Il Conte di Montecristo

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Il conte di Montecristo
Titolo originale Le comte de Monte-Cristo
Autore: Alexandre Dumas
Anno
(1ª pubbl.):
Genere: Romanzo
Sottogenere:
Ambientazione: Francia, Italia, isole del Mar Mediterraneo
Anno di ambientazione: 1815-1838
Protagonista:
Coprotagonisti:
Antagonista:
Personaggi secondari:
Serie:
Preceduto da:
Seguito da:
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 1998
Editore: Rizzoli
Edizione: 1
Traduzione: Emilio Franceschini
Collana: Superbur Classici
Pagine: 915
Capitoli 117
ISBN 8817150398
ISSN
Progetto Letteratura


Il Conte di Montecristo è uno dei più famosi romanzi d'appendice scritti da Alexandre Dumas, noto tra l'altro per la trilogia che include "I Tre Moschettieri", "Vent'anni dopo", e "Il Visconte di Bragelonne". Considerata da molti la sua opera migliore, fu completata nel 1844 e rilasciata come una serie in 18 parti nei 2 anni successivi.

La storia è ambientata in Italia, in Francia e nelle isole del Mar Mediterraneo, durante gli anni tra il 1815 ed il 1838 (dalla fine del regno di Napoleone I al regno di Luigi Filippo). I principali temi trattati riguardano la giustizia, la vendetta, il perdono e la misericordia.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] Da marinaio a prigioniero

[modifica] Lo sbarco

24 febbraio 1815: Edmond Dantès, marinaio diciannovenne a bordo della nave Pharaon, ritorna a casa a Marsiglia. All'arrivo incontra il suo armatore, il signor Morrel, a cui comunica la morte del precedente capitano ed amico Leclérc. Nonostante il momento di lutto Morrel fa capire a Edmond che il ruolo del defunto sarà presto suo, essendo onesto e bravo, cosa che aveva già dimostrato a bordo del Pharaon durante il viaggio capitanando la nave in quanto secondo. Spinto dalle insinuazioni, dettate dal feroce odio di Eugene Danglars, scrivano della nave, Morrel domanda a Dantès perchè aveva fatto fermare la nave all'isola d'Elba. Edmond racconta come dovesse consegnare un plico per il gran Maresciallo Bertrand, eseguendo le ultime volontà di Leclérc, e come in quell'occasione avesse scambiato due parole con Napoleone. Si scoprirà in seguito che in questa occasione il maresciallo chiede ed ottiene che Edmond porti una lettera confidenziale ad un uomo a Parigi, con l'assicurazione che il suo contenuto è inoffensivo. Morrel è soddisfatto della risposta, anche se teme, e glielo riferisce, che gli incontri fatti sull'isola potrebbero causare dei guai al giovane. Riconfermando nuovamente la promessa del suo prossimo incarico di capitano Morrel lascia che Edmond torni a terra, per incontrare il padre e la sua futura sposa, la catalana Mercedés.

[modifica] Il ritorno a casa

La prima visita di Edmond è per il vecchio padre, che ritrova dimagrito e senza soldi nella sua piccola camera: infatti l'anziano si era incaricato di saldare il debito con il vicino di casa Caderousse, e le finanze rimaste gli erano bastate appena per sopravvivere. Edmond rimprovera affettuosamente il padre e gli mostra i soldi guadagnati con il viaggio per nave, assicruandoli che con essi non vi saranno più problemi economici. In quel momento entra il sarto Caderousse, che con i complimenti affettuosi a Edmond non riesce a celare del tutto l'invidia del benessere del vicino e la cupidigia per i denari che gli vede in possesso . Una volta che Dantés esce per recarsi ai Catalani per riabbracciare l'amata Mercedés, Caderousse e Danglars si incontrano, e parlando mostrano il loro odio per Edmond, augurandosi di tutto cuore che la sua fortuna termini il più presto.

Nel contempo Edmond si è recato ai Catalani, il villaggio spagnolo, dove incontra Mercédès e suo cugino Fernand Mondrego (pure lui catalano), che non riesce a trattenere la sua rabbia verso il francese che ha rubato il cuore della sua amata. Mercédès infatti ha respinto di nuovo la sua richiesta di matrimonio, ribadendo la fortissima amicizia che li lega ma negando di amare altri fuorchè Dantés.

