Edoardo IV d'Inghilterra

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Edoardo IV
Edward4.jpg
Ritratto di Edoardo IV
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Stemma
In carica 4 marzo 1461 -
30 ottobre 1470
Incoronazione 28 giugno 1461
Predecessore Enrico VI
Successore Edoardo V
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
In carica 11 aprile 1471 -
9 aprile 1483
Predecessore Enrico VI
Successore Edoardo V
Nome completo Edoardo di Rouen
Altri titoli Duca di York,
Conte di Cambridge,
Conte di March
Nascita Rouen, Normandia, Francia, 28 aprile 1442
Morte Westminster, Londra, Inghilterra, 9 aprile 1483
Casa reale Casa di York
Padre Riccardo Plantageneto
Madre Cecilia Neville
Consorte Elisabetta Woodville (1432-1497)
Figli Elisabetta di York, regina consorte di Enrico VII d'Inghilterra
Edoardo, principe di Galles e re d'Inghilterra
Riccardo di Shrewsbury duca di York
Firma Edward IV signature.svg

Edoardo IV di York (Rouen, 28 aprile 1442Londra, 9 aprile 1483) fu re d'Inghilterra dal 4 marzo 1461 al 9 aprile 1483, con un'interruzione di circa 5 mesi e mezzo nel periodo a cavallo tra il 14701471, quando tornò sul trono Enrico VI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Rouen in Francia il 28 aprile 1442, era il figlio quartogenito nonché l'erede di Riccardo Plantageneto, III duca di York[1] e di Cecilia Neville.[2]

Anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Ben poco è noto dell'infanzia di Edoardo fino al momento in cui fu nominato dal padre Conte di March e fu coinvolto nel conflitto in seguito noto come "Guerra delle due rose".

Infatti, dopo che, nel 1458, era stata inscenata una pacificazione fittizia, tra suo padre e il re Enrico VI, si arrivò ad uno scontro armato: gli York, il conte di Warwick, Richard Neville e i loro alleati si erano riuniti, a Ludlow, nel settembre 1459, ma quando l'esercito realista sopraggiunse, essi si dispersero nella rotta di Ludford, avvenuta al ponte di Ludford, nello Shropshire.

Il duca Riccardo di York e il suo secondogenito, Edmondo, conte di Rutland, si ritirarono prima in Galles e poi in Irlanda, dove furono accolti con entusiasmo, mentre l'erede di Riccardo, Edoardo, che condivideva col padre il titolo di conte di March[3] si ritirò a Calais con Warwich.

Nel giugno del 1460, i nobili ostili ad Enrico VI spalleggiarono le rivendicazioni degli York appoggiando la sbarco di Edoardo di March e Warwich, nel Kent. Conquistata Londra e fatto prigioniero il re, Edoardo attese l'arrivo del padre, Riccardo, che convocò, in ottobre, il parlamento a cui chiese di essere eletto re: il parlamento rifiutò, confermando Enrico VI re, ma acconsentì a nominare Riccardo erede al trono nonché protettore del regno, per l'aggravarsi della malattia di Enrico. Nel frattempo, la regina, Margherita d'Angiò, con l'appoggio degli scozzesi, aveva raccolto nel nord un imponente esercito che, riunitosi nello Yorkshire, si avviava verso sud.

Riccardo affrontò i lancasteriani, ma, il 30 dicembre 1460, nella battaglia di Wakefield, fu sconfitto e perse la vita, mentre suo figlio, Edmondo, conte di Rutland, fu pugnalato a morte dopo la battaglia e le rivendicazioni contro il sovrano Lancaster, Enrico VI d'Inghilterra, furono fatte sue da Edoardo, nuovo duca di York[4].

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo e Warwich, tuttavia, dopo alcuni insuccessi iniziali, furono in grado di sconfiggere le forze fedeli ai Lancaster prima a Northampton (7 gugno) ove fu catturato e preso prigioniero anche Re Enrico VI e poi a Mortimer's Cross (2-3 febbraio 1461) a seguito della quale fecero il loro ingresso a Londra il 26 febbraio dello stesso anno[5]

Il 4 marzo 1461, su impulso di Warwich, il parlamento depose Enrico VI e nominò Edoardo re di Inghilterra, assicurandogli così prestigio ed una solida base di operazioni contro i Lancaster che, sotto la guida della regina Margherita d'Angiò, riuscirono a sconfiggere gli York nella seconda battaglia di St. Albans e a liberare Enrico VI dalla prigionia[6].

