Il ritorno del Cavaliere Oscuro

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Il ritorno del Cavaliere Oscuro
fumetto
Copertina del n. 23 de I classici del fumetto di Repubblica - Serie oro pubblicato il 25 febbraio 2005
Copertina del n. 23 de I classici del fumetto di Repubblica - Serie oro pubblicato il 25 febbraio 2005
Titolo orig. The Dark Knight Returns
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Testi Frank Miller
Disegni
Editore DC Comics
1ª edizione febbraio 1986 – giugno 1986
Albi 4 (completa)
Formato 17 × 26 cm
Rilegatura brossura
Editore it. Rizzoli Milano Libri
1ª edizione it. gennaio 1988 – giugno 1989
Collanaed. it. Corto Maltese inserti dei nn. 52, 58, 65, 69
Periodicità it. irregolare
Albi it. 4 (completa)
Testi it. Enzo Baldoni
Cronologia
  1. All Star Batman e Robin
  2. Il ritorno del Cavaliere Oscuro
  3. Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora

Il ritorno del Cavaliere Oscuro (The Dark Knight Returns) è una miniserie a fumetti di quattro numeri su Batman, scritta e disegnata da Frank Miller, pubblicata dall'editore statunitense DC Comics nel 1986.

La vicenda si svolge in una realtà alternativa rispetto a quella degli albi normalmente pubblicati dalla DC Comics. In questo contesto i supereroi sono più vecchi di venti anni e Bruce Wayne non indossa più il costume dell'Uomo Pipistrello da dieci anni. Dopo gli avvenimenti di Crisi infinita e la serie 52, la storia si colloca su Terra-31 del multiverso narrativo dei personaggi DC. Un seguito, Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora, è stato pubblicato tra il 2001 e il 2002.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno del Cavaliere Oscuro[modifica | modifica sorgente]

In una calda Gotham City l'ondata di criminalità è in forte aumento, anche grazie alla gang nota come i "Mutanti". L'ormai cinquantacinquenne Bruce Wayne ha rinunciato alla lotta alla malavita, e Batman è ormai ricordato come una leggenda urbana. Il commissario Gordon è in procinto di andare in pensione ed è profondamente amareggiato dalla situazione della sua città. Dopo cure mediche e chirurgiche, l'ex criminale Harvey Dent viene rilasciato, ma si ritrova subito a compiere nuovi crimini, e Wayne riprende il mantello per affrontarlo e sconfiggerlo. Nel frattempo, nel manicomio criminale di Arkham, il Joker sembra risvegliarsi dallo stato catatonico in cui si trovava da anni, e vedendo in televisione il ritorno della sua nemesi, sorride[1] e la sua malvagità riemerge.

Il trionfo del Cavaliere Oscuro[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno di Batman scatena una forte reazione dei mass media, tra chi lo appoggia apertamente, come la direttrice del Daily Planet Lana Lang, e chi invece lo vede come un vigilante fuorilegge, come Ellen Yindel, la sostituta di Gordon. Un più cinico e violento Batman prosegue la sua crociata contro i Mutanti, arrivando ad affrontare in una lotta corpo a corpo il loro mostruoso capo. Batman sembra soccombere, ma riesce a sconfiggerlo grazie all'arrivo di una tredicenne, Carrie Kelly, affascinata dal vigilante e vestita come Robin. Bruce la porta con sé alla Caverna e decide di addestrarla per essere il suo nuovo partner come una volta lo era Dick Grayson. Nel frattempo, in prigione, il leader mutante riesce ad uccidere il sindaco il quale lo ha voluto incontrare per stipulare una tregua, e Batman chiede a Gordon un ultimo favore, ossia liberare il criminale per poterlo sconfiggere di fronte ai suoi stessi seguaci. In questa nuova lotta Batman lo abbatte non grazie alla forza bruta bensì con l'esperienza, e viene acclamato dagli stessi mutanti come un nuovo leader[2].