Mentre i due innamorati passeggiano lungo il promontorio tre uomini si incontrano; le fortune del protagonista non infatti passano inosservate a tre "amici" di Dantès che stavano bevendo in un bar nelle vicinanze; il pescatore Fernand, a cui ha sottratto l'amore di Mercédès, l'invidioso Caderousse e Danglars, che farebbe di tutto affinchè il comando del Pharaon non andasse all'odiato Edmond.

[modifica] Le lettera

Mentre Edmond e Mercédès si allontanano Danglars stuzzica il giovane Fernand sul matrimonio tra i due, mentre Caderousse, alticcio, segue la conversazione con vago interesse. Danglars nasconde ai due amici la sua invidia per la promozione a capitano di Dantés, sottolineando il fatto di non voler fare del male al suo futuro capitano, ma di essere dispiaciuto per la situazione di Mondego. Così i due, quasi per scherzo, arrivano a concludere che la soluzione migliore sarebbe mandare Edmond in prigione per un lungo tempo, allontandolo così da Mercédès senza ucciderlo. Sempre con fare scherzoso Danglars , a conoscenza del fatto che all'Elba Edmond avesse ricevuto una lettera da recapitare in Francia, si fa portare carta e penna e scrive, modificando la propria calligrafia, una lettera anonima che denuncia Edmond come agente bonapartista:

« Il signor Procuratore del Re è avvisato, da un amico del trono e della religione, che un tale, nominato Edmond Dantés, secondo del bastimento Pharaon giunto questa mattina da Smirne, dopo aver toccato Napoli e Portoferraio, fu incaricato da Murat di una lettera per l'usurpatore, e dall'usurpatore di una lettera per il Comitato bonapartista di Parigi. Si avrà del suo delitto arrestandolo poichè si troverà questa, o nelle sue tasche, o in casa di suo padre, o nella sua cabina a bordo del Pharaon»

Una volta scritta Danglars si rivolge ai due compari: Caderousse, nonostante il vino, si rende conto dell'atto infame che potrebbe essere la spedizione della lettera, al che Danglars gli ripete che nemmeno lui vuole male a Dantés, e spiegazza il foglio gettandolo in un angolo. Poco dopo i tre si separano, Danglars e Caderousse tornano a Marsiglia, Mondego invece fa finta di tornare ai Catalani mentre , dopo aver raccattato da terra il foglio, si reca in città anche lui (per spedirlo). Danglars voltandosi e vedendo le mosse del giovane catalano si rende conto che il suo piano è ormai avviato, adesso deve solo aspettare l'evolversi della situazione.

[modifica] L'arresto

Il giorno seguente Edmond e Mercédès tengono il loro pranzo di fidanzamento, e alla presenza di amici e parenti, tra cui il vecchio Dantés, Fernand, Caderousse, Morrel e Danglars, annunciano, con sorpresa (e sgomento per Mondego) che si sposeranno il pomeriggio stesso. Mentre la coppia e il seguito sta per partire per dirigersi al Palazzo della città per essere uniti in matrimonio un commissario e quattro soldati traggono in arresto Edmond. Se da una parte Mercédès e il padre del futuro sposo sono sconvolti, Danglars e Fernand vedono realizzarsi i loro intenti (Morrel lo nomina capitano finchè la faccenda non si risolverà); il solo Caderousse è sinceramente preoccupato della situazione e sulle prime vorrebeb spiegare tutto, ma Danglars lo fa desistere: la giustizia farà il suo corso e poi si vedrà.

[modifica] Villefort e l'interrogatorio

La lettera era stata infatti trasmessa al procuratore e magistrato pubblico Gerard de Villefort: a soli ventisette anni era giunto ad un importante posto nella magistratura, e stava, con sua grande felicità, per sposare Renata, erede dei Marchesi di S.Meràn, ricchi ed assai legati alla monarchia (quindi particolarmente severi verso i bonapartisti). L'unico suo motivo di preoccupazione è il padre, ex membro del governo napoleonico e bonapartista, che era stato aquasi rinnegato dal figlio per preservarne carriera e rapporti con la famiglia della fidanzata (aveva addirittura mutato il nome da Noirtier a Villefort). Ed è proprio durante il pranzo di fidanzamento tra Renata e Gerard che Villefort deve assentarsi per interrogare Edmond. Nonostante il Marchese e la Marchesa di S.Meràn ricordino al futuro genero di tenere un atteggiamento non indulgente, il giovane si reca ben disposto, nei limiti del possibile, all'interrogatorio.

