Alleanza per l'Unione dei Romeni

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Alleanza per l'Unione dei Romeni
Alianța pentru Unirea Românilor
AUR Logo.svg
Presidente
StatoRomania Romania
AbbreviazioneAUR
Fondazione1º dicembre 2019
IdeologiaNazionalismo[1]
Populismo di destra[1]
Conservatorismo sociale[1]
Unionismo[2]
Destra cristiana[3]
Protezionismo[1]
Euroscetticismo[1]
Anticomunismo[4]
CollocazioneDestra[5] / estrema destra[1]
Partito europeoPartito dei Conservatori e dei Riformisti Europei
Seggi Camera
27 / 329
Seggi Senato
13 / 136
Seggi Europarlamento
0 / 33
Colori     Oro
     Nero
SloganDreptate pentru România[6]
(Giustizia per la Romania)
Sito webpartidulaur.ro

L'Alleanza per l'Unione dei Romeni (in lingua rumena: Alianța pentru Unirea Românilor, abbr. AUR) è un partito politico romeno di destra ed estrema destra,[7][8][9] fondato nel 2019 da George Simion e Claudiu Târziu. Il partito è attivo con lo stesso nome anche in Moldavia[10].

Il partito si autodefinisce conservatore, patriottico, nazionalista e unionista[4].

Alle elezioni parlamentari in Romania del 2020 ottenne il 9% dei voti, che gli valse 33 deputati (di cui uno, Francisc Tobă, fu in seguito escluso dal partito e rimase come indipendente[11]) e 14 senatori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e fondazione[modifica | modifica wikitesto]

George Simion
Claudiu Târziu

Il partito fu fondato da George Simion, già leader della piattaforma Acțiunea 2012, organizzazione che militava per l'unificazione di Romania e Moldavia. Per tali motivi nel 2015 Simion aveva subito un decreto d'interdizione all'ingresso in questo paese[2][12]. Pretendendo di difendere i diritti della comunità romena contro quelli della minoranza ungherese, nel maggio 2019, al fianco di altri rappresentanti di forze ultranazionaliste prese parte ai disordini esplosi nel caso dello scandalo della risistemazione del cimitero di Valea Uzului[2][12]. Nello stesso mese da indipendente si candidò alle elezioni europee, ottenendo l'1,29%[1][13].

L'altro presidente fondatore, Claudiu Richard Târziu, personaggio vicino ad ambienti ultraconservatori e favorevole a politiche antiabortiste[14], era stato membro del consiglio nazionale della Coalizione per la famiglia, ONG che nel 2018 aveva promosso un referendum per vietare a livello costituzionale i matrimoni omosessuali[12][14][15].

Il 1º dicembre 2019 nella città di Alba Iulia Simion e Târziu posero le basi per la nascita di un nuovo partito, l'Alleanza per l'Unione dei Romeni[16]. Il 24 gennaio 2020 furono convalidate le nomine della dirigenza e fu presentato il programma politico, basato sull'unione tra Romania e Moldavia e sulla difesa dei valori cardine di famiglia tradizionale, patria, religione cristiana e libertà individuali[13][17].

Proteste contro le misure del governo e campagna elettorale del 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2020 AUR iniziò a farsi conoscere soprattutto sui canali online. Tra marzo e dicembre il profilo Facebook di George Simion fu quello che, tra tutti i politici rumeni, registrò il maggior numero di interazioni, staccando di gran lunga qualunque altro personaggio[13][18]. Furono soprattutto gli argomenti richiamati nelle proprie pubblicazioni ad attrarre sempre più simpatizzanti. Simion utilizzò una retorica antisistema dagli accenti populisti, ricorrendo ad argomenti sensibili agli elettori, come quelli del disboscamento illegale, dello sfruttamento delle risorse romene da parte delle aziende straniere, della politicizzazione delle istituzioni pubbliche, della corruzione della classe politica e delle impopolari misure promosse dal governo volte a contenere la diffusione della pandemia di COVID-19, come la chiusura dei mercati e dei ristoranti[18].

