Casimiro Buttini

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Casimiro Buttini
29 ottobre 1887 – 23 febbraio 1959
Nato aSaluzzo
Morto aSaluzzo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Regia Aeronautica
CorpoCorpo aeronautico militare
SpecialitàBombardamento
Reparto3ª Squadriglia
GuerrePrima guerra mondiale
Comandante di10ª Squadriglia da bombardamento "Caproni"
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
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Casimiro Buttini (Saluzzo, 29 ottobre 1887Saluzzo, 23 febbraio 1959) è stato un militare e aviatore italiano.

Al 1º gennaio 1917 il Tenente pilota Buttini è in forza alla 3ª Squadriglia Caproni. Il 9 settembre successivo il suo apparecchio fu colpito dal fuoco dell'artiglieria nemica e il secondo pilota Sergente Luigi Remitti ucciso; Buttini, seppur ferito ad un braccio, riuscì a rientrare con l'aeroplano dietro le linee italiane atterrando in emergenza sulle trincee italiane, riportando con il Ten. osservatore Weiss Poccetti ed il mitragliere Alberto Farneti in patria la salma del compagno. Il 29 settembre 1917 ricevette la medaglia d'oro al valor militare e gli altri due commilitoni la Medaglia d'argento al Valor Militare.

Dal 25 settembre 1917 decolla da Taliedo con il Maggiore Armando Armani come comandante del Distaccamento A.R. su Caproni Ca.33 diretto a Gioia del Colle facendo scalo a Centocelle. Ai suoi ordini vi erano la squadriglie 1^ Bis (comandata da Gabriele D'Annunzio) e la 15^ Bis con 14 Ca.450 hp che alle 23.00 del 4 ottobre decollano per bombardare il porto di Cattaro. Oltre a Maurizio Pagliano, Luigi Gori, Ivo Oliveti, Gino Lisa, Mariano D'Ayala Godoy ed Andrea Bafile alla rischiosa impresa vi prese parte anche il corrispondente di guerra del Corriere della Sera Guelfo Civinini.[1]

Dal 25 ottobre 1918 il Capitano Buttini assume il comando della 10ª Squadriglia da bombardamento "Caproni".

Al termine del conflitto acquistò per l'ingente somma di 30.000 lire il suo ultimo bombardiere Caproni Ca.36 "Falco" che conservò in un magazzino e che oggi è visibile nella collezione esposta al Museo storico dell'Aeronautica Militare.

Era figlio adottivo dell'onorevole Camillo Peano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Pilota d’aeroplano, fatto segno durante un’azione di bombardamento ad intenso e ben aggiustato tiro di artiglieria nemica, calmo e sprezzante di ogni pericolo, si indugiava sulle posizioni da battere, per eseguire con precisione il tiro delle sue bombe. Investito da raffiche sempre più precise, visto colpito a morte il secondo pilota, cui una granata aveva asportato la testa, e ferito egli stesso ad un braccio, col viso coperto dal sangue e da brandelli di carne del compagno ucciso, nonostante che l’apparecchio, gravemente colpito in più parti, non obbedisse più ai comandi, conservava ed infondeva, col suo contegno energico e risoluto, eroica calma in tutto l’equipaggio e, dopo sforzi inauditi, riusciva a mettere in sesto l’apparecchio che precipitava; passando quindi a bassa quota sulle linee nemiche, tra l’infuriare della fucileria, delle artiglierie e delle mitragliatrici, riconduceva sul suolo della Patria i compagni illesi ed il suo prezioso carico di morte. Cielo di Ternova, 9 settembre 1917.[2]»
— 29 settembre 1917 (B.U. 1917 disp. 75 pag. 6148).[3]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Arditissimo pilota d'aeroplano, compì numerosi, importanti e precisi bombardamenti anche in circostanze difficilissime. Con sereno sprezzo d'ogni pericolo, pure avendo avuto l'apparecchio spesso colpito dalle artiglierie avversarie, condusse sempre pienamente a termine i compiti affidatigli, mercé la sua singolare abilità e il suo indomito coraggio, offrendo continue mirabili prove di serenità, audacia ed elevato sentimento del dovere. Cielo della fronte Giulia e Trentina, 13 settembre 1916, 20 agosto 1917.[4]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pagg. 138-139.
  2. ^ Scheda nel sito ufficiale del Quirinale.
  3. ^ Testo delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Ufficio storico dell'Aeronautica Militare, 1969, p. 8.
  4. ^ istitutonastroazzurro.org, su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org. URL consultato il 26 maggio 2014.
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