Dopo aver incontrato Morrel, che cerca di mettere una buona parola sul giovane agli arresti, Villefort inizia e interrogare Dantés: è subito colpito dalla sincerità del giovane, dalla sua onestà e, comprenendo la sua situazione e la certa innocenza, cerca di fare il prima possibile per risolvere il problema. Villefort comunica quindi ad Edmond che una volta resegli la lettera che avrebbe dovuto consegnare a Parigi sarebbe stato libero; ma una volta tra le mani rimane sgomento: il destinatario era suo padre!

Villefort cade nello sconforto; benché riconosca l'innocenza di Edmond e sia sul punto di rilasciarlo libero sa che il legame tra il padre e il possibile complotto, se scoperto potrebbe portare ad una speculazione mortale per la sua carriera e l'imminente matrimonio]]. Per seppellire questo segreto Villefort decide che vi è un'unica via, benchè a discapito del povero Dantés, l'unico a conoscenza del destinatario della lettera e, forse, del contenuto. Villefort rassicura Edmond sulla sua situazione, promettendogli a breve la libertà, anche se dovrà trattenerlo ancora un poco al Palazzo di Giustizia. Detto ciò brucia la lettera diretta al padre e convince il giovane a non parlarne più, assicurandogli in questo caso la sicura salvezza; Edmond, credendo che l'uomo davanti a lui si stia adoperando con ogni mezzo per la sua scarcerazione, giura di fare ciò che gli è consigliato. Villefort fa così condurre nella prigione del Palazzo di Giustizia Dantés, e poi comincia a mettere in atto il piano che potrà salvarlo dalal catastrofe che pochi minuti prima si prospettava davanti a lui.

[modifica] Fuga dalla prigione

In prigione Dantès prega Dio affinché venga rilasciato, ma gli anni passano e si sviluppa in lui il desiderio di suicidio; tuttavia, nel momento in cui ha deciso di darsi la morte, sente scavare sotto il pavimento un altro prigioniero e questo gli dà la speranza. Il prigioniero è lo scienziato ed abate Faria, con il quale forma un'amicizia profonda. Faria istruisce Dantès in varie materie, dall'economia, alla matematica, alle lingue straniere ed alla filosofia. Come conseguenza delle sue conversazioni con Faria, Dantès comincia lentamente a comprendere la causa della sua prigionia: il giovane marinaio, impressionato dal sapere dell'abate, gli racconta infatti la sua storia, e il suo compagno capisce subito che si tratta di un complotto ordito da persone che volevano toglierlo di mezzo senza però ucciderlo. Assieme a Faria passano ore a scavare un tunnel per la fuga, ma Faria, ormai vecchio ed infermo, non riuscirà a vederne l'uscita. Prima di morire, l'abate confida a Dantès la posizione di un grande tesoro, appartenuto alla famiglia Spada, nascosto sull'isola di Montecristo.

Dantès riesce a fuggire dal carcere sostituendosi al corpo di Faria nel sacco che ne dovrebbe contenere le spoglie: i carcerieri, non accortisi dello scambio, lo gettano in mare.

Dopo la fuga viene salvato da alcuni marinai e arriva con loro in Italia, trova il tesoro indicato da Faria e cambia identità assumendo quella dell'enigmatico conte di Montecristo. La sua lunga esperienza in prigione lo ha cambiato: sia fisicamente, dandogli un aspetto vampiresco, che mentalmente, dandogli una profondità e una ampiezza di conoscenza molto più grandi, e socialmente, dal momento che ora possiede un'immensa ricchezza. Tuttavia forse il cambiamento più grande è psicologico: da giovane idealista è diventato un uomo intenso, vicino all'ossessione per i suoi propositi di ripagare in natura ciò che hanno fatto a lui, vendicandosi.

