C'era una volta in America

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C'era una volta in America
C'era una volta in America.jpg
La gang di Noodles prima di incontrare Bugsy
Titolo originale Once Upon a Time in America
Paese di produzione Italia, USA
Anno 1984
Durata 246 min (versione restaurata ed estesa del 2012)

220 min (versione italiana del 1984)
139 min (versione statunitense curata dal produttore)

Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere gangster, drammatico
Regia Sergio Leone
Soggetto dal romanzo di Harry Grey
Sceneggiatura Sergio Leone, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco Arcalli, Franco Ferrini
Produttore Arnon Milchan
Produttore esecutivo Claudio Mancini
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Costumi Gabriella Pescucci
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2003):

C'era una volta in America (Once Upon a Time in America) è un film del 1984 diretto da Sergio Leone, con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern.

Presentato fuori concorso al 37º Festival di Cannes[1], è il terzo capitolo della cosiddetta trilogia del tempo, preceduto da C'era una volta il West (1968) e Giù la testa (1971).

Tratta dal romanzo di Harry Grey The Hoods del 1952, la pellicola narra, nell'arco di quarant'anni (dagli anni venti ai sessanta), le drammatiche vicissitudini del criminale David Aaronson detto Noodles e dei suoi amici nel loro progressivo passaggio dal ghetto ebraico all'ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post proibizionismo.

Malgrado lo scarso successo di pubblico alla sua uscita è stato, col passare degli anni, definito unanimemente come uno dei film più belli di sempre, posizionandosi quasi sempre nelle classifiche dei film preferiti di pubblico e di critica.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'intreccio[modifica | modifica sorgente]

La fabula del film (il suo ordine cronologico) è sparsa, attraversa in modo alternato le tre fasi della vita del protagonista: la sua adolescenza nel 1922, l'età adulta nel 1933 e la sua anzianità nel 1968.

1933[modifica | modifica sorgente]

Noodles nella fumeria d'oppio

New York, 1933. Quattro sicari di un sindacato criminale cercano rabbiosamente David Aaronson detto "Noodles", gangster del proibizionismo. La sua donna, Eve, dice di non sapere dove si trova e viene assassinata. "Fat" Moe Gelly, proprietario del bar dove Noodles è di casa, non resiste alle crudeli torture a cui viene sottoposto e parla: l'uomo che cercano è alla fumeria d'oppio dei cinesi, che funge anche da teatro.

Lì Noodles sta cercando di dimenticare la morte dei suoi tre soci ed amici: "Patsy", "Cockeye" e "Max". Un flashback mostra la scena di un camion bruciato, casse di whisky a terra, i cadaveri dei tre gangster, di cui uno completamente carbonizzato; Noodles, confuso, osserva la strage tra la folla. Due dei quattro sicari fanno irruzione nel teatro cinese, ma Noodles riesce a scappare in tempo da un'uscita secondaria.

Si reca al bar di Fat Moe, dove trova e uccide il terzo gangster, l'assassino di Eve; evita, però, di soccorrere il barista, per far credere ai suoi nemici che lui è ormai fuori dai giochi, ma fa in tempo a prendere una chiave, con la quale apre una cassetta di sicurezza alla stazione dei treni; dentro c'è la valigia che si aspettava di trovare, ma invece dei soldi che vi erano custoditi ci sono solo vecchi giornali. Rassegnato, Noodles fugge da New York, prendendo il primo treno in partenza per Buffalo e facendo perdere le sue tracce per 35 anni.

1968[modifica | modifica sorgente]

Noodles è tornato a New York e si trova nella stessa stazione da cui era fuggito trentacinque anni prima. Ormai vecchio, va a trovare il suo amico Fat Moe che gestisce ancora lo stesso bar. I due discutono su una strana lettera ricevuta da Noodles: nella lettera il rabbino della sinagoga locale avvisava Noodles che i corpi dei suoi tre amici dovranno essere spostati in un altro cimitero, e l'invitava a tornare a New York per discutere della faccenda.

Noodles spiega però a Fat Moe che quando aveva parlato col rabbino aveva scoperto che in realtà la faccenda del cimitero era già stata sistemata da tempo, tanto che l'ultima lettera di avviso era stata spedita otto mesi prima. Fat Moe conferma il tutto, affermando che anche lui aveva ricevuto analoga lettera all'incirca in quel periodo. Dal rabbino Noodles aveva inoltre saputo che i corpi dei suoi amici erano stati già sistemati nel miglior cimitero della città da un ignoto benefattore.

Tutto questo non poteva che avere un solo significato: Noodles, che aveva voluto far perdere le proprie tracce da decenni, ha compreso che se qualcuno lo ha rintracciato sotto falso nome lo ha fatto chiaramente per fargli capire di sapere dove egli si nascondeva. Di conseguenza Noodles non aveva più ragione di nascondersi e per tale motivo ha deciso di tornare a New York ed affrontare i fantasmi del passato. Fat Moe va a dormire lasciando Noodles solo nel locale a vagare nei ricordi: uno di essi lo porta a guardare in una feritoia che dà sul magazzino, riportandolo alla sua infanzia.

1922[modifica | modifica sorgente]

La stessa feritoia. L'adolescente Noodles spia la bella Deborah, sorella di Fat Moe che vuole fare la ballerina. Sarà il grande amore della sua vita. Dopo aver conosciuto uno scaltro Max Bercowiz, appena trasferitosi dal Bronx, Noodles inizia con lui ed agli amici Patsy, Cockeye e Dominic a creare una propria banda malavitosa che "non vuole padroni".

La nuova banda va in breve in contrasto con quella egemone di un certo Bugsy, piccolo boss locale, per il quale fino a quel momento i ragazzi avevano eseguito il servizio di "sollecitare" i pagamenti. Un giorno Noodles si trova a parlare con Deborah, che gli ribadisce di amarlo ma di non approvare la sua vita; proprio nel mezzo del dialogo Noodles viene chiamato da Max che gli deve parlare, ed improvvisamente i due vengono aggrediti da Bugsy, che con i suoi scagnozzi li picchia a sangue.

