Omicidio di Meredith Kercher

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L'omicidio di Meredith Kercher, noto anche come delitto di Perugia, è un caso di cronaca nera avvenuto a Perugia nella notte del 1º novembre 2007[1]. Meredith, studentessa inglese in Italia nell'ambito del progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, venne ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella sua camera da letto, nella casa che condivideva con altri studenti[1]. La causa della morte fu un'emorragia dovuta alla perdita di sangue da una ferita al collo, provocata da un oggetto acuminato usato come arma[1].

Per l'omicidio fu condannato in via definitiva con rito abbreviato Rudy Guede, ivoriano, e, in primo grado, come concorrenti nell'omicidio, Amanda Knox, statunitense, e Raffaele Sollecito, italiano. I presunti coautori del delitto vennero successivamente assolti in appello per non avere commesso il fatto (relativamente all'omicidio), mentre la sola Knox fu condannata a tre anni di carcere per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (accusato ingiustamente dell'omicidio e risultato completamente estraneo) .

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Perugia, il 26 marzo 2013 annullò la sentenza assolutoria d'appello e rinviò gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Il Procuratore Generale di Perugia, Giovanni Galati, in occasione del deposito del ricorso affermò che la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito "è una sentenza da cassare e che deve essere annullata". Per il Procuratore generale, infatti, si trattò di una sentenza con "tantissime omissioni" ed "errori". Galati ha quindi parlato di "inconsistenza delle motivazioni" della sentenza di II grado.[2]

Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze ha confermato la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione e applicando a quest'ultimo la misura cautelare del divieto di espatrio con ritiro del passaporto; la nuova sentenza della Corte d'Appello di Firenze diverrà definitiva solo se i legali di Amanda Knox e Raffaele Sollecito non proporranno, dopo la pubblicazione delle motivazioni, un nuovo gravame presso la Corte di Cassazione nei termini previsti dalle norme penali, ricorso che, peraltro, hanno già annunciato. In tal caso, infatti, si dovrà attendere il nuovo provvedimento da parte della cassazione.

La vittima[modifica | modifica sorgente]

Meredith Susanna Cara Kercher, nata il 28 dicembre 1985 a Southwark, Londra, residente a Croydon, Londra, era una studentessa presso l'Università di Leeds dove frequentava un corso di laurea in Studi Europei[3]. Aveva aderito al programma Erasmus, ed era giunta in Italia nel settembre 2007 per completare il corso di laurea in "European Studies"[1][4][5]. Il corpo di Meredith riposa nel piccolo cimitero di Croydon, alla periferia sud di Londra[6]

Modalità e circostanze dell'omicidio[modifica | modifica sorgente]

Meredith Kercher è stata assassinata la notte tra il 1º e il 2 novembre 2007 nell'appartamento che divideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, queste ultime quella notte assenti. Dal primo esame dell'autopsia, il patologo dr. Lalli che si è occupato del caso ha stabilito che la morte è " intervenuta a distanza di non PIÙ di 2-3 ore dall’ultimo pasto" . Sulla base delle testimonianze delle ragazze con le quali la vittima aveva trascorso il pomeriggio, Meredith aveva cominciato a consumare il pasto serale tra le 17,30 e le 18,00 per terminare non oltre le 19,30. Pertanto la morte sarebbe da collocare tra le 21,30 e le 22,30.

