Erik I di Norvegia

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Erik I Haraldsson

Erik I Haraldsson, detto il Sanguinario, in norvegese Eirik Blodøks (895Stainmore, 954), fu re di Norvegia dal 930 al 934 e di Northumbria per due volte (948-949 e 952-954).

Le fonti e il soprannome[modifica | modifica wikitesto]

Su Erik esistono pochi dati storici che sono stati usati dagli studiosi per rimettere insieme i dati riguardanti la sua vita e la sua carriera. C'è una distinzione fra le fonti coeve, o poco lontane nel tempo, che riguardano il ruolo di Erik quale sovrano del Regno di Northumbria e le saghe che si dedicano a dettagliare la vita di Erik di Norvegia, il condottiero che governò il Vestlandet nel corso del decennio del 930[1]. Le fonti norvegesi identificano queste due figure in una sola fin dal XII secolo e benché tale conclusione abbia causato forti dibattiti nell'ambiente storico di recente si era arrivati ad accettarne la veridicità[2]. Altri storici invece ritengono che i norvegesi abbiano unificato la figura di due diversi uomini utilizzando anche le fonti inglesi[3], tale argomentazione non è comunque universalmente accettata[1]. Le fonti coeve o che poco si discostano nel tempo constano di differenti versioni della Cronaca anglosassone, dei conii di Erik, dell'agiografia di Cadroe di Metz e di varie opere degli scaldi. Alcune fonti offrono soltanto un'immagine nebulosa delle attività che Erik fece nell'Inghilterra anglo-sassone. Singolarmente l'oscurità circa i dati oggettivi della vita di Erik stanno in netto contrasto con la ricchezza di rappresentazioni leggendarie nelle saghe dei re dove egli compare nei racconti riguardanti il padre Harald I di Norvegia e il fratellastro minore Haakon I di Norvegia. Questo materiale si trova nell'Historia Norvegiæ, databile al tardo XII secolo, l'Historia de antiquitate regum Norwagiensium di Theodoricus monachus, più o meno dello stesso periodo, la Ágrip af Nóregskonungasögum, anch'essa del tardo XII secolo, nella Saga degli uomini delle Orcadi, inizio XIII secolo, la Fagrskinna del 1220 circa, la Heimskringla del 1225 circa, la Egils saga, prima metà del XIII secolo e la Óláfs saga Tryggvasonar en mesta del 1300 circa. Su quanto l'Erik delle saghe possa essere basato sulla figura storica e, per converso, quanto questa possa o non possa gettare una luce sulla storicità della sua figura sono questioni che da anni agitano l'ambiente storico. Attualmente si tende a un certo atteggiamento critico verso l'uso delle fonti che risalgono a prima dell'XI secolo, tuttavia la questione è tutt'altro che conclusa. Anche il suo nomignolo ascia di sangue è oggetto di dibattito. È dubbio che la sua presenza in due lausavísur ad opera di Egill Skallagrímsson sia davvero datata al X secolo o sia stato inserito più tardi quando ormai Erik era nella leggenda[4]. Non v'è alcuna garanzia della sua presenza significativa nelle narrazioni prima del XII secolo quando gli viene affibbiato nell'Agrip e poi usato come traduzione latina del verso sanguinea securis nell'Historia[5]. Le saghe solitamente lo spiegano come conseguenza dell'omicidio dei propri fratellastri volto a garantirgli il governo dell'intero paese, il monaco Teodorico del resto lo chiama fratrum interfector (traducibile come fratricida) e la Fagrskinna dal canto suo lo descrive come un vichingo violento e razziatore.

