The Wall
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| The Wall | ||
|---|---|---|
| Artista | Pink Floyd | |
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 30 novembre 1979 | |
| Durata | 81 min : 12 s | |
| Dischi | 2 | |
| Tracce | 13 + 13 | |
| Genere | Rock Art rock |
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| Etichetta | EMI | |
| Produttore | Bob Ezrin, David Gilmour, Roger Waters | |
| Registrazione | agli Abbey Road Studios, Londra | |
| Pink Floyd - cronologia | ||
|---|---|---|
| Album precedente Animals 1977 |
Album successivo The Final Cut 1983 |
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The Wall è un doppio album dei Pink Floyd del 1979. Alla sua uscita (e tutt'ora) The Wall ha scatenato pareri contrastanti: c'è chi lo reputa il migliore album dei Pink Floyd, e chi invece lo considera non solo non all'altezza dei precedenti, ma anche la fine dei veri Pink Floyd, ormai totalmente egemonizzati da Roger Waters (non a caso durante le registrazioni del disco Richard Wright viene espulso dalla band per diverbi con Waters e ai live dell'album partecipa come session man). Il sound del disco infatti è molto diverso rispetto ai Pink Floyd classici e sono spesso accusati The Wall, e il successivo The Final Cut (1983), di subordinare la musica ai testi. In realtà la cosa è infondata: entrambi gli album sono basati su melodie impeccabili e ben articolate. Quello che probabilmente spiazza i fan dei Pink Floyd classici è l'assenza delle tipiche tastiere "a tappeto" di Richard Wright, che fino all'album precedente si erano rivelate fondamentali nel dare al sound dei Floyd quell'atmosfera spaziale e onirica: a rimpiazzarle pianoforte e orchestra, elementi da sempre tipici della dimensione cantautorale. Forse The Wall non è un disco esente da pecche, ma la forza dirompente del suo concept e le tinte forti donate con maestria da Waters ne hanno fatto uno dei pilastri stessi del Rock (si è posizionato all'87° posto nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone[1]).
Creato per risanare le perdite finanziare dei Floyd ed aiutarli a salvarsi dalle pressioni del fisco inglese, The Wall è una vera e propria opera multimediale.
Indice |
[modifica] L'album
The Wall è un concept album (è inoltre il secondo doppio album, dopo Ummagumma). Narra la storia di Pink (in gran parte ispirata alla vita di Roger Waters), che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria vita (il padre morto in guerra mentre lui era ancora in fasce, la scuola disumanizzante, la madre iperprotettiva, l'alienante vita da rock-star, le groupies, il divorzio), si chiude dietro ad un muro psicologico invalicabile, che, per proteggerlo dal mondo esterno lo soffoca inesorabilmente, trascinandolo nella follia (e richiamando, in tal modo, anche la storia personale di Syd Barrett). Le canzoni dell'album spaziano tra sbotti di rabbia anche molto violenti (One of My Turns) e ballate delicate ma strazianti (Nobody Home). La novità del sound si afferma fin dai primi brani dell'album.