Il giovane Noodles spia Deborah dalla feritoia nel muro

Noodles cerca rifugio presso il bar di Deborah, ma la ragazza, consapevole della sua indole da uomo di strada in netto contrasto con i suoi sogni di celebrità, lo abbandona al suo destino. Malgrado il pestaggio, i ragazzi continuano le loro attività malavitose e conseguono cospicui proventi.

Inventano un marchingegno che permette il recupero delle casse di whisky gettate in mare dai contrabbandieri italo-americani all'arrivo delle motovedette della polizia; danno così vita a un fondo comune depositando la metà dei loro guadagni in una valigia custodita all'interno di una cassetta di sicurezza alla stazione.

Bugsy, furioso per il mancato rispetto e il successo dei ragazzi, tenta di uccidere la gang di Noodles in un'imboscata; a farne le spese è il giovanissimo Dominic, ucciso con un colpo di pistola dallo stesso Bugsy. Noodles, furente, lo vendica accoltellando di sorpresa Bugsy, prima di essere arrestato da due poliziotti e finire in prigione, venendo condannato per dieci lunghi anni.

1968[modifica | modifica sorgente]

Noodles si reca al cimitero, nella sontuosa cappella che il misterioso benefattore ha costruito per accogliere i corpi dei suoi tre amici. Una targa posta all'interno della cappella reca l'epitaffio che l'ignoto benefattore ha lasciato ai suoi tre amici; Noodles leggendo la firma in fondo alla targhetta apprende che l'ignoto benefattore sarebbe proprio lui, e capisce quindi che qualcuno ha voluto in tal modo lasciargli un messaggio, infatti dalla targa pende anche una chiave. Noodles non ha dimenticato il passato e intuisce immediatamente l'uso del piccolo oggetto metallico: si reca alla stazione ferroviaria e apre una cassetta per i bagagli. Questa volta la cassetta contiene una valigia piena di soldi, e su una delle fascette di banconote c'è scritto: "Pagamento anticipato per il prossimo lavoro".

1932[modifica | modifica sorgente]

La banda festeggia la scarcerazione di Noodles nel loro locale

Noodles è uscito dal carcere dopo dieci anni di detenzione. Lo attende Max, che lo informa che in quel periodo la banda ha ingrandito le proprie attività fino a diventare proprietaria del locale di Fat Moe e di un locale in cui si può bere nonostante il proibizionismo. Max ed i ragazzi hanno continuato a considerare Noodles uno dei loro e lo reintegrano subito nella banda. Noodles però scopre che a differenza di prima la banda non lavora solo in modo autonomo, ma occasionalmente svolge su commissione grossi colpi per dei boss molto potenti; Max infatti vuole ingrandire le attività della banda e vuole garantirsi la loro protezione.

Noodles quindi partecipa ad uno dei colpi, in cui la banda ruba una preziosa partita di diamanti da una gioielleria su commissione del potente Frankie Monaldi e del suo amico Joe; durante questo colpo Noodles violenta una commessa della gioielleria di nome Carol, incitato dalla stessa. Alla consegna dei diamanti a Joe, la piccola banda fredda tutti i gangster di Joe: Frankie Monaldi si era messo d'accordo con Max per eliminare la concorrenza da Detroit.

In macchina Noodles rimprovera Max di non averlo avvertito riguardo alla strage, e Max si giustifica dicendogli che il colpo era pianificato da tempo e non voleva rischiare di non poterlo svolgere nel caso di un eventuale disaccordo. Noodles capisce che Max vuole allargarsi affiliandosi ai boss più potenti e lo rimprovera ricordandogli la loro iniziale volontà di non lavorare mai per nessuno. Questo episodio porta alla nascita di una leggera frattura tra Noodles e Max, che si accentuerà sempre più col passare del tempo. Noodles infatti vuole preservare l'unità della banda attraverso la sua indipendenza, mentre Max è sempre più ambizioso di potere.

1968[modifica | modifica sorgente]

Noodles si trova nel bar di Fat Moe, mentre in televisione danno la notizia di un attentato al senatore Bailey, al quale quest'ultimo è miracolosamente scampato. Il politico infatti è coinvolto in un importante processo di corruzione per il quale sono già stati assassinati due testimoni.

1933[modifica | modifica sorgente]

Gli affari vanno sempre meglio alla banda ma Max è sempre più ambizioso, a differenza di Noodles. In questo periodo imperversano le lotte sindacali e la banda, ingaggiata da un politico, difende i sindacati. Chicken Joe invece, capo di una gang rivale al soldo di un certo Crowing, il direttore di una fabbrica in sciopero, prende in ostaggio il sindacalista James Conway O'Donnell per costringerlo a far finire lo sciopero. Noodles e la sua banda prendono però in ostaggio Crowing e costringono Chicken Joe a liberare O'Donnell.

Crowing e Chicken Joe però non demordono e continuano a perseguitare O'Donnell: un giorno, mentre questi sta chiamando la banda di Noodles in una cabina telefonica, Chicken Joe lo ferisce gravemente a una gamba sparandogli con un mitra. Noodles e i suoi si vendicano uccidendo Chicken Joe e un sicario ma lasciando in vita, impaurito, Crowing. La lotta era stata dura, ma la banda di Max e Noodles anche dopo aver ricattato il capo della polizia Aiello, era riuscita ad averla vinta. Diviene però sempre più chiara la connessione tra malavita, lotte sindacali e politica, tanto che il politico che aveva assoldato la banda propone a quest'ultimi nuovi lavori; Max vorrebbe accettare, ma Noodles ancora una volta non è d'accordo.

