867-3.
  • Israel, Johnathan I., Radical Enlightenment, Oxford University Press, 2001, p. 84
  • Petra Widmer, Die Gartenkunst im Leben der Kurfürstin Sophie von Hannover (1630–1714) in Die Gartenkunst 12 (2/2000), p. 167–178.
  • Mathilde Knoop, Kurfürstin Sophie von Hannover, Hannover 1999, ISBN 3-7752-5817-5
  • Alheidis von Rohr, Sophie Kurfürstin von Hannover (1630–1714), Historisches Museum am Hohen Ufer, Hannover 1980.
  • Klopp, Onno, Correspondenz von Leibniz mit der Prinzessin Sophie, 1873, ristampa anastatica Hildesheim, Georg Olms, 1973.
  • Hatton, Ragnhild, George I: Elector and King, London, Thames and Hudson, 1978 pp. 26–28. ISBN 0-500-25060-X.

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