32ª Squadriglia

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32ª Squadriglia
Descrizione generale
Attiva15 aprile 1916 - 20 dicembre 1920
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloCampo di aviazione di Villaverla
Campo di aviazione di San Pietro in Gu
Aeroporto di Udine-Campoformido
Aeroporto di Verona-Boscomantico
Bolzano di San Giovanni al Natisone
velivoliFarman 14
Savoia-Pomilio SP.3
SIA 7b
Pomilio PE
Ansaldo S.V.A.
Ansaldo A.300
IMAM Ro.1
IMAM Ro.37
Caproni Ca.311
Battaglie/guerreprima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
Comandanti
Degni di notaCapitano Armando Armani
Capitano Ernesto Botto
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La 32ª Squadriglia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito dall'aprile 1916 vola sul campo di Campo di aviazione di Villaverla con aerei Farman.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 1916 nel cambio dei nomi di tutte le squadriglie la 12ª Squadriglia da ricognizione e combattimento del Campo di aviazione di Villaverla del III Gruppo (poi 3º Gruppo caccia terrestre) comandata dal Capitano Armando Armani (che dal 1927 al 1928 sarà il Capo di stato maggiore dell'Aeronautica) diventa 32ª Squadriglia con 5 Farman 14 con motore Fiat A.10. Il 3 maggio bombarda Levico Terme e nel mese si aggrega una Sezione Nieuport con 3 piloti tra cui il Caporale Elia Antonio Liut con 3 Ni. X. Il 28 dicembre il comando passa al Cap. Mario Zoboli.

Il 1º gennaio 1917 dispone di 8 piloti e 3 osservatori per 8 Farman, il 10 aprile passa al IX Gruppo (poi 9º Gruppo Caccia) ed a maggio nel VII Gruppo (poi 7º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre). Il 4 luglio si sposta sul Campo di aviazione di San Pietro in Gu al comando del Cap. Fiorenzo Ungaro e nell'ambito della Battaglia di Caporetto il 25 ottobre viene colpito dalla contraerea l'aereo del Sergente Bruno Scaruggi e del Tenente osservatore Giuseppe Santoro che atterrano in emergenza a Nove di Bassano. Alla fine dell'anno ci sono 5 piloti e 5 osservatori e nel 1917 ha il reparto svolto 153 voli di guerra.

Il 24 febbraio 1918 si sposta a Nove di Bassano ed in marzo riceve i Savoia-Pomilio SP.3. Il 13 marzo torna a San Pietro in Gu ed in aprile transita sui SIA 7b quando ne vengono sospesi i voli. Il 2 giugno il comando passa al Cap. osservatore Luigi Biondi che dispone di 7 piloti, altri 2 osservatori e 3 allievi osservatori ed il 22 giugno un SIA precipita per perdita delle ali. Il 1º luglio dispone di 10 piloti, 4 osservatori e 6 allievi osservatori. In seguito cessa la transizione al SIA per passare sui Pomilio PE. In ottobre il comando passa al Cap. Vittorio Arrigoni e nella Battaglia di Vittorio Veneto svolge 47 voli di guerra restando al 4 novembre con 7 PE operativi. Nel 1918 ha svolto quasi 200 voli di guerra e nell'intero conflitto 850 voli di guerra.

Nel marzo 1919 riceve gli Ansaldo S.V.A. ricevendo la 4ª Sezione SVA spostandosi poi a Fossalunga. Alla fine dell'anno è all'Aeroporto di Udine-Campoformido comandata dal Ten. Bruto Polacco ed il 20 dicembre 1920 viene sciolta.[1]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 dicembre 1925 rinasce all'Aeroporto di Verona-Boscomantico nel XV Gruppo del 21º Stormo di Bologna della Regia Aeronautica sugli Ansaldo A.300. Nel 1929 va a Bolzano di San Giovanni al Natisone e dal mese di maggio passa sugli IMAM Ro.1 sostituiti nell'agosto 1933 dagli Ro.1 bis. Nel marzo 1937 passa sugli IMAM Ro.37 ed il 15 settembre 1939 passa con il 15º Gruppo nel 22º Stormo O.A. di Udine.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era con 4 Caproni Ca.311 a Campoformido nel 15º Gruppo del 22º Stormo Osservazione Aerea per la 2ª Armata nell'Aviazione Ausiliaria per l'Esercito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 174-177

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Manlio Molfese, L'aviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea (maggio 1915-novembre-1918), Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]