Le quartine suonate sul rullante da Mason (In the Flesh) evocano un suono più heavy di quello dei precedenti albums. Il disco richiama spesso suoni bellici (è ancora la batteria di Nick Mason a richiamare sventagliate di mitragliatrice). L'elicottero di Another Brick in the Wall p. II evoca scene di guerra che, legate alla morte del padre di Waters (deceduto nel 1944 ad Anzio), dominano la prima facciata dell'album. Viene forse suggerito anche un rapporto tra la massificazione, subita dai ragazzi ad opera del rigido ed alienante sistema scolastico, e l'inquadramento militare. Dall'infanzia e dalla prima giovinezza di Pink, si passa - nel lato B del primo disco - al difficile rapporto del protagonista, ormai divenuto un rock-star, prima con la madre, poi con il successo. Intanto il rapporto tra Pink e la moglie si incrina a causa della loro incomunicabilità; il muro ormai si è chiuso. Con esso Pink cerca di proteggersi dalle delusioni, da ogni dolore, ma resta più che mai solo. Tenta di vincere il proprio isolamento, ma inutilmente (Is There Anybody Out There? - Nobody Home). Pink è solo ed in balia dei propri produttori che lo salvano da un'overdose solo per sbatterlo su un palco per il suo ennesimo concerto. Waters immagina che la massificazione giovanile, la perdita di identità delle masse di adolescenti venga favorita e forse anche sfruttata dalle rock star, il cui seguito acritico potrebbe addirittura far rivivere gli incubi del nazismo. Ma resta l'isolamento del protagonista. Tale solitudine può essere vinta in un solo modo: analizzare la propria vita, rivedere il proprio percorso. Si apre un processo (The Trial - [1]), il cui esito è la condanna, forse dolorosa, forse liberatoria, ad abbattere il muro, ad eliminare le proprie difese, ad esporsi - nudo - ai propri simili. Il doppio album si chiude con la ballade Outside the Wall, poesia delicata e dal tono introspettivo (Soli, o a coppie - Quelli che davvero ti amano - Camminano su e giù fuori dal il muro - Qualcuno mano nella mano - Qualcuno si riunisce in band - I cuori sanguinanti e gli artisti - Fanno la loro comparsa - E quando hanno dato tutto ciò che potevano - Alcuni barcollano e cadono - Dopo tutto non è facile - Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi), eseguita, alla fine del concerto, da Waters, che prima suona il tema con il clarinetto e poi, affiancato da una band folk (con chitarre e fisarmonica), recita, sul sottofondo del coro, il testo della canzone ([2]). The Wall è il punto di arrivo della complessiva esperienza musicale dei Pink Floyd. La critica è abbastanza unanime nel ritenere questo doppio album il capolavoro dei Pink Floyd in quanto connubio perfetto tra musica, testo e rappresentazione dal vivo, segnando una tappa fondamentale nella comunicazione multimediale. L'album è attraversato dal "leit motiv" di Another Brick in the Wall (ma dal vivo i leit motiv sono vari - il tema di Empty Spaces ad esempio ricorre prima di Goodbye Cruel World). In tal modo Waters inserisce nel rock elementi della musica classica. Inoltre l'opera è anche una rappresentazione teatrale: The Trial si svolge addirittura nel palcoscenico della mente di Pink. È un'elaborazione mentale attraverso la quale Pink processa se stesso, immaginando, come testimoni a carico, il maestro, la moglie, la madre. Infine The Wall diventa un film, diretto da Alan Parker con il contributo grafico di Gerald Scarfe (vedi infra).
[modifica] Il live
I concerti di The Wall sono tra i più importanti ed imponenti nella storia della musica moderna: con essi si è saputo ricreare minuziosamente la forte critica del disco senza sfilacciarla, ma anzi, amplificandola, ribadendo il ruolo di The Wall come opera rock contro il rock. All'inizio di ogni concerto, saliva sul palco la cosiddetta "Surrogate Band", quattro persone che indossavano maschere che riproducevano il volto dei veri membri della band. Dopo essere giunta sul palco la vera band, il concerto andava avanti accompagnato dai mostruosi cartoni animati creati da Gerald Scarfe, proiettati su di uno schermo circolare. A metà dello spettacolo, tra Another Brick in the Wall part. 3 e Goodbye Cruel World, in pochi minuti, veniva edificato un muro di polistirolo che divideva il pubblico dal gruppo (una delle principali metafore del concept di The Wall). Durante Comfortably Numb, però Roger Waters usciva dal muro indossando un camice bianco, mentre David Gilmour veniva innalzato al di sopra di esso. Alla fine del concerto, il muro veniva violentemente fatto crollare (senza però danneggiare né gli spettatori, né la troupe, né la band). Il doppio album live Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981 (pubblicato nel 2000) è un degno responso dei concerti di The Wall.
[modifica] Il film
Alcuni anni dopo Alan Parker dirigerà il film Pink Floyd The Wall, trasposizione cinematografica dell'album, che avrà un buon successo di critica e diventerà un cult per tutti i fans del gruppo. L'attore protagonista sarà l'allora semisconosciuto leader dei Boomtown Rats, Bob Geldof. Il film Pink Floyd The Wall fu presentato, in anteprima, al 35esimo festival di Cannes, il 22 maggio 1982, a mezzanotte. Nel film vengono mostrati circa venti minuti delle animazioni originali di Gerald Scarfe create per i concerti. La pellicola, dotata di un'incisiva violenza psicologica, segna anche la fine del quartetto dei Pink Floyd, ovvero l'abbandono di Rick Wright.
