3ª Squadriglia Caproni

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3ª Squadriglia
CoA III Squadriglia Caproni.svg
Descrizione generale
Attiva8 ottobre 1915 - 6 novembre 1919
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico Regio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloComina (Friuli-Venezia Giulia)
Aeroporto di Aviano
Padova
Longvic
Base aerea di Nancy-Ochey
Chermisey
Cascina Vaga di Arena Po
Devoli
Aeroporto di Lecce
Aeroporto di Bari-Palese
velivoliCaproni Ca.32
Caproni Ca.33
Fiat B.R.20
Caproni Ca.314
Savoia-Marchetti S.M.82
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
Gruppo comando supremo poi IV Gruppo
XI Gruppo
XIV Gruppo
XVIII Gruppo (poi 18º Gruppo caccia)
XLIII Gruppo Combattimento
I Gruppo
Comandanti
Degni di notaCapitano Pier Ruggero Piccio
Oreste Genta
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La 3ª Squadriglia Caproni si mobilita il 17 ottobre 1915 con aerei da bombardamento Caproni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La Squadriglia si forma sul campo volo di Cascina Malpensa l'8 ottobre 1915 al comando del capitano Pier Ruggero Piccio futuro asso dell'aviazione ed altri 3 piloti, 2 osservatori e 2 Caproni Ca.32. Il 17 ottobre si sposta in zona di guerra al campo di Comina (Friuli-Venezia Giulia) alle dipendenze del Gruppo comando battaglione aviatori (che dal 1º novembre diventa Gruppo comando supremo) ed il 18 ottobre i due Ca. bombardano il campo di Aisovizza ed arriva un ulteriore Ca. Il 2 novembre si sposta all'Aeroporto di Aviano e continua a bombardare il settore del Carso.

Il 18 febbraio 1916, in risposta alle incursioni aeree avversarie sulle città, un Ca. partecipa all'incursione strategica lanciando le bombe sulla stazione di Lubiana ed il 1º marzo Piccio lascia il comando al Cap. pilota Adolfo Resio. Il 15 aprile nel cambio generale dei nomi delle forze aeree diventa 3ª Squadriglia Aeroplani ed il Gruppo diventa IV Gruppo Aeroplani. Il 16 giugno un Ca. viene attaccato da un aereo austriaco sul Monte Longara sull'Altopiano di Asiago che dopo le raffiche difensive si abbassa rapidamente a nord di Gallio (Italia).

Il 28 giugno il comando interinale passa al cap. Luigi Carnevale visto che dal 15 Resio era in missione alla direzione tecnica ed il 9 agosto durante il bombardamento di Dornberg e Prvačina il mitragliere Ugo De Ciantis dotato di Fiat Mod. 14 tipo Aviazione rivendica un caccia. Il 15 agosto l'unità dispone di 3 Caproni Ca.32 ed un Caproni Ca.33, 8 piloti (tra cui il Tenente Germano Ruggerone ex ciclista, pioniere dell'aviazione e veterano della guerra di Libia), 3 osservatori e 3 mitraglieri. Il 26 agosto il comandante di squadriglia è il cap. Luigi Falchi ed il 13 settembre i 4 Ca. effettuano il bombardamento notturno del cantiere navale di Trieste.

Il 1º gennaio 1917 dispone di 4 Ca., 8 piloti tra cui il Tenente Casimiro Buttini figlio adottivo dell'onorevole Camillo Peano, 2 osservatori e 4 mitraglieri ed il 6 gennaio un Ca. bombarda di notte Hermada. L'8 gennaio 2 Ca. bombardano la stazione di San Daniele del Carso ed il 10 aprile il reparto passa sotto l'XI Gruppo. Dopo la partenza di Falchi il tenente osservatore Tito Giovambattista Benetti prende il comando interinale fino al trasferimento del 25 aprile cedendo il comando a Ruggerone. Sempre il 25 aprile arriva il Cap. Cesare Darby. Nell'ambito della Decima battaglia dell'Isonzo bombardano Birhula di Zagrajec vicino a Comeno, Vogrsko e Vojščica. Il 22 luglio arriva una visita di un gruppo di ufficiali superiori americani seguiti da ufficiali francesi, giapponesi, spagnoli e serbi, alla presenza del comandante l'Aeronautica in guerra generale Leone Andrea Maggiorotti con un discorso di Gabriele D'Annunzio.

