Omicidio di Meredith Kercher

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L'omicidio di Meredith Kercher, noto anche come delitto di Perugia, è un caso di cronaca nera avvenuto a Perugia nella notte del 1º novembre 2007[1]. Meredith, studentessa inglese in Italia nell'ambito del progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, fu ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto, all'interno della casa che condivideva con altri studenti[1]. La causa della morte fu un'emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato usato come arma[1].

Per l'omicidio fu condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede e, in primo grado, come concorrenti nell'omicidio, la statunitense Amanda Knox, e l'italiano Raffaele Sollecito. I presunti coautori del delitto furono successivamente assolti in appello per non avere commesso il fatto (relativamente all'omicidio), mentre Amanda Knox fu condannata a tre anni di carcere per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (accusato da lei dell'omicidio e risultato estraneo ai fatti).

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Perugia, il 26 marzo 2013 annullò la sentenza assolutoria d'appello e rinviò gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Per il procuratore generale di Perugia Giovanni Galati, la sentenza di assoluzione era "da cassare" poiché minata da "tantissime omissioni", "errori" e, quindi, da "inconsistenza delle motivazioni".[2]

Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze conferma la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione e applicando a quest'ultimo la misura cautelare del divieto di espatrio con ritiro del passaporto, ma un anno dopo, il 27 marzo 2015, la Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per non aver commesso il fatto e pone fine così al caso giudiziario. Il caso è ricordato anche a livello internazionale, per la grande risonanza mediatica.[3]

La vittima[modifica | modifica wikitesto]

Meredith Susanna Cara Kercher, nata il 28 dicembre 1985 a Southwark, Londra, residente a Croydon, Londra, era una studentessa presso l'Università di Leeds, presso la quale frequentava il corso di laurea in Studi Europei[4]. Era figlia di John Kercher, giornalista freelance britannico, e dell'ex moglie Arline, di origini anglo-indiane; aveva due sorelle e un fratello.[5]

Meredith aveva aderito al programma Erasmus, ed era giunta in Italia nel settembre 2007 per completare il corso.[1][6][7]. Meredith è sepolta nel cimitero di Croydon, alla periferia sud di Londra[8].

Modalità e circostanze dell'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Piantina della casa dell'omicidio

Meredith Kercher è stata assassinata la notte tra il 1º e il 2 novembre 2007 nell'appartamento che condivideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, queste ultime quella notte assenti. Dal primo esame dell'autopsia, il patologo Luca Lalli stabilì che la morte era "intervenuta a distanza di non più di 2-3 ore dall’ultimo pasto". Sulla base delle testimonianze delle ragazze con le quali la vittima aveva trascorso il pomeriggio, Meredith aveva cominciato a consumare il pasto serale tra le 17,30 e le 18,00 per terminare non oltre le 19,30. L'ora della morte viene inizialmente stabilita tra le 21,00 e mezzanotte circa (alle ore 23,00-23,30 circa una vicina riferisce di aver sentito un urlo).[9] Secondo la ricostruzione della difesa, accolta dalla prima sentenza d'appello, la morte sarebbe invece da collocare tra le 21,30 e le 22,30.[10][11]

La stessa sera in cui avvenne il delitto, una signora residente in via Sperandio ricevette una telefonata anonima da parte di un soggetto che le riferisce della presenza di una bomba nel suo bagno.[9] La polizia, giunta sul posto intorno alle 21,45/22,00 del 1º novembre, orario in cui secondo i consulenti delle difese sarebbe avvenuto già l'omicidio, perlustrò il giardino e lasciò la villa tranquillizzando la signora. La mattina seguente la stessa signora consegnò alla Polizia Postale due cellulari ritrovati la mattina del 2 novembre abbandonati nel giardino di sua proprietà. Le informazioni ricavate da uno dei due cellulari indirizzarono gli agenti della Polizia Postale di Perugia verso la casa di Meredith Kercher, dove si recarono intorno alle ore 13,00 per riconsegnare i due cellulari alla proprietaria, Meredith Kercher.[9] Al loro arrivo i poliziotti trovarono all'esterno della casa, seduti su una staccionata, Amanda Knox, coinquilina statunitense di Meredith Kercher, e il suo amico italiano, Raffaele Sollecito, con il quale la Knox aveva iniziato una relazione sei giorni prima. I due giovani dichiararono di essere in attesa dell'arrivo dei carabinieri, chiamati da Raffaele Sollecito con due telefonate successive (ore 12:51 e ore 12:53), asserendo che, avendo trovato il vetro di una finestra rotto e la porta di casa aperta, avevano sospettato un furto.[9] I ragazzi, in apparente attesa dell'arrivo dei carabinieri, invitarono gli agenti della postale a entrare in casa. Durante l'ispezione giunsero in via della Pergola le altre due coinquiline allertate telefonicamente dalla Knox. Allarmati per la presenza in bagno di alcune tracce ematiche, constatando l'assenza di Meredith e la chiusura della porta della sua camera, venne sfondata la porta. Venne quindi rinvenuto il cadavere della ragazza, quasi interamente coperto da un piumone.[9]

L'arresto di Knox, Sollecito e Lumumba[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 novembre Amanda Knox viene portata in questura per essere interrogata come testimone, e solo in seguito viene formalmente accusata del delitto assieme a Sollecito e Patrick Lumumba, un barista dove Amanda lavorava.[9] Raffaele Sollecito, che aveva chiamato i carabinieri, si presenta spontaneamente in questura come persona informata per rilasciare la sua dichiarazione, ma viene trattenuto come testimone, poi come indagato, venendo fermato e arrestato assieme alla Knox. Il motivo è che ha dichiarato che si trovava, forse, con la Knox, già accusata, anche se non ricordava molto bene la serata avendo fatto uso di droga.[9] Afferma, in maniera confusa, che erano a casa sua e non in quella di Amanda, a guardare un film e al computer, che risulta difatti usato da qualcuno nel lasso di tempo.[9] Secondo la sua dichiarazione, gli viene impedito inizialmente di chiamare un avvocato e suo padre, e viene, sempre a suo dire, minacciato e colpito da un poliziotto (anche Amanda riferirà cose simili, ma a differenza di Sollecito lei verrà denunciata per calunnia); gli vengono sequestrati il cellulare e un coltellino tascabile, che però non si rivelerà l'arma del delitto. A suo dire, Amanda, che vide brevemente, era completamente sconvolta.[12]

L'interrogatorio di Amanda Knox e il caso Lumumba[modifica | modifica wikitesto]

