1ª Squadriglia Caproni

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1ª Squadriglia
CoA I Squadriglia Caproni.svg
Descrizione generale
Attivaagosto 1915 - 1919
1º febbraio 1935 - 31 dicembre 1937
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico
Regio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloComina (Friuli-Venezia Giulia)
San Pelagio (Due Carrare)
Aeroporto di Aspern
Mogadiscio (poi Aeroporto Internazionale Aden Adde)
Aeroporto di Neghelli
Aeroporto di Piacenza-San Damiano
Aeroporto di Bresso
Aeroporto di Lecce
Aeroporto di Bari-Palese
velivoliCaproni Ca.32
Caproni Ca.33
IMAM Ro.1
Fiat B.R.20
Savoia-Marchetti S.M.82
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Parte di
IV Gruppo
Comando di Aviazione della Somalia
Gruppo Autonomo Caccia e Ricognizione
XXV Gruppo autonomo Neghelli
11º Gruppo (XI Gruppo)
I Gruppo
Comandanti
Degni di notaCapitano Ercole Ercole
Capitano Oreste Salomone
Capitano Domenico Mondelli
Capitano Ernesto Fogola
Capitano Maurizio Pagliano
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La 1ª Squadriglia Caproni fu costituita nell'agosto 1915 sul campo della Comina (Friuli-Venezia Giulia) con aerei da bombardamento Caproni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

L'unità nasce sul campo della Comina (Friuli-Venezia Giulia), nell'agosto 1915 come Sezione Autonoma Caproni Ca.32 alla dipendenza del Comando supremo militare italiano ed al comando del capitano Luigi Bailo. È composta da 4 piloti tra cui il Tenente Ercole Ercole ed il Sottotenente Giulio Laureati, 3 osservatori tra cui il Maggiore Alfredo Barbieri e 2 Caproni. Il 20 agosto attaccano il campo volo austriaco di Aisovizza lanciando 12 bombe. Il 21 agosto l'unità riceve la visita del generale Luigi Cadorna capo di stato maggiore dell'Esercito Italiano, del generale Carlo Porro sottocapo di stato maggiore e del generale Armando Diaz che compiono brevi voli.

Il 28 agosto attaccano ancora ad Aisovizza. Il 4 settembre la sezione è visitata da Vittorio Emanuele III di Savoia accompagnato dal generale Ugo Brusati e dall'ammiraglio Guglielmo Capomazza per osservare un volo dimostrativo ed arriva il terzo Ca.300. L'11 settembre al decollo di un Ca.300 è presente il giovane Principe Umberto II di Savoia ed il 14 settembre Gabriele D'Annunzio, Ugo Ojetti ed il Senatore Luigi Albertini direttore del Corriere della Sera vengono portati in volo. Dal 19 ottobre la Squadriglia è impegnata nella Terza battaglia dell'Isonzo tornando ad attaccare Aisovizza per 2 volte e dal 1º novembre passa sotto il Gruppo comando supremo. Nel dicembre 1915 la squadriglia dispone di 4 Ca.300 con 4 piloti e 3 mitraglieri per le armi Fiat Mod. 14 tipo Aviazione.

Il 18 febbraio 1916 2 Ca prendono parte ad un bombardamento di rappresaglia su Lubiana, Bailo muore, insieme al tenente colonnello Barbieri, in un combattimento in volo sulla Selva di Tarnova con un Fokker A.III pilotato dall'Asso dell'aviazione Hauptmann Heinrich Kostrba (8 vittorie) ed il comando interinale passa al capitano Ercole Ercole. Al ritorno, il capitano Oreste Salomone, ferito sempre il 18 febbraio, prende il 19 aprile il comando della squadriglia che dal 15 è rinominata 1ª Squadriglia Caproni ed il Gruppo comando supremo diventa IV Gruppo. Il 29 maggio arriva il Caproni Ca.33 consegnato da D'Annunzio alla presenza del Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Boselli.

