29ª Squadriglia

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29ª Squadriglia
Descrizione generale
Attiva15 aprile 1916 - 21 settembre 1917
NazioneItalia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegio Esercito
Regia Aeronautica
campo voloTolmezzo
Cavazzo Carnico
Riva presso Chieri
Aeroporto di Pisa-San Giusto
Aeroporto di Arezzo
velivoliFarman MF.11
Breguet Bre 14
Ansaldo A.300
IMAM Ro.37bis
Battaglie/guerreprima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
II Gruppo (o 2º Gruppo)
VI Gruppo (poi 6º Gruppo caccia)
62º Gruppo
Aviazione Ausiliaria per l'Esercito
Comandanti
Degni di notaMario Fucini
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La 29ª Squadriglia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito fu costituita con aerei Farman.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 1916 nel cambio generale dei nomi delle squadriglie la 4ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Farman di Tolmezzo diventa 29ª Squadriglia al comando del Capitano Umberto Venanzi inquadrata nel II Gruppo (poi 2º Gruppo). Il 26 aprile torna a Cavazzo Carnico ed a luglio ci sono in servizio 8 Farman 14. Il 25 ottobre il comando passa al Cap. Sergio Ferrero ed in novembre arriva il Brigadiere Ernesto Cabruna. Nel 1916 il reparto ha svolto 409 voli di guerra sostenendo 14 combattimenti aerei senza perdite.

Il 1º gennaio 1917 l'unità dispone di 10 piloti, 11 osservatori e 12 Farman misti con motore Fiat A.10 e Colombo ed il 10 aprile passa al VI Gruppo (poi 6º Gruppo caccia). Il 3 maggio il Farman dei Tenenti Antonio Riva e Roberto Lordi viene attaccato da un aereo sul Monte Rombon che viene respinto ed il 25 maggio 2 aerei bombardano e mitragliano sul Monte Santo di Gorizia. Il 2 giugno il comando passa al Cap. Luigi Coniglio ed il 21 settembre la squadriglia viene sciolta dopo aver svolto nel 1917 134 voli di guerra sostenendo 4 combattimenti. Nell'intero conflitto il reparto effettua 655 voli di guerra sostenendo 20 combattimenti ed in particolare 167 ricognizioni, 479 crociere e tentate ricognizioni e 9 bombardamenti, sganciando 78 bombe per un totale di 833 kg.

Il 31 agosto 1918 deve essere ricreata a Riva presso Chieri su Breguet Bre 14 A2 ricevendone 12 nella prima metà di gennaio 1919 ma nel 1920 viene sciolta.[1]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Al 30 aprile 1927 era all'Aeroporto di Pisa-San Giusto nel 62º Gruppo Aeroplani nel 21º Stormo di Bologna sugli Ansaldo A.300 della Regia Aeronautica. Il 15 gennaio 1929 il 62º Gruppo passa nel 19º Stormo da Ricognizione.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era all'Aeroporto di Arezzo nel 62º Gruppo Osservazione Aerea per l'8ª Armata nell'Aviazione Ausiliaria per l'Esercito con 7 IMAM Ro.37bis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 165-167

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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