XXIX Gruppo

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XXIX Gruppo
Descrizione generale
Attiva26 febbraio 1924
NazioneItalia Italia
ServizioLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
TipoGruppo di volo
campo voloAeroporto di Ciampino
Gura (Eritrea)
Soria
Aeroporto di Assab
Aeroporto di Viterbo
Battaglie/guerreGuerra d'Etiopia
Guerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Degni di notaTenente Colonnello Pietro Piacentini
Maggiore Mario Aramu
Ten. Col. Guglielmo Grandjacquet
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Il XXIX Gruppo era un gruppo di volo della Regia Aeronautica, attivo nell'9º Stormo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Al 26 febbraio 1924 il XXIX Gruppo S.B.P. (Sperimentale Bombardamento Pesante) è all'Aeroporto di Ciampino nel 9º Stormo con la 62ª Squadriglia e la 63ª Squadriglia. Il 15 febbraio 1935 il XXIX Gruppo assunse la denominazione di XXIX Gruppo Bombardamento Notturno.

Guerra d'Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

Il XXIX Gruppo bombardamento notturno parte ai primi di dicembre del 1935 per giungere a Massaua alla fine del mese inquadrato nel 9º Stormo con gli S.M.81. Risultano agli ordini del gruppo:

  • 62ª Squadriglia;
  • 63ª Squadriglia.[1]

Al 15 gennaio 1936 è a Gura (Eritrea) al comando del Tenente Colonnello Pietro Piacentini.

Africa Orientale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º ottobre 1936 il XXIX Gruppo autonomo è nel Comando settore aeronautico nord di Asmara nell'Africa Orientale Italiana.[2]

Guerra civile spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine di giugno 1937 si crea a Soria il XXIX Gruppo Bombardamento Veloce con 10 S.M.79 della 280ª Squadriglia e 289ª Squadriglia al comando del Maggiore Mario Aramu nell'Aviazione Legionaria. Alla metà del novembre 1937 il reparto si trasferì dall'Aeroporto di Palma di Maiorca sul fronte dell'Ebro, dislocandosi all'aeroporto di Logroño,[3] cittadina situata nel nord della Spagna ai confini con i Paesi Baschi, per essere più vicino alla linea dei combattimenti. Il giorno 15 dicembre dello stesso anno le truppe repubblicane attaccarono la città di Teruel e la situazione bellica si fece subito incerta.[3] Mentre il generale Francisco Franco rimandava la controffensiva, il compito di contrastare l'avanzata nemica[3] fu assegnato all'Aviazione Legionaria.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 il 29º Gruppo sui Savoia-Marchetti S.M.79 al comando del Ten. Col. Guglielmo Grandjacquet con la 62ª (7 SM 79) e la 63ª Squadriglia (6 SM 79) nel 9º Stormo all'Aeroporto di Viterbo ed in AOI era con la 62ª e 63ª Squadriglia all'Aeroporto di Assab con 6 SM 81 ognuna. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, partecipò alle operazioni sul fronte francese, al termine delle quali nel settembre successivo il reparto venne trasferito in Africa settentrionale.

Il 16 dicembre tutti gli aerei dello stormo disponibili decollarono per contrastare l’avanzata inglese su Sidi Omar, ma in una sola azione il reparto fu decimato. Perirono il colonnello Mario Aramu,[4] comandante dello stormo, il tenente colonnello Grandjacquet comandante del 29º Gruppo, e il capitano Victor Hugo Girolami,[5] comandante della 63ª Squadriglia.[5]

Ai primi di settembre 1943 era ancora a Viterbo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 112
  2. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 40
  3. ^ a b c Gori 2000, p. 18.
  4. ^ Petrarulo 1961, p. 152.
  5. ^ a b Petrarulo 1961, p. 154.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gentilli, Roberto, Guerra aerea sull’Etiopia 1935 – 1939, Firenze, EDA EDAI, 1992
  • Chris Dunning, Solo coraggio! La storia completa della Regia Aeronautica dal 1940 al 1943, Parma, Delta Editrice, 2000.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferdinando Pedriali, S.79 legionari in Spagna, in Storia Militare, n. 234, Parma, Ermanno Albertelli Editore, giugno 2013, pp. 19-30.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]