La stessa sera in cui avviene il delitto una signora, residente in via Sperandio, riceve una telefonata anonima da parte di un soggetto che le riferisce della presenza di una bomba nel suo bagno. La signora, allarmata, chiama la Polizia che giunge sul posto intorno alle ore 21,45/22,00 del 1º novembre, orario in cui secondo i consulenti delle difese sarebbe avvenuto già l'omicidio. Gli agenti perlustrano, stranamente, il giardino e lasciano la villa tranquillizzando la signora. La mattina seguente la stessa signora consegna alla Polizia Postale due cellulari ritrovati la mattina del 2 novembre abbandonati nel giardino di sua proprietà. Le informazioni ricavate da uno dei due cellulari indirizzano gli agenti della Polizia Postale di Perugia verso la casa di Meredith Kercher che si recano sul posto intorno alle ore 13,00 per riconsegnare i due cellulari alla proprietaria, Meredith Kercher. Al loro arrivo i poliziotti trovano all'esterno della casa, seduti su una staccionata, Amanda Knox (Seattle, USA, 9 luglio 1987), coinquilina di Meredith Kercher, e il suo amico italiano, Raffaele Sollecito (Giovinazzo, 26 marzo 1984), con il quale la Knox aveva iniziato una relazione appena 6 giorni prima. I due giovani dichiarano di essere in attesa dell'arrivo dei carabinieri, chiamati da Raffaele Sollecito con due telefonate successive poi regolarmente riscontrate nei tabulati telefonici (ore 12:51 e ore 12:53) perché, avendo trovato il vetro di una finestra rotto e la porta di casa aperta, avevano sospettato un furto. I ragazzi, nell'attesa dell'arrivo dei carabinieri da loro allertati, invitano gli agenti della postale ad entrare in casa. Durante l'ispezione giungono in via della Pergola le altre due coinquiline allertate telefonicamente dalla Knox, ma manca Meredith, la cui porta della camera da letto risulta chiusa a chiave. Allarmati per la presenza in bagno di alcune tracce ematiche, viene sfondata la porta della camera di Meredith e appare la tragica scena di un piumone, da cui spunta un piede, e sangue sul pavimento. La scena non lascia dubbi: trattasi di un omicidio.

Il procedimento giudiziario[modifica | modifica sorgente]

I tre condannati nella sentenza di primo grado sono:

La Knox e Guede sono stati detenuti nel carcere di Capanne[12], a pochi minuti di auto da Perugia, Sollecito, dopo essere stato anch'egli in custodia al carcere perugino di Capanne, è stato trasferito dall'inizio del 2008 presso il supercarcere di Terni.

Il caso Lumumba[modifica | modifica sorgente]

Nel caso è stato inizialmente coinvolto anche Patrick Lumumba, proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox; secondo dichiarazioni di quest'ultima, dimostratesi non veritiere, egli si sarebbe trovato nel luogo del delitto la sera dell'omicidio[13]. Le accuse si sono successivamente rivelate infondate e la testimonianza della Knox inattendibile. A coinvolgere il congolese sono state le false dichiarazioni della Knox e l'errata traduzione di un SMS inviatogli dalla Knox, «see you later», che nell'inglese degli Stati Uniti sta per «ci vediamo», interpretato erroneamente come «ci vediamo dopo», dunque come un appuntamento per la sera del delitto. Il rapporto tra i due non era buono: Amanda Knox avrebbe infatti lavorato nel locale di lui per essere presto licenziata per un comportamento troppo disinvolto con la clientela. Patrick Lumumba è stato quindi rilasciato e prosciolto da ogni accusa. In seguito all'ingiusta detenzione della durata di 14 giorni, Lumumba è stato risarcito con la somma di 8 000 euro, ritenuti però insufficienti dal suo legale, che ha promesso ricorso[14]. Per questa calunnia Amanda Knox è stata condannata in primo grado a un anno di carcere, pena incrementata a tre anni di reclusione dalla corte d'appello.

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Il carcere di Capanne a Perugia

La condanna di Guede e la sentenza di I grado di condanna di Knox e Sollecito[modifica | modifica sorgente]

La Knox, Sollecito e Guede sono stati rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di reclusione. Rudi Hermann Guede, che ha optato per il rito abbreviato, è stato definitivamente condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, in data 16 dicembre 2010. Per gli altri due concorrenti, si è richiesto il processo d'appello. Le sentenze ricostruiscono dettagliatamente le modalità e le circostanze dell'omicidio, definito a movente "erotico sessuale violento". La sentenza di condanna di primo grado riguardante Sollecito e la Knox, emessa il 5 dicembre 2009 dalla Corte di Assise di Perugia, è basata su numerose perizie, riscontri oggettivi e testimonianze.

