Anarchia (storia inglese)

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Anarchia
Illustrazione quasi contemporanea della battaglia di Lincoln; Stefano (quarto da destra) ascolta Baldovino di Clare mentre arringa l'esercito (sinistra).
Illustrazione quasi contemporanea della battaglia di Lincoln; Stefano (quarto da destra) ascolta Baldovino di Clare mentre arringa l'esercito (sinistra).
Data 1135-1154
Luogo Inghilterra e Normandia
Causa Incoronazione di Stefano come Re d'Inghilterra
Esito Trattato di Wallingford - Re Stefano accetta Enrico Plantageneto come suo successore pur rimanendo Re.
Schieramenti
Comandanti
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L'Anarchia inglese fu una guerra civile inglese svoltasi tra il 1135 e il 1154 fra la figlia di Enrico I, l'Imperatrice Matilde, e Stefano, nipote di Guglielmo il Conquistatore.

Enrico I, rimasto senza eredi maschi in seguito all'affondamento della nave bianca (White Ship), fece giurare ai baroni del Regno che avrebbero accettato sua figlia Matilda come proprio successore. Tuttavia, alla morte del Re, Stefano si fece incoronare dall'arcivescovo di Canterbury. Di li a poco iniziò una guerra di successione che si protrasse per quasi 20 anni, finendo con il riconoscimento di Enrico Plantageneto, figlio di Matilde, come successore di Stefano.

Origini del conflitto[modifica | modifica wikitesto]

La Nave Bianca[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'Anarchia risiedono nella crisi di successione riguardante l'Inghilterra e la Normandia. Nell'XI e XII secolo il nord-ovest della Francia era controllato da numerosi duchi e conti frequentemente in conflitto fra di loro.[1] Nel 1066 uno di questi uomini, il Duca Guglielmo II di Normandia, invase a scopo di conquista il ricco regno anglo-sassone dell'Inghilterra, spingendosi negli anni seguenti fino al Galles del sud e nord dell'Inghilterra. La divisione e controllo di queste terre in seguito alla morte di Guglielmo divennero problematici e i suoi figli combatterono molteplici guerre sui resti del regno.[2] Enrico I d'Inghilterra, figlio di Guglielmo, conquistò il potere in seguito alla morte di suo fratello maggiore Guglielmo II e successivamente invase e conquistò il Ducato di Normandia, controllato da suo fratello maggiore Roberto, sconfiggendo le sue armate nella battaglia di Tinchebray.[3] Enrico intendeva concedere le proprie terre in successione al suo unico figlio legittimo: il diciassettenne Guglielmo Adelin.[4]

Rappresentazione di Enrico e della Nave Bianca degli inizi del XIV secolo

I conti d'Anjou avevano tentato di conquistare il potere nella Francia nord-occidentale per molto tempo. I conti erano frequenti nemici dei duchi di Normandia e dei duchi di Bretagna e talvolta anche del re stesso. Folco IV d'Anjou ottenne il comando su Turenna, Maine e Nantes, anche se la Turenna fu fra queste l'unica sulla quale il suo governo fu effettivo, come testimonia la costruzione dei castelli di Chinon, Loches e Loudun.

Folco IV fece sposare suo figlio Folco V con Eremburga, l'erede della Maine, per unificarlo con Anjou. Enrico I tentò di stabilire un'alleanza con Anjou contro le Fiandre facendo sposare il suo unico figlio legittimo, Guglielmo Adelin, con la figlia di Folco V

Nel 1120 il panorama politico cambiò drammaticamente quando la Nave Bianca (White Ship), partita da Barfleur in Normandia, affondò sulla rotta per l'Inghilterra. Circa 300 persone perirono, incluso l'erede al trono.[5] Con Adelin morto, l'eredità del trono d'Inghilterra entrò nel dubbio. Le leggi di successione nell'Europa occidentale al tempo erano incerte. In alcune parti della Francia, per esempio, la primogenitura maschile era la pratica più popolare.[6] In altre regioni europee, come la Normandia e Inghilterra, la terra veniva divisa tra tutti i figli: al maggiore spettavano, solitamente, le porzioni maggiori e più importanti (la terra patrimoniale), mentre gli altri ereditavano appezzamenti più discreti oppure acquisiti più recentemente.[6] Il problema era amplificato da maggiori complicanze a causa della sequenza delle instabili successioni anglo-normanne nei 60 anni precedenti, infatti non c'era mai stata neanche una pacifica e indiscussa successione fino ad all'ora.[7]

