Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Unesco)
Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura
(EN) United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization
Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura
Logo dell'UNESCO.
Abbreviazione UNESCO
Tipo agenzia specializzata dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
Fondazione 1945
Scopo tutela del patrimonio culturale esistente, promozione dell'educazione, delle scienze e della cultura
Sede centrale Francia Parigi
Area di azione 195 Paesi
Direttore generale Bulgaria Irina Bokova
Lingue ufficiali arabo, cinese, francese, inglese, russo, spagnolo
Sito web
« Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace. »
(Preambolo dell'Atto Costitutivo dell'UNESCO[1])

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO) è stata fondata durante la Conference of Allied Ministers of Education (CAME) che si è svolta tra il 1 e il 16 novembre 1945. La Costituzione dell'UNESCO è stata firmata il 16 novembre 1945 e la sua entrata in vigore è del 4 novembre 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati.

L'UNESCO è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo[2] di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni mediante l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali"[3] quali sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'UNESCO è stata fondata durante la Conferenza dei Ministri Alleati dell'Educazione ( Conference of Allied Ministers of Education (CAME) ), gruppo di Ministri dell'Educazione dei Paesi Alleati contro il Nazismo che si riunì la prima volta a Londra nel 1942 in piena Seconda Guerra Mondiale, che si è svolta tra il 1 e il 16 novembre 1945.

Già a partire dal 1942 si manifestò tra i ministri europei, e per iniziativa della Gran Bretagna, l'esigenza della creazione di un organismo sovranazionale in grado di diffondere la cultura della pace, della democrazia e dell'uguaglianza degli uomini che si sarebbe dovuto occupare delle questioni intellettuali nel dopoguerra. Quasi immediatamente si sviluppò l'idea di costituire una organizzazione internazionale che avesse un impatto globale. [4]

Durante la Conferenza del 1945 venne redatto il testo[5] dell'Atto Costitutivo dell'UNESCO, la Costituzione dell'UNESCO, che è stato firmato il 16 novembre 1945 ed è entrato in vigore il 4 novembre del 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati: Arabia Saudita, Australia, Brasile, Canada, Cina, Cecoslovacchia, Danimarca, Egitto, Francia, Grecia, India, Libano, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d'America, Sud Africa, Turchia.

L'Italia è stata ammessa l'8 novembre 1947 all'unanimità durante la seconda sessione della Conferenza Generale che si svolse a Città del Messico. "Ammissione che fu perfezionata subito dopo, il 27 gennaio 1948, con il deposito a Londra dello strumento di ratifica dell'Atto costitutivo dell'Organizzazione da parte del nostro Governo. Questo riconoscimento ebbe il valore morale di un primo passo verso l'ammissione dell'Italia all'ONU, che stava purtroppo incontrando proprio in quel periodo notevoli difficoltà. In Italia, ad ogni modo, una volta resa esecutiva con il Decreto presidenziale del 12 luglio 1949 la Convenzione di Londra sull'UNESCO, fu istituita la Commissione Nazionale per l'Educazione, la Scienza e la Cultura con il Decreto Interministeriale dell'11 febbraio 1950".[6] Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale molti stati hanno deciso, per questioni collegate alla storia politica interna e alle vicende internazionali, di non partecipare più all'UNESCO ma sono poi tornate sui loro passi e attualmente l'Agenzia Specializzata delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e lo Sviluppo conta 195 Stati Membri e 9 Membri Associati.[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sono membri dell'UNESCO, all'ottobre 2014, 195 Paesi più 9 Membri Associati. Il quartier generale dell'UNESCO è a Parigi ed opera programmi di scambio educativo, scientifico e culturale da Uffici Regionali che svolgono la propria attività su quasi la totalità del Pianeta. I progetti sponsorizzati dall'UNESCO comprendono programmi scientifici internazionali; programmi di alfabetizzazione, tecnici e di formazione degli insegnanti; progetti regionali e di storia culturale; e cooperazioni internazionali per conservare il patrimonio culturale e naturale del pianeta e per preservare i diritti umani.

