Winnie the Pooh

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Winnie the Pooh
Winnie the Pooh (Disney).jpg
Winnie the Pooh
Lingua orig.Inglese
AutoreA. A. Milne
EditoreThe Walt Disney Company (detentore del copyright sul personaggio ed editore di cartoni animati e fumetti)
1ª app.14 ottobre 1926
1ª app. inLe avventure di Winnie the Pooh
Editore it.Buena Vista Distribution (per i cartoni animati)
Voci orig.
Voci italiane
Specieorso giocattolo
SessoMaschio
Luogo di nascitaBosco dei Cento Acri

Winnie the Pooh è un personaggio immaginario protagonista di una omonima serie di romanzi per ragazzi ideata da Alan Alexander Milne. Inizialmente tradotto con il nome italianizzato Ninni Puf, è anche noto come Winnie Puh, Winny Puh, Winnie Pooh e Winnie-the-Pooh (con trattini).[1][2][3] Dalla serie di romanzi vennero tratte trasposizioni cinematografiche e televisive e il personaggio, insieme ai vari comprimari della serie, divenne protagonista di un vasto merchandising.[4]

Il personaggio, un orsacchiotto antropomorfo[5], esordì in un racconto pubblicato da Milne nell'edizione natalizia del London Evening News; in seguito divenne l'episodio iniziale del romanzo omonimo del 1926; altri episodi furono raccontati via radio. Il successo dell'iniziativa fu tale che Milne fu spinto a raccogliere i racconti migliori per realizzarne un romanzo per bambini, Winnie Puh, che venne pubblicato nel 1926, riscuotendo molto successo di pubblico e di critica. Seguirono poi nel 1927 la raccolta di poesei Winnie the Pooh. Ora abbiamo sei anni (Now We Are Six) e poi, nel 1928, il secondo romanzo della serie, La strada di Puh (The House at Pooh Corner). Tutte le storie di Winnie scritte da Milne furono illustrate da Ernest H. Shepard, che per ispirarsi frequentò per qualche tempo la casa di Milne, avendo modo di osservare i pupazzi di Christopher Robin e il boschetto vicino alla casa (divenuto, nel romanzo, il Bosco dei Cento Acri).

Nel 1929 Milne vendette i diritti sui personaggi ideati a Stephen Slesinger e, nel 1961, dalla Walt Disney, che fece del personaggio il protagonista di una serie di cartoni animati, inizialmente adattando le storie originali di Milne e in seguito creandone di nuove. La caratterizzazione del personaggio della Disney deriva da quello delle illustrazioni di Shepard, ma i tratti sono semplificati. La Disney produsse anche merchandising sia nello stile dei cartoni animati che in quello di Shepard (etichettato come "Classic Pooh"). Divenne così una delle principali icone dell'universo di Disney e uno dei suoi personaggi più redditizi.

Le storie del personaggio sono state tradotte in numerose lingue, tra cui il latino, a opera di Alexander Lenard: Winnie ille Pu (1958) che divenne nel 1960 il primo best seller fra i libri in lingua straniera nella classifica del New York Times.

I pupazzi originali di Christopher (Winnie the Pooh, Tigro, Ih-Oh, Cangu e Pimpi), a cui Milne si ispirò per creare i suoi racconti, sono esposti nella biblioteca pubblica di New York. Fino al 2008 sono rimasti negli edifici del Donnell Library Center[6], dopodiché (a causa della chiusura di questa struttura), sono stati spostati presso il complesso centrale (Stephen A. Schwarzman Building[7]).

Elenco dei romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Genesi e caratterizzazione del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Winnie the Pooh.
I giocattoli originali di Christopher a cui si ispirano i personaggi di Winnie-the-Pooh, esposti al Donnell Library Center di New York

Winnie Pooh è un orsacchiotto di pezza che impegnato principalmente a mangiare miele e comporre poesie; vive in una vecchia quercia e sulla sua porta è affisso un cartello con scritto "Mr. Sanders" (o meglio la più comune versione storpiata "Mr. Sanderz"); sebbene Winnie non risulti affatto chiamarsi "Sanders", Milne osserva che Pooh abita "sotto il nome di Sanders".