Con Guglielmo Adelin morto, Enrico aveva solo un altro figlio legittimo, Matilde, ma i diritti di successione femminile non erano chiari in quel periodo.[8] Nonostante Enrico prese un'altra moglie, la Regina Adeliza, diventò altamente improbabile per il Re avere un altro figlio maschio legittimo e perciò iniziò a considerare Matilde come sua erede designata.[9] Matilde era stata sposata con Enrico V, Sacro Romano Imperatore, ma egli morì nel 1125. Si risposò con Goffredo, Conte d'Angiò, le cui terre confinavano col Ducato di Normandia.[10] Il 17 giugno 1128, il matrimonio fu celebrato a Le Mans. Goffredo era impopolare fra l'elite anglo-normanna, come governante angioino era considerato un nemico tradizionale dei normanni.[11] Allo stesso tempo, le tensioni continuavano a crescere come risultato della politica interna d'Enrico, in particolare il grande numero di entrate che riscuoteva per pagare le sue numerose guerre.[12] Il conflitto era limitato, in ogni caso, dal potere della personalità e reputazione del Re.[13]

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Storia dell'Inghilterra

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Restaurazione inglese
Gloriosa rivoluzione
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Anche se in passato era successo solo una volta che una donna ascendesse al trono (Urraca di Castiglia), Enrico cercò di costruire una base di supporto politico per Matilde sia in Inghilterra che in Normandia, richiedendo che la corte prestasse giuramento nel 1127 prima e, ancora, nel 1128 e 1131, di riconoscere Matilde come suo successore immediato e di conseguenza i suoi eredi come i legittimi sovrani dopo di lei.[14] Stefano di Blois fu fra coloro che prestò giuramento nel 1127.[15] Nonostante tutto, la relazione fra Enrico, Matilde e Goffredo iniziò a incrinarsi rapidamente verso la fine della vita del Re. Matilde e Goffredo sospettavano che mancasse un supporto genuino in Inghilterra, proposero, quindi, nel 1135 a Enrico di consegnare i propri castelli in Normandia a Matilde finché era ancora in vita e insistettero che la nobiltà normanna le prestassero immediatamente giuramento. In questa maniera, infatti, Matilde e Goffredo speravano di partire da una posizione molto più potente in seguito alla morte del Re.[16] Enrico declinò la proposta con rabbia, probabilmente per la preoccupazione che Goffredo avrebbe tentato di prender controllo della Normandia prima di quanto intendesse.[17] Una ribellione scoppiò nel sud della Normandia, Goffredo e Matilde intervennero militarmente in sostegno dei ribelli.[6] Nel mezzo di questo confronto, Enrico I si ammalò improvvisamente e morì vicino a Lyons-La-Foret.[11]

Successione[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla morte del Re, il trono non fu conquistato da sua figlia Matilde, bensì da Stefano di Blois, il che scatenò la guerra civile. Stefano era figlio di Stefano II Enrico di Blois, uno dei potenti conti del nord della Francia. Stefano II aveva sposato Adele di Normandia, figlia di Guglielmo il Conquistatore, rendendo Stefano, come Matilde, nipote del fondatore della dinastia. I suoi genitori erano loro stessi alleati di Enrico, e Stefano, come figlio più giovane senza terre proprie, divenne parte della cerchia di Enrico, viaggiando con lui e servendo nelle sue campagne.[18] In ritorno ricevette terre e, nel 1125, gli fu concessa in sposa Matilde di Boulogne, che possedeva l'importante porto continentale di Boulogne e vasti terreni nel nordovest e nordest dell'Inghilterra.[19] Per il 1135, Stefano divenne una figura di spicco nella società anglo-normanna, mentre Enrico, suo fratello minore, acquisì anche notorietà diventando vescovo di Winchester e uomo più ricco d'Inghilterra, secondo solo al Re.[20] Enrico di Winchester era fermamente intenzionato di invertire ciò che percepiva come un'usurpazione, da parte dei Re normanni, dei diritti della Chiesa.

Quando la notizia della morte di Enrico si sparse, molti potenziali pretendenti al trono non erano preparati adeguatamente. Goffredo e Matilde erano nell'Angiò, supportando, alquanto stranamente, i ribelli nella loro campagna contro l'armata real, che includeva un numero di sostenitori di Matilde quali Robert di Gloucester.[6] Molti di questi baroni avevano giurato che sarebbero rimasti in Normandia finché il Re fosse stato propriamente seppellito, il che non gli permise di ritornare in Inghilterra.[21] Tuttavia, Goffredo e Matilde presero l'opportunità di marciare verso il sud della Normandia e conquistare dei castelli chiave, dove si fermarono, inabili ad avanzare maggiormente.[22] Il fratello maggiore di Stefano, Tebaldo, che aveva succeduto suo padre come Conte, era ancora più a sud nel Blois.[23]

Stefano, tuttavia, era convenientemente a Boulogne e, quando la notizia della morte del Re lo raggiunse, partì per l'Inghilterra, accompagnato dai suoi militari. Robert di Gloucester presidiava il porto di Dover e Canterbury e alcuni riportano che rifiutarono l'accesso a Stefano al suo arrivo.[24] Nondimeno Stefano arrivò probabilmente nella sua proprietà ai margini di Londra per l'otto di dicembre e nella settimana successiva iniziò a prendere controllo dell'Inghilterra.[25]

