Ion Iliescu

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Ion Iliescu
Ion Iliescu (2).JPG

1º e 3º Presidente della Romania
Durata mandato 20 dicembre 2000 –
20 dicembre 2004
Primo ministro Mugur Isărescu
Adrian Năstase
Predecessore Emil Constantinescu
Successore Traian Băsescu

Durata mandato 22 dicembre 1989 –
29 novembre 1996
Primo ministro Petre Roman
Theodor Stolojan
Nicolae Văcăroiu
Predecessore Nicolae Ceaușescu
Successore Emil Constantinescu

Presidente del Partito Social Democratico
(Presidente Onorario dopo il 2000)
Durata mandato 1990 - 1992 –
1997 - 2000
Predecessore Oliviu Gherman
Successore Adrian Năstase

Presidente del Consiglio Nazionale delle Acque
(con rango di ministro)
Durata mandato 28 agosto 1979 –
16 marzo 1984
Presidente Ilie Verdeț
Constantin Dăscălescu
Predecessore Florin Ioan Iorgulescu
Successore Ion Badea

Ministro della Gioventù
(In qualità di Segretario-Generale del C.C. e del UTC)
Durata mandato 11 dicembre 1967 –
17 marzo 1971
Presidente Ion Gheorghe Maurer
Successore Dan Marțian

Dati generali
Partito politico Partito Social Democratico
(dal 2001)
Partito della Democrazia Sociale di Romania
(1996-2000)
Fronte Democratico di Salvezza Nazionale
(1992)
Fronte di Salvezza Nazionale
(1989-1992)
Partito Comunista Rumeno
(1953-1984)
Titolo di studio Laurea in Ingegneria idroelettrica
Università Università Politecnica di Bucarest
Istituto per l'Energia di Mosca
Professione Ingegnere
Firma Firma di Ion Iliescu

Ion Iliescu (Oltenița, 3 marzo 1930) è un ingegnere, politico e blogger rumeno.

È stato Presidente della Romania per tre mandati, dal 1989 al 1992, dal 1992 al 1996 e dal 2000 al 2004, separati dalla presidenza di Emil Constantinescu.

Dal 2004 fino al suo pensionamento nel 2008, Iliescu è stato un senatore del Partito Social Democratico (PSD), di cui rimane presidente onorario.

Si unì al Partito Comunista Rumeno nel 1953 e divenne membro del Comitato Centrale nel 1965, ma a partire dal 1971 ne fu progressivamente emarginato da Nicolae Ceaușescu. Ha avuto un ruolo di primo piano nella rivoluzione rumena. È stato eletto come primo presidente post-comunista della Romania nel 1990.

Iliescu è ampiamente riconosciuto come una figura predominante nei primi quindici anni di politica post-rivoluzione. Durante la sua presidenza la Romania ha aderito alla NATO.

Nel 2005 è iniziata un'inchiesta per determinare il ruolo di Ion Iliescu nei fatti della Mineriada del giugno 1990, perpetrata dai minatori della Valle del Jiu, guidata da Miron Cozma, facendo irruzione a Bucarest per reprimere le manifestazioni anti-governative. In risposta, Iliescu ha dichiarato che lo scopo delle indagini è la "vendetta" contro di lui. Il 13 ottobre 2008 l'Ufficio Stampa del Pubblico Ministero ha emesso un comunicato stampa in cui dichiarava che il presidente Ion Iliescu non sarebbe stato perseguito per i fatti dei minatori accaduti nel 1990. I procuratori hanno deciso che non vi sono prove sufficienti e conclusive per le quali Iliescu possa essere perseguito. Nel giugno 2009 Ion Iliescu è stato rimosso dai procedimenti penali nel caso della "Mineriada dal 13 al 15 giugno 1990", in cui era stato accusato di genocidio, complicità in torture, propaganda per la guerra, trattamenti di distruzione umana, favoreggiamento e complicità in maltrattamento. Nell'ottobre 2015 ha annunciato di essere stato processato nello stesso caso per crimini contro l'umanità.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Ion Iliescu era figlio di Alexandru Iliescu, membro del comitato centrale del P.C.d.R. e della sezione Romena del Komintern; questi, in qualità di rappresentante del Comitato Centrale della Romania, partecipò ai lavori del V congresso del P.C.d.R. tenutisi a Gorikovo vicino a Mosca nel 1930, sotto l'egida del presidente della Sezione Esteri del P.C.U.S. Georgi Dimitrov.

