Contrada Capitana dell'Onda

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Contrada Capitana dell'Onda

Contrada Capitana dell'Onda-Stemma.PNG

© Consorzio per la Tutela del Palio di Siena

Stemma Stemma d'argento: un delfino coronato alla reale, natante nel mare azzurro.
Colori Bianco e celeste
Motto Il colore del cielo, la forza del mare
Terzo Terzo di Città
Compagnie militari Casato di Sotto, San Salvadore
Dirigenza Priore: Luciano Salvini (dal 2009)
Capitano: Riccardo Coppini (dal 2010)
Sede Via Giovanni Duprè, 111
Museo Via Giovanni Dupré 111
Oratorio Chiesa di San Giuseppe
Santo patrono Visitazione di Maria Santissima
Festa: 2 luglio (celebrata la quarta domenica di giugno)
Vittorie Per la Contrada: 431/2 / Per il Comune: 371/2
Ultima vittoria: 2 luglio 1995
Alleate 600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio 600px Giallo e Azzurro Linee Diagonali.PNG Tartuca
600px Giallo e Rosso listato di Bianco Linee Orizzontali.png Valdimontone
Rivali 600px Rosso listato di Bianco e Azzurro.PNG Torre
Contradaioli Ondaioli
Sito ufficiale contradacapitanadellonda.it
Testata periodica Malborghetto
Voce correlata: Palio di Siena

La Contrada Capitana dell'Onda è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena.

Indice

[modifica] Territorio

[modifica] Le strade all'epoca del Bando

Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada Capitana dell'Onda è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

"Onda. n. 6. - Dall'arco di San Giuseppe per tutta la strada di San Salvatore colla metà del Mercato vecchio da detta parte entri in piazza presso il palazzo dell'Eccelsa Signorìa e quello comprenda fin dove abita il signor Capitano di Giustizia, salga nel Casato, prenda a man sinistra tutte le case fino atta Costa larga e da quella in su cammini per ambe le parti, comprendendo tutti i vicoli che sono verso. San Salvatore, passi la svolta del Casato e prendendo le case a man sinistra passi pell'arco di Sant'Agostino, tenendo per quella parte fino a San Giuseppe, ed appartenga ad essa la strada di Fontanella fino a porta Tufi."

Il letterato e commediografo senese Girolamo Gigli (1660-1722) così riportò nel suo Diario Sanese, pubblicato postumo nel 1723[1]:

« L'Onda contiene Malborghetto, cioè dall'Osteria della Lupa per San Salvadore fino all'Archetto, mezzo il Mercato vecchio, la Costa fino alla Porta Sant'Agata, oggi Portone di San Giuseppe, il Chiasso del Sambuco, il Chiasso delle Lombarde, il Chiasso Porcinese, che conduce alla Fonte, che si chiama Fonte Serena, il Casato di sopra e di sotto con tutti gli altri vicoli, che in San Salvadore vanno a riuscire. »
(Girolamo Gigli, Diario Sanese)

[modifica] Le strade ai nostri giorni

Via Giovanni Duprè, la strada principale dell'Onda, imbandierata in occasione del Palio del 16 agosto 2009.

Via di Malborghetto è l'antico nome di Via Giovanni Duprè, così ribattezzata in seguito alla morte dell'omonimo scultore, nato proprio in quella strada. La casa natìa dell'artista si trova in prossimità dell'angolo con il Vicolo di San Salvadore ed è indicata da una targa commemorativa.

Il territorio dell'Onda (in basso nella cartina, con i colori biancocelesti).

In riferimento all'antico nome della sua via principale, la Contrada Capitana dell'Onda viene tutt'oggi chiamata anche "Contrada di Malborghetto"[2].

L'Osteria della Lupa (altresì nota come "Hosteria della Lupa") era un'antica osteria senese, oggi non più esistente, che sorgeva all'inizio dell'attuale via Duprè, in prossimità di Piazza del Campo. Traeva il nome da una lupa dorata fusa nel 1429 e collocata innanzi al Palazzo della Signoria, al fine di renderne meglio riconoscibile l'ingresso ai forestieri[3].

Il Palazzo dell'Eccelsa Signorìa altro non è che l'edificio oggi comunemente chiamato Palazzo Pubblico, ove ha sede il Comune di Siena.
Al tempo del Bando, il Capitano di Giustizia[4] risiedeva nel lato di tale edificio adiacente a Via di Malborghetto. Le milizie dell'Onda (inquadrate nelle due compagnie militari del Casato di Sotto e di San Salvadore) erano incaricate di montare la guardia al Palazzo: per questo incarico, la Contrada si fregia oggi del titolo di "Capitana"[5][6].
All'Onda appartiene, tutt'oggi, la porzione del Palazzo Pubblico adiacente a Via Duprè, inclusa la Sala del Mappamondo[7].