Secondo la ricostruzione, la Knox e Sollecito, la sera del 1º novembre 2007, hanno appuntamento in piazza Grimana con Guede, conoscente della Knox, il quale decide di unirsi a loro per la serata. I tre si recano nella casa della studentessa, dove la sua coinquilina Meredith Kercher, dopo una serata trascorsa con delle amiche britanniche, era da poco rientrata, presenza immediatamente notata in quanto la porta della sua camera era socchiusa.

La Knox e Sollecito si scambiano effusioni intime e tenerezze, mentre Guede si trova in bagno, come riscontrato in sede di indagini. Guede, probabilmente eccitato dalle effusioni tra Sollecito e la Knox, sarebbe entrato nella camera della Kercher per tentare un approccio, ma, di fronte al suo rifiuto, avrebbe assunto atteggiamenti violenti fino a tentare di violentarla.

Alle grida della Kercher, Knox e Sollecito si sarebbero uniti a Guede nell'azione criminosa, in quella che avrebbero trovato una "situazione eccitante", tentando così di immobilizzarla con la minaccia di un coltello. La perizia sulle ferite inferte evidenzia che l'arma in possesso di Sollecito era verosimilmente piccola, mentre la Knox impugnava un coltello da cucina, successivamente ritrovato, sul quale sono state trovate le sue tracce genetiche insieme a quelle della Kercher: le perizie effettuate per il processo di secondo grado, al contrario, sostenevano che quel coltello da cucina non aveva né il DNA della Knox né si poteva considerare l'arma del delitto.

La situazione sarebbe degenerata per il persistere della resistenza della Kercher. La Knox con il coltello da cucina colpisce al collo la vittima arrecandole ferite mortali, seppure il decesso avvenga dopo una lunga ed atroce agonia. I tre imputati, subito dopo l'omicidio, le sottraggono i telefoni cellulari, per timore di generare allarme da parte di qualcuno che la chiamasse senza avere risposta, apparecchi che saranno poi ritrovati in una scarpata distante poche centinaia di metri dalla scena del delitto. I tre si dirigono in direzioni diverse, Guede in una discoteca, la Knox e Sollecito a casa di quest'ultimo. La mattina seguente i due tentano di cancellare le tracce del delitto e poi rompono una finestra dell'abitazione per inscenare un finto furto onde depistare le indagini[15].

L'assoluzione in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito[modifica | modifica sorgente]

Il 3 ottobre 2011, alle ore 21:43, la Corte di Assise di Appello di Perugia, presieduta da Claudio Pratillo Hellmann, dopo aver disposto la parziale rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato Amanda Knox a 3 anni di reclusione per il reato di calunnia, già scontati dall'imputata, ma ha assolto con la formula di non aver commesso il fatto entrambi gli imputati dalle accuse di omicidio e di violenza sessuale, e per insussistenza del fatto dall'accusa di simulazione di reato, e ne ha ordinato conseguentemente la scarcerazione immediata. I due hanno lasciato le case di reclusione prima della mezzanotte, mentre nella piazza Matteotti, di fronte all'uscita dell'aula d'udienza si scatenava un'aspra protesta contro la sentenza e contro gli stessi difensori degli imputati. Amanda Knox ha lasciato l'Italia diretta a Seattle il 4 ottobre 2011 alle ore 11:45 facendo scalo proprio nel Regno Unito, nella sala riservata alle alte personalità, per motivi di sicurezza, dell'aeroporto internazionale di Heathrow.