Il 28 luglio attaccano un obiettivo militare di Idria e il 1º agosto la squadriglia del cap. Ruggerone dispone di 4 Ca. 350 hp basato su motore Isotta Fraschini V.4, altri 8 piloti, 2 osservatori e 5 mitraglieri. Il 3 agosto un Ca. lancia 8 bombe sull'Arsenale di Pola provocando un incendio ed il 4 agosto 2 Ca. tornano a bombardarlo. Il 9 settembre dopo un attacco su Ternova d'Isonzo il Ca. di Buttini viene abbattuto dall'antiaerea ed atterra in emergenza sulle trincee italiane. Dopo la battaglia di Caporetto il 31 ottobre si sposta a Padova con 4 Ca., 9 piloti, 3 osservatori e 5 mitraglieri, il 2 novembre va al Campo di aviazione di Arcade ed il 6 novembre all'Aeroporto di Brescia-Ghedi. Il 13 novembre passa sotto il XIV Gruppo Aeroplani, il 5 dicembre torna a Padova ed il 20 dicembre bombarda San Donà di Piave.

L'11 gennaio 1918 si schiera a Longvic con 4 Ca., 9 piloti, 4 osservatori e 6 mitraglieri sotto il XVIII Gruppo (poi 18º Gruppo caccia) ed il 19 febbraio alla Base aerea di Nancy-Ochey agli ordini del Comando Aeronautica del Gruppo d'armate Est del fronte occidentale francese. Il 23 marzo 3 Ca. bombardano il campo di Metz ed il 3 aprile si spostano a Villeneuve-lès-Avignon per l'Offensiva di primavera. Il 13 aprile bombardano di notte la stazione di Montcornet (Champagne-Ardenne) ed in seguito Léon (Francia), Fismes e Fère-en-Tardenois. Al 1º giugno è composta da 9 piloti, 5 osservatori e 6 mitraglieri ed il 5 agosto si sposta a Chermisey. Il 10 ottobre alla luce della luna sganciano 1.386 kg di bombe su Audun-le-Roman e Dommary-Baroncourt ed infine il 30 ottobre bombardano Longuyon.

All'inizio del 1919 l'unità è a Villacoublay per sperimentare la posta aerea e sempre in Francia viene sciolta il 6 novembre.[1]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era nell'43º Gruppo o XLIII Gruppo con 7 Fiat B.R.20 a Cascina Vaga di Arena Po nel 13º Stormo Bombardamento Terrestre della 4ª Divisione Aerea “Drago” nella 1º Squadra aerea - SQA1. Al 22 ottobre successivo era a Melsbroek di Steenokkerzeel nel Corpo Aereo Italiano fino al 10 gennaio 1941. All'8 settembre 1943 era nel XLIII Gruppo Combattimento di Devoli con 9 Caproni Ca.314 nell'Aeronautica dell'Albania - AALB. Al 7 luglio 1944 era nel I Gruppo con i Savoia-Marchetti S.M.82 all'Aeroporto di Lecce ed al 2 maggio 1945 all'Aeroporto di Bari-Palese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 90-94

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franks, Norman; Guest, Russell; Alegi, Gregory. Above the War Fronts: The British Two-seater Bomber Pilot and Observer Aces, the British Two-seater Fighter Observer Aces, and the Belgian, Italian, Austro-Hungarian and Russian Fighter Aces, 1914–1918: Volume 4 of Fighting Airmen of WWI Series: Volume 4 of Air Aces of WWI. Grub Street, 1997. ISBN 1-898697-56-6, ISBN 978-1-898697-56-5.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Domenico Ludovico, Gli aviatori italiani del bombardamento nella guerra 1915-1918, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1980.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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