18º Gruppo caccia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
18º Gruppo caccia intercettori
Ensign of the 18º Gruppo of the Italian Air Force.svg
Simbolo del 18º Gruppo caccia intercettori
Descrizione generale
Attiva 1917-1919
1931-1943
1956 - oggi
Nazione Italia Italia
Italia Italia
Servizio Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svgAeronautica Militare
Tipo Gruppo di volo
Ruolo Caccia intercettori
Equipaggiamento Eurofighter Typhoon
Motto ocio che te copo
Parte di
Reparti dipendenti
  • Distintivo della 75ª Squadriglia 75ª Squadriglia
  • stemma82ª Squadriglia
  • Distintivo della 83ª Squadriglia 83ª Squadriglia
Comandanti

[senza fonte]

Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

Il 18º Gruppo caccia intercettori è un gruppo di volo che fa parte del 37º Stormo dell'Aeronautica Militare, la cui missione operativa è partecipare, in concorso con le altre forze armate, alla difesa del territorio e delle acque territoriali, a salvaguardia da eventuali attacchi aerei, navali e terrestri, sotto il coordinamento del Comando forze da combattimento. È uno dei gruppi storici dell’Aeronautica militare, costituito da 100 anni.[1]

Il Gruppo ha sede sull'aeroporto di Trapani-Birgi (TP), ed è formato dalla 75ª, 82ª e 83ª Squadriglia caccia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 18º Gruppo aeroplani da bombardamento fu costituito dal Servizio Aeronautico a Taliedo nel dicembre 1917, e operò esclusivamente sul fronte francese, prima a Longvic e poi a Ochey, con velivoli Ca.3, per oltre un centinaio di missioni. Venne sciolto quasi due anni dopo, nel febbraio 1919.[2]

Servizio operativo nella Regia Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Fu ricostituito come 18º Gruppo Caccia Terrestre dalla Regia Aeronautica, a Bresso nel giugno 1931 con i CR 20 bis. Nel 1935 fu dotato dei caccia CR 32. Nel 1939 esso transitò dal 3º Stormo al 56º Stormo C.T. e riconfigurò la propria linea di volo con 26 nuovi caccia, i Fiat C.R.42, su cui furono applicate nuove insegne raffiguranti tre frecce bianche con la scritta "ocio che te copo...!", emblema che tuttora contraddistingue il 18º Gruppo.

Con la dichiarazione di guerra dell'Italia del 10 giugno 1940 il Gruppo effettuò azioni sulla Francia fino all'armistizio del 24 giugno. Un mese dopo, parte del Gruppo fu incaricato di trasferire 30 C.R. 42 all'aeroporto di Castel Benito a Tripoli per riequipaggiare alcune unità operanti in Africa settentrionale italiana.

Nel successivo ottobre il 18º Gruppo, che costituì insieme ad altre Unità il Corpo Aereo Italiano (CAI), fu rischierato in Belgio per fornire un contributo italiano alla Battaglia d'Inghilterra. Il Gruppo nonostante le difficoltà riscontrate per la differenza di prestazioni e di armamento dei C.R.42 rispetto a Hurricane e Spitfire e le severe condizioni climatiche di quel periodo, conseguì soddisfacenti risultati tenuto conto del riguardevole numero di scontri vincenti a fronte delle limitate perdite subite.[3]

Nel gennaio seguente fu disposto il rientro del CAI in Italia con destinazione Pisa per il 18º Gruppo. Dopo un periodo di riposo per il personale e la revisione dei velivoli che furono predisposti per operare sul territorio africano, il Gruppo iniziò la campagna di Libia a fine gennaio 1941 svolgendo missioni di protezione, scorta e sorveglianza del traffico navale militare e mercantile. Agli inizi di agosto il 18º Gruppo rientrò a Torino Caselle per un ciclo di addestramento sul Macchi M.C.200, propedeutico all'impiego del velivolo nella campagna di Grecia che il Gruppo iniziò nella seconda decade di dicembre sull'aeroporto di Araxos, conducendo missioni di difesa aerea e scorta ai convogli marittimi.

La permanenza sul territorio greco terminò alla fine dell'aprile 1942 con il rientro del 18º a Caselle ove iniziò un nuovo addestramento al bombardamento in picchiata. Nel frattempo, il Gruppo tornò, assieme al 23º Gruppo caccia sotto il comando del 3º Stormo, e si posizionò verso la fine di luglio sull'aeroporto di Abu Haggag, nel Nord Africa, da dove iniziò missioni di attacchi al suolo scortati in volo dai collegi del 23º Gruppo. Con l'avvicinarsi dell'autunno, la spinta offensiva dell'asse italo-tedesco cominciò ad esaurirsi; ad ottobre i piloti del 18º e quelli del 23º iniziarono la transizione sul Macchi M.C.202 venendo reimpiegati nel ruolo originario di caccia terrestre.