La nuova sentenza si è basata sulle nuove perizie, già richieste ma non concesse in primo grado, che avrebbero escluso la certezza della presenza di Knox e Sollecito sul luogo del delitto in quelle ore: secondo i periti mancherebbero prove genetiche certe. Sempre secondo le nuove perizie, le impronte di scarpe attribuite a Sollecito in realtà sarebbero compatibili con la dimensione dei piedi di Guede e quel coltello da cucina sarebbe in realtà stato usato negli ultimi tempi solo per sbucciare patate. Praticamente i periti hanno annullato tutte le perizie fatte in primo grado e hanno dichiarato che quei rilievi furono fatti in ambiente che poteva essere già stato contaminato geneticamente: quindi gli avvocati della difesa si sono lamentati per gli errori della polizia scientifica e per il diniego a nuove perizie della corte giudiziaria di primo grado. Forti e vivaci critiche ha suscitato la sentenza nell'ambiente giudiziario perugino e, nella stessa requisitoria, i Pubblici Ministeri avevano sottolineato l'anomalia di una vicenda giudiziaria nella quale si dava per scontata l'assoluzione prima ancora che la Corte si ritirasse in Camera di consiglio e dopo un approfondito e rigoroso processo di primo grado e una motivatissima condanna. Benché la Corte d'Assise d'Appello avesse dovuto essere presieduta dal Dr. Sergio Matteini Chiari, Presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Perugia, per circostanze non ben chiarite, è stato chiamato a presiedere la Corte il Dr. Claudio Pratillo Hellmann, che presiedeva la Sezione Lavoro della Corte. Anche il Consigliere a latere della Corte, il Dr. Massimo Zanetti, proveniva dalla Sezione Civile ed entrambi avevano avuto una limitata esperienza penale piuttosto remota nel tempo, a Spoleto e ad Orvieto. La perita Prof.ssa Carla Vecchiotti aveva svolto accertamenti genetici nel caso del delitto dell'Olgiata ma non aveva scoperto il DNA del domestico filippino, risultato l'assassino grazie alla perizia del Colonnello Ripani, del RIS Carabinieri di Roma.

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Amanda Knox lascia il carcere di Perugia su un'auto insieme a Corrado Maria Daclon, segretario generale della Fondazione Italia USA

La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha proposto ricorso per cassazione il 14 febbraio 2012, con un atto di 112 pagine, articolato in dieci motivi. Il ricorso è rivolto sia contro l'ordinanza del 18 dicembre 2011 con cui è stato disposto il rinnovo dell'istruzione dibattimentale con la perizia genetica perché radicalmente immotivata, quello contro altre due ordinanze e gli altri contro la sentenza, accusando la Corte d'Assise d'Appello di gravi errori logico-giuridici, riconducibili al concetto di "petizione di principio", alla visione parcellizzata delle prove e all'utilizzo dei soli aspetti che potessero rafforzare le argomentazioni difensive, con completa obliterazione di quegli aspetti che collimavano con l'ipotesi accusatoria. Inoltre, la Procura Generale di Perugia ha contestato il fatto che la contaminazione dei reperti fosse stata considerata solo possibile in astratto ma che non fosse stata mai provata dai periti. Il giudizio che il ricorso dà del metodo seguito dai giudici d'appello è singolarmente duro specie nei confronti del relatore, accusato di avere anticipato la decisione addirittura nella relazione introduttiva, come era stato fatto nella requisitoria e non ricusato per motivi di opportunità. Anche la Knox ha impugnato la propria condanna per il reato di calunnia, mentre la famiglia Kercher ha impugnato la sentenza d'appello, chiedendo la condanna degli imputati anche per i reati per i quali era intervenuta l'assoluzione, in particolare per l'omicidio di Meredith.

La presunta confessione di Guede[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2010 attraverso i media si diffonde la notizia su una presunta confidenza che, secondo il racconto, Guede avrebbe proposto alla Kercher di partecipare ad un festino erotico, ma al rifiuto di lei sarebbe seguito un tentativo di stupro da parte di un misterioso uomo, degenerato con una ferita mortale con arma da taglio. Guede avrebbe tentato di soccorrere la ragazza ma l'altro, minacciandolo, gli avrebbe intimato di uccidere la ragazza, ciò che egli avrebbe poi fatto.