Gli interrogatori iniziali non furono registrati e non fu presente nessun avvocato, nemmeno durante le ore seguenti. Ciò è contrario alla legge, che impone la registrazione e la presenza del legale, a meno che il sospetto non voglia rendere dichiarazioni spontaneamente e in piena libertà.[13][14] Nel caso venne inizialmente coinvolto anche Patrick Dija Lumumba, proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox; secondo dichiarazioni di quest'ultima, dimostratesi poi false, egli si sarebbe trovato nel luogo del delitto la sera dell'omicidio[15]. Le accuse si sono successivamente rivelate infondate e la testimonianza inattendibile. A coinvolgere il congolese sono state le false dichiarazioni della Knox e l'errata traduzione di un SMS inviatogli dalla Knox, «see you later», che nell'inglese degli Stati Uniti sta per «ci vediamo», interpretato erroneamente come «ci vediamo dopo», dunque come un appuntamento per la sera del delitto.[16]

La conduzione dell'interrogatorio alla Knox è stata discussa.[16] L'ultima attività sul telefono della Knox la notte dell'omicidio era un SMS al proprietario del pub Le Chic, Lumumba.[17] Il giorno in cui il corpo è stato scoperto, la polizia aveva chiesto alle amiche inglesi di Meredith se lei conosceva uomini di colore. Secondo Nina Burleigh, la polizia potrebbe aver ricercato una connessione a un immigrato africano come conferma della linea di indagine[18], forse in seguito a una testimonianza di alcuni vicini che affermano di aver visto fuggire un uomo dal volto scuro, poi identificato forse con Rudy Guede.[9]

Gli inquirenti, tra cui il pm Giuliano Mignini e l'ispettore capo Oreste Volturno, chiesero a Knox perché non aveva lavorato in quella notte; lei rispose che Lumumba le aveva mandato un messaggio dicendo che non era necessario perché gli affari andavano a rilento. Knox ha spiegato che il motivo per cui aveva spento il cellulare era di impedire a Lumumba di contattarla nuovamente, se cambiava idea, poiché ormai aveva deciso di rimanere libera quella notte.[19] Knox aveva cancellato l'SMS di Lumumba dalla memoria del telefono. Ha detto agli investigatori che non ricordava come avesse risposto.[20] Gli investigatori guardarono i messaggi del telefono e scoprirono che la Knox aveva risposto. Follain rende la risposta di Knox al testo come "Certo. Ci vediamo più tardi. Buona serata!".[16] I detective interpretarono la parte "Ci vediamo più tardi" (See you later) del messaggio, non come una frase di arrivederci, ma come prova di un accordo per incontrarsi la notte dell'omicidio.[18] Gli inquirenti mostrarono alla Knox la sua risposta a Lumumba sul display del suo cellulare.[21]

Anna Donnino, interprete per la polizia di Perugia, disse al processo che Knox ha avuto un "shock emozionale" quando le venne mostrato l'SMS di Lumumba, e avrebbe detto: «È lui, lo ha fatto, me lo sento».[22] All'interrogatorio, secondo il legale di Sollecito avv. Bongiorno, avrebbe assistito anche una medium.[23]

Amanda descrisse una presunta scena di omicidio come una "visione di sogno", dagli inquirenti attribuita alla droga[24]; la Knox ha ritrattato le dichiarazioni, in una lettera che scrisse a mano non appena fu lasciata sola («Per quanto riguarda questa "confessione" che ho fatto ieri sera, voglio essere molto chiara che sono molto dubbiosa della veridicità delle mie affermazioni perche sono state fatte sotto la pressione dello stress, dello shock, e di estremo esaurimento», scrisse). Niente nelle confessioni indicava che avesse una conoscenza certa del colpevole. Le dichiarazioni attribuite alla Knox erano sbagliate, specie riguardo ai particolari centrali (citò come complice un uomo che era sospettato, ma che successivamente si dimostrò avere un alibi impugnabile; non riuscì a citare un altro uomo, sconosciuto dalla polizia, il cui DNA fu trovato ulteriormente sulla vittima; si trattava di Guede). Ciononostante, Knox, Sollecito, e l’uomo innocente da lei coinvolto, furono tutti subito arrestati. Alla conferenza-stampa il capo della polizia annunciò la chiusura del caso.[24]

Il rapporto tra Amanda e Lumumba non era buono, secondo la testimonianza di Lumumba e altri: Amanda Knox avrebbe infatti lavorato nel locale di lui per essere presto licenziata a causa di comportamenti troppo disinvolti con la clientela. Patrick Lumumba è stato successivamente rilasciato e prosciolto da ogni accusa, in quanto aveva un alibi (era in compagnia di un amico, un professore svizzero) e non furono trovate sue tracce nella casa. In seguito all'ingiusta detenzione della durata di 14 giorni, Lumumba è stato risarcito con la somma di 8 000 euro, ritenuti però insufficienti dal suo legale[25]. Per questa calunnia Amanda Knox è stata condannata in primo grado a un anno di carcere, pena incrementata a tre anni di reclusione dalla corte d'appello.

Il carcere di Capanne a Perugia

Amanda e Raffaele vengono quindi arrestati, assieme a Lumumba, e condotti in carcere il 6 novembre. In seguito al rilascio di Lumumba, viene sospettato e poi arrestato Rudy Guede.[26]

Il procedimento giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

I tre indagati, condannati nella sentenza di primo grado saranno:

  • Raffaele Sollecito (Giovinazzo, 26 marzo 1984), originario della Provincia di Bari, studente universitario in ingegneria informatica di 23 anni all'epoca dell'omicidio[27]; suo padre è un medico ospedaliero, mentre sua sorella tenente dei Carabinieri, ma perderà il contratto di lavoro, a causa della vicenda processuale famigliare[28]; nel processo difeso da Giulia Bongiorno e Luca Maori.
  • Amanda Knox (Seattle, USA, 9 luglio 1987), studentessa statunitense in letteratura, 20 anni, la quale con Sollecito aveva una relazione al momento del delitto[29]; nel processo venne difesa da Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga.
  • Rudy Hermann Guede (Abidjan, Costa d’Avorio, 26 dicembre 1986)[26]; arrivato in Italia molto giovane con il padre Roger, musicista, venne affidato nel 2004 alla famiglia di Paolo Caporali, imprenditore perugino, proprietario della Liomatic s.p.a. e patron di una squadra locale di basket, dove Rudy giocava, ma in seguito ai ripetuti furti sarà cacciato di casa poco dopo dal padre affidatario allo scadere della maggiore età. Arrestato in Germania il 20 novembre ed estradato in Italia il 6 dicembre 2007[30][31]. Come da richiesta dei suoi avvocati, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, Guede ha ottenuto dal giudice per l'udienza preliminare la concessione del rito abbreviato di giudizio[32].

La Knox e Guede sono stati detenuti nel carcere di Capanne[32], vicino Perugia; Sollecito, dopo essere stato anch'egli in custodia al carcere di Capanne, è stato trasferito dall'inizio del 2008 presso il carcere di Terni.

