Winchcombe

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Winchcombe
parrocchia civile
Winchcombe – Veduta
Localizzazione
StatoRegno Unito Regno Unito
   Inghilterra Inghilterra
RegioneSud Ovest
ConteaSevern Cross.svg Gloucestershire
DistrettoTewkesbury
Territorio
Coordinate51°57′N 1°58′W / 51.95°N 1.966667°W51.95; -1.966667 (Winchcombe)Coordinate: 51°57′N 1°58′W / 51.95°N 1.966667°W51.95; -1.966667 (Winchcombe)
Abitanti4 379 (2001)
Altre informazioni
Cod. postaleGL20
Prefisso01684
Fuso orarioUTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Regno Unito
Winchcombe
Winchcombe
Sito istituzionale

Winchcombe è un paese di 4.379 abitanti del Gloucestershire, in Inghilterra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tumulo di Belas Knap risale al neolitico e fu costruito verso il 3 000 a. C. sulla cima di una collina sopra Winchcombe. Durante il periodo anglosassone, Winchcombe fu uno dei capoluoghi del Regno di Mercia favorito dal re Cenwulf;[1] gli altri erano Lichfield e Tamworth. Successivamente, nell'XI secolo, la cittadina fu per breve tempo capoluogo dell'antica contea del Winchcombeshire. Si ritiene che il santo anglosassone Cenelm sia sepolto in città.

Durante la guerra civile del XII secolo, una motta castrale venne eretta da Roger Fitzmiles, II conte di Hereford per Matilde d'Inghilterra, anche se il luogo esatto è sconosciuto.[2] Si ipotizza che potesse trovarsi a sud della chiesa di San Pietro.

Nel periodo della Restaurazione (1660-1689), Winchcombe era conosciuta per furti di bestiame ed altri reati, dovuti in parte alla situazione di povertà. Per cercare di guadagnarsi da vivere, la gente del luogo coltivava tabacco anche se era dichiarato fuorilegge dal Commonwealth e in più di un'occasione vennero inviati soldati per distruggere i raccolti illegali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michelle P. Brown e Carol A. Farr, Mercia: An Anglo-Saxon Kingdom in Europe, ISBN 0-8264-7765-8.
  2. ^ (EN) David Walker, Gloucestershire Castles (PDF), in Transactions of the Bristol and Gloucestershire Archaeological Society, vol. 109, 1991, p. 15 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2012).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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