Successivamente i due si sarebbero reincontrati casualmente in una discoteca e l'uomo misterioso gli avrebbe lasciato una somma di denaro per scappare in Germania, luogo dove si trovava al momento dell'arresto. Questa ricostruzione, confermata da Mario Alessi, il muratore siciliano condannato per il delitto del piccolo Tommaso Onofri, che stava scontando la pena nello stesso carcere di Guede, a Viterbo, scagionerebbe i due imputati Sollecito e Knox, ma è stata ritenuta dai magistrati, nello specifico dal procuratore dottor Airone, totalmente infondata.

Il secondo processo ad Amanda Knox per calunnia[modifica | modifica sorgente]

Amanda Knox è stata anche rinviata a giudizio, con prima udienza 15 novembre 2011, per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia e una interprete. La Knox ha accusato in più circostanze, anche durante il dibattimento in primo grado, di aver subito percosse dalla Polizia durante l'interrogatorio che ha preceduto il suo arresto. I magistrati non hanno trovato riscontro per tali affermazioni e hanno chiesto ed ottenuto un nuovo processo per la cittadina americana con l'accusa di calunnia, reato per il quale rischia una condanna da due a sei anni di carcere.

Processo davanti alla Corte di Cassazione[modifica | modifica sorgente]

La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha, come s'è visto, presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il 25 marzo 2013 il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Luigi Riello ha esposto la sua durissima requisitoria con i due imputati assenti.[16]

In data 26 marzo 2013 la Cassazione, Prima Sezione penale, ha annullato le sentenze di assoluzione del grado di giudizio precedente, rinviando lo stesso dinanzi alla Corte d'assise d'appello di Firenze.[17] La stessa Corte di Cassazione ha anche respinto il ricorso della Knox contro la condanna per calunnia che è divenuta, così, definitiva.

Il 18 giugno 2013 vengono depositate le motivazioni della sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione. La sentenza contiene una durissima critica delle illogicità, delle omissioni e delle contraddizioni che caratterizzano la sentenza d'appello. In pratica, la Corte di Cassazione ha accolto tutti i motivi di ricorso della Procura Generale di Perugia, a partire dal nesso incontrovertibile tra la calunnia per la quale la Knox è stata definitivamente condannata e l'omicidio, per finire alla letterale demolizione delle "prove scientifiche" disposte nel processo d'appello e alla loro acritica condivisione da parte dei giudici di secondo grado. Il nuovo processo d'appello sarà trattato dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze che dovrà attenersi ai vincoli imposti dalla Cassazione, in particolare all'obbligo di valutare le prove nella loro globalità e non nel modo frammentario e superficiale con cui erano state esaminate dai giudici d'appello di Perugia.

Il processo in Corte di Assise di Appello[modifica | modifica sorgente]

Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze, rovesciando il precedente giudizio di secondo grado, ha affermato la colpevolezza degli imputati condannando la Knox a 26 anni e 6 mesi di reclusione e Sollecito a 25. Nei confronti di entrambi non viene disposta alcuna misura restrittiva in carcere, ma a Sollecito viene imposto il divieto di espatrio e il ritiro del passaporto.[18] La mattina del 31 gennaio quest'ultimo è raggiunto dalla Polizia nel comune di Venzone (UD), a pochi chilometri dal confine austriaco. Sollecito ha dichiarato di essersi effettivamente recato in Austria il pomeriggio precedente con la sua fidanzata e di essere poi rientrato in Italia dopo poche ore[19].

I legali dei due condannati avrebbero già annunciato che proporranno nuovamente ricorso in Cassazione.

Film[modifica | modifica sorgente]

Amanda Knox[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amanda Knox (film).