Le folle di Londra tradizionalmente rivendicavano il diritto di eleggere il Re d'Inghilterra e proclamarono Stefano nuovo monarca, pensando che avrebbe concesso alla città nuovi diritti e privilegi in cambio.[26] Enrico di Blois portò il supporto della Chiesa a Stefano. Ciò gli permise di avanzare su Winchester dove Roger, vescovo di Salisbury e Lord Cancelliere, diede istruzioni che il tesoro reale fosse consegnato a Stefano.[27] Il 15 dicembre Enrico concluse un accordo con cui Stefano avrebbe concesso maggiori libertà e diritti alla chiesa, in cambio del supporto dell'arcivescovo di Canterbury e del legato pontificio nella sua successione al trono.[28] Rimaneva, ancora, il leggero problema del giuramento religioso preso da Stefano con cui aveva promesso supporto a Matilde, ma Enrico argomentò con convinzione che il vecchio Re avesse sbagliato a insistere che la corte prestasse giuramento.[29] Inoltre, Enrico I insistette sul giuramento solo per proteggere la stabilità del regno e, dal caos che potrebbe ora provocare, Stefano sarebbe giustificato nell'ignorarlo.[29] Il fratello di Stefano fu anche in grado di persuadere Ugo Bigod, l'aiutante del vecchio Re, di giurare che Enrico avesse cambiato idea riguardo la successione sul letto di morte, nominando Stefano al posto di Matilde.[29] L'incoronazione di Stefano come Re d'Inghilterra avvenne la settimana seguente, il 26 dicembre 1135, nell'abbazia di Westminster.[30]

Nel frattempo, la nobiltà normanna si riunì, a Le Neubourg, per discutere se dichiarare Tebaldo Re, probabilmente successivamente alla notizia che Stefano stesse accumulando supporto in Inghilterra.[31] I normanni argomentarono che il Conte, come nipote maggiore di Guglielmo il Conquistatore, avesse la rivendicazione più valida sul regno e ducato, e, certamente, sarebbe stato preferibile a Matilde. Tebaldo incontrò i baroni normanni e Robert di Gloucester a Lisieux il 21 dicembre ma la discussione si interruppe all'improvvisa notizia dall'Inghilterra che Stefano sarebbe stato incoronato il giorno seguente.[32] Tebaldo concordò con la proposta normanna che lui sarebbe diventato Re, solo per scoprire come il supporto fosse immediatamente scomparso. I baroni non erano preparati a supportare la divisione dell'Inghilterra e Normandia nell'opporsi a Stefano. Il nuovo Re così compensò finanziariamente Tebaldo, che rimase nel Blois e supportò la successione del fratello.[33]

Strada verso la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo regime (1135-38)[modifica | modifica wikitesto]

Stefano dovette intervenire nel nord dell'Inghilterra immediatamente dopo l'incoronazione.[34] Davide I di Scozia, fratello della prima moglie di Enrico I e zio di Matilde, invase il nord alla notizia della morte del Re, prendendo Carlisle, Newcastle e altri avamposti chiave.[34] Il nord dell'Inghilterra, al tempo, era in disputa. I Re scozzesi avevano una tradizionale rivendicazione sul Cumberland, Davide, inoltre, rivendicava la Northumbria in virtù del suo matrimonio con la figlia del precedente conte anglo-sassone di Waltheof.[35] Stefano marciò rapidamente verso nord con la sua armata e incontrò Davide a Durham.[36] Un accordo fu concordato con il quale Davide avrebbe restituito la maggior parte dei territori presi, con l'eccezione di Carlisle. In cambio, Stefano confermò i possedimenti del principe Enrico, figlio di Davide, in Inghilterra, inclusa la contea di Huntingdon.[37]

Ritornando verso sud, Stefano tenne la sua prima corte reale nella pasqua del 1136.[38] Un gran numero di nobili si riunirono a Westminster per l'evento, inclusi la maggior parte dei baroni anglo-normanni e quasi tutti i più alti ufficiali della Chiesa.[39] Stefano promulgò un nuovo statuto reale, col quale confermò le promesse fatte alla Chiesa, avendo giurato di invertire le politiche di Enrico I riguardo le foreste reali e di riformare ogni abuso del sistema legale reale.[40] Stefano si vedeva come il successore naturale delle politiche di Enrico, riconfermando le sette contee esistenti nel regno ai proprietari.[41] La corte di pasqua era un evento stravagante, una gran quantità di denaro fu spesa sull'evento in se, vestiti e regali.[42] Stefano concesse terre e favori ai presenti e sovvenzionò numerose fondazioni della chiesa con terre e privilegi.[43] La sua successione al trono doveva ancora essere ratificata dal Papa ma, in ogni caso, Enrico di Blois appare come il responsabile delle testimonianze di supporto mandate dal fratello maggiore di Stefano, Tebaldo, e dal Re francese, Luigi VI, a cui Stefano rappresentava un'utile bilancia al potere angioino nel nord della Francia.[44] Papa Innocenzo II confermò Stefano come Re per lettera più tardi quello stesso anno, i consiglieri di Stefano fecero circolare copie in giro per l'Inghilterra per dimostrare la legittimazione del nuovo Re.[45]

Rappresentazione del XIV secolo di Stefano d'Inghilterra mentre pratica falconeria.