Disco e film sono stati oggetto di una commemorazione e di un Convegno di Studi che si è tenuto a Genova nei giorni 9 e 10 marzo 2001 presso l'Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice sotto la direzione scientifica di Remo Viazzi e con la partecipazione, tra gli altri, di Maria Teresa Torti, Alessandro Vescovi, Claudio Bertieri e Roberto Vinciguerra. Oltre all'inquadramento storico e sociale sono stati esaminati gli aspetti filosofici e poetici di The Wall e l'analisi critico-musicale (IL SECOLO XIX 9/3/2001).
[modifica] Messaggio nascosto
Durante la canzone Empty Spaces si può udire chiaramente un messaggio registrato al contrario (il suddetto messaggio è nell'album in studio, ma non nel live e nel film). Se si ascolta la canzone al contrario, rallentando la velocità, si sente: "Any better: congratulations! You've just discovered the secret message. Please, send your answer to "Old Pink", care of the "Funny Farm", Chalfont." (Niente di meglio: congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per favore, spedisci la tua risposta al "Vecchio Pink", presso la "Funny Farm", a Chalfont)[2]. Funny Farm è un termine in slang inglese con il quale si indicano gli ospedali psichiatrici. Il messaggio, evidente parodia dei messaggi subliminali, è anche un chiaro riferimento al mai dimenticato Syd Barret, fondatore ed ex-leader dei Pink Floyd, allontanato dal gruppo per problemi di droga.
[modifica] Formazione
- David Jon Gilmour - chitarra e voce
- George Roger Waters - basso e voce
- Richard William Wright - tastiere
- Nicholas Berkeley Mason - batteria
- Cori
- Bruce Johnson
- Toni Tennille
- Joe Chemay
- John Joyce
- Stan Farber
- Jim Haas
- i ragazzi del "Fourth Form Music Class", Islington Green School, Londra.
[modifica] Tracce
- CD 1
- In the Flesh? – 3:17 – (Waters) – Voce di Waters
- The Thin Ice – 2:28 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
- Another Brick in the Wall Parte I – 3:41 – (Waters) – Voce di Waters
- The Happiest Days of Our Lives – 1:46 – (Waters) – Voce di Waters
- Another Brick in the Wall Parte II – 3:56 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
- Mother – 5:32 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
- Goodbye Blue Sky – 2:48 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
- Empty Spaces – 2:07 – (Waters) – Voce di Waters
- Young Lust – 3:29 – (Waters, Gilmour) – Voce di Gilmour
- One of My Turns – 3:26 – (Waters) – Voce di Waters
- Don't Leave Me Now – 4:22 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
- Another Brick in the Wall Parte III – 1:17 – (Waters) – Voce di Waters
- Goodbye Cruel World – 1:05 – (Waters) – Voce di Waters
- CD 2
- Hey You – 4:41 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
- Is There Anybody Out There? – 2:40 – (Waters) – Voce di Waters
- Nobody Home – 3:25 – (Waters) – Voce di Waters
- Vera – 1:38 – (Waters) – Voce di Waters
- Bring the Boys Back Home – 0:50 – (Waters) – Voce di Waters
- Comfortably Numb – 6:49 – (Gilmour, Waters) – Voci di Waters e Gilmour
- The Show Must Go On – 1:36 – (Waters) – Voce di Gilmour
- In the Flesh – 4:16 – (Waters) – Voce di Waters
- Run Like Hell – 4:22 – (Gilmour, Waters) – Voce di Gilmour e Waters
- Waiting for the Worms – 3:58 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
- Stop – 0:34 – (Waters) – Voce di Waters
- The Trial – 5:16 – (Waters, Ezrin) – Voce di Waters
- Outside the Wall – 1:42 – (Waters) – Voce di Waters