Sulla vicenda, nel 2011, è stato realizzato un film per la televisione intitolato Amanda Knox (Amanda Knox: Murder on Trial in Italy)[20] per la regia di Robert Dornhelm. Il cast comprende Amanda Fernando Stevens nel ruolo di Meredith Kercher, Hayden Panettiere è Amanda Knox, Paolo Romio è Raffaele Sollecito e Djibril Kebe interpreta Rudy Guede. Diverse scene di questo film sono state girate a Roma all'interno del Complesso del Buon Pastore.

The Face of an Angel[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Face of an Angel.

Un altro film viene realizzato nel 2014 con la regia di Michael Winterbottom. Questo film segue la vicenda con gli occhi di un giornalista ed un reporter che osservano il caso. Nel cast Kate Beckinsale, Daniel Brühl, Cara Delevingne e Valerio Mastandrea.

Libri[modifica | modifica sorgente]

Sulla vicenda, nel 2013, è stato realizzato un libro a firma di Mario Spezi e Douglas Preston edito in Germania, per l'editore Droemer Knaur, dal titolo Der Engel mit den Eisaugen. Gli autori sono fortemente critici con l'operato della magistratura e della polizia italiana e indicano Rudy Guede come autore unico del delitto.

Trasmissioni tv dedicate all'omicidio di Meredith Kercher[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Meredith Kercher murder: Judge's report, telegraph.co.uk, 9-11-2006. URL consultato il 5-12-2009.
  2. ^ Caso Meredith/ Ricorso del pg contro l'assoluzione - Affaritaliani.it
  3. ^ (EN) Students hold vigil for Meredith, bbc.co.uk, 7-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  4. ^ (EN) Meredith Kercher ‘killed after refusing orgy’, timesonline.co.uk, 7-11-2009. URL consultato il 5-12-2009.
  5. ^ (EN) Woman 'confesses role' in British student's murder in Perugia, timesonline.co.uk, 6-11-2007. URL consultato il 05-12-2009.
  6. ^ Andrea Malaguti, «Sulla tomba di Meredith. A quattro anni dalla morte manca ancora la lapide», lastampa.it, 30-10-2011. URL consultato il 24-03-2013. .
  7. ^ «Sono dolce ma a volte pazzo», corriere.it, 6-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  8. ^ (EN) Family of student murder suspect: ‘She wasn’t there’, msnbc.msn.com, 31-7-2008. URL consultato il 5-12-2009.
  9. ^ Delitto Perugia. Ecco chi è Rudy Hermann Guede
  10. ^ (EN) Fourth Meredith suspect arrested in Germany, timesonline.co.uk, 20-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  11. ^ (EN) Fourth arrest over student murder, bbc.co.uk, 20-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  12. ^ a b Perugia, omicidio Meredith rito abbreviato per Rudy, repubblica.it, 16-9-2009. URL consultato il 5-12-2009.
  13. ^ Delitto di Perugia, prosciolto Lumumba in la Repubblica, 28 maggio 2008. URL consultato il 5-12-2009.
  14. ^ Meredith, 8.000 euro a Lumumba "È un risarcimento irrisorio", repubblica.it, 16-3-2009. URL consultato il 5-12-2009.
  15. ^ Corte d'Assise di Perugia, sentenza n. 7/2009, 4/12/2009.
  16. ^ Caso Meredith, la Cassazione prende tempo Il pg: "Annullare assoluzione Sollecito-Knox" - Repubblica.it
  17. ^ Luca Romano, Processo Meredith, assoluzione annullata, ilgiornale.it, 26-03-2013.
  18. ^ [http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/30-gennaio-2014/meredith-giorno-sentenza-2223994724053.shtml Delitto Meredith, sentenza ribaltata: 28 anni e mezzo ad Amanda, 25 a Raffaele], Corriere della Sera, 30 gennaio 2014
  19. ^ Omicidio Meredith, Sollecito fermato a Udine. Tolto il passaporto per il divieto d’espatrio, Corriere della Sera, 31 gennaio 2014
  20. ^ (EN) Via della Rosa in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]