Nieuport 11

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nieuport 11
L'asso francese Jean Navarre ed il meccanico Servant con il "Bébé".
L'asso francese Jean Navarre ed il meccanico Servant con il "Bébé".
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Gustave Delage
Costruttore Francia S.A.E. Nieuport
Data primo volo 1915
Data entrata in servizio 1916 [1]
Utilizzatore principale Francia Aviation militaire
Altri utilizzatori Belgio Reale aeronautica militare belga
Italia Corpo Aeronautico Militare
Paesi Bassi Luchtvaartafdeling
Esemplari oltre 7 100 [1]
Altre varianti Nieuport 16
Nieuport 17
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 5,80 m
Apertura alare 7,55 m
Altezza 2,45 m
Superficie alare 13 [2]
Peso a vuoto 320 kg
Peso max al decollo 480 kg
Propulsione
Motore un rotativo Le Rhône 9C
Potenza 80 hp (59,7 kW)
Prestazioni
Velocità max 156 km/h
Autonomia oltre 2 h
Tangenza 4 600 m
Armamento
Mitragliatrici una Lewis calibro 7,7 mm

Dati estratti da Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo[3],dove non diversamente specificato.

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Nieuport 11, citato anche come Nieuport XI e battezzato affettuosamente "Bébé" dai suoi equipaggi, era un caccia monomotore biplano prodotto dall'azienda francese Société Anonyme des Établissements Nieuport negli anni dieci del XX secolo.

Adottato dalle forze aeree delle nazioni della Triplice intesa, principalmente di Francia e Regno d'Italia, venne utilizzato con successo durante la prima guerra mondiale fino al suo termine e proseguendo la sua attività operativa in numerose aeronautiche militari.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del conflitto le autorità militari francesi decisero di sviluppare nel proprio paese l'arma aerea ricorrendo all'esperienza maturata dalle aziende nazionali che solo pochi anni prima avevano intrapreso lo sviluppo di nuovi modelli. Venne espressa la necessità di dotare i propri reparti di un nuovo modello richiesta che venne accolta dalla Nieuport.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Il progetto venne affidato all'ingegner Gustave Delage il quale sviluppò il precedente modello da lui concepito per partecipare ad una delle tre Gordon Bennett Cup del 1914, il Type 10, che per lo scoppio delle ostilità venne convertito all'uso bellico.[1] Mantenendone l'impostazione generale, monomotore monoposto biplano a carrello fisso, riuscì a mantenerne dimensioni particolarmente compatte, caratteristica quest'ultima che gli valse il soprannome con il quale viene tutt'oggi ricordato.

Il prototipo venne portato in volo per la prima volta nel 1915 confermando le caratteristiche di velocità e affidabilità del Type 10, mostrando grande semplicità nelle evoluzioni, grazie alla sua maggiore compattezza dimensionale.

Il modello venne approvato dalle autorità militari francesi ed avviato alla produzione in serie negli stabilimenti aziendali di Issy-les-Moulineaux, un sobborgo di Parigi.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il motore rotativo Le Rhône 9C del "Bébé".

Biplano, con configurazione sesquiplana, basava le proprie prestazioni sugli 80 CV erogati dal 9 cilindri rotativo "Le Rhône".

L'armamento del "Bébé" era costituito, per i primissimi esemplari, da una mitragliatrice Hotchkiss Mle 1914 con caricatore da 25 colpi. Successivamente venne sostituita da una Lewis calibro 7,7 mm con caricatore prima di 47 e, poi, da 97 colpi, posta sull'ala superiore, con traiettoria esterna al raggio d'azione dell'elica. Contrariamente al predecessore N 10 (inizialmente concepito come biposto), l'ancoraggio d'arma era stato previsto in sede di progettazione e consisteva in un supporto tipo Foster a binario curvo. Su tale binario il pilota aveva facoltà di manovrare manualmente lo scorrimento longitudinale dell'arma e, altresì, di fissarla nella posizione desiderata per il tiro a brandeggio.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Impiegato specialmente per contrastare i Fokker E.III, il Nieuport Type 11 si dimostrava particolarmente efficace, grazie alle ottime prestazioni di ascesa rapida, mentre il suo principale punto debole consisteva nei problemi di aeroelasticità alle alte velocità, meglio note come flutter, che comportavano forti vibrazioni, crescenti proporzionalmente alla velocità, fino a provocare il collasso strutturale.

Le cronache del tempo registrarono parecchi incidenti, dovuti principalmente al cedimento della struttura alare nel corso delle manovre di picchiata, con epiloghi spesso tragici.

Al fine di ovviare al problema, la Nieuport provvide ad allestire il "Type 17" (nel 1917), un modello modificato e rinforzato strutturalmente, che venne parimenti soprannominato "Bébé".

I "Type 11" e "Type 17" furono certamente i velivoli più amati dai piloti alleati in generale e dagli "assi" in particolare. A bordo di questi Nieuport raggiunsero la fama i piloti francesi Guynemer, Navarre e Nungesser, l'inglese Ball, il canadese Bishop, oltre agli italiani Ruffo e Baracca, solo per citare i più conosciuti.

Il "Bébé" venne costruito anche in altri paesi, come Olanda e Russia, sia durante che dopo il conflitto. Oltre 400 esemplari vennero prodotti in Italia, su licenza, dalla Macchi che costruì la variante Nieuport Ni.11.

Tredici pregevoli repliche del Nieuport Type 11 "Bébé" sono state costruite a Independence (Oregon), nel 1999, per commemorare le epiche gesta della Squadriglia Lafayette, attraverso manifestazioni di volo acrobatico.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Il Nieuport 11 nella livrea della francese Aviation militaire esposto nel memoriale a Fleury-devant-Douaumont, uno dei sei villaggi francesi completamente distrutti durante la prima guerra mondiale e mai più ricostruiti.
Il Nieuport 11 della Srpska avijacija, forza aerea dell'allora Regno di Serbia, conservato al Museo dell'aeronautica di Belgrado.
Belgio Belgio
Colombia Colombia
Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Francia Francia
Regno Unito Regno Unito
bandiera Regno d'Italia
Paesi Bassi Paesi Bassi
Romania Romania
Impero russo Impero russo
bandiera Serbia
Siam Siam
bandiera Ucraina

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Nieuport XI Bébé in avionslegendaires.net
  2. ^ (EN) Christopher Chant, Michael J.H. Taylor, The World's Greatest Aircraft, Edison, NJ, Cartwell Books Inc., 2007, p.248-9, ISBN 0-7858-2010-8.
  3. ^ Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.1), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p.141.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.1), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p.140-1.
  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.10), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p.257.
  • (EN) Christopher Chant, Michael J.H. Taylor, The World's Greatest Aircraft, Edison, NJ, Cartwell Books Inc., 2007, p.248-9, ISBN 0-7858-2010-8.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]