La condanna di Guede e la sentenza di I grado di condanna di Knox e Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Knox, Sollecito e Guede vengono rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di reclusione. Rudy Hermann Guede, che ha optato per il rito abbreviato, è stato definitivamente condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, in data 16 dicembre 2010. Per gli altri due concorrenti, si è richiesto il processo d'appello. Le sentenze ricostruiscono dettagliatamente le modalità e le circostanze dell'omicidio, definito a movente "erotico sessuale violento". La sentenza di condanna di primo grado riguardante Sollecito e la Knox, emessa il 5 dicembre 2009 dalla Corte di Assise di Perugia, è basata, secondo la corte, su perizie, riscontri oggettivi e testimonianze.[33]

Durante il dibattimento l'ispettore Oreste Volturno afferma che i famigliari di Sollecito hanno fatto pressioni politiche al telefono, ma non vengono rilevate tracce di presunte telefonate, come fa rilevare lo stesso pm; Volturno afferma altresì - per corroborare l'accusa - che Sollecito è un violento, e che a scuola aveva ferito una compagna con delle forbici, alcuni anni prima; attribuisce ciò a "un confidente" di cui si rifiuta categoricamente di rivelare il nome, ma sostiene che i registri della scuola superiore sono andati al macero, e non può quindi dimostrare la sua accusa.[34]

Il pm Mignini parla anche di "scenari rituali" (era la notte seguente quella di Halloween e il pm si era già occupato del caso del Mostro di Firenze), ma poi abbandona qusta pista per quella del "gioco erotico".[24] Uno dei testimoni dell'accusa, Hekuran Kokomani, di nazionalità albanese, che viene rilevato essere gravemente inattendibile già dal gup Paolo Micheli, viene convocato in aula (nel frattempo era stato arrestato per fatti di droga) e racconta di aver incontrato Knox e Sollecito armati di coltello assieme a Guede, ma la testimonianza è ritenuta completamente infondata e inventata. Lo stesso Kokomani afferma di aver già visto la giovane americana e il ragazzo pugliese a luglio, insieme ad uno zio americano di Amanda: in realtà è stato accertato che Amanda arrivò in Italia solo nel settembre 2007 e aveva conosciuto Sollecito da poco. I pm convocarono in aula anche il suo avvocato, Antonino Aiello, che tentò di ribadire che il suo cliente era credibile.[35]

Il possibile alibi rifiutato e la ricostruzione dell'accusa[modifica | modifica wikitesto]

Questa testimonianza e quella di un altro teste dell'accusa, il clochard Antonio Curatolo che affermò di averli visti tra le 21,30 e le 23,30 in piazza Grimana, incrinano apparentemente il teorema del pubblico ministero. Curatolo in passato fece uso di droghe, ma al momento era disintossicato, e aveva già testimoniato in maniera attendibile e credibile a un altro processo per omicidio, sempre per l'accusa. Essendo l'ora della morte pressoché vicina, si sostenne che il delitto fosse avvenuto in un lasso di tempo molto breve (pochi minuti); seppur proposto come testimone dall'accusa, in quanto riferiva che erano in piazza anziché a casa di Sollecito (provando che le dichiarazioni del giovane erano false; in seguito Sollecito ha affermato di non ricordare poiché aveva assunto droga), la deposizione finisce per fornire un possibile alibi a Knox e Sollecito.[35][9]

Tuttavia, nonostante le incongruenze, vengono rifiutate nuove contro-perizie scientifiche su DNA, chieste dalla difesa, e l'accusa regge. Secondo la ricostruzione finale accolta dalla sentenza, Knox e Sollecito, la sera del 1º novembre 2007, hanno appuntamento in piazza Grimana con Guede, conoscente della Knox, il quale decide di unirsi a loro per la serata. I tre si recano nella casa della studentessa, dove la sua coinquilina Meredith Kercher, dopo una serata trascorsa con delle amiche britanniche, era da poco rientrata, presenza immediatamente notata in quanto la porta della sua camera era socchiusa.[36][37]

Come sostenuto in sede di indagini e dalla sentenza, questa è la ricostruzione di primo grado: Knox e Sollecito si scambiano effusioni, mentre Guede si trova in bagno. Guede, forse eccitato dalle effusioni tra i due, sarebbe entrato nella camera della Kercher per tentare un approccio, ma, di fronte al suo rifiuto, avrebbe assunto atteggiamenti violenti fino a un tentativo di violenza sessuale.[37]

Alle grida della Kercher, Knox e Sollecito si sarebbero uniti a Guede nell'azione criminosa, in quella che avrebbero trovato una "situazione eccitante", tentando così di immobilizzarla con la minaccia di un coltello.[36] La perizia sulle ferite inferte evidenzia che l'arma in possesso di Sollecito era verosimilmente piccola, mentre la Knox impugnava un coltello da cucina, successivamente ritrovato, sul quale sono state trovate le sue tracce genetiche insieme a quelle della Kercher: le perizie effettuate per il processo di secondo grado, al contrario, sostenevano che quel coltello da cucina non aveva né il DNA della Knox né si poteva considerare l'arma del delitto.[38] Discussa è stata anche la presunta traccia di DNA di Sollecito sul gancetto del reggiseno della vittima, spiegata anche come contaminazione accidentale. La situazione sarebbe degenerata per il persistere della resistenza della Kercher. La Knox con il coltello da cucina colpisce al collo la vittima arrecandole ferite mortali, seppure il decesso avvenga dopo una lunga agonia.[36]

I tre imputati, subito dopo l'omicidio, sempre secondo la sentenza, le sottraggono i telefoni cellulari, per timore di generare allarme da parte di qualcuno che la chiamasse senza avere risposta, apparecchi che saranno poi ritrovati in una scarpata distante poche centinaia di metri dalla scena del delitto. I tre si dirigono in direzioni diverse, Guede in una discoteca, Knox e Sollecito a casa di quest'ultimo. La mattina seguente i due tentano di cancellare le tracce del delitto e poi rompono una finestra dell'abitazione per inscenare un finto furto onde depistare le indagini[39].