La Fonte Serena è oggi meglio nota come Fonte del Casato e sorge a fianco della scalinata tramite la quale si scende da Via del Casato di Sotto nel sottostante Vicolo della Fonte, in prossimità dell'angolo con Via della Fonte. Risalente al 1539, fu edificata in pietra a seguito di una petizione presentata dagli abitanti della zona al governo della Repubblica nel 1532[7].

La strada di Fontanella prende il nome dall'omonima fonte, ancor più antica della precedente, essendo la sua esistenza testimoniata già nel 1263. Altresì nota come Fonte degli Eremiti o Fonte di Sant'Agostino, sorge ai piedi del colle dominato dal Prato di Sant'Agostino e dalla Chiesa di Sant'Agata[7].

Piazza del Mercato vista dal lato ondaiolo. Sullo sfondo il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia. Al centro il "Tartarugone".

Il territorio della Contrada, interamente ricompreso del Terzo di Città, è oggi delimitato dalle seguenti vie e piazze[8]:

Vie:

Vicoli:

  • delle Pietre
  • di San Salvadore
  • della Stufa
  • degli Ugurgieri
  • della Fonte

Piazze:

  • piazza del Mercato (parte)[12]
Emblemi dell'Onda (a sinistra) e dell'Aquila (a destra) nell'angolo tra il Casato di Sopra e la Costa Larga, punto di confine tra i territori delle due Contrade.

Il territorio ondaiolo confina con quello di altre quattro Contrade:

  • a sud-ovest con la Contrada della Tartuca, da cui è separata da Via di San Pietro e Via di Sant'Agata. Il territorio dell'Onda comprende l'intera Via di Fontanella fino allo sbocco della medesima in via Pier Andrea Mattioli, che invece è ricompresa per entrambi i lati in territorio tartuchino;
  • ad ovest con la Nobile Contrada dell'Aquila, da cui è separata dal Casato di Sotto. Proprio nel Casato di Sotto, ai numeri civici da 82 a 88, sorge la sede storico-museale dell'Aquila, che dunque si affaccia direttamente sul confine con l'Onda. Nella seconda metà del XVII secolo, a seguito della momentanea scomparsa dell'Aquila dalla compagine delle Contrade senesi, l'Onda, come gli altri rioni confinanti, ne assorbì parte del territorio: questa situazione si protrasse fino al 1718, anno in cui l'Aquila fu riammessa al Palio[13];
  • ad est con la Contrada della Torre, con la quale si divide Piazza del Mercato. La linea di demarcazione del confine tra le due Contrade è costituita da una costruzione consistente in un'ampia tettoia e una serie di colonne, chiamata comunemente a Siena "Tartarugone" ed edificata nel XIX secolo per ospitare i venditori che ivi si recavano, per l'appunto, per il mercato cittadino[14]. Stante la plurisecolare rivalità tra le due Contrade, Piazza del Mercato è stata anche teatro di frequenti scontri tra i due popoli, documentati almeno fino dal XVII secolo[15];
  • a sud-est con la Contrada di Valdimontone, con cui confina per gran parte per la strada sterrata che inframezza l'Orto de' Pecci. I territori delle due Contrade si toccano anche per un brevissimo tratto nel punto in cui Via di Porta Giustizia, interamente compresa in territorio montonaiolo, sbocca sul lato ondaiolo di Piazza del Mercato.

Il territorio dell'Onda si affaccia direttamente anche su Piazza del Campo, che però, per convenzione, non è assegnata a nessuna Contrada[16].

