Omicidio di Meredith Kercher
L'omicidio di Meredith Kercher, noto anche come delitto di Perugia, è un caso di cronaca nera avvenuto a Perugia nella notte del 1º novembre 2007[1]. Meredith, studentessa inglese in Italia nell'ambito del progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, venne ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella sua camera da letto, nella casa che condivideva con altri studenti[1]. La causa della morte fu un'emorragia dovuta alla perdita di sangue da una ferita al collo, provocata da un oggetto acuminato usato come arma[1].
Per l'omicidio viene condannato Rudy Guede, ivoriano. Amanda Knox, statunitense, e Raffaele Sollecito, italiano, all'esito di un controverso processo, vengono condannati in primo grado ed assolti, invece, in appello per non avere commesso il fatto relativamente all'omicidio, mentre la Knox in appello vede inasprita la sua condanna per calunnia a tre anni di carcere, per aver ingiustamente accusato dell'omicidio Patrick Lumumba, completamente estraneo ai fatti. Il processo è ancora in corso di svolgimento innanzi alla Corte di Cassazione: la Procura di Perugia, infatti, il 14 febbraio 2012 ha presentato ricorso innanzi alla Suprema Corte, avverso la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.[2] Il Procuratore Generale di Perugia, Giovanni Galati, in occasione del deposito del ricorso ha affermato che la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito "è una sentenza da cassare e che deve essere annullata". Per il Procuratore generale, infatti, si tratta di una sentenza con "tantissime omissioni" ed "errori". Galati ha quindi parlato di "inconsistenza delle motivazioni" della sentenza di II grado.[3] La prima udienza innanzi alla Corte di Cassazione è stata fissata per il giorno 25 marzo 2013.[4]
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La vittima [modifica]
Meredith Susanna Cara Kercher, nata il 28 dicembre 1985 a Southwark, Londra, residente a Croydon, Londra, era una studentessa presso l'Università di Leeds dove frequentava un corso di laurea in Studi Europei[5]. Aveva aderito al programma Erasmus, ed era giunta in Italia nel settembre 2007 per completare il corso di laurea in "European Studies"[1][6][7].
Modalità e circostanze dell'omicidio [modifica]
La Kercher è stata assassinata la notte tra il 1º e il 2 novembre 2007, mentre si trovava nell'appartamento che divideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane quella notte assenti. Dal primo esame dell'autopsia, il patologo che si è occupato del caso ha stabilito che la morte è avvenuta tra le 22:00 e le 24:00 di quel giorno[1][6][8].
La mattina seguente un'anziana signora, residente nelle vicinanze dell'abitazione di viale Sant'Antonio in cui è stato ritrovato il cadavere di Meredith, chiama la polizia, insospettita dal ritrovamento di due cellulari abbandonati all'interno della sua proprietà. Le informazioni ricavate da uno dei due cellulari indirizzano gli agenti della Polizia Postale di Perugia verso la casa di Meredith Kercher[7]. Al loro arrivo i poliziotti trovano fuori della casa Amanda Knox (Seattle, USA, 9 luglio 1987), coinquilina di Meredith Kercher, e il suo amico italiano, Raffaele Sollecito (Giovinazzo, 26 marzo 1984), con il quale aveva di recente iniziato una relazione. I due giovani dichiarano di essere in attesa dell'arrivo dei carabinieri, da loro chiamati perché, avendo trovato il vetro di una finestra rotto e la porta di casa aperta, avevano sospettato un furto[1]. Successivamente queste affermazioni sono state messe in dubbio dagli investigatori, che data l'arrivo della Polizia Postale alla casa di viale Sant'Antonio alle ore 12:35 e la telefonata di Sollecito ai Carabinieri solo tra le 12:51 e le 12:54[9]. Entrando nell'appartamento, i poliziotti trovano la stanza da letto di Meredith Kercher chiusa a chiave e decidono di sfondare la porta. Al loro ingresso trovano numerose macchie di sangue sparse per la camera, lasciata in disordine, e intravedono un piede parzialmente coperto fuoriuscire da sotto il piumino che copriva il letto[1][10].
