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Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

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Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion
Theendofevangelion.jpg
Copertina del DVD italiano
Titolo originale 新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に
Paese di produzione Giappone
Anno 1997
Durata 87 min
Genere animazione
Regia Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
Soggetto Gainax
Sceneggiatura Hideaki Anno, Shinji Higuchi
Montaggio Sachiko Miki
Musiche Shirō Sagisu
Art director Hiroshi Kato
Animatori Studio Gainax, Project EVA, Production I.G, TV Tokyo, SEGA, Toei
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion (新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に Shin Seiki Evangerion Gekijō-ban: Air/Magokoro o, Kimi ni?) è un film d'animazione giapponese del 1997 diretto da Hideaki Anno e realizzato come conclusione alternativa della serie televisiva Neon Genesis Evangelion.

La storia costituisce il seguito degli eventi narrati in Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e come il lungometraggio precedente anche The End of Evangelion è diviso in due parti chiamate «episodio 25» e «episodio 26», alternative alle ultime due puntate della serie televisiva originale. Nel 1998, i due film, parzialmente sovrapposti, vennero concatenati eliminando la parte in comune e ripubblicati con il nome Revival of Evangelion[1]. Il film fu premiato ai Awards of the Japanese Academy[2], agli Animation Kobe[3][4] e alla quindicesima edizione del Golden Gloss Award[5].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Episodio 25: Air / Love is Destructive[modifica | modifica wikitesto]

Con la sconfitta di tutti gli Angeli e il definitivo smascheramento dell'alto tradimento di Gendō Ikari, la Seele invia le Forze di autodifesa giapponesi ad attaccare e prendere possesso della base dell'agenzia speciale Nerv. Le truppe delle Forze di autodifesa entrano nel quartier generale e uccidono la maggior parte dei dipendenti, dando la massima priorità alla cattura degli Evangelion e all'uccisione dei loro piloti. Il Maggiore Misato Katsuragi ordina il trasferimento del pilota Asuka Sōryū Langley nell'Unità 02, posizionato in un lago sotterraneo situato nei pressi del quartier generale. Durante l'attacco, Misato cerca di portare in salvo Shinji Ikari, pilota dell'Eva-01, e di condurlo sul proprio Evangelion, morendo nel tentativo. Il comandante Ikari si ritira assieme a Rei Ayanami nella zona più profonda del quartier generale per dare avvio al Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo. Nel frattempo, Asuka riattiva l'Unità 02 e sconfigge le Forze di autodifesa. La Seele manda contro di lei le nove Unità della serie degli Eva, che attaccano ferocemente l'Unità nemica, sfregiandola e divorandone le carni. Shinji, salito sull'Eva-01, vede il corpo dell'Unità 02, e urla di terrore.

Episodio 26: A te, il mio animo sincero / I need you.[modifica | modifica wikitesto]

Rei/Lilith con in mano parte dell'LCL che raccoglie le anime di tutta l'umanità

Gendō Ikari tenta di fondersi con Rei Ayanami per dare inizio al Perfezionamento. Rei tradisce le sue aspettative, e si fonde con il secondo Angelo Lilith. Le due entità formano un essere luminescente in rapida crescita, con la pelle di Lilith e le sembianze di Rei. La Serie degli Eva crocifigge l'Unità 01 e dà avvio al rituale per dare avvio al Progetto per il Perfezionamento. Rei, raggiungendo dimensioni gigantesche, fuoriesce dal quartier generale e assorbe l'Eva-01 con Shinji Ikari al proprio interno. A differenza di quanto previsto nei piani originali della Seele però, il ragazzo si ritrova nella condizione di poter decidere il corso del Perfezionamento. Non temendo più di venir ferito dalle altre persone, Shinji sceglie di vivere in un mondo in cui esistono anche gli altri, facendo fallire i piani dell'organizzazione. In seguito alla sua decisione, l'Eva-01 si dirige verso lo spazio, e il giovane si risveglia su una spiaggia con Asuka al proprio fianco.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

« Non daremo mai tutte le risposte, neanche nella versione cinematografica. Molti appassionati di Evangelion credono che distribuiremo delle enciclopedie in cui spiegheremo ogni cosa su Eva, ma non lo faremo mai. Non aspettatevi di ricevere risposte da qualcuno. Non aspettatevi di essere sempre assecondati. Tutti noi dobbiamo trovare le risposte che cerchiamo. »
(Hideaki Anno[6])