In questo periodo Noodles rincontra Deborah e i due organizzano una splendida serata, durante la quale Noodles le chiede di sposarlo; lei rifiuta confessandogli di amarlo ma anche che, seguendo le sue aspirazioni artistiche, il giorno successivo sarebbe partita per Hollywood, anteponendo quindi la carriera a lui. Noodles riaccompagnandola a casa la violenta in automobile. Dopo aver sconfitto la banda rivale, gli affari del gruppo vanno sempre meglio e durante una festa al loro locale la banda incontra nuovamente Carol e questa diventa la ragazza di Max, mentre Eve si fidanza con Noodles.

Viene annunciata la fine del proibizionismo: Max vedendo diminuiti gli introiti a causa di questo avvenimento e stanco dei soliti colpi, informa Noodles di volere fare una rapina alla Federal Reserve. Per Noodles, in accordo con Carol, quello sarebbe un suicidio: l'unico modo per fermare Max e gli altri è quello di denunciarli e farli arrestare mentre trasportano l'ultimo carico di whisky. Noodles, durante una festa di addio per la fine del proibizionismo che si sta tenendo nel locale, avverte quindi la polizia con una telefonata anonima in modo da far arrestare tutta la banda, sé compreso. Tuttavia poco dopo, nel corso di un diverbio, Max colpisce Noodles facendolo svenire. Il trasporto avviene quindi senza Noodles terminando tragicamente: al blitz della polizia era seguita una sparatoria nella quale Max, Patsy e Cockeye erano rimasti uccisi, giacendo in mezzo alla strada sotto la pioggia battente, ricollegandosi all'inizio del film.

Noodles insieme a Max alias senatore Bailey

1968[modifica | modifica sorgente]

Noodles riceve un invito al party del senatore Bailey. Prima però incontra Deborah, che ora è un'artista affermata, scoprendo che non si è mai sposata. Essendo lei madrina di una fondazione istituita da Bailey, Noodles le chiede informazioni su quest'ultimo. Deborah è molto reticente, ma risponde che il senatore è un potente finanziere che a breve dovrà testimoniare in un processo molto importante che metterà nei guai molte persone potenti che quindi lo vogliono uccidere. Noodles capisce che Deborah è la sua amante e vede poco dopo il figlio del senatore Bailey, di nome David (lo stesso nome di Noodles), che assomiglia in modo impressionante a Max da ragazzo. Noodles capisce dalla somiglianza che il senatore è in realtà il suo vecchio amico Max, che credeva morto.

Il sorriso finale di Noodles

Nonostante le suppliche di Deborah che lo prega di andar via per sempre e di dimenticare tutto per non soffrire ulteriormente, Noodles si reca alla festa del senatore. Quest'ultimo, ricattato proprio dai politici con cui un tempo si era alleato tradendo gli amici, si considera ormai un uomo morto e, in preda ai rimorsi, chiede a Noodles di ucciderlo, preferendo di morire per mano sua, a cui ha rubato la vita tradendolo, inscenando l'incidente e facendo eliminare dalla polizia i suoi compagni, fuggendo con i soldi della valigia e rubandogli anche l'amore di Deborah. Noodles però si rifiuta e disconosce di proposito il senatore Bailey, dicendogli che con lui non ha alcun credito: Max per lui è morto 35 anni prima e se ne va, abbandonando l'ex amico al suo rimorso.

Noodles passa attraverso un passaggio segreto ed esce dalla villa di Bailey. Mentre cammina lungo il viale, si volta indietro allarmato dall'accensione del motore di un camion della spazzatura. A poca distanza da questo, il senatore oltrepassa il cancello dalla sua villa e si avvicina al retro, sparendo misteriosamente dietro il camion. Si intuisce che si sia suicidato buttandosi dentro il tritatore della spazzatura. Perplesso, Noodles guarda l'autocarro allontanarsi, mentre un corteo di auto degli anni trenta, con a bordo giovani festanti, gli passa davanti sulle note di God Bless America di Irving Berlin.

1933[modifica | modifica sorgente]

Noodles, nella fumeria d'oppio, steso sul letto e inebriato dalla droga, cerca di dimenticare. E sorride: con un sorriso pacifico ed eterno, che, come fermo immagine, chiude il film.[3]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Regia[modifica | modifica sorgente]

Sergio Leone sul set di C'era una volta in America

Strutturato su un ampio ricorso alla formula dell'analessi e della prolessi, che lascia tuttavia spazio ad un finale aperto, il film si presta a diverse interpretazioni. L'alto significato allegorico, la perfezione tecnica, l'atmosfera e il suo modo di trattare le più grandi emozioni come amicizia, amore e malinconia rendono unico il film. Col passare del tempo il film è stato definito da una maggioranza sempre più ampia "un capolavoro assoluto", uno dei migliori lavori cinematografici del secolo.[4][5].

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

« Quando scatta in me l'idea di un nuovo film ne vengo totalmente assorbito e vivo maniacalmente per quell'idea. Mangio e penso al film, cammino e penso al film, vado al cinema e non vedo il film ma vedo il mio.....Non ho mai visto De Niro sul set ma sempre il mio Noodles. Sono certo di aver fatto con lui "C'era una volta il mio cinema", più che "C'era una volta in America" »
(Sergio Leone[6])

La sceneggiatura del film è frutto di un lavoro lunghissimo che copre un arco di tempo di circa 12-13 anni.[6] Infatti, fin dall'uscita di Giù la testa, il regista iniziò a progettare di realizzare un gangster movie ambientato nell'America dei primi del Novecento. Gli ostacoli furono innumerevoli, e su tutti il più importante fu che lo stesso regista non aveva in mente una trama precisa per poter scrivere in modo continuativo la sua sceneggiatura.

La trama definitiva venne in mente al regista solo alla metà degli anni settanta, quando lesse il romanzo "The Hoods" di Harry Grey. Il romanzo era stato firmato dall'autore con uno pseudonimo per poter nascondere la sua identità visto che si trattava dell'autobiografia di un vero gangster negli anni del proibizionismo che si chiamava proprio David Aaronson. Leone rimase molto colpito dal libro e scelse di trarne ispirazione per il suo film, arrivando a definire quella trama che andava cercando oramai da un decennio[7].

