Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
| Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino | |
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Natja Brunckhorst interpreta la protagonista, Christiane F |
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| Titolo originale | Christiane F. - Wir Kinder vom Bahnhof Zoo |
| Paese | Germania Ovest |
| Anno | 1981 |
| Durata | 124 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | drammatico |
| Regia | Uli Edel (accreditato come Ulrich Edel) |
| Soggetto | Kai Hermann (libro) Horst Rieck (libro) |
| Sceneggiatura | Herman Weigel |
| Distribuzione (Italia) | 20th Century Fox |
| Fotografia | Justus Pankau, Juergen Juerges |
| Montaggio | Jane Seltz |
| Musiche | David Bowie |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (in tedesco Wir Kinder vom Bahnhof Zoo) è un film del 1981 diretto da Uli Edel. Si ispira alla vera storia di Christiane Vera Felscherinow, dalla quale è stato tratto l'omonimo libro basato sulle interviste compiute nel 1978, nel carcere di Neukölln, da due giornalisti, durante il processo per spaccio e consumo di sostanze stupefacenti in cui la Felscherinow era testimone ed imputata. Come e più del libro, il film, che ebbe presto diffusione nelle più importanti lingue del mondo, contribuì alla fama della storia di Christiane.
Rispetto alla storia narrata nel libro, il film presenta una trama più snella. Nonostante i personaggi principali siano gli stessi, nella versione cinematografica alcuni di quelli che nel libro occupano un ruolo centrale appaiono del tutto marginali; del padre di Christiane non c'è traccia nel film, così come la sua amica Stella è poco più di una comparsa.
La narrazione del film comincia quando Christiane già frequenta la discoteca Sound e vive nel quartiere disagiato di Gropiusstadt e salta a piè pari l'esperienza al centro luterano Haus der Mitte, in cui Christiane iniziò a consumare droghe. Dalla versione cinematografica sono del tutto assenti le descrizioni dei giorni passati da Christiane nei pressi di Amburgo dai suoi parenti. Il film, a differenza del libro, si chiude con la voce fuori campo di Christiane che dichiara di essere sopravvissuta grazie alla madre e al di lei compagno che, di forza, l'avevano trasportata ad Amburgo, lontano da Berlino. Pertanto nel film manca l'ultima parte della trattazione.
Il film è dedicato ai tre amici di Christiane che morirono di overdose in quegli anni, la cui storia è narrata nel libro: Babette Döge (morta il 19 luglio 1977), detta Babsi, Andreas Wiczoreck (morto il 7 gennaio 1977) detto Atze, Lufo F. (morto il 22 gennaio 1978), e agli altri cui mancarono la forza e la fortuna per sopravvivere. Il film, come il libro, ha contribuito non poco a rendere nota nel mondo occidentale la piaga della prostituzione e della tossicodipendenza infantile. Tutto questo nonostante risulti più scarno e meno profondo del libro, soprattutto per quanto concerne l'assenza delle riflessioni di Christiane sulla società di quegli anni. Inoltre il film deve molto alla partecipazione di David Bowie.
La versione italiana fa uso di alcuni termini del gergo giovanile del Nord Italia.
Indice |
[modifica] Trama
Il film ha inizio quando Christiane vive con sua madre separata e sua sorella nel quartiere dormitorio di Gropiusstadt, situato alla periferia meridionale della città, non distante dal Muro.
La sua situazione personale si aggrava dalla decisione della sorella di andare a vivere con il padre, restando in questo modo sempre più sola, ed inoltre non accetta la frequentazione della madre con un altro uomo (che a breve si trasferirà a casa con loro), nonostante questi si mostri con lei simpatico ed affettuoso tanto da regalarle un disco del suo cantante preferito, David Bowie.
Per sfuggire da questo squallore, Christiane, insieme alla sua amica Kessi, passa le sue serate alla discoteca Sound, tristemente nota per il traffico di droga e la diffusione della prostituzione giovanile, dove, già consumatrice di droghe leggere, fa uso per la prima volta degli acidi e la conoscenza di Detlef.