La conclusione della prima messa in onda della serie animata Neon Genesis Evangelion lasciò molti spettatori insoddisfatti. I due episodi conclusivi, completamente incentrati sull'introspezione psicologica dei personaggi e su lunghi monologhi interiori dei protagonisti, furono motivo di accese discussioni, che contribuirono ad alimentare la grande popolarità dell'opera[7][8]. Benché le tematiche più importanti della serie furono portate a compimento, il finale abbandonò l'intreccio narrativo principale, dando adito a molte polemiche[9]. Gli appassionati richiesero a gran voce una nuova conclusione che desse una risposta ai numerosi interrogativi rimasti irrisolti o un finale completamente inedito. Questi fattori portarono alla realizzazione di una conclusione cinematografica che potesse soddisfare i dubbi e le aspettative degli ammiratori[10][11]. Il 26 aprile 1996, circa un mese dopo la prima messa in onda dell'episodio conclusivo della serie, sulla rivista Monthly Shōnen Ace fu annunciata la produzione di un remake delle ultime due puntate e di un film con materiale completamente inedito[12][13]. Il 15 marzo 1997 uscì Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, composto da due segmenti chiamati Shi (? "morte"), montaggio di vari spezzoni animati tratti dai primi ventiquattro episodi della serie, e Shinsei (新生? "rinascita"), breve anticipazione di The End of Evangelion. Negli intenti iniziali, Shinsei, o Rebirth, sarebbe dovuto essere la conclusione definitiva di Neon Genesis Evangelion[14]. Il materiale prodotto però raggiunse una mole tale da spingere alla realizzazione di due lungometraggi[15], il secondo dei quali avrebbe offerto «lo stesso finale [della serie], ma visto da un'altra prospettiva»[16][17].

La vecchia sede della Gainax a Koganei, Tōkyō

Secondo Yūichirō Oguro, curatore di alcuni contenuti dell'edizione laserdisc di Neon Genesis Evangelion, al momento dell'annuncio ufficiale era prevista la produzione di un'opera cinematografica inedita mai portata a termine, completamente distaccata dal remake dei due episodi conclusivi[18]. La pellicola era ambientata in un mondo quasi completamente distrutto, nel quale gli esseri umani avrebbero vissuto all'interno di un'area protetta da un AT Field. Nella sceneggiatura originale, gli Angeli avrebbero attaccato l'area concentrando le proprie forze sull'unico ponte di collegamento con il resto del mondo, divorando gli esseri umani[19]. Negli intenti iniziali degli autori, la pellicola sarebbe uscita nell'estate del 1997. La produzione di Rebirth però subì dei rallentamenti, ragion per cui lo staff di produzione fu costretto a dividere il contenuto iniziale di Death & Rebirth in due uscite. A ciò si aggiunse anche la riluttanza dimostrata dai membri dello staff e da Kazuya Tsurumaki, vessati dai ritmi di produzione, che fece rimandare a tempo indeterminato la realizzazione del film[20].

Tutti i fattori addizionati insieme fecero sì che a luglio non fosse distribuito il lungometraggi inedito, facendo confluire il materiale previsto per il segmento Rebirth in The End of Evangelion. Secondo Toshimichi Ōtsuki, produttore di Neon Genesis Evangelion, lo staff iniziò a lavorare al film prima della conclusione della messa in onda della serie, e lavorò fino all'ultimo minuto pur di completare in tempo il secondo lungometraggio[21]. Alcuni appassionati pensarono che le scene violente del film fossero dovute alle critiche alzate dai fan in seguito alla conclusione della serie originale, ma Tsurumaki negò fermamente l'ipotesi, affermando che: «Molte persone credono che gli anime debbano avere per forza un lieto fine, ma non è sempre così. Noi [dello staff] volevamo che gli appassionati capissero che un'opera di animazione può avere anche un finale tragico»[22].