[modifica] Luoghi di Contrada

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Chiesa di San Giuseppe (Siena) e Contrada di Siena.
La Chiesa di San Giuseppe, Oratorio della Contrada dal 1787.
L'ingresso della Società "Giovanni Duprè".
  • Sede storico-museale
La sede storico-museale dell'Onda sorge esattamente sotto l'Oratorio della Contrada, la Chiesa di San Giuseppe, di cui costituisce la cripta. Vi si accede, oltre che dalla Chiesa, dal numero 111 di Via Giovanni Duprè[17][18]. Oltre alla sala delle vittorie, nella quale sono esposti i drappelloni vinti dalla Contrada, la sede ospita una collezione di lavori di Giovanni Duprè: trattasi di gessi originali, realizzati dallo scultore in preparazione delle definitive opere in marmo o in bronzo[19]. Nel salone centrale della sede, ove sono altresì esposte antiche bandiere e le monture indossate dai figuranti (chiamati "monturati") della Passeggiata storica (il corteo storico del Palio), hanno luogo le riunioni dell'Assemblea e degli altri organi della Contrada;
  • Oratorio
L'Oratorio[20], cioè la Chiesa di Contrada, è intitolato a San Giuseppe e l'ingresso principale si trova in via di Fontanella, a fianco dell'Arco che porta il nome del medesimo Santo. La Chiesa fu edificata a partire dal 1522 e i lavori si protrassero fino al 1653, quando fu ultimata la facciata[21]. L'edificio è a forma di croce greca ed è ricoperto da una cupola ottagonale sormontata da una lanterna.
L'Oratorio porta ufficialmente il nome di "San Giuseppe dei Legnaioli"[21], in riferimento all'Arte dei Falegnami, la corporazione dell'Onda[17]. San Giuseppe, patrono dei falegnami, viene celebrato dall'Onda ogni 19 marzo con una grande festa per le vie della Contrada.
La Chiesa di San Giuseppe costituisce l'Oratorio dell'Onda dal 1787, quando le venne assegnata con un rescritto dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo[6]. Gli ondaioli tennero la prima adunanza in San Giuseppe il 22 giugno di quello stesso anno[21].
  • Chiesino (ex-Oratorio)
Fino al 1787, l'Oratorio della Contrada era stato il cosiddetto "Chiesino", un piccolo luogo di culto realizzato nel 1589 con la chiusura del portico di accesso della preesistente Chiesa di San Salvadore (anteriore al 1230), nell'attuale Via Duprè. Il Chiesino, che ai propri piani superiori ospitò per due secoli la prima sede della Contrada, esiste ancora, ma è chiuso da una cancellata[22]. Con il trasferimento della sede della Contrada nella cripta della Chiesa di San Giuseppe e con la trasformazione di quest'ultima nel nuovo Oratorio dell'Onda, il Chiesino passò in proprietà all'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, che lo possiede tutt'oggi[22].
  • Fontanina battesimale
La fontanina battesimale, raffigurante un delfino, è stata realizzata nel 1972 dallo scultore Algero Rosi ed è ornata di stemmi realizzati da Vittorio Conti, nonché di bronzi opera di Alfonso Buoninsegni[6]. È situata di fronte all'Oratorio, all'inizio di via di Fontanella.
Presso la fontanina, avviene il "battesimo contradaiolo", che l'Onda officia annualmente in occasione della Festa Titolare, la quarta domenica di giugno.
  • Società di Contrada
La Società dell'Onda è intitolata a Giovanni Duprè e si trova in vicolo San Salvadore, al numero 24. Venne costituita il 6 novembre 1890 come "Società di Mutuo Soccorso Giovanni Duprè"[23], divenendo nel 1937 "Dopolavoro Giovanni Duprè"[17]. Dal 1944 ha l'attuale nome[17].
Ai sensi dell'art. 6 dello Statuto della Società, sono soci tutti i contradaioli dell'Onda[23].
  • Casa del Cavallo
La Casa del Cavallo, ovvero la stalla ove viene accudito il cavallo ricevuto in sorte alla Tratta, si trova in via delle Lombarde al numero 30[17][6].
Precedentemente, sorgeva nel vicino Vicolo delle Pietre[24].

[modifica] Origini

Compagnie militari

Così vengono definite nel 1723 da Giovanni Antonio Pecci le due Compagnie militari dalla cui unione ha avuto origine la Contrada Capitana dell'Onda[25]:

  • Casato di Sotto
«La strada del Casato, si divide in due Contrade, cioè Casato di sopra, e di sotto, quella di sopra, come s'è detto, va unita sotto la Macchina dell'Aquila, e quella di sotto, s'unisce colla Contrada di S. Salvadore, la quale principia dalla Piazza. grande a mano sinistra, fino alla Porta all'Arco, accanto a Casa Bargagli, fa per insegna campo rosso con lista d'oro a traverso, con tre stelle rosse».
  • San Salvadore
«La Contrada di S. Salvadore, che prende tal denominazione dalla Chiesa Parrocchiale, s'estende dal canto di Malborghetto all'Ostaria della Lupa fino al Portone di S. Agata, dove è adesso la Chiesa di S. Giuseppe, e dalla parte verso il Casato occupa tutte le strade, dette delle Lombarde, de' Percennesi, e del Sambuco; fa per arme campo a onde bianche, e nere».
Talamone (GR). Ai sensi del proprio Statuto, l'Onda considera ancora oggi Talamone parte integrante del suo territorio e i relativi abitanti parte del popolo della Contrada.

