Partito Social Democratico (Romania)

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Partito Social Democratico
Partidul Social Democrat
Partidul Social Democrat logo.svg
Presidente Liviu Dragnea
Segretario Marian Neacșu
Stato Romania Romania
Sede Șoseaua Kiseleff, 10, Bucarest
Abbreviazione PSD
Fondazione 16 giugno 2001
Ideologia Socialdemocrazia
Terza via
Collocazione Centro-sinistra
Coalizione
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo
Gruppo parl. europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Seggi Camera
154 / 329
Seggi Senato
67 / 136
Seggi Europarlamento
12 / 32
Organizzazione giovanile Gioventù Social Democratica
Iscritti 509 000 (2014)
Colori Blu (2001-2006)
Rosso (dal 2006)[1]
Slogan Îndrăznește să crezi în România![2]
(Osa credere nella Romania!)
Sito web

Il Partito Social Democratico (in romeno: Partidul Social Democrat - PSD) è un partito politico rumeno fondato nel 2001 a seguito della confluenza di due distinti soggetti politici:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Fronte di Salvezza Nazionale (Romania), Fronte Democratico di Salvezza Nazionale e Partito della Democrazia Sociale di Romania.
Diagramma di evoluzione delle componenti del Partito Social Democratico dal 1989 al 2010

In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che rovesciò la dittatura di Nicolae Ceaușescu, nacque un organo di governo provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (CFSN), guidato dal Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), grande partito di ispirazione socialdemocratica composto essenzialmente da ex militanti del Partito Comunista Rumeno (PCR), tra i quali il presidente della repubblica Ion Iliescu e il primo ministro Petre Roman. Grazie alla propria egemonia istituzionale, politica e mediatica, il FSN dominò le prime libere elezioni tenutesi nel 1990 e gestì in totale autonomia la prima fase di transizione del paese alla democrazia[3][4].

Nel corso del 1992, tuttavia, emersero due correnti contrapposte, che portarono alla scissione dell'ala conservatrice maggioritaria di Ion Iliescu, che sosteneva una politica di lenta transizione all'economia di mercato e di più ampie garanzie di protezione sociale, elementi che attraevano le fasce popolari dell'elettorato ancora legate all'ideologia comunista[5][4]. Mentre l'ala riformista di Petre Roman mantenne la sigla originale di FSN (e nel 1993 si tramutò nel Partito Democratico), nell'aprile 1992 Iliescu creò il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), che fu la prima forza politica alle elezioni parlamentari del 1992 e ne consentì la rielezione alla presidenza della repubblica[5][6]. Nel 1993 il partito assorbì altre forze minori e fu ridenominato Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR)[7].

Alle elezioni legislative del 1996, tuttavia, il PDSR fu battuto dalla coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena, che governò per i successivi quattro anni. Nello stesso periodo il PDSR attuò un programma di riorganizzazione interna preparatorio alle elezioni del 2000, che segnarono il ritorno al potere di Iliescu e la nascita di un governo presieduto da Adrian Năstase, già vicepresidente del partito. In applicazione di un protocollo siglato nel 2000 tra il PDSR e il Partito Social Democratico Romeno (PSDR) di Alexandru Athanasiu, in occasione della conferenza nazionale del 16 giugno 2001 si concretizzò la fusione tra le due formazioni, che già partecipavano ad un gruppo parlamentare comune alla camera dei deputati e al senato. Sotto la guida di Năstase, acclamato all'unanimità presidente del nuovo partito, quindi, si realizzò l'unificazione di due tra i più importanti gruppi socialdemocratici del paese intorno all'unica insegna di Partito Social Democratico (PSD)[7].

Dal 2004[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Socialdemocratico fece il suo debutto alle elezioni presidenziali del 2004, in occasione delle quali sostenne nuovamente la candidatura di Iliescu; questi fu però sconfitto al secondo turno da Traian Băsescu, appoggiato dal Partito Democratico (PD) e dal Partito Nazionale Liberale (PNL). I socialdemocratici subirono un'ulteriore sconfitta alle successive elezioni parlamentari del 2004, nonostante l'alleanza con il Partito Conservatore (PC) denominata Unione Nazionale. Le elezioni videro la vittoria dello schieramento di centro-destra formato da PD e PNL (Alleanza Giustizia e Verità) e portarono al governo di Călin Popescu Tăriceanu; il PSD passò di nuovo all'opposizione, mentre i conservatori passarono a sostenere il nuovo governo.

