73ª Squadriglia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
73ª Squadriglia
CoA 73 Squadriglia Caccia.svg
Descrizione generale
Attiva15 aprile 1916-agosto 1919
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico Regio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloCampo di aviazione di Verona-Tombetta
Sant'Anna d'Alfaedo
Bitola
Aeroporto Internazionale di Skopje
Campo della Promessa
Gorizia
Aeroporto di Gioia del Colle
VelivoliSAML/Aviatik B.I
SAML S.1
Nieuport 11
Nieuport 17
SPAD
Nieuport 27
Hanriot HD.1
Fiat C.R.42
M.C.202
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
III Gruppo (poi 3º Gruppo caccia terrestre)
IX Gruppo (poi 9º Gruppo caccia)
XXI Gruppo
6º Gruppo caccia
Comandanti
Degni di notaCapitano Ernesto Botto
Giulio Reiner
Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

La 73ª Squadriglia caccia era un reparto da caccia del Regio Esercito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La 4ª Squadriglia caccia del Campo di aviazione di Verona-Tombetta del III Gruppo (poi 3º Gruppo caccia terrestre), nel cambio dei nomi di tutte le squadriglie il 15 aprile 1916 diventa la 73ª Squadriglia comandata dal Capitano Fernando Sanità che dispone di 4 Aviatik Salmson da 140 hp oltre al Lloyd C.II catturato al nemico. Il 10 maggio l'unità, su proposta del Sottotenente pilota Guido Keller, si sposta in alta quota per sfuggire le nebbie sul pianoro di Vezzarde vicino al monte San Giovanni di Sant'Anna d'Alfaedo fino a settembre quando torna a Verona. Al 1º gennaio 1917 il reparto dispone di 4 piloti, tra cui Keller futuro membro della Squadriglia degli assi, resta senza aerei e passa sui SAML S.1 ed il 10 aprile passa al IX Gruppo (poi 9º Gruppo Caccia).

Il 24 aprile il S.Ten. Leopoldo Eleuteri con il mitragliere soldato Gresino ha un combattimento con un aereo sul Pasubio e dopo averlo colpito lo vede picchiare ed anche il S.Ten Keller rivendica una vittoria. Il 7 luglio il comando passa al Cap. Mario Van Axel Castelli che in agosto dispone di altri 9 piloti tra cui il Tenente Flaminio Avet, 7 osservatori e 7 mitraglieri. Il 20 settembre il reparto diventa la 121ª Squadriglia SAML.

Il 10 novembre 1917 una nuova 73ª Squadriglia nasce dalla 1ª Sezione dell'83ª Squadriglia del Corpo di spedizione italiano in Macedonia che opera a Salonicco in supporto alle truppe della 35ª Divisione comandata dal Ten. Ernesto Bonavoglia. A fine anno il comando interinale passa al Ten. Giovanni Righi che dispone di altri due piloti, Nieuport 17, Nieuport 11 ed uno SPAD sul campo volo a quota 619 a 20 km a sud di Bitola. Il 1º gennaio 1918 Bonavoglia si ferisce seriamente in un incidente di volo su Ni 17 ed il comando passa a Righi che il 29 gennaio che rientra in emergenza ferito da una pallottola esplosiva ed il comando passa ai primi di febbraio al Ten. Vittorio De Biasi.

Agli inizi di primavera in squadriglia arrivano dei Nieuport 27 ed in marzo ci sono 4 piloti. Il 25 maggio entra XXI Gruppo (poi 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre) e poi torna a volare con uno SPAD. In estate arrivano 26 Hanriot HD.1 per 8 piloti ed a settembre nasce una nuova sezione mentre la 1^ va all'Aeroporto Internazionale di Skopje. Sempre in settembre cede il fronte bulgaro determinando la fine delle ostilità dopo aver svolto 384 voli di guerra, sostenendo 27 combattimenti. Rientra in Italia nel mese di agosto 1919 e viene sciolta.[1]

Regia Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno 1924 era al Campo della Promessa di Lonate Pozzolo inquadrato nel 6º Gruppo caccia della Regia Aeronautica.

Il Fiat C.R.42 appartenente alla 73ª Squadriglia, inquadrata nel 4º Stormo, pilotato da Ernesto Botto, soprannominato "Gamba di Ferro"; Africa settentrionale 1940.

Nel 1938 era comandato dal Capitano Ernesto Botto.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era nel 9º Gruppo caccia del 4º Stormo sull'Aeroporto di Gorizia con 5 Fiat C.R.42. Nel marzo 1941, nell'ambito della Campagna italiana di Grecia, si trasferisce all'Aeroporto di Brindisi-Casale con 12 M.C.200. Nel novembre successivo era all'Aeroporto di Comiso sugli M.C.202. All'8 settembre 1943 era nel IX Gruppo all'Aeroporto di Gioia del Colle con 3 M.C.205.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pagg. 241-243

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999
  • I Reparti dell'Aeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]