[modifica] La ricompensa

Dantès torna a Marsiglia per cercare coloro che amava, ma trova soltanto disperazione. Sfruttando vari travestimenti (nelle vesti dell'abate Busoni e dell'inglese Lord Wilmore), Edmond Dantès ottiene la conferma ai suoi sospetti tramite Caderousse, al quale, presentandosi come l'abate Busoni, rivela gli ultimi desideri di Dantès. Da lui scopre che tutti coloro che lo hanno denunciato hanno avuto fortuna: Fernand è diventato conte e un Pari di Francia; Danglars è un barone ed il più ricco banchiere di Parigi; Villefort è diventato Procuratore del Re. In più, Fernand ha sposato Mercédès, con la quale ha avuto un figlio, Albert. Visto che Caderousse è gia' stato punito in qualche modo, Montecristo gli regala un diamante che può essere sia una possibilità di redenzione o una trappola, in modo che l'avidità dell'uomo lo porti alla rovina. Quest'ultimo sentimento prevale e porta Caderousse a diventare un assassino, ma Montecristo lo libera nuovamente per dargli un'altra possibilità di redenzione. Questi però non ne approfitta, e diventa un criminale a tutti gli effetti. La sua cupidigia lo porterà alla morte per mano di un ex-galeotto - in realtà il figlio illegittimo di Villefort (si veda sotto) - durante un tentativo di rapina nella casa parigina di Montecristo.

Morrel, l'ex armatore della nave di Dantès, dopo l'imprigionamento di Edmond ha subìto una serie di rovesci, tanto che quando il fuggiasco del Castello d'If gli si presenta sotto le sembianze di Lord Wilmore, è sull'orlo della bancarotta e sta meditando di suicidarsi. Saputo ciò, Dantès aiuta Morrel e suo figlio Maximilien, nascondendo la sua vera identità dietro lo pseudonimo di "Sinbad il marinaio".

[modifica] Vendetta

Dieci anni dopo il suo ritorno a Marsiglia, Dantès mette in atto il suo piano di vendetta. Crea la falsa identità del Conte di Montecristo, un misterioso e enormemente ricco aristocratico. Appare prima a Roma durante il Carnevale dove si fa amici Franz d'Epinay, un giovane aristocratico, e Albert di Morcerf, il figlio di Mercédès e Mondego. In seguito si trasferisce a Parigi, dove diventa una sorta di attrazione cittadina. Grazie alla sua cultura ed alla sua abilità retorica anche i suoi nemici rimangono affascinati dalla sua figura e grazie alla sua ricchezza tutti vogliono diventare suoi amici.

Montecristo incontra Danglars, divenuto un ricco banchiere. Montecristo lo stupisce con la sua apparente infinita ricchezza e riesce ad estendere il suo credito fino a 6 milioni di franchi lasciandone al banchiere 900,000. I termini dell'accordo prevedono che Montecristo possa chiedere il rimanente (5,100,000 franchi) in ogni momento. Il Conte manipola il mercato azionario e velocemente distrugge una grossa porzione del patrimonio di Danglars. Dopo pochi mesi tutto quello che rimane a Danglars è una buona reputazione e 5,000,000 che deve rendere ad un ospedale. Il Conte chiede i 5 milioni in ossequio al loro accordo. La reputazione di Danglars viene così rovinata: è costretto a venire meno alla richiesta del Conte oppure a quella dell'ospedale, sceglie di pagare il Conte fornendo il denaro in cambio di una nota di pari importo. Danglars quindi fugge a Roma per riscuotere la lettera di credito in contanti e poter vivere in maniera agiata ma anonima. Viene però intercettato dall'agente del Conte, il famoso bandito Luigi Vampa, a cui paga tutti i soldi pur di non morire di fame. Tutto quello che gli rimane sono 50,000 franchi. Dantès si confronta con Danglars, lasciandolo moralmente distrutto ma ancora vivo.

Montecristo possiede una schiava greca, Haydée. Essa è figlia di Ali Pasha, sultano di Janina, che aveva riposto la sua fiducia in Fernand, solo per venire tradito da questo durante una guerra. Dopo la sua morte, lei e la madre furono vendute al mercato degli schiavi. Il Conte spinge Danglars a fare ricerche su questo evento che viene poi pubblicato su un quotidiano. Come risultato, Fernand viene processato per i suoi crimini. Haydée testimonia contro di lui e Fernand cade in disgrazia.

Mercédès è l'unica a riconoscere Montecristo. Quando Albert incolpa Montecristo per la rovina di suo padre e pubblicamente lo sfida a duello, essa si reca segretamente da Montecristo e lo prega di risparmiare suo figlio. Durante questo colloquio le viene rivelata la verità sull'arresto e l'imprigionamento di Edmond Dantès; in seguito per salvare sia Montecristo che Albert rivela la verità a quest'ultimo: ciò spinge quest'ultimo a scusarsi pubblicamente con il Conte. Albert e Mercédès abbandonano Fernand, che di conseguenza si suicida. La madre ed il figlio partono per ricostruirsi una vita liberi dalla disgrazia: lui in Africa come soldato per ricostruire la sua vita ed il suo onore sotto un nuovo nome di famiglia, Herrera, datogli da sua madre, lei torna ad una vita solitaria a Marsiglia.

