Christiane Vera Felscherinow

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Christiane Vera Felscherinow meglio nota con lo pseudonimo di Christiane F. (Amburgo, 20 maggio 1962) è una scrittrice e musicista tedesca, autrice con i giornalisti Kai Hermann e Horst Rieck del libro Wir Kinder vom Bahnhof Zoo (tradotto in italiano con il titolo Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino), pubblicato per la prima volta come allegato alla rivista tedesca Stern.

Il libro nasce da una serie di interviste che i giornalisti sostennero nel corso del 1978 per due mesi con la Felscherinow, imputata e testimone in un processo conclusosi nel giugno del 1978 con la condanna per detenzione di droga e ricettazione. Il processo si riferiva ad un procedimento d'accusa depositato presso il tribunale di Berlino nel luglio del 1977. Al termine del processo la condanna fu sospesa con la condizionale perché gli avvenimenti si riferivano ad un periodo nel quale l'imputata era ancora minorenne.

Il racconto autobiografico, che descrive con particolare realismo il trasloco a sei anni dalla campagna di Amburgo al sobborgo berlinese di Gropiusstadt, l'infanzia difficile, la tossicodipendenza e la prostituzione iniziate fin dalla prima adolescenza, destò molto scalpore in tutto il mondo; il libro fu tradotto in molte lingue e diventò un controverso simbolo per la generazione che più di tutte fu vittima dell'eroina.

Nel 1981 ne fu tratto il film Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F. - Wir Kinder vom Bahnhof Zoo), con la regia di Uli Edel e la colonna sonora di David Bowie.

Il libro ed il film ottennero un grande successo, rendendo Christiane famosa in Germania e in tutto il mondo occidentale.

La vita[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

I genitori di Christiane si trasferiscono nella città di Berlino alla ricerca di una migliore sistemazione quando Christiane ha l'età di sei anni. Dopo un breve soggiorno nel quartiere di Kreuzberg in Paul-Lincke-Ufer, lungo il canale artificale del Landwehrkanal, prendono casa nel quartiere periferico di Gropiusstadt. I primi anni della vita berlinese sono molto difficili per la bambina: problemi finanziari in famiglia, un padre violento e frustrato, un contesto sociale deprimente e di scarse prospettive.

A questo si aggiunge la separazione dei genitori e l'allontanamento della sorella, Annette Felscherinow, che decide di andare a vivere con il padre: Christiane vive sola con la madre e con il suo nuovo e giovane compagno Klaus. A dodici anni inizia a frequentare il gymnasium unificato di Gropiusstadt, dove conosce l'amica Kessi. Proprio insieme a Kessi avrà inizio la sua esperienza con le droghe.

L'esperienza con le sostanze stupefacenti[modifica | modifica sorgente]

All'età di 12 anni Christiane (1974) inizia a consumare hashish e droghe sintetiche (Valium, Mandrax, LSD, Efedrina) nel centro giovanile della Chiesa luterana di Gropiusstadt, la Haus der Mitte situata in Lipschitzallee, 50. In seguito la sua vita sociale gravita attorno alla discoteca Sound (definita dai cartelloni pubblicitari "la più moderna discoteca d'Europa", ma che a Christiane appare come un semplice sottoscala dal soffitto basso adibito a discoteca), in Genthinerstraße, 26 vicino alla Kurfürstenstraße, zona tristemente nota per essere un centro dello spaccio di eroina e della prostituzione giovanile situata nel quartiere di Tiergarten, a ridosso del muro.

Un mese prima del suo quattordicesimo compleanno, dopo aver preso parte al concerto di David Bowie alla Deutschlandhalle il 18 aprile 1976, assume per la prima volta eroina per inalazione; nell'estate dell'anno successivo, nei bagni pubblici della Bülowstraße, si inietta per la prima volta la stessa sostanza in vena. Inizia così una doppia vita, di cui la madre verrà a conoscenza solamente all'inizio dell'anno successivo, cercando infruttuosamente di aiutarla nelle disintossicazione. Tutte le mattine Christiane frequenta normalmente la scuola e passa i pomeriggi a procurarsi l'eroina alla stazione dello Zoo a Charlottenburg.

