107ª Squadriglia

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107ª Squadriglia
Descrizione generale
Attiva22 novembre 1916
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloAeroporto di Roma-Centocelle
Mogadiscio (poi Aeroporto Internazionale Aden Adde)
Lugh Ferrandi (poi Aeroporto di Lugh Ganane)
velivoliFarman 14
Savoia-Pomilio SP.2
Savoia-Pomilio SP.3
Ansaldo S.V.A. 2
Fiat C.R.20
Battaglie/guerreprima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Parte di
7º Stormo
Gruppo autonomo caccia e ricognizione
9º Stormo
XLV Gruppo autonomo
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 107ª Squadriglia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito dal novembre 1916 volava con aerei Farman 14.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nasce come Sezione Difesa dell'Aeroporto di Roma-Centocelle nel mese di agosto 1916 sui Farman 14 diventando la 107ª Squadriglia il 22 novembre 1916. Nel febbraio 1917 dispone di 4 piloti, 2 Savoia-Pomilio SP.2 e 5 Farman ma il 27 luglio un ciclone mette fuori uso tutti gli aerei. In settembre arrivano altri Farman e Savoia-Pomilio SP.3 ed in estate dispone di 4 piloti. In ottobre arriva una Sezione di S.P.2 con cannoncino ed al 15 dicembre il comandante è il Capitano Mario Ponis che dispone di altri 8 piloti.

Nel marzo 1918 arriva un Caproni con cannoncino e 2 piloti e nella tarda primavera transita su 6 Ansaldo S.V.A. 2 che producono degli incidenti di volo. Alla fine del conflitto il comandante è il Cap. Enzo Giovannardi che dispone di altri 8 piloti.[1]

Guerra d'Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 febbraio 1935 si costituisce nell'ambito della Guerra d'Etiopia sull’Aeroporto di Torino-Mirafiori la 107ª Squadriglia AO caccia terrestre della Regia Aeronautica, comandata dal capitano pilota Gastone Gorelli. Il 7 marzo il reparto parte per Genova, da dove si imbarca per Mogadiscio il giorno 8; il 28 la nave arriva a Mogadiscio; il 23 maggio tutti i 9 Fiat C.R.20 sono stati collaudati. Il 2 ottobre l'unità risulta inquadrata nel 7º Stormo comandata da Virgilio Cianfarani a Mogadiscio (poi Aeroporto Internazionale Aden Adde); in dicembre risulta nel Gruppo autonomo caccia e ricognizione.[2]

Al 15 gennaio 1936 era a Lugh Ferrandi (poi Aeroporto di Lugh Ganane). Al 3 agosto 1936 è inquadrata nel 9º Stormo di Dire Daua (poi Aeroporto di Dire Dawa).[3] Al 1º ottobre 1936 è inquadrata nel XLV Gruppo autonomo di Mogadiscio.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 304-305
  2. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 218
  3. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 37
  4. ^ Fondo “Africa orientale italiana 1935-1938”, AM Ufficio Storico, pag. 45

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • Manlio Molfese, L'aviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea (maggio 1915-novembre-1918), Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]