Zankoku na tenshi no these

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Zankoku na tenshi no these
Zankoku na tenshi no these.jpg
Un fotogramma dal video del brano, ritraente Shinji Ikari e, in sovrimpressione, Rei Ayanami
ArtistaYōko Takahashi
Tipo albumSingolo
Pubblicazione25 ottobre 1995[1]
Durata4:05
Album di provenienzaNeon Genesis Evangelion - Original Soundtrack 1
GenereJ-pop[1]
EtichettaKing Records[2]
ProduttoreHideaki Anno[3]
Registrazione1995
Formatimini CD[2]
Certificazioni
Dischi di diamanteGiappone Giappone[4]
(vendite: 1 000 000+)
[N 1]
Yōko Takahashi - cronologia
Singolo precedente
(1994)
Singolo successivo
(1996)
Zankoku na tenshi no these/Fly Me to the Moon
ArtistaYōko Takahashi, Claire Littley
Tipo albumSingolo
Pubblicazione25 ottobre 1995[5]
Durata8:39
Album di provenienzaNeon Genesis Evangelion - Original Soundtrack 1
GenereJ-pop[1]
EtichettaStarchild Records[5]
ProduttoreHideaki Anno[3]
Registrazione1995
Formatimini CD[5]
Certificazioni
Dischi di platinoGiappone Giappone[6]
(vendite: 250 000+)
[N 2]
Yōko Takahashi - cronologia
Singolo precedente
(1994)
Singolo successivo
(1996)
Logo
Logo del disco Zankoku na tenshi no these/Fly Me to the Moon
Zankoku na tenshi no these 2009 Version
ArtistaYōko Takahashi
Tipo albumSingolo
Pubblicazione13 maggio 2009[7]
Durata4:05
Album di provenienzaEvangelion: 2.0 You Can (Not) Advance Original Soundtrack
GenereJ-pop[1]
EtichettaStarchild Records[7]
Registrazione1995
FormatiCD singolo[7]
Certificazioni
Dischi d'oroGiappone Giappone[4]
(vendite: 100 000+)
[N 3]
Yōko Takahashi - cronologia
Singolo precedente
Kizu Darake no Yume
(2008)
Singolo successivo
Doukoku he no Monologue
(2010)
Logo
Logo del disco Zankoku na tenshi no these 2009 Version
Zankoku na Tenshi no Thesis/Tamashii no Refrain
ArtistaYōko Takahashi
Tipo albumSingolo
Pubblicazione20 giugno 2018[8]
Durata18:36
GenereJ-pop[1]
EtichettaKing Amusement Creative[8]
Registrazione1995
FormatiCD singolo[8]
Yōko Takahashi - cronologia
Singolo precedente
Welcome to the stage!
(2017)
Singolo successivo
Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit
(2019)
Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit
ArtistaYōko Takahashi
Tipo albumSingolo
Pubblicazione24 luglio 2019[9]
Durata9:09
GenereJ-pop[1]
EtichettaKing Amusement Creative[9]
Registrazione2019
FormatiCD singolo[9]
Yōko Takahashi - cronologia
Singolo precedente
Zankoku na Tenshi no Thesis/Tamashii no Refrain
(2018)
Singolo successivo
Logo
Logo del disco Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit

Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ Zankoku na tenshi no tēze?, lett. "La tesi dell'angelo crudele"), conosciuta con il titolo internazionale ufficiale di The Cruel Angel's Thesis[10], è una canzone j-pop interpretata dalla cantante giapponese Yōko Takahashi. La canzone, composta per essere la sigla d'apertura della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, fu pubblicata come singolo il 25 ottobre 1995 in doppio lato A con Fly Me to the Moon, sigla di chiusura. Composta da Toshiyuki Ōmori e Hidetoshi Satō su testo di Neko Oikawa, venne inclusa negli album contenenti la colonna sonora dell'anime (a partire dal primo, Neon Genesis Evangelion - Original Soundtrack 1) e Li-La, sesto album di Takahashi[11][12].

La critica musicale e il pubblico hanno accolto positivamente il brano, che con il tempo è divenuto uno dei più celebri della canzone giapponese e una pietra miliare delle cosiddette anisong, cioè i brani appositamente creati per serie anime. A distanza di anni, inoltre, è rimasto un pezzo molto gettonato dei karaoke giapponesi, vincendo numerosi sondaggi di popolarità e riconoscimenti[13][14]. Su internet, assieme al relativo video ufficiale, Zankoku na tenshi no these ha acquisito ulteriore notorietà tramite diverse cover e parodie, che hanno consolidato la sua fama e l'hanno resa una delle sigle più famose della storia dell'animazione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

(JA)

«TVシリーズを終え、改めて「残酷な天使のテーゼ」を聴いた時、「女神なんてなれないまま私は生きる」というフレーズが苦しいほど胸に刺さった。まさにミサトの心の声ではないだろうか。»

(IT)

«Non appena finì la serie televisiva originale ascoltai di nuovo Zankoku na tenshi no these, e la frase "Anche se non diventerò mai una dea, andrò avanti" mi trafisse il cuore. Io credo che quella fosse la voce di Misato.»