Ben presto Christiane inizia a prostituirsi insieme alle sue due amiche Babette Döge, detta Babsi, e Catherine Schabeck, detta Stella. L'esordio sui marciapiedi avviene con un distinto signore in Mercedes anch'egli frequentatore del Sound e che da tempo l'adocchiava. Anche il suo ragazzo, Detlef, è un tossicodipendente che si prostituisce con clienti omosessuali per procurarsi la roba. In questi anni inizia per Christiane una spirale che la accomuna alle storie dei giovani tossicodipendenti berlinesi degli anni settanta.

Col tempo Christiane continuerà a fare tentativi di disintossicazione, ma senza successo. Successivamente assisterà alla morte di Atze, suo ex fidanzato, di Axel, migliore amico di Detlef e suo confidente, e della sua amica Babette. Quest'ultimo evento la scosse a tal punto da farle tentare il suicidio iniettandosi una dose di eroina superiore a quella consueta. Si risveglierà alcune ore dopo, soccorsa da una coppia di ragazzi gay. Nel novembre del 1977, la madre riesce a salvarla, allontanandola da Berlino e mandandola a vivere da alcuni parenti in un paesino nei pressi di Amburgo. Qui Christiane, a causa dei suoi precedenti, non può frequentare né il gymnasium, né l'Istituto Tecnico. Si iscrive così alla scuola professionale ed ottiene un diploma che le sarà di scarsa utilità.

I fatti trattati fin qui sono inclusi nel libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Per Christiane gli anni tra il 1978 ed il 1984 sono gli anni del successo. La pubblicazione del libro ed il film ispirato alla sua storia la rendono famosissima in tutto il mondo. Inoltre Christiane prende parte a due film e tenta la carriera musicale. Tuttavia, nel corso di questi anni, Christiane non è rimasta lontana dalle droghe e dall'eroina.

La vita di Christiane sulla scena artistico-musicale di Berlino è raccontata nello Special Radio Bremen del 1983.

Il libro e il film[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979, dopo l'incontro con i giornalisti dello Stern, esce in Germania il libro che avrebbe reso Christiane famosa in tutto il mondo. Il libro era stato preceduto dalla pubblicazione nel 1978 delle interviste sulla rivista Stern. In Italia il libro viene pubblicato nel 1981 dalla casa editrice Rizzoli con la traduzione della giornalista Roberta Tatafiore.

Nel 1981 esce il film con la partecipazione della giovanissima Natja Brunckhorst e con la regia di Uli Edel. La trama del film è di molto semplificata rispetto al libro, e non rende giustizia alla profondità del testo. Infatti la maggior parte delle riflessioni di Christiane sulla società, le sue osservazioni sul benessere occidentale di quegli anni, sui giovani, sulla droga, ecc. - in breve, la sua visione del mondo - non vedono assolutamente la luce nelle scene del film.

In quegli stessi anni il libro viene tradotto in diverse lingue. La versione italiana dello stesso presenta degli errori nell'indicazione di alcuni dei luoghi di Berlino in cui si svolge la storia, e una scelta stilisticamente differente dalla versione tedesca, non contenendo le fotografie invece presenti nella versione originale.

Il successo del volume porta la giovane a un periodo di assidua frequentazione della televisione e dei rotocalchi giornalistici che la rende famosa in tutto il mondo.

La musica[modifica | modifica sorgente]

Negli anni tra il 1981 ed il 1984 Christiane tenta la carriera musicale, insieme al suo compagno di allora, Alexander Hacke, componente dell'allora nascente ed oggi notissima band berlinese Einstürzende Neubauten. Insieme con Alex, che aveva conosciuto ad Amburgo, Christiane torna a vivere a Berlino e calca la scena musicale berlinese, formando con questi il duo musicale Sentimentale Jugend[1].