L'ultima vendetta che rimane da compiere è nei confronti di Villefort. La famiglia di Villefort è divisa. Valentine, la figlia avuta dalla prima moglie, è destinata ad ereditare l'intera fortuna di suo nonno e dei genitori della madre (la famiglia Saint-Méran), mentre la seconda moglie, Héloïse, cerca fortuna per suo figlio Edward. Montecristo è a conoscenza delle intenzioni di Héloïse, e innocentemente la introduce allo studio dei veleni. Héloïse avvelena mortalmente i Saint-Méran, facendo in modo che Valentine riceva la loro eredità. Poi cerca di assassinare il nonno di Valentine, Nortier, ma il suo servo beve accidentalmente il veleno e muore. Nortier è incidentalmente salvato da un secondo tentativo di omicidio quando disereda Valentine come tentativo di impedirne il matrimonio con Franz d'Epinay. Quando Noirtier rivela di aver ucciso in duello il padre di Franz, suo rivale politico, il progetto di matrimonio fallisce e Valentine viene di nuovo inserita nel testamento del nonno. Questo porta Héloïse a tentare di uccidere Valentine, facendo in modo che Edward riceva tutta l'eredità come unico erede.

Nel frattempo, Montecristo ossessiona Villefort con la sua passata storia con la moglie di Danglars ed il figlio che i due ebbero. Anni prima la signora Danglars ebbe un figlio da Villefort, mentre alloggiava in una casa ad Auteuil. Villefort, credendo il figlio morto alla nascita, lo aveva seppellito nel giardino. Però il figlio fu salvato e cresciuto da Bertuccio, un nemico di Villefort che tentò di assassinare il giudice la notte in cui il bambino era nato. Montecristo, di cui Bertuccio è diventato uno dei bracci destri, acquista la casa di Auteuil e la usa contro Villefort. Cresciuto, il figlio arriva a Parigi sotto la falsa identità del Principe Andrea Cavalcanti (sostenuto economicamente dal Conte) e convince Danglars a dargli in sposa la figlia. Caderousse ricatta Andrea, minacciando di rivelarne il passato, ed Andrea uccide Caderousse. Andrea viene arrestato e quindi sottoposto a processo da Villefort.

Dopo che Montecristo viene a sapere che il figlio del suo vecchio amico Morrel è innamorato di Valentine, la salva facendo credere che il piano di Héloïse di avvelenarla abbia avuto successo e questa sia morta (anche se in realtà è in un coma indotto da una mistura di hashish ed oppio preparata da Montecristo). Villefort viene a sapere da Noirtier che Héloïse è responsabile dell'assassinio di Valentine. Villefort ha un confronto con Héloïse, e la costringe a scegliere tra una esecuzione pubblica o suicidarsi con il veleno. Poi va al processo di Andrea. Qui, Andrea rivela che è in realtà il figlio di Villefort salvato dopo che questi lo aveva seppellito vivo. Villefort ammette la sua colpa e fugge dal tribunale. Sentendosi colpevole come la moglie, decide di fermarne il suicidio, ma scopre che lei oltre a suicidarsi ha anche "portato suo figlio con lei". Dantès si confronta con Villefort. Villefort mostra a Dantès la moglie ed il figlio morti ed impazzisce. Dantès cerca di riportare in vita Edward, fallisce, e si accorge con rimorso che la sua vendetta si è spinta troppo oltre.

[modifica] Redenzione

Per Edmond Dantès i problemi sono più complicati del previsto. I suoi sforzi di distruggere i nemici e proteggere i pochi amici diventano enormi. Non avendo previsto la morte del figlio di Villefort, Dantès inizia a porre in dubbio il suo ruolo di agente della vendetta Divina. Ciò lo porta ad allontanarsi temporaneamente dal suo piano di azione. Dopo questo periodo di riflessione Dantès riesce ad accettare la propria umanità ed è finalmente capace di perdonare sia i suoi nemici che se stesso. Solo quando è sicuro che il suo piano è giusto e la sua coscienza pulita, può portare a termine il suo piano.