Ion Iliescu nacque dall'unione tra il padre Alexandru e Maricica Toma, una bulgara di origine zigana. La madre però, morta nel 1932, non figura nella biografia ufficiale dell'ex presidente romeno, essendo stato adottato dalla lottatrice antifascista Marita Savu, militante delle brigate internazionali durante la Guerra di Spagna.

Lo zio di Ion Iliescu, Eftimie, fu collaboratore del Ministro degli Interni comunista Alexandru Draghici ed esponente di spicco della Securitate, la polizia politica, sotto l'allora denominazione di D.G.S.P. (Directia Generala a Securitatii Poporului).

Militanza politica nelle associazioni studentesche[modifica | modifica wikitesto]

Ion Iliescu nel 1976 insieme a Elena Ceaușescu.

Ion Iliescu comincia prestissimo la militanza e la formazione nell'ambito del partito. A soli 14 anni, durante l'estate del 1944, viene mandato in Albania nel quadro di ristrutturazione delle cosiddette Brigate di Lavoro (ex Brigate Internazionali) nuclei stakanovisti implicati nella formazione dei futuri quadri del partito di tutti i paesi dell'Europa orientale.

Nel frattempo dopo l'invasione della Romania da parte dell'Armata Rossa, all'interno di un programma più ampio di sovietizzazione del paese, viene perseguito e strutturato un processo di stalinizzazione dell'insegnamento scolastico. Ion Iliescu viene promosso responsabile nel 1948 del U.A.E.R. (Uniunea Asociatiilor Elevilor din Romania) e l'anno seguente viene nominato membro del Comitato Centrale dell'U.T.M. (Uniunea Tineretului Muncitoresc).

Tutte queste associazioni, implicate con l'indottrinamento leninista e l'epurazione dei quadri-docenti nel complesso del sistema dell'insegnamento scolastico, confluivano nell'U.I.S. (Uniunea Internationala a Studentilor-Unione Internazionale degli Studenti) con sede a Praga.

Iliescu studiò ingegneria elettronica al Politecnico di Bucarest, membro del Comitato Centrale dell'U.T.M. divenne "per linea politica" responsabile dei suoi stessi professori. In effetti, il Ministero dell'Istruzione era subordinato alle direttive dell'U.T.M. e soprattutto alle sue sezioni interne riguardanti "l'insegnamento medio e superiore".

Nel 1950 completa la sua formazione studiando ingegneria energetica all'Istituto per l'Energia di Mosca, specializzandosi nel campo dell'energia idroelettrica e delle risorse idriche. Oltre a espletare le normali attività di studente universitario, Ion Iliescu divenne responsabile del S.U.A.E.R. (Soviet Unificato degli Aspiranti Studenti Romeni) organizzazione strettamente collegata al Komsomol.

Tutti i soviet degli studenti, nel complesso delle sezioni nazionali si rapportavano alla IX sezione del II Direttorato del KGB. In pratica svolgevano il ruolo di cinghia di trasmissione delle direttive tra gli organi del P.C.U.S. e gli studenti stranieri che si trovavano in Unione Sovietica. Inoltre i responsabili nazionali di sezione dovevano promuovere e caldeggiare studenti particolarmente capaci ai direttori del KGB, per poi esser selezionati a seguire corsi speciali suppletivi in U.R.S.S.

Nomine e attività all'interno del P.C.R.[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in Romania, dal 1955 lavorò come ingegnere progettista all'Istituto per le Ricerche Energetiche di Bucarest. Nel 1956 viene nominato membro del Comitato Centrale del U.I.S.