I problemi continuavano per il nuovo regno di Stefano. In seguito alla vittoria gallese nella battaglia di Llwchwr nel gennaio 1136 e la riuscita imboscata di Richard Fitz Gilbert de Clare in aprile, scoppiò una ribellione nel sud del Galles, iniziando nell'est Glamorgan e si sparse velocemente per il resto del Galles del sud durante il 1137.[46] Owain Gwynedd e Gruffydd ap Rhys riuscirono a prendere possesso di considerevoli territori, compreso il castello di Carmarthen.[35] Stefano rispose mandando il fratello di Riccardo, Baldoino, e Lord Robert Fitz Harold of Ewyas nel Galles per pacificare la regione. Nessuna delle missioni risultò particolarmente riuscita e per la fine del 1137 il Re sembrò aver abbandonato i tentativi di stroncare la ribellione. Lo storico David Crouch suggerisce che Stefano effettivamente rinunciò all'impresa verso quel periodo per concentrarsi verso altri problemi.[47] Nello stesso tempo, Stefano aveva sedato due rivolte nel sudovest comandate da Baldoino de Redvers e Robert di Bampton. Baldoino fu rilasciato in seguito alla cattura e viaggiò verso la Normandia, dove divenne sempre più una voce critica nei riguardi del Re.[48]

Goffredo di Angiò aveva attaccato la Normandia nei primi mesi del 1136 e, in seguito a una tregua temporanea, l'aveva invasa in seguito lo stesso anno, saccheggiando e bruciando tenute piuttosto che cercare di mantenere il territorio.[49] Gli eventi in Inghilterra rendevano Stefano inabile a viaggiare verso la Normandia di persona, così Waleran de Beaumont, a cui Stefano aveva conferito il titolo di tenente della Normandia, e Tebaldo coordinarono gli sforzi per difendere il ducato.[50] Stefano riuscì a tornare nel ducato personalmente solo nel 1137, dove incontrò Luigi VI e Tebaldo per concordare un'informale alleanza regionale, probabilmente promossa da Enrico, per contrastare il potere crescente degli Angiò nella regione.[51] Come parte del patto, Luigi riconobbe il figlio di Stefano, Eustachio, come Duca di Normandia in cambio del giuramento di fedeltà del nuovo Duca nel confronti del Re francese.[52] Stefano, tuttavia, ebbe meno successo nel riprendersi la provincia del Argentan, insieme ai confini della Normandia e Angiò, controllati da Goffredo dalla fine del 1135.[53] Stefano formò un'armata per riprendere controllo, ma le frizioni fra i mercenari fiamminghi, comandate da Guglielmo di Ypres e dai locali baroni normanni, portarono ad una battaglia tra le due ali dell'esercito.[54] Le forze normanne abbandonarono così il Re, lo forzarono così a rinunciare alla sua campagna.[55] Stefano accetto di annunciare una tregua con Goffredo, promettendo di pagargli 2000 marchi all'anno in cambio della pace nei confini normanni.[56][49]

I primi anni di regno di Stefano possono essere interpretati in maniere differenti. Visto in maniera positiva, Stefano era riuscito a stabilizare i confini del nord con la Scozia, aveva contenuto gli attacchi di Goffredo in Normandia, era in pace con Luigi VI, poteva vantare buoni rapporti con la chiesa, incluso un largo supporto dei baroni.[57] Nonostante ciò, c'erano significanti problemi rimasti insoluti. Il nord dell'Inghilterra erano controllati da Davide e il principe Enrico, Stefano aveva abbandonato il Galles, la battaglia in Normandia aveva considerevolmente destabilizzato il ducato e un grande numero di baroni pensavano che Stefano non avesse concesso loro i titoli e terre che meritavano o che gli appartenevano.[58] Stefano stava rapidamente finendo i soldi: il considerevole tesoro di Enrico era stato svuotato nel 1138 a causa dei costi della corte ben più sfarzosa di Stefano e dalla necessità di mantenere i mercenari in Inghilterra e Normandia.[59]

I primi combattimenti (1138-39)[modifica | modifica wikitesto]

I combattimenti iniziarono su vari fronti durante il 1138. Inizialmente Robert di Gloucester si ribellò al Re, iniziando la discesa verso la guerra civile in Inghilterra.[59] Figlio illegittimo di Enrico I e fratellastro dell'Imperatrice Matilde, Robert era uno dei baroni anglo-normanni più potenti, controllando proprietà in Normandia ed essendo conte di Gloucester.[60] Nel 1138 Roberto sciolse il suo giuramento di fedeltà nei confronti di Stefano e dichiarò il suo supporto a Matilde, facendo così iniziare una ribellione nel Kent e nel sud-ovest dell'Inghilterra, tuttavia rimanendo sempre in Normandia.[61] Matilde non era stata particolarmente arriva nell'esternare il proprio diritto al trono dal 1135 e, in molte maniere, fu Robert che prese iniziativa nel dichiarare guerra nel 1138.[62] Goffredo, in Francia, prese vantaggio della situazione e re-invase la Normandia. Anche Davide di Scozia invase ancora una volta il nord dell'Inghilterra, annunciando che avrebbe supportato la pretesa di sua nipote Matilde al trono, premendo verso sud nello Yorkshire.[63][64]

