8ª Squadriglia

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8ª Squadriglia
CoA VIII Squadriglia Caproni - club.svg
Descrizione generale
Attivadal 26 aprile 1916
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico Regio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloComina (Friuli-Venezia Giulia)
San Pelagio (Due Carrare)
Mogadiscio (oggi Aeroporto Internazionale Aden Adde)
Aeroporto di Neghelli
Gabuen
Ghemme
velivoliCaproni Ca.32
Caproni Ca.33
Caproni Ca.36
Caproni Ca.73
Caproni Ca.101bis
Caproni Ca.133
Fiat B.R.20
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Parte di
Comandanti
Degni di notaCapitano Cesare Darby
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La 8ª Squadriglia è attiva dal 26 aprile 1916 ad Comina (Friuli-Venezia Giulia) con aerei Caproni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il reparto nasce il 25 marzo 1916 sul campo volo di Comina (Friuli-Venezia Giulia) inquadrato nel Comando Battaglione Aviatori comandata dal Capitano pilota Luigi Govi ed altri 5 piloti tra cui il soldato Gino Lisa. Il 26 aprile arrivano 3 Caproni ed il 20 giugno il Ca. di Govi attacca l'Aeroporto di Cirè, viene attaccato da 5 biplani ed il mitragliere Massimo Bianchetti alla reazione vede un aereo scendere in picchiata. Il 1º agosto partecipa con 4 Ca. al bombardamento del Silurificio Whitehead di Fiume con il IV Gruppo e la 10ª Squadriglia da bombardamento "Caproni".[1] Alla fine di agosto l'unità dispone di 4 Ca., 8 piloti, un osservatore e 3 mitraglieri ed il 13 settembre attaccano il cantiere idrovolanti di Trieste. Ai primi di dicembre il reparto dispone di 4 Ca., 8 piloti tra cui i Tenenti Luigi Gori e Maurizio Pagliano, un osservatore e 3 mitraglieri.

Il 25 aprile 1917 il comando passa al Cap. Cesare Darby ed il 10 maggio bombardano di notte Pola con 10 bombe ed al rientro la Stazione di San Daniele del Carso con 4 bombe. Il 2 agosto 4 Ca, partecipano al bombardamento notturno di Pola con l'osservatore Gabriele D'Annunzio che torna anche il 3 e 9 agosto con Gori e Pagliano. Alla fine di agosto l'unità dispone di 4 Ca., 10 piloti, un osservatore e 8 mitraglieri ed il 4 settembre nell'attacco di Pola al rientro un Ca viene attaccato da un idrovolante sulle Isole Brioni causando un atterraggio in emergenza dopo il Tagliamento.

Nell'ambito della Battaglia di Caporetto il 25 ottobre bombardano Grahovo ob Bači ed un Ca. non rientra atterrando nelle linee austriache. Il 2 novembre il reparto ripiega a San Pelagio (Due Carrare) e nel gennaio 1918 la squadriglia dispone di 5 Ca., 6 piloti, 4 osservatori e 6 mitraglieri. Ai primi di marzo il comando passa al Cap. Cesare Peraglie ed il 17 luglio colpiscono di giorno Pola. Ad agosto il reparto dispone di 4 Ca., 7 piloti tra cui 2 dell'American Expeditionary Forces, 2 osservatori e 3 mitraglieri. Nell'ambito della Battaglia di Vittorio Veneto il 30 ottobre sganciano bombe sulla rotabile Sacile-Pordenone. Alla fine delle ostilità rimane con 3 Ca., 9 piloti, 5 osservatori e 6 mitraglieri.[2]

Passata poi ai Caproni Ca.36 e dal 1926 sui Caproni Ca.73.

Guerra d'Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 dicembre 1934 l’8ª Squadriglia della Regia Aeronautica viene mobilitata nell'ambito della Guerra d'Etiopia. Il 19 gennaio 1935 tutto il personale del reparto parte per Genova dove si imbarca per Massaua. Il 9 marzo l'unità si trasferisce in volo dall’aeroporto di Massaua a Mogadiscio (oggi Aeroporto Internazionale Aden Adde) inquadrata nel XXV Gruppo del 7º Stormo con 10 Caproni Ca.101bis.[3]

Al 15 gennaio 1936 è ancora a Mogadiscio.

Africa Orientale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Anche dopo la proclamazione dell'Africa Orientale Italiana l'8 agosto 1936 sgancia 12 bombe C500T all'Iprite su Adola ed il monte Kuni e l'11 agosto 6 sul Monte Kuni.[4]

Al 1º ottobre 1936 è nel XXV Gruppo autonomo dell'Aeroporto di Neghelli.[5]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 è nel 25º Gruppo con 8 Fiat B.R.20 a Ghemme ed in AOI era a Gabuen con 6 Caproni Ca.133.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pag. 112
  2. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 113-114
  3. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 149
  4. ^ L'aeronautica italiana: una storia del Novecento, Paolo Ferrari, pag. 331
  5. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 45

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franks, Norman; Guest, Russell; Alegi, Gregory. Above the War Fronts: The British Two-seater Bomber Pilot and Observer Aces, the British Two-seater Fighter Observer Aces, and the Belgian, Italian, Austro-Hungarian and Russian Fighter Aces, 1914–1918: Volume 4 of Fighting Airmen of WWI Series: Volume 4 of Air Aces of WWI. Grub Street, 1997. ISBN 1-898697-56-6, ISBN 978-1-898697-56-5.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Domenico Ludovico, Gli aviatori italiani del bombardamento nella guerra 1915-1918, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1980.
  • Gentilli, Roberto, Guerra aerea sull’Etiopia 1935 – 1939, Firenze, EDA EDAI, 1992

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]