Maximilien Morrel è distrutto perché crede che il suo vero amore, Valentine, sia morta. Pensa anche a commettere suicidio dopo essere stato al funerale. Montecristo si rivela come la persona che aveva salvato Morrel padre dal suicidio anni prima. Maximilien è grato e si lascia persuadere da Montecristo a rinviare i propositi di suicidio di un mese. Passato questo tempo, sull'isola di Montecristo, il conte presenta Valentine a Maximilien e rivela che è stato lui a salvarla dal tentativo di avvelenamento. Montecristo quindi lascia l'isola e manda il suo amico Jacopo a consegnare una lettera ai due rivelando di aver lasciato tutto il suo tesoro a Maximilien. Haydée offre ad Edmond (Montecristo) un nuovo amore ed una nuova vita. I due partono insieme pronti a ricominciare.

[modifica] Personaggi

[modifica] Edmond Dantès e i suoi travestimenti

  • Edmond Dantès — Edmond è il protagonista della storia. Inizialmente è un esperto marinaio, ottimo fidanzato (Mercédès) e futuro capitano della nave "Pharaon". Dopo gli anni di prigionia diventa il Conte di Montecristo, nome preso da un'isola di cui è diventato proprietario dopo avervi trovato il tesoro indicato dall'abate Faria. Sotto questa nascosta identità compirà la sua elaborata vendetta.
  • Conte di Montecristo — La persona in cui Edmond cambia la sua identità per rimanere in incognito. Il Conte appare come una persona gentile, educata e misteriosa.
  • Lord Wilmore — Un nobile inglese interpretato da Edmond per compiere buone azioni e atti di generosità. Questo personaggio è l'esatto opposto del Conte di Montecristo e si suppone che loro due siano rivali.
  • Sinbad il Marinaio — Il personaggio che Edmond userà per salvare la Famiglia Morrel dalla bancarotta. (Sinbad il Marinaio viene tradotto dal francese Sinbad le Marin).
  • Abate Busoni — L'identità che usa Edmond in altre circostanze per la presunta autorità religiosa.

[modifica] Servitori del Conte

  • Bertuccio — maggiordomo del Conte, stimato da quest'ultimo che lo considera capace di tutto. Il Conte è convinto che non si dimetterà mai perché non troverebbe di meglio. Bertuccio, prima di conoscere il Conte, dichiara vendetta contro Gerard de Villefort per l'assasinio di suo fratello; convinto di averlo ucciso salva il figlio illegittimo che Villefort ha avuto con Hermine Danglars e che in seguito chiamerà Benedetto e si ripresenterà nell'opera con il nome di Andrea Cavalcanti.
  • Haydée — Figlia di Ali Pasha comprata dal Conte al mercato degli schiavi a Costantinopoli. Anche se lei è considerata una schiava, il Conte la tratta con il massimo rispetto. Questa donna "greca", così viene chiamata, è innamorata follemente del Conte che la considera troppo giovane per lui. Durante il processo di Fernand Mondego porterà le prove per incarcerarlo.
  • Ali — Schiavo Nubiano del Conte di Montecristo. Egli è muto e totalmente dedito al suo padrone per avergli salvato la vita in Tunisia. Inoltre è un domatore di cavalli.
  • Baptistin — Servitore per lungo tempo del Conte. Per la sua continua lealtà diventa il numero 3 del Conte, il quale si fida totalmente di lui.

[modifica] La Famiglia Morcerf

  • Mercedes Herrera Mondego — Fidanzata di Edmond all'inizio dell'opera; in seguito sposerà suo cugino Fernand perché Edmond viene imprigionato e poi creduto morto. Lei non ama Fernand, ma lo considera suo fidato amico, e Edmond rimarrà sempre il suo vero amore.
  • Fernand Mondego — Più tardi conosciuto come Conte di Morcerf. Lui è innamorato di Mercedes e farebbe qualsiasi cosa per averla. Infatti con l'aiuto di Danglars progetta l'accusa contro Edmond. Viene mostrato come la rappresentazione del diavolo; alla fine dell'opera dopo essere abbandonato dalla moglie e dal figlio si suicida.
  • Albert de Morcerf — Figlio di Mercedes e Fernand. Conosce il Conte a Roma, dove durante il Carnevale il conte lo libera dalla prigionia del bandito Luigi Vampa grazie alla lealtà ed il rispetto che quest'ultimo ha nei confronti del Conte. Alla fine del poema abbandonerà con la madre Fernand, dopo aver conosciuto tutta la verità.