Christiane si affeziona sempre più a Kessi, a Detlef ed agli amici di lui, Axel e Bernd. Insieme passano le notti, fumando e assumendo droghe. In una scena i ragazzi scappano dalla polizia dopo aver rapinato un negozio all’interno dell’Europa Center e nella fuga si rifugiano sul tetto da cui contemplano il panorama notturno di Berlino.
Durante una sosta ad una fermata della metropolitana, la madre di Kessi trova sua figlia in compagnia di Christiane, scoprendo così gli inganni che le due ragazze sistematicamente utilizzavano, affermando di dormire l'una a casa dell'altra, per poter stare fuori per tutta la notte, e le ordina di interrompere bruscamente la loro amicizia. Da questo punto, il personaggio di Kessi scompare dalla scena, mentre Christiane continuerà a frequentare il Sound.
Christiane sempre più sola, subisce un duro colpo scoprendo che sia Detlef, del quale si è chiaramente innamorata, che i suoi amici fanno uso giornaliero di eroina, così si reca ad una tappa berlinese del tour concertistico di David Bowie con Pollo - in crisi di astinenza - e Bernd, trovando l'occasione di poter provare eroina per la prima volta. Oramai avviata al consumo sembrano consolidarsi le amicizie con altri frequentatori della discoteca, come le coetanee Stella e di Babsi, nonché l'amore con Detlef con il quale passerà i fine settimana in uno squallido appartamento, ospite del loro amico Axel.
Christiane apprende da Detlef che è oramai tossicodipendente e si prostituisce nei pressi della stazione dello Zoo di Berlino con clienti omosessuali per procurarsi la roba, pur esigendo a detta sua solamente preliminari. Il giorno del suo quattordicesimo compleanno Christiane lo raggiunge alla stazione, dove vi "lavorano" quasi tutti i suoi conoscenti, comprese Stella e Babsi. Lo spettacolo appare abbastanza inquietante agli occhi di una ragazzina.
Nei bagni della Bülowstraße, nonostante il parere contrario di Detlef, Chistiane compie il suo "salto" iniettandosi la droga per la prima volta. Il suo commento è che se (l'effetto) è come una scopata, una scopata non deve essere granché. Nonostante ciò presto la ragazza arriva alla sua prima crisi di astinenza. Senza denaro Christiane si prostituisce per la prima volta, sebbene si limiti ad un preliminare con un uomo che da tempo la segue ma questo non è che l'inizio di una spirale di prostituzione, droga e crisi di astinenza.
Una mattina la madre di Christiane scopre la tossicodipendenza di sua figlia decidendo di occuparsi di lei e di Detlef, tenendoli in casa per diversi giorni facendo loro superare la crisi di astinenza, in una delle scene più crude del film, fino a che i due ne escono temporaneamente puliti ma è un evento di breve durata.
I ragazzi infatti tornano immediatamente alla fermata della stazione ricadendo nella spirale. Sotto le lugubri note di Sense of doubt di David Bowie, la cinepresa getta lo sguardo sui locali interni della stazione di Berlino, riprendendo dei veri giovani tossicodipendenti berlinesi di quegli anni.
Un giorno Axel viene trovato morto per overdose. Aumenta la disperazione dei due che iniziano a litigare tra loro separandosi. Christiane vende i suoi dischi e continua a prostituirsi sulla Kurfürstenstrasse insieme a Babsi ma in perenne crisi di astinenza è difficile trovare clienti. Rincontratisi, Christiane e Detlef si trasferiscono in casa di un benestante un cliente che procura loro delle dosi ma una sera scopre che il suo ragazzo, in barba alle sue rassicurazioni, ha rapporti completi. Fuggita si reca alla stazione per cercare Babsi con la quale tentare di disintossicarsi insieme ma da un quotidiano ne apprende la notizia della morte per overdose. Disperata, decide di suicidarsi con la stessa modalità.
Il film termina con la voce fuori campo di Christiane che racconta come egli sia sopravvissuta ed una volta trasferita in una cittadina vicino Amburgo si sia disintossicata. Spesso pensa a Detlef ancora schiavo dell'eroina, dicendo che vorrebbe dargli un po' della sua forza per aiutarlo, ma lei è la prima ad averne bisogno.