L'assoluzione in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 ottobre 2011, alle ore 21:43, la Corte di Assise di Appello di Perugia, presieduta da Claudio Pratillo Hellmann, dopo aver disposto la parziale rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato Amanda Knox a 3 anni di reclusione per il reato di calunnia, già scontati, ma ha assolto con la formula di non aver commesso il fatto entrambi gli imputati dalle accuse di omicidio e di violenza sessuale, e per insussistenza del fatto dall'accusa di simulazione di reato, e ne ha ordinato conseguentemente la scarcerazione immediata.[40]

I due hanno lasciato le case di reclusione, dove erano stati riaccompagnati per espletare le formalità e prelevare gli effetti personali là rimasti, prima della mezzanotte, mentre nella piazza Matteotti, di fronte all'uscita dell'aula d'udienza si scatenava una protesta contro la sentenza e contro i difensori degli imputati. Amanda Knox ha lasciato l'Italia diretta a Seattle il 4 ottobre 2011 alle ore 11:45 facendo scalo proprio nel Regno Unito, nella sala riservata alle alte personalità, per motivi di sicurezza, dell'aeroporto internazionale di Heathrow. Lo stesso giorno, prima della partenza, la Knox ha scritto una lettera al segretario generale della Fondazione Italia USA, Corrado Maria Daclon, nella quale ringrazia pubblicamente gli italiani che le sono stati vicini[41]: «A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’erano degli italiani. C’era la Fondazione Italia USA, e molti che hanno condiviso il mio dolore e che mi hanno aiutato a sopravvivere con speranza. Sono sempre grata della loro premurosa ospitalità e del loro coraggioso impegno. Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene». Al suo arrivo a Seattle ha tenuto una breve dichiarazione all'aeroporto ai giornalisti presenti, ringraziando nuovamente quanti le sono stati vicino, visibilmente commossa.[40]

Le perizie escludenti il DNA e la questione della scena contaminata[modifica | modifica wikitesto]

La sentenza si è basata sulle nuove perizie, già richieste ma non concesse in primo grado, che avrebbero escluso la certezza della presenza di Knox e Sollecito sul luogo del delitto in quelle ore, mancando prove genetiche certe.[38] Secondo le nuove perizie, le impronte di scarpe attribuite a Sollecito in realtà sarebbero compatibili con la dimensione dei piedi di Guede e il coltello da cucina sarebbe in realtà stato usato negli ultimi tempi solo per sbucciare patate.[38]

I periti Carla Vecchiotti e Stefano Conti hanno smentito le perizie del primo grado e dichiarato che i rilievi furono fatti in ambiente che poteva essere già stato contaminato geneticamente: quindi gli avvocati della difesa si sono lamentati per gli errori della polizia scientifica e per il diniego a nuove perizie della corte giudiziaria di primo grado.[42] Non vengono trovate tracce di Knox e Sollecito, nonostante il pavimento non sarebbe stato pulito, vista la presenza di sangue, e impronte attribuite alla vittima e a Guede.[38]

Al centro del contendere, il presunto DNA della Knox e di Meredith sul coltello da cucina di Sollecito: secondo i periti d'appello, tale DNA non ci sarebbe, mentre secondo l'accusa sarebbe presente; altri periti affermarono la sola presenza del DNA della Knox che avrebbe usato il coltello per cucinare a casa di Sollecito.[38] Il presunto DNA di Sollecito sul gancetto del reggiseno (inizialmente attribuito al fatto della biancheria forse scambiata tra Meredith e Amanda) - spostato e calpestato, poi repertato circa 47 giorni dopo, quando la scena del crimine era rimasta parzialmente incustodita e in parte anche ripulita, oltre che inquinata da molte persone che si aggiravano senza le dovute precauzioni - è spiegato come contaminazione accidentale, forse ad opera della stessa polizia scientifica, o come errore, data la presenza di diversi DNA e la scarsità di materiale genetico, che rendeva il profilo compatibile con moltissimi soggetti maschili e non solo con Sollecito, e mancando quindi la perfetta coincidenza. Questo porta all'esclusione della prova come falsa, come nel teorema difensivo, facendo cadere le accuse a Sollecito.[43]

Critiche e ricorso dell'accusa[modifica | modifica wikitesto]

Forti critiche ha suscitato la sentenza e nella stessa requisitoria i pubblici ministeri avevano sottolineato l'anomalia di una vicenda giudiziaria nella quale si dava per scontata l'assoluzione prima ancora che la Corte si ritirasse in Camera di consiglio. Benché la Corte d'Assise d'Appello avesse dovuto essere presieduta da Sergio Matteini Chiari, presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Perugia, è stato chiamato a presiedere la corte Claudio Pratillo Hellmann, che presiedeva la Sezione Lavoro. Anche il Consigliere a latere della Corte, Massimo Zanetti, proveniva dalla Sezione Civile ed entrambi avevano avuto una esperienza penale piuttosto remota nel tempo, a Spoleto e a Orvieto. C'è inoltre chi accusa le presunte pressioni fatte dal segretario di stato Hillary Clinton, nonché il ruolo dei mass media americani, che descrissero quello di Perugia come un'edizione moderno del processo alle streghe di Salem.[44] Alcuni anni dopo, Pratillo Hellmann lanciò accuse di "linciaggio mediatico" e insulti nei suoi confronti, da parte dei suoi stessi colleghi e da alcuni abitanti di Perugia. Hellmann lasciò la magistratura per il clima di ostilità da lui percepito, poco dopo la sentenza del 2011.[45]

Amanda Knox lascia il carcere di Perugia su un'auto insieme a Corrado Maria Daclon, segretario generale della Fondazione Italia USA

La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha proposto poi ricorso per cassazione il 14 febbraio 2012, con un atto di 112 pagine, articolato in dieci motivi. Il ricorso è rivolto sia contro l'ordinanza del 18 dicembre 2011 con cui è stato disposto il rinnovo dell'istruzione dibattimentale con la perizia genetica perché radicalmente immotivata, quello contro altre due ordinanze e gli altri contro la sentenza, accusando la Corte d'Assise d'Appello di gravi errori logico-giuridici, riconducibili al concetto di "petizione di principio", alla visione parcellizzata delle prove e all'utilizzo dei soli aspetti che potessero rafforzare le argomentazioni difensive, con completa obliterazione di quegli aspetti che collimavano con l'ipotesi accusatoria. Inoltre, la Procura Generale di Perugia ha contestato il fatto che la contaminazione dei reperti fosse stata considerata solo possibile in astratto ma che non fosse stata mai provata. Il giudizio che il ricorso dà del metodo seguito dai giudici d'appello è duro specie nei confronti del relatore, accusato di avere anticipato la decisione addirittura nella relazione introduttiva, come era stato fatto nella requisitoria.[46][47][48][49]

Knox ha impugnato la propria condanna per il reato di calunnia, mentre la famiglia Kercher ha impugnato la sentenza d'appello, chiedendo la condanna degli imputati anche per i reati per i quali era intervenuta l'assoluzione, in particolare per l'omicidio di Meredith.[48]

La ricostruzione della difesa[modifica | modifica wikitesto]

La difesa ha ricostruito l'omicidio con Rudy Guede come unico colpevole.[50] Tale ricostruzione è stata approfondita anche da vari giornalisti investigativi, criminologi e scrittori, come Mario Spezi e Douglas Preston.[51]

Rudy Guede sarebbe entrato nella casa a scopo di furto, dopo aver effettuato un sopralluogo nei giorni precedenti, in cui sarebbe stato visto e aveva parlato con alcuni ragazzi nel vicino campo da basket (sport praticato da Guede fino a poco tempo prima). Guede aveva già sulla sua fedina penale alcune denunce per furto. Le modalità erano quelle di spaccare una finestra con un sasso ed entrare nella casa; anche nella casa di Perugia la finestra fu rotta in quel modo.[38]