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Come il precedente lungometraggio, Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, il film fu diviso in due segmenti, intitolati «episodio 25» e «episodio 26», chiaramente alternativi a quelli della serie animata[23]. Come sottotitolo del primo segmento fu scelto Love is destructive (lett. "l'amore distrugge") o Air, con il doppio significato di «atmosfera» e di «brano»[24]. Il secondo episodio fu intitolato Magokoro wo, kimi ni per omaggiare il titolo giapponese del film fantascientifico I due mondi di Charly[25][26]. Il titolo fu inserito nella versione giapponese di una delle anticipazioni dell'episodio finale della serie originale[27]. Per la sceneggiatura di Air si prese a modello il copione originale del venticinquesimo episodio della serie[28], completato durante la produzione dell'anime ma rimasto inutilizzato a causa di alcuni problemi di tempo[29]. La trama fu strutturata in modo da avvicinarsi ai contenuti previsti negli intenti originali degli autori; viceversa, per il secondo segmento del film si aggiunsero diverse linee narrative, approfondendo le tematiche proposte nel ventiseiesimo ed ultimo episodio di Evangelion[30].

Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

I due finali, cinematografico e televisivo, furono concepiti come concettualmente identici; a differenza della conclusione televisiva, incentrata sulla psicologia dei personaggi principali, nella versione cinematografica il Progetto per il perfezionamento dell'uomo fu raccontato da un punto di vista "esterno"[31]. Alcune scene del film ricalcarono alcune sequenze introdotte nel venticinquesimo episodio della serie originale, in cui furono mostrati alcuni fotogrammi ritraenti i cadaveri di Misato Katsuragi e Ritsuko Akagi. Anche la sequenza del combattimento fra l'Eva-02 e le nove Unità della serie degli Eva era già stata stata usata dalla Gainax in un'anteprima presentata alla fine della ventiquattresima puntata[32] e fu inserita in uno degli animatics del venticinquesimo episodio originale[27]. Nonostante la sceneggiatura fosse stata scritta da Hideaki Anno, la regia di Air fu affidata a Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie televisiva. Nel processo furono coinvolti altri membri dello studio Gainax, come Masayuki e Shinji Higuchi, che collaborarono nella realizzazione degli storyboard[33], seguendo però le direttive di Tsurumaki. Per il secondo segmento, la regia fu affidata ad Anno, che nelle fasi di realizzazione dello storyboard fu assistito da Kiichi Jime e Higuchi[30][34]. Nello storyboard furono inserite alcune sequenze accantonate in fase di produzione e mai realizzate; nella sceneggiatura originale, il primo segmento del film si sarebbe chiamato 夏への扉 ( Natsu e no Tobira?, lett. "la porta sull'estate"). In una delle scene iniziali, Shinji avrebbe salutato i suoi due ex compagni di classe Kensuke Aida e Tōji Suzuhara, ridotto sulla sedie a rotelle, poco prima che partissero per la Germania[35]. Secondo Megumi Ogata, per l'ultima sequenza del film, in cui Shinji strangola Asuka e si interrompe di scatto quando la ragazza gli accarezza dolcemente la guancia, ci si basò su un fatto realmente accaduto ad una conoscente di Anno. La donna fu strangolata da un uomo, ma, nel momento in cui stava per essere veramente uccisa, lo accarezzò, e quando questi smise di stringerle il collo riacquistò la propria freddezza e pronunciò le parole di Asuka indicate nella sceneggiatura originale del film[36].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel processo di doppiaggio furono chiamati tutti i doppiatori della serie animata originale, ad eccezione di alcuni personaggi esclusi in fase di sceneggiatura, come Tōji Suzuhara e Kensuke Aida. Dopo l'ultima sessione di doppiaggio, Hideaki Anno chiese a tutti i membri del cast di rifare tutto da capo, dando agli interpreti istruzioni precise e dettagliate. Questo fece sì che tutti i doppiatori rifacessero tutte le scene, frase dopo frase[37].