Caccia al Cavaliere Oscuro[modifica | modifica sorgente]

I membri dei Mutanti si fanno chiamare ora "Figli di Batman", e agiscono come grezzi vigilanti, e ciò contribuisce ad aumentare l'indignazione generale sul ritorno di Batman. Il Presidente degli Stati Uniti chiede a Superman di intervenire, e l'eroe si reca a Gotham, dove ricorda a Bruce l'accordo fatto con il governo diversi anni prima, col quale i supereroi avrebbero smesso con i loro comportamenti al di sopra della legge, ed in cambio Superman avrebbe agito come agente al servizio del governo. Bruce ha così infranto quell'equilibrio, e Clark lo avverte che non saranno tollerate ulteriori sue iniziative personali. Nel frattempo lo psichiatra Wolper decide di far apparire il Joker in un talk show televisivo per mostrare i suoi miglioramenti dopo le terapie, ma il criminale ne approfitta per uccidere più di duecento spettatori con il Joker-gas. Joker si rifugia allora in un luna park, ma viene raggiunto da Batman, che si sente frustrato per tutti gli omicidi compiuti dal pazzo, riguardo al quale si sente colpevole per non aver mai voluto infrangere la regola che si era imposto di non togliere la vita a nessuno. Nel seguente scontro corpo a corpo Batman non arriva a togliere la vita al Joker, che però compie un atto suicida torcendosi il collo fino ad uccidersi, consapevole che la colpa ricadrà su Batman[3].

La caduta del Cavaliere Oscuro[modifica | modifica sorgente]

Batman nella versione di Frank Miller

Mentre Batman fugge al luna park, dopo aver bruciato il cadavere sorridente del Joker, Superman è impegnato ad impedire la detonazione di un missile nucleare sovietico, che però genera un impulso elettromagnetico che annulla tutte le apparecchiature elettroniche e modifica lo stesso clima. A Gotham City inizia a nevicare, e nel black-out scoppiano disordini e saccheggi, ma sono gli stessi Figli di Batman, guidati dall'Uomo Pipistrello, a cercare di mantenere l'ordine. L'opinione pubblica spinge però il Presidente ad ordinare a Superman di fermare Batman, ma quest'ultimo è pronto allo scontro. Con l'aiuto di Oliver Queen/Freccia Verde Batman ingaggia un feroce scontro con l'Uomo d'Acciaio, ma alla fine, dopo aver quasi ucciso il Kriptoniano (grazie a una freccia con la punta di kryptonite), Batman crolla per un infarto.

Sebbene l'identità segreta di Wayne diventi pubblica, la caverna e la villa sono state distrutte e il patrimonio è scomparso. Il fido maggiordomo Alfred muore di un attacco cardiaco. Anche Clark è presente il giorno del funerale di Bruce, dove sente il suo cuore battere ancora. Così Robin lo fa uscire dalla tomba: aveva solo inscenato la sua morte e, con i Figli di Batman da addestrare, è ora pronto a riprendere la sua crociata[4].

Tecnica realizzativa[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto caratterizzante di questo fumetto è, come in altre opere di Miller, la struttura di alcune tavole. La gabbia di alcune sequenze è infatti composta da quattro righe di quattro vignette ciascuna. Miller utilizza questa struttura per dare un taglio cinematografico alle sequenze: ogni vignetta è come il fotogramma di una pellicola.

Le vignette di queste particolari pagine a volte non seguono un singolo soggetto, ma riprendono alternativamente due soggetti diversi. Un esempio è la sequenza in cui Bruce Wayne si ricorda dell'omicidio dei suoi genitori mentre guarda un film in televisione: le vignette rappresentano alternativamente i ricordi (la pistola del rapinatore, la collana della madre) e Bruce nel presente, sottolineando le sue reazioni emotive al ricordo.[5]

La tavola interna del terzo numero, in cui Batman vola su Gotham insieme a Robin è la pagina originale più costosa della storia del fumetto americano, essendo stata venduta ad un'asta nel maggio 2011 per 448.125 $.[6]

Influenze sulla storia del fumetto di supereroi[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della prima miniserie DC Comics pubblicata nel formato prestige (Prestige Format). Tale formato presenta una copertina in cartoncino, pagine interne in carta spessa patinata (glossy paper) e brossura squadrata come spina dell'albo (squarebound spine). Questo formato era più costoso dei normali fumetti di supereroi e si presentava con una veste grafica e cura della stampa e dei colori superiore alla media. Proprio per questo si trattava di un prodotto destinato ad un pubblico più adulto e venne distribuito prevalentemente all'interno del circuito dei negozi specializzati in fumetti e anche delle librerie. Frank Miller sfrutta questa opportunità per affrontare tematiche finora poco esplorate nel genere dei supereroi e crea le basi per la proposta di opere simili (nel formato e nella distribuzione) quali The Golden Age di James Dale Robinson (testi) - Paul Smith (disegni) del 1993 e Kingdom Come di Mark Waid (testi) - Alex Ross (disegni) del 1996[7].