Il nome del personaggio deriva da quello di un orsacchiotto di pezza di Christopher, figlio di Milne. In principio, l'orsacchiotto di Christopher era chiamato "Edward" (nome a cui fa riferimento anche l'incipit del libro). In seguito, Christopher fu portato dal padre a visitare lo zoo di Londra, dove si trovava in quel periodo "Winnipeg", una cucciola d'orso che un ufficiale veterinario canadese di nome Colebourn aveva acquistato durante la prima guerra mondiale e poi donato allo zoo.[8] L'animale era diventato rapidamente il beniamino dei bambini londinesi ed era stato ribattezzato "Winnie"; Christopher Robin si entusiasmò a tal punto per quel cucciolo che volle tornare numerose volte allo zoo e alla fine ribattezzò Winnie il proprio orsacchiotto. Milne iniziò allora a raccontare al figlio fiabe della buonanotte che vedevano Winnie protagonista. Da queste fiabe ebbe origine il nucleo di narrazioni su cui poi Milne basò la propria fortunata opera.

Il nome Pooh, invece, sarebbe il nome di un cigno incontrato da Christopher in un'altra occasione. Nel primo capitolo di "Winnie-the-Pooh" Milne spiega perché Winnie the Pooh è spesso chiamato semplicemente "Pooh":

«Ma le sue braccia erano così rigide... stavano dritte per aria per più di una settimana, e ogni volta che una mosca arrivava e si metteva sul suo naso doveva soffiarla via. E penso – ma non sono sicuro – che è per quello che è chiamato Pooh»

(A.A. Milne, Winnie Puh, cap. I)

Il significato dell'articolo "the" fra i due nomi (per cui il nome completo risulta essere "Winnie il Pooh") è una curiosità linguistica su cui Milne scherza, senza dare reali spiegazioni, nel primo libro di Pooh.

Gli altri pupazzi di Christopher stimolarono la fantasia di Milne e ben presto il mondo di Winnie si popolò di nuovi amici: Ih-Oh l'asinello, Pimpi il maialino, Tigro la tigre saltellante, la mamma-canguro Kanga e il suo piccolo Ro. Il coniglio Tappo, il gufo Uffa e il castoro De Castor esistevano invece solo nella fantasia di Christopher e del padre. Il fatto che Winnie Pooh sia un giocattolo animato non viene mai menzionato esplicitamente nei lavori di Milne, ma risulta evidente dalle illustrazioni originali di Ernest Howard Shepard (che lo ritraggono con la forma tipica dell'orsacchiotto di pezza, con tanto di cuciture) e dal rapporto particolare che lega Pooh e Christopher.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Bosco dei Cento Acri compare nel quarto capitolo del libro di Milne Winnie Puh ove lo scrittore racconta del bosco di circa 40 ettari, che si trova al centro della foresta in cui abita il saggio Gufo (per la Disney "Uffa"). Nell'universo Disney, il Bosco dei Cento Acri diventa il luogo ove si svolgono tutte le avventure di Winnie the Pooh e dei suoi amici, di cui si ha una mappa disegnata dal disegnatore E. H. Shepard per il libro di Milne, che compare in versione bambinesca in alcuni film della Disney su Winnie Pooh.
  • Foresta di Ashdown

Trasposizioni in altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi

Film live action

Cortometraggi

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Serie animate

Serie televisive live action

  • Welcome to Pooh Corner (1983-1986), serie televisiva americana in live action, andata in onda su Disney Channel e successivo adattamento in francese Les Aventures de Winnie l'ourson (1985-1988), andato in onda all'interno della trasmissione Le Disney Channel su France 3.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Adattamenti

Versione della Disney[modifica | modifica wikitesto]

  • Le storie golose di Winnie the Pooh, Disney Libri 2002.