  • Megumi Ogata interpretò Shinji Ikari, protagonista della pellicola. Come per la serie televisiva, Ogata si immedesimò molto nel ruolo a lei assegnato[37]. Al momento di doppiare l'ultima scena del lungometraggio, in cui Shinji strozza Asuka, Ogata strangolò effettivamente la doppiatrice del personaggio, Yūko Miyamura[38]. Tuttavia, a causa dell'agitazione le strinse il collo così forte da precluderle una buona recitazione delle proprie battute: «Naturalmente, mi sono scusata con lei. La stavo quasi per uccidere»[39].
  • Yūko Miyamura riprese il ruolo di Asuka Sōryū Langley. Nello storyboard iniziale la conclusione del film sarebbe dovuta essere una battuta di Asuka rivolta a Shinji che recitava: «Non sopporto l'idea di farmi uccidere da uno come te!» (あんたなんかに殺されるのは真っ平よ?)[40][41]. Insoddisfatto della battuta e della recitazione della doppiatrice di Asuka, Yūko Miyamura, Hideaki Anno le chiese: «Miyamura, prova a immaginarti di star dormendo sul tuo letto, e che uno sconosciuto sia penetrato nella tua stanza. Tu stai dormendo, e potrebbe violentarti in qualunque momento. Però non lo fa, e comincia a masturbarsi guardandoti. Allora tu ti svegli, e ti accorgi di quel che ha fatto. Cosa credi che diresti in quel momento?». Miyamura, disgustata dalla scena, rispose dicendogli «Che schifo» (気持ち悪い kimochi warui?). Dopo la conversazione, la battuta fu cambiata ricalcando la reazione della doppiatrice[42].
  • Kotono Mitsuishi doppiò Misato Katsuragi. Come gli altri doppiatori, si immedesimò molto nel personaggio, ma trovò parecchie difficoltà durante il processo di recitazione, a causa della sua particolare personalità, «perché Misato non è la tipa che parla facilmente dei propri veri sentimenti»[37].
  • Yuriko Yamaguchi ritornò nel ruolo di Ritsuko Akagi. Nell'ultima scena del personaggio, Ritsuko cerca di distruggere il quartier generale della Nerv, ma viene uccisa dall'ex amante Gendō Ikari con un colpo di pistola. Poco prima di spararle, il comandante Ikari dice: «Ritsuko Akagi, in realtà..». La parte conclusiva della battuta fu lasciata all'interpretazione dello spettatore, e Ritsuko risponde «Che gran bugiardo». La battuta richiese alla Yamaguchi particolari sforzi interpretativi e recitativi, ma non seppe mai con precisioni quali fossero le parole di Gendō. Al momento di doppiare la scena, Hideaki Anno, notando il suo stato emotivo, le diede un indizio nascosto. Secondo la doppiatrice, «Con quell’unico, incredibile indizio, io, e Ritsuko Akagi, eravamo completamente sconfitte»[37].

Animazione ed effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Masayuki, assistente alla regia di Neon Genesis Evangelion e regista di Death, partecipò attivamente alla produzione delle animazioni, degli storyboard e dei poster promozionali del film. Lo staff lo incaricò di sovraintendere a tutte le sequenze in cui fosse prevista la presenza di acqua o di onde, generalmente considerate la parte più difficile del lavoro di un animatore, in qualità di visual water artist[30][43]. Altra sequenza che richiese una particolare attenzione fu la scena in cui l'occhio dell'Eva-02 viene trafitto dalla lancia di Longinus. Secondo Kazuya Tsurumaki, «è molto difficile esprimere la sensazione di dolore, ma quando guardai il film pensai che avessimo fatto davvero un ottimo lavoro»[44]. Le sequenze dello scontro fra Unità 02 e Forze strategiche di autodifesa furono animate ricalcando la scena della battaglia fra il terzo Angelo e le truppe delle Nazioni Unite presente nel primo episodio della serie animata originale[45]. Per il segmento Air furono nominati due capi animazione, e altri tre per la seconda metà del film. Nella realizzazione lo studio Gainax coinvolse lo studio Production I.G, che collaborò alla realizzazione di numerosi episodi della serie originale[30]. Come direttori del character design e del mecha design furono chiamati Kouse Kazuya, membro della Production I.G e direttore artistico di alcuni episodi della serie televisiva, e Takeshi Honda, animatore della sigla di apertura di Evangelion[29]. Come art director del ventiseiesimo episodio furono scelti Shunji Suzuki, Teishi Hiramatsu e Hideaki Anno. Suzuki e Hiramatsu si occuparono della direzione delle scene, mentre Hideaki Anno gestì e coordinò le scene con combattimenti fra mecha[30]. Anche Tsurumaki fu coinvolto nella realizzazione delle animazioni e fu chiamato all'ultimo minuto per aiutare nel processo di colorazione[44].