Stefano rapidamente rispose alle rivolte e invasioni, vocalizzandosi principalmente sull'Inghilterra piuttosto che la Normandia. Sua moglie Matilde fu mandata nel Kent, con le sue navi e risorse provenienti da Boulogne, con il compito di riprendere possesso del porto strategico di Dover, sotto il controllo di Robert.[60] Un piccolo numero di cavalieri della compagnia di Stefano furono mandati verso nord per aiutare negli scontri contro gli scozzesi, dove le forze di Davide furono sconfitte l'anno successivo, ad agosto, nella battaglia dello Stendardo dalle forze di Thurstan, arcivescovo di York.[64] Nonostante la vittoria, in ogni caso, Davide riuscì ad occupare la maggior parte del nord.[64] Stefano in persona andò ad ovest in un tentativo di riprendere controllo del Gloucestershire, colpendo per primo nel nord delle Marche gallesi, prendendo Hereford e Strewsbury, prima di spostarsi verso Bath.[60] La città di Bristol si dimostrò troppo ben difesa per essere conquistata e Stefano si accontentò di fare incursioni e saccheggiare l'area circostante.[60] Sembra che i ribelli si aspettassero un intervento di supporto da parte di Robert, tuttavia rimase in Normadia per tutto l'anno, cercando di persuadere l'Imperatrice Matilde di invadere l'Inghilterra di persona.[65] Dover finalmente si arrese alle forze della regina più tardi lo stesso anno.[66]

La campagna militare di Stefano in Inghilterra procedeva bene, lo storico David Crouch la descrive come "un successo miliare di prima categoria".[66] Il re prese l'opportunità del suo vantaggio militare per forgiare un accordo con la Scozia. La moglie di Stefano, Matilde, era stata mandata a negoziare un trattato tra Stefano e Davide, chiamato il trattato di Durham: la Northumbria e Cumbria sarebbero effettivamente state concesse a Stefano e suo figlio Enrico, in cambio della loro fedeltà e futura pace nei confini.[64] Sfortunatamente, il potente Ranulph il Meschino considerava se stesso come il possessore di diritto di Carlisle e Cumberland e fu estremamente contrariato nel vederle consegnate agli scozzesi, un problema che avrebbe avuto lunghe implicazioni nella guerra.[67]

Preparazione alla guerra (1139)[modifica | modifica wikitesto]

La fortezza a Goodrich, un esempio di fortificazione che veniva lentamente a sostituire la motta castrale costruita per la fine degli anni '30 del 1100.

Per il 1139, l'invasione dell'Inghilterra da parte di Robert e Matilde appariva imminente. Goffredo e Matilde si erano assicurati molto della Normandia e, insieme a Roberto, spesero l'inizio dell'anno mobilizzando le forze per essere pronte a una spedizione oltre al Canale.[68] Matilde si era anche appellata al papato all'inizio dell'anno, promuovendo la sua legale rivendicazione del trono inglese. Senza particolari sorprese, il Papa declinò di cambiare il suo iniziale supporto per Stefano, ma dalla prospettiva di Matilde il caso stabiliva come la rivendicazione di Stefano fosse disputata.[69]

Allo stesso tempo, Stefano si preparava per l'arrivo del conflitto creando un numero di contee aggiuntive.[70] Solo uno sparuto numero di esse esistevano sotto Enrico I e queste erano largamente di natura simbolica. Stefano creò molte di più, riempendole con gli uomini che considerava essere leali, capaci comandanti militari, e nelle parti più vulnerabili della nazione assegnando loro nuovi territori e maggiore potere esecutivo.[71][72] Stefano sembra che avesse vari obbiettivi in mente, incluso assicurarsi la lealtà dei suoi sostenitori chiave, concedendogli questi onori, e migliorando le sue difese nelle parti vulnerabili del regno. Stefano era pesantemente influenzato dal suo principale consigliere, Waleran de Beaumont, il fratello gemello di Roberto, II conte di Leicester. I gemelli Beaumont, insieme al loro fratello minore e ai loro cugini, ricevettero la maggioranza di queste nuove contee.[73] Dal 1138 in poi, Stefano diede le contee di Worcester, Leicester, Hereford, Warwick e Pembroke, che, specialmente quando combinato ai nuovi possedimenti del nuovo alleato di Stefano, il principe Enrico, nel Cumberland e Northumbria, crearono un grande pezzo di territorio con la funzione di zona cuscinetto tra il problematico sudovest, Chester e il resto del regno.[74]