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (colonna sonora). |
La colonna sonora del film, pubblicata in Germania nell’aprile 1981 dalla RCA, presenta brani del periodo berlinese (1976-1979) di David Bowie. Oltre a Helden, versione tedesca di "Heroes", l’album include canzoni tratte dagli LP Station to Station (TVC15 e Stay), Low (Warszawa), "Heroes" (V-2 Schneider e Sense of Doubt), Stage (Station to Station) e Lodger (Boys Keep Swinging e Look Back in Anger). Nel Regno Unito l’album non ha mai avuto una pubblicazione ufficiale, nonostante sia stato importato da Germania, Francia (dove fu chiamato Cristiane F. 13 ans, droguée, prostituée) e Italia, mentre è apparso negli Stati Uniti con la traduzione Cristiane F. Children From Zoo Station.
[modifica] Incongruenze
- Gran parte dei brani sono posteriori alle vicende narrate nel film (1975-1977), come per esempio Look Back in Anger (1979) il brano che Christiane ascolta nel Sound la prima volta che vi fa ingresso, o Heroes/Helden (1977), assente nella compilation Changesonebowie (1976), che le regala l'amico di sua madre.
- Per lo meno nelle prime edizioni italiane del libro, l'autrice narra del suo esordio con l'eroina nel dopo concerto di David Bowie, una data che non dimenticherà mai, la fine di ottobre del 1975 mentre lo storico tour che promuove il brano riportato, Station to Station, si tenne dal gennaio al maggio del 1976.
[modifica] Curiosità
- Come si evince dai titoli di coda, nel film recita, nel ruolo di una delle ragazze che gravitano attorno al Sound, l'amica di Christiane Stella, il cui vero nome era Catherine Schabeck.
- Natja Brunckhorst, nel ruolo di Christiane, sarà l'unica ad intraprendere in seguito il mestiere di attrice professionista, interpretando numerose pellicole, tra le quali Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder (1982). Gli altri interpreti, in parte selezionati nelle scuole tedesche (come nel caso della stessa Brunckhorst), in parte presi dalla strada (come nel caso delle comparse) hanno lavorato unicamente in questo film.
- Data la minore età degli attori, coinvolti in scene crude e notturne, è stato necessario il consenso dei rispettivi genitori e delle scuole che essi frequentavano.[1]
- Molti degli adolescenti presenti nelle scene alla Stazione dello Zoologischer Garten erano a tutti gli effetti dei giovani tossicodipendenti berlinesi. Thomas Haustein, interprete di Detlef, è attualmente consulente per le tossicodipendenze presso una struttura pubblica.
- Jens Kuphal, nel ruolo di Axel, è musicista e produttore musicale. Ha collaborato con le celebri rock star della scena tedesca, Nina Hagen e Nena.
- La discoteca Sound ricavò notorietà divenendo attrattiva turistica, pur essendosi liberata da tempo dalla reputazione di luogo di spaccio e consumo di droga, promuovendo numerose iniziative sociali.[2] La discoteca andò distrutta in un incendio alla fine degli anni ottanta. Un locale omonimo e più elegante fu successivamente inaugurato nel quartiere di Charlottenburg della capitale tedesca per essere poi chiuso nel 2007.
- L'insegna che appare nel film è diversa dall'originale, dando adito all'ipotesi di una diversa locazione delle riprese, contrariamente a quanto era correntemente supposto, ossia la vera discoteca Sound.
- I film horror proiettati nella saletta cinematografica del Sound sono i celeberrimi La notte dei morti viventi (1968) di George Romero e Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau.
[modifica] Note
- ^ intervista al regista Edel nei contenuti speciali dell'edizione DVD.
- ^ Titoli di coda della pellicola.
[modifica] Bibliografia
- Christiane F. - Wir Kinder vom Bahnhof Zoo (Hamburg, 1979, Stern). L'ultima edizione, la 50ª, è del 2009. Dalle registrazioni trascritte a cura di Kai Hermann e Horst Rieck. Traduzione italiana: Christiane F., Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino, a cura di Roberta Tatafiore (Milano, 1981, Rizzoli). L'ultima edizione è del 2007.
[modifica] Voci correlate
- Christiane F.
- Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (colonna sonora)
- Eroina
- Tossicodipendenza
- Overdose
- David Bowie
- Berlino
[modifica] Collegamenti esterni
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