Fu responsabile della fondazione dell'OANA. L'UNESCO fornisce fondi al Consiglio internazionale per la scienza.

Una delle missioni dell'UNESCO è quella di mantenere una lista di patrimoni dell'umanità. Questi sono siti importanti culturalmente o dal punto di vista naturalistico, la cui conservazione e sicurezza è ritenuta importante per la comunità mondiale.

Dal 2004 l'Unesco promuove il Network delle Città creative, a cui appartengono tre città italiane:

  • Bologna (categoria Musica)
  • Fabriano (AN) (categoria Artigianato e Arti popolari)
  • Torino (categoria Design)

L'UNESCO è rappresentato da propri ambasciatori e promuove il celebre Forum Universale delle Culture, che nel 2013 ha avuto luogo a Napoli. La Commissione nazionale italiana è guidata da Gianni Puglisi.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera dell'UNESCO.

L'UNESCO è stato a volte al centro di controversie. Durante gli anni settanta e ottanta le nazioni occidentali, specialmente gli Stati Uniti e il Regno Unito, ritenevano che venisse usato dai paesi comunisti e dal terzo mondo, come forum per attaccare l'occidente. L'UNESCO sviluppò un piano chiamato "Nuovo Ordine Internazionale dell'Informazione", per fermare le presunte bugie e la disinformazione che veniva diffusa nelle nazioni in via di sviluppo. L'occidente lo respinse come un tentativo del terzo mondo e di alcuni regimi comunisti di distruggere la libertà di stampa; gli Stati Uniti si ritirarono dall'organizzazione in segno di protesta nel 1984 e il Regno Unito nel 1985 (il Regno Unito ha nuovamente aderito nel 1997 e gli USA nel 2003).

Il 31 ottobre 2011, l'Assemblea generale dell'Unesco ha accettato l'adesione della Palestina, con una votazione che ha visto 107 voti a favore, tra i quali quelli di Francia, Cina e India, e l'astensione di 52 altri Paesi, tra cui il Regno Unito .

L'ammissione della Palestina ha creato un attrito politico con gli Stati Uniti e altri Stati contrari, con un arresto dei finanziamenti a favore dell'organizzazione da parte di Stati Uniti e Israele.[8][9]

Nel febbraio 2012 l'UNESCO ha organizzato una conferenza su Wikileaks non ammettendo ai lavori l'organizzazione di Julian Assange.[10]

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Irina Bokova
  1. Regno Unito Julian Sorell Huxley (1946-1948)
  2. Messico Jaime Torres Bodet (1948 -1952)
  3. Stati Uniti John Wilkinson Taylor (1952 - 1953)
  4. Stati Uniti Luther Evans (1953 - 1958)
  5. Italia Vittorino Veronese (1958 - 1961)
  6. Francia René Maheu (1961 - 1974)
  7. Senegal Amadou-Mahtar M'Bow (1974 - 1987)
  8. Spagna Federico Mayor Zaragoza (1987 - 1999)
  9. Giappone Kōichirō Matsuura (1999 - 2009)
  10. Bulgaria Irina Bokova (2009 - attuale)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina informativa in italiano della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO.
  2. ^ UNESCO at a glance sul sito dell'UNESCO
  3. ^ L'Atto Costitutivo dell'UNESCO in inglese
  4. ^ Archivio dell'UNESCO in inglese
  5. ^ Il testo
  6. ^ Sintesi Storica sul sito della CNI UNESCO
  7. ^ Stati Membri sul Sito dell'UNESCO
  8. ^ Palestina entra nell'Unesco. Usa: "Non lo accettiamo", 31 ottobre 2011. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  9. ^ Israele annuncia congelamento fondi. "Ingresso Palestina ostacolo a pace", 3 novembre 2011. URL consultato il 3 novembre 2011.
  10. ^ L'Unesco non invita Wikileaks al convegno sui media dopo i cablo, La Repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]