Proprio in questa formazione Christiane, con l'inedito nome di Christiane X, prende parte al Festival Genialer Dilletanten, il 4 settembre del 1981 al Tempodrom di Berlino, spettacolo nel quale si esibirono le più sperimentali formazioni musicali giovanili della Berlino di quegli anni. In questa occasione i Sentimentale Jugend suonano 5 pezzi: Intro, Ghetto, der 10.5, Hiroshima e Weg Laufen. In queste canzoni Christiane partecipa come voce e suona la chitarra. Nell'edizione di recente pubblicata del Concerto[2] è stata aggiunta una canzone inedita che accompagna i titoli di coda dal titolo Pour Mon Bibi. In quegli anni il concerto circolava tra i circuiti amatoriali[3] in MC. Solo di recente è stato pubblicato in vinile, CD e DVD.

Nel corso di questi anni altre canzoni sono pubblicate a nome dei Sentimentale Jugend. Nella compilation uscita in LP nel 1981 con il titolo Monogam Sampler[3] appaiono due canzoni attribuite al duo: Wollt Ihr die totale Befriedigung? e Klinik. Nella compilation uscita in LP ed edita, sembra, nel 1981 con il titolo Zugende Fleisch[3] appaiono nuovamente le due canzoni precedentemente citate ed una terza dal titolo Winnetou Walzer (als Hitler das Rosa Kanninchen stahl).

Nel 1991 le canzoni del duo Wollt Ihr die totale Befriedigung e Hiroshima sono state pubblicate nella raccolta Als die Partisanen Kamen[4]. Alcune delle canzoni qui sopra citate sono state riedite nel LP/CD/DVD Berlin Super '80[5].

Nel 2006 è stato pubblicato un triplo LP dal titolo Cassettencombinat West-Berlin 1980-81[6] contenente otto canzoni dei Sentimentale Jugend: Tote Kammer, Maschinen, Hiroshima, Pour Mon Bibí, Angst, Ghetto, Tu Mir Weh e Kleine Nachtmusik. Non è tuttavia del tutto chiaro quanto Christiane abbia effettivamente partecipato alla composizione delle canzoni del duo.

In questi stessi anni Christiane tenta la carriera da cantante solista. Nel 1982, nello stile della Neue Deutsche Welle, esce il primo disco di Christiane, un EP dal titolo Gesundheit![7]. Il disco, inciso negli Stati Uniti, contiene sul lato A la canzone principale Wunderbar e un pezzo di nome Heimweh (Homesick), mentre sul lato B una versione di durata maggiore della stessa Wunderbar. In copertina, appare il nome di Christiane F.[8].

Sempre nello stesso anno, assolutamente insoddisfatta dalla registrazione della canzone, Christiane, insieme ad Alex ed al suo gruppo, procedette ad un rifacimento di Wunderbar che fu così riedito in Germania in un EP dal titolo Final Church[9]. La canzone prese il nome di Health Dub ed assunse caratteristiche molto più vicine allo sperimentalismo berlinese di quegli anni. Questo disco presenta al suo interno altre due canzoni: Suchtig e Spinnen. L'autrice è segnata in copertina come Christiana[10]. La stessa versione della canzone, anche se con il nome della prima versione (Wunderbar), è stata pubblicata, sempre nel 1982, nel singolo attribuito a Christiane F. e agli Einstürzende Neubauten dal titolo Wunderbar/Der Tod holt mich ein.

Nel 1984 esce per il mercato giapponese in MC una raccolta di canzoni di gruppi berlinesi degli anni ottanta dal titolo Tra Special Berlin[11] all'interno della quale fanno la loro comparsa il pezzo di Christiane Suchtig e la canzone dei Sentimentale Jugend Hiroshima. Nella musicassetta sono presenti anche delle interviste ad Alexander Hacke e a Christiane F. Nel 2003 è stato pubblicato un LP/CD contenente le due differenti versioni della sua canzone principale: Wunderbar ed Health Dub. In questa circostanza è stata scelta per il lato A del disco la versione presente nel lato B di Gesundheit!.

La canzone Wunderbar, nella sua versione breve, è stata pubblicata nel 2005 nella già citata raccolta Berlin Super '80. Nel 2006 è stato pubblicato un 45 giri in vinile a cura di Brezel Göring dal titolo Ich bin so suchtigche riprende la canzone del 1982 Wunderbar[12].

