Villa Cetinale

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Coordinate: 43°18′03.79″N 11°12′16.37″E / 43.301052°N 11.204546°E43.301052; 11.204546

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Villa Cetinale
I giardini
I giardini

Villa Cetinale si trova nei dintorni di Siena a Sovicille.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La villa fu costruita tra il 1676 e il 1678 dal cardinale Flavio Chigi su progetto dell'architetto Carlo Fontana, allievo del Bernini, per celebrare l'elezione al soglio pontificio dello zio Fabio Chigi con il nome di Alessandro VII. Questa non fu mai un luogo di rappresentanza ma la residenza dove i Chigi si ritiravano per brevi periodi di riposo.

Tre fasi contraddistinguono la costruzione del complesso: la prima corrisponde all'edificazione della villa, i suoi annessi e il giardino formale (1676-1688); la seconda alla realizzazione del parco della Tebaide (1698-1705); la terza alla costruzione del Romitorio (1716).

Il cardinale Flavio Chigi lasciò Cetinale ai nipoti, i quali la conservarono per tre secoli fino al 1977 quando fu acquistata dal parlamentare inglese lord Antony Lambton, che condusse un attento restauro conservativo, riportando Cetinale all'antico splendore.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, a pianta quadrangolare, si sviluppa su tre piani fuori terra. Il prospetto principale è caratterizzato essenzialmente dall'elaborata doppia scalinata a forbice che si conclude con il grande portale centrale in marmo al primo piano. Questo è inquadrato da due colonne bugnate e coronato da un timpano triangolare fortemente aggettante sopra il quale si trova lo stemma dei Chigi.

Il prospetto retrostante è composto da due avancorpi laterali sporgenti rispetto alla parte centrale. Questa è forata al piano terra da tre arcate sormontate da un falso loggiato con balaustra di pietra. Tutte le aperture e le arcate del porticato sono incorniciate da mattoni, che contrastano con le bugne in pietra che segnano gli spigoli del fabbricato.

Grandi stemmi gentilizi decorano ogni apertura del piano nobile.

Il parco[modifica | modifica sorgente]

Il giardino formale conosciuto come "giardino degli agrumi", che si sviluppa sul retro della villa, è composto da aiuole a disegno geometrico bordate da siepi di bosso. Tutte le aiuole sono ornate da pavoni scolpiti nel tasso e da statue. Il restante spazio esterno è impostato su un lungo asse rettilineo segnato da un basso muro coronato da busti marmorei.

L'asse, che inizia con un'esedra, prosegue lungo un viale di cipressi e dopo aver attraversato un monumentale portale giunge alla villa. Il portale ornato internamente sui lati d'entrata da due nicchie con statue di Captivi, è completato in alto da obelischi e busti scultorei decorativi.

Verso ovest l'asse prosegue fino a un anfiteatro, per poi salire su una ripida scalinata scavata nella roccia detta Scala Santa, che conduce a un romitorio, aggiunto nel 1716, sulla sommità della collina. Verso est invece, oltrepassando la villa e il giardino formale, continua il suo percorso fino a terminare con la colossale statua dell'Ercole, eseguita nel 1687 da Giuseppe Mazzuoli, un rustico colosso in pietra nascosto nel bosco lontano dalla dimora.

A nord della villa, su un'area boschiva venne realizzato il "parco della Tebaide". All'interno del parco, che prende il nome dalla zona desertica dell'alto Egitto abitata nel medioevo dagli eremiti cristiani, si dipana un tortuoso cammino di penitenza, tra cappelle votive, croci in pietra e numerose sculture di frati in ginocchio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • I giardini di Toscana, a cura della Regione Toscana, Edifir, Firenze 2001.

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