Sede della Production I.G a Musashino

Come direttore degli effetti speciali del film fu scelto Makoto Kamiya[46]. Durante la realizzazione fu migliorata la qualità del segmento di Air incluso in Rebirth e fu fatto largo uso della grafica computerizzata per dare più tridimensionalità alle immagini e superare qualitativamente le animazioni della serie televisiva originale[47]. Il contributo più importante venne dallo studio Omnibus Japan, noto per aver contribuito alla realizzazione di Patlabor 2: The Movie e Ghost in the Shell. Gran parte delle sequenze in computer grafica furono inserite all'inizio del Progetto per il perfezionamento e nelle scene del Third Impact, in cui il globo terrestre viene cosparso di luci cruciformi[48]. Le varie società si divisero i compiti a seconda delle necessità tecniche e delle scelte stilistiche delle varie scene da animare. La Production I.G collaborò ad alcune sequenze che richiedevano necessariamente in computer grafica 3D impossibili da realizzare con metodi tradizionali, come i fotogrammi introduttivi delle nove unità della serie degli Eva, mentre lo studio Gainax realizzò alcune scene con schermate di personal computer che richiesero una computer grafica 2D[30].

Riprese e scene tagliate[modifica | modifica wikitesto]

Per la realizzazione del segmento A te, il mio animo sincero si decise di inserire alcune sequenze live action, così da rappresentare l'«universo interiore» di Shinji. Fra le varie scene dal vivo furono introdotti diversi scorci urbani, fotogrammi di lampioni, alcuni graffiti e immagini delle tre doppiatrici femminili principali della serie, Megumi Hayashibara, Kotono Mitsuishi e Yūko Miyamura[49]. Tutte le sequenze dal vivo, filmate da una troupe chiamata Special Production Team, furono otticamente distorte[50]. Hideaki Anno si occupò del copione delle scene live action fungendo da capo regista; durante il processo fu assistito da Shinji Higuchi in qualità di direttore degli effetti speciali, con cui discusse varie idee e confrontò le proprie opinioni in merito a ogni singolo fotogramma delle sequenze[30]. Alcune scene furono girate nel cinema Shinjuku Milano-za (新宿ミラノ座?), sito nel quartiere Shinjuku di Tōkyō[51][52]. Nel montaggio finale, fu inserita una scena in cui Shinji e Rei discutono del rapporto fra realtà e sogno. Nella sequenza si inserì l'immagine di una sala piena di spettatori del precedente lungometraggio di Evangelion e una didascalia che recita la frase «È piacevole?» (気持ち、いいの??)[53].

Alla fine del segmento live action furono inclusi anche alcuni brevi fotogrammi ritraenti alcuni graffiti scritti sui muri dello Gainax Shop e diverse e-mail scritte da alcuni fan della serie, prodotte sulla base di alcune lettere realmente inviate allo studio Gainax[54]. Fra le varie lettere fu inserito un testo in lingua giapponese recante la dicitura «Anno, ti ucciderò!!» (庵野、殺す!!?), una delle lettere minatorie che alcuni appassionati inviarono al regista[55]. Secondo Yūichirō Oguro, il segmento fu aggiunto per dimostrare che «gli appassionati di animazione hanno gli stessi problemi di cui soffre Shinji e, al contempo, criticare i fan che si rifugiano nella finzione»[56]. Negli intenti originali degli autori era previsto un segmento live action molto più lungo, e anche il contenuto si distaccò molto rispetto alle intenzioni iniziali[53]. Nel segmento originale, Asuka si sarebbe svegliata in un appartamento dopo aver bevuto e passato la notte con Tōji Suzuhara, con il quale avrebbe intrapreso una relazione sessuale. Misato Katsuragi sarebbe stata la coinquilina dell'appartamento accanto al suo, e Rei Ayanami una sua collega di lavoro e senpai. Nell'universo alternativo, Shinji non sarebbe mai esistito, ma, camminando per le strade di una città chiamata Neo Tokyo-2, Asuka avrebbe sentito la voce del ragazzo chiamarla[57].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Colonne sonore di Neon Genesis Evangelion § The End of Evangelion OST.