Verrà nominato ulteriormente capo-sezione nel Comitato Centrale del P.C.R. (1965), primo segretario del CC del P.C.R. per il distretto di Timiș e Iași (fino al 1977).

Dal 1979 al 1984 presiedette il Consiglio Nazionale per le Risorse Idriche, ma fu licenziato per la sua opposizione ai progetti del presidente Nicolae Ceaușescu.

Aderì al Partito Operaio Rumeno, e appoggiò la "via romena al socialismo" proposta da Ion Gheorghe Maurer: nominato ministro della Gioventù (1967-1971), condannò l'invasione della Cecoslovacchia (1968). Segretario per sei mesi del Comitato Centrale del Partito Operaio nel 1971, fu costretto a dimettersi per l'opposizione al culto della personalità introdotto da Ceaușescu; accusato di deviazionismo intellettuale, fu gradualmente escluso dalla vita politica.

Allo scoppio della rivoluzione del 1989 assunse la presidenza del Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), organo paravento degli ex membri del secondo scalone del Partito Comunista Rumeno; Iliescu riuscì a convogliare la rivoluzione in seno al Fronte Nazionale, inglobando anche gli esponenti anti-comunisti e attivisti segreti dei partiti democratici inoperosi dopo il colpo di Stato del 1947. Mise fuorilegge il POR (1990) e fu eletto presidente della Repubblica, ma represse con la forza le manifestazioni studentesche con le mineriade (dal nome delle squadracce para-militari di minatori mandati a Bucarest a reprimere le proteste) che lo accusavano di procedere troppo lentamente nell'introduzione di riforme democratiche e nell'epurazione degli ex comunisti (che in effetti avevano appoggiato la sua ascesa nel 1989).

Dumitru Mazilu, Ion Iliescu e Petre Roman.
Ion Iliescu alla televisione rumena durante la rivoluzione del 1989.

Dopo la promulgazione di una nuova Costituzione democratica e parlamentare (1992), fu rieletto presidente della Repubblica (1992-1996), ma la Romania fu travagliata dalla crisi economica (che diede i primi segni di stabilità a partire dal 1994) e dall'instabilità dei governi, mentre il potere si concentrava sempre più nelle mani degli ex comunisti legati al Partito Socialdemocratico (il partito di Iliescu, nato dal frazionamento del FSN). Eletto senatore (1996-2000) e presidente del partito (1997), nel 2000 fu rieletto presidente della Repubblica, dopo la pessima prova di governo data dai partiti di centro-destra riuniti nella Convenzione Democratica.

Presidente della Romania[modifica | modifica wikitesto]

Presidenza ad interim della Romania[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo 1989 il FSN prese il potere e formò un governo provvisorio, guidato da Petre Roman, nominato dal presidente ad interim della Romania Ion Iliescu, il quale doveva mantenere l'autorità esecutiva fino alle Elezioni presidenziali in Romania del 1990.

Nel gennaio 1990 il FSN, dichiarò inizialmente il governo del FSN un corpo organizzato per l'esercizio del potere, decidendo di trasformarsi in un partito politico. Considerando che esso era essenzialmente il discendente dell'ex Partito Comunista Rumeno, ciò portò allo scoppio di proteste anti-governative, il FSN venne approvato dai partiti politici dell'opposizione (Partito Nazionale Liberale (PNL) e il Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD)). In risposta, Ion Iliescu invitò la classe lavoratrice al supporto del FSN contro le forze fasciste "cercando di destabilizzare il paese." Questa ingiunzione condusse allo scoppio della Prima Mineriada, quando minatori dalla Valle del Jiu, guidati da Miron Cozma, arrivarono a Bucarest e repressero le manifestazioni di opposizione democratica.

Tuttavia, i leader del FSN decisero di condividere il potere con i partiti di opposizione fino all'elezione. Così, il 13 febbraio 1990 Iliescu venne eletto Presidente del Consiglio provvisorio di unità nazionale, un corpo creato per assumere poteri presidenziali nello stato, in cui erano inclusi i rappresentanti di tutti i partiti politici che furono presenti dopo la rivoluzione (ma la maggior parte rimase tuttavia nel FSN), prendendo il posto di presidenza de facto ad interim.