Il procedimento giudiziario [modifica]
I tre condannati nella sentenza di primo grado sono:
- Raffaele Sollecito, nato a Giovinazzo (BA), studente universitario di 23 anni all'epoca dell'omicidio[11];
- Amanda Knox, studentessa statunitense originaria di Seattle, 20 anni, la quale con Sollecito aveva una relazione al momento del delitto[12];
- Rudy Hermann Guede, nato il 26 dicembre 1986 in Costa d’Avorio[13], arrestato in Germania il 20 novembre ed estradato in Italia il 6 dicembre 2007[14][15]. Come da richiesta dei suoi avvocati, Guede ha ottenuto dal giudice per l'udienza preliminare la concessione del rito abbreviato di giudizio[16].
La Knox e Guede sono stati detenuti nel carcere di Capanne[16], a pochi minuti di auto da Perugia, Sollecito, dopo essere stato anch'egli in custodia al carcere perugino di Capanne, è stato trasferito dall'inizio del 2008 presso il supercarcere di Terni.
Il caso Lumumba [modifica]
Nel caso è stato inizialmente coinvolto anche Patrick Lumumba, proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox; secondo dichiarazioni di quest'ultima, dimostratesi non veritiere, egli si sarebbe trovato nel luogo del delitto la sera dell'omicidio[17]. Le accuse si sono successivamente rivelate infondate e la testimonianza della Knox inattendibile. A coinvolgere il congolese sono state le false dichiarazioni della Knox e l'errata traduzione di un SMS inviatogli dalla Knox, «see you later», che nell'inglese degli Stati Uniti sta per «ci vediamo», interpretato erroneamente come «ci vediamo dopo», dunque come un appuntamento per la sera del delitto. Il rapporto tra i due non era buono: Amanda Knox avrebbe infatti lavorato nel locale di lui per essere presto licenziata per un comportamento troppo disinvolto con la clientela. Patrick Lumumba è stato quindi rilasciato e prosciolto da ogni accusa. In seguito all'ingiusta detenzione della durata di 14 giorni, Lumumba è stato risarcito con la somma di 8 000 euro, ritenuti però insufficienti dal suo legale, che ha promesso ricorso[18]. Per questa calunnia Amanda Knox è stata condannata in primo grado a un anno di carcere, pena incrementata a tre anni di reclusione dalla corte d'appello.
La condanna di Guede e la sentenza di I grado di condanna di Knox e Sollecito [modifica]
La Knox, Sollecito e Guede sono stati rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di reclusione. Rudi Hermann Guede, che ha optato per il rito abbreviato, è stato definitivamente condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, in data 16 dicembre 2010. Per gli altri due concorrenti, si è richiesto il processo d'appello. Le sentenze ricostruiscono dettagliatamente le modalità e le circostanze dell'omicidio, definito a movente "erotico sessuale violento". La sentenza di condanna di primo grado riguardante Sollecito e la Knox, emessa dalla Corte di Assise di Perugia, è basata su numerose perizie, riscontri oggettivi e testimonianze.
Secondo la ricostruzione, la Knox e Sollecito, la sera del 1º novembre 2007, hanno appuntamento in piazza Grimana con Guede, conoscente della Knox, il quale decide di unirsi a loro per la serata. I tre si recano nella casa della studentessa, dove la sua coinquilina Meredith Kercher, dopo una serata trascorsa con delle amiche britanniche, era da poco rientrata, presenza immediatamente notata in quanto la porta della sua camera era socchiusa.
La Knox e Sollecito si scambiano effusioni intime e tenerezze, mentre Guede si trova in bagno, come riscontrato in sede di indagini. Guede, probabilmente eccitato dalle effusioni tra Sollecito e la Knox, sarebbe entrato nella camera della Kercher per tentare un approccio, ma, di fronte al suo rifiuto, avrebbe assunto atteggiamenti violenti fino a tentare di violentarla.
Alle grida della Kercher, Knox e Sollecito si sarebbero uniti a Guede nell'azione criminosa, in quella che avrebbero trovato una "situazione eccitante", tentando così di immobilizzarla con la minaccia di un coltello. La perizia sulle ferite inferte evidenzia che l'arma in possesso di Sollecito era verosimilmente piccola, mentre la Knox impugnava un coltello da cucina, successivamente ritrovato, sul quale sono state trovate le sue tracce genetiche insieme a quelle della Kercher: questa perizia, però, è stata neutralizzata da ulteriori perizie, effettuate per il processo di secondo grado, che hanno dimostrato come quel coltello da cucina non abbia il DNA della Knox né si possa considerare arma del delitto.