Frank Miller adotta un nuovo modo di approcciare le icone classiche del fumetto supereroistico. I toni cupi e nichilistici della narrazione attraggono nuovo interesse verso il personaggio di Batman e lo rendono più appetibile per un pubblico adulto. L'opera viene discussa su riviste di cultura-pop di ampia diffusione quale il magazine Rolling Stone. La stessa casa di produzione Warner (detentrice dei diritti del personaggio) decide che ci sono le premesse per riportare Batman sul grande schermo. Il progetto si concretizza con il film Batman di Tim Burton uscito nel 1989[7].

L'opera viene lodata dallo scrittore inglese Alan Moore (autore di Miracleman/Marvelman, Watchmen, Swamp Thing, Supreme e diversi altri fumetti con supereroi) e indicata come punto di svolta nella storia del genere dei supereroi. La miniserie Watchmen (che lo ha reso famoso negli Stati Uniti) esce poco dopo Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e ne sfrutta la stessa metodica di distribuzione e formato editoriale. Secondo Moore la grande innovazione di Miller è stata quella di inserire l'elemento temporale nello sviluppo del personaggio. Finora tutti i supereroi sembravano vivere in una specie di limbo in cui avevano perennemente un'età tra i 25 e i 35 anni. Una scelta dovuta a motivi commerciali, per non far invecchiare o uccidere un personaggio come Superman o l'Uomo Ragno che si vuole sfruttare per diversi decenni. Con il Cavaliere Oscuro abbiamo però un Bruce Wayne disilluso e oltre la cinquantina che si accinge ad affrontare il crepuscolo della sua vita come uomo e come supereroe. Tale elemento conferisce in retrospettiva un alone leggendario a tutte le avventure precedenti dell'Uomo Pipistrello. Difatti non vi può essere leggenda che non nasca dalla fine tragica o drammatica di un mito. Questo è valso per personaggi leggendari come Re Artù e Davy Crockett ed ora Miller rende giustizia al supereroe Batman dandogli infine un posto tra le leggende moderne.[8]

Il successo presso i lettori e la critica specializzata spinge la DC Comics ad affidare a Miller la realizzazione di Batman: Anno uno, una storia sulla origini dell'Uomo Pipistrello che viene pubblicata nella serie regolare Batman dal n.404 al n.407 (febbraio-maggio 1987). Questa volta la storia è in continuity con le altre serie del personaggio e ne rappresenta l'origine ufficiale post-Crisis. Il modo di approcciare la nascita di un supereroe così come impostato da Miller, cioè sottolineando gli aspetti più cupi e introspettivi ma senza trascurare gli elementi classici della vicenda, costituisce un canone poi seguito per gli altri supereroi DC Comics negli anni successivi[9]. Seguono così molte opere che prendono la stessa denominazione Anno Uno ( Year One ) per indicare la genesi di un supereroe o supercriminale o gruppo di supereroi. Ne sono esempio: Catwoman: Year One su Catwoman Annual n.2 (1993) / JLA: Year One n.1-12 (1998) di Mark Waid e Bryan Augustyn (testi) - Barry Kitson (matite) / Robin: Year One n.1-4 (2000) di Scott Beatty - Chuck Dixon (testi) - Javier Pulido (matite) / Batgirl: Year One n. 1-9 (febbraio-ottobre 2003) di Chuck Dixon - Scott Beatty (testi) - Marcos Martin (matite).

Precedenti e creazione[modifica | modifica sorgente]

Nessuna opera può nascere al di fuori di un contesto storico e senza influenze creative. Infatti ci furono diversi fattori che portarono alla creazione della miniserie di Frank Miller.