Altri libri con Pooh[modifica | modifica wikitesto]

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Pregiate Edizioni Cicogna, produttrici di giochi per bambini dal 1925 ormai cessate, produssero negli anni '50 un gioco da tavolo denominato: "Winny Puh l'Orsetto Ghiottone" basato su segnalini che scorrono l'avventura di Winnie e i suoi allegri compagni ritratti a colori sul coperchio attraverso il lancio dei dadi. Il gioco divenuto assai raro è oggetto di collezionismo. Ad esso molti altri se ne sono naturalmente aggiunti.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Un tram dedicato a Vinni-Puch presso il Parco Sokol'niki di M* osca.
  • Winnie Pooh e gli altri personaggi di Milne sono utilizzati da Benjamin Hoff per spiegare la filosofia taoista in due sue opere, Il Tao di Puh e The Te of Piglet.
  • A Winnie è ispirato il nome del gruppo musicale italiano dei Pooh: nel 1965, infatti, Aliki Andris, segretaria del produttore discografico Armando Sciascia, notando che il gruppo che era stato appena messo sotto contratto, gli Jaguars, aveva un nome già utilizzato da un altro complesso, suggerì per loro il nome di Pooh, essendo lei fan del personaggio di Winnie[11].
  • Il 17 luglio 2017 Winnie the Pooh fu bandito in Cina in quanto usato in alcuni meme per la somiglianza al presidente Xi Jinping. La vicenda era iniziata nel 2013, quando una fotografia di Xi e Barack Obama era stata affiancata e paragonata a una di Winnie the Pooh con il suo compagno Tigro. Da allora l'immagine di Winnie è usata da critici del governo: una famosa fotografia ritrae il dissidente Liu Xiaobo e la moglie mentre brindano con tazze con l'immagine dell'orsetto. Ciò ha causato ulteriori restrizioni da parte delle autorità cinesi circa la fruizione di film e altri prodotti con l'immagine di Winnie[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ quest'ultima è la prima forma adottata dalla Disney, mentre la seconda era quella italiana Disney original
  2. ^  Winny Puh orsetto ghiottone. URL consultato il 25 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2015). L'immagine è stata tratta da: disneyshorts.org
  3. ^  Troppo vento per Winny Puh. URL consultato il 25 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2015). L'immagine è stata tratta da: disneyshorts.org
  4. ^ 10 curiosità per il Winnie the Pooh Day, su MondoFox, 18 gennaio 2018. URL consultato il 2 settembre 2019.
  5. ^ Winnie-the-Pooh il lato oscuro dell’orsacchiotto, su LaStampa.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  6. ^ (EN) NYPL Locations, su New York Public Library. URL consultato il 26 aprile 2018.
  7. ^ (EN) Children's Center at 42nd Street, su New York Public Library. URL consultato il 26 aprile 2018.
  8. ^ (EN) Amelia Butterly, The bear which inspired Winnie the Pooh is actually a girl, su BBC Newsbeat, 11 luglio 2015. URL consultato il 15 aprile 2019.
  9. ^ (RU) Наталия Смолярова, Детский «недетский» Винни-Пух, in Веселые человечки: культурные герои советского детства, Москва, Новое литературное обозрение, 2008, pp. 287-314, ISBN 978-5-86793-649-5.
  10. ^ (RU) Юрий Левинг, «Кто-то там все-таки есть...» Винни-Пух и новая анимационная эстетика, in Веселые человечки: культурные герои советского детства, Москва, Новое литературное обозрение, 2008, pp. 315-353, ISBN 978-5-86793-649-5.
  11. ^ L’origine del nome dei Pooh è…, in Rock Online Italia, 16 aprile 2000. URL consultato il 25 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2019).
  12. ^ Massimo Introvigne, "Giro di vite del PCC contro un altro xie jiao: Winnie-the-Pooh e i suoi amici", Bitter Winter, 6 dicembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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