Stefano fece passi per rimuovere il gruppo di vescovi che considerava come una minaccia per il suo governo. L'amministrazione reale sotto Enrico I era stata capeggiata da Roger, vescovo di Salisbury, supportato dai suo nipoti, Alessandro e Nigel, rispettivamente vescovo di Lincoln e Ely, e figli di Roger le Poer, che era stato Lord Cancelliere.[75] Questi vescovi erano potenti proprietari terrieri così come governanti ecclesiastici e iniziarono a costruire nuovi castelli e aumentare la misura dei propri eserciti, portando Stefano a sospettare che stessero per disertare per allearsi con l'Imperatrice Matilde. Roger e la sua famiglia erano anche nemici di Waleran, il cui aveva un'avversione verso il loro controllo dell'amministrazione reale.[76] Nel giugno 1139, Stefano tenne la sua corte a Oxford, dove un nacque un conflitto fra gli uomini di Alano di Penthièvre e quelli di Roger, probabilmente deliberatamente creato da Stefano.[76] Stefano rispose domandando che Roger e gli altri vescovi consegnassero tutti i loro castelli in Inghilterra. Questa minaccia era appoggiato dall'arresto dei vescovi, con l'eccezione di Nigel, il quale aveva preso rifugio nel castello di Devizes. I vescovi si arresero solo dopo che Stefano prese d'assedio il castello, minacciando di giustiziare Roger.[77] I rimanenti castelli furono consegnati al re.[76] L'incidente rimosse favorevolmente ogni minaccia militare dai vescovi, ma probabilmente danneggiò le relazioni di Stefano con il clero anziano e, in particolare, con suo fratello Enrico.[78] Entrambe le parti erano ora pronte per la guerra.

L'anarchia e la questione della successione normanna[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Londra, costruita da Guglielmo il Conquistatore.

Goffredo mandò Matilda, sola, in Normandia, prima di tutto per una missione diplomatica affinché venisse riconosciuta duchessa di Normandia per sostituire Stefano. Comunque, Goffredo V non era molto lontano, a capo del suo esercito, e in breve si impossessò di numerose roccaforti nel sud della Normandia che non perse più.

Accadde poi che un nobile angioino, Roberto III di Sablé, insorse contro Goffredo V aprendo una breccia nella retroguardia costringendolo alla ritirata presso Anjou e pose fine alla rivolta. Quando Goffredo V tornò in Normandia nel settembre del 1136, la regione fu afflitta da combattimenti locali e violente lotte tra i baroni. Stefano non poteva recarsi in Normandia e quindi la situazione rimase caotica.

Goffredo aveva trovato nuovi alleati con la Contea di Vendôme e soprattutto il Ducato di Aquitania. A capo di un nuovo esercito e pronto per conquistare la Normandia, fu ferito e costretto a ritornare nuovamente ad Anjou. Oltre a questo, un'epidemia di diarrea afflisse il suo esercito. Orderico Vitale affermò: “Gli invasori dovettero correre a casa lasciando dietro di loro una scia di lerciume”.

Finalmente Stefano arrivò in Normandia nel 1137 e ristabilì l'ordine, ma aveva perso molta credibilità agli occhi di Roberto di Gloucester che sosteneva Goffredo. Goffredo ottenne il controllo delle roccaforti di Caen e Argentan senza resistenze ma ora doveva difendere i possedimenti di Roberto in Inghilterra dall'ira del re.

Nel 1139 Roberto e Matilda attraversarono la Manica, giungendo in Inghilterra mentre Goffredo premeva sulla Normandia. Stefano fu catturato nel febbraio del 1141 nella Battaglia di Lincoln, che causò il crollo della Normandia; Goffredo ora la controllava quasi completamente.

Precedentemente re Luigi VII di Francia aveva sposato Eleonora d'Aquitania, acquisendo il titolo di Duca d'Aquitania e aggiungendo il territorio ottenuto (1137) al suo dominio reale; così non aveva alcun interesse in un cambiamento della politica normanna, in quanto governava già vasti e potenti territori. Quando poi Goffredo V rinforzò il controllo della Normandia, Matilda subì delle sconfitte da parte degli alleati di Stefano. Roberto di Gloucester fu catturato a Winchester mentre copriva la ritirata di Matilda, che in seguito riscattò Roberto con Stefano.

Nel 1142 Matilda supplicò Goffredo V di attraversare la Manica per assisterla, ma egli rifiutò, diventando invece più interessato alla Normandia. Dopo la conquista di Avranches, Mortain e Cherbourg, Goffredo V lanciò un attacco decisivo su Rouen, che fu occupata nel 1144. In seguito si autoproclamò Duca di Normandia e, in cambio della cessione di Gisors a Luigi VII, fu formalmente riconosciuto dal Re. Goffredo V, soddisfatto del suo nuovo ruolo in Normandia, non fece alcuno sforzo per aiutare Matilda in Inghilterra benché ella fosse sul punto di essere sconfitta. Elias, il fratello minore di Goffredo, sentiva di meritare la sua giusta parte e chiese La Maine per sé. Non era passato molto tempo dalla risoluzione di questa questione, che un altro nobile angioino si ribellò: Gerardo II di Berlay, recentemente nominato siniscalco di Poitou da Luigi VII, guidò una rivolta nel sud di Anjou contro Goffredo V.