Oltre a godere della forza della strategia comunicativa utilizzata su internet e praticamente assente in televisione[13], nel contesto della crisi sanitaria in atto, AUR fu uno dei pochi partiti a organizzare manifestazioni sul territorio[15][18]. Nel corso della campagna elettorale per le elezioni locali e parlamentari del 2020 Simion organizzò un tour in autobus che attraversò l'intero paese, diffondendo i propri proclami nazionalisti e conservatori[18].

In autunno organizzò delle manifestazioni contro l'obbligatorietà delle mascherine mediche e contro le misure messe in atto dal governo per contrastare la crisi sanitaria[2][19]. Nel mese di ottobre, altresì, AUR fu autore di proteste contro l'interdizione del pellegrinaggio a Iași in occasione delle festività per Santa Parascheva[2]. Lo stesso atteggiamento fu mantenuto anche per la ricorrenza di Sant'Andrea del 30 novembre a Costanza[2]. A tal proposito un membro della dirigenza di AUR, Diana Șoșoacă, fu l'avvocato difensore dell'arcivescovo di Costanza Teodosie, che fece causa allo stato per ottenere l'annullamento delle misure restrittive in occasione della giornata di Sant'Andrea[20][21].

Il 1º dicembre 2020, festa nazionale che celebrava la commemorazione dell'unione tra Romania e Transilvania, il partito realizzò una marcia elettorale nella città di Alba Iulia[2].

Ingresso in Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni locali celebratesi nel settembre 2020 rimase in generale sotto l'1%[1]. Pur prefigurandosi come una forza marginale crebbe rapidamente nei sondaggi dell'ultima fase di campagna elettorale per le parlamentari[2][14]. Con la pubblicazione degli exit poll del 6 dicembre AUR si rivelò un'autentica sorpresa. Dato inizialmente al 5%[17], nei calcoli ufficiali raggiunse il 9%, diventando il quarto partito del paese e ottenendo rappresentanza parlamentare a discapito di altre forze politiche più quotate (PMP e PRO), che non superarono la soglia di sbarramento. Fu il primo partito di estrema destra a sedere alle due camere dal 2008, anno di ultima presenza del Partito Grande Romania, dal quale AUR riprendeva alcuni aspetti dottrinari[7][22].

George Simion rese noto che AUR non avrebbe appoggiato alcun governo né con il Partito Social Democratico (PSD), né con il Partito Nazionale Liberale (PNL) e che sarebbe andato all'opposizione[23]. Claudiu Târziu annunciò l'inizio di una riforma della classe politica e di una «rivoluzione conservatrice» a favore del sovranismo e contraria al globalismo[24][25].

Contro il partito si espresse pubblicamente la dirigenza del gruppo filoungherese Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR), che non nascose il proprio disappunto sul risultato conseguito dell'AUR, dichiarando che nel XXI secolo un simile partito non avrebbe dovuto aver posto in un parlamento democratico[26][27]. Esprimendosi sulla polemica Simion catalogò come assurde tali osservazioni e rispose che nella nuova legislatura si sarebbe battuto per l'adozione di una previsione costituzionale che avrebbe vietato la formazione di partiti su base etnica, che avrebbe colpito direttamente l'UDMR[28][29]. Tra gli altri aspetti controversi nel dicembre 2020 il presidente del senato di AUR, Sorin Lavric, fu espulso dall'Unione degli scrittori romeni per alcune dichiarazioni e diversi passaggi contenuti nei suoi libri, ritenuti offensivi per le donne, i rom e gli ungheresi[30].

