Giù la testa

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Giù la testa
Giùlatesta.png
Finale del film, unico momento in cui
compare il titolo a schermo
Titolo originale Giù la testa
Paese Italia
Anno 1971
Durata 162 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 16:9
Genere storico-sociale, western
Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Sergio Donati
Sceneggiatura Sergio Leone, Sergio Donati, Luciano Vincenzoni
Produttore Fulvio Morsella
Fotografia Giuseppe Ruzzolini
Montaggio Nino Baragli
Effetti speciali Antonio Margheriti
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Andrea Crisanti
Costumi Franco Carretti
Trucco Amato Garbini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Giù la testa, coglione! »
(John Mallory)

Giù la testa è un film del 1971 ambientato nel Messico del 1916, diretto da Sergio Leone e con Rod Steiger, James Coburn e Romolo Valli. Famosa e ben apprezzata l’interpretazione di Juan Miranda da parte di Rod Steiger soprattutto nello strano modo di dire ok ripetuto più volte nel film e nel celebre gesto con le mani mentre osserva sbalordito la banca di Mesa Verde. Giù la testa è il secondo film della cosiddetta trilogia del tempo, preceduto da C'era una volta il West (1968) e seguito da C'era una volta in America (1984).

Indice

[modifica] Sfondo storico-politico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce rivoluzione Messicana.

Il film è ambientato nel Messico della rivoluzione, nel 1916. Nel film vengono nominati Francisco Indalecio Madero, Pancho Villa, Emiliano Zapata e Victoriano Huerta. Probabilmente le vicende sono situate nel periodo successivo all’assassinio di Madero da parte di Huerta e durante i tentativi della guerriglia, guidata da Villa e Zapata, di uccidere il nuovo dittatore.

[modifica] Trama

« La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza »

Juan Miranda, un peone messicano, e i suoi figli sono in viaggio su di una diligenza che hanno appena assaltato quando si fermano a causa di una grande esplosione nella strada di fronte a loro. Dai fumi e dalle polveri, emerge uno strano motociclista: John Mallory, esperto dinamitardo, rivoluzionario dell'IRA e futuro “socio” di Miranda. Miranda vede subito in lui e nelle sue capacità con gli esplosivi, il mezzo perfetto per arrivare nei caveau della Banca di Mesa Verde, suo sogno da bambino (come dimostra il santino che nota nella diligenza John). Juan gli propone di lavorare insieme per colpire la banca, ma John rifiuta, dicendo che è venuto a lavorare per Aschenbach, il proprietario di una miniera nelle vicinanze. Per convincere John a venire con lui, Juan fa in modo di uccidere Aschenbach e un capitano immischiato in un losco giro con lui (facendo esplodere una chiesa sui due). John lo illude di partecipare, ma alla prima occasione scappa. Juan e i suoi figli si recano a Mesa Verde. Sul treno incontrano un personaggio che verrà mostrato ufficialmente solo più avanti: il dottor Villega, il capo della piccola banda di rivoluzionari di Mesa Verde. Arrivato al paese Juan, senza darne molta importanza, osserva i primi segni del profondo cambiamento che il paese ha subito: la banca fuori non risplende d’oro e da ogni parte ci sono piccoli manipoli di soldati che marciano o fucilano i rivoluzionari; ovunque i manifesti del governatore Jaime: “El Sr. Gobernador ama al pueblo. El pueblo ama al Sr. Gobernador” (Il sig. Governatore ama il popolo. Il popolo ama il sig. Governatore). Al bar di fronte alla banca reincontra John, che però lo aspettava. Egli porta Juan nel ritrovo dei rivoluzionari dove Villega spiega agli uomini qual è l’obiettivo della prossima missione: attaccare diversi posti del paese, per permettere a Pancho Villa e Emiliano Zapata di fare il loro attacco. John sceglie di occuparsi della banca e vuole Juan come aiutante. Juan entusiasta, partecipa attivamente scoprendo, però, che la banca non è più quello che si aspettava, essendo essa divenuta una prigione temporanea piena di contadini, peones e qualche politico.