Ascesa di Enrico e fondazione nominale dell'impero angioino[modifica | modifica wikitesto]

Goffredo d'Angiò, chiamato anche Goffredo Plantageneto.

Stefano, senza mezzi, aveva rinunciato alle sue pretese riguardo alla Normandia, anche se Luigi VII aveva chiaramente riconosciuto Goffredo duca. Un'alleanza tra i due Re era possibile, per la questione di Gerardo Berlay. Luigi VII accettò di riconoscere Enrico II Plantageneto come nuovo duca nel 1151 in cambio di concessioni nel Vexin normanno. La morte di Goffredo, a soli 38 anni, fece di Enrico Plantageneto il conte di Anjou nel 1151. Secondo la storia raccontata da Guglielmo di Newburgh (intorno al 1190), Goffredo dichiarò che Enrico avrebbe dovuto cedere Anjou a uno dei suoi fratelli minori, chiamato anch'egli Goffredo, se avesse vinto la corona d'Inghilterra. Per costringere Enrico a fare un giuramento, Goffredo V aveva ordinato di essere lasciato senza sepoltura finché Enrico avrebbe dichiarato la rinuncia ad Anjou una volta a capo dell'Inghilterra.

Enrico II Plantageneto.

Nel marzo del 1152, Luigi VII e Eleonora d'Aquitania divorziarono, con il concilio di Beaugency, adducendo il pretesto di essere consanguinei, in quanto la relazione non funzionava bene. Eleonora venne lasciata duchessa di Aquitania ma sotto il controllo del Re, secondo le disposizioni del divorzio, e otto settimane dopo sposò Enrico Plantageneto che era meno imparentato con lei piuttosto che con Luigi VII.

Quando Enrico divenne dunque duca d'Aquitania e Guascogna era ovvio che non avrebbe lasciato Anjou a suo fratello, il che avrebbe dovuto significare la divisione della sua terra in due parti. Luigi VII organizzò una coalizione di tutti i nemici di Enrico, re Stefano d'Inghilterra e suo figlio Eustachio IV di Boulogne (marito della sorella di Luigi), Enrico il Liberale (promesso sposo della figlia di Eleonora), Roberto di Dreux (il fratello di Luigi) e infine Goffredo, che non aveva più speranza di ottenere Anjou.

Nel luglio del 1152 truppe capetingie attaccarono l'Aquitania mentre lo stesso Luigi VII, insieme ad Eustachio IV, Enrico di Champagne e Roberto di Dreux, attaccò la Normandia. Goffredo fece insorgere una rivolta ad Anjou, mentre Stefano attaccò i sudditi fedeli agli Angioini in Inghilterra. Numerosi nobili Anglo-Normanni cambiarono allora la loro fedeltà, sentendo il disastro imminente.

Enrico Plantageneto era sul punto di salpare per l'Inghilterra per proseguire la sua conquista, quando i suoi territori furono attaccati. Per prima cosa raggiunse Anjou e costrinse Goffredo alla resa, poi prese la decisione di salpare per l'Inghilterra nel gennaio del 1153 per incontrare Stefano. Fortunatamente Luigi VII si ammalò e dovette ritirarsi dal conflitto, mentre le difese di Enrico Plantageneto resistevano contro i nemici.

Dopo sette mesi di battaglie e truffe politiche, fallì nel tentativo di sbarazzarsi di Re Stefano. Eustachio IV morì in misteriose circostanze, “colpito dall'ira di Dio”, e questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, e Re Stefano rinunciò alla lotta per ratificare il Trattato di Winchester. Egli fece di Enrico Plantageneto il suo erede con la condizione che i possedimenti terrieri della sua famiglia fossero garantiti in Inghilterra e in Francia – queste erano le condizioni che Matilda aveva rifiutato dopo la vittoria a Lincoln.

Enrico Plantageneto divenne allora Enrico II d'Inghilterra nel dicembre del 1154. Successivamente la questione del suo giuramento su Anjou e su suo fratello Goffredo sorse ancora. Enrico II ricevette una dispensa da parte di Papa Adriano IV, adducendo il pretesto che il giuramento gli era stato imposto; Enrico II propose un risarcimento a Goffredo, a Rouen, nel 1156, ma quest'ultimo rifiutò e tornò ad Anjou per insorgere di nuovo contro Enrico II. Pur avendo Goffredo un solido diritto morale, la sua posizione era nonostante tutto molto debole. Luigi VII non interferì dal momento che Enrico II fece omaggio di vassallaggio al Re di Francia per la Normandia, Anjou e l'Aquitania. Enrico II represse la rivolta di Goffredo e dovette essere soddisfatto da una pensione annuale.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo dell'Anarchia inglese fa da sfondo al romanzo storico I pilastri della terra di Ken Follett. Vi sono descritte le vicende relative al naufragio della Nave Bianca, alla conseguente contesa dinastica che si aprì alla morte di Enrico I e alla relativa guerra civile, fino all'ascesa al trono di Enrico II.