Il cinema[modifica | modifica sorgente]

Sempre in questi anni, Christiane recita in due notissimi film della scena berlinese. Nel 1982 è la protagonista del film Neonstadt del regista tedesco Wolfgang Büld. In questo film Christiane, in cui recita tra gli altri insieme a Charles Brauer, Barbara Freier, Lisa Kreuzer, Michaela May, Billie Zöckler, interpreta se stessa ed appare per la prima volta come Christiane Felscherinow, con il suo nome e cognome annunciati per intero.

Nel 1983 partecipa al film Decoder del regista tedesco Muscha. Il film uscirà nel 1984. Christiane prende parte anche alla colonna sonora[13] come corista. Sempre nel 1983 Christiane è negli Stati Uniti per la promozione della prima del film Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. I vari rotocalchi dell'epoca hanno riportato la notizia secondo cui qui avrebbe incontrato personalmente David Bowie, autore della colonna sonora. Tuttavia non sappiamo quale attendibilità dare a questa informazione.

Nel corso di questo stesso anno Christiane, dopo essersi lasciata con Alex (a causa del fatto che la ragazza aveva ripreso il consumo di droghe, secondo quanto Alex sostiene nel reportage per lo Spiegel del 1995), si trasferisce in Svizzera, presso la pittrice Anna Keel. La pittrice era molto entusiasta di Christiane e cercò di avviarla al mondo del teatro e dell'arte. In questo periodo Christiane conosce alcune persone importanti del mondo culturale di allora: Fellini, Loriot, Dürrenmatt.

L'oblio[modifica | modifica sorgente]

Nonostante Anna Keel la tratti quasi come una figlia, la parentesi svizzera dura poco perché Christiane non riesce ad abituarsi a quel mondo che a parere suo la trattava più come un pupazzo che come una persona. Christiane ritorna a Berlino. Dopo gli anni del successo Christiane scompare dalla scena e dai rotocalchi e cade nuovamente nel tunnel della tossicodipendenza.

Ha infatti una ricaduta nell'eroina e ritorna nel giro della prostituzione. Nel 1985 viene infatti arrestata e processata per detenzione di stupefacenti. Piuttosto che accettare un piano di rieducazione e reinserimento sociale, Christiane decide per la detenzione. Dal 1987 al 1993 vive in Grecia con il suo fidanzato Panadiotis. I due sono intenzionati a sposarsi, ma pochi giorni prima del matrimonio, Panadiotis viene arrestato per spaccio e detenzione di stupefacenti. Christiane ritorna a Berlino.

Le notizie relative alla vita di Christiane dall'uscita del libro al 1995 sono raccontate nel Reportage dello Spiegel del 1995.

Nel 1996 ha un figlio, Jan Niklas, con il quale vive a Berlino nei quartieri di Neukölln, di Spandau ed in seguito si trasferiscono a Teltow, una cittadina del Brandeburgo alla periferia di Berlino. Di tanto in tanto escono sue interviste sui quotidiani berlinesi e sulle televisioni tedesche[14]. La principale apparizione televisiva è del maggio 2007[15]

In essa Christiane afferma di seguire un piano di recupero a base di metadone, e di non assumere più eroina. Le sue condizioni fisiche non sono del tutto positive: sembra che Christiane sia affetta da una forma cronica di epatite, dovuta naturalmente ai suoi trascorsi da tossicodipendente, a causa della quale è stata anche ricoverata per lungo tempo in clinica e che accusi una serie di malesseri fisici che la costringono a controlli continui. Quanto alle droghe, dichiara di fare uso raro solo di droghe leggere e soprattutto di psicofarmaci.

Pur dichiarando di avere ancora contatti con gli amici del giro della droga (che adesso si è spostato a Kottbusser Tor), Christiane ribadisce che la scelta di allontanarsi dalle droghe sarebbe stata determinata dalla nascita di suo figlio e dalla necessità di occuparsi di lui.