Le origini della Contrada affondano nel XV secolo. L'Onda nacque dall'unione delle antiche compagnie militari del Casato di Sotto e di San Salvadore, battenti rispettivamente bandiera rossa con banda diagonale gialla con tre stelle rosse a otto punte e bandiera a onde bianche e nere. Tra gli incarichi delle due compagnie, oltre alla guardia del Palazzo del Capitano di Giustizia (attuale Palazzo Pubblico), vi era il presidio del litorale tirrenico della Repubblica di Siena, il cui porto principale era la cittadina di Talamone, a 25 km a sud di Grosseto, presso il Promontorio dell'Argentario.

Verosimilmente fu questo il motivo per cui le due compagnie militari, allorché presero a partecipare unite alle Pubbliche Feste a partire dal XV secolo, scelsero come emblema un delfino natante tra le onde del mare. La testimonianza più antica di ciò risale al 1494, quando - come attestato dal Pecci - l'Onda presentò, in occasione di un Gioco delle pugna, una "macchina" (carro allegorico) raffigurante un delfino[25].

Vincenzo Rustici, Caccia ai tori nel Campo di Siena.

Successivamente, è accertata la presenza dell'Onda in occasione di numerose Cacce dei tori, precisamente quelle del 1506[26], del 1507,[27] del 1532[28], del 1536[29], del 1541[30], del 1546[31] e del 1567[32]. Celebre rimase la partecipazione dell'Onda alla Caccia del 1546, nella quale presentò una sontuosa Comparsa composta da un centinaio di figuranti vestiti da pastori e da ninfe che lanciavano fiori, accompagnati da una "macchina" raffigurante la dea Diana, le Ninfe e Cupido[25][5].

Imponente anche l'opera presentata il 15 agosto 1525 in occasione della festività dell'Assunzione di Maria. Su proposta del proprio Capitano Iacomo Buoninsegni, l'Onda realizzò per l'evento una grande nave in legno, dipinta e munita di ruote[33].

In effetti, la vita della Contrada si intensificò notevolmente nel corso del XVI secolo. Le testimonianze di quel periodo provengono dai verbali contenuti nel "Libro primo di deliberazioni e memorie della Contrada dell'Onda", il cui documento più antico risale al 1524[5].

Già nella prima metà del Cinquecento, l'Onda risulta celebrare la propria festa titolare in occasione della Visitazione della Beata Vergine Maria a Elisabetta[5]. Nel 1565, l'Onda fu la prima Contrada senese a chiedere ed ottenere di portare in Duomo, in occasione della processione della domenica in albis, l'immagine di Maria che aveva nel proprio Oratorio[34].

Come detto, nel 1589 l'Onda ottenne il proprio oratorio nell'attuale "Chiesino", ricavato dalla chiusura del portico di accesso della duecentesca Chiesa di San Salvadore. Le prime adunanze della Contrada avvenivano ai piani superiori dell'Oratorio, in locali di modeste dimensioni[22][35]. Solo a partire dal 1787, l'Onda avrebbe ricevuto la più spaziosa Chiesa di San Giuseppe, attuale Oratorio.

Il 6 agosto 1581, l'Onda riportò la prima vittoria documentata. Si tratta di un Palio rionale indetto dalla Torre, a cui parteciparono, oltre all'Onda, l'Oca, la Lupa e il Montone[36].

Nove giorni dopo, il 15 agosto, l'Onda si aggiudicò il "Palio alla lunga" indetto dall'Aquila; del fantino è noto solo che fosse "un ragazzo piccolo"[37], com'era del resto usuale in quel tipo di corsa in quel periodo[38]. Fu la carriera passata alla storia per la decisione del Drago di far correre il Palio alla quindicenne Virginia Tacci, prima donna a correre a Siena. L'Onda, come da tradizione, presentò, prima della corsa, una composizione poetica dedicata all'Aquila e alle donne senesi[38] e sfoggiò una comparsa con donne vestite in foggia cipriota, guidate dal Dio Amore e da un carro a forma di nave[39].

Il 25 luglio 1599, l'Onda conquistò la più antica bufalata documentata, organizzata dalla Torre, che all'epoca prendeva il nome di "Liofante". L'Onda ricevette in premio un drappo di velluto rosso[40].

Nel 1609, l'Onda conquistò la sua seconda bufalata[41], seguita, nell'ottobre del 1612 dalla vittoria di un'"asinata" indetta per volere del Granduca Cosimo III de' Medici. Come riportato dal "Libro di memorie" dell'Onda, citato da Virgilio Grassi ne "Le Contrade di Siena e le loro feste", l'Onda ricevette in premio un «palio di damasco cremisi con suo fregio di broccato trinato, il fregio et il palio attorno d'oro e con fodera di taffetà di color capello, con suo fregio ed aste»[42].