Edoardo IV, tuttavia, reagì fulmineamente: inseguì i lancasteriani e rafforzò le sue pretese con una vittoria decisiva nella battaglia di Towton (North Yorkshire), del 29 marzo 1461, in cui l'esercito dei Lancaster fu praticamente annientato, ma senza riuscire a catturare Enrico VI e la regina, i quali riuscirono a fuggire[7].

Primo regno di Edoardo[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo IV d'Inghilterra

Durante il primo periodo del regno di Edoardo IV, la resistenza dei Lancaster proseguì soprattutto sotto la guida della Regina Margherita e di pochi nobili fedeli delle contee settentrionali dell'Inghilterra e del Galles.

Enrico fu catturato da Edoardo nel 1465 e successivamente imprigionato nella Torre di Londra, mentre la Regina Margherita, visse in esilio in Scozia e quindi in Francia, decisa a riprendersi il trono a favore del marito e del figlio[8].

In ogni caso, i primi anni di regno di Edoardo IV furono dominati dalla figura di Richard Neville, duca di Warwick che, de facto, resse le redini del potere cercando di consolidare il dominio degli York, negoziando il matrimonio tra Edoardo ed una delle figlie del re di Francia[9].

Edoardo, che, inizialmente, sembrava condividere i desideri del duca, in seguito decise autonomamente, sposando segretamente[10], il 1º maggio 1464, la vedova del lancasteriano John Gray, Elisabetta Woodville[11].

La scelta del sovrano destò forti scalpori tra la nobiltà dell'epoca ed è tuttora oggetto di controversie tra gli storici contemporanei: Ross, infatti, ritenne il matrimonio frutto di un impulso che certamente non giovò alla casa di York[12]; J.r. Lander, riprendendo P.M. Kendall, lo ritenne derivato dall'infatuazione[13]; al contrario, Christine Carpenter lo definì come finalizzato a garantire un legame con gli aderenti dei Lancaster[14], idea ripresa da Wilkinson secondo cui fu "legame d'amore ed anche una fredda, calcolata mossa politica"[15].

Elisabetta Woodville

Quando il matrimonio fu reso pubblico, il re e la regina negoziarono matrimoni vantaggiosi per le sorelle della regina[16]; presto, però, il prestigio raggiunto dalla famiglia della regina, irritò Lord Warwick, allontanandolo sempre di più dal sovrano[17].

Nell'autunno del 1467, le relazioni tra Warwick ed ikl re precipitarono tanto che il conte preferì ritirarsi nei suoi possessi privati e, con l'aiuto del giovane fratello del sovrano, Giorgio Plantageneto, I duca di Clarence, il quale, l'11 luglio del 1469, aveva sposato sua figlia, Isabella, e quindi era divenuto suo genero, prese le armi contro Edoardo[18][19].

Il grosso dell'esercito reale, privo di Edoardo, fu sconfitto nella battaglia di Edgecote Moor, presso Banbury, nell'Oxfordshire ed Edoardo fu successivamente catturato a Olney[20].

Le forze di Warwick imprigionarono il suocero ed il cognato di Edoardo, Richard Woodville e Giovanni Woodville[21], dopo la battaglia di Edgecote Moor[22].

Warwick cercò allora di governare nel nome di Edoardo, ma la nobiltà, molta della quale doveva le proprie nomine al re, si mostrò restia e temendo una ribellione, Warwick fu costretto a rilasciare Edoardo, che non sentendosi sicuro, non solo non si vendicò, ma li perdonò e favorì una riconciliazione[23].

Il ritorno di Enrico VI[modifica | modifica wikitesto]

La riconciliazione fu effimera: pochi mesi dopo, approfittando di un tumulto scoppiato nel Lincolnshire, Warwick e Clarence si ribellarono apertamente al Re ma furono sconfitti ed obbligati a fuggire a Calais e a rifugiarsi in Francia[24].

Lì conclusero un'alleanza con la regina Margherita, consorte di Enrico VI, in base alla quale Warwick acconsentì alla restaurazione di Enrico VI, in cambio dell'aiuto francese per condurre un'invasione dell'Inghilterra. Con l'aiuto di Re Luigi XI di Francia (il quale aveva tutto l'interesse ad indebolire la posizione di Edoardo, rinvigorendo le pretese dei Lanaster)[25], dopo aver fatto sposare sua figlia, Anna Neville, con il Principe di Galles, Edoardo di Lancaster, Warwick tornò in Inghilterra, sconfisse gli York in battaglia, liberò Enrico VI e lo rimise sul trono il 30 ottobre 1470.