Tuttavia, a contraddire le sue dichiarazioni, è apparsa su un tabloid berlinese[16] la notizia secondo cui le autorità berlinesi le avrebbero sottratto la custodia del figlio a causa di una sua ricaduta nella tossicodipendenza. Christiane avrebbe provato a trasferirsi per un periodo con il figlio ed il suo nuovo compagno a vivere in Olanda, dove avrebbe condotto una vita da tossicomane. Al ritorno in Germania le è stata sottratta la custodia di Jan Niklas.

Quest'ultima notizia è confermata dal breve reportage dello Spiegel del 2008, in cui, per la prima volta in assoluto, viene intervistata la madre di Christiane, la quale dichiara che il successo determinato dal libro e dal film è stato la rovina della figlia. Avendo infatti disponibilità finanziarie, Christiane sarebbe rapidamente tornata nel tunnel della tossicodipendenza appena dopo il ritorno a Berlino da Amburgo. La madre di Christiane afferma infatti che, dai 18 anni in poi, la figlia non è mai stata realmente lontana dal mondo della droga.

Una curiosità: all'inizio dell'intervista alcuni junkies berlinesi, che oggi gravitano attorno alla fermata di Kottbusser Tor, affermano che l'80% dei racconti di Christiane nel libro non corrisponde a verità. La stessa Christiane, nel corso degli anni novanta, aveva affermato che le storie narrate nel libro non corrispondevano a verità. Tuttavia, la portata di tali affermazioni deve essere ridimensionata, valutando le fonti di provenienza e l'assoluta verosimiglianza della storia narrata nel libro, verosimiglianza dimostrata, tra l'altro, anche dalle varie fonti giudiziarie di quegli anni.

Sempre sul tabloid berlinese[17] è apparsa un'altra breve intervista alla madre di Christiane. La donna dichiara che la figlia sta nuovamente seguendo un programma di disintossicazione a base di metadone e che questo le ha permesso di incontrare Jan Niklas ogni fine settimana nella casa famiglia nel Brandeburgo alla quale è stato affidato. Il figlio avrebbe anche passato con la madre le vacanze d'autunno. Secondo la madre di Christiane la figlia, a fronte di un autentico superamento della tossicodipendenza, potrebbe riottenere l'affidamento del figlio.

La sua "seconda vita"[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 Christiane ha pubblicato, con la collaborazione della giornalista Sonja Vukovic, il suo secondo libro, dal titolo Mein zweites Leben (La mia seconda vita) che narra il continuo della sua storia[18]. Il libro è stato presentato alla fiera del libro di Francoforte e ha riportato Christiane alla ribalta dei rotocalchi internazionali. L'edizione italiana, curata dalla Rizzoli, è stata pubblicata il 26 febbraio 2014. Nel settembre 2013 è stata intervistata dopo quattro anni dall'ultima intervista[19][20] Christiane ha adesso anche un sito[21] il cui blog presenta un elenco di risposte, date insieme alla giornalista, alle ricorrenti domande dei fan. Le risposte - in parte già note - riguardano l'uso del metadone, il rapporto interrotto con entrambi i genitori, il finale del libro e l'affidamento del figlio che le sarebbe stato restituito, pur continuando Jan Niklas a vivere in una casa famiglia per ricongiungersi con la madre i fine settimana.

Gli altri "ragazzi dello Zoo di Berlino"[modifica | modifica sorgente]

Detlef[modifica | modifica sorgente]

Detlef R. (nato il 18 maggio 1960) è il fidanzato di Christiane negli anni raccontati dal libro. Come la sua ragazza, era tossicodipendente e dedito alla prostituzione. Nel libro si racconta che Detlef vive in un appartamento di Axel, un suo amico (anche lui tossicodipendente, che morirà di overdose nel 1977) nella periferia di Berlino. Un po' più grande di Christiane e delle sue amiche, Detlef non sembra avere alle spalle le stesse tragiche situazioni familiari. Christiane descrive in modo molto efficace una dolcezza che sembra stridere in modo forte con il genere di vita condotto dal giovane.