Anche Ellis Peters ha ambientato nell'Inghilterra di quel periodo la sua fortunata serie di romanzi, dove il protagonista è Fratello Cadfael, un benedettino con passato da crociato, che vive nell'abbazia di Shrewsbury con l'incarico ufficiale di monaco erborista, ma con la propensione nel risolvere misteri ed omicidi. Il caos dell'anarchia in questa visione non è una storica lotta tra potenti, ma una presenza costante, quotidiana, che entra nella vita della gente comune e ne condiziona le speranze e il futuro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barlow, p.111; Koziol, p.17; Thompson, p.3.
  2. ^ Carpenter, p.137.
  3. ^ Huscroft, p.69.
  4. ^ Carpenter, pp.142–143.
  5. ^ Bradbury, pp.1–3.
  6. ^ a b c d Barlow, p.162.
  7. ^ Huscroft, pp.65, 69–71; Carpenter, p.125.
  8. ^ Bradbury, p.3; Chibnall, p.64.
  9. ^ Bradbury, pp.6–7.
  10. ^ Barlow, p.160; Chibnall, p.33.
  11. ^ a b Barlow, p.161.
  12. ^ Carpenter, p.160.
  13. ^ Carpenter, p.161; Stringer, p.8.
  14. ^ Bradbury, p.9; Barlow, p.161.
  15. ^ King (2010), pp.30–31; Barlow, p.161.
  16. ^ King (2010), pp.38–39.
  17. ^ King (2010), p.38; Crouch (2008a), p.162.
  18. ^ King (2010), p.13.
  19. ^ Davis, p.8.
  20. ^ King (2010), p.29.
  21. ^ Crouch (2002), p.246.
  22. ^ Chibnall, pp.66–67.
  23. ^ Barlow, pp.163–164.
  24. ^ Barlow, p.163; King (2010), p.43.
  25. ^ King (2010), p.43.
  26. ^ King (2010), p.45.
  27. ^ King (2010), pp.45–46.
  28. ^ King (2010), p.46.
  29. ^ a b c Crouch (2002), p.247.
  30. ^ King (2010), p.47.
  31. ^ King (2010), pp.46–47.
  32. ^ King (2010), p.47; Barlow, p.163.
  33. ^ Barlow, p.163; Carpenter, p.168.
  34. ^ a b King (2010), p.52.
  35. ^ a b Carpenter, p.165.
  36. ^ King (2010), p.53.
  37. ^ King (2010), p.53.
  38. ^ King (2010), p.57.
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  47. ^ Crouch (1998), pp.260, 262.
  48. ^ Bradbury, pp.27–32.
  49. ^ a b Barlow, p.168.
  50. ^ Crouch (2008b), pp.46–47; Crouch (2002), p.252.
  51. ^ Crouch (2008b), p.47.
  52. ^ Barlow, p.168;
  53. ^ Davis, p.27.
  54. ^ Davis, p.27; Bennett, p.102.
  55. ^ Davis, p.28.
  56. ^ Goffredo di Angiò sembra aver accettato almeno in parte a causa della pressione combinata dell'alleanza regionale fra gli anglo-normanni e i francesi contro di lui. Le valute medioevali sono difficili da convertire nel valore moderno. Per esempio, 2000 marchi equivalevano a circa 1333 sterline inglesi in un periodo dove il rinnovamento di un castello maggiore costava circa 1115 sterline.
  57. ^ Barlow, pp.165, 167; Stringer, pp.17–18.
  58. ^ Barlow, p.168; Crouch (1998), p.264; Carpenter, p.168.
  59. ^ a b Carpenter, p.169.
  60. ^ a b c d Barlow, p.169.
  61. ^ Stringer, p.18.
  62. ^ Chibnall, pp.70–71; Bradbury, p.25.
  63. ^ Davide I era imparentato con l'Imperatrice Matilde e Matilde di Boulogne attraverso sua madre, la regina Margaret.
  64. ^ a b c d Carpenter, p.166.
  65. ^ Bradbury, p.67.
  66. ^ a b Crouch (2002), p.256.
  67. ^ Davis, p.50.
  68. ^ Chibnall, p.74.
  69. ^ Chibnall, pp.75–76.
  70. ^ Bradbury, p.52.
  71. ^ R. Davis e W. L. Warren argomentano che la tipica contea implicava la delega di considerevoli poteri reali; Keith Stringer e Judith Green concordano che il grado di poteri era collegato al livello di minaccia e che forse in totale meno potere era delegato di quanto si pensasse un tempo.
  72. ^ Bradbury, p.70.
  73. ^ Barlow, pp.171–172; Crouch (2008a), p.29.
  74. ^ Barlow, p.172.
  75. ^ Davis, p.31.
  76. ^ a b c Davis, p.32.
  77. ^ Yoshitake, p.98.
  78. ^ Davis, p.34; Barlow, p.173.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]