Capo d'Orlando

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Capo d'Orlando
comune
Capo d'Orlando – Stemma
Panorama di Capo d'Orlando
Panorama di Capo d'Orlando
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Roberto Vincenzo Sindoni detto Enzo (lista civica) dal 12/06/2006
Territorio
Coordinate 38°09′00″N 14°44′00″E / 38.15°N 14.733333°E38.15; 14.733333 (Capo d'Orlando)Coordinate: 38°09′00″N 14°44′00″E / 38.15°N 14.733333°E38.15; 14.733333 (Capo d'Orlando)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 14,43[1] km²
Abitanti 13 307[2] (31-12-2013)
Densità 922,18 ab./km²
Comuni confinanti Capri Leone, Mirto, Naso, Torrenova
Altre informazioni
Cod. postale 98070 - 98071
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083009
Cod. catastale B666
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti orlandini
Patrono Maria SS. di Capo d'Orlando
Giorno festivo 22 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capo d'Orlando
Posizione del comune di Capo d'Orlando nella provincia di Messina
Posizione del comune di Capo d'Orlando nella provincia di Messina
Sito istituzionale

Capo d'Orlando (Capu d'Urlannu in siciliano) è un comune italiano di 13 307 abitanti[2] della provincia di Messina in Sicilia.

Centro a prevalente vocazione turistica e commerciale del comprensorio dei Nebrodi, del quale è uno dei poli, insieme a Patti e Sant'Agata di Militello, è nato come borgo di pescatori. Originariamente frazione di Naso, il paese ha raggiunto l'autonomia il 27 settembre 1925, dopo uno sviluppo legato principalmente all'attività dei pescatori.

È sede di attività artistiche (pinacoteca comunale, museo Villa Piccolo, Castello Bastione) ed archeologiche (Terme di Bagnoli).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Capo d'Orlando risale all'epoca normanna, quando fu battezzata così in onore di una presunta sosta del paladino Orlando durante una crociata in Terra santa. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Agatirso, figlio di Eolo, re dei venti e delle isole Eolie (da non confondere con Eolo, dio dei venti presso i greci, con il quale viene spesso confuso, a partire dall'Eneide di Virgilio, opera nella quale le due figure mitologiche vengono sovrapposte per la prima volta nel libro I). La fondazione, secondo la leggenda, risalirebbe a tempi non lontani dalla guerra di Troia, intorno al 1183 a.C. e da principio il paese avrebbe conservato il nome di Agatirso, "colui che porta lo splendido tirso": dunque sarebbe stata in origine una città sacra al culto di Dioniso, simboleggiato appunto dal tirso.

Nove secoli più tardi, nel 209 a.C., secondo le cronache di Tito Livio, Agatirso o Agatirno, "società di ladri, esuli e malfattori", subì una massiccia deportazione: circa 4.000 persone furono deportate in Calabria dal console Levino, forse proprio per effetto dei culti dionisiaci. È questa l'ultima traccia della storia di Capo d'Orlando prima dei Normanni: la testimonianza successiva è di Goffredo da Viterbo, il quale riferisce che il promontorio porta il nome del paladino Orlando (al posto del vecchio nome paganeggiante), da quando Carlomagno, al ritorno dal suo pellegrinaggio a Gerusalemme, fece tappa a Palermo. Durante il Vespro siciliano il 4 luglio 1299, Capo d'Orlando torna nelle cronache con una battaglia navale tra Giacomo II e Federico III per la reggenza degli Aragonesi in Sicilia, nel contesto della disputa fra Aragonesi e Angioini per il trono siciliano. Quasi un secolo più tardi, nel 1398, Capo d'Orlando è di nuovo citata nelle cronache per l'assedio di Bernardo Cabrera, conte di Modica, che insegue Bartolomeo di Aragona, traditore del re Martino I rifugiatosi nel Castello che si trova sul promontorio dal quale Capo d'Orlando prende il nome. In questa occasione il Castello, utilizzato fino ad allora come roccaforte di guardia contro i pirati, viene distrutto: iniziano così le incursioni dei pirati, due delle quali testimoniate nel 1589 e nel 1594, fino alla realizzazione di una postazione di guardia, nel 1645. Nel 1598 il ritrovamento vicino al Castello di una piccola statua della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe stata portata da San Cono Abate, porta la comunità locale a costruire nel 1600 il Santuario di Maria Santissima, tutt 'ora simbolo del paese.

