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Federazione Rivoluzionaria Armena

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Federazione Rivoluzionaria Armena
Armenian Revolutionary Federation Flag.gif
PresidenteHrant Markarian
StatoArmenia Armenia
SedeErevan
Fondazione1890
IdeologiaAttuale:
Socialismo democratico[1][2]
Nazionalismo armeno[3][4][5][6][7]
Nazionalismo di sinistra
Precedente:
Socialismo rivoluzionario[8]
Anti-comunismo socialista (1920-1991)[9][10][11][12]
CollocazioneSinistra[13]
Affiliazione internazionaleInternazionale Socialista
Seggi Azgayin Zhoghov
5 / 131
 (2012)
Seggi Assemblea Nazionale (Nagorno Karabakh)
7 / 33
 (2015)
Seggi Assemblea Nazionale (Libano)
2 / 128
Iscritti6 800 (2012)
Colorirosso
Sito web

La Federazione Rivoluzionaria Armena (Hay Heghapokhakan Dachnaktsoutioun o Հայ Հեղաբոխական Դաշնակցութիւն), conosciuta anche come Dashnak o con la sigla HHD, è un partito politico armeno. Il partito è attivo, oltre che in Armenia, anche in Nagorno Karabakh e in Libano.

È stato fondato nel 1890 a Tbilisi, in Georgia, da Christapor Mikaelian, marxista, Stepan Zorian, populista, e Simon Zavarian, bakuninista che di fatto guiderà il partito. È un partito d'ispirazione socialista ed è membro dell'Internazionale Socialista.

L'origine[modifica | modifica wikitesto]

Il Dashnak nacque dalla fusione di vari gruppi politici armeni presenti in Turchia ed in vari stati dell'Est europeo. Fin dalla sua fondazione il partito mantenne una struttura molto decentrata, acquisendo connotati diversi a seconda dello stato o regione in cui era presente. Nel suo primo programma, infatti, HHD, pur definendosi socialista, non propugnava né la costruzione di uno stato socialista, né la riunificazione armena con la nascita di una repubblica indipendente. Nel IV Congresso generale, svoltosi nel 1907, HHD cercò di conciliare le diverse sensibilità sorte negli armeni della "diaspora". HHD pur essendo, infatti, influenzato dalla corrente marxista di stampo russo, accolse anche le istanze di democrazia e libertà individuali, che gli armeni presenti nell'Europa occidentale avevano fatto proprie. Nel corso degli anni, HHD divenne punto di riferimento per tutti coloro che volessero porre l'attenzione internazionale sulla questione armena.

Il Dashnak si pose come il principale partito armeno durante la breve esperienza (1917-1921) della Repubblica Democratica di Armenia e della Comune di Baku. Nel 1918 Hovhannès Khatchznouni di HHD formò il primo governo armeno, monocolore. Alle elezioni del 1919 HHD ottenne quasi il 90% dei consensi. Nel 1920, Mustafa Kemal Atatürk batté l'esercito armeno e HHD sotto la pressione dei bolscevichi diede vita ad un governo di coalizione, dividendosi, però in due tronconi. Priva del sostegno dei paesi occidentali l'Armenia fu facilmente occupata dai Sovietici nel 1921. HHD venne, così, bandito dalla vita politica.

Negli anni sessanta del XX secolo HHD si andò riorganizzando in tutti quei paesi dove erano emigrati gli armeni, prima per sfuggire al genocidio perpetrato dal governo turco, poi all'occupazione sovietica. HHD finì, così, per assumere posizioni spiccatamente nazionaliste e anti-comuniste.

Dall'indipendenza armena a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'indipendenza armena (1990), HHD divenne una delle principali forze di opposizione al Movimento Nazionale Panarmeno di Levon Ter-Petrossian, presidente armeno dal 1991 al 1998. Nel 1994 Ter-Petrossian bandì HHD dal Parlamento, accusandolo di essere un'organizzazione terrorista e facendone arrestare i leader. Il bando a HHD venne tolto solo nel 1998 quando Robert Kocharian succedette a Ter-Petrossian, costretto alle dimissioni dopo l'insuccesso della sua politica sul Nagorno Karabakh.

Alle elezioni politiche del 1999, HHD conquistò l'8% dei voti ed elesse 8 deputati, ponendosi all'opposizione del governo formato dagli esponenti del Blocco Unità, conservatori. Alle elezioni politiche armene del 2003 HHD incrementò i propri voti, ottenendo l'11,4% dei consensi, entrando, così, a far parte del governo, insieme al Partito Repubblicano d'Armenia, conservatori, e a Governo della Legge, centristi.

