La Verità (quotidiano)

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La Verità
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berlinese a 6 colonne
Fondazione 20 settembre 2016
Sede Piazza della Repubblica, 21 Milano
Editore La Verità srl
Capitale sociale 540.000 euro[1]
Tiratura 66.825[2] (aprile 2017)
Diffusione cartacea 22.862[2] (aprile 2017)
Direttore Maurizio Belpietro
Condirettore Massimo De' Manzoni
Vicedirettore Martino Cervo
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
Edizione digitale laverita.info
Sito web laverita.info/
 

La Verità è un quotidiano italiano con sede a Milano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondato e diretto da Maurizio Belpietro, appare nelle edicole il 20 settembre 2016. Nell'articolo di fondo del primo numero Belpietro ha spiegato la sua versione sull'improvvisa conclusione del rapporto professionale con gli Angelucci, i suoi precedenti editori[3]. E ha promesso un giornale «senza padroni né padrini», che «s'incaricherà di raccontare ogni notizia di pubblico interesse, senza curarsi che questa dispiaccia a qualcuno di destra o di sinistra o anche di centro».[4]

Il lettorato del quotidiano appartiene all'area di centrodestra . Sotto la testata appare una citazione dal Vangelo di Giovanni (18, 38): Quid est veritas?

Esce dal martedì alla domenica; ha una foliazione media di 24 pagine. L'impaginazione non è classica (politica, interni, esteri, cronache, ecc.), ma è ordinata per argomenti e per aree tematiche.

Direttore[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche[modifica | modifica wikitesto]

Le rubriche fisse quotidiane sono:

  • "Cameo" di Riccardo Ruggeri;
  • "Caffè corretto" di Gustavo Bialetti;
  • "La Verità degli altri" di Silvia Di Paola;
  • Le lettere - Risponde Mario Giordano;
  • "La Scommessa" di Cesare Lanza.

Firme[modifica | modifica wikitesto]

Assetto proprietario[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore Maurizio Belpietro possiede il 45,88% delle quote del capitale sociale, ovvero la maggioranza relativa. L'amministratore delegato Enrico Scio detiene il 9,26%. La stessa quota è in capo a Nicola Benedetto (assessore regionale della Basilicata) e all'imprenditore Ferruccio Cristiano Invernizzi. Mario Giordano detiene il 3% circa, mentre Stefano Lorenzetto il 5%[1].

Una somma di 50.000 euro, sui 540.000 che costituiscono il capitale sociale, è stata fornita indirettamente da Alfredo Romeo tramite un contributo a «Magna Carta», fondazione presente nell'azionariato della società editrice[5]. Dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico, nel marzo 2017, Belpietro ha deciso di non avvalersi più della quota di Magna Carta, il 18,52%, pari a un valore di circa 100.000 euro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Verità: a breve l'uscita del socio Magna Carta; e ora l’obiettivo è aprire l’azionariato ad altri giornalisti, dailyonline.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  2. ^ a b ADS: dati aprile 2017
  3. ^ ‘‘La Verità’’ è in edicola. Il direttore Belpietro: questo giornale è figlio della mia estromissione da ‘‘Libero’’ per volere di Renzi, primaonline.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  4. ^ La Verità, 20 settembre 2016.
  5. ^ Giuliano Zunin, «I soldi di Romeo a Belpietro li ho portati io», in «Libero», 7 marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]