Le ultime notizie che si hanno di lui nel libro parlano di un suo momentaneo collasso dopo un'iniezione di eroina e di un arresto da parte della polizia. La sua unica apparizione pubblica che segue ai racconti del libro è rappresentata dall'intervista nello speciale a cura dello Spiegel del 1995 dedicato all'evoluzione delle diverse storie dei ragazzi dello Zoo di Berlino. Secondo quanto si evince da questa intervista, Detlef si sarebbe disintossicato dall'eroina dal 1980, dopo aver eseguito un trattamento in Svezia.

Si evince inoltre che fino al 1995 viveva con la sua compagna a Berlino, lavorando come autista di autobus e svolgendo attività di volontariato. A proposito della sua relazione con Christiane, ha affermato che essa sarebbe stata basata più sulla tossicodipendenza (da lui definita un "peccato di gioventù") che su un vero e proprio legame affettivo.

Nell'intervista del 1995 Detlef appare tranquillo e ormai lontano da quegli anni. Dei ragazzi dello Zoo di Berlino appare quello che maggiormente è riuscito a distaccarsi dal suo passato. Nonostante ciò, al termine dell'intervista, Detlef afferma che essere una volta drogato significa in fondo esserlo per sempre e che gli capita ancora di sognare, nei suoi incubi, l'esperienza con l'eroina.

Babsi[modifica | modifica sorgente]

Il nome completo di Babsi era Babette Döge (Berlino, 1963 - 19 luglio 1977). Il suo vero padre era morto suicida quando Babsi era ancora piccola e sua madre una ballerina di Berlino Est. In seguito la ragazza era stata adottata dal nuovo marito della madre, un notissimo pianista tedesco. La famiglia sembrava però non curarsi più di tanto di lei. Viveva infatti nel ricco appartamento di Schöneberg a casa dei nonni materni, che lei odiava al punto da cercare più volte di fuggire di casa.

Nei racconti di Christiane, Babsi appare come una ragazzina molto bella, dolcissima e affascinante. Al tempo stesso sembra completamente incapace di ribellarsi al suo destino di morte ed eroina. Nel libro sono riportate le copie di alcuni suoi disegni dal contenuto molto forte accanto ai quali è scritto: Forse io amo così tanto la morte da non voler smettere di bucarmi. Babsi era la migliore amica di Christiane e condivideva con lei tutta la quotidianità della vita da giovane junkie.

Venne ricoverata per disintossicarsi a Tubinga e a Berlino a causa del fegato colpito dall'epatite e dalla dipendenza dall'eroina. La sua storia divenne famosa per essere stata la più giovane vittima per droga del mondo occidentale. Christiane aveva l'abitudine di comprare spesso il quotidiano Berliner Zeitung per leggere di eventuali morti di overdose, da quando il suo primo ragazzo, di nome Atze, era stato trovato morto con ancora la siringa nel braccio. Quando lesse della morte di Babsi, Christiane ne restò profondamente sconvolta.

Esiste una rarissima intervista fatta a Babsi un mese prima della sua morte[22]. Di seguito è riportata la traduzione:

Intervistatore "Da quanto tempo ti fai?"
Babette: "Un anno e mezzo"
Intervistatore: "Quanto spendi al giorno?"
Babette: "Più di 100 marchi"
Intervistatore: "Da dove viene il denaro?"
Babette: "Mi prostituisco. I miei genitori sono rimasti molto delusi e arrabbiati ovviamente... Beh, ho promesso loro che mi ripulirò... Adesso voglio provare a ricostruirmi una vita, tornare a scuola e finirla e fare manicure... (come lavoro NdT)"

Babsi fu trovata morta in Brotteroder Straße nel quartiere di Marienfelde in casa di un conoscente che frequentava il giro della droga e della prostituzione, stroncata da una overdose. Aveva appena 14 anni.