Primo mandato (1990-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Romania del 1990.

Nelle elezioni presidenziali del 20 maggio 1990, le prime elezioni dopo la caduta del PCR, e il presidente finora è eletto solo uno scrutinio della Romania, nel corso di un periodo di due anni. Dopo l'installazione in base alla vittoria FSN alle elezioni legislative, il primo ministro nominato Petre Roman inizialmente considerato un accolito politico del nuovo presidente. Come risultato di conflitti tra i gruppi costituiti nell'ambito del partito, le autorità chiesero ai minatori di venire a Bucarest per intimidire i manifestanti e la protesta anti-comunista contro il governo. Questi eventi si intensificarono in quella che è stata chiamata Mineriada del settembre 1991. Dopo l'accaduto dei fatti Petre Roman si dimise dalla carica di primo ministro.

Nel 1991, fu formulata e adottata una nuova costituzione con un referendum. Nel 1992, a seguito delle prime elezioni presidenziali dalla Costituzione, Ion Iliescu vinse le elezioni con il 61% dei voti al secondo turno. Secondo gli analisti politici romeni come Daniel Barbu e Dan Paul, la sua scelta si basò quasi esclusivamente sui voti delle persone nelle zone rurali, gli operai più bassi che furono manipolati e disorientati dai media controllati dallo Stato (la Televiziunea Română era l'unica stazione TV fino al 1993).

Durante il suo primo mandato Iliescu, la Romania si stabilizzò e divenne parzialmente democratizzata, si mosse lentamente da un'economia diretta a un'economia di mercato; riprese le sue relazioni esterne con i paesi dell'Unione europea e della NATO, e introdusse riforme sociali ed economiche che iniziarono presto, passando un lungo periodo di transizione del paese verso la democrazia. Iliescu è stato sostenuto dal governo, dominato dal Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR), che era una coalizione di gruppi comunisti e nazionalisti, con pochi (PRM PUNR, PSM - chiamati dalla stampa di opposizione "Quadrilatero Rosso" per la resistenza di qualsiasi riforma di profondità). Nel 1996 il PDSR fu in corsa per un altro mandato. Il 1º turno si concluse al primo posto con 47.34% delle opzioni di voto, passando al 2º turno del candidato della CDR Emil Constantinescu, con il 8,82% dei voti di differenza.

Periodo di opposizione (1996-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni parlamentari in Romania del 1996.

Alle elezioni parlamentari del 1996, Iliescu vinse un mandato elettorale per Bucarest e portò il gruppo parlamentare del PDSR al Senato nel 1996-2000. Eletto Presidente del PSDR dopo la Conferenza Nazionale nel 1997, adottò il modello europeo di democrazia sociale e invitò il suo partito ad unirsi all'Internazionale Socialista. Nel 1999, il PDSR siglò un'alleanza con il Partito Umanista Romeno (PUR), che portò alla creazione del Polo della socialdemocrazia in Romania.

Il 29 giugno 1999, il governo adottò un progetto di legge relativo alla concessione di diritti alle persone che agitarono il Capo dello Stato: gli ex presidenti della Romania dovevano ricevere una vita equivalente all'assegno mensile e a quella del presidente in carica, una macchina libera per l'abitazione, la sicurezza e la protezione permanente. Iliescu colse l'occasione per attaccare l'ex re, Michele di Romania, che aveva anche lui beneficiato di diritti ai sensi della presente legge: annunciando il rifiuto di questi vantaggi, le priorità del governo dovevano essere il progetto dei benefici salariali di Michele I.

Secondo mandato (2000-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Romania del 2000.
Iliescu insieme al Presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush nel 2002

Nelle elezioni presidenziali del 2000 Iliescu ha corso di nuovo e ha vinto al secondo turno contro l'ultranazionalista Corneliu Vadim Tudor. Ha iniziato il suo secondo mandato come de facto e il terzo mandato il 20 dicembre 2000 conclusosi il 20 dicembre 2004, succedendo alla carica di presidente Traian Băsescu. Ha vinto le elezioni del 2000, dopo il malcontento pubblico sulle riforme economiche dure nei quattro anni precedenti presi dal centro di governo e l'instabilità politica e le lotte interne nella coalizione di governo. La popolazione urbana avendo la possibilità di scegliere tra Tudor e Iliescu ha preferito astenersi o votare con Iliescu.