Edoardo, quando seppe che il fratello di Warwick, John Neville, I marchese di Montagu, aveva cambiato partito a favore dei Lancaster, rendendo la posizione militare dello York insostenibile dovette fuggire e rifugiarsi in Borgogna, ove governavano il cognato Carlo il Temerario e la sorella Margherita[26].

Il ritorno in auge di Enrico durò molto poco. In quel momento, gli anni passati alla macchia ed in prigionia avevano avuto il loro peso sul monarca, che, tanto per cominciare, era privo della forza di volontà e mentalmente instabile. Warwick governava, ma, nell'arco di pochi mesi, fece il passo più lungo della gamba e dichiarò guerra alla Borgogna, il cui governante reagì fornendo ad Edoardo IV l'aiuto necessario per riprendersi il trono con la forza. Edoardo tornò in Inghilterra, valendosi di una flotta messagli a disposizione da diverse città anseatiche[27] con un contingente relativamente piccolo, evitò la cattura da parte di forze potenzialmente ostili esternando le sue rivendicazioni, proprio come aveva fatto Enrico Bolingbroke settanta anni prima[28].

La città di York gli chiuse comunque le porte, ma appena marciò verso sud, Edoardo cominciò a raccogliere consensi e Clarence (che aveva compreso che le sue fortune sarebbero state migliori come fratello del re, piuttosto che sotto Enrico VI) si unì al medesimo. Edoardo sconfisse Warwick nella battaglia di Barnet, dove Warwich cadde in combattimento; e dopo la morte di quest'ultimo, l'ultima resistenza Lancaster fu debellata nella battaglia di Tewkesbury del 4 maggio 1471. L'erede Lancaster, Edoardo di Lancaster principe di Galles, cadde sul campo di battaglia o subito dopo, ed alcuni giorni dopo, nella notte in cui Edoardo rientrò a Londra, Enrico VI, già prigioniero, fu assassinato.

La battaglia di Tewkesbury in un manoscritto di Gand

Secondo regno di Edoardo[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo non affrontò nessun'altra ribellione dopo il suo ritorno, poiché la discendenza Lancaster poteva considerarsi estinta ed il suo unico rivale in vita era Enrico Tudor, che si trovava in esilio. Nel 1472, il più giovane dei fratelli di Edoardo, il duca di Gloucester, Riccardo (il futuro Riccardo III) si sposò con Anna Neville, la figlia di Warwick, vedova di Edoardo di Lancaster principe di Galles.

Nel 1474, in una riunione a Utrecht, Edoardo aveva riconfermato i privilegi ai mercanti della Hansa, praticamente consegnando loro il monopolio dei commerci con l'Europa centrale. Nel luglio del 1474, Edoardo stipulò un trattato di amicizia perpetua con suo cognato, il duca di Borgogna, Carlo il Temerario, che lo impegnò nel preparare guerra alla Francia, che dichiarò e, nel luglio del 1475, alla guida di un ottimo esercito di invasione, sbarcò in Francia.

In agosto ebbe un incontro a Picquigny con Luigi XI con cui venne a patti (trattato di Picquigny): il trattato prevedeva a suo favore un pagamento immediato di 75.000 corone ed in seguito una rendita annua di 50.000 corone, finché Edoardo viveva, infine altre 50.000 corone per il riscatto di Margherita d'Angiò; in cambio l'esercito d'invasione tornò in Inghilterra, determinando così la fine della guerra dei cent'anni[29].

Accanto a tale politica estera, Edoardo IV attuò una positiva attività di espansione commerciale e di riorganizzazione del demanio reale: riorganizzò la cancelleria dello Scacchiere, creò un corpo di funzionari per amministrare il demanio della corona, intraprese egli stesso un'attività di commercio esportando all'estero i frutti delle tenute e dei possedimenti demaniali, infine, allo scopo di garantire un più efficiente controllo amministrativo, istituì il Concilio del Galles ed il Concilio del Nord (affidandone la presidenza di quest'ultimo organo al fratello minore, Riccardo)[30].