Stella[modifica | modifica sorgente]

Anche l'amica di Christiane Stella, il cui vero nome era Catherine Schabeck (1962 - maggio 2004), sopravvisse alla tossicodipendenza narrata nel libro. Stella ha anch'essa un passato segnato da un'infanzia difficile: una madre alcolizzata ed un padre morto durante un incendio quando lei era ancora una bambina. Nelle descrizioni di Christiane Stella appare come una persona molto egoista e priva di quel fascino che Christiane ritrova nell'amica Babette. In un punto del libro si descrive di una volta in cui Christiane, Stella e altre due bucomani entrambe di nome Tina, riescono con difficoltà a procurarsi la droga e la affidano a Stella. Quest'ultima d'improvviso si volatilizza per poi venire rintracciata alcune ore dopo, con solo metà della roba, dopo averne consumato il resto. Il laconico commento di Christiane è: "tipico di Stella". Della scena non vi è traccia nel film, in cui Stella è poco più che una comparsa.

Nel luglio 1977 viene arrestata e condannata ad una pena detentiva. Nel carcere dove viene condannata ha anche avuto modo di conoscere alcune militanti della RAF. Anche dalle ultime notizie che si danno di lei nel libro, risulta che Stella si trovi in prigione. Alcune fotografie di Stella durante il periodo descritto nel libro sono reperibili qui. Due curiosità: nel film del 1981 ispirato al libro di Christiane, Stella recita nel ruolo di una delle ragazzine che gravitano intorno al Sound , secondo alcuni, inoltre, Stella è la ragazza che appare di spalle nella copertina della versione tedesca del libro.

Stella fa una breve comparsa nello speciale di Radio Bremen del 1983 dedicato a Christiane ed è presente nello speciale dello Spiegel del 1995. Nelle interviste del 1995 appare completamente distrutta ed in preda ad una fase avanzata di alcolismo. Secondo alcune testimonianze, ha fatto uso di altre sostanze stupefacenti, soprattutto di cocaina. Stando alle notizie del documentario, viveva con una pensione sociale. La notizia della sua morte apparve nel maggio del 2004 su un quotidiano dei Paesi Bassi.

Kessi[modifica | modifica sorgente]

Suzanne Kuhn (1962), compagna di gymnasium di Christiane. Già matura in epoca puberale, da ingannare sull'età il personale della discoteca Sound, aveva iniziato con Christiane l'uso di droghe leggere. Provvidenzialmente scoperta da sua madre in una delle loro sortite notturne, stando al racconto di Christiane, le fu limitata la propria libertà di movimento e di frequentazioni, al punto da poter conseguire normalmente il Diploma. Appare nel reportage del 1995 su Christiane.

Atze[modifica | modifica sorgente]

Andreas Wiczoreck, (1960-1977) primo fidanzato di Christiane, conosciuto al Sound. Eroinomane, conviveva con la sua fidanzata infermiera Simone. È il primo a suicidarsi per overdose narrato nel libro ed è l'unico citato con il cognome per intero (erroneamente trascritto "Wiczoezk" nell'edizione italiana[23]). Si accenna ad un ingresso di Simone nella tossicodipendenza e la prostituzione a seguito della morte di Atze.

Axel[modifica | modifica sorgente]

Il migliore amico di Detlef, morì nel 1977, nell'appartamento che gli aveva comprato la madre e dove viveva anche Detlef. Fu trovato morto nel suo letto da Detlef, con la siringa ancora nel braccio. Dopo la sua morte, la madre decise di vendere l'appartamento e Detlef, rimasto senza un posto dove dormire, accettò l'invito di un suo cliente.

Altri[modifica | modifica sorgente]

  • È da includere la squallida quanto pietosa figura di Heinz W. maturo agente di commercio con la passione per le adolescenti. Frequentatore di Christiane e di Babsi, procurava loro direttamente la droga in cambio di prestazioni o talvolta capi intimi femminili usati. Heinz realizzava con loro foto pornografiche. L'uomo sarà incriminato e condannato per abusi su minorenni facendo emergere ai media la figura di Christiane. La ragazza commenterà che più di una condanna, l'uomo avrebbe avuto bisogno di una terapia psichiatrica.
  • Christiane si è rivolta per un breve tempo all'organizzazione Narconon collegata alla setta di Scientology. Pur ricavando temporaneo beneficio, Christiane e la sua famiglia si renderanno conto del carattere estorsivo e puramente speculativo dell'organizzazione.