La situazione sarebbe degenerata per il persistere della resistenza della Kercher. La Knox con il coltello da cucina colpisce al collo la vittima arrecandole ferite mortali, seppure il decesso avvenga dopo una lunga ed atroce agonia. I tre imputati, subito dopo l'omicidio, le sottraggono i telefoni cellulari, per timore di generare allarme da parte di qualcuno che la chiamasse senza avere risposta, apparecchi che saranno poi ritrovati in una scarpata distante poche centinaia di metri dalla scena del delitto. I tre si dirigono in direzioni diverse, Guede in una discoteca, la Knox e Sollecito a casa di quest'ultimo. La mattina seguente i due tentano di cancellare le tracce del delitto e poi rompono una finestra dell'abitazione per inscenare un finto furto onde depistare le indagini[19].
L'assoluzione in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito [modifica]
Il 3 ottobre 2011, alle ore 21:43, la Corte di Assise di Appello di Perugia, presieduta da Claudio Pratillo Hellmann, dopo aver disposto la parziale rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato Amanda Knox a 3 anni di reclusione per il reato di calunnia, già scontati dall'imputata, ma ha assolto con la formula di non aver commesso il fatto entrambi gli imputati dalle accuse di omicidio e di violenza sessuale, e per insussistenza del fatto dall'accusa di simulazione di reato, e ne ha ordinato conseguentemente la scarcerazione immediata. I due hanno lasciato le case di reclusione prima della mezzanotte, mentre nella piazza Matteotti, di fronte all'uscita dell'aula d'udienza si scatenava un'aspra protesta contro la sentenza e contro gli stessi difensori degli imputati. Amanda Knox ha lasciato l'Italia diretta a Seattle il 4 ottobre 2011 alle ore 11:45 facendo scalo proprio nel Regno Unito, nella sala riservata alle alte personalità, per motivi di sicurezza, dell'aeroporto internazionale di Heathrow. Lo stesso giorno, prima della partenza, la Knox ha scritto una lettera al segretario generale della Fondazione Italia USA, Corrado Maria Daclon, nella quale ringrazia pubblicamente gli italiani che le sono stati vicini[20]: "A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’erano degli italiani. C’era la Fondazione Italia USA, e molti che hanno condiviso il mio dolore e che mi hanno aiutato a sopravvivere con speranza. Sono sempre grata della loro premurosa ospitalità e del loro coraggioso impegno. Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene". Al suo arrivo a Seattle ha tenuto una breve dichiarazione all'aeroporto ai giornalisti presenti, ringraziando nuovamente quanti le sono stati vicino.
Sostanzialmente la sentenza si è basata su nuove perizie scientifiche, già richieste ma non concesse in primo grado, che confuterebbero la certezza della presenza di Knox e Sollecito sul luogo del delitto in quelle ore poiché mancano prove genetiche certe, inoltre le nuove perizie dimostrano che certe impronte di scarpe attribuite a Sollecito in realtà sono compatibili con la dimensione dei piedi di Guede e quel coltello da cucina, ritenuto erroneamente arma del delitto, fu usato negli ultimi tempi solo per sbucciare patate. Praticamente i periti hanno annullato tutte le perizie fatte in primo grado e hanno dichiarato che quei rilievi furono fatti in ambiente che poteva essere già stato contaminato geneticamente: quindi gli avvocati della difesa si sono lamentati per gli errori della polizia scientifica e per il diniego a nuove perizie della corte giudiziaria di primo grado. Forti e vivaci critiche ha suscitato la sentenza nell'ambiente giudiziario perugino e, nella stessa requisitoria, i Pubblici Ministeri avevano sottolineato l'anomalia di una vicenda giudiziaria nella quale si dava per scontata l'assoluzione prima ancora che la Corte si ritirasse in Camera di consiglio e dopo un approfondito e rigoroso processo di primo grado e una motivatissima condanna. Benché la Corte d'Assise d'Appello avesse dovuto essere presieduta dal Dr. Sergio Matteini Chiari, Presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Perugia, per circostanze non ben chiarite, è stato chiamato a presiedere la Corte il Dr. Claudio Pratillo Hellmann, che presiedeva la Sezione Lavoro della Corte. Anche il Consigliere a latere della Corte, il Dr. Massimo Zanetti, proveniva dalla Sezione Civile ed entrambi avevano avuto una limitata esperienza penale piuttosto remota nel tempo, a Spoleto e ad Orvieto. La perita Prof.ssa Carla Vecchiotti aveva svolto accertamenti genetici nel caso del delitto dell'Olgiata ma non aveva scoperto il DNA del domestico filippino, risultato l'assassino grazie alla perizia del Colonnello Ripani, del RIS Carabinieri di Roma.