In procinto delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo, Simion annunciò che il suo partito avrebbe avviato le procedure per la sospensione del presidente della Romania Klaus Iohannis, considerato reo di aver favorito il PNL[31]. Il 13 dicembre AUR sottopose al capo di Stato la nomina a primo ministro dell'indipendente Călin Georgescu[32]. Il 23 dicembre, tuttavia, nacque una coalizione di governo formata da PNL, USR+ e UDMR. Nel dibattito precedente l'investitura parlamentare del nuovo governo Cîțu, Simion lanciò un messaggio antisistema, invitando il popolo romeno alla lotta per la riapertura immediata di scuole e ristoranti, settori colpiti dalle misure per contrastare la pandemia di COVID-19, e a non pagare più le tasse, perché sarebbero servite per favorire la clientela della classe politica, i cui scopi reconditi erano quelli di appropriarsi del bilancio statale e di indebitare il paese[33].

Nel maggio 2021 Simion annunciò che AUR avrebbe partecipato con la stessa sigla e la stessa denominazione anche alle elezioni parlamentari moldave in programma nel luglio 2021[10]. L'ala moldava del partito, tuttavia, rimase sotto l'1%[34].

Dopo averne discusso l'adesione nei primi mesi dell'anno, il 19 giugno 2021 il consiglio del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei ammise l'AUR come membro a pieno titolo[35][36].

Ideologia e base elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Assunti nazionalisti e conservatori[modifica | modifica wikitesto]

(RO)

«Alianța noastră se declară fățiș împotriva oricărei forme de marxism contemporan. Curentele de corectitudine politică, ideologia de gen, egalitarismul sau multiculturalismul sunt forme camuflate ale plăgii neomarxiste. Niciun dialog nu se poate lega cu cei care, sub falsul paravan al combaterii discriminărilor, ajung să distrugă ierarhiile și valorile pe care secole de tradiție le-au ridicat cu răbdare și dragoste.»

(IT)

«La nostra alleanza si dichiara apertamente contraria a ogni forma di marxismo contemporaneo. Le correnti di correttezza politica, teoria gender, egualitarismo, o multiculturalismo sono forme nascoste della piaga neomarxista. Nessun dialogo può essere instaurato con quelli che, sotto il falso paravento della lotta alla discriminazione, arrivano a distruggere le gerarchie e i valori che secoli di tradizione hanno costruito con pazienza e amore»

(Programma dell'Alleanza per l'Unione dei Romeni[4])

Come da proprio programma politico, AUR si definiva un partito conservatore, la cui dottrina si basava su quattro assi: famiglia, nazione, fede e libertà[4][22][37].

AUR definiva la famiglia come «la cellula di base di ogni società possibile»[4]. Partendo da tale premessa il partito indicava che il matrimonio non poteva essere altro che una «formula primordiale» con una «coppia composta da un uomo e da una donna»[4]. Il programma specificava esplicitamente che qualunque altro tipo di unione rappresentava una deviazione dal senso autentico di "famiglia". Gli studi di genere, quindi, erano definiti come un'«aberrazione teorica» orchestrata da presunti «attivisti neomarxisti»[4]. Nell'ottica del partito ogni nazione aveva possibilità di sopravvivere solamente coltivando il modello di famiglia tradizionale[1][4].

La nazione era costituita dalla comunità di tutti quelli che condividevano lingua, cultura e storia[13]. Sul piano della politica estera AUR militava per il progetto irredentista di unificazione tra Romania e Repubblica di Moldavia. Il 28 giugno 2020, in occasione della commemorazione degli ottant'anni dall'Occupazione sovietica della Bessarabia e della Bucovina settentrionale, il partito emise un comunicato in cui dichiarava «È nostro dovere recuperare il nostro stato»[38]. Il modello d'Europa proposto dal partito era quello di un'unione di nazioni e non «un sovrastato federale con capitale, governo e parlamento unici», rigettando l'idea degli Stati Uniti d'Europa[4]. AUR si oppenava fermamente anche ad una presunta colonizzazione del continente da parte di popolazioni straniere[1][4]. Nonostante l'euroscetticismo, AUR rimaneva ancorato al blocco occidentale, sottolineando la necessità di rafforzare il ruolo della Romania in qualità di fianco orientale della NATO[5]. A livello interno il partito si proponeva di difendere i diritti dei cittadini di etnia romena nei distretti a maggioranza ungherese nelle aree di Harghita, Covasna e Mureș[5].