Galleria dei luoghi di "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino"[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1982 - Christiane F. Gesundheit! (EP, Posh Boy).
  • 1982 - Christiana Final Church (EP, Ripp Off).
  • 1982 - Christiane F./Einstürzende Neubauten Wunderbar/Der Tod holt mich ein (7").
  • 2006 - Christiane F. Ich bin so suchtig (7").

Album[modifica | modifica sorgente]

  • 2003 - Christiane F./Christiana - Wunderbar/Health Dub (LP/CD, Playhouse Playhouse).

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

  • 1984 - Tra Special Berlin (MC, Tra Project).
  • 2005 - Die Grosse Untergangsshow - Festival Genialer Dilletanten - Berlin Tempodrom, 4 September 1981 (DVD, CD, doppio LP, Vinyl on Demand, Friedrichshafen).
  • 2005 - Berlin Super 80. Music & Film Underground West Berlin 1978 - 1984 (DVD, CD, LP, Monitorpop Entertainment).

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatrice[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

  • Christiane F. (Documentario Radio Bremen 1983).
  • Christiane F. (Documentario Spiegel-TV 1995).

Interviste televisive[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Interviste[modifica | modifica sorgente]

  • Zugsüchtig. Intervista con Christiane F., in Die allerschönsten Interviews von Wolfgang Müller, Martin Schmitz Verlag, Kassel, 1988.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sentimentale Jugend in Discogs
  2. ^ Various - Die Grosse Untergangsshow - Festival Genialer Dilletanten - Berlin Tempodrom, 4. September 1981 (CD + DVD + 2xLP + Box) at Discogs
  3. ^ a b c From The Archives -Einstürzende Neubauten- Discography (II) (1999-2007)
  4. ^ Various - Als Die Partisanen Kamen (CD) at Discogs
  5. ^ Various - Berlin Super 80 - Music & Film Underground West Berlin 1978 - 1984 (Box, Ltd + DVD-V, PAL, Comp, Dig + CD, Comp) at Discogs
  6. ^ Various - Cassettencombinat West-Berlin 1980 - 81 (3xLP, Comp + Box, Ltd) at Discogs
  7. ^ Christiane F. - Gesundheit! (12") at Discogs
  8. ^ [1]
  9. ^ Christiana* - Final Church (12") at Discogs
  10. ^ Christiana Discography at Discogs
  11. ^ Various - Tra Special - Berlin (Cass) at Discogs
  12. ^ Brezel Göring - Ich bin so süchtig (2006) - unruhr2010 - unrhein
  13. ^ Various - Decoder (CD) at Discogs
  14. ^ * B.Z. 9. 12. luglio 2005; * Berliner Morgenpost 27. maggio 2006; * Rheinischer Merkur 8. giugno 2006; * Frankfurter Rundschau 17. giugno 2006; * Kölner Stadt-Anzeiger 17. 18. giugno 2006.
  15. ^ MbM- Jedem seine Droge- Sind wir eine gedopte Gesellschaft? (6/8) - YouTube
  16. ^ B. Z. 10. 08. 2008
  17. ^ B. Z. 21. 11. 2009
  18. ^ Das zweite Leben von Christiane F.: „Manchmal weine ich tagelang“ | Berlin - Berliner Zeitung
  19. ^ Video Christiane F. -- Mein zweites Leben
  20. ^ Deutschland Akut 27.11.2013 - Nach den "Kindern vom Bahnhof Zoo"
  21. ^ Christiane F. | Mein zweites Leben | 35 Jahre nach »Wir Kinder vom Bahnhof Zoo« erzählt sie jetzt die ganze Geschichte
  22. ^ Videointervista
  23. ^ Noi, ri ragazzi dello Zoo di Berlino, Rizzoli, 1981, p.138.
  24. ^ L'ultima edizione, la 50ª, è del 2008
  25. ^ L'ultima edizione è del 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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