La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha proposto ricorso per Cassazione il 14 febbraio 2012, con un atto di 112 pagine, articolato in dieci motivi. Il ricorso è rivolto sia contro l'ordinanza del 18 dicembre 2011 con cui è stato disposto il rinnovo dell'istruzione dibattimentale con la perizia genetica perché radicalmente immotivata, quello contro altre due ordinanze e gli altri contro la sentenza, accusando la Corte d'Assise d'Appello di gravi errori logico-giuridici, riconducibili al concetto di "petizione di principio", alla visione parcellizzata delle prove e all'utilizzo dei soli aspetti che potessero rafforzare le argomentazioni difensive, con completa obliterazione di quegli aspetti che collimavano con l'ipotesi accusatoria. Inoltre, la Procura Generale di Perugia ha contestato il fatto che la contaminazione dei reperti fosse stata considerata solo possibile in astratto ma che non fosse stata mai provata dai periti. Il giudizio che il ricorso dà del metodo seguito dai giudici d'appello è singolarmente duro specie nei confronti del relatore, accusato di avere anticipato la decisione addirittura nella relazione introduttiva, come era stato fatto nella requisitoria e non ricusato per motivi di opportunità. Anche la Knox ha impugnato la propria condanna per il reato di calunnia, mentre la famiglia Kercher ha impugnato la sentenza d'appello, chiedendo la condanna degli imputati anche per i reati per i quali era intervenuta l'assoluzione, in particolare per l'omicidio di Meredith.
La presunta confessione di Guede [modifica]
Nel marzo 2010 attraverso i media si diffonde la notizia su una presunta confidenza che, secondo il racconto, Guede avrebbe proposto alla Kercher di partecipare ad un festino erotico, ma al rifiuto di lei sarebbe seguito un tentativo di stupro da parte di un misterioso uomo, degenerato con una ferita mortale con arma da taglio. Guede avrebbe tentato di soccorrere la ragazza ma l'altro, minacciandolo, gli avrebbe intimato di uccidere la ragazza, ciò che egli avrebbe poi fatto.
Successivamente i due si sarebbero reincontrati casualmente in una discoteca e l'uomo misterioso gli avrebbe lasciato una somma di denaro per scappare in Germania, luogo dove si trovava al momento dell'arresto. Questa ricostruzione, confermata da Mario Alessi, il muratore siciliano condannato per il delitto del piccolo Tommaso Onofri, che stava scontando la pena nello stesso carcere di Guede, a Viterbo, scagionerebbe i due imputati Sollecito e Knox, ma è stata ritenuta dai magistrati, nello specifico dal procuratore dottor Airone, totalmente infondata.
Il secondo processo ad Amanda Knox per calunnia [modifica]
Amanda Knox è stata anche rinviata a giudizio, con prima udienza 15 novembre 2011, per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia e una interprete. La Knox ha accusato in più circostanze, anche durante il dibattimento in primo grado, di aver subito percosse dalla Polizia durante l'interrogatorio che ha preceduto il suo arresto. I magistrati non hanno trovato riscontro per tali affermazioni e hanno chiesto ed ottenuto un nuovo processo per la cittadina americana con l'accusa di calunnia, reato per il quale rischia una condanna da due a sei anni di carcere.
Processo davanti alla Corte di Cassazione [modifica]
La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha, come s'è visto, presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. La prima udienza del processo di ultimo grado è stata fissata il 25 marzo 2013.[21] data in cui il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Luigi Riello ha esposto la sua durissima requisitoria con i due imputati assenti.[22] Il corpo di Meredith riposa nel piccolo cimitero di Croydon, alla periferia sud di Londra[23]
In data 26 marzo 2013 la Cassazione, Prima Sezione penale, ha annullato le sentenze di assoluzione del grado di giudizio precedente, rinviando lo stesso dinanzi alla Corte d'assise d'appello di Firenze. [24] La stessa Corte di Cassazione ha anche respinto il ricorso della Knox contro la condanna per calunnia che è divenuta, così, definitiva.