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Litorale est che si estende fino al borgo di San Gregorio e termina al porto (vista dal Santuario di Maria SS. sito sul Monte della Madonna)
Strada di Capo d'Orlando
Il Monte della Madonna e il Faro (dettaglio)

I secoli successivi, segnatamente il XVIII e l'inizio del XIX, sono anni di lunghe e dannose alluvioni, che spingono i conti d'Amico, antichi proprietari del latifondo, a cederne la proprietà al Comune di Naso. Ma le alluvioni sono un'occasione di nuova fortuna per Capo d'Orlando: per effetto dell'azione del mare nasce una pianura molto fertile, e le filande - attive già dal XV secolo in contrada Malvicino insieme alla coltura della canna da zucchero - vivono una fase di sviluppo. Capo d'Orlando affianca dunque le coltivazioni all'attività dei pescatori, e per proteggere il centro dalle scorribande dei pirati e sfruttare le nuove risorse i baroni di Naso realizzano una torre fortificata e un trappeto per lavorare lo zucchero. Nello stesso periodo, nella zona di San Gregorio nasce una tonnara: è così che Capo d'Orlando - e più nello specifico il borgo marinaro di San Gregorio, vero cuore pulsante del paese fino alla fine del XIX secolo - raggiunge una forte indipendenza economica e inizia a crescere demograficamente, anche per effetto del completamento, nel 1895, della ferrovia che attraversa il centro e delle statali 113 Messina-Palermo e 116 Capo d'Orlando-Randazzo. A cavallo fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo iniziano così le agitazioni popolari per rivendicare l'autonomia da Naso, che ormai ha la stessa rilevanza economica e demografica della frazione e per tenere l'avamposto a mare concede porzioni di territorio agli orlandini. Ma le agitazioni proseguono, fino a quando, il 25 giugno 1925, Capo d'Orlando ottiene l'autonomia, suggellata il 27 settembre dello stesso anno dall'inaugurazione del municipio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia di Capo d'Orlando è basata sul commercio, sul turismo e nel settore terziario in generale; tuttavia permangono residui economici del passato, come quello legato all'agricoltura. In passato, infatti, il territorio del comune poteva vantare vaste aree riservate ad agrumeti. Altra fonte di economia è senza dubbio il turismo; nel periodo estivo, infatti, la popolazione incrementa notevolmente, fino a raddoppiare l'attuale numero di abitanti. Svolge inoltre un ruolo centrale nel territorio circondario, specificamente dai paesi limitrofi minori, data la massiccia presenza di servizi commerciali d'ogni tipo, anche legati al divertimento notturno. Tutti questi fattori rendono Capo D'Orlando un punto di riferimento per la socio-economia dell'area nebroidea.

Un'altra immagine del Santuario del monte della Madonna

Sport[modifica | modifica sorgente]

L'Orlandina Basket è la squadra più blasonata di pallacanestro della Sicilia. Ha vinto la coppa Italia della Lega Due nel 2004 ed ha stabilito nello stesso anno il record di vittorie in un campionato professionistico (27 su 30) raggiungendo la promozione in serie A, campionato nel quale ha militato nelle stagioni 2005-2006, 2006-2007 e 2007-2008. Esclusa per irregolarità amministrative dai campionati professionistici, ha ripreso l'attività raggiungendo la Legadue nella stagione 2012-2013.

Nel calcio maschile l'Orlandina milita nella Serie D, in quello femminile l'Orlandia 97 ha disputato diversi campionati di massima divisione.

Nella pallamano è attiva l'Esperia Orlandina (serie A2).

Persone legate a Capo d'Orlando[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nella villa dei cugini Piccolo, in contrada Vina di Capo d'Orlando, scrisse buona parte del celebre romanzo Il Gattopardo.
  • Una delle più celebri canzoni del cantautore Gino Paoli, Sapore di sale, fu scritta a Capo d'Orlando, come egli stesso poi esplicitamente dichiarò, durante una lunga vacanza seguita ad una serata concerto in un locale della città nell'estate del 1963[4].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Capo d'Orlando è gemellata a Fremantle dal 1982. La città australiana è stata infatti meta dell'immigrazione Orlandina in entrambi i dopoguerra. Ad oggi si contano a Fremantle circa 6000 residenti tra ex-Orlandini o discendenti.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Capo d'Orlando fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Colline litoranee di Patti)[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Dato Istat al 31/12/2013
  3. ^ Castello Bastione, Comune di Capo d'Orlando. URL consultato il 7-8-2012.
  4. ^ Alessandra Viola, Sapore di sale e di storia in La Repubblica, dorso Palermo, 14 agosto 2002, p. 7. URL consultato il 24 agosto 2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 22 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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