« Quella non è una banca! È una caserma con un esercito di morti di fame! »
(Juan Miranda)

Dopo essere diventato un eroe ed essere stato acclamato dalla folla, Juan si sposta con tutti i rivoluzionari in un campo lontano dalla città dove si stanno preparando per attaccare un ponte, poiché passaggio utile per le truppe del dittatore Huerta. Qui avverrà un’importante discussione fra John Mallory e Juan Miranda sulle rivoluzioni. Nonostante l’ordine fosse di ritirarsi alle grotte, John decide di accamparsi vicino al ponte per infliggere una sconfitta, che riesce, al colonnello Gunterreza. Con lui rimane solo Juan. Tornati alle grotte scoprono che tutti i loro compagni sono morti in un’imboscata e Juan, vedendo i cadaveri dei suoi figli, decide di andare incontro ai soldati che lo cattureranno. Dopo aver salvato Juan e scoperto che il dott. Villega aveva tradito (a causa delle torture) alcuni suoi compagni, John si rifugia con Miranda in un vagone di bestiame diretto verso l’America. Dopo alcuni scontri armati nella stazione, nel loro vagone entra anche il governatore Jaime. Juan per vendetta lo uccide e uscendo dal treno viene trascinato di nuovo dalla folla. Nel treno, ora in mano ai rivoluzionari Juan e John incontrano alcuni capi e Villega. Con loro pensano a come distruggere il treno di 1000 soldati e con Gunterreza che sta venendo loro incontro. John e Villega si offrono di preparare la locomotiva allo scontro e all’imminente salto per salvarsi la vita dell’impatto, Villega si pente di aver tradito e rimane sul treno. Ricongiuntosi con i suoi compagni, durante lo scontro a fuoco fra rivoluzionari e soldati superstiti, John viene colpito dal colonnello Gunterreza, il quale viene ucciso da Juan con una mitragliatrice. Juan assiste l'amico morente e decide di cercargli aiuto, ma poco dopo essersi allontanato si rende conto che John è vicino a una carrozza del treno in procinto di esplodere (o è John stesso a provocarne l'esplosione) e fa appena in tempo a voltarsi e a urlare il nome dell'amico (Jooohnnnyy), che vede saltare in aria insieme alla carrozza. Così Juan pone fine al film, che finisce in un tragico modo.

« E adesso, io? »
(Juan Miranda)

[modifica] I temi principali

[modifica] La rivoluzione

La rivoluzione è il tema principale del film. Esso, infatti, si caratterizza proprio per le idee sulla rivoluzione che vengono espresse da Miranda durante il dialogo nel campo.

« Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: Qui ci vuole un cambiamento! e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono dietro un tavolo e parlano, parlano e mangiano, parlano e mangiano; e intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzioni! »
(Juan Miranda a John Mallory)

L’intera storia poi ha come sfondo la rivoluzione messicana e tutti i comportamenti e le azioni dei personaggi sono influenzati da essa (come la morte dei figli di Miranda, che lo portano ad uscire allo scoperto e a vendicarsi sul governatore).

[modifica] L'amicizia

Colonna portante del film, è anche l'amicizia che lega i due protagonisti (Miranda e Mallory). Da nemici all'inizio del film i due cominciano un rapporto d'amicizia apparentemente molto superficiale ma con radici profonde e legate alla sfiducia comune per le rivoluzioni. Come Mallory farà molto per Miranda aiutandolo a diventare qualcuno, alzandosi dalla polvere della strada; Miranda aiuterà Mallory a ritrovare un amico fedele che gli farà capire quale sia la cosa giusta da fare.

[modifica] Le classi sociali

La prima parte del film, l’assalto alla diligenza, mette in evidenza le divergenze nelle classi sociali principali che caratterizzano ogni rivoluzione: ricchi e poveri. In ogni rivolta, infatti, vi è una ribellione dei poveri contro i ricchi.

In questa parte è molto evidente la differenza che sta dietro alle due classi: i ricchi, tra i quali figura un membro del clero, preoccupati solo dell’educazione, del ben vestire e mangiare (come fanno capire le inquadrature volute dal regista) e dalla loro superbia sul popolo:

« Sono bestie, nient’altro; ed è per questo che sono tutti idioti! »
(Un ricco nella diligenza)

e i poveri, legati alle poche cose materiali che possiedono e, nell’immaginario collettivo, solo all’amore carnale come gli animali:

« Ma tu lo sai fare un figlio? Di'… lo sai fare un figlio? »
(Juan Miranda a un ricco)

[modifica] El Banco Nacional de Mesa Verde

« Non una banca! La banca! La più grande, stramaledetta, bella, fantastica, formidabile, magnifica banca di tutto il mondo. Quando ti trovi davanti a quella banca, t’accorgi che c’è il portone tutto d’oro che ti sembra la porta del paradiso e quando ci cammini dentro tutto quanto è d’oro, pure il pavimento è d’oro, d’oro le sputacchiere, maniglie d’oro e vedi soldi, soldi che spuntano da tutti i cassetti! »
(Juan Miranda)

La banca è uno dei punti chiave del film in quanto, inizialmente, rappresenta il motivo che lega i due protagonisti. La banca è anche uno dei mezzi con cui il regista vuole far intendere il cambiamento che una rivoluzione può comportare. Da splendida banca fatta d’oro come la ricordava Juan, in periodi di guerre civili come quelle messicane, si può trasformare in prigione politica.