La colonna sonora di The End of Evangelion fu composta da Shiro Sagisu. Per il film fu utilizzata una vasta selezione di brani di Johann Sebastian Bach. Il venticinquesimo episodio fu intitolato Air per omaggiare il secondo movimento della celebre Suite per orchestra n. 3 (Aria sulla quarta corda), utilizzata in una delle scene della puntata. Nella seconda metà della pellicola fu inserito il decimo movimento della cantata Herz und Mund und Tat und Leben dello stesso compositore[30]. Per Air fu usata una versione arrangiata e registrata da Sagisu, mentre per Jesus bliebt meine Freunde fu usata una versione proveniente da una fonte già esistente. Per il lungometraggio furono scritte due canzoni, chiamate Thanatos: If I can't be yours (lett. "Thanatos: Se non posso essere tua"), basata su una colonna sonora della serie originale e cantata da Loren, e Komm, süsser Tod (lett. "Vieni, dolce morte" in lingua tedesca), interpretata dalla cantante Arianne. Nella seconda metà del film Hideaki Anno volle usare una canzone giapponese cantata da alcuni bambini per dare maggiore realismo alla scena del parco giochi. Per soddisfare le sue richieste, il produttore Satsukawa e un team di produzione fece visita all'asilo comunale Haishima di Akishima frequentato dalla figlia di Mitsuhisa Ishikawa, cofondatore della Production I.G[30].

Per il film furono composti e registrati diciotto brani originali[30]. Oltre a Komm, süsser Tod fu scritta una canzone chiamata Everything You'Ve Ever Dreamed, pensata per essere inclusa nelle sequenze del Progetto per il Perfezionamento. Il brano, scartato in fase di produzione, fu inserito nell'album Refrain of Evangelion, pubblicato nel 2003[58]. La colonna sonora fu raccolta in due album pubblicati nell'agosto e nel 26 novembre del 1997. Nel primo album, chiamato The End of Evangelion, furono incluse solamente tre tracce: Thanatos -If I Can't Be Yours-, Komm, süsser Tod e II Air. Nel secondo, anch'esso chiamato The End of Evangelion, furono incluse tredici tracce in totale[59].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

The End of Evangelion uscì nelle sale giapponesi il 19 luglio del 1997, pochi mesi dopo Death & Rebirth. In tutti gli altri paesi fu distribuito solamente per il mercato home video o per la trasmissione televisiva[60]. L'adattamento e la distribuzione occidentale furono piuttosto travagliati. In un primo momento, l'azienda nordamericana A.D. Vision, responsabile dell'adattamento della serie originale, dichiarò di non essere interessata all'acquisizione dei diritti di distribuzione a causa dell'alto prezzo che la Gainax richiese per le licenze. Tuttavia, sulla scia del grande successo della serie animata, nel luglio del 1998 smentì le precedenti dichiarazioni e annunciò di voler trattare per l'acquisizione dei diritti[61]. Nel 2001, i diritti furono acquistati per due milioni di dollari dall'azienda Manga Entertainment[62], che annunciò di distribuirlo nell'ottobre di quell'anno[63]. La data di distribuzione slittò e fu rimandata al luglio del 2002[64]. L'azienda dichiarò di voler intervistare Hideaki Anno e Kazuya Tsurumaki così da fornire ai clienti una spiegazione ufficiale del film[65]. Nella versione finale del DVD però non fu inclusa alcuna intervista e la data di uscita fu rimandata a settembre[66]. In lingua portoghese fu rinominato Evangelion: la fi e venne trasmesso il 6 maggio 2011 alle ore 23 e 15 dall'emittente Canal 3XL[67].

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è vietato ai minori di dodici anni in Francia; ai minori di tredici anni in Québec; ai minori di quattordici in gran parte del Canada e in Italia; vietato ai minori di quindici anni in Giappone e nel Regno Unito; vietato ai minori di sedici anni in Germania e a Singapore e ai minori di diciotto in Ontario, in Finlandia e in Corea del Sud[68].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, l'azienda italiana Panini Video annunciò di aver acquistato i diritti e di voler distribuire il film senza nessuna censura[69]. Per doppiare il lungometraggio furono chiamati gran parte dei doppiatori usati per l'adattamento italiano della serie originale, curato dalla Dynamic Italia[70]. Il doppiaggio si svolse presso lo Studio P.V. di Milano e fu diretto da Fabrizio Mazzotta. Le differenze più evidenti rispetto all'adattamento Dynamic si riscontrarono nella scelta dei doppiatori; Kaworu Nagisa fu doppiato da David Chevalier, Misato Katsuragi da Francesca Guadagno, e Shigeru Aoba da Davide Marzi[71]. Nel 2009, la Dynit Italia acquistò i diritti per l'edizione Revival of Evangelion, comprensiva di entrambi i film del 1997[72]. Per la nuova edizione, intitolata Neon Genesis Evangelion: The Feature Film, i due lungometraggi furono doppiati con tutto il cast originale Dynamic[73].