Nel 1614, l'Onda prese parte ad un nuovo Gioco delle Pugna in Piazza del Carmine (corrispondente all'attuale Piano dei Mantellini). Parteciparono a quella Pugna 12 Contrade, 4 per ogni Terzo cittadino. L'Onda rappresentava il Terzo di Città unitamente ad Aquila, Selva e Pantera e le quattro Contrade vinsero la Pugna[43].

Altri successi giunsero con altre tre bufalate, conquistate nel 1623[44], nel 1630[45] e nel 1639[46].

Nel 1643, l'Onda vinse il suo primo Palio alla tonda in Piazza del Campo, ivi disputato il 7 maggio alla presenza del Governatore Mattias de' Medici[47]. Dopo la vittoria, le vie della Contrada furono illuminate da torce, mentre il popolo ondaiolo formò un corteo recatosi dapprima nell'alleata Oca e poi nelle altre Contrade[48]. Quel Palio, tuttavia, non è riconosciuto ufficialmente nell'Elenco delle vittorie del Palio di Siena, che parte dal successo ottenuto dall'Oca il 14 luglio dell'anno seguente, in una carriera alla quale prese parte la stessa Onda[49].

[modifica] L'Onda nel Palio

All'Onda sono riconosciute 38 vittorie e mezza (per la contrada sono 43 e mezza), l'ultima delle quali riportata il 2 luglio 1995 con il fantino Salvatore Ladu detto Cianchino sul cavallo Oriolu de Zamaglia.

La "mezza vittoria" si riferisce all'assai discusso Palio del 16 agosto 1713. L'Onda giunse prima al verrocchio, ma si fermò qui non passando di fronte al Palco dei Giudici, come invece prescrive il Regolamento; la Tartuca, giunta seconda, passò invece davanti al Palco. Ne nacque così un litigio tra i popoli delle due Contrade, in quanto i tartuchini asserivano che l'Onda non aveva compiuto un'azione obbligatoria. Data l'incertezza, l'assegnazione del Palio fu sospesa fino a quando i giudici non si sarebbero pronunciati. Solo il 10 settembre successivo fu emesso il verdetto, secondo cui effettivamente la tesi tartuchina era corretta, e che d'ora innanzi sarebbe stato squalificato chi non avesse passato per intero anche il Palco dei Giudici. Credendo tuttavia nella buona fede dell'Onda, i giudici assegnarono il Drappellone ad entrambe le contrade, e sempre tra le medesime divisero a metà i 40 talleri di premio.

Nel 1779 l’Onda fece cappotto con le vittorie di Mattia Mancini detto Bastiancino su baio (2 luglio) e Giuseppe Brecchi detto Brecchino su barbero sconosciuto (16 agosto).

Il periodo più lungo senza vittorie per l'Onda durò 43 anni, dal 16 agosto 1714 al 2 luglio 1757: durante tale digiuno però non fu mai la "nonna". Per la verità l'Onda è stata la "nonna" del Palio una sola volta, dal 16 agosto 1887 al 3 luglio 1892, quando fu "scuffiata" dal fantino Bozzetto sulla baia di Genesio Sampieri.

[modifica] Gli aneddoti

Tavoli pronti per la cena degli ondaioli.

Nel luglio 1868 all'Onda toccò in sorte un cavallo storno molto forte. Per montarlo fu scelto Pietro Locchi detto Paolaccino di Chiusi, uno dei migliori fantini dell'epoca che dettava legge insieme al senese Mario Bernini detto Bachicche. Il mossiere ebbe notevoli difficoltà a dare la mossa e quando decise di abbassare il canapo lasciò molte contrade ferme. La mossa non venne invalidata ed il mossiere si diede alla fuga, mentre l'Onda, approfittando del secondo posto al canape e della confusione generale, iniziò la sua corsa quasi solitaria che si concluse con un facile successo. Subito dopo si scatenò il finimondo, la gente pretendeva di far ricorrere il Palio ed alcuni popolani salirono sul verrocchio improvvisandosi mossieri. L'Onda uscì dalla Piazza senza il Drappellone, mentre le altre nove contrade si schieravano alla mossa. Ma il Palio "di protesta" non fu corso: tale era infatti la confusione, con alcuni cavalli caduti tra i canapi, che non fu possibile partire. Il giorno dopo l'Onda poté ricevere il cencio vinto sul Campo in una maniera a dir poco anomala.