(Kotono Mitsuishi, doppiatrice di Misato Katsuragi[15])

Genesi del pezzo e composizione dell'accompagnamento musicale[modifica | modifica wikitesto]

Hideaki Anno, regista di Neon Genesis Evangelion e grande appassionato di musica classica, durante la produzione consigliò di usare un brano già esistente come sigla di apertura della serie. La sua scelta cadde in un primo momento sulle Danze polovisiane, dal secondo atto dell'opera Il principe Igor' del compositore russo Aleksandr Porfir'evič Borodin. L'emittente televisiva TV Tokyo però rifiutò la proposta, ritenendo un brano del genere inadatto al compito; una composizione classica come quella del Principe Igor, secondo i produttori, avrebbe potuto «confondere i telespettatori»[16]. Lo studio Gainax, quindi, contattò Hidetoshi Satō e Toshiyuki Ōmori per la scrittura di un pezzo inedito al posto del compositore generale della colonna sonora, Shirō Sagisu[17]. Benché non accreditato ufficialmente, anche Toshimichi Ōtsuki, membro della King Records e produttore ufficiale della serie animata, si occupò personalmente dell'arrangiamento. Egli esigette una canzone veloce e «accattivante», seguendo e dando precise indicazioni agli altri componenti durante le diverse fasi della composizione[16]. La musica infine fu composta in chiave do minore[18].

Testo[modifica | modifica wikitesto]

La stesura del testo venne affidata a Neko Oikawa; fu lo stesso Ōtsuki a istruirla in proposito, chiedendole di scrivere qualcosa di «filosofico» e di usare «un linguaggio alquanto complicato»[19]. Ella fece in modo che gli spettatori potessero interpretare a proprio modo il testo ambiguo della canzone, soffermandosi sui concetti chiave di «madre», «un ragazzo di quattordici anni» e «una donna adulta»[20]. Oikawa, seguendo le direttive ricevute, lo completò in sole due ore, senza un'adeguata infarinatura sull'anime e senza aver mai incontrato Hidetoshi Satō: lei e il suo manager videro velocemente soltanto i primi due episodi, gli unici allora prodotti, e un documento di presentazione del progetto[21][22]. Durante la scrittura all'autrice venne in mente la figura di una donna, «una madre che vuole che il proprio figlio "non diventi adulto"», e scrisse numerosi versi con un'abbondante presenza di figure retoriche e giochi di parole su molti termini ambigui della lingua giapponese[23]. La donna, a inizio canzone, consiglia al giovane di comportarsi come un angelo senza pietà, incoraggiandolo al grido di «shin wa ni nare» (神話になれ? lett. «diventa un mito»). Il ragazzo, per la madre, è ancora innocente e ingenuo, dato che la guarda senza dir nulla, sorridendo; ella lo invita, con dolcezza, a riposarsi, dicendogli:

(JA)

«ずっと眠ってる私の愛の揺りかご
あなただけが 夢の使者に呼ばれる朝がくる»

(IT)

«Dormendo per un lungo tempo nella culla del mio amore,
arriva il mattino in cui verrai chiamato dal messaggero dei sogni.»

(vv.16-17[24])

La donna, rassicurandolo che il loro incontro è stato in qualche modo scelto dal destino, gli rivela che:

(JA)

«その背中には遥か未来めざすための羽根があること»

(IT)

«Sul dorso hai delle piume che ti porteranno verso il futuro»

(v. 9[24])

Per il titolo Oikawa prese in prestito il vocabolo tedesco these (テーゼ?), "tesi", mutuato dalla terminologia filosofica[25]. La scrittrice, inoltre, si ispirò a un manga di Moto Hagio allora in via di pubblicazione, Zankoku na kami ga shihai suru[19], e inserì il termine tenshi (天使?), solitamente usato per riferirsi agli angeli della mitologia giudaico-cristiana[26]. Nel testo, come ulteriore riferimento religioso, venne aggiunto il verso «Watashi wa sō jiyū o shiru tame no baiburu» (私はそう自由を知るためのバイブル?), cioè: «Questa è la Bibbia con cui imparerai cos'è la libertà». In un primo momento ella pensò di concludere la canzone con il motto «kyōki ni nare» (凶器になれ?), traducibile in «diventa un'arma», oppure, se scritto con i kanji 狂気 ( kyōki?), in «diventa folle», ma la proposta venne accantonata[27] sotto consiglio della stessa TV Tokyo, che richiese il cambio in «shin wa ni nare», ossia «diventa un mito»[28]. Il finale con un imperativo, comunque, rimase, per alimentare ulteriormente l'idea di una persona adulta che si rivolge a un giovane ragazzo[29].

