76ª Squadriglia caccia

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76ª Squadriglia caccia
CoA 76 Squadriglia Caccia.svg
Descrizione generale
Attiva 25 maggio 1916 - 1943
Nazione Italia Italia
Servizio RA-emblem.pngServizio Aeronautico
Regio Esercito
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
campo volo Comina (Friuli-Venezia Giulia)
Velivoli Nieuport 11
Nieuport 17
SPAD S.VII
Hanriot HD.1
Parte di
Comandanti
Degni di nota Tenente Luigi Olivi
Tenente Gastone Novelli (aviatore)

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La 76ª Squadriglia caccia del Corpo Aeronautico era un reparto di volo italiano costituito nei tardi anni dieci.

La squadriglia, operativa durante la prima, vede tra le proprie fila Silvio Scaroni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Squadriglia viene formata il 25 maggio 1916 aveva inizialmente cinque piloti (tra i quali il sergente Mario Stoppani che negli anni 30 sarà collaudatore della CRDA conquistando record mondiali) e quattro Nieuport 11 ed era comandata dal capitano Ettore de Carolis a Comina (Friuli-Venezia Giulia). Il 29 maggio la squadriglia si trasferisce a Santa Maria la Longa alle dipendenze del I Gruppo. Alla fine di giugno l'unità dispone di 7 Nieuport ed il 18 luglio il sergente Stoppani ottiene la sua prima vittoria. Il 29 settembre la squadriglia passa al II Gruppo (poi 2º Gruppo). Nel 1916 la squadriglia ha compiuto 624 voli di guerra sostenendo 39 combattimenti e rivendicando 5 vittorie.

L'1 gennaio 1917 il sergente Virgilio Appiani dopo un combattimento vede planare irregolarmente un aereo austriaco. L'1 febbraio dispone di 9 piloti tra cui il Tenente Luigi Olivi e velivoli Ni 11 e Nieuport 17 ed il 14 febbraio Stoppani viene trasferito alla Direzione tecnica. Dal 24 febbraio la Squadriglia si trasferisce a Borgnano ed il 13 marzo il serg. Giovanni Bartolomeo Arrigoni dopo due combattimenti prima vede planare un aereo verso Ranziano e poi osserva prendere terra un Hansa-Brandenburg C.I. Il 16 Arrigoni ottiene la quarta vittoria confermata obbligando un Br. C.1 a prendere terra vicino a Ternova.

Dal 22 aprile l'unità era comandata dal tenente Olivi ed il 14 maggio il tenente Francesco Broili viene colpito probabilmente dal Br. C.1 dell'asso dell'aviazione Stefan Fejes precipitando vicino a Gorizia. Il 1° giugno dispone di 8 piloti su Ni 11 e Ni 17 ed il 17 giugno Olivi insieme al ten. Ernesto Bonavoglia rivendica una vittoria vicino a Ranziano (facendolo diventare un asso dell'aviazione) ed un altro che precipita vicino a Merna arrivando alla sesta vittoria confermata ma muore, con lo SPAD S.VII, in un incidente vicino a Moraro, per fotografare i resti dei nemici. Il 1° luglio prende il comando il cap. Salvatore Calori ed il 9 luglio passa sotto il VI Gruppo (poi 6º Gruppo caccia) per il Comando d'Aeronautica della II Armata.

Il 17 luglio il Ten. Flavio Torello Baracchini abbatte un Br. C.1 arrivando alla decima vittoria confermata e l'8 agosto 4 aerei di cui uno insieme a Francesco Baracca. Dall'11 agosto 1917 Calori comanda il Sottogruppo Aeroplani di Borgnano formato dalla 76ª, 78ª Squadriglia aeroplani da caccia e 81ª Squadriglia aeroplani e cede la squadriglia al Tenente Gastone Novelli (aviatore). Successivamente viene dotata di Hanriot HD.1 della Macchi (oggi Aermacchi (azienda)) ed al 13 agosto dispone di 6 Hanriot, 6 Ni 11 e 3 SPAD.

Dopo la battaglia di Caporetto il 27 ottobre ripiega a Campoformido, il 28 a Comina (Friuli-Venezia Giulia) e l'1 novembre ad Arcade (Italia), a 4 km dalle trincee al comando del cap. Alberto De Bernardi che dispone di 11 piloti tra cui i Tenenti Alessandro Buzio, Mario Fucini ed Amedeo Mecozzi ed i Sottotenenti Giorgio Michetti (aviatore) e Silvio Scaroni. Il 10 novembre si spostano all'aeroporto di Istrana con 4 Hanriot ed il 14 Scaroni abbatte un biposto su Colbertaldo. Sempre Scaroni abbatte un aereo il 18 novembre, un Albatros D.III il 19 che precipita vicino a Vidor, il 10 dicembre diventa un asso abbattendo insieme al Ten. Guido Masiero un biposto vicino a Noventa di Piave ed il 26 dicembre ottiene tre vittorie nella Battaglia di Istrana. Nel 2017 la squadriglia svolge quasi 2000 voli di guerra e 300 combattimenti.