Entrato quindi rompendo con un sasso (non sarebbe un depistaggio, anche perché Knox e Sollecito non conoscevano il modus operandi di Guede nelle precedenti effrazioni) la finestra della camera da letto di Filomena Romanelli, assente, una volta in casa avrebbe sottratto denaro, cellulari e carte di credito, rovistando tra le stanze.[52][50] Si ferma a bere, va in bagno, convinto che la casa sia vuota.[52] Imbattutosi in Meredith, la aggredì, riuscendola a sopraffare per la sua corporatura fisica maggiore, la spinse a terra e la violentò; successivamente, per eliminare una testimone (Meredith forse lo aveva visto nei giorni precedenti), la uccise con l'arma da taglio che portava con sé. Poi, dopo aver lasciato impronte insanguinate nella stanza e fuori, sarebbe andato forse in bagno per tentare di ripulirsi e infine avrebbe abbandonato la casa, forse dalla porta o più probabilmente dalla stessa finestra (essendo atletico e allenato), e durante la fuga avrebbe urtato alcuni vicini.[52][9] Dopo essere fuggito, andò in discoteca, gettò via i cellulari e di disfò dell'arma del delitto; infine scappò in Germania con i soldi di cui disponeva, dove sarà poi individuato, arrestato ed estradato, quasi un mese dopo.[53]

La presunta confessione di Guede e altre indiscrezioni su un "quarto uomo"[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2010 attraverso i media si diffonde la notizia secondo la quale Guede avrebbe proposto a Meredith Kercher di partecipare a un festino erotico, ma al rifiuto di lei sarebbe seguito un tentativo di stupro da parte di un ulteriore uomo non identificato (chiamato il "quarto uomo" dopo che Guede divenne il "terzo uomo", nel linguaggio dei mass media, in seguito al proscioglimento di Lumumba), degenerato in una ferita mortale con arma da taglio. Guede avrebbe tentato di soccorrere la ragazza ma l'altro, minacciandolo, gli avrebbe intimato di uccidere la ragazza, ciò che egli avrebbe poi fatto. Successivamente i due si sarebbero reincontrati casualmente in una discoteca e l'uomo misterioso gli avrebbe lasciato una somma di denaro per scappare in Germania, luogo dove si trovava al momento dell'arresto.[54] Questa ricostruzione, raccontata da Mario Alessi, muratore siciliano condannato all'ergastolo per il delitto di Tommaso Onofri (un bambino di tre anni rapito a scopo di estorsione e ucciso con alcuni complici nel 2006), che stava scontando la pena nello stesso carcere di Guede, a Viterbo, scagionerebbe i due imputati Sollecito e Knox ma è stata ritenuta dai magistrati, nello specifico dal procuratore Airone, totalmente infondata, così come altre presunte rivelazioni, tra le quali la dichiarazione di Luciano Aviello, pentito di mafia in cella con Sollecito, che ha accusato suo fratello, nel frattempo defunto, dell'omicidio, commesso in concorso con Rudy Guede.[55]

Si parlò, sui giornali, anche di uno spacciatore di cocaina, un italiano presunto conoscente o "ex amante" della Knox, come presunto complice di Guede, di nome "Federico"; egli venne già identificato in un'informativa della polizia nel 2007, ma è stato totalmente ignorato successivamente e tale rimarrà.[56]

Il secondo processo ad Amanda Knox per calunnia[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox è stata rinviata a giudizio, con prima udienza il 15 novembre 2011, per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia, tra cui l'ispettore Oreste Volturno, e l'interprete. La Knox ha accusato in più circostanze, anche durante il dibattimento in primo grado, di aver subito insulti, minacce e anche leggere percosse dalla Polizia, durante l'interrogatorio che ha preceduto il suo arresto. I magistrati non hanno trovato riscontro per tali affermazioni e hanno chiesto e ottenuto un nuovo processo per la cittadina americana con l'accusa di calunnia, reato che prevede pene da due a sei anni di carcere. Il processo è stato trasferito nel 2013 a Firenze, come il principale, ma è rimasto fermo da allora (pur avendo aggiunto tra le parti lese anche il pm Giuliano Mignini), almeno fino al 2015.[57]

Processo davanti alla Corte di Cassazione e annullamento dell'assoluzione[modifica | modifica wikitesto]

La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il 25 marzo 2013 il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Luigi Riello ha esposto la sua requisitoria con i due imputati assenti.[58]

In data 26 marzo 2013 la Cassazione, Prima Sezione penale, ha annullato le sentenze di assoluzione del grado di giudizio precedente, rinviando lo stesso dinanzi alla Corte d'assise d'appello di Firenze.[59] La stessa Corte di Cassazione ha anche respinto il ricorso della Knox contro la condanna per calunnia che è divenuta, così, definitiva. Il 18 giugno 2013 sono state depositate le motivazioni della sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione. La sentenza contiene una dura critica sulle illogicità, omissioni e contraddizioni che caratterizzavano la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi di ricorso della Procura Generale di Perugia, a partire dal nesso tra la calunnia per la quale la Knox è stata definitivamente condannata e l'omicidio, per finire alla smentita delle prove disposte nel processo d'appello e alla loro acritica condivisione da parte dei giudici di secondo grado.[48]

Sollecito e Knox affermano di nuovo la loro innocenza; il giovane afferma di sentirsi parte di una situazione kafkiana.[60]

Il processo in Corte di Assise di Appello e la nuova condanna[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze, rovesciando il precedente giudizio di secondo grado, ha affermato la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni. Nei confronti di entrambi non sono state disposte misure restrittive in carcere, ma a Sollecito è imposto il divieto di espatrio e il ritiro del passaporto.[61] La mattina del 31 gennaio quest'ultimo è raggiunto dalla Polizia nel comune di Venzone (UD), a pochi chilometri dal confine austriaco. Sollecito ha dichiarato di essersi effettivamente recato in Austria il pomeriggio precedente con la sua fidanzata e di essere poi rientrato in Italia dopo poche ore; il giovane si presenta quindi in questura a consegnare il passaporto[62].

