Egils saga

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Egill Skallagrímsson in un manoscritto dell'Egils saga del XVII secolo

L'Egils saga Skallagrímssonar (Saga di Egill Skallagrímsson), o semplicemente Egils saga, è un poema epico/saga degli Islandesi scritta forse da Snorri Sturluson (1178-1241) in Islanda probabilmente tra il 1220 e il 1240; essa è un importante esempio di saga, e molto ci dice sulla fine dell'Epoca vichinga. La saga narra la vita di Egill Skallagrímsson, un contadino islandese che divenne un vichingo e uno scaldo; gli studiosi islandesi si riferiscono comunemente alla saga come alla Egla.

La saga copre un ampio periodo di tempo, cominciando in Norvegia nell'850 con la vita del nonno di Egill, Úlfr (chiamato Kveldúlfr, "Lupo della Sera"), e dei suoi due figli, Þórólfr, un gran guerriero con una complicata relazione con re Haraldr di Norvegia, e Skallagrímr Kveldúlfsson, il padre di Egill. Viene detto che Kveldúlfr era un mutaforma, e che il suo nome derivava dal fatto che dopo il tramonto egli si trasformava in un lupo; la genealogia fornita all'inizio della saga mostra che la famiglia aveva una qualche discendenza dagli orchi, dando così un temperamento violento ai suoi discendenti. Dopo la morte di Þórólfr, dovuta alla rottura della sua alleanza con re Haraldr (anche se non per colpa di Þórólfr), Skallagrímr e suo padre Kveldúlfr scapparono dalla Norvegia per insediarsi in Islanda; Skallagrímr visse in pace come contadino e fabbro a Borg á Mýrum, dove i suoi figli Egill e Þórólfr (così chiamato dal nome dello zio) crebbero.

La storia continua con l'infanzia di Egill, che fa presagire la sua futura tendenza alla ribellione; la pace della famiglia è nuovamente perduta poiché la società è minacciata dalle pericolose attitudini di Egill: egli fomenta l'odio con il suo primo omicidio, avvenuto a colpi d'ascia all'età di sei anni. La storia prosegue raccontando i viaggi di Egill in Scandinavia e Inghilterra e la sua personale faida contro re Erik il Sanguinario. Sono presenti anche vivide descrizioni delle altre sue battaglie e amicizie, dei suoi rapporti con la famiglia (da sottolineare la sua gelosia e tuttavia il suo fraterno amore per il fratello maggiore, Þórólfr), la sua età sempre più avanzata, il destino del suo stesso figlio Þorsteinn (battezzato una volta che il Cattolicesimo fu giunto in Islanda) e degli altri suoi figli, che al loro volta ebbero molti altri figli. La saga termina intorno all'anno 1000 e copre molte generazioni.

La saga segue Egill attraverso i vari stadi della sua vita, la maggior parte dei quali sono punteggiati di battaglie, ed Egill narra virtualmente la sua stessa vita con frequenti segmenti poetici. Egill grazie al suo coraggio e alla sua intelligenza riesce a sopravvivere a intrighi e a guerre. La sua persona colpisce per il temperamento e per l'aspetto terrificante che in tarda età è stato aggravato da una sordità e una cecità. Prima che Egill muoia provvede a nascondere il suo tesoro d'argento presso Mosfellsbær, dando vita alla leggenda del Silfur Egils ("L'Argento di Egill").

Il personaggio di Egill è molto ambiguo[1]. La sua natura sfaccettata riflette le ambivalenti qualità della sua famiglia, una famiglia di persone che sono insieme orribili e magnifiche oltre ogni dire; una famiglia con un passato di "mutaforma" che diventano improvvisamente matti, violenti e crudeli, sebbene possano in altri momenti essere saggi e prudenti; una famiglia che non si sottomise mai al volere dei re, né stette in aperta ribellione[2]. L'ambiguità del personaggio si riflette anche nelle convenzioni di narrazione del testo, una narrazione altamente ambivalente popolata da personaggi con nomi simili o identici, che vivono varie permutazioni della stessa storia o di storie simili. I due affascinanti Þórólfr muoiono eroicamente, mentre i loro fratelli Skallagrímr ed Egill muoiono entrambi in tarda età, Egill addirittura ottantenne,[3] dopo aver sepolto per dispetto le loro ricchezze in lande desolate. I discendenti di Kveldúlfr si ritrovarono coinvolti in due complicate faide per l'eredità, una volta respingendo le richieste di un figlio illegittimo avuto da un secondo matrimonio, e un'altra volta esigendo terre a vantaggio di un altro figlio illegittimo nato in circostanze simili[4].

L'Egils saga è considerata tra le migliori saghe degli Islandesi, insieme alla Njáls saga, la Grettis saga e la Laxdœla saga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ He is inflated far beyond the type of Viking hero, yet he also falls short of it, and while he is often on the edge of the tragic he eludes definition. He can be vicious, absurd, infantile, pathetic, but he is never dull, and though we may not like some of the things he does we are never allowed to settle into a fixed attitude towards him ("Egli è presentato molto più ampollosamente del tipico eroe vichingo, eppure non ne raggiunge lo status, e mentre è sempre sulla cresta del tragico ne elude la definizione. Può essere maligno, assurdo, infantile, patetico, ma non è mai noioso, e sebbene non possano piacerci alcune delle cose che fa non possiamo mai sentirci allo stesso modo verso di lui") - traduzione di Hermann Pálsson e Paul Edwards, Penguin Classics, 1976.
  2. ^ But we have also seen how, in the course of the tale, Egil's personality is explored and elucidated not only in terms of his own actions and poetry, but in the actions and characters of his ancestors ("Ma abbiamo anche visto come, nel corso della narrazione, la personalità di Egill sia esplorata e spiegata non solo in termini di sue proprie azioni o poesie, ma anche in termini di azioni e comportamenti dei suoi antenati") - traduzione di Hermann Pálsson e Paul Edwards, Penguin Classics, 1976.
  3. ^ "Le ossa di Egill", di Jesse L.Byock, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", num.319, marzo 1995, pag.74-79
  4. ^ At the root of the first half of the Saga are two family conflicts which extend far beyond the domestic issues which give rise to them, and lead ultimately to enmities with the royal household of Norway. These cases both begin with a man of wealth and power who marries twice, one of the two marriages being in some way of doubtful legality, and illustrate the effect upon the family of the two conflicting lines of descent ("Alla radice della prima metà della saga ci sono due conflitti familiari che si estendono molto oltre i problemi domestici che li hanno generati, e portano infine ad inimicizie con il casato reale di Norvegia. Questi casi iniziano entrambi con un uomo ricco e potente che si sposa due volte, in cui uno dei due matrimoni si trova in una situazione di dubbia legittimità, e illustra gli effetti sulle due famiglie discendenti dai due contendenti iniziali") - traduzione di Hermann Pálsson e Paul Edwards, Penguin Classics, 1976.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egils saga, Hermann Pálsson e Paul Edwards (traduttori), Penguin Classics, Harmondsworth, New York, 1976; ISBN 0-14-044321-5.
  • A History of the Vikings, Gwyn Jones, 1968.
  • Egils saga, Bernard Scudder (traduttore), in The Sagas of the Icelanders: a selection, Örnólfur Thorsson et al., Penguin Classics, 2000.
  • "La Saga di Egill", Marcello Meli (traduttore e a cura di), Milano: Mondadori (1997).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]