L'offensiva britannica cominciò ad esercitare una sempre maggiore pressione e la controffensiva italo-tedesca di fine ottobre venne presto ridimensionata dalla preponderante capacità offensiva degli avversari che determinarono il ripiegamento delle forze dell'Asse verso la Tunisia. Nel corso della ritirata il 3º Stormo operò da più aeroporti in azioni di copertura. Le azioni si prolungarono fino al marzo 1943 tra grandi difficoltà dalle quali il 30 di quel mese, iniziò il rientro del 18º Gruppo in Italia.

Dopo un periodo di riposo il 3º Stormo fu dislocato a Ciampino Sud verso la fine di giugno per la difesa di Roma poi, dopo due settimane, fu decentrato sui due aeroporti di Cerveteri (Furbara e Palidoro). Gli attacchi delle forze alleate iniziarono il 19 luglio con soverchianti formazioni di bombardieri protetti da una consistente presenza di caccia, ma i piloti del 18º difesero con grande energia, valore e sacrificio i cieli laziali, campani e umbri. Pur se agli inizi di agosto entrarono in linea i prima Macchi M.C.205, un caccia dalle brillanti prestazioni particolarmente adatto a contrastare le forze nemiche, la disparità del numero degli aerei nei cieli delle battaglie non consentì di attenuare la schiacciante superiorità aerea avversaria.

Con l'arrivo dell'armistizio dell'8 settembre terminò il 13 settembre il ciclo operativo del 18º Gruppo.

Servizio operativo nell'Aeronautica Militare[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni del dopoguerra l'Aeronautica Militare ricominciò la ricostruzione dell'Arma Azzurra che nel luglio del 1954 vide la ricostituzione sull'Aeroporto di Verona-Villafranca del 3º Stormo Ricognizione Tattica, che nel dicembre del 1955 ebbe in linea di volo gli RF-84F Thunderflash, versione fotografica potenziata e migliorata del precedente velivolo. L'1 gennaio 1956, sempre a Villafranca, fu ricostituito di 18º Gruppo Ricognitori Tattici.

Eurofighter 2000 a Trapani-Birgi nel 2015

Nel 1967 fu ridefinito Caccia Ricognitori e operò sino al 29 agosto 1973 con velivoli RF 84 F. Infatti, con la graduale assegnazione all'Aerobrigata dei supersonici F-104G dotati dei pod fotografici Orpheus, il 18º effettuò dal 4 febbraio 1974, la transizione sul nuovo velivolo, continuando poi ad impiegarlo fino al 1º settembre 1977, data in cui il Gruppo passò in posizione quadro, a seguito di una ulteriore ristrutturazione delle Forze Armate. Del 1983 la costituzione del Nucleo Operativo Difesa Aerea (NODA).

La rinascita del 18º Gruppo si realizzò nuovamente l'1 ottobre 1984 come 18º Gruppo caccia e questa volta sotto le insegne del 37º Stormo, schierato all'aeroporto di Trapani-Birgi. Nel 1996, il 18º Gruppo iniziò a ricevere gli F 104 ASA, in configurazione caccia intercettore, e nel 1998 gli F 104 ASA M, prendendo parte l'anno successivo alle missioni in Kosovo. Dal 2003, con il programma "peace caesar", il reparto ha avuto in dotazione i caccia General Dynamics F-16 Fighting Falcon (completata nel 2004) fino alla restituzione degli stessi agli Stati Uniti avvenuta a giugno 2012. Dal 18 ottobre 2012 il gruppo ha ricevuto i primi Eurofighter 2000.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ aeronautica.difesa.it
  2. ^ http://www.aeronautica.difesa.it/vetrine/Pagine/XVIII.aspx
  3. ^ Ricci C., Il Corpo Aereo Italiano (C.A.I.) Sul Fronte della Manica 1940-41, Stato Maggiore Aeronautica-Ufficio Storico, Roma, 1980.
  4. ^ http://www.aeronautica.difesa.it/Mezzi/velivoliDotazione/Pagine/Eurofighter2000Typhoon.aspx

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Angeli, Il 37º Stormo, Aeronautica, Anno LIII, nº 9, ottobre 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]