Viene quindi riaffermata la presenza del DNA della Knox sul coltello considerato l'arma del delitto, e Sollecito considerato coinvolto per la mancanza di un alibi preciso e le dichiarazioni contraddittorie, mentre resta in secondo piano il DNA sul gancetto, a causa di possibile contaminazione, pur essendo elencato tra le prove. Il movente viene però modificato da movente sessuale a lite per le pulizie in casa tra Knox e Kercher, specialmente a causa del fatto che Guede, secondo i giudici amico di Amanda, avrebbe sporcato il bagno.[38]

I legali dei due condannati annunciano che proporranno nuovamente ricorso in Cassazione.[62]

Nonostante i pareri contrastanti dei giuristi, si diffonde l'opinione che è possibile che Amanda Knox non avrebbe scontato mai l'intera pena (ossia il restante computo, con l'esclusione dei 4 anni già scontati), e quindi che ci sia un rifiuto di estradizione da parte del Dipartimento di Stato, poiché gli Stati Uniti considerano non valido un doppio giudizio, se la condanna segue un'assoluzione ("double jeopardy"). Secondo cablogrammi dell'ambasciata, pubblicati nel 2015, già nel 2013, dopo l'innocenza riconosciuta dal primo processo d'appello, i diplomatici avrebbero dichiarato che gli Stati Uniti considerano "chiuso questo caso".[63] Infatti ci sono casi che hanno definito il possibile rifiuto di estradizione da parte di un paese per un cittadino o residente in un altro, se quest'ultimo non offre garanzie giuridiche ritenute sufficienti: ad esempio l'Italia rifiuta l'estradizione dove c'è la pena di morte, compresi gli USA[64], la Francia utilizzò la dottrina Mitterrand e gli Stati Uniti non ritengono corretto proseguire un processo dopo un giudizio di assoluzione (ne bis in idem), come detto. Alcuni giuristi sostengono invece che l'estradizione potrebbe invece anche essere richiesta con successo, ma solo col parere favorevole del Dipartimento di Stato, finora contrario.[65]

Causa per diffamazione contro Raffaele Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Il pm di Perugia Giuliano Mignini ha querelato Sollecito nel 2013, sentendosi diffamato dalle affermazioni contenute nel libro Honor Bound (scritto con Andrew Gumbel); nel libro Sollecito parla di una trattativa per incolpare Amanda, che sarebbe stata da ricondurre al magistrato, il quale avrebbe offerto al giovane un ingente sconto di pena o l'assoluzione in cambio della sua accusa contro Amanda. Sollecito avrebbe respinto questa proposta, in nome di un "vincolo d'onore" (da cui il titolo del libro) e della verità (ha sempre ritenuto - a suo dire - che Amanda fosse innocente).[66]

Nuovo ricorso in Cassazione e assoluzione definitiva di Knox e Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvocati di Knox e Sollecito hanno depositato il ricorso in Cassazione il 16 giugno 2014, chiedendo l'annullamento della sentenza senza rinvio, che equivale all'assoluzione per i loro clienti e al ripristino della verità emersa nel primo processo d'appello, o perlomeno un terzo appello.[67] I legali di Sollecito, oltre a ripresentare gli argomenti della contaminazione accidentale, dell'impossibilità di cancellare ogni traccia lasciando solo quelle di Guede e la testimonianza del clochard Antonio Curatolo, accolta come veritiera da tutte le sentenze, hanno affermato che nei minuti dell'omicidio (separando per la prima volta la posizione di Sollecito da quella di Amanda) o perlomeno dalle 21,00 alle 21,30-22,00, il giovane ingegnere era al computer a guardare un film d'animazione, come dimostrerebbe una schermata del PC. Quest'ultima prova non era mai stata presentata prima d'ora.[68]

La sentenza del 27 marzo 2015 ha assolto dall'accusa di omicidio Sollecito e Knox, cassando il giudizio d'appello e accogliendo la richiesta della difesa di annullamento senza rinvio, con la Knox che vede confermata, in via definitiva, la condanna a 3 anni per calunnia nei confronti di Lumumba, già scontati.[69]

Sollecito, che atteso la sentenza nella casa di Bisceglie, ha commentato: «Sono immensamente felice, torno a riprendermi la mia vita. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà»[70], paragonando in seguito la sua vicenda a un sequestro di persona.[71]

Amanda Knox, a Seattle (sua città di origine, dove vive e sta per sposarsi, e dove lavora come giornalista per il West Seattle Herald), ha invece dichiarato di essere «molto grata che giustizia sia stata fatta. Grazie. Sono grata di riavere la mia vita. Meredith era una mia amica. Meritava moltissimo nella vita. Io sono quella fortunata».[72] In controtendenza con l'opinione pubblica statunitense, per la maggior parte innocentista, il celebre penalista Alan Dershowitz (in passato fu uno dei difensori di O.J. Simpson in un celebre caso) afferma che la condanna di Amanda sarebbe stata fondata, anche nel sistema giudiziario americano.[73]

Rudy Guede, l'unico condannato, in concorso con ignoti, e che affermò, in una contradditoria testimonianza, di aver visto l'assassino o gli assassini, ma non li identificò mai con Knox e Sollecito (parlò di Amanda solo in una rivelazione fatta ai suoi avvocati circa due anni dopo, ma la testimonianza era in contraddizione con molti fatti), ha commentato che il caso è chiuso anche per lui, e vuole solo laurearsi in Lettere e uscire dal carcere, rifiutando altresì di chiedere la revisione del processo o di confessare.[74]

Causa di risarcimento di Knox e Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvocati dei due imputati assolti hanno annunciato che verrà chiesto un risarcimento per errore giudiziario, danni morali e ingiusta detenzione (nel caso della Knox solo di un anno, data la condanna per calunnia).[75]

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox viene citata nel singolo Killer Star di Immanuel Casto[76].

Film[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amanda Knox (film).

Sulla vicenda, nel 2011, è stato realizzato un film per la televisione intitolato Amanda Knox (Amanda Knox: Murder on Trial in Italy)[77] per la regia di Robert Dornhelm. Il cast comprende Amanda Fernando Stevens nel ruolo di Meredith Kercher, Hayden Panettiere è Amanda Knox, Paolo Romio è Raffaele Sollecito e Djibril Kebe interpreta Rudy Guede. Diverse scene di questo film sono state girate a Roma all'interno del Complesso del Buon Pastore.

The Face of an Angel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Face of an Angel.