Sul piano religioso AUR reputava la fede strettamente correlata ai valori di «chiesa, tradizione e popolo»[4]. Il cristianesimo veniva presentato come il fondamento della civiltà europea e fonte di rettitudine morale[13]. L'ateismo era considerato «una deriva arrogante di quelli che ritengono che una visione antropocentrica dell'universo sia superiore a una teocentrica»[4]. Il partito contrastava ogni eventuale campagna di persecuzione contro il cristianesimo e difendeva fieramente il clero e i simboli religiosi[4]. Come notato da alcuni osservatori, il programma dell'AUR non faceva alcun riferimento ad altri culti diversi da quello cristiano[1].

Il partito riteneva che lo stato romeno, vietando l'affermazione dei valori di famiglia, patria e religione, era colpevole della soppressione della libertà d'espressione dei cittadini e per tale motivo era necessaria una riforma delle istituzioni[4].

La posizione del partito, euroscettica, antisistema, ultracristiana, ultranazionalista e a favore della famiglia, fece sì che fosse apprezzato da Sputnik, organo di propaganda del Cremlino[14][21]. Nonostante i pareri degli analisti, però, Simion rigettò sempre ogni accostamento del proprio partito all'estremismo, preferendo la definizione di "radicale"[39][40].

Nel 2020 fu l'unico partito romeno a esprimersi pubblicamente per la rielezione di Donald Trump per un nuovo mandato alla Casa Bianca[25].

Posizionamento no mask e no vax[modifica | modifica wikitesto]

Il partito si distinse per alcune manifestazioni contro l'utilizzo delle mascherine e per la promozione del movimento contrario alla vaccinazione[7][12][41][42]. Nel corso di un evento che ebbe luogo nel settembre 2020 a Bucarest i suoi sostenitori sventolarono dei palloncini con la scritta «La mascherina uccide»[17].

Il 22 dicembre, in fase di insediamento parlamentare, la senatrice Diana Șoșoacă, tra le più ferventi critiche delle misure anti-COVID emanate dal governo, si presentò in aula senza mascherina, invocando presunti problemi di salute. Sull'episodio la polizia avviò un'indagine[20][43].

Il presidente del senato di AUR, Sorin Lavric, affermò che le mascherine «dal punto di vista medico sono inutili, dal punto di vista psicologico sono mutilanti e dal punto di vista simbolico sono un segno di obbedienza»[14].

Elettori di AUR[modifica | modifica wikitesto]

AUR raccolse l'eredità della tradizione nazionalista rimasta senza rappresentanza dopo la morte di Corneliu Vadim Tudor e l'arresto di Liviu Dragnea[44].

Con la fondazione di AUR Simion riuscì ad allargare il bacino dei propri sostenitori, tradizionalmente costituito da militanti unionisti, adoperando una retorica populista, che attrasse uomini affascinati da proclami radicali e da personalità salvifiche. Favorito da tensioni sociali, dagli errori delle istituzioni e dalla debolezza delle promesse dei partiti tradizionali, il messaggio di AUR ebbe presa su elettori profondamente delusi dalla classe politica e duramente colpiti dalle conseguenze della pandemia[7][18]. La retorica populista del partito, tuttavia, fu adattata anche per altre categorie, a partire dai cospirazionisti, dai sovranisti e dagli estremisti cristiano-ortodossi[7][18][42].

Un folto gruppo di sostenitori proveniva da ambienti ultraconservatori vicini alla chiesa ortodossa rumena, corpo sociale cui era legato Claudiu Târziu[15][18]. L'inasprimento delle misure anti-COVID, che ebbe un impatto diretto sulle limitazioni delle attività religiose, rafforzò maggiormente tale componente[18].

Tra i sostenitori di AUR figuravano anche diverse associazioni neo-legionariste, come la Frăția Ortodoxa Sf. Mare Mucenic Gheorghe purtătorul de Biruintă, guidata da Dan Ciprian Grăjdeanu[2][18]. Secondo lo storico Oliver Jens Schmitt, infatti, il discorso di estrema destra del partito era fomentato da intellettuali vicini alle correnti legionariste, tollerate e sostenute dalla chiesa ortodossa rumena[3].