[modifica] La Famiglia Danglars

  • Barone Danglars — Inizialmete il Commissario di bordo della nave dove lavora Edmond, del quale è geloso per il trattamento che riceve da Pierre Morrel. Dopo aver incastrato il protagonista viene promosso capitano della nave Pharaon ed in seguito si arricchisce grazie all'abilità negli affari. Inoltre è membro della noveau riche con solo un superficiale buon gusto e con una famiglia infelice.
  • Madame Danglars — Gia abbastanza ricca prima di sposare il Barone con l'aiuto di Lucien Debray, amico e presunto amante, riesce ad investire il denaro del marito per mettere via un milione di franchi per la sua unica erede.
  • Eugenie Danglars — Figlia dei Danglars e promessa sposa ad Albert de Morcerf.

[modifica] La Famiglia Villefort

  • Gerard de Villefort — Procuratore del re il quale denunciò suo padre per proteggere la propria carriera. Inoltre è il responsabile dell'incarcerazione di Edmond sempre per salvare la sua posizione.
  • Valentine de Villefort — Figlia di Gerard de Villefort. Lei è innamorata di Maximilien Morrel, ma è promessa al Barone Franz d'Epinay; è inoltre in conflitto Heloise con la matrigna, e l'unico familiare dalla sua parte è il nonno Noirtier. Valentine è la quintessenza femminile: bella, dolce e amante.
  • Noirtier de Villefort — Padre di Gerard e nonno di Valentine. Dopo aver sofferto un attacco epilettico diviene muto e paralizzato, e capace solo di comunicare con la nipote e il figlio attraverso il linguaggio degli occhi. Salva la nipote dal matrimonio forzato con Franz d'Epinay. Durante la rivoluzione era un ardente bonapartista.
  • Heloise de Villefort — Seconda moglie di Gerard che pensa solo a proteggere suo figlio e la sua eredità.
  • Edward de Villefort — Unico figlio legittimo di Villefort.
  • Benedetto — Figlio illegittimo di Villefort ed Hermine Danglars, salvato da sicura morte da Bertuccio e sua cognata Assunta. Ritorna a Parigi sotto il nome di Andrea Cavalcanti.

[modifica] Altri Personaggi Importanti

  • Abate Faria — Prete e saggio italiano, in giovinezza fu precettore dei figli del Conte Spada, grazie al quale venne a conoscenza dell'immenso tesoro di famiglia; diventa amico di Edmond mentre è imprigionato nel castello d'If, e gli rivela il suo tesoro nascosto sull'isola di Montecristo. Diventato come un padre per Edmond, dopo aver scavato un tunnel che unisce le loro due celle, insegna al giovane corso le lingue e le scienze. Muore in prigione di malattia e dà la possibilità ad Edmond di fuggire di galera.
  • Luigi Vampa — Bandito italiano che deve riconoscenza al Conte di Montecristo, il quale lo include nei suoi piani di vendetta.
  • Gaspard Caderousse — Sarto vicino di casa del padre di Edmond, che partecipò da ubriaco alla denuncia per incastrare Edmond. Questo personaggio è differente dagli altri autori della congiura, perché egli ha partecipato ad essa senza volerlo, ma è troppo vigliacco per raccontare la verità. Edmond gli darà la possibilità di redimersi dei suoi peccati.
  • Pierre Morrel — Proprietario della nave Pharaon su cui lavorava Edmond all'inizio del romanzo. Uomo d'affari onesto, si fida di Edmond e gli propone di diventare capitano della nave. Dopo che Edmond viene arrestato cerca in tutti i modi di aiutarlo, ma, essendo il protagonista accusato di bonapartismo, la cosa diventa impossibile. Negli anni dal 1825 e 1830 subisce gravi perdite e solo grazie a Sinbad il Marinaio risolleva i suoi affari.
  • Maximilien Morrel — Figlio di Pierre, capitano nel reggimento Spahi e Ufficiale della Legion d'Onore. Maximilien diventa amico del Conte di Montecristo dal momento che entrambi frequentano Parigi. Il suo cuore arde per Valentine de Villefort, la quale lo ricambia.
  • Julie Herbault — Figlia di Pierre, sposata con Emmanuel Herbault.
  • Emmanuel Herbault — Marito di Julie. Ha lavorato per lungo tempo alla Morrel & Son ed è genero di Pierre e cognato di Maximilien.
  • Louis Dantes — Padre di Edmond molto affezionato al figlio. Muore mentre Edmond è incarcerato nell'isola d'If.
  • Barone Franz d'Epinay — Amico di Albert de Morcerf, e promesso a Valentine de Villefort. Il padre di Franz venne assassinato da Noirtier de Villefort, nonno di Valentine.
  • Lucien Debray — Segretario del Ministro degli Interni. Amico di Albert de Morcerf, confidente e probabilmente amante della signora Danglars.
  • Beauchamp — Giornalista amico di Albert de Morcerf.
  • Barone de Chateau-Renaud — Altro amico di Albert de Morcerf. Maximilien Morrel gli salvò la vita in Africa.