Tuttavia, tale attività amministrativa, ancorché lodevole, fu in parte offuscata dai forti contrasti in seno alla corte che raggiunsero il culmine con la controversa fine di Giorgio Plantageneto, duca di Clarence, fratello minore del re: egli, infatti, dopo essersi visto rifiutare dal re la sua proposta di sposare Margherita di Borgogna, fu sospettato di cospirazione, di aver richiesto giuramenti per se stesso e di preparare una rivolta; nel gennaio del 1478, Edoardo IV decise di imprigionare il fratello, fece approvare dal parlamento una legge che lo escludesse dalla successione e ne espropriasse le proprietà ed, infine, lo fece condannare a morte, il 18 febbraio dello stesso anno (una tradizione vuole che sia stato annegato in una tinozza di malvasia nella Torre di Londra)[31].

In seguito, nel 1482, Edoardo appoggiò un tentativo di Alexander Stewart, duca d'Albany e fratello del re scozzese Giacomo III[32], di insidiarne il trono e, nonostante l'occupazione di Edimburgo e la riconquista di Berwick-upon-Tweed agli Scozzesi, da parte di Riccardo di Gloucester e la cattura del sovrano scozzese, non fu raggiunto nessun accordo e, pochi mesi dopo la morte di Edoardo IV, il duca di Gloucester, divenuto Riccardo III decise di porre fine alla guerra e ritirarsi[33].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo si ammalò nella Pasqua del 1483, e prima di morire aggiunse alcuni codicilli testamentari, di cui il più importante era la nomina del fratello Gloucester a reggente, dopo la sua morte. Morì il 9 aprile 1483 a Westminster e fu sepolto nella Saint George Chapel di Windsor. Gli subentrò il figlio dodicenne Edoardo V, che venne immediatamente escluso dal trono e sostituito dallo zio, Riccardo III. La figlia di Edoardo IV, Elisabetta di York, due anni dopo, divenne la regina consorte di Enrico di Richmond (Enrico VII).

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo ebbe 10 figli legittimi da Elisabetta Woodville, di cui solo sette gli sopravvissero:

Mediante un atto del parlamento (il Titulus Regius) approvato per giustificare l'ascesa di Riccardo III, tutti i figli di Edoardo ed Elisabetta Woodville furono dichiarati illegittimi, col pretesto che Edoardo aveva stipulato un contratto matrimoniale con un'altra donna, in data antecedente al legame con la Woodville. Il documento fu annullato da Enrico VII.

Edoardo ebbe numerose amanti, la più famosa fu Jane Shore.

Da quel che si dice, il sovrano ebbe diversi figli illegittimi:

  • da Lady Eleanor Talbot:
    • Edoardo di Wigmore († 1468), morto in tenera età.
  • da Elizabeth Lucy o Elizabeth Waite:
  • da madre ignota (recenti congetture suggeriscono Lucy o Waite):
    • Grazia Plantageneto, nota per aver partecipato ai funerali della matrigna Elisabetta Woodville nel 1492.
    • Maria Plantageneto, che sposò Enrico Harman di Ellam.
    • una figlia che pare sia stata la prima moglie di Giovanni Tuchet barone di Audley.

Perkin Warbeck, un impostore che rivendicava il trono inglese, si dice sia stato somigliante ad Edoardo. Voci non confermate asserivano che Warbeck potesse essere un altro figlio illegittimo.

Presunta illegittimità di Edoardo[modifica | modifica wikitesto]

Quando morì Riccardo Plantageneto, Cecilia Neville dichiarò che Edoardo era nato da una relazione con un arciere del Kent di nome Blaybourne. Secondo questa dichiarazione Edoardo IV sarebbe stato illegittimo, quindi, non possedendo sangue reale non poteva aspirare al trono. Proprio per questa preoccupazione Enrico VIII d'Inghilterra fece giustiziare Margherita di Salisbury e suo figlio che sarebbero stati gli unici discendenti di Riccardo III nel caso fossero emersi documenti compromettenti al riguardo dell'illegittimità di suo nonno Edoardo IV.

In ogni caso, va ricordato che la suddetta dichiarazione è stata riportata solo da tale Domenico Mancini, un italiano che nel 1483 si trovava in Inghilterra ed è resa ancor più controversa dal fatto che il fratello di Edoardo, Riccardo III d'Inghilterra, per impossessarsi del trono, non fece riferimento all'illegittimità di Edoardo ma piuttosto ad un vizio di forma del matrimonio di quest'ultimo che rendeva illegittimi i suoi figli.

Popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Il re Edoardo IV era solito combattere nella prima linea della sua armata. Stando a più di 1,91 m di altezza, era una figura ispiratrice nel combattimento mentre attaccava i nemici indossando un'armatura dorata. Testi medievali descrivono un re bello, muscoloso e con un petto prominente.[34] Egli era di bella presenza e carismatico, in grado di portare facilmente dalla sua il popolo. Edoardo era un abile tattico oltre che un condottiero; talvolta ha sfruttato la debolezza delle linee nemiche rompendole facilmente, a volte con risultati decisivi.[35] Dal 1471 il giovane re era considerato un rispettabile condottiero.[36] Non mancarono tuttavia delle critiche; dopo aver ottenuto il trono nel 1461, si dimostrò indeciso nel sedare le ribellioni.[35] Lo storico Charles Ross loda l'attitudine al comando di Edoardo ed abile nel combattimento a stretto raggio piuttosto che nella strategia.[37] Col suo bell'aspetto e le doti di leadership, Edoardo era popolare fra la gente comune, specialmente rispetto ad Enrico VI.[38] La sua politica commerciale, che cercò di espandere e proteggere i commercianti per il bene del commercio inglese stesso, gli permise d'ingraziarsi i mercanti locali.[39] Dal 1469, la base di popolarità del re venne erodendosi. Quando nel 1471 invase l'Inghilterra, non molta della gente comune celebrò il suo ritorno.[40]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
— [41]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo IV d'Inghilterra Padre:
Riccardo Plantageneto, III duca di York
Nonno paterno:
Riccardo di Conisburgh
Bisnonno paterno:
Edmondo di Langley, I duca di York
Trisnonno paterno:
Edoardo III d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Filippa di Hainaut
Bisnonna paterna:
Isabella di Castiglia
Trisnonno paterno:
Pietro I di Castiglia
Trisnonna paterna:
Maria di Padilla
Nonna paterna:
Anna Mortimer
Bisnonno paterno:
Ruggero Mortimer, IV conte di March
Trisnonno paterno:
Edmondo Mortimer, III conte di March
Trisnonna paterna:
Filippa Plantageneta
Bisnonna paterna:
Alianore Holland
Trisnonno paterno:
Thomas Holland, II conte di Kent
Trisnonna paterna:
Alice FitzAlan
Madre:
Cecily Neville
Nonno materno:
Ralph Neville
Bisnonno materno:
John Neville, III barone Neville di Raby
Trisnonno materno:
Ralph Neville, II barone Neville di Raby
Trisnonna materna:
Alice Audley
Bisnonna materna:
Maud Percy
Trisnonno materno:
Henry de Percy, II barone Percy
Trisnonna materna:
Idonea Clifford
Nonna materna:
Joan Beaufort, contessa di Westmoreland
Bisnonno materno:
Giovanni di Gand
Trisnonno materno:
Edoardo III d'Inghilterra
Trisnonna materna:
Filippa di Hainaut
Bisnonna materna:
Katherine Swynford
Trisnonno materno:
Payne De Roet
Trisnonna materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il duca di York, Riccardo Plantageneto era aspirante al trono d'Inghilterra, in quanto figlio di Anna Mortimer, la figlia di Ruggero Mortimer, l'erede al trono designato dal re Riccardo II
  2. ^ Cecilia Neville era figlia di Ralph Neville, primo conte di Westmoreland (1364 - 1425), e della sua seconda moglie Giovanna Beaufort (1375 - 1440), discendente per linea materna dal re Edoardo III d'Inghilterra.
  3. ^ La contea di March prendeva il nome dalla marca gallese (Welsh march) che comprendeva il territorio di confine tra Galles e Inghilterra.
  4. ^ Ross, p. 30.
  5. ^ Ross, pp. 31-36.
  6. ^ Ross, p. 32.
  7. ^ Ross, p. 33.
  8. ^ Ross, p. 61.
  9. ^ Ross, p. 91.
  10. ^ Secondo la testimonianza di un prete dell'epoca (l'identità del prete in questione, arcivescovo di Bath e Wells, è fornita da una sola fonte: il commentatore politico francese Philippe de Commines), Robert Stillington), Edoardo IV era già sposato, sempre in segreto con la vedova di Thomas Butler, Lady Eleanor Talbot, che morì in convento , nel 1468.
  11. ^ Ross, pp. 85-86.
  12. ^ Ross, p. 85.
  13. ^ Lander, p. 237.
  14. ^ Carpenter, p. 170.
  15. ^ Wilkinson, p. 146.
  16. ^ Ross, p. 93.
  17. ^ Ross, p. 116.
  18. ^ Ross, pp. 116-118.
  19. ^ Ashley, p. 170.
  20. ^ Ross, p. 132.
  21. ^ Richard Woodville e Giovanni Woodville furono poi decapitati a Kenilworth, in base a false accuse (12 agosto 1469).
  22. ^ Ross, p. 133.
  23. ^ Ross, pp. 133-135.
  24. ^ Paul Murray Kendall, Louis XI: The Universal Spider (New York: W. W. Norton & Company, 1971) p. 228.
  25. ^ Paul Murray Kendall, Louis XI: The Universal Spider, pp. 106–107.
  26. ^ Ross, pp. 152-153.
  27. ^ Nonostante le buone intenzioni, durante il regno di Enrico VI, gli attacchi inglesi al naviglio anseatico erano continuati, anche e nonostante le tregue concordate, mentre i mercanti inglesi nei porti anseatici non furono favoriti nei loro commerci e inoltre i prodotti inglesi venivano boicottati dalla Hansa.
  28. ^ Ross, pp. 160-164.
  29. ^ Hicks, M.A., Richard III, Stroud (ristampa) 2009, p.18.
  30. ^ Encyclopaedia Britannica, Edward IV of England. URL consultato il 4 agosto 2015..
  31. ^ Encyclopaedia Britannica, George Plantagenet, duke of Clarence. URL consultato il 4 agosto 2015..
  32. ^ Ross, p. 9.
  33. ^ Ross, Riccardo III, pp. 42-47.
  34. ^ Ross (1997), p. 10.
  35. ^ a b Gravett (2003), p. 20.
  36. ^ Goodman (1990), p. 77.
  37. ^ Ross (1997), p. 176.
  38. ^ Ross (1997), pp. 9–11.
  39. ^ Ross (1997), pp. 353–360.
  40. ^ Ross (1997), p. 158.
  41. ^ Chevaliers de la Toison D'Or