Trovato il soggetto, non restava che dare vita alla sceneggiatura per poter poi cominciare il film. Leone iniziò a scrivere, ma a causa della complessità della trama che aveva in mente si avvalse di diversi collaboratori, chiamando a lavorare con lui Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco Arcalli e Franco Ferrini[8] (per Franco Arcalli, grande montatore e sceneggiatore, da tempo malato, sarà l'ultimo lavoro per il cinema: deceduto nel 1978, non riuscirà a lavorare ad Apocalypse Now di Francis Ford Coppola). Terminata la sceneggiatura, la propose al produttore americano Arnon Milchan che accettò di produrre il film.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Avendo a disposizione un budget elevato Sergio Leone si avvalse di un cast misto, composto da grandi stelle internazionali e da attori debuttanti o poco conosciuti.

  • Robert De Niro è David "Noodles" Aaronson, il protagonista del film. De Niro era già una star molto affermata avendo già vinto due premi Oscar; in seguito a questo film tornerà a interpretare ruoli simili per De Palma in Gli intoccabili e per Scorsese in Quei bravi ragazzi e Casinò. Per preparare e perfezionare al meglio il suo personaggio in questo film chiese di incontrare ripetutamente il boss Meyer Lansky, non ottenendo mai una risposta positiva[7].
James Woods, interprete di Max
  • James Woods è Maximilian "Max" Bercovicz, amico di Noodles e co-protagonista della storia. Per la parte di Max il principale candidato era Joe Pesci, celebre attore e grande amico di De Niro. Tuttavia i provini di Pesci non piacevano particolarmente a Leone, che pur riconoscendo la bravura dell'attore non lo riteneva adatto. Alla fine Leone convinse Pesci a prendere parte ugualmente al film; fu lo stesso Pesci a scegliere di interpretare la parte di Frankie Monaldi (ruolo molto importante nelle sceneggiatura originale, ma limitata nella versione definitiva del film). James Woods venne scelto su consiglio di De Niro. All'epoca Woods era un attore noto principalmente per aver lavorato con David Cronenberg in Videodrome, come protagonista. Il provino non colpì subito Leone, che lo scritturò solo al termine della selezione, dopo aver "spostato" Joe Pesci al ruolo di Frankie.
Jennifer Connelly, che nel film è Deborah da piccola

Per le parti dei ragazzi Leone si affidò a dei giovani debuttanti selezionati tramite audizioni: tutti questi ragazzi erano praticamente all'inizio della loro carriera. Tra loro, solo Brian Bloom (il giovane Patsy) continuerà con medio successo la carriera di attore, mentre gli altri tenteranno di lavorare in qualche progetto prima di cambiare mestiere. Sergio Leone volle inoltre dei veri musicisti che suonassero davvero durante le scene girate nello speakeasy di Moe: per questo ingaggiò dei jazzisti romani, Roberto Nicolai (trb), Nunzio Giuliani (bt), Gianni Saintjust (cl), Dario Iori (banjo), Ole Jorgensen (drums), Alex Serra (voce).[7]

Cameo[modifica | modifica sorgente]

Il produttore Arnon Milchan volle fare un cameo, compare infatti in una scena nei panni dell'autista di Noodles[7].

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Il poster e le copertine delle versioni home video rappresentano il Ponte di Manhattan visto da Washington Street (Brooklyn).[10]

Le riprese iniziarono il 14 giugno 1982 e terminarono quasi un anno dopo: il 22 aprile 1983[11]. Il regista per la prima e unica volta nella sua carriera non usò il formato 2,35:1 durante le riprese (grazie a questo formato aveva ottenuto grande fama per via dei suoi primi piani) sostituendolo con il 1,85:1[7]. Durante il periodo di riprese la lavorazione proseguì senza grossi intoppi o problemi, se non le difficoltà legate a organizzare i grandi spostamenti che l'intera troupe era costretta ad affrontare per raggiungere le varie location.

Infatti per poter girare nelle migliori condizioni Leone girò in lungo e in largo per gli USA, vagando dal quartiere Brooklyn di New York al New Jersey per poi andare in Florida (alcune riprese furono effettuate sulla St. Pete Beach del Don Cesar Hotel) e varcare i confini nazionali per poter riprendere alcune sequenze nella regione del Québec in Canada.[12] La troupe si spostò anche in Europa: in Francia a Parigi[12] ma soprattutto in Italia. Molte scene (soprattutto quelle ambientate negli anni venti e trenta) furono girate nei set di Cinecittà, a Roma.[12] Di passaggio in Italia Leone si fermò anche al Lido di Venezia per girare la scena della cena al ristorante di Noodles e Deborah all'hotel Excelsior.

La Teoria del Sogno[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia e finisce nel 1933, con Noodles che si nasconde in una fumeria d’oppio. Poiché l’ultima scena del film raffigura Noodles sorridente, immerso nei fumi dell’oppio, alcuni interpretano la storia come un sogno o una fantasia indotta dalla droga, con Noodles che ricorda il suo passato e immagina il suo futuro. Nel commento inserito nel DVD, lo storico cinematografico Richard Schickel afferma che i consumatori di oppio hanno spesso allucinazioni vivide e che queste visioni hanno la tendenza a esplorare il passato e il futuro.

Nel documentario A Fistful of Sergio Leone è riportato che lo stesso Leone fece riferimento a questa teoria parlando con un gestore di cinema che aveva appena visionato la pellicola. Gli oppositori della Teoria del Sogno citano il fatto che la sequenza del 1968 include vari anacronismi: la musica dei Beatles, la televisione, e riferimenti alla guerra del Vietnam, gli hippies nella stazione che discutono su Jimi Hendrix, che ovviamente non esistevano nel 1933 e quindi Noodles non sarebbe stato in grado di sognarli. E asseriscono inoltre che filmare le sequenze successive sotto forma di sogno avrebbe annullato l’effetto tematico e psicologico del film.