[modifica] Capitoli

  1. L'arrivo a Marsiglia
  2. Padre e figlio
  3. I Catalani
  4. Il complotto
  5. Il pranzo di fidanzamento
  6. Il sostituto del Procuratore del Re
  7. L'interrogatorio
  8. Il Castello d'If
  9. La sera del fidanzamento
  10. Il gabinetto delle Tuileries
  11. Il lupo di Corsica
  12. Padre e figlio
  13. I cento giorni
  14. I due prigionieri
  15. Il numero 34 e il numero 27
  16. Lo scienziato
  17. La cella dello scienziato
  18. Il tesoro
  19. Il terzo attacco
  20. Il cimitero del Castello d'If
  21. L'isola di Tiboulen
  22. I contrabbandieri
  23. L'isola di Montecristo
  24. L'abbagliamento
  25. Lo sconosciuto
  26. L'albergo del Ponte di Gard
  27. Il racconto
  28. I registri delle prigioni
  29. La casa Morrel
  30. Il 5 settembre
  31. L'Italia e Sinbad il marinaio
  32. Risveglio
  33. I briganti
  34. Le apparizioni
  35. Il patibolo
  36. Il carnevale di Roma
  37. Le catacombe di S.Sebastiano
  38. Il convegno
  39. La colazione
  40. La presentazione
  41. Bertuccio
  42. La casa di Auteil
  43. La vendetta
  44. Pioggia di sangue
  45. Il credito illimitato
  46. La pariglia grigio-pomellata
  47. Ideologia
  48. Haydée
  49. La famiglia Morrel
  50. Piramo e Tisbe
  51. Tossicologia
  52. Roberto il Diavolo
  53. Rialzo e ribasso dei fondi
  54. Il maggiore Cavalcanti
  55. Andrea Cavalcanti
  56. Il recinto di trifoglio
  57. Il signor Noirtier Villefort
  58. Il testamento
  59. Il telegrafo
  60. Mezzo di liberare un giardiniere dai ghiri che gli mangiano le pesche
  61. I fantasmi
  62. Il pranzo
  63. Il mendico
  64. Scena coniugale
  65. Disegni di matrimonio
  66. L'ufficio del Procuratore del Re
  67. Un ballo in estate
  68. Le informazioni
  69. La festa del ballo
  70. Il pane e il sale
  71. La signora di Saint-Méran
  72. La promessa
  73. La tomba della famiglia Villefort
  74. Processo verbale
  75. Progressi del signor Cavalcanti figlio
  76. Haydée
  77. Ci scrivono da Giannina
  78. La limonata
  79. L'accusa
  80. La stanza del fornaio in ritiro
  81. Rottura
  82. Giustizia di Dio
  83. Beauchamp
  84. Viaggio
  85. Il giudizio
  86. La sfida
  87. L'insulto
  88. La notte
  89. L'incontro
  90. Madre e figlio
  91. Suicidio
  92. Valentina
  93. Confessione
  94. Padre e figlia
  95. Contratto di nozze
  96. La strada del Belgio
  97. L'osteria della Campana e della Bottiglia
  98. La legge
  99. L'apparizione
  100. Locusta
  101. Valentina
  102. Massimiliano
  103. La firma di Danglars
  104. Il cimitero Lachaise
  105. La separazione
  106. La fossa dei leoni
  107. Il giudice
  108. Le assise
  109. L'atto d'accusa
  110. L'espiazione
  111. La partenza
  112. La casa dei viali di Meillan
  113. Il passato
  114. Peppino
  115. La carta di Luigi Vampa
  116. Il perdono
  117. Il 5 ottobre

[modifica] Adattamenti cinematografici e teatrali

[modifica] Voci correlate

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