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti principali
  • Charles Ross, Edward IV, 1974. ISBN 0-413-28680-0
  • Encyclopaedia Britannica, Edward IV of England. URL consultato il 4 agosto 2015.
  • Christine Carpenter, The Wars of the Roses: Politics and the Constitution in England, c. 1437 – 1509 (Cambridge Medieval Textbooks) (Cambridge UP, 1997)
  • Micheal B. Wilkinson, Constitutional History of England in the Fifteenth Century, 1964 ISBN: 9781135491406
  • Paul Murray Kendall, Louis XI: The Universal Spider (New York: W. W. Norton & Company, 1971)
  • J R Lander, Government & Community (New History of England). (Harvard UP, 1988)
  • Janet Backhouse, "Founders of the Royal Library: Edward IV and Henry VII as Collectors of Illuminated Manuscripts", in England in the Fifteenth Century: Proceedings of the 1986 Harlaxton Symposium, ed. by David Williams (Woodbridge: Boydell Press, 1987)
  • Desmond Seward: "The Wars of the Roses
  • Maurice Ashley, Great Britain to 1688 (Ann Arbor, Michigan: University of Michigan Press, 1961)
Approfondimenti ulteriori
  • A. Weiner, "La Hansa", cap. XII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 460–500
  • K.B. Mc Farlane, "Inghilterra: i re della casa di Lancaster, 1399-1461", cap. XIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 445–508.
  • C.H. Williams, "Inghilterra: i re della casa di York, 1461-1485", cap. XIV, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 509–545.
  • Joseph Calmette, "Il regno di Carlo VII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia", cap. XVII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 611–656.
  • Charles Petit Dutailles, "Francia: Luigi XI", cap. XVIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 657–695.
  • (EN) Philip A. Haigh, Battle of Wakefield 1460, Stroud, Sutton Publishing, 1996, ISBN 0-7509-1342-8.
  • George Macaulay Trevelyan, Storia di Inghilterra, a cura di Gina Martini e Erinna Panicieri, 1ª ed., Milano, Garzanti [1960], 1962, SBN IT\ICCU\LIA\0102739.
  • Kenneth O. Morgan, Storia dell'Inghilterra da Cesare ai giorni nostri in Tascabili Bompiani, 10ª ed., Milano, Tascabili Bompiani, 2007, ISBN 978-88-452-4639-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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1471- 1483
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