Il formato Prestige di ogni singolo albo e il tipo di distribuzione, principalmente all'interno del circuito delle librerie e negozi specializzati, non sono una novità per l'editoria e la stessa DC Comics. Questa scelta distributiva si era resa necessaria dopo l'implosione delle vendite dei fumetti a fine anni settanta (conosciuta anche come "DC Implosion"). In quel periodo di crisi, la vendita presso le edicole creava incertezza sul numero di copie da stampare e in caso di insuccesso bisognava ritirare l'eventuale materiale invenduto. Con la diffusione dei negozi specializzati in fumetti (Comic Shops) all'inizio degli anni ottanta si era creato un nuovo canale di vendita che permetteva di usufruire delle prenotazioni su un albo o una serie e quindi un'indicazione sulla tiratura delle copie. Inoltre veniva meno la necessità di sottostare alla Comics Code Authority e quindi si poteva dare più libertà creativa agli autori. Il primo fumetto DC Comics espressamente realizzato per il mercato dei negozi specializzati (Direct Sales Market) è stato la miniserie Camelot 3000 di Mike W. Barr (testi) e Brian Bolland (disegni) pubblicata dal dicembre 1982. Il successivo è un'opera dello stesso Frank Miller. Si tratta della miniserie di sei numeri dal titolo Ronin (luglio 1983 - agosto 1984). Non si trattò di un grande successo ma permise a Miller di valutare le potenzialità creative messegli a disposizioni dal nuovo tipo di mercato.[9]

Nell'agosto 1985 la casa editrice statunitense Eclipse Comics inizia la ristampa per il pubblico statunitense delle storie di Marvelman realizzate in Inghilterra da Alan Moore. La serie e il personaggio prendono il nome Miracleman per evitare conflitti di copyright con la Marvel Comics. Il personaggio non era altro che la versione del Capitan Marvel della Fawcett Comics e relativi comprimari della Marvel Family. Le storie realizzate su Marvelman tra gli anni cinquanta e sessanta erano ingenue e dirette a un pubblico meno che adolescente. Lo scrittore inglese inizia un processo di revisionismo del personaggio che ne estremizza gli aspetti psicotici e rivoluzionari, alimentati dal delirio di onnipotenza che deriva dai suoi poteri. La serie acquista un tono cupo e inquietante, nettamente contrapposto a quello fino ad allora emerso negli albi dei supereroi.[10] Questi temi vengono ripresi da Frank Miller nella sua opera di revisione di Batman. L'autore ha però sempre evitato di citare che vi sia un qualsiasi tipo di influenza del lavoro di Moore nelle sue opere.

L'idea di creare una versione femminile di Robin (Carrie Kelley) è dell'artista inglese John Byrne. Ne parlò a Miller durante un volo in aereo nel 1985 e ne fece anche uno schizzo a matita che piacque all'autore statunitense. Il personaggio prese l'identità di Caroline Keene Kelley e venne sviluppato da Lynn Varley che ne curò anche i dialoghi.[11]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Da parte della critica (anche non di genere), l'opera è stata accolta come un punto di svolta della storia del fumetto americano. Difatti la rivista TIME la annovera tra le 10 migliori graphic novel di tutti i tempi[12]. La definisce erroneamente un reboot del personaggio ma la indica giustamente come punto di partenza nella genesi moderna di Batman e fonte di ispirazione per i nuovi film a lui dedicati[13].

Un aspetto amato dai lettori sono state anche le copertine realizzate dallo stesso Frank Miller e colorate da Lynn Varley. Quando nel 2007 la DC Comics ha indetto un concorso tra i suoi lettori per votare le copertine più belle e significative realizzate nell'intera storia della casa editrice, la cover di The Dark Knights Returns n.1 si è aggiudicata il terzo posto[14]. Le storiche copertine Crisis on Infinite Earths n.7 di George Perez e The Flash n.123 di Carmine Infantino e Murphy Anderson si sono aggiudicate rispettivamente il primo e secondo piazzamento nella classifica di chi ha votato.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