Nel 1908 la contrada dell'Onda era la grande favorita, e anche la posizione alla partenza era ottima, ma il fantino Alduino Emidi detto Zaraballe fece letteralmente una brutta corsa, piazzandosi male e suscitando le ire dei contradaioli dell'Onda. Il fantino riuscì a scappare, ma gli ondaioli inferociti mossero l'assedio alla sua casa che si trovava proprio in via Dupré, cuore dell'Onda. Quando alcuni sassi lanciati contro le finestre colpirono la moglie del fantino, questi reagì imbracciando il fucile e sparando qualche colpo. Un maresciallo riuscì a portare per precauzione in caserma il fantino, che sceso per strada rimediò anche qualche pugno. Nonostante tutto, il rancore fra l’Onda e Zaraballe non durò per sempre, visto che il fantino pugliese tornò a correre col giubbetto bianco e celeste nell’agosto 1921.

La contrada è stata la prima a vincere un palio in diretta televisiva: infatti la RAI-TV, a pochi mesi di vita, non solo riprese la carriera del 2 luglio 1954, ma la ridistribuì alle TV nazionali europee che, proprio in quell'anno costituirono il circuito dell'Eurovisione.

[modifica] La rivalità con la Torre

Duce con i due uomini d'Arme della Contrada Capitana dell'Onda

La rivalità tra Onda e Torre è probabilmente la più antica tra quelle attualmente esistenti, essendo nata intorno al 1559. Di certo è la più convulsa, visto che tra le due Contrade i rapporti sono sempre stati altalenanti: dai cruenti scontri seicenteschi, che provocarono addirittura delle vittime, si giunse a lunghi periodi di tregua e di vera e propria alleanza.

Ma la rivalità riesplose in seguito ai fatti del Palio del 3 luglio 1930: all’epoca Onda e Torre erano alleate e i loro rapporti ottimi, specie dopo che la Contrada di Malborghetto si era allontanata dall’Oca, in seguito ad alcune incomprensioni avvenute negli anni venti. In quell’occasione la Torre, avendo ricevuto in sorte il veloce Burattino, contava di rompere un digiuno ventennale e chiese l’appoggio dell’alleata. Ma l’Onda, nonostante avesse vinto appena due anni prima, non voleva rinunciare ad un probabile successo, grazie soprattutto al fatto che la cavalla ricevuta in sorte, Lina, era uno tra i migliori soggetti del lotto. L’Oca approfittò della situazione e, per evitare la vittoria dell’odiata Torre, propose all’Onda di scambiare i fantini. L’Onda accettò di buon grado, così lo Sgonfio passò col giubbetto di Fontebranda, da cui arrivò il blasonato Picino. La Torre si sentì così tradita dall’Onda e bastò una scintilla durante una prova per dar vita a degli scontri durissimi fra i popoli delle due Contrade. La tensione si mantenne alta anche dopo la vittoria ondaiola in quella carriera: da allora la Torre è la rivale ufficiale dell’Onda. Secondo altre testimonianze, i rapporti fra Onda e Torre si deteriorarono ancora più per dei rapporti molto tesi fra importanti famiglie delle due Contrade.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Vittorie