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 agosto e il 9 settembre del 1998 furono distribuiti due volumi Laserdisc chiamati Genesis 0:13 e Genesis 0:14, contenenti Air e Magokoro wo, kimi ni, come parte integrante dell'edizione laserdisc di Neon Genesis Evangelion[74][75]. Il 23 dicembre dello stesso anno uscì un Lasedirsc box giapponese chiamato 紀エヴァンゲリオン劇場版BOX LD ( lett. "Evangelion Edizione Cinematografica BOX LD"?), contenente una versione del film Death & Rebirth chiamata Death(true)² ed entrambi i segmenti di The End of Evangelion. Oltre ai Laserdisc, nel box furono inclusi diversi contenuti extra, un fascicolo illustrativo e gli storyboard originali dei film[76]. Nel giugno del 2001 i film furono pubblicati all'interno di un'uscita chiamata Second Impact Box[77]. Due anni più tardi, la Gainax pubblicò una nuova edizione DVD della serie animata chiamata Renewal Edition. A giugno del 2003 uscì un DVD box contenente tutti e ventisei gli episodi della serie e i due film conclusivi[78][79]. Nell'equivalente edizione occidentale, chiamata Platinum Edition, i film furono esclusi. Per il ventesimo anniversario della serie, ad agosto del 2015 venne pubblicato un box di un'edizione in Blu-ray Disc con video masterizzato in versione HD[80] contenente al suo interno The End of Evangelion[81].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi e successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone, The End of Evangelion incassò circa un miliardo e mezzo di yen (equivalenti a circa dodici milioni di dollari statunitensi), battendo il precedente lungometraggio Death & Rebirth[82] e diventando il quarto film più venduto del 1997[83]. Anche la colonna sonora fu un grande successo di vendite; l'album, pubblicato nel settembre dello stesso anno, riuscì a vendere più di 100 000 copie solamente nella prima settimana di uscita[84]. Il successo fu così alto da entrare nella top 3 di Oricon e a restare l'unica opera d'animazione a raggiungere un simile traguardo per più di dieci anni[85]. Nel 2014, il film fu trasmesso dalla rete televisiva TBS alle 2:53 di mattina, toccando lo 0,9% di share[86].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Poco fa, ho finalmente visto la versione cinematografica di Evangelion (sto scrivendo nel mese di agosto). È ovvio che le persone che l'hanno creata non hanno amato la storia o i personaggi [della serie originale], quindi sono un po' deluso. Ma la realizzazione, l'azione il montaggio sono superbi. [...] Non so se alla maggior parte delle persone è piaciuto, ma come scrittore, sono stato in grado di portarne a casa qualcosa.

Nobuhiro Watsuki[87]

Nel 1998 The End of Evangelion raggiunse il primo posto nel sondaggio annuale sul «miglior anime del momento» compiuto dalla rivista giapponese Animage. Il brano di chiusura della prima parte del film, Thanatos - If I Can't Be Yours, emerse in quarta posizione nella categoria relativa ai migliori brani musicali[88]. Il sito Listas.20minutos.es chiese ai propri utenti quale fosse la loro pellicola animata giapponese preferita; pochi giorni dopo l'inizio del sondaggio, The End of Evangelion conquistò il decimo posto fra i titoli più menzionati grazie a più di mille voti[89]. Lo scrittore Patrick Macias inserì il film fra le migliori pellicole della storia del cinema[90], definendolo «il film d'animazione giapponese più importante degli anni novanta»[91]. La rivista cinematografica giapponese Cut lo inserì al terzo posto fra i trenta film d'animazione giapponese migliori di sempre[92]. Lo scrittore e critico Mark Schilling elogiò molto il particolare stile registico del film, «che manda così tanti dati visivi e narrativi al pubblico [..] da diventare quasi impossibile»; secondo Schilling, la contorta regia della pellicola «sfida la facile comprensione, pur esercitando un fascino ipnotico»[93]. Analogo parere fu espresso da Michael Johnson del sito web Games.monstersatplay.com, secondo il quale la pellicola esplora con «fascino ipnotico e bizzarro» il concetto di estinzione ed è un «potente pezzo di cinema». Fra i dettagli tecnici che apprezzò di più, Johnson annoverò le animazioni e lo stile visivo di «ipnotica qualità» del lungometraggio[94]. Il critico Dani Cavallaro elogiò molto la seconda parte del lungometraggio, in cui si susseguono «sequenze spettacolari e scottanti scandite ritmicamente. Seguono le sequenze più suggestive e metafisiche del film, regalando all'occhio – e a tutti e cinque i sensi – una densa poesia visiva così sfumata da lasciare spazio ad interpretazioni senza fine»[95].