I sostenitori affermano che varie scene avvalorano la Teoria del Sogno per esempio il telefono che squilla ossessivamente nella mente di Noodles è il sintomo di una allucinazione ossessiva provocata dall’oppio ed egli viene immediatamente soccorso da un inserviente della fumeria che gli passa nuovamente la pipa facendolo immergere nuovamente nella storia. Inoltre il film inizia con la musica di God bless America e nella scena finale corrispondente, le automobili che sfilano cariche di gente che festeggia sono veicoli del 1930 e suonano la stessa canzone. Il tradimento di Max nel futuro può essere interpretato come un trasferimento di responsabilità: Noodles inconsciamente accusa Max per il suo ingresso nell’organizzazione criminale e per la sua fallita relazione con Deborah, e in un certo senso si sente tradito dalle brucianti ambizioni di Max.

Alla fine del film il sorriso di Noodles viene interpretato come il sollievo, nell’accorgersi di aver solo sognato, anche se nella versione DVD italiana questi sorride poco dopo aver iniziato a fumare. Sergio Leone, poco prima di morire, tenne una lezione al Centro Sperimentale di Cinematografia. In questo intervento, il regista affrontò anche la Teoria del Sogno. Leone spiegò che Noodles, grazie all'oppio, ha una visione del suo futuro. Specificò che si trattava ovviamente di una sua personale lettura del film.[13]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Ennio Morricone

Per la colonna sonora del film Leone non ha mai avuto dubbi, scegliendo immediatamente il suo collaboratore di lunga data Ennio Morricone, con cui aveva lavorato per tutti i suoi western che lo avevano reso celebre in tutto il mondo. La musica del film era stata commissionata da Leone con così largo anticipo che veniva ascoltata, seppur non nella versione orchestrata, sul set durante le riprese.

Nella colonna sonora del film i pezzi non scritti da Morricone sono: Yesterday, composto dal Beatle Paul McCartney; un brano dalla celeberrima sinfonia dell'opera La gazza ladra di Gioachino Rossini durante la scena dello scambio delle culle; God Bless America di Irving Berlin; Amapola di Joseph LaCalle; Summertime di George Gershwin e Night and Day di Cole Porter[14].

Album[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora di C'era una volta in America è stata pubblicata su CD il 17 ottobre 1995.[15]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Once Upon a Time in America

  1. Poverty
  2. Deborah's Theme
  3. Childhood Memories
  4. Amapola
  5. Friends
  6. Prohibition Dirge
  7. Cockeye's Song
  8. Amapola, Pt. 2
  9. Childhood Poverty
  10. Photographic Memories
  11. Friends
  12. Friendship
  13. Speakeasy
  14. Deborah's Theme - Amapola
  15. Suite from Once Upon a Time In America (Includes Amapola)
  16. Poverty (Temp. Version)
  17. Unused Theme
  18. Unused Theme (Versione 2)

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Date di uscita[modifica | modifica sorgente]

La prima proiezione del film si tenne a New York il 17 febbraio 1984, in Italia il film uscì nelle sale cinematografiche il 28 settembre dello stesso anno[16].

  • 17 febbraio 1984 in Canada (Once upon a time in America)
  • 23 maggio 1984 in Francia (Il était une fois en Amérique)
  • 1º giugno 1984 in USA (Once upon a time in America)
  • 6 luglio 1984 in Italia
  • 17 agosto 1984 in Svezia (Once upon a time in America)
  • 12 ottobre 1984 in Germania (Es war einmal in Amerika)

Divieti[modifica | modifica sorgente]

Le restrizioni imposte nelle varie nazioni per il film[17]:

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il doppiaggio originale del film è stato seguito dallo stesso regista, che si è occupato della scelta delle voci dei personaggi; la direzione del doppiaggio venne affidata all'attore Riccardo Cucciolla. A causa di alcuni problemi di diritti con il doppiaggio originale, l'edizione italiana è stata totalmente ridoppiata in occasione dell'uscita del film in DVD nel 2003, scontentando molti degli appassionati per la rimozione di alcune voci "storiche" del doppiaggio italiano (su tutti Ferruccio Amendola, nel frattempo deceduto). Successivamente il doppiaggio originale è stato ripristinato nel 2012 grazie al restauro in occasione della pubblicazione del film in DVD e Blu-Ray nella sua versione integrale dalla durata di 265 minuti, occasione nella quale tornò anche in alcune sale.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film venne distribuito commercialmente negli USA nei primi giorni del giugno 1984, nel primo week-end di apertura venne proiettato in 894 sale incassando 2.412.014 $[11]. A causa della pessima versione montata dal produttore Arnon Milchan il film ebbe un immediato calo di spettatori e fu un grosso insuccesso di pubblico incassando complessivamente solo 5.321.508 $ sul mercato domestico (a fronte di un budget di 30.000.000 $) e posizionandosi ad un deludente 107º posto della classifica dei maggiori incassi sul mercato USA[18]. Le cose andarono molto meglio in Europa, dove venne distribuita la versione montata secondo le direttive del regista: in Germania il film incassò l'equivalente di oltre 9.000.000 $ e in Svezia il ricavo totale fu di 4.696.703 SEK. Ottimi risultati si ebbero anche in Francia, in Italia e nel Regno Unito[11].

Critica[modifica | modifica sorgente]

Morando Morandini nel suo Dizionario del cinema attribuisce al film un giudizio di 5 stelle, il massimo assegnabile, commentando: «Il presente non esiste: è una sfilata di fantasmi nello spazio incantato della memoria. Alle sconnessioni temporali corrispondono le dilatazioni dello spazio: con sapienti incastri tra esterni autentici ed esterni ricostruiti in teatro, Leone accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso l'America metropolitana (e la storia del cinema su quell'America) che è reale e favoloso, archeologico e rituale. [...] È un film di morte, iniquità, violenza, piombo, sangue, paura, amicizia virile, tradimenti. E di sesso. In questa fiaba di maschi violenti le donne sono maltrattate; la pulsione sessuale è legata all'analità, alla golosità, alla morte, soprattutto alla violenza. È l'America vista come un mondo di bambini»[19][20] .

