Batman: The Killing Joke

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Batman: The Killing Joke
fumetto
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Testi Alan Moore
Disegni Brian Bolland
Editore DC Comics
1ª edizione 1988
Albo unico
Formato 17 × 26 cm
Rilegatura brossurato
Pagine 48
Editore it. Rizzoli Milano Libri
1ª edizione it. gennaio 1990
Collanaed. it. Corto Maltese allegato al n. 1º gennaio 1990
Albo it. unico
Formato it. 17 × 26 cm
Rilegatura it. brossurato
Pagine it. 48

Batman: The Killing Joke è una storia a fumetti scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, pubblicata dalla DC Comics nel 1988. La prima pubblicazione italiana risale al gennaio del 1990, in un albetto allegato al numero 76 di Corto Maltese della Rizzoli, identico nel formato all'originale statunitense.

La storia esamina il rapporto strano e contorto che Batman ha con il suo più vecchio nemico, il Joker. Moore, oltre a illustrare le origini del villain, ci regala anche un aspetto della vita del Joker fino ad allora sconosciuto e seguendo lo stile dei primi numeri (infatti, la storia è un approfondimento del numero di Detective Comics n. 168).

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia inizia con l'ennesima fuga dall'Arkham Asylum del Joker, che dopo aver preso possesso di un Luna park abbandonato si presenta a casa dell'ispettore Gordon. Qui spara a Barbara Gordon (Ex Batgirl), la figlia adottiva di James Gordon, fatto che la costringerà su una sedia a rotelle, e rapisce Gordon per dimostrare la sua "Tesi al Crimine". Questo spinge Batman ad intervenire, e ad iniziare le ricerche per salvare il commissario Gordon. La "Tesi" del Joker è quello di dimostrare che anche la vita delle persone più normali, come ad esempio Gordon, può prendere una svolta drammatica a causa di una "giornata andata storta".

Infatti, durante un lungo flashback scopriamo che la vita del Joker, prima di diventare tale, era quella di un comico fallito, alla ricerca della grande occasione in locali di secondo e terzo ordine. Un giorno si imbatte in due malviventi che gli propongono di rapinare una fabbrica di carte da gioco, per raggiungere la quale devono attraversare un impianto chimico, in cui aveva lavorato fino ad alcuni anni prima. Quello che il giovane non sa è che i due criminali sono, in realtà, quelli che stanno dietro alla figura leggendaria del Cappuccio Rosso, uno dei primi criminali di Gotham. Il giorno stabilito, però, proprio mentre si sta mettendo d'accordo con i due criminali, la polizia porta al futuro Joker la notizia della morte della moglie: i dottori non sono riusciti a salvarla (è rimasta ferita dal cortocircuito di uno scalda-biberon), né a salvare il bambino di cui era in attesa. La notizia lo sconvolge, ha un crollo nervoso e tenta di tirarsi fuori dall'affare, ma ormai è troppo tardi: viene costretto a portare a termine il lavoro. Mentre passano all'interno del centro chimico, i tre vengono scoperti da una guardia, che insieme ai colleghi uccide i due uomini che avevano assoldato il giovane. Questi, nel tentativo di sfuggire a Batman, giunto tempestivamente sul luogo, tenta di scavalcare il ballatoio dell'impianto chimico ma cade nelle verdastre acque di scarico (inquinate completamente dai rifiuti chimici), riemergendo con la pelle bianca come un lenzuolo, le labbra rosse e perennemente sorridenti e con i capelli verdi. Alla vista del suo nuovo volto la psiche del giovane, già fortemente debilitata dal trauma per la perdita della moglie e del nascituro, crolla definitivamente, e l'uomo diviene il Joker.

Tornando al presente, Joker sta sottoponendo Gordon a orribili trattamenti per cercare di farlo impazzire, ma Batman irrompe nel Luna Park con la Batmobile, e dopo essersi assicurato che Gordon stia bene e aver chiamato la polizia, affronta per l'ennesima volta il Clown del crimine nella "Funhouse", riuscendo infine a sottometterlo, chiedendogli di smetterla e proponendogli un aiuto per riabilitarlo, per curarlo. Joker per un attimo è titubante, ma alla fine rifiuta dicendo che è troppo tardi per tornare indietro, che ormai si è spinto troppo avanti. Il racconto si chiude con Joker che racconta una barzelletta, alla fine della quale entrambi gli antagonisti esplodono in una fragorosa risata.

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • La storia del Joker è stata ripresa dal regista Tim Burton per il suo Batman, poiché questo albo è molto amato da Burton.
  • Il design di questo Joker è stato ripreso nel videogioco Mortal Kombat vs DC Universe.
  • Secondo le parole di Christopher Nolan questa storia ha influenzato la caratterizzazione della versione cinematografica del Joker in Il cavaliere oscuro; Heath Ledger (interprete del personaggio) in un'intervista, dichiarò di avere visionato quest'opera, come riferimento per la sua interpretazione.
  • La questione della "giornata andata storta" come linea che divide "un comune cittadino da un criminale" viene citata nella serie animata The Batman dal detective Ethan Bennet trasformatosi in Clayface, che la pronuncia assumendo le sembianze e la voce di Joker.

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