A seguito degli insuccessi elettorali la presidenza del partito è passata a Mircea Geoană, ma la tendenza negativa del partito non si è invertita. Alle elezioni parlamentari in Romania del 2008 il PSD, nuovamente alleatosi con il PC, è stato sconfitto dal Partito Democratico Liberale e si è posto all'opposizione del governo di Emil Boc; alle elezioni presidenziali del 2009, Geoană è stato sconfitto da Basescu, che dunque è stato riconfermato per la seconda volta.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Partito Social Democratico (Romania).

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Coalizione Pos. Voti % Seggi
Parlamentari 2004[8] Camera Unione Nazionale PSD+PUR
(PSD, PUR)
3 730 352 36,8
113 / 332
Senato 3 798 607 37,2
46 / 137
Parlamentari 2008[9] Camera Alleanza PSD+PC
(PSD, PC)
2 279 449 33,09
110 / 334
Senato 2 352 968 34,16
48 / 137
Parlamentari 2012[10] Camera Unione Social-Liberale
(PSD, PNL, PC, UNPR)
4 327 475 58,61
150 / 412
Senato 4 439 884 60,07
59 / 176
Parlamentari 2016 Camera - 3 204 864 44,14
154 / 329
Senato 3 221 786 45,68
67 / 136
Candidato Pos. Voti 1º Turno % Pos. Voti 2º Turno %
Presidenziali 2004 Adrian Năstase 4 278 864 40,9 4,881,520 48,8
Presidenziali 2009 Mircea Geoană 3 027 838 31,15 5 205 760 49,67
Presidenziali 2014 Victor Ponta 3 836 093 40,44 5 211 097 45,49
Coalizione Pos. Voti % Seggi
Europee 2007 - 1 184 018 23,11
10 / 35
Europee 2009[11] Alleanza PSD+PC
(PSD, PC)
1 504 218 31,07
10 / 33
Europee 2014[12] Unione Social Democratica
(PSD, PC, UNPR)
2 093 237 37,6
12 / 32

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti della repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti della repubblica ad interim[modifica | modifica wikitesto]

Primi ministri[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti del Senato[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti della Camera[modifica | modifica wikitesto]

Governi[modifica | modifica wikitesto]

Collocazione parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Governo Năstase
Governo Tăriceanu I, Governo Tăriceanu II
Governo Boc I
Governo Boc II, Governo Ungureanu
Governo Ponta I, Governo Ponta II, Governo Ponta III, Governo Ponta IV
Governo Cioloș
  • Maggioranza (2017-)
Governo Grindeanu, Governo Tudose

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (RO) Dinastia PSD - documentar Digi24 despre culisele deciziilor care ne-au afectat pe toți, Digi 24, 11 settembre 2015. URL consultato il 24 agosto 2017.
  2. ^ (RO) Oana Mălina Negrea, Liviu Dragnea: 'Îndrăznește să crezi în România', sloganul PSD în campania electorală, Agerpres, 22 ottobre 2016. URL consultato il 22 agosto 2017.
  3. ^ (EN) The May 1990 Elections in Romania (PDF), National Democratic Institute for International Affairs e National Republican Institute for International Affairs, 1991.
  4. ^ a b (EN) Steven D. Roper, Romania: The Unfinished Revolution, Routledge, 2000.
  5. ^ a b Odette Tomescu Hatto, PARTITI, ELEZIONI E MOBILITAZIONE POLITICA NELLA ROMANIA POST-COMUNISTA (1989-2000), 2004.
  6. ^ (RO) Irina Andreea Cristea, ALEGERILE PREZIDENȚIALE DIN 1992, Agerpres, 3 ottobre 2014. URL consultato il 22 agosto 2017.
  7. ^ a b (RO) Ionela Gavril, Congresele PSD (1990-2015), Agerpres, 17 ottobre 2015. URL consultato il 22 agosto 2017.
  8. ^ Voti, posizione e percentuali sono stati indicati a livello di coalizione, ma il numero di seggi a livello di partito. La coalizione in totale ottenne 132 seggi alla camera e 57 al senato.
  9. ^ Voti, posizione e percentuali sono stati indicati a livello di coalizione, ma il numero di seggi a livello di partito. La coalizione in totale ottenne 114 seggi alla camera e 49 al senato.
  10. ^ Voti, posizione e percentuali sono stati indicati a livello di coalizione, ma il numero di seggi a livello di partito. La coalizione in totale ottenne 273 seggi alla camera e 122 al senato.
  11. ^ Voti, posizione e percentuali sono stati indicati a livello di coalizione, ma il numero di seggi a livello di partito. La coalizione ottenne 11 seggi.
  12. ^ Voti, posizione e percentuali sono stati indicati a livello di coalizione, ma il numero di seggi a livello di partito. La coalizione ottenne 16 seggi.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]