Film [modifica]
Sulla vicenda, nel 2011, è stato realizzato un film per la televisione intitolato Amanda Knox (Amanda Knox: Murder on Trial in Italy)[25] per la regia di Robert Dornhelm. Il cast comprende Amanda Fernando Stevens nel ruolo di Meredith Kercher, Hayden Panettiere è Amanda Knox, Paolo Romio è Raffaele Sollecito e Djibril Kebe interpreta Rudy Guede. Diverse scene di questo film sono state girate a Roma all'interno del Complesso del Buon Pastore.
Libri [modifica]
Sulla vicenda, nel 2013, è stato realizzato un libro a firma di Mario Spezi e Douglas Preston edito in Germania, per l' editore Droemer Knaur, dal titolo "Der Engel mit den Eisaugen". Gli autori sono fortemente critici con l'operato della magistratura e della polizia italiana e indicano Rudy Guede come autore unico del delitto.
Trasmissioni tv dedicate all' omicidio di Meredith Kercher [modifica]
- Chi l'ha visto?, Federica Sciarelli, RaiTre.
- Matrix, Alessio Vinci, Canale 5.
- Porta a Porta, Bruno Vespa, Rai Uno.
- Quarto Grado, Salvo Sottile, Rete 4.
- L'altra metà del crimine, Luciano Garofano, La7d.
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g (EN) Meredith Kercher murder: Judge's report. telegraph.co.uk, 9-11-2006. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ Morte in Erasmus, l'omicido di Meridith Kercher. italiacriminale.it
- ^ http://affaritaliani.libero.it/cronache/meredith140212.html
- ^ http://www.romatg24.it/italia/2012/07/19/19849/meredith-kercher-a-marzo-ricorso-in-cassazione/
- ^ (EN) Students hold vigil for Meredith. bbc.co.uk, 7-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ a b (EN) Meredith Kercher ‘killed after refusing orgy’. timesonline.co.uk, 7-11-2009. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ a b (EN) Woman 'confesses role' in British student's murder in Perugia. timesonline.co.uk, 6-11-2007. URL consultato in data 05-12-2009.
- ^ (EN) Timing is crucial after police raise doubts on Meredith Kercher suspect's alibi. timesonline.co.uk, 5-12-2009
- ^ (EN) How the sex game went wrong: Judge's report. telegraph.co.uk, 9-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ (EN) Student killer leaves bloody footprint clue. timesonline.co.uk, 4-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ «Sono dolce ma a volte pazzo». corriere.it, 6-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ (EN) Family of student murder suspect: ‘She wasn’t there’. msnbc.msn.com, 31-7-2008. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ Delitto Perugia. Ecco chi è Rudy Hermann Guede
- ^ (EN) Fourth Meredith suspect arrested in Germany. timesonline.co.uk, 20-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ (EN) Fourth arrest over student murder. bbc.co.uk, 20-11-2007. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ a b Perugia, omicidio Meredith rito abbreviato per Rudy. repubblica.it, 16-9-2009. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ Delitto di Perugia, prosciolto Lumumba, la Repubblica, 28 5 2008. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ Meredith, 8.000 euro a Lumumba "È un risarcimento irrisorio". repubblica.it, 16-3-2009. URL consultato in data 5-12-2009.
- ^ Corte d'Assise di Perugia, sentenza n. 7/2009, 4/12/2009.
- ^ Lettera di Amanda Knox alla Fondazione Italia USA dopo l'assoluzione. Fondazione Italia USA, 04-10-2011. URL consultato in data 31-10-2011.
- ^ http://www.romatg24.it/italia/2012/07/19/19849/meredith-kercher-a-marzo-ricorso-in-cassazione/
- ^ http://www.repubblica.it/cronaca/2013/03/25/news/processo_meredith_giudice_ha_perso_la_bussola_frantumati_elementi_indiziari-55321281/
- ^ Andrea Malaguti. «Sulla tomba di Meredith. A quattro anni dalla morte manca ancora la lapide». lastampa.it, 30-10-2011. URL consultato in data 24-03-2013..
- ^ Luca Romano, Processo Meredith, assoluzione annullata, ilgiornale.it, 26-03-2013.
- ^ (EN) Scheda su Via della Rosa dell'Internet Movie Database
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