Come notato da alcuni opinionisti, AUR riuscì a catalizzare il voto di diverse correnti populiste nate negli ultimi anni in Romania, come quella no mask o quella contraria agli omosessuali, riuscendo a mobilitare un elettorato di estrema destra, precedentemente attratto da singoli personaggi appartenenti ai partiti principali[7][15]. Nella regione della Moldavia riuscì a strappare votanti alle fazioni nazionaliste del PSD, mentre in Transilvania all'elettorato conservatore del PNL[44][45]. Secondo i sociologi nelle aree a folto popolamento magiaro, il messaggio anti-ungherese del partito avrebbe attratto individui di etnia rumena che si sentivano minacciati o discriminati[44]. Un ulteriore gruppo sociale che costituiva un elemento di novità era formato da militanti ultraconservatori attivi soprattutto sui social network[15].

Secondo una ricerca CURS alle elezioni parlamentari del 2020 AUR fu votato principalmente da uomini tra i 18 e i 30 anni in possesso di un diploma di scuola superiore[46]. Lo stesso studio riteneva che il 30% dei sostenitori di AUR fosse formato da elettori scontenti, che non si erano presentati alle urne negli ultimi anni[44]. A livello geografico il partito ottenne i risultati migliori in Transilvania e nelle aree rurali della Moldavia e della Dobrugia[18][46]. Nella circoscrizione estero conseguì addirittura il 25%, con un picco del 35% in Italia, dove fu il primo partito[7][18].

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

(RO)

«Semnul permanent al partidului este reprezentat de conturul României pe jumătatea de Vest și un arc de cerc format din stele pentru partea de Est a României.»

(IT)

«Il simbolo del partito è rappresentato dal contorno della Romania nella parte ovest e da un semicerchio composto da stelle nella parte est della Romania.»

(Statuto dell'Alleanza per l'Unione dei Romeni, cap. I, art. 2[47])

Gruppo dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

George Simion e Claudiu Târziu

Presidente del Senato[modifica | modifica wikitesto]

Sorin Lavric

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 2020 Camera 535.831 9,08
32 / 329
Senato 541.938 9,17
14 / 136