Pino Farinotti nella sua guida conferma l'alta valutazione del film assegnandogli un voto di 4 stelle su 5, definendolo «Un'autentica lezione di cinema.»[21] Viceversa Paolo Mereghetti ridimensiona l'opera assegnando al film 2 stelle e mezzo su 4 scrivendo:

« Leone, che da tredici anni pensava a questo film l'ultimo che poté dirigere, intendeva celebrare da europeo l'immaginario del cinema classico americano approdando a un finale "cupio dissolvi" carico di malinconia per i sogni perduti. Ma lo sforzo di sei sceneggiatori non ha prodotto un solo personaggio coerente e la durata spropositata non basta ad evitare buchi nel racconto. Come sempre a Leone riesce bene la trasfigurazione lirica del triviale: rende epica una mano che mescola lo zucchero in una tazzina e struggente il ricordo di uno stupro gratuito tanto quanto repellente. Ma lo stile non basta: per quanto le singole scene siano dirette magistralmente c'è troppo autocompiacimento, oltre ad un'aridità di sentimento che lascia perplessi in un film che vorrebbe essere anche una grande elegia romantica. »
(da Il Mereghetti, Dizionario dei Film 2011)

Nel suo Cent'anni di cinema italiano, Gian Piero Brunetta commenta:

« [...] come in un gioco di scatole cinesi, diventa un sogno di sogni. La vicenda rievocata da Noodles si svolge in una dimensione incerta tra realtà e sogno, la stessa struttura narrativa originaria - in cui si scontrano di continuo diverse dimensioni e percezioni del tempo non autorizza a distinguere se la vicenda è frutto dei fumi dell'oppio o di ricordi reali del protagonista. Anche (e soprattutto) in questo caso la memoria del singolo tende a dissolversi in quella di un intero paese.[22] »

Primati[modifica | modifica sorgente]

È stato inserito al 43º posto della lista dei migliori film della storia del cinema stilata dai lettori di TimeOut con la seguente motivazione: "A mature meditation on time, honor, and brotherhood, and another gangster epic on a grand scale".[23] Empire Magazine lo ha inserito al 63º posto nella sua lista pubblicata nel 1999[24] e all'83º posto di quella pubblicata nel 2003.[24] Figura inoltre al 77º posto della Top 250 di IMDb[25] con una media voti di 8,4/10.[26] Anche sul sito Rotten Tomatoes il film ha una media di voti di 8,4/10.[27]

Promozione[modifica | modifica sorgente]

Alcuni slogan promozionali internazionali del film[28]:

  • «Crime, passion and lust for power - Sergio Leone's explosive saga of gangland America.»
  • «As boys, they made a pact to share their fortunes, their loves, their lives. As men, they shared a dream to rise from poverty to power. Their story is now a "once upon a time" motion picture experience.»
  • «Sergio Leone's three-hour, forty-minute epic masterpiece starring Robert de Niro.»
  • «As boys, they said they would die for each other. As men, they did.»
  • «As boys, they made a pact to share their fortunes, their loves, their lives. As men, they shared a dream to rise from poverty to power. Forging an empire built on greed, violence and betrayal, their dream would end as a mystery that refuse to die.»

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

DVD[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato pubblicato in DVD il 7 luglio 2003 e in Blu-Ray il 27 gennaio 2011. In questa edizione a due dischi, il film è presentato nella versione italiana del 1984 da 229' nel formato 1,85:1 con audio Dolby Digital 5.1 e un nuovo ridoppiaggio. Il 4 dicembre 2012 è uscito in DVD e Blu-Ray il film nella sua edizione integrale dalla durata di 265 minuti, con scene inedite e con la traccia audio originale curata dallo stesso Sergio Leone.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Quando Noodles (Robert De Niro) guarda la TV, si vede un'intervista a un personaggio di nome James Conway O'Donnell. In Quei bravi ragazzi (Martin Scorsese, 1990) De Niro interpreta un personaggio di nome James Conway. Chiaro riferimento di Scorsese a Leone, morto poco tempo prima[7].
  • Nella scena in cui Frankie Monaldi convoca i quattro protagonisti cita il film I quattro cavalieri dell'Apocalisse del 1921, di Rex Ingram con Rodolfo Valentino.
  • La scena dell'arresto di Noodles ricorda quella dell'arresto del protagonista in I 400 colpi del 1959, di François Truffaut.
  • La scena dell'ospedale, in cui avviene lo scambio dei neonati nelle culle, è un chiaro riferimento al film Arancia meccanica di Stanley Kubrick. Sebbene un importante indizio sia fornito dalla colonna sonora, il fattore rilevante è che Cockeye beve del latte, che fa tornare in mente il famoso "Latte +".
  • Nel film Cimitero vivente 2, due dei protagonisti guardano, per due volte, la parte iniziale del film di Leone nella quale dei sicari uccidono la fidanzata di Noodles, Eve, interpretata da Darlanne Fluegel che recita anche in questa pellicola.
  • Spezzoni del film sono inseriti nel videoclip del successo del 1986 Brother Louie dei Modern Talking.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Esistono tre diverse versioni del film: quella di 256' con il restauro audio e video del 2012, quella di 229' curata dal regista, quella di 135' curata da Arnon Milchan, produttore del film.[30]

Versione italiana del 1984[modifica | modifica sorgente]

La versione curata dal regista è quella universalmente accettata come la vera versione, che è stata distribuita in tutto il mondo tranne che negli USA, ottenendo un buon successo. Leone arrivò a questa versione dopo aver stampato circa 10 ore di materiale girato; dopo un primo montaggio il regista cominciò a considerare l'ipotesi di pubblicare una versione divisa in due parti da tre ore ciascuna, alla fine però decise di accorciare ulteriormente l'opera e portarla a meno di 6 ore.[7] Anche in questa versione però numerose scene sono state eliminate[31] tanto che alcuni pezzi del film risultano incomprensibili avendo tagliato in montaggio scene che le spiegavano; le scene tagliate sono sopravvissute ancora oggi[32], ma in modo piuttosto scarno, non doppiate e non montate.