Il 1º agosto, per motivi, vari un solo aereo riesce ad arrivare su obiettivi militari a Fiume (Croazia) colpendo con 4 bombe e nei giorni successivi la squadriglia è impegnata a sostenere la Sesta battaglia dell'Isonzo. Il 25 agosto la squadriglia dispone di 5 Caproni, 8 piloti tra cui il Cap. Alberto Felice Marenghi-Marenco e 4 mitraglieri. Il 13 settembre due Caproni bombardano obiettivi militari a Trieste ed il 17 ottobre la squadriglia riceve la visita di una missione militare francese tra cui il Cap. Yves Le Prieur che vola anche come passeggero. L'8 novembre Salomone lascia il comando interinale al Tenente Cola Leone De Renzis ed il 3 dicembre 2 Ca. bombardano la stazione di Duttogliano ma uno viene abbattuto vicino a Sesana da un idrovolante dall'Asso dell'aviazione Goffredo de Banfield e da altri due aerei tra cui un Hansa-Brandenburg D.I e prende terra vicino a Mavhinje dietro le linee austriache.

Alla fine del 1916 la squadriglia è comandata dall'osservatore Cap. Tullio Toccolini che dispone di 4 Ca., 6 piloti, altri 2 osservatori e 7 mitraglieri. Nell'aprile 1917 l'unità è ai comandi del Cap. Domenico Mondelli ed il 20 aprile 2 Ca. bombardano Idria. Il 7 ed il 28 luglio bombardano ancora obiettivi militari di Idria. La notte fra il 7 e l'8 agosto bombardano Pola. Alla metà di agosto la squadriglia è comandata dal Cap. osservatore Ernesto Fogola che dispone di 5 Caproni Ca.33, 8 piloti, altri due osservatori e 6 mitraglieri.

Nell'ambito dell'Undicesima battaglia dell'Isonzo l'unità bombarda la stazione di Favornik e baraccamenti a Chiapovano ed il 18 agosto dopo aver bombardato Ivanigrad o Castel San Giovanni, tra Monfalcone e Duino, il mitragliere Angelo Broggini sul Ca. del Ten. Guido Taramelli centra un Hansa-Brandenburg D.I che scende a picco. Il 24 agosto 3 Ca. bombardano Hudajužna di Tolmino ma il Ca. del Brigadiere Annibale Comazzi con Fogola viene abbattuto dall'antiaerea a Santa Lucia d'Isonzo. Il 25 agosto 2 Ca. lanciano bombe nella zona di Lokve (Croazia); l'equipaggio di uno dei due velivoli era formato dal Cap. pilota Maurizio Pagliano, il Tenente Luigi Gori con a bordo D'Annunzio ed il 3 settembre 3 Ca. attaccano Pola.

Il 1º ottobre è comandata interinalmente dal Ten. pilota Ettore Marazzi che dispone di 5 Ca., altri 8 piloti, 4 osservatori e 6 mitraglieri. Nell'ambito della Battaglia di Caporetto la squadriglia il 26 bombarda più volte Santa Lucia d'Isonzo ed il 31 deve ripiegare spostandosi a San Pelagio (Due Carrare). Il 2 novembre viene bombardata di notte Caporetto ed il 23 novembre la squadriglia con il nuovo comandante Cap. Pagliano bombarda il campo volo di Feltre. Per tutto il mese di novembre vola nella squadriglia il Comandante di Gruppo Maggiore Ferdinando Bonazzi (aviatore) guidando ogni missione e spesso anche come osservatore il Colonnello Riccardo Moizo Comandante in capo dell'Aeronautica mobilitata. Il 30 dicembre l'unità bombarda i campi di Godega di Sant'Urbano, Comina e l'Aeroporto di Aviano, il Ca. di Pagliano e Gori (e dei soldati mitraglieri Giacomo Caglio e Arrigo Andri) viene abbattuto dall'Albatros D.III dell'asso Benno Fiala von Fernbrugg vicino a Susegana ed il comando passa al Cap. Taramelli.