[modifica] John/Sean H. Mallory

Il personaggio di John Mallory è abbastanza controverso e misterioso, ma rappresenta un punto chiave nel film. Durante il film egli ha cinque flashback: tre sull’organizzazione segreta dell’IRA e due sui divertimenti che aveva in Irlanda con una donna e un suo amico, Sean Nolan, anche lui rivoluzionario.

Anche in Irlanda John assiste al tradimento dei suoi compagni da parte dell’amico Sean a causa delle torture inflittegli dalla polizia britannica. Per difendersi e vendicarsi lo uccide. Reduce delle esperienze passate John non uccide il dottor Villega, anche lui divenuto traditore a causa delle torture di Gunterreza: per John, Villega rappresenta l'idealista che lascia combattere gli altri ma, a differenza di Sean, troverà una morte da eroe e l'apprezzamento dei compagni di lotta nel tentativo di contrastare le truppe governative. Dall’altra parte John contribuisce alla maturazione dell’amico Juan e alla sua affermazione come generale rivoluzionario.

A lui è dedicata la colonna sonora del film, scritta e diretta da Ennio Morricone. Essa si incentra sul nome Sean, che mormora solo una volta lo stesso John quando gli viene chiesto il nome da Juan, ma che non viene più spiegato.

[modifica] Curiosità

  • Sul trenino che usano per far saltare la porta della banca c’è scritto: Johnny & Johnny Express.
  • Il film sembra contenere alcuni errori storici: nell’attacco al ponte, John Mallory utilizza la MG 42, una mitragliatrice prodotta solo nella Seconda guerra mondiale. Posteriore, quindi, alle vicende del film; nella scena finale dell'attacco al treno, vengono invece inquadrati alcuni rivoluzionari messicani intenti a sparare con un Mortaretto Spa, anch'esso armamento della Seconda guerra mondiale. Si vede chiaramente anche una pistola Browning HP modello 1935, fatto che costituisce anch'esso un franco anacronismo.
  • Gli esterni furono girati in un luogo molto apprezzato da Leone: la valle di Almeria in Spagna.
  • Nella versione commerciale italiana fu tagliata la parte della tortura del dottor Villega.
  • Per interpretare al meglio la parte Rod Steiger prese tre mesi di lezioni da una signora messicana per imparare la cadenza e l’accento particolare di chi ha avuto come madre lingua lo spagnolo, ma è costretto a esprimersi in un’altra lingua. Per non perdere la cadenza egli continuò a parlare in quel modo anche nella vita privata per tutta la durata delle riprese.
  • Mallory (James Coburn) parla con Juan Miranda (Rod Steiger) della rivoluzione e alla fine butta via il libro che stava leggendo: The Patriotism di Bakunin. [1].
  • Il regista voleva chiamarlo Giù la testa coglione, ma è stato censurato. In Francia il film è conosciuto come C'era una volta la Rivoluzione (in francese, Il était une fois la Révolution) mentre in altri paesi è intitolato Per un pugno di dinamite (in inglese A Fistful of Dynamite).
  • Il film, pensato da Leone, inizialmente doveva essere diretto dal celebre Sam Peckinpah, per la ferma volontà del regista italiano di fermarsi col western e di potersi dedicare a quello che da tempo sognava di realizzare: C'era una volta in America. Il secco rifiuto di Peckinpah e, probabilmente, le diverse cognizioni del cinema in sè per sè che vi erano tra l'americano e l'italiano, fecero arrabbiare fortemente Leone che, non solo decise di prendere le redini del suo progetto sulla Rivoluzione Messicana, intitolato provvisoriamente C'era una volta la Rivoluzione e di dirigerlo al meglio, ma spinsero il regista romano a volersi prendere una rivincita su Peckinpah pensando, sceneggiando e, dirigendo in parte, un film incentrato sulla storia del Mucchio selvaggio (tema già trattato da Peckinpah col suo Wild Bunch), intitolato Il mio nome è Nessuno, nel quale, in una scena ambientata in un cimitero, un giovane Terence Hill indica a Henry Fonda una lapide con inciso sopra le seguenti parole: Sam Peckinpah.

[modifica] Altri progetti

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