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (RO) Mihnea Lazăr, Ce este, de unde vine și ce vrea AUR, partidul de extremă dreapta care a ajuns de la puțin peste zero la pragul electoral, su digi24.ro, Digi 24, 6 dicembre 2020. URL consultato il 6 dicembre 2020.
  2. ^ a b c d e f g h i (RO) Clarice Dinu, Ultimele calcule ale partidelor înainte de alegeri: marea necunoscută și o posibilă surpriză a parlamentarelor de duminică, su hotnews.ro, HotNews, 4 dicembre 2020. URL consultato il 6 dicembre 2020.
  3. ^ a b (RO) Magda Grădinaru, Cum a crescut AUR în Frății ortodoxe tolerate de Biserică, așa cum BOR l-a tolerat și pe Zelea Codreanu. Manipulările via Sputnik și pericolul real, su spotmedia.ro, Spot, 11 dicembre 2020. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n (RO) PROGRAM partidului politic Alianța pentru Unirea Românilor, su partidulaur.ro, Alleanza per l'Unione dei Romeni. URL consultato il 7 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2020).
  5. ^ a b c (RO) Dan Anghel, Care este programul politic al AUR. Partid conservator care vrea educaţie sexuală pentru adolescenţi, su adevarul.ro, Adevărul, 7 dicembre 2020. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  6. ^ (RO) AUR: Dreptate pentru România, Curierul Național, 14 febbraio 2020. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  7. ^ a b c d e f g (RO) Andreea Pietroșel, Unde ne duce goana după AUR? De ce au votat românii un partid de extremă dreapta?, su rfi.ro, RFI, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  8. ^ (EN) Romanian opposition takes narrow lead after election, in BBC News, 7 dicembre 2020. URL consultato il 30 agosto 2021.
  9. ^ (ES) Raúl Sánchez Costa, Una nueva extrema derecha emerge en Rumania, su EL PAÍS, 29 dicembre 2020. URL consultato il 30 agosto 2021.
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  11. ^ (RO) AUR nu va valida mandatul lui Francisc Tobă în Parlament. George Simion: Există suspiciuni în interiorul partidului, su digi24.ro, Digi 24, 19 dicembre 2020. URL consultato il 13 marzo 2021.
  12. ^ a b c d (RO) „Surpriza” AUR, partidul cu mesaj anti-maghiar, anti-occidental, unionist și anti-mască. Cine sunt liderii partidului: George Simion, Claudiu Târziu și Dan Tănasă, su g4media.ro, G4 Media, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
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  14. ^ a b c d e (RO) Sabina Fati, AUR-ul antioccidental și cine e cel mai mare perdant al alegerilor, su dw.com, Deutsche Welle, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  15. ^ a b c d e (RO) Cristi Rogozanu, Formula AUR-ului: naționalism, ultraconservatorism, ceva scandal și un electorat activat, su libertatea.ro, Libertatea, 6 dicembre 2020. URL consultato il 6 dicembre 2020.
  16. ^ (RO) Cristina Scutaru, George Simion a lansat Alianța pentru Unirea Românilor. Este AUR, su hotnews.ro, DC News, 1º dicembre 2019. URL consultato il 6 dicembre 2020.
  17. ^ a b c (RO) Andrei Stanca, Cine este Alianța AUR, partidul-surpriză de la exit-poll, su stirileprotv.ro, Pro TV, 6 dicembre 2020. URL consultato il 6 dicembre 2020.
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  22. ^ a b (RO) Marius Oprea: AUR, sau tablagii, su mediafax.ro, Mediafax, 6 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
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  25. ^ a b (RO) AUR obține peste 8%. George Simion: Nu vom face alianțe. Claudiu Târziu: Suntem apărătorii Bisericii, su romania.europalibera.org, Radio Europa Liberă, 6 dicembre 2020. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  26. ^ (RO) Petre Dobrescu, Primul atac puternic la adresa AUR după alegerile parlamentare: Asemenea atitudini nu au ce căuta în Parlament în 2021, su libertatea.ro, Libertatea, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
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  29. ^ (RO) AUR: UDMR nu își are locul în Parlamentul României. Vrem modificarea Constituției pentru interzicerea partidelor pe criterii etnice, su digi24.ro, Digi24, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  30. ^ (RO) Adrian Cojocaru, INTERVIU cu Sorin Lavric: Nu sunt un misogin. Am spus niște adevăruri pe care le știm cu toții, numai că puțini îndrăznesc să le spună, su digi24.ro, Digi24, 11 dicembre 2020. URL consultato l'11 dicembre 2020.
  31. ^ (RO) Adriana Duțulescu, Luni, prima confruntare Klaus Iohannis - AUR. George Simion a anunțat că va iniția suspendarea, su digi24.ro, Digi24, 11 dicembre 2020. URL consultato l'11 dicembre 2020.
  32. ^ (RO) Cine este Călin Georgescu, propunerea AUR pentru funcția de premier, su digi24.ro, Digi24, 13 dicembre 2020. URL consultato il 31 dicembre 2020.
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  45. ^ (RO) Cum a putut AUR, de care mulți nu au știut, să obțină un procent atât de mare. „A existat spirala tăcerii”, su digi24.ro, Digi24, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  46. ^ a b (RO) Cine l-a votat pe George Simion. Care este profilul alegătorilor AUR, su digi24.ro, Digi24, 7 dicembre 2020. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  47. ^ (RO) STATUT partidului politic Alianța pentru Unirea Românilor, su partidulaur.ro, Alleanza per l'Unione dei Romeni. URL consultato il 7 dicembre 2020.