Il 14 gennaio 1918 Scaroni costringe a prendere terra un Hansa-Brandenburg D.I tra le trincee. Della Squadriglia ha fatto parte anche il Sergente Romolo Ticconi. Il 2 febbraio si la squadriglia si sposta ad Isola Mantegna ed il 17 febbraio a Casoni di Mussolente. In marzo l'unità dispone di 19 Hanriot ed un Nieuport ed il 13 maggio Baracchini rivendica 2 vittorie. Sempre il 13 maggio la squadriglia disponeva di 17 piloti, tra cui il Capitano Giulio Lega e 18 Hanriot ed il 26 maggio Baracchini rivendica una vittoria (probabilmente il Zugsführer Ferdinand Udvardy, asso accreditato di nove vittore e che quel giorno è costretto ad un atterraggio forzato).

Il 31 maggio Baracchini passa alla 81ª Squadriglia ed il 7 luglio Scaroni in volo su Asiago abbatte un ricognitore Br. C.1 che precipita ed un caccia Albatros che precipita nelle fiamme e Ticconi rivendica un Albatros che atterra in emergenza al campo di Ospedaletto. Sempre lo stesso giorno Scaroni abbatte un Phönix D.I su Casoni ed il 12 luglio rivendica due vittorie su caccia austriaci ma viene colpito da un altro caccia che lo ferisce gravemente costringendolo a prendere terra vicino al Monte Grappa. In agosto la squadriglia dispone di 20 aerei e 15 piloti ed il 9 settembre il comando passa al cap. Amerigo Notari.

L'armistizio di Villa Giusti vede la squadriglia con 21 aerei operativi e 17 piloti. Nel 1918 il reparto ha effettuato 2464 voli di guerra e 101 combattimenti.[1]

Il 7° Gruppo autonomo caccia terrestre, con sede sull'aeroporto di Roma-Ciampino inquadrato nel 1° Stormo caccia, il 25 dicembre 1924 assunse alle dipendenze la 76ª Squadriglia Caccia. Ebbe in dotazione gli ultimi AC.3, che tra il 1936 ed il 1937, vennero radiati in favore dei Caproni AP.1 e dei Breda 64. Entro il 1938, anche tutti gli AP.1 furono radiati perché non adatti al ruolo assaltatori. Fu dotata di Breda 88 Lince, ricevuti il 6 maggio 1939.

La II guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio-giugno 1940, aveva base in Libia, settore che lasciò il giorno prima dell'entrata in guerra dell'Italia. A metà settembre, il 7º Gruppo venne frazionato con compiti di difesa di punto: la 76ª Squadriglia passò a Derna, l'86ª Squadriglia all'aeroporto di Benina e la 98ª Squadriglia a Tobruch T2.

La 76ª Sqd. era ancora operativa in Africa settentrionale, operando fino a metà novembre, quando anch'essa, con soli 2 aerei disponibili a Castel Benito, venne rimpatriata. I due aerei rimasero nel settore africano, dove assieme ad altri fungevano da aerei civetta durante gli attacchi inglesi nei campi di volo. Con il rientro in Italia della 76ª Sqd. il gruppo fu sciolto.

Il Gruppo venne ricostituito nel gennaio del 1941 sulla base dell'aeroporto di Palermo-Boccadifalco, con la 76ª, 86ª e 98ª Squadriglia, e nel marzo 1941 venne dotato dei Macchi M.C.200 Saetta. In questo mese la sua 76ª Sqd. venne subito trasferita d'urgenza in A.S.I., sulla base di Benina. La Sqd. in Africa settentrionale, poco dopo il suo arrivo in questo settore, perse quasi tutti gli aerei a terra durante gli attacchi inglesi sui campi di volo.

All'inizio del 1942, la 76ª Squadriglia fu di stanza all'Aeroporto di Pantelleria fino all'inizio di agosto per missioni di scorta. Il 13 agosto 1942, il Tenente Adriano Visconti, abbatteva un Supermarine Spitfire, nel settore del Mediterraneo, volando con un Macchi M.C.202 Folgore, appartenente alla 76ª Squadriglia.

Nel settembre 1942, il reparto iniziava a ricevete i Macchi MC.202 Folgore sulla base di Crotone, passando totalmente su quest'aereo dall'inizio 1943 sulla base di Torino-Caselle.

Il 23 marzo 1943, tutto il 7º Gruppo fu inviato in Tunisia per arginare l'avanzata alleata in quel settore dopo lo sbarco in Algeria. e da al'ora la squadriglia seguì le sorti del 7º Gruppo, fino a quando con il rientro in Sicilia il 18 maggio, il 7º Gruppo CT rimase senza aerei ed equipaggi e venne sciolto il 27 maggio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stormi d'Italia, Giulio Lazzanti, 1975, Mursia, ISBN 978-88-425-4079-3
  • Franks, Norman; Guest, Russell; Alegi, Gregory. Above the War Fronts: The British Two-seater Bomber Pilot and Observer Aces, the British Two-seater Fighter Observer Aces, and the Belgian, Italian, Austro-Hungarian and Russian Fighter Aces, 1914–1918: Volume 4 of Fighting Airmen of WWI Series: Volume 4 of Air Aces of WWI. Grub Street, 1997. ISBN 1-898697-56-6, ISBN 978-1-898697-56-5.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pagg. 251-257.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]