N° vittoria Data Fantino Cavallo
1 2 luglio 1671 Bacchino
2 7 giugno 1676 Bacchino Barberino
3 2 luglio 1692 Monco
Vittorie nel XVII secolo: 3
4 2 luglio 1703 Eligio Volpi detto Pelliccino Leprino di Buonconvento
5 2 luglio 1709 Piermaria Leardo della Posta
51/2 16 agosto 1713 Giovan Battista Pistoi detto Cappelaro Barberino
61/2 16 agosto 1714 Morino Morello di Siena
71/2 3 luglio 1757 Antonio Giovannetti detto Bastianone Trappolino
81/2 2 luglio 1779 Mattia Mancini detto Bastiancino Stornello del Ricci
91/2 16 agosto 1779 Giuseppe Brecchi detto Brecchino Baio del Nepi
101/2 18 agosto 1783 Isidoro Bianchini detto Dorino Morello bruciato del Dei
111/2 2 luglio 1784 Isidoro Bianchini detto Dorino Baio scuro del Bazzani
121/2 2 luglio 1790 Isidoro Bianchini detto Dorino Baio chiaro del Manetti
Vittorie nel XVIII secolo: 91/2
131/2 16 agosto 1802 Matteo Marzi detto Mattiaccio Novano
141/2 2 luglio 1810 Niccolò Chiarini detto Caino Morello balzano del Pezzuoli
151/2 2 luglio 1819 Filippo Rossi detto Vecchia Morello del Parranchi
161/2 16 agosto 1825 Niccolò Chiarini detto Caino Morello maltinto del Bianciardi
171/2 15 agosto 1848 Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo Storno del Grassellini
181/2 16 agosto 1849 Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo Morello del Barbetti
191/2 17 agosto 1851 Antonio Guaschi detto Folaghino Morella con piccola stella
201/2 15 agosto 1856 Angiolo Fabbri detto Spagnoletto Morello del Micheli
211/2 27 aprile 1860 Giuseppe Buoni detto Bonino Morello stellino del Bandini
221/2 28 settembre 1862 Mario Bernini detto Bachicche Morello del Franci
231/2 2 luglio 1868 Pietro Locchi detto Paolaccino Storno del Grandi
241/2 15 agosto 1870 Pietro Locchi detto Paolaccino Baia del Venturini
251/2 3 luglio 1892 Ulisse Betti detto Bozzetto Baia striscia in fronte
261/2 29 maggio 1893 Ulisse Betti detto Bozzetto Baia marrone del Ramalli
Vittorie nel XIX secolo: 14
271/2 2 luglio 1902 Francesco Menchinelli detto Pallino Ponona
281/2 14 settembre 1928 Romolo Maggi detto Sgonfio Giacca
291/2 3 luglio 1930 Angelo Meloni detto Picino Lina
301/2 3 luglio 1932 Fernando Leoni detto Ganascia Gobba di Vescona
311/2 2 luglio 1950 Giuseppe Gentili detto Ciancone Gioia
321/2 2 luglio 1954 Giorgio Terni detto Vittorino Gaudenzia
331/2 2 luglio 1969 Giuseppe Gentili detto Ciancone Sambrina
341/2 16 agosto 1972 Antonio Zedde detto Valente Orbello
351/2 2 luglio 1980 Mauro Matteucci detto Marasma Miura
361/2 16 agosto 1985 Salvatore Ladu detto Cianchino Benito III
371/2 2 luglio 1995 Salvatore Ladu detto Cianchino Oriolu de Zamaglia
Vittorie nel XX secolo: 11
Vittorie nel XXI secolo: nessuna

L'Onda si attribuisce altre sei vittorie[50], non riconosciute dal Comune:

  1. 15 agosto 1581: Palio "alla lunga"[51] corso da sette Contrade
  2. 2 luglio 1641:
  3. 7 maggio 1643: Palio rionale indetto dalla Balìa in onore del Principe Mattias de' Medici
  4. 2 luglio 1666: Palio che l'Onda si attribuisce in base ad una delibera datata 12/08/1669, la quale attesta l'intenzione di vendere i Palii del 1666 e del 1669
  5. 2 luglio 1669: Palio attribuito per gli stessi motivi di quello del 1666
  6. 2 luglio 1679: Palio attribuito dall'Onda e vinto dal fantino Bacchino