Una famiglia di difficile ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

La Cronaca anglosassone parlando di Erik lo chiama figlio di Harald supponendo che i lettori abbiano una certa famigliarità con la materia, nel XII secolo Giovanni di Worcester aveva ragione di credere che Erik fosse di stirpe reale e lo esplicita nella frase Danica stirpe progenitum che era già stata usata per descrivere il re di Northumbria Sitric Cáech (morto 927)[6]. Queste fonti appaiono coincidenti con le tradizioni islandesi e norvegesi che sono esplicite nell'indicare Erik di Northumbria come uno dei figli di Harald I di Norvegia. I poemi attribuibili a Egill Skallagrímsson contribuiscono a rafforzare quest'ipotesi, anche se sono stati espressi dubbi circa la datazione e l'integrità dei versi che sono giunti fino a noi. Uno di questi versi parla di un incontro avvenuto in Inghilterra con un uomo della stirpe di Harald, mentre l'Arinbjarnarkviða considera il reggente di York quale discendente di Halfdan il Nero appartenente alla dinastia degli Ynglingar. Se queste fonti sono genuine e veritiere costituiscono l'unico indizio diretto che collega Erik alla famiglia reale norvegese risalente al periodo in cui egli visse. Un altro Harald piuttosto noto dell'epoca è Aralt mac Sitric re di Limerick, il probabile padre di Maccus (morto fra il 984 e il 987) e Gofraid mac Aralt (morto 989), due importanti nobili del tempo. A questo dato si da una certa rilevanza poiché i due fratelli insieme a un certo Erik vengono indicati quali governatori delle Isole Ebridi, molto tempo dopo Edoardo I d'Inghilterra scrisse una lettera a Papa Bonifacio VIII ricordandogli di un certo Erik che avrebbe governato la Scozia anche se sotto l'egida del governo inglese[7]. Nel XIX secolo si è considerato anche Aroldo I di Danimarca quale vero padre di Erik identificandolo con uno dei suoi figli chiamato Hiring[8]. L'unica fonte autorevole che cita un figlio con quel nome è Adamo da Brema che in una delle sue opere cita le Gesta Anglorum ricordando un aneddoto circa le avventure in terra straniera di questo Hiring secondo il quale egli sarebbe andato in Inghilterra e avrebbe soggiogato l'isola per finire poi ucciso a tradimento in Northumbria[9]. C'è da dire che per quanto questo racconto possa essere stato ispirato dall'ascesa e dalla caduta di Erik i tempi non coincidono poiché Aroldo I nacque attorno al 935 quando Erik era già asceso al trono. Altri dettagli circa la sua famiglia possono essere ricavati solo dalle saghe norvegesi e islandesi del XII e XIII secolo, essendo così distanti nel tempo rispetto alla sua vita vanno quindi prese con la dovuta circospezione e il loro valore storico è necessariamente limitato. Harald I è visto come un uomo assai prolifico e poligamo e il numero di figli a lui attribuiti varia da 16 a 20[10]. Molte opere tacciono circa l'identità della madre di Erik, ma altre, come le saghe islandesi e la Heimskringla, asseriscono che egli fosse figlio di Ragnhildr, figlia a sua volta di Erik sovrano dello Jutland meridionale. La possibilità che Harald avesse sposato una principessa danese è supportata da alcuni versi attribuiti al poeta Þorbjörn Hornklofi che elogiano le imprese del re sottoforma di un dialogo fra un corvo e una Valchiria.

I dubbi sulle nozze[modifica | modifica wikitesto]

Secondo diverse saghe Erik passò l'infanzia e buona parte della giovinezza presso dei parenti, circa i suoi anni da adolescente ce ne viene fornito un ragguardevole ritratto dall'Heimskringla secondo la quale Erik, all'età di dodici anni, sembrava già possedere una forza prodigiosa oltre che ad essere un ragazzo di valore e per questo intraprese la via della pirateria. Per quattro anni razziò le coste del Mar Baltico insieme a quelle di Danimarca, Frisia e Germania, nei quattro anni successivi batté le coste di Scozia, Galles, Irlanda e Francia arrivando anche in Lapponia e nella Russia settentrionale. Riferendosi a quest'ultimo viaggio la Egils saga afferma che Erik navigò lungo la Dvina arrivando a saccheggiare dei porti nella Permia. Per quanto riguarda la sua vita famigliare bisogna affidarsi alla vita scritta su Cadroe di Metz scritta attorno all'anno 1000 e quindi piuttosto vicina a lui nel tempo. Questa afferma che il re di Cumbria condusse Cadroe presso il confine fra i territori degli scandinavi e quelli dei britanni, e qui venne ricevuto da un nobile che lo condusse da tale Erichius, nella città di York, giacché la moglie di questi era una parente del venerabile Cadroe[11]. Considerato quel che si conosce del santo è probabile che questa donna fosse di ascendenza scozzese o britannica[3], tuttavia questo racconto va in netta contrapposizione con le saghe di più tarda datazione. Secondo la Egils saga la moglie di Erik era Gunnhild, la madre dei re, quest'interpretazione la Egils saga la prende da una saga ancora precedente dove tuttavia ella non viene mai chiamata per nome così che si può credere che il nome Gunnhild sia stato introdotto dalla Egils saga e non prima[12]. Tutte le saghe sono tuttavia concordi nell'affermare che Erik abbia vissuto con una donna con quel nome, l'ancor più antica Historia afferma che Gunnhild era figlia di Gorm il Vecchio e quindi sorella di Aroldo I di Danimarca. Altre saghe la vogliono figlia di Ozur Toti un comandante norvegese che calò con grande potenza dalla provincia di Hålogaland, almeno secondo l' Egils saga e l' Heimskringla. L'ostilità degli islandesi verso Gunhhild è stata considerata come una delle possibili cause per la sua dissociazione dalla casa reale danese[13]. Il problema non è di facile soluzione, si pensa che la vita di Cadroe si riferisca erroneamente ad Eric sostituendolo al suo predecessore Amlaíb Cuarán la cui seconda moglie Dunflaith era effettivamente di origine irlandese[2], si è suggerito anche che Erik non fosse strettamente monogamo e che quindi l'esistenza di una moglie non esclude l'altra[1]. L'ultima possibilità è che Erik ed Erichius non siano la stessa persona[3].