I fratelli Hughes, in occasione dell'uscita del loro film Codice Genesi (2010), rilasciarono un'intervista in cui ricordavano la proposta, da parte di Warner Bros., di trasporre Il ritorno del Cavaliere Oscuro, ma rifiutarono[15]. Durante il San Diego Comic-Con del 2008, il regista Zack Snyder ha mostrato enorme interesse in un eventuale trasposizione cinematografica e nel 2013 questo interesse si è concretizzato con l'annuncio, al Comic-Con, della realizzazione del sequel di Man Of Steel, reboot dedicato a Superman dello stesso anno, intitolato Batman v Superman: Dawn of Justice, con protagonisti Superman (Henry Cavill) e Batman (Ben Affleck), parzialmente ispirato alla graphic novel, in uscita nel 2016[16]. Per l'annuncio a San Diego, il regista dei due film ha letto un passaggio della run a fumetti incentrato su un famoso scambio di battute tra i due supereroi.

Animazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Batman: The Dark Knight Returns - Part 1.
  • Nel 1998 Bruce Timm rende omaggio al Cavaliere Oscuro di Frank Miller con un episodio della serie animata Batman - Cavaliere della notte. La puntata si intitola Legends of the Dark Knight e viene trasmessa dal canale televisivo statunitense The Kids WB! Network. Il presupposto narrativo è l'incontro di alcuni ragazzini che raccontano ognuno una propria versione di Batman. Uno di questi lo descrive come in Il ritorno del Cavaliere Oscuro. L'episodio narrato è la versione animata della lotta tra Batman e il leader dei Mutanti che avviene in una discarica. Bruce Timm modella l'Uomo Pipistrello e il suo costume sul personaggio cupo e invecchiato di Miller. Lo stesso Robin è la ragazzina di tredici anni Caroline Keene Kelley. Le storyboards su cui si sviluppa il cartone animato vengono realizzate da Darwyn Cooke e ricevono l'approvazione dello stesso Miller.[17]
    In accordo con la guida ufficiale degli episodi della serie animata così come stilata da Paul Dini, si tratta dell'episodio n. 105. La numerazione parte dal primo episodio di Batman: The Animated Series del 1992.[18]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Dark Knight Returns n. 1, febbraio 1986
  2. ^ The Dark Knight Returns n. 2, marzo 1986
  3. ^ The Dark Knight Returns n. 3, aprile 1986
  4. ^ The Dark Knight Returns n. 4, giugno 1986
  5. ^ Valentina Semprini e Egisto Quinti Seriacopi (a cura di), Raccontando le origini in Batman la leggenda, Rimini, Edizioni Cartoon Club, ottobre 1999, p. 17.
  6. ^ (EN) Laura Hudson, Frank Miller 'Dark Knight Returns' Page Now Most Valuable Piece of US Comics Art Ever Sold in ComicsAlliance.com, 06 maggio 2011. URL consultato l'11 maggio 2011.
  7. ^ a b Comicology Vol. One, Harbor Press, 1998. ISBN 0-9649237-2-6
  8. ^ Frank Miller, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, v. Prefazione di Alan Moore, RCS Rizzoli Libri S.P.A. Milano, 1989.
  9. ^ a b Les Daniels, DC Comics: A Celebration of the World's Favorite Comic Book Heroes, Watson-Gutpill Publications, New York, 2003.
  10. ^ Redazionale di Alan Moore, Miracleman n.2, ottobre 1985.
  11. ^ Prefazione di Frank Miller all'edizione originale per il decimo anniversario di The Dark Knight Returns, 1996.
  12. ^ Top Ten Graphic Novels. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  13. ^ The Dark Knight Returns by Lev Grossman. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  14. ^ Come descritto nell'editoriale DC Nation degli albi DC Comics distribuiti con data di copertina aprile 2007. Il contest è stato nominato Best DC cover of all time, supervisionato dal direttore artistico Mark Chiarello.
  15. ^ Rick Marshall,EXCLUSIVE: 'Book Of Eli' Directors Offered 'The Dark Knight Returns'... With Clint Eastwood As Batman?!
  16. ^ Frank Billington, Exclusive: Zack Snyder's Thoughts on Adapting Dark Knight Returns
  17. ^ Batman:animated /Editrice: Harper Entertainment / 1998
  18. ^ Batman:animated / episode guide /Editrice: Harper Entertainment / 1998
  19. ^ First THE DARK KNIGHT RETURNS Images Now Online

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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