Un altro film viene realizzato nel 2014 con la regia di Michael Winterbottom. Questo film segue la vicenda con gli occhi di un giornalista ed un reporter che osservano il caso. Nel cast Kate Beckinsale, Daniel Brühl, Cara Delevingne e Valerio Mastandrea.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco completo delle pubblicazioni, compresi i due libri con la versione di Knox e di Sollecito, e quella del padre di Meredith, è il seguente:

  • Candace Dempsey, Murder in Italy: The Shocking Slaying of a British Student, the Accused American Girl, and an International Scandal, Penguin/Berkley Books, 2010. ISBN 9781101187111
  • Maria D'Elia, Il delitto di Perugia. L'altra verità, prefazione di Umberto Brindani (solo nella seconda edizione, per il settimanale Oggi), 2010
  • John Follain, Death in Perugia: The Definitive Account of the Meredith Kercher Case from her Murder to the Acquittal of Raffaele Sollecito and Amanda Knox. ISBN 9781848942073 Hodder & Stoughton, 2011
  • Rocco Girlanda, Io vengo con te. Colloqui in carcere con Amanda Knox, Piemme, 2011
  • Nina Burleigh, The Fatal Gift of Beauty: The Trials of Amanda Knox. Broadway 2011. ISBN 9780307588593
  • Gabriella Pasquali Carlizzi, Meredith Kercher. Un delitto imperfetto, Mondadori, 2012
  • Raffaele Sollecito, Andrew Gumbel, Honor Bound: My Journey to Hell and Back with Amanda Knox, 2012, Gallery Books. ISBN 978-14-516-9598-4.
  • John Kercher, Meredith: Our Daughter's Murder and the Heartbreaking Quest for the Truth, 2012, ISBN 9781444742794.
  • Leila Schneps e Coralie Colmez, Math on trial. How numbers get used and abused in the courtroom, Basic Books, 2013. ISBN 978-0-465-03292-1. (Fourth chapter: "Math error number 4: double experiments. The case of Meredith Kercher: the test that wasn't done").
  • Amanda Knox, Waiting to Be Heard: A Memoir, 2013. Harper. ISBN 978-00-622-1720-2.
  • Mario Spezi, Douglas Preston, Der Engel mit den Eisaugen ("L'angelo dagli occhi di ghiaccio"). Knaur, Germany, 2013
  • Mario Spezi, Douglas Preston, La strega di Perugia, on-line, 2011, pag. 125
  • Douglas Preston, Lincoln Child, Trial By Fury: Internet Savagery and the Amanda Knox Case, e-book, Amazon Kindle Single, 2013
  • Vincenzo Maria Mastronardi, Giuseppe Castellini, Meredith: luci e ombre a Perugia, Armando Editore, 2009
  • Mariangela Montagna (a cura di), L'assassinio di Meredith Kercher. Anatomia del processo di Perugia, Ed. Aracne, 2012
  • Luciano Garofano, Paul Russell, Graham Johnson, Assassini per caso. Luci e ombre del delitto di Perugia, Rizzoli, 2010

La vicenda editoriale del libro-inchiesta di Spezi[modifica | modifica wikitesto]

Sulla vicenda, nel 2013, è stato realizzato un libro a firma di Mario Spezi e Douglas Preston edito in Germania, per l'editore Droemer Knaur, dal titolo Der Engel mit den Eisaugen. I due autori hanno pubblicato un breve e-book (Preston ne ha poi pubblicato un altro con Lincoln Child), disponibile solo on-line, dal titolo La strega di Perugia (2011), in cui il caso viene riletto come una persecuzione dettata da fantasie degli inquirenti, pregiudizi e misoginia nei confronti di Amanda.[78]

Gli autori, anche nel libro del 2013, sono fortemente critici con l'operato della magistratura e della polizia italiana e indicano Rudy Guede come autore unico del delitto.[13] Spezi è noto per le sue indagini alternative sul celebre caso di cronaca nera dell'assassino seriale noto come il mostro di Firenze, confluite nel libro-inchiesta Dolci colline di sangue (scritto sempre con Preston), il 7 aprile 2006 era stato arrestato su ordine della procura di Perugia con l'accusa di depistaggio proprio in relazione all'indagine sui delitti del mostro, ed è rimasto in prigione per 23 giorni prima che la Corte di Cassazione lo scagionasse completamente, definendo il suo arresto come privo di fondamento. Il caso della detenzione di Spezi, rarissimo per un reato di parola, viene descritto dettagliatamente nel libro Inviato in galera, dello stesso Spezi, secondo duro atto d'accusa contro il pm Giuliano Mignini (dopo il primo libro sul "mostro") e il suo modo di condurre le indagini su improbabili, a dire di Spezi, piste esoteriche (anche se Spezi stessa denuncia l'influenza di alcune "società segrete" sulla politica di Perugia e Firenze).[14]