Ion Iliescu nel 2004

Il Governo Năstase è salito al potere durante la presidenza di Iliescu, Iliescu ha continuato una parte delle serie di riforme avviate dai precedenti governi tra il 1996 e il 2000. Durante il secondo mandato di Ion Iliescu, la Romania è entrata nella NATO e ha completato i negoziati per l'adesione all'Unione europea. Una delle azioni dell'istituzione presidenziale durante il secondo mandato di Ion Iliescu fu l'istituzione della "Commissione internazionale sull'Olocausto in Romania", dopo incidenti diplomatici causati dalla negazione dell'Olocausto praticata da figure di spicco del governo. La Commissione, guidata dal Premio Nobel per la pace Elie Wiesel ha preparò una relazione sulla Shoah in Romania, Ion Iliescu ha dichiarato "documento di stato" è stato assunto e dichiarato.

Dopo la presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Victor Ponta, Andrei Dolineaschi e Ion Iliescu alla riunione del BPN il 16 dicembre 2013

Alle elezioni parlamentari del 2004, ottenne un nuovo mandato elettorale a Bucarest, tornando alla ribalta del gruppo parlamentare del PSD.

Alle elezioni interne del PSD del 21 aprile 2005 Iliescu perse contro Mircea Geoană, ma è stato eletto presidente onorario del partito nel 2006, una posizione non esecutivo all'interno del partito, creata appositamente per lui.

Nel 2009 è apparso in una scena del film Medaglia d'onore.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Pur godendo di una certa popolarità a causa della sua opposizione a Ceaușescu e l'immagine di un rivoluzionario, la sua carriera politica dopo il 1989 è stata caratterizzata da molteplici polemiche e scandali. L'opinione pubblica per quanto riguarda il suo mandato come presidente è ancora divisa.

Presunte Connessioni con il KGB[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni desumono che Iliescu avesse collegamenti con il KGB, le accuse sono continuate nel corso del 2003-2008, quando il dissidente russo Vladimir Bukovsky, a cui era stato concesso l'accesso agli archivi sovietici, dichiarò che Iliescu e alcuni dei membri CFSN erano agenti del KGB, che Iliescu era stato in stretta connessione con Mikhail Gorbachev sempre da quando si erano presumibilmente incontrato durante il soggiorno di Iliescu a Mosca, e che la rivoluzione rumena del 1989 fu un complotto organizzato dal KGB per riprendere il controllo delle politiche del paese (gradualmente perso sotto il regime di Ceausescu). Solo delle prove concrete vennero pubblicate, era una discussione tra Gorbaciov e il bulgaro Aleksandar Lilov dal 23 maggio 1990 (dopo la vittoria di Iliescu del 20 maggio) in cui Gorbaciov disse che Iliescu detenne una posizione "calcolata", e che, nonostante la condivisione di visioni comuni con Iliescu, Gorbaciov ha voluto evitare di condividere questa impressione con il pubblico.

Mineriada[modifica | modifica wikitesto]

