Elezioni regionali italiane del 2014

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Le elezioni regionali del 2014 si sono tenute in cinque regioni per eleggere il nuovo Consiglio Regionale e, contestualmente, il Presidente di Regione.

Le elezioni si sono svolte in quattro regioni a statuto ordinario (Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte) e una regione a statuto speciale, la Sardegna.

Nel caso della Calabria, dell'Emilia-Romagna e del Piemonte, si è trattato di elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura regionale (che avrebbe avuto la sua conclusione nel 2015), mentre l'Abruzzo e la Sardegna hanno tenuto le elezioni alla scadenza naturale della legislatura.

Le date sono state diverse da regione a regione: la Sardegna ha votato il 16 febbraio, Abruzzo e Piemonte hanno votato il 25 maggio, in concomitanza con le elezioni europee, mentre in Calabria ed Emilia-Romagna gli elettori sono stati chiamati alle urne il 23 novembre.

Il sistema di voto regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Legge Tatarella regola il voto in molte regioni, e si basa su un sistema misto per quattro quinti proporzionale, e per un quinto maggioritario plurinominale.

Tuttavia alcune regioni tra cui Emilia-Romagna e Calabria si sono separate dalla normativa nazionale e organizzano da sé le proprie elezioni, con una normativa locale. Le elezioni regionali del 2014 in Calabria sono state le prime regolate dalla nuova legge elettorale regionale, approvata dal consiglio regionale l'11 settembre 2014 dopo i rilievi di costituzionalità mossi dal Governo Renzi sulla legge precedentemente approvata[1]. In Emilia-Romagna, invece, le elezioni del 2014 sono state le prime regolate dalla nuova legge elettorale (L.R. n.21/2014), approvata dall'Assemblea regionale nel luglio 2014[2][3].

La Sardegna, invece, in quanto regione a statuto speciale, ha votato con una propria legge regionale, che è stata ulteriormente modificata rispetto alle elezioni del 2009, con la Legge Regionale Statutaria 12 novembre 2013.[4]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riportati tutti i candidati alla presidenza della Regione con indicato fra parentesi il relativo partito di appartenenza al momento del voto, il quale tuttavia non sempre coincide col nome della lista regionale e/o circoscrizionale a proprio sostegno.

Regione Candidati Presidenti uscenti
PD e alleati FI e alleati M5S L'Altra Europa con Tsipras NCD - UDC Altri
Abruzzo
(25 maggio)
Luciano D'Alfonso
(PD)
46,26%
Gianni Chiodi
(FI)
29,26%
Sara Marcozzi
21,41%
Maurizio Acerbo
(Un'Altra Regione)
3,07%
con FI e alleati Gianni Chiodi
(FI)
Calabria
(23 novembre)
Mario Oliverio
(PD)
61,41%
Wanda Ferro
(FI)
23,58%
Cono Caltelmi
4,96%
Domenico Gattuso
(L'Altra Calabria)
1,32%
Nico D'Ascola
(NCD)
8,70%
Antonella Stasi
(FI, f.f.)
Emilia-Romagna
(23 novembre)
Stefano Bonaccini
(PD)
49,05%
Alan Fabbri
(LN)
29,85%
Giulia Gibertoni
13,30%
Maria Cristina Quintavalla
(L'Altra Emilia-Romagna)
4,00%
Alessandro Rondoni
(Emilia-Romagna popolare)
2,66%
Maurizio Mazzanti
(Liberi cittadini)
1,12%
Vasco Errani
(PD)
Piemonte
(25 maggio)
Sergio Chiamparino
(PD)
47,09%
Gilberto Pichetto Fratin
(FI)
22,09%
Davide Bono
21,45%
Maurizio Filingeri
(L'Altro Piemonte a Sinistra)
1,12%
Enrico Costa
(NCD)
2,98%
Guido Crosetto
(FdI-AN)
5,24%
Roberto Cota
(LN)
Sardegna
(16 febbraio)
Francesco Pigliaru
(PD)
42,45%
Ugo Cappellacci
(FI)
39,65%
con PD e alleati con FI e alleati Michela Murgia
(Sardegna possibile)
10,30%
Mauro Pili
(Unidos)
5,72%
Pierfranco Devias
(Fronte Indipendentista Unidu)
1,03%
Luigi Amedeo Sanna
(Movimento Zona Franca)
0,82%
Ugo Cappellacci (FI)

Note[modifica | modifica wikitesto]