Paragonando la pellicola ai due episodi conclusivi di Neon Genesis Evangelion, lo scrittore Brain Camp scrisse: «Questi due finali sono due grandi opere e portano il medium [dell'animazione] oltre ogni risultato raggiunto prima di allora. Non c'è bisogno di capire qualcosa per apprezzarla. Una grande opera d'arte custodita in un museo o in una galleria non sempre è comprensibile, ma può comunque affascinare»[96]. Nel 2014, il regista Wes Anderson ha posizionato il film tra le sue 10 pellicole animate preferite[97]. Il Time Out New York lo inserì al 65º posto fra i migliori film d'animazione mai scritti; il critico Keith Uhlich lo descrisse come un finale alternativo «immensamente soddisfacente» della serie animata, «che aumenta l'orgiastica violenza robot-contro-mostri di dieci volte», mentre «raddoppia le inebrianti allusioni filosofiche e spirituali»[98]. Second Will Raus di Thingasian.com, il finale proposto nel film «è molto deprimente»[99]. Steven Lochran di Thecheers.corg citò The End of Evangelion come un perfetto rappresentate di animazione matura e destinata ad un pubblico adulto, un «poema epico nel più ampio senso della parola»: «C'è così tanto in questo film da dare molto da rimuginare e analizzare ai professori di college ed ai tutor universitari»[100]. Nick Creamer di Anime News Network, che lo decretò «miglior finale della storia dell'animazione giapponese», dichiarò di aver apprezzato molto la sequenza dello strangolamento di Asuka presente poco prima del Perfezionamento dell'uomo: «Quel momento di tragedia e di ricerca di contatto è l'immagine più catarchica che abbia visto in qualunque tipo di medium, una tragedia e una ricerca di onestà che riassume il vero significato di Evangelion»[101].

Carlos Ross di ThemAnime.org scrisse una recensione molto critica sulla pellicola. Secondo Ross, la seconda metà del film «è così incoerente e ottusa da perdere il pubblico mainstream» che la serie originale era riuscita ad attirare, «e qualsiasi tipo di pubblico». Ross sostenne che The End of Evangelion «va oltre il film d'arte, e oltre [il concetto di] anime», e che, così facendo, superi la capacità «d'intrattenere e di farsi comprendere al pubblico»[102]. Parere altrettanto critico fu espresso dal sito Animeplanet.com, secondo cui il film «è crollato sotto il proprio peso filosofico»; il recensore criticò aspramente l'uso «ampolloso di simbolismi», che rendono vano ogni tentativo di interpretare e decifrare la pellicola, concludendo la recensione dicendo: «Pretenzioso e deludente, End of Evangelion è certamente tra i peggiori anime che abbia mai visto»[103]. In contrasto, il recensore Chris Beveridge di Mania.com giudicò positivamente l'atmosfera del lungometraggio: «Si possono fare le interpretazioni più varie, e questo per me è il segno di un ottimo film»[104]. Chris Luedtke di Passportcinema.com, paragonando il film alla conclusione proposta dagli episodi finali della serie televisiva, elogiò molto gli sviluppi della trama, «molto più matura» rispetto all'originale: «[The End of Evangelion] ha tutto: riferimenti biblici, azione, una trama complessa, personaggi originali e un finale epico»[105]. Mike Crandol di Anime News Network affermò di aver apprezzato molto la battaglia di Asuka con i Mass Production Model e le «immagini grottesche» della pellicola, «dotate di una terribile bellezza»[106].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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