Fiavè

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Fiavè
comune
Fiavè – Stemma
Fiavè – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Nicoletta Aloisi (lista civica) dal 09/05/2005
Territorio
Coordinate 46°00′16″N 10°50′32″E / 46.004444°N 10.842222°E46.004444; 10.842222 (Fiavè)Coordinate: 46°00′16″N 10°50′32″E / 46.004444°N 10.842222°E46.004444; 10.842222 (Fiavè)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 24,27[2] km²
Abitanti 1 117[3] (30-11-2012)
Densità 46,02 ab./km²
Frazioni Ballino, Favrio (Favri), Stumiaga[1]
Comuni confinanti Comano Terme, Bleggio Superiore, Ledro e Tenno
Altre informazioni
Cod. postale 38075
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022083
Cod. catastale D565
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti fiavetani (i fiavégi)
Patrono santi Fabiano e Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiavè
Sito istituzionale

Fiavè (IPA: [fja've];) è un comune italiano di 1 117 abitanti[3] della provincia di Trento in Trentino-Alto Adige.

Nel comune è localizzato il Biotopo Fiavè, uno degli Antichi insediamenti sulle Alpi, dal 2011 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti umani nella zona del Comune di Fiavè risalgono al 2300 a.C. e all'età del Bronzo. Durante l'impero romano e fino all'alto medioevo Fiavè apparteneva al municipio di Brescia ed era divisa in due rioni: il rione dei Sabadini a sud e dei Sotratori a nord. Nel periodo Medioevale e in età moderna tutti gli aspetti della vita comunitaria di Fiavè erano regolati attraverso antichi documenti chiamati carte di Regola che fornivano le basi dell'ordinamento civico del Comune. Le prime carte di Regola risalgono al 1458 per Fiavé, 1778 per Stumiaga, 1793 per Favrio e 1794 per Ballino. Nel 1996 le carte di Regola sono state sostituite dagli statuti comunali.[1]

Di particolare interesse per lo sviluppo del territorio fu la presenza a Fiavè, quale curato tra il 1893 e il 1898, di don Lorenzo Guetti, padre fondatore della cooperazione trentina. Sotto il suo diretto impulso nascerà a Fiavè la seconda cassa rurale trentina a sistema Raiffeisen (la prima fu quella di Quadra[4]) e una famiglia cooperativa della quale don Guetti fu il primo presidente[5]. Fu proprio a Fiavé che il prete giudicariese intraprese un percorso di formazione e promozione della cooperazione[6].[7]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

La tazza di Fiavè al Museo delle palafitte di Fiavè.

Lo stemma di Fiavè è stato adottato ufficialmente nel 1991[8], esso si presenta come un troncato d'oro e di verde. Nella parte inferiore, di colore giallo oro, c'è un reperto archeologico noto come tazza di Fiavè; la parte superiore presenta una ninfea su uno sfondo verde, tipica della torbiera di Fiavè, la zona in cui ora è situato il Biotopo Fiavè.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

I primi toponimi del paese di cui si ha notizia risalgono al XIII secolo: de Flavedo attestato nell'anno 1205-1217, Flaveum, Flaveium nel 1244 e villa Flavei nel 1313. Il nome Fiavè è un derivato con il suffisso -ētum dal latino fabulē che significa frasca, il bastoncino di sostegno per piante di legumi[9], quindi fabūlētum. Tramite metatesi il toponimo è diventato poi flavedo e quindi Fiavè[10].

La forma antica usata per il nome dell'abitante di Fiavè è flaveio (da flave(d)o con inserzione della i) che poi è stata trasformata al plurale in fiavégi, l'attuale forma dialettale, che in italiano diventa fiaveggiani o anche fiavetani.[11][12]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune di Fiavè sono presenti numerose chiese. La più antica è forse la chiesa di Sant'Antonio Abate a Stumiaga citata per la prima volta nel 1482, vi sono poi la chiesa di San Biagio a Favrio costruita nel XVI secolo e restaurata nel 1978 e nel 2005, e la chiesa parrocchiale dei santi Fabiano e Sebastiano situata nella piazza principale di Fiavè, costruita nel 1885 al posto della precedente del '500. Vi sono infine nel paese di Fiavè le chiese di San Rocco e di San Zenone e a Ballino la chiesa di Santa Lucia.[1]

Vicino alla località Curè è situato Castel Campo[13], un antico castello medioevale menzionato per la prima volta nel 1163 ma ricostruito a causa di un incendio nel 1457.[14] Dalla frazione di Ballino è raggiungibile a piedi tramite un sentiero la Camerona, una grotta con un vasto ingresso di 20 metri di larghezza e 12 metri di altezza e nei dintorni della frazione è presente anche una cascata alta circa 30 metri. Nel paese di Fiavè e nelle sue frazioni sono presenti inoltre molti ponti e portali di case rurali tipiche delle Giudicarie Esteriori.[1]

Zona palafitticola e biotopo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biotopo Fiavè.

Nel comune di Fiavè vi è un'importante zona palafitticola situata nella zona dove un tempo era situato il lago Carera (ora chiamata torbiera o palù) in cui sono stati fatti molti ritrovamenti archeologici negli anni '60 e, grazie ad essa e alle rare specie di vegetali che si possono trovare nei dintorni, tutta la zona limitrofa è stata dichiarata protetta nel 1986 e quindi è diventata biotopo.