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Per la registrazione venne contattata la cantante Yōko Takahashi, già nota per aver prestato la voce ad alcune sigle di show giapponesi negli anni precedenti; al momento di registrare il brano non aveva ancora visto l'anime e non le fu data nessuna informazione al riguardo[30][31]. Ōmori concluse l'arrangiamento, anche se in maniera soltanto approssimativa, e Takahashi stabilì una pista temporanea cantando la melodia soltanto con la sillaba "la"[21]. Una volta pronto il testo definitivo, all'artista, allora quasi trentenne, venne chiesto di adottare un tono di voce più infantile, «da adolescente»; quando ricevette una demo della base su cui provare, però, ella trovò parecchie difficoltà, sia per il registro linguistico scelto di Oikawa, sia per il tempo «molto frenetico»[32][33]. Inizialmente era previsto anche un coro maschile di accompagnamento, in un secondo momento eliminato da Hideaki Anno per poter sottolineare ancora meglio il concetto di «maternità»[16].

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Claire Littley, cantante della versione di Fly me to the Moon pubblicata insieme a Zankoku na tenshi no these

Il 25 ottobre 1995 The Cruel Angel's Thesis venne pubblicato come singolo in due differenti versioni: nella prima, dal prezzo di copertina di 1 049 yen, venne accompagnato da un brano di Takahashi intitolato Tsuki no meikyū (月の迷宮? lett. "Il labirinto della luna")[34]; nella seconda, dal costo di 961 yen, venne inclusa anche Fly Me to the Moon di Claire Littley, sigla di chiusura della serie[35]. Tale versione venne in seguito riedita il 26 marzo del 2003, in occasione dell'uscita della Renewal Edition di Evangelion[36]. Il brano fu aggiunto anche nei vari album dedicati alle colonne sonore dell'anime, a partire da Neon Genesis Evangelion I, del 22 novembre 1995; nel successivo Neon Genesis Evangelion II, uscito il 16 febbraio 1996, venne inserita la TV Size Version, ovvero una versione ridotta utilizzata per la messa in onda su TV Tokyo[37]. Fu poi incluso in altre pubblicazioni, come il box speciale The day of Second Impact (13 settembre 2000)[38], Neon Genesis Evangelion: S² Works (usciti il 4 dicembre 1998), Refrain of Evangelion (23 maggio 2003)[11], Neon Genesis Evangelion Decade (26 novembre 2005)[39], A.T. EVA01 Reference CD (21 dicembre 2007)[40], Shin Godzilla vs. Evangelion Symphony (27 dicembre 2017)[41] e Evangelion Finally, uscito nell'ottobre del 2020[42]; la King, inoltre, ha pubblicato un nuovo box set intitolato Neon Genesis Evangelion Soundtrack: 25th Anniversary Box, contenente, fra le altre, diverse versioni della sigla, in uscita nello stesso periodo di Evangelion Finally[43].

Diverse furono inoltre le compilation e le antologie non interamente dedicate alla colonna sonora della serie che inclusero il pezzo, come la Stard Child Selection (28 gennaio 2000)[44], la compilation Super Robot Tamashii 2003 (25 giugno 2003)[45], Super Robot Tamashii The Best Vol. 3 (10 dicembre 2003)[46], Super Robot Tamashii Best & Live (2 febbraio 2005)[47], pop'n music 12 Iroha AC CS pop'n music 10 (13 aprile 2005)[48], Super Robot Tamashii Shudaika Best Collection 2 (7 settembre 2005)[49], Super Robot Tamashii Best & Live (Girls Edition 2)[50], Super Robot Live Request Best (22 febbraio 2006)[51][52], Super Robot Tamashii Live Robo Song Collection (14 febbraio 2007)[53], The Best!! Super Robot Tamashii Girls Best Collection (28 novembre 2007)[54], Kids Song★Hit Paradise! (26 settembre 2008)[55], Super Robot Tamashii Nonstop Mix Vol. 4 (Girls) (12 novembre 2008)[56][57], Brass Band Koushien 3 (27 febbraio 2008)[58] e Nekoism 〜 Neko Oikawa Sakuhin-shū (21 febbraio 2018)[59].

Per La bestia che gridò AMore