Erik salì al trono alla morte di Harald I, incapaci di resistergli oltre, nel 934 circa, i nobili norvegesi lo scacciarono dal trono. Dopo essersi ripreso da questo colpo politico, si recò in Northumbria, dove fu scelto come sovrano con la speranza di ottenere l'appoggio per l'indipendenza dai Sassoni.

Nel 948, Edred, re del Wessex, invase la Northumbria, deponendo Erik. I Northumbri elessero subito Olaf Sihtricson, ma questi fu rimosso da Erik, che tornò nel 952.

Erik regnò a York per due anni prima di essere ucciso da un rivale.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dalla moglie Gunhild di Danimarca ebbe[14]:

  1. Ragnvald Eriksson (?-940)
  2. Gorm Eriksson (?-960)
  3. Guttorm Eriksson (?-960)
  4. Harald Eriksson Graufell (?-970), re di Norvegia
  5. Ragnfred Eriksson (-970), re di Norvegia
  6. Erling Eriksson (?-970), re di Norvegia
  7. Gudroes Eriksson (?-999), re di Norvegia
  8. Sigurd Eriksson Sleva (?-970), re di Norvegia
  9. Ragnhild, sposò Arnfin Torfinnsson, conte Orkney; poi Havard Torfinnsson, conte di Orkney; dopo Ljot Torfinnsson.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Woolf, Alex. From Pictland to Alba, 789–1070. The New Edinburgh History of Scotland. Edinburgh: Edinburgh University Press, 2007
  2. ^ a b Collingwood, W.G. “King Eirík of York.” Saga-book of Viking Club Society for Northern Research 2 (1897–1900)
  3. ^ a b c Downham, Clare (2004). "Eric Bloodaxe - axed? The Mystery of the Last Viking King of York". Mediaeval Scandinavia 14
  4. ^ Snorri Sturluson, Heimskringla, ed. Finnur Jónsson, Snorri Sturluson. Heimskringla. Nóregs konunga sögur. Copenhagen, 1911; tr. Lee M. Hollander, Snorri Sturluson. Heimskringla: History of the Kings of Norway. University of Texas Press
  5. ^ Nóregs konungatal ed. Kari Ellen Gade
  6. ^ John of Worcester, Chronicle (of Chronicles), ed. Benjamin Thorpe
  7. ^ Downham, Clare. Viking Kings of Britain and Ireland. The Dynasty of Ívarr to A.D. 1014. Edinburgh, 2007
  8. ^ J.M. Lappenberg A History of England under the Anglo-Saxon Kings. 1845
  9. ^ Adam of Bremen, Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum II xxv, tr. Francis J. Tschan, History of the Archbishops of Hamburg-Bremen. New York, 1959
  10. ^ Historia Norwegiæ, ed. Inger Ekrem and Lars Boje Mortensen, tr. Peter Fisher, Historia Norwegie. Museum Tusculanum Press, 2003; tr. Debra Kunin, A History of Norway and the Passion and Miracles of the Blessed Óláfr. London: Viking Society for Northern Research, University College London, 2001
  11. ^ Anderson, Alan Orr, Early Sources of Scottish History A.D. 500–1286, volume 1. Paul Watkins, Stamford, 1990
  12. ^ Sawyer, Peter (1995). "The last Scandinavian rulers of York". Northern History 31
  13. ^ Gwyn Jones, A History of the Vikings. Oxford, 1984
  14. ^ Norway 2

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