Il 2 febbraio 1918 2 Ca. bombardano Monte Rovere di Caldonazzo e la notte tra il 26 e 27 febbraio colpiscono la stazione di Bolzano. Nel maggio la squadriglia dispone di 5 Ca., 7 piloti, 5 osservatori e 6 mitraglieri. Il 30 ottobre un Ca. bombarda la rotabile Sacile-Pordenone ed il 4 novembre la squadriglia, al comando del Ten. pilota Lelio Lucherini, dispone di 3 Ca., altri 10 piloti (tra cui 3 dell'American Expeditionary Forces addestrati a Foggia), 5 osservatori e 7 mitraglieri.

Nel 1919 l'unità si reca all'Aeroporto di Aspern in appoggio alla missione militare d'armistizio, a fine anno ritorna in Italia e viene sciolta.[1]

Guerra d'Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

La 1ª Squadriglia ricognizione tattica (poi 1ª Squadriglia Ro.1 Somala) della Regia Aeronautica nasce all’aeroporto di Mogadiscio (poi Aeroporto Internazionale Aden Adde) il 1º febbraio 1935 sugli IMAM Ro.1, inquadrata nel Comando di Aviazione della Somalia nell'ambito della Guerra d'Etiopia. Il 16 settembre 1935 il Comando della Squadriglia va a Belet Uen. Il Comando della IIª Sezione viene ad essere accorpato dalla Squadriglia. Il 3 ottobre la IIIª Sezione va a Lugh Ferrandi (poi Aeroporto di Lugh Ganane); a Mogadiscio si forma la IVª Sezione. Al 10 dicembre 1935 è nel Gruppo Autonomo Caccia e Ricognizione del 7º Stormo.[2] Al 15 gennaio 1936 era a Gorrahei (poi Aeroporto di Gabredarre) nel Gruppo autonomo misto RT e C.[3]

Africa Orientale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º ottobre 1936 è nel XXV Gruppo autonomo dell'Aeroporto di Neghelli del Comando settore aeronautico sud di Mogadiscio nell'ambito dell'Africa Orientale Italiana.[4] La 1ª Squadriglia viene sciolta il 31 dicembre 1937.[3]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era nell'11º Gruppo (XI Gruppo) con 7 Fiat B.R.20 all'Aeroporto di Piacenza-San Damiano nel 13º Stormo Bombardamento Terrestre della 4ª Divisione Aerea “Drago” nella 1º Squadra aerea - SQA1. Al 22 ottobre successivo era a Melsbroek di Steenokkerzeel nel Corpo Aereo Italiano fino al 10 gennaio 1941. All'8 settembre 1943 era all'Aeroporto di Bresso nell'XI Gruppo Caccia Terrestre della I Squadra Aerea. Al 7 luglio 1944 era nel I Gruppo con i Savoia-Marchetti S.M.82 all'Aeroporto di Lecce ed al 2 maggio 1945 all'Aeroporto di Bari-Palese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 77-83
  2. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 50
  3. ^ a b Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 130
  4. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 45

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franks, Norman; Guest, Russell; Alegi, Gregory. Above the War Fronts: The British Two-seater Bomber Pilot and Observer Aces, the British Two-seater Fighter Observer Aces, and the Belgian, Italian, Austro-Hungarian and Russian Fighter Aces, 1914–1918: Volume 4 of Fighting Airmen of WWI Series: Volume 4 of Air Aces of WWI. Grub Street, 1997. ISBN 1-898697-56-6, ISBN 978-1-898697-56-5.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Domenico Ludovico, Gli aviatori italiani del bombardamento nella guerra 1915-1918, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1980.
  • Roberto Gentilli. Guerra aerea sull'Etiopia 1935-39. Edizioni Aeronautiche Italiane, Firenze – 1992

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]