[modifica] Note

  1. ^ Girolamo Gigli, Diario Sanese, in cui si veggono tutti gli avvenimenti della città, e stato di Siena, con la notizia di molte nobili famiglie di Essa. Parte seconda, 1a ed., Leonardo Venturini, 1723 Lucca.
  2. ^ Rivalità storica in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 05-02-2011.
  3. ^ Osterie e locande dei secoli passati in Il Palio.org. URL consultato il 03-02-2011.
  4. ^ Il Capitano di Giustizia fu, dal tempo della Repubblica di Siena al 1777, l'autorità avente la giurisdizione penale di primo grado (per un certo periodo, anche in appello) sulla città e sulle podesterie comprese nel relativo "Territorio del Capitanato". Soppresso nel 1481, fu ripristinato nella prima metà del XVI secolo e, anche dopo la caduta della Repubblica e il passaggio di Siena sotto Firenze, venne mantenuto in carica. Nel 1777, un editto del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo lo trasformò nel Tribunale di Giustizia. Venne definitivamente abolito nel 1808: Glossario - C in Università degli Studi di Siena-Dipartimento di Storia. URL consultato il 03-02-2011..
  5. ^ a b c d Cenni Storici in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 03-02-2011.
  6. ^ a b c d Il Palio di Siena - Le 17 Contrade - Onda in Comune di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  7. ^ a b c Territorio in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 03-02-2011.
  8. ^ Onda: il territorio in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 03-02-2011.
  9. ^ Rientra nel territorio dell'Onda il lato sinistro del Casato di Sotto, provenendo da Piazza del Campo. Il lato destro appartiene, invece, all'Aquila.
  10. ^ Ricade nel territorio dell'Onda il lato sinistro di Via di San Pietro, tra il Casato di Sopra e l'Arco di Sant'Agostino. Il lato di via di San Pietro frontistante a quello appartenente all'Onda, ricade invece in territorio tartuchino.
  11. ^ È ricompreso nel territorio ondaiolo il lato sinistro di Via di Sant'Agata, partendo dall'Arco di Sant'Agostino fino all'Arco di San Giuseppe. L'altro lato appartiene alla Tartuca.
  12. ^ Appartiene all'Onda il lato di Piazza del Mercato adiacente a Via Duprè. Il lato adiacente a via di Salicotto costituisce parte, invece, del territorio torraiolo.
  13. ^ Le rivalità fra le contrade: Aquila - Pantera in Il Palio.org. URL consultato il 03-02-2011.
  14. ^ La gastronomia e i suoi vicoli curiosi - 6. Piazza del Mercato in Comune di Siena. URL consultato il 03-02-2011.
  15. ^ Le rivalità fra le contrade: Onda - Torre in Il Palio.org. URL consultato il 03-02-2011.
  16. ^ Giulia Maestrini. Decisione storica del Comune di Siena, la Civetta festeggerà la vittoria in Piazza del Campo in Siena Free. 09-09-2009. URL consultato il 04-02-2011.
  17. ^ a b c d e Info Contrade - Onda in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  18. ^ I musei di Contrada in Il Palio.org. URL consultato il 05-02-2011.
  19. ^ Il Museo in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 05-02-2011.
  20. ^ La chiesa di Contrada è detta Oratorio. L'officiatura dell'Oratorio è affidata ad un sacerdote, che ha il titolo di "Correttore" (cfr.:L'Oratorio. Sito ufficiale del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.)
  21. ^ a b c La Chiesa in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 05-02-2011.
  22. ^ a b c Il Chiesino in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 05-02-2011.
  23. ^ a b Statuto della Società in Contrada Capitana dell'Onda. URL consultato il 05-02-2011.
  24. ^ Contrada Onda: Agenda dicembre 2010 in Eventi Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  25. ^ a b c Giovanni Antonio Pecci. Onda: le Compagnie Militari in Relazione distinta delle quarantadue contrade solite far comparsa agli spettacoli, nelle quali vien distribuito tutto il popolo di Siena. Betti, 1723. URL consultato il 05-02-2010.
  26. ^ Caccia dei tori di mercoledì 15 agosto 1506 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  27. ^ Caccia dei tori di giovedì 15 agosto 1507 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  28. ^ Caccia dei tori di in Archivio del Palio di Siena di lunedì 15 agosto 1532. URL consultato il 05-06-2011.
  29. ^ Caccia dei tori di sabato 15 agosto 1536 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  30. ^ Caccia dei tori di venerdì 15 agosto 1541 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  31. ^ Caccia dei tori di giovedì 15 agosto 1546 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  32. ^ Caccia dei tori di martedì 15 agosto 1567 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  33. ^ Alberto Cornice. «Il galeone? Già fatto nel '500.». Malborghetto-giugno 2009, p. 22. URL consultato in data 06-02-2011.
  34. ^ Caterina Cataldo. «Una storia in miniatura». Malborghetto-giugno 2008, p. 8. URL consultato in data 06-02-2011.
  35. ^ Cecilia Mori. «Il 2 luglio fra il serio e il faceto». Malborghetto-giugno 2007, p. 19. URL consultato in data 06-02-2011.
  36. ^ Palio di giovedì 6 agosto 1581 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-06-2011.
  37. ^ Palio di sabato 15 agosto 1581. URL consultato il 05-02-2011.
  38. ^ a b Virginia in Il Palio.org. URL consultato il 05-02-2011.
  39. ^ Palio del 15-8-1581 - Cronaca. URL consultato il 05-02-2011.
  40. ^ Bufalata di domenica 25 luglio 1599 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  41. ^ Bufalata del 1609 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  42. ^ Asinata del ??/10/1612 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  43. ^ Pugna del ??/??/1614 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  44. ^ Bufalata del ??/??/1623 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  45. ^ Bufalata del ??/??/1630 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  46. ^ Bufalata del ??/??/1639 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  47. ^ Palio di giovedì 7 maggio 1643 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  48. ^ Cronache e notizie del 07/05/1643 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  49. ^ Palio di giovedì 14 luglio 1644 in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 05-02-2011.
  50. ^ Vittorie della Contrada Capitana dell'Onda. ocaioloextramoenia.it. URL consultato il 24-8-2010.
  51. ^ Il "Palio alla lunga" si svolgeva attraversando le vie cittadine fino a giungere al Duomo Vecchio.

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