Parte del cast alla presentazione della versione restaurata al festival di Cannes

Versione tagliata[modifica | modifica sorgente]

Questa versione è stata privata di moltissime scene (circa 90 minuti) ed è caratterizzata da un montaggio che segue l'ordine cronologico degli eventi. È opinione diffusa che un film che ha come base i flashback non può scorrere in quel modo. Questa versione è stata pubblicata solo negli Stati Uniti con scarso successo e al giorno d'oggi, specialmente a seguito dell'uscita della versione originale in DVD della Warner Bros., è giudicata come una mera operazione commerciale del produttore.

Versione restaurata ed estesa del 2012[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 i figli di Sergio Leone hanno acquistato i diritti del film per l'Italia e realizzato un'opera di restauro della pellicola.[32] L'operazione ha previsto anche l'aggiunta di 25 minuti di scene eliminate, presenti nel primo montaggio realizzato dal regista, e il ripristino del doppiaggio originale, grazie all'aiuto del fonico di mix Fausto Ancillai e del montatore del suono Stefano Di Fiore. La pellicola, restaurata dalla Cineteca di Bologna, è stata proiettata il 18 maggio 2012 al 65º Festival di Cannes[33], con la presenza in sala di Robert De Niro, James Woods, Jennifer Connelly, Elizabeth McGovern ed Ennio Morricone.[34] Il film in versione restaurata è stato proiettato al cinema dal 18 al 21 ottobre 2012 e dall'8 all'11 novembre 2012.[35]. È uscito in DVD e Blu-Ray il 4 dicembre 2012. In questo modo il ridoppiaggio è stato definitivamente eliminato.

Scene aggiunte nella versione estesa[modifica | modifica sorgente]

Robert De Niro ed Elizabeth McGovern alla proiezione della versione restaurata di C'era una volta in America al Festival di Cannes 2012

Le sequenze aggiunte nella versione del 2012 sono state inserite nella pellicola cosicché potessero spiegare allo spettatore alcune parti che risultavano poco chiare nella versione internazionale da 229 minuti. Sono in inglese e con sottotitoli:

  1. Il colloquio tra Noodles e la direttrice del cimitero (1968): Quando Noodles giunge al nuovo cimitero dove sono stati sepolti i suoi compagni, visto che il cimitero ebraico in cui riposavano è stato distrutto, Noodles scorge un placca commemorativa all'interno della nuova cappella firmata proprio col suo nome incluso il soprannome. Tuttavia Noodles non ha mai versato un soldo per la costruzione di tale cappella e così si mette a parlare con la direttrice del camposanto che nel frattempo si era accostata alla porta. La donna non sa che l'uomo che ha a fianco sia David Aronson "Noodles", visto che egli aveva convertito, per il ritorno nel suo quartiere, il suo nome in James Williams. Tuttavia Noodles vorrebbe scoprire chi è stato a costruire quella cappella usando il suo nome e tenta di arrivare all'indirizzo del donatore di fondi, ma la direttrice non può aiutarlo visto che il pagamento è stato effettuato da una banca estera. Mentre sta per avviarsi fuori dal cimitero, Noodles scorge un'auto che lo segue e prende il numero di targa. Infatti quella stessa auto, uscita fuori dal cimitero, esploderà e l'evento verrà riportato in TV. La congiura era ai danni di un certo Senatore Bailey il quale era in contrasto con la legge, capeggiata da un procuratore ancora sconosciuto.
  2. L'ansia dei compagni per Noodles e Max che non riemerge dall'acqua dopo la caduta dell'auto nel porto (1933): Noodles e Max di ritorno in auto dall'assassinio di Joe per ordine di Monaldi, finiscono in acqua per volontà di Aaronson che ha schiacciato il pedale dirigendosi ad alta velocità verso la fine della rampa di un molo. Tutti riemergono tranne Noodles e i compagni, incluso Max, incominciano a preoccuparsi dato che a pochi metri una ruspa stava scavando nell'acqua. Alla fine Noodles comparirà per fare lo stesso scherzo che Max gli aveva giocato dodici anni prima quando la combriccola andò a ripescare delle casse di whiskey.
  3. Dialogo tra Noodles e lo chauffeur di Deborah (1933): Noodles esce dal covo dei compagni per incontrarsi con Deborah, il suo primo vero amore, dopo tante scappatelle, con la prostituta Peggy, con cui non si vedeva dal 1922. Prima che Deborah giunga da Noodles, questi si mette a dialogare con lo chauffeur dell'auto. Noodles gli chiede come si senta uno che faccia tale lavoro, non guadagnando quasi niente a fine giornata, mentre lui ora è uno dei più rispettati e noti gangster della zona. Lo chauffeur gli risponde che lui anche se faceva un lavoro che non rendeva molto, lo svolgeva almeno onestamente e senza rischi.
  4. L'incontro amoroso di Noodles ed Eve (1933): Noodles, avendo rovinato tutto il clima amoroso e pieno di speranza durante il ritorno a casa violentando in auto Deborah, ritorna al bar di Moe dove incontra Eve. Egli è dispiaciuto e mortificato da ciò che ha fatto, ma essendo ubriaco e depresso consegna 500 dollari alla ragazza per farci sesso. I due si avviano in camera e Noodles è talmente affranto che vuole chiamare la donna col nome di Deborah, citando persino le frasi dette dalla sua amata quando erano fanciulli durante la preghiera ebraica nello scantinato del bar di Moe. Noodles incomincia il suo amplesso ma presto si ferma perché la sbronza lo fa addormentare. Al suo risveglio egli trova un biglietto di Eve e si precipita in stazione per vedere un'ultima volta Deborah che, su un vagone, gli chiude in faccia la tendina.
  5. Deborah recita al teatro nelle vesti di Cleopatra (1968): Noodles vuole vedere un'ultima volta il suo antico amore Deborah e viene a sapere che lei ora è divenuta una famosa attrice teatrale, come aveva sempre voluto. Così Noodles coglie l'occasione per assistere ad una rappresentazione di Antonio e Cleopatra di William Shakespeare. Deborah veste i panni della regina d'Egitto che visto sconfitto il proprio esercito dalle legioni di Ottaviano (Augusto), decide di suicidarsi con il morso di un aspide. Marco Antonio, suo amante e traditore di Roma farà lo stesso poco dopo. La scena è assi particolare perché Deborah riesce a catturare tutti gli aspetti della tragedia antica, recitando un lungo monologo in cui esprime il suo desiderio di uccidersi perché tradita dal suo amore e sconfitta in tutto. La nutrice assiste Cleopatra nei suoi ultimi attimi e commenta la situazione disperata. Noodles è tra il pubblico e si commuove nel momento in cui Cleopatra muore uccisa dal veleno del serpente.
  6. La discussione tra il senatore Bailey e il procuratore O'Donnell (1968): Max è ritenuto morto nell'incidente del 1933 durante l'ultimo trasporto di whiskey di contrabbando. Sia Cockeye che Patsy sono morti nella sparatoria della polizia, ma Max ha fatto trovare un corpo carbonizzato al suo posto per poi potersi nascondere trentacinque anni dopo nelle vesti di uno sconosciuto Bailey, che diventerà senatore coi soldi rubati dal fondo del suo sodalizio criminale con Noodles e gli altri. Tuttavia, ora nel 1968 Max è messo alle strette da James O'Donnell, sindacalista fin dagli anni trenta che fu salvato da Noodles e gli altri da una gang che voleva ucciderlo per la sua attività. Ora egli è divenuto noto e potente e riesce a ricattare il senatore Bailey, arrivando a consigliargli il suicidio. L'azione si svolge proprio la sera della festa che il senatore Bailey aveva dato invitando tutte le più importanti autorità locali, inclusi Noodles e Deborah, la quale gli aveva consigliato e poi pregato di non recarcisi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1984: All the Selection, festival-cannes.fr. URL consultato il 29 marzo 2014.
  2. ^ Roberto Tallarita, C'era una volta in America, Spietati.it, 1º febbraio 2013. URL consultato il 29 marzo 2014.
  3. ^ C'era una volta in America - film 1984, Movieplayer.it. URL consultato il 28 marzo 2014.
  4. ^ Franco Montini, Recensione C'era una volta in America in la Repubblica, 26 agosto 2004. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'originale il ).
  5. ^ Gian Luigi Rondi, Recensione C'era una volta in America in Il Tempo, 21 maggio 1984. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'originale il ).
  6. ^ a b Sergio Leone...e il mito, 1aait.com. URL consultato il 29 marzo 2014.
  7. ^ a b c d e f g h (EN) C'era una volta in America (1984) - Trivia, Internet Movie Database. URL consultato il 29 marzo 2014.
  8. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Full cast and crew, Internet Movie Database. URL consultato il 29 marzo 2014.
  9. ^ (EN) Jennifer Connelly - Biography, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  10. ^ 43-45 Washington St Brooklyn, NY 11201, USA -- approximate address in Google Street Views. URL consultato il 4 aprile 2014.
  11. ^ a b c (EN) C'era una volta in America (1984) - Box office / business, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  12. ^ a b c (EN) C'era una volta in America (1984) - Filming Locations, Internet Movie Database. URL consultato il 29 marzo 2014.
  13. ^ La lezione, filmata, è disponibile in visione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
  14. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Soundtracks, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  15. ^ (EN) Once Upon a Time in America [Special Edition], Allmusic.com. URL consultato il 29 marzo 2014.
  16. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Release info, Internet Movie Database. URL consultato il 29 marzo 2014.
  17. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Parents Guide, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  18. ^ (EN) Once Upon a Time in America (1984) - Weekend Box Office Results, Box Office Mojo. URL consultato il 29 marzo 2014.
  19. ^ C'era una volta in America - MYmovies
  20. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, il Morandini 2009. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli editore, 2008.
  21. ^ Scheda su mymovies.it con la recensione di Farinotti. URL consultato il 24 agosto 2011. [non chiaro]
  22. ^ Gian Piero Brunetta, Cent'anni di cinema italiano, Bari, Laterza, 1991., p. 614.
  23. ^ (EN) Top 100 Films (Readers) from Time Out Film Guide, Filmsite.org. URL consultato il 29 marzo 2014.
  24. ^ a b (EN) 100 Greatest Movies Of All Time by Empire Magazine, Filmsite.org. URL consultato il 29 marzo 2014.
  25. ^ (EN) IMDb Top 250, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  26. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - User ratings, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  27. ^ (EN) Once Upon a Time in America, Rotten Tomatoes. URL consultato il 29 marzo 2014.
  28. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Taglines, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  29. ^ Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello
  30. ^ (EN) C'era una volta in America (1984) - Alternate Versions, IMDb. URL consultato il 29 marzo 2014.
  31. ^ Sergio Leone, Le mie scene nel cassetto in Cinecritica, n° 11-12, ottobre 1988 / marzo 1989. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'originale il ).
  32. ^ a b Emanuela Giampaoli, La Cineteca di Bologna restaura "C'era un volta in America" in la Repubblica, 9 marzo 2011. URL consultato il 29 marzo 2014.
  33. ^ (EN) Once upon a time in America in a version that is 25 minutes longer, festival-cannes.fr, 18-19 maggio 2012. URL consultato il 29 marzo 2014.
  34. ^ "C'era una volta in America": De Niro commosso, news.cinecitta.com, 18 maggio 2012. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  35. ^  The Space Extra presenta: C'era Una Volta In America. The Space Cinema, 2 ottobre 2012. URL consultato in data 29 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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