Alle elezioni politiche del 2007, HHD ottenne il 13,6% dei voti ed elesse 5 deputati in più.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (HY) Դաշնակցության սոցիալիզմի մոդելը [The Socialist Model of Dashnaktsutyun], su parliamentarf.am, Armenian Revolutionary Federation faction in the National Assembly of the Republic of Armenia, 9 luglio 2011.
  2. ^ Evaluation Report on Armenia on Transparency of party funding (PDF), Strasbourg,, Council of Europe, 3 dicembre 2010, p. 5.
    «Armenian Revolutionary Federation Party (ARF, socialist)».
  3. ^ Armenian Nationalist Party Threatens President Over Turkey Protocols (Yerevan), Radio Free Europe/Radio Liberty, 14 gennaio 2010. URL consultato il 7 settembre 2014.
  4. ^ Svante E. Cornell, Azerbaijan Since Independence, Armonk, New York, M.E. Sharpe, 2011, p. 11, ISBN 978-0-7656-3004-9.
    «Drawn equally to nationalism, the ARF...».
  5. ^ Shahin Abbasov, Azerbaijan: Baku Reaches Out to Armenian Hard-liners in Karabakh PR Bid, in EurasiaNet (New York), Open Society Institute, 15 ottobre 2010. URL consultato il 7 settembre 2014.
    «...Armenian Revolutionary Federation-Dashnaktsutiun, a nationalist Armenian party...».
  6. ^ Armenia: Internal Instability Ahead (PDF), Yerevan/Brussels, International Crisis Group, 18 ottobre 2004, p. 8. URL consultato l'11 giugno 2014.
    «The Dashnaktsutiun Party, which has a major following within the diaspora, states as its goals: "The creation of a Free, Independent, and United Armenia. The borders of United Armenia shall include all territories designated as Armenia by the Treaty of Sevres as well as the regions of Artzakh [the Armenian name for Nagorno-Karabakh], Javakhk, and Nakhichevan".».
  7. ^ Arus Harutyunyan, Contesting National Identities in an Ethnically Homogeneous State: The Case of Armenian Democratization, Kalamazoo, Michigan, Western Michigan University, 2009, p. 89, ISBN 978-1-109-12012-7.
    «The ARF strives for the solution of the Armenian Cause and formation of the entire motherland with all Armenians. The party made it abundantly clear that historical justice will be achieved once ethnic Armenian repatriate to united Armenia, which in addition to its existing political boundaries would include Western Armenian territories (Eastern Turkey), Mountainous Karabagh and Nakhijevan (in Azerbaijan), and the Samtskhe-Javakheti region of the southern Georgia, bordering Armenia.».
  8. ^ Richard G. Hovannisian, Russian Armenia. A Century of Tsarist Rule, in Jahrbücher für Geschichte Osteuropas, vol. 19, nº 1, Franz Steiner Verlag, 1971, p. 40.
  9. ^ Pierre Verluise, Armenia in Crisis: The 1988 Earthquake, Wayne State University Press, 1995, p. 38, ISBN 978-0-8143-2527-8.
    «Although socialism played an important part in party ideology in its early years, the ARF after 1920 became an outspoken nationalist critic of Soviet Armenia.».
  10. ^ Thomas Goltz, Azerbaijan Diary: A Rogue Reporter's Adventures in an Oil-rich, War-torn, Post-Soviet Republic, Routledge, 2015 [1998], p. 314, ISBN 978-0-7656-0244-2.
    «Suppressed or expelled from Soviet Armenia, the Dashnaks became the most visible and resonant anti-Communist opposition group in the Armenian diaspora for the next seventy years.».
  11. ^ Razmik Panossian, The Armenians: From Kings and Priests to Merchants and Commissars, New York, Columbia University Press, 2006, p. 365, ISBN 978-0-231-13926-7.
    «The ARF thus came to associate its nationalism with anti-communism...».
  12. ^ Justice Commandos of the Armenian Genocide (PDF), su foia.cia.gov, Freedom of Information Act Electronic Reading Room, Central Intelligence Agency.
    «Since the end of World War II, the ARF has held a conservative, anti-Communist ideology...».
  13. ^ Where is the Armenian LEFT, the true alternative?, Yerevan, Institute for Democracy and Human Rights (IDHR), 10 dicembre 2007. (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2014).
    «Armenian Revolutionary Federation, ARF: An Armenian left-wing and socialist political power with its roots and background.».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN128546487 · ISNI (EN0000 0001 2155 4377 · BNF (FRcb11884415f (data)