Lui, insieme ad altre figure del CFSN, erano state ritenute responsabili di chiamare i minatori della valle del Jiu a Bucarest il 28 gennaio e il 14 giugno 1990 per porre fine alle proteste dei cittadini riuniti in Piazza dell'Università, a Bucarest, le proteste mirate contro i dirigenti ex-comunisti della Romania (come lui). Il termine dispregiativo per questa dimostrazione è stata la Golaniada (dal rumeno Golan, mascalzone). Il 13 giugno, un tentativo delle autorità di rimuovere dalla piazza circa 100 manifestanti, che erano rimasti in strada anche dopo le elezioni di maggio che avevano confermato Iliescu e il CFSN, provocarono gli attacchi contro diverse istituzioni statali, quali il Ministero dell'Interno, la Questura di Bucarest e la televisione nazionale. Iliescu lanciò un appello al popolo romeno a venire e difendere il governo, spingendo molti gruppo di minatori che scendevano sulla capitale, armati di mazze di legno. Cestinarono l'Università di Bucarest, alcuni uffici di quotidiani e le sedi dei partiti di opposizione, sostenendo che erano oasi di decadenza e immoralità - droga, armi e munizioni, "una macchina da scrivere automatico", e di valuta falsa. Nel giugno 1990 i Mineriad in particolare, vennero ampiamente criticati sia in patria che a livello internazionale, con uno storico (Andrei Pippidi) confrontando gli eventi della Germania nazista, Notte dei cristalli. Le richieste del governo in seguito stabilirono che i minatori erano infiltrati e istigati da cooperative ex Securitate. Nel febbraio 1994 un tribunale di Bucarest "ha condannato due agenti di sicurezza, il colonnello Ion Nicolae e il maresciallo Corneliu Dumitrescu, colpevoli di aver saccheggiato la casa di Ion Rațiu, una figura di spicco nel partito contadino Nazionale Democratico Cristiano, durante la quale i minatori fecero un'incursione, e rubarono 100 mila dollari".

Re Michele[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, tre anni dopo la rivoluzione che rovesciò la dittatura comunista, il governo rumeno permise al re Michele di tornare nel suo paese per le celebrazioni pasquali, cui ha attinto grandi folle di persone. A Bucarest oltre un milione di persone si sono riunite per vederlo. La popolarità di Michele, allarmò il governo del presidente Ion Iliescu, così a Michele venne proibito di visitare la Romania di nuovo per cinque anni. Nel 1997, dopo la sconfitta di Iliescu da Emil Constantinescu, il governo rumeno ha ripristinato la cittadinanza di Michele e di nuovo gli è stato permesso di visitare il paese.

Grazia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2001, Iliescu perdonò tre detenuti condannati per corruzione, tra cui George Tănase, ex commissario capo della Guardia di Finanza del Ialomița. Iliescu ha dovuto revocare il perdono di Tănase pochi giorni dopo a causa del clamore dei media, sostenendo che "un consulente legale era superficiale nell'analisi del caso". In seguito, i motivi umanitari invocati nel perdono sono stati contraddetti da un'altra perizia medica. Un altro indulto controverso è stato quello di Dan Tartagă, un uomo d'affari di Brașov che, in stato di ebbrezza, aveva investito e ucciso due persone su un attraversamento pedonale. Venendo condannato a tre anni e mezzo, ma venne graziato dopo solo un paio di mesi. Tartagă fu poi condannato a una pena di due anni per frode.

Più controverso di tutti, il 15 dicembre 2004, pochi giorni prima della fine del suo ultimo mandato, Iliescu graziò 47 detenuti, tra cui Miron Cozma, il leader dei minatori durante i primi anni 1990, che era stato condannato nel 1999 a 18 anni in carcere per i fatti della mineriada del settembre 1991. Questo ha attirato dure critiche da tutti i media romeni. Molti dei graziati erano stati condannati per corruzione o altri reati economici, mentre uno era stato imprigionato per il suo coinvolgimento nei tentativi di reprimere la rivoluzione del 1989.

Decorazione di Vadim Tudor[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi giorni dei suoi mandati il presidente ottenne l'Ordine della Stella di Romania (rango di cavaliere cerimoniale) per il politico controverso ultranazionalista Corneliu Vadim Tudor, il gesto che ha attirato critiche della stampa e ha spinto il vincitore del Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, quindici giornalisti di Radio Free Europe, il sindaco di Timișoara Gheorghe Ciuhandu, il cantautore Alexandru Andries, e lo storico Randolph Braham a restituire i loro onori rumeni in segno di protesta. Il leader dell'Unione democratica degli ungheresi in Romania, Marko Bela, non ha dimostrato fino a reclamare il premio ricevuto nella stessa occasione. L'attuale presidente, Traian Basescu, ha revocato l'aggiudicazione concessa a Tudor il 24 maggio 2007, ma la causa è ancora in corso anche dopo il decreto di Basescu è stata dichiarata costituzionale.