Nel 2011 l'UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell'umanità 111 siti archeologici presenti sulle Alpi fra cui quello all'interno del Biotopo Fiavè.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15][16]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La scuola elementare di Fiavè

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Fiavè sono presenti una scuola elementare ed una scuola materna.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Fiavè è presente il Museo delle palafitte di Fiavè che è dedicato al sito archeologico situato nel Biotopo Fiavè.

Media[modifica | modifica sorgente]

Nella località Le Cornelle ha sede l'emittente radiofonica Radio DIGI-ONE.[17]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il comune è attraversato dalla strada statale 421 dei Laghi di Molveno e Tenno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1952 1957 Luigi Forelli Sindaco
1957 1961 Paolo Calza Sindaco
1961 1969 Gino Zanini Sindaco
1969 1974 Geremia Zanini Sindaco
1974 1975 Emilio Franceschi Sindaco
1975 1977 Renzo Giordani Sindaco
1977 1985 Luigi Calza Sindaco
1985 1995 Beniamino Bugoloni Sindaco
1995 8 maggio 2005 Sandro Guella Lista Insieme (lista civica) Sindaco [18]
9 maggio 2005 in carica Nicoletta Aloisi Rinnoviamo con voi (lista civica) Sindaco [19][20]

Variazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1928[21] il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al nuovo comune di Lomaso; nel 1952[22] il comune viene ricostituito comprendendo anche i territori dell'ex comune di Stumiaga.[23]

Persone legate a Fiavè[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Inquadramento geografico, storico-culturale, Comune di Fiavè. URL consultato il 29 novembre 2013 (archiviato il 29 novembre 2013).
  2. ^ Dati del Comune di Fiavè sul sito comuni-italiani.it
  3. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 31 marzo 2013.
  4. ^ Giorgio Corradi, Larido: La prima Cassa Rurale, donguettilorenzo.com. URL consultato il 31 dicembre 2012 (archiviato il 31 dicembre 2012).
  5. ^ Giorgio Corradi, Don Lorenzo alla guida della famiglia cooperativa di Fiavé, donguettilorenzo.com, 25 dicembre 2011. URL consultato il 31 dicembre 2012 (archiviato il 31 dicembre 2012).
  6. ^ Giorgio Corradi, Promozione e formazione alla cooperazione a Fiavé, donguettilorenzo.com, 25 dicembre 2011. (archiviato il 31 dicembre 2012).
  7. ^ Associazione "Don L.Guetti, ieri,oggi e domani", Vita e opere di Don Lorenzo Guetti. URL consultato il 31 dicembre 2012 (archiviato il 31 dicembre 2012).
  8. ^ Adottato con delibera consigliare 39 aprile 1991, n. 32, approvata con delibera della Giunta Provinciale 7 giugno 1991 n. 7089, in materia di "Adozione dello Stemma e del Gonfalone del Co­mune di Fiavé", pubblicata sul Bollettino Ufficiale 23 luglio 1991 n. 32 (pagina 48) (archiviato in data 28 dicembre 2012).
  9. ^ Wilhelm Meyer-Lübke, Romanisches etymologisches Wörterbuch, Heidelberg, C. Winter, 1935.
  10. ^ Carlo Battisti, Maria Luisa Vecchi, Atlante toponomastico della Venezia Tridentina, Commento al foglio XI: I nomi locali della Valle del Sarca, Firenze, Istituto Studi Per L'alto Adige, 1956, p. 46, OCLC 15800894.
  11. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron, 1981, OCLC 8670704.
  12. ^ Giuliano Gasca Queirazza, et al, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1995, p. 271, ISBN 88-02-04384-1.
  13. ^ 46°01′12.28″N 10°51′25.5″E / 46.020078°N 10.857083°E46.020078; 10.857083 (Castel Campo)
  14. ^ Storia del castello sul sito ufficiale
  15. ^ Dati ISTAT sul sito Comuni-Italiani.it.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Sito ufficiale di Radio DIGI-ONE.
  18. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Fiavè del 2000 (PDF), 17 giugno 2004. URL consultato il 6 giugno 2012 (archiviato il 28 dicembre 2012).
  19. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Fiavè del 2005 (PDF), 13 ottobre 2008. URL consultato il 18 giugno 2012 (archiviato il 28 dicembre 2012).
  20. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Fiavè del 2010 (PDF), 3 aprile 2012. URL consultato il 18 giugno 2012 (archiviato il 28 dicembre 2012).
  21. ^ Regio Decreto 12 febbraio 1928 n. 414
  22. ^ Legge Regionale 16 aprile 1952, n. 9, in materia di "Ricostituzione del comune di Fiavè" (documento archiviato in data 28 dicembre 2012).
  23. ^ ISTAT, Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000, Roma, ISTAT, 2001, ISBN 88-458-0574-3.
  24. ^ Lorenzo Dalponte, Uomini e genti trentine durante le invasioni napoleoniche (1796-1810), Trento, Edizioni Bernardo Clesio, 1984, OCLC 797052766.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Baroldi, Memorie di Fiavè e delle Giudicarie, Trento, Monauni, 1893, ISBN non esistente, OCLC 797434876.
  • Mario Levri, La Chiesa parrocchiale di Fiavé: nel primo centenario, Fiavè, Parrocchia del SS. Fabiano e Sebastiano, 1985, OCLC 797267534.
  • Tulio Marchetti, Fatti, uomini e cose delle giudicarie nel Risorgimento (1848-1918), Trento, Scotoni, 1926, ISBN non esistente, OCLC 82392128.
  • Renato Perini, Le palafitte di Fiavè, Fiavè, Gruppo Ricerca e Studi Giudicariese, 1975, OCLC 797055290.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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