Der Engel mit den Eisaugen è stato pubblicato solo in Germania per il singolare rifiuto di tutte le case editrici italiane, europee e statunitensi (come avvenuto, ma solo in Italia, per i libri-memoria di Sollecito e Knox[13]): in esso ricostruisce l'omicidio di Meredith Kercher con una tesi simile a quella del primo processo d'appello del 2011 (e della definitiva asoluzione del 2015), che vedeva nel solo Rudy Guede il colpevole, assolvendo Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Probabilmente il rifiuto è dovuto alle nuove forti critiche (secondo lo scrittore, "interrogatori senza avvocati e non legali; prove scientifiche completamente falsate; testimoni impresentabili")[14]) nei confronti delle procure di Perugia e Firenze, le stesse che indagarono nel caso del Mostro di Firenze.[79]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Meredith Kercher murder: Judge's report in The Daily Telegraph, 9 novembre 2007. URL consultato il 28 marzo 2015 (archiviato il 13 dicembre 2009).
  2. ^ Caso Meredith/ Ricorso del pg contro l'assoluzione su Affaritaliani.it, 14 febbraio 2012. (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2012).
  3. ^ "Uno scandaloso flop giudiziario". La stampa estera demolisce i pm
  4. ^ (EN) Students hold vigil for Meredith in BBC News, 7 novembre 2007. URL consultato il 28 marzo 2015 (archiviato il 10 novembre 2007).
  5. ^ Massimo Parrini, Ecco chi sono Meredith, Amanda e Raffaele in Il Foglio, 11 novembre 2007. (archiviato il 28 marzo 2015).
  6. ^ (EN) Meredith Kercher ‘killed after refusing orgy’ in The Times, 7 novembre 2009. URL consultato il 5 dicembre 2009.
  7. ^ (EN) Woman 'confesses role' in British student's murder in Perugia in The Times, 6 novembre 2007. URL consultato il 5 dicembre 2009.
  8. ^ Andrea Malaguti, «Sulla tomba di Meredith. A quattro anni dalla morte manca ancora la lapide» in La Stampa, 30 ottobre 2011. URL consultato il 28 marzo 2015 (archiviato il 28 marzo 2015).
  9. ^ a b c d e f g h i j k Nencini Report
  10. ^ L'ora del decesso - appello
  11. ^ Giulia Bongiorno, Luca Maori - Documenti per l'appello di Raffaele Sollecito
  12. ^ Il racconto di Raffaele Sollecito: "Amanda in questura chiedeva aiuto"
  13. ^ a b c "Amanda e Raffaele innocenti. E il mio libro in Italia non vogliono pubblicarlo"
  14. ^ a b c Mario Spezi - L'intervista
  15. ^ Delitto di Perugia, prosciolto Lumumba in la Repubblica, 28 maggio 2008. URL consultato il 5-12-2009.
  16. ^ a b c Follain p.134"
  17. ^ Follain p.90
  18. ^ a b CNN, 2 May 2013 What Amanda Knox can and can't tell us
  19. ^ Follain p 320
  20. ^ Follain p.133-4"
  21. ^ Kington, Tom and Walker, Peter. "Amanda Knox tells court police hit her during interrogation", The Guardian, 12 June 2009.
  22. ^ Amanda Knox's Odd Behavior Focus of Testimony
  23. ^ Meredith: Cassazione, difesa Sollecito, Amanda pressata medium
  24. ^ a b c Giustizia per Mez
  25. ^ Meredith, 8.000 euro a Lumumba "È un risarcimento irrisorio", repubblica.it, 16-3-2009. URL consultato il 5-12-2009.
  26. ^ a b Delitto Perugia. Ecco chi è Rudy Hermann Guede
  27. ^ «Sono dolce ma a volte pazzo», corriere.it, 6-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  28. ^ MEREDITH, PARLA SORELLA DI SOLLECITO: 'TRAVOLTA ANCH'IO'
  29. ^ (EN) Family of student murder suspect: ‘She wasn’t there’, msnbc.msn.com, 31-7-2008. URL consultato il 5-12-2009.
  30. ^ (EN) Fourth Meredith suspect arrested in Germany, timesonline.co.uk, 20-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  31. ^ (EN) Fourth arrest over student murder, bbc.co.uk, 20-11-2007. URL consultato il 5-12-2009.
  32. ^ a b Perugia, omicidio Meredith rito abbreviato per Rudy, repubblica.it, 16-9-2009. URL consultato il 5-12-2009.
  33. ^ Amanda Knox guilty of Meredith Kercher murder, BBC News, 5 December 2009. URL consultato il 31 March 2013.
  34. ^ Oreste Volturno's Testimony
  35. ^ a b Processo Meredith, un alibi ad Amanda dal testimone dell'accusa
  36. ^ a b c Follain, pag. 332-333
  37. ^ a b Follain, John (2011). Death in Perugia: The Definitive Account of the Meredith Kercher Case from her Murder to the Acquittal of Raffaele Sollecito and Amanda Knox. Hodder & Stoughton. ISBN 9781848942073, pag. 296
  38. ^ a b c d e f g Perché Amanda e Raffaele sono innocenti
  39. ^ Corte d'Assise di Perugia, sentenza n. 7/2009, 4/12/2009.
  40. ^ a b Follain, pag. 404-430
  41. ^ Lettera di Amanda Knox alla Fondazione Italia USA dopo l'assoluzione, Fondazione Italia USA, 04-10-2011. URL consultato il 31-10-2011.
  42. ^ Report of Conti and Vecchiotti
  43. ^ Delitti di Perugia e Garlasco: sentenze senza ombra di dubbio? Medico legale discute prove e risultanze investigative
  44. ^ Amanda, sentenza a pressione. Dubbi sul ruolo di Clinton nel verdetto
  45. ^ Claudio Pratillo Hellmann: "Per aver assolto Amanda e Raffaele venni linciato anche dai magistrati"
  46. ^ New Jersey State Bar Association Lessons Learned from the Amanda Knox Case
  47. ^ New York Times, 26 March 2013, Italy’s Highest Court Overturns Acquittal of Amanda Knox
  48. ^ a b c Guardian, 26 March 2013, Italian judges order fresh appeal in Meredith Kercher case
  49. ^ Guardian, 31 January 2014, Why did Amanda Knox and Raffaele Sollecito have their convictions upheld?
  50. ^ a b Ron Hendry Rudy Guede entrò nel cottage attraverso la finestra di Filomena Romanelli?
  51. ^ Mario Spezi, Douglas Preston, Der Engel mit den Eisaugen ("L'angelo dagli occhi di ghiaccio"). Knaur, Germany, 2013
  52. ^ a b c Sollecito, difesa e show «Mez uccisa da un ladro»
  53. ^ Rudy Guede colpevole, indizi sufficienti: Sentenza di condanna in via definitiva di Rudy Hermann Guede, Suprema Corte di Cassazione
  54. ^ Processo Meredith, Alessi: «Amanda e Raffaele sono innocenti»
  55. ^ Omicidio Meredith, la verità del pentito: «Confermo, è stato mio fratello»
  56. ^ Mez, Amanda Knox frequentava uno spacciatore di cocaina con cui aveva anche fatto sesso
  57. ^ Meredith, passa a Firenze il processo per calunnia ad Amanda Knox
  58. ^ Caso Meredith, la Cassazione prende tempo Il pg: "Annullare assoluzione Sollecito-Knox" - Repubblica.it
  59. ^ Luca Romano, Processo Meredith, assoluzione annullata, ilgiornale.it, 26-03-2013.
  60. ^ Sollecito: mi sento in romanzo di Kafka
  61. ^ Delitto Meredith, sentenza ribaltata: 28 anni e mezzo ad Amanda, 25 a Raffaele, Corriere della Sera, 30 gennaio 2014
  62. ^ a b Omicidio Meredith, Sollecito fermato a Udine. Tolto il passaporto per il divieto d’espatrio, Corriere della Sera, 31 gennaio 2014
  63. ^ Meredith, pubblicati cablogrammi Usa su Amanda Knox: Per noi caso chiuso
  64. ^ Il caso di Pietro Venezia e il "no" all'estradizione
  65. ^ U.S. ‘Can’t Deny Extradition’ In Amanda Knox Murder Case: What’s The Truth Behind Ongoing Trial?
  66. ^ Meredith, Migni querela Sollecito e le "ombre USA"
  67. ^ Amanda Knox e Raffaele Sollecito, depositate le richieste di assoluzione
  68. ^ Raffaele Sollecito: “Ero al pc mentre Meredith Kercher moriva: la prova”
  69. ^ Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti, non hanno ucciso Meredith
  70. ^ Sentenza Meredith, Sollecito: "Ora ritorno a vivere"
  71. ^ Caso Kercher, dopo l'assoluzione Sollecito attacca: "Come liberato da un sequestro. Ora torno alla vita"
  72. ^ Sentenza Mez, Amanda Knox: grazie Italia, ho riavuto la mia vita
  73. ^ "Salvata dal processo in Italia. In America condanna sicura"
  74. ^ Rudy Guede, l'unico in cella per l'omicidio Meredith: «Caso chiuso anche per me»
  75. ^ Sollecito: «Voglio mezzo milione. Io Forrest Gump? Ha fatto grandi cose»
  76. ^ IMMANUEL CASTO: guarda il video di "Killer Star" il nuovo singolo!, Rock Rebel Magazine, 19 settembre 2011. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  77. ^ (EN) Via della Rosa in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  78. ^ Mario Spezi, Douglas Preston, La strega di Perugia
  79. ^ Omicidio Meredith: adesso spuntano Amanda e il Mostro di Firenze. Clamorose rivelazioni nel libro di Mario Spezi e Douglas Preston

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