15ª Squadriglia da bombardamento Caproni

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15ª Squadriglia
Squadriglialadisperata.jpg
Emblema della 15ª Squadriglia da bombardamento Caproni "La Disperata"
Descrizione generale
Attiva dicembre 1916[1] - 8 settembre 1943
Nazione Italia Italia
Servizio RA-emblem.png Servizio Aeronautico Regio Esercito
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
campo volo Aviano
Campoformido
Ghedi
Longvic
Ochey
Villeneue vicino a Châlons-en-Champagne
Chermisey
velivoli Caproni Ca.33
Soprannome La Disperata
Parte di

[senza fonte]

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Caproni Ca.101 della squadriglia di bombardieri "La Disperata" in volo su Macallè il 14 novembre 1935 durante la Guerra d'Etiopia

La 15ª Squadriglia fu una squadriglia del Regio Esercito e poi della Regia aeronautica del Regno d'Italia, nota anche come La Disperata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di dicembre 1916 nasce al Centro Formazioni Squadriglie di Ghedi ed il 10 aprile 1917 è operativa sul campo volo di Aviano inquadrata nell'XI Gruppo comandata dal Capitano Leonardo Nardi che dispone di 4 Caproni Ca.33 450 hp, altri 5 piloti e 3 mitraglieri.[1] Nell'ambito della Decima battaglia dell'Isonzo il 17 aprile bombardano Chiapovano ed il 26 settembre si sposta a Campoformido dove il 4 ottobre entra nel IV Gruppo. Dopo la Battaglia di Caporetto il 27 ottobre ripiega sulla Piazza d'Armi di Tombetta (oggi Borgo Roma di Verona) e poi va a Ghedi.

Dopo la decisione di mandare il reparto sul fronte occidentale francese la squadriglia è inquadrata nel XVIII Gruppo (poi 18º Gruppo caccia) ed il 27 dicembre va a Taliedo dopo aver svolto nel 1917 124 voli di guerra. L'11 gennaio 1918 si schiera a Longvic con 4 Ca., 9 piloti, 4 osservatori e 5 mitraglieri ed il 19 febbraio il comando passa al Cap. Vito Pugliese. Il 28 febbraio si sposta ad Ochey ed il 17 marzo 2 Ca. compiono un bombardamento vicino a Metz. Il 27 marzo 2 Ca. lanciano 18 bombe sul campo volo di Frascaty vicino a Metz ed il 2 aprile si spostano a Villeneue vicino a Châlons-en-Champagne.

Ai primi di giugno il reparto dispone di 3 Ca., 9 piloti, 4 oservatori e 5 mitraglieri ed il 12 giugno il comando interinale passa al Tenente osservatore Giorgio Morigi. Il 7 agosto l'unità si sposta a Chermisey ed il 30 agosto il comando passa al Cap. Ferdinando Rospisgliosi. Il 14 ottobre il grosso del reparto torna al Centro Formazione Squadriglie di Ghedi per ricevere i Caproni Ca.44 600 hp ma il 4 novembre termina il conflitto dopo aver svolto 233 voli di guerra. L'insegna della squadriglia era il fiore rosso dipinto sulla fusoliera.

Il 4 febbraio 1919 si sposta sulla Base aerea di Poggio Renatico per transitare nel mese di giugno al Comando d'Aviazione della Dalmazia. Viene sciolta il 27 settembre 1919.[2]

Nel dicembre 1935 venne inquadrata nel 4º stormo.[senza fonte] La "15ª squadriglia bombardamento terrestre", equipaggiata con i trimotori Caproni Ca.101, venne rischierata in Africa nell'ottobre 1935 allo scoppio della guerra d'Etiopia (1935-1936) sotto il comando di Galeazzo Ciano ed in cui servì tra gli altri anche Alessandro Pavolini.

Tra i piloti: Dalmazio Birago, Luigi Lanza, Felice Baldeschi, Alberto Ostini, Vito Mussolini, Pietro Bonacossa,[3] e Maner Lualdi.[4]

Allo scoppio della seconda guerra mondiale era inquadrata nel 7º Stormo bombardamento terrestre della 1º Squadra aerea - SQA1 a Lonate Pozzolo con aerei Fiat B.R.20.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gentilli, Varriale 1999, p.135.
  2. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pagg. 135-137
  3. ^ Paolo Ferrari, L'aeronautica italiana: una storia del Novecento, Franco Angeli.
  4. ^ LUALDI, Maner in Dizionario Biografico – Treccani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • T.L. Barbero, I cento aeroplani Caproni, a cura di Aeronautica (Rivista mensile internazionale), Milano, 1931, p. 15, ISBN non esistente.
  • Alessandro Pavolini, Disperata. La 15ª squadriglia B.T. di Ciano, Farinacci e Pavolini, Vallecchi, Firenze, 1937
  • Roberto Gentilli, Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1999, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]