Siti neri[modifica | modifica wikitesto]

Ion Iliescu è menzionato nella relazione del Consiglio d'Europa, dal ricercatore in attività illegali della CIA in Europa, Dick Marty. Egli è ricordato come una delle persone che sapevano ed erano autorizzate o almeno dovevano renderne conto per le carceri di tortura all'Aeroporto Internazionale Mihail Kogălniceanu, base aerea dal 2003-2005.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze rumene[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di Michele il Coraggioso - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Michele il Coraggioso
Gran Maestro dell'Ordine della Stella di Romania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Stella di Romania
Gran Maestro dell'Ordine del Fedele Servizio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Fedele Servizio

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria)
— 2002
Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— 9 settembre 2002
Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 2003
Collare dell'Ordine al Merito Civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine al Merito Civile (Spagna)
— 7 giugno 2003[1]
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 2003
Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia)
«Per l'eccezionale contributo alla promozione dell'amicizia e della cooperazione allo sviluppo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Romania.»
— Zagabria, 12 maggio 2003[2]
Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan)
— 5 settembre 2003
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 6 ottobre 2003
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 15 ottobre 2003[3]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2004
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 16 marzo 2004
Cavaliere di Gran Stella dell'Ordine della grande stella di Iugoslavia (Iugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Stella dell'Ordine della grande stella di Iugoslavia (Iugoslavia)
— 8 settembre 2004
Compagno d'onore onorario con collare dell'Ordine nazionale al merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'onore onorario con collare dell'Ordine nazionale al merito (Malta)
— 3 ottobre 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  2. ^ (HR) Odluka o odlikovanju Njegove Ekscelencije Iona Iliescua, Narodne novine, 12 maggio 2003. URL consultato il 06-11-2010.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, quirinale.it. URL consultato il 06-11-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ion Alexandrescu, Stan Stoica, România după 1989. Mică enciclopedie, Editura Meronia, București, 2005
  • Tom Gallagher, Furtul unei națiuni. România de la comunism încoace, Editura Humanitas, București, 2004
  • Ion Iliescu, în dialog cu Vladimir Tismăneanu, Marele șoc. Din finalul unui secol scurt. Despre comunism, postcomunism, democrație, prefață de prof. Dinu C. Giurescu, Editura Enciclopedică, București, 2004
  • Dan Pavel, Iulia Huia, <<Nu putem reuși decît împreună.>> O istorie analitică a Convenției Democratice, 1989-2000, Editura Polirom, Iași, 2003
  • Vladimir Alexe - Ion Iliescu: biografia secretă : candidatul manciurian, Editura Australian Romanian Association, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Romania Successore Flag of the President of Romania.svg
Nicolae Ceaușescu 22 dicembre 1989 - 17 novembre 1996 Emil Constantinescu I
Emil Constantinescu 10 dicembre 2000 - 20 dicembre 2004 Traian Băsescu II
Predecessore Presidente del Partito Social Democratico
(Presidente Onorario dopo il 2000)
Successore Partidul Social Democrat logo.svg
nessuno
(nato dalla confluenza nel Partito della Democrazia Sociale di Romania
Fronte Democratico di Salvezza Nazionale
Partito Social-Democratico Rumeno)
1990 - 1992 Oliviu Gherman I
Oliviu Gherman 1997 - 2000 Adrian Năstase II
- 2000 - III
Predecessore Presidente del Consiglio Nazionale delle Acque

(con rango di ministro)

Successore Flag of Romania (1965-1989).svg
Florin Ioan Iorgulescu 28 agosto 1979 - 16 marzo 1984 Ion Badea
Predecessore Ministro della Gioventù

(In qualità di Segretario-Generale del C.C. e del UTC)

Successore Flag of Romania (1965-1989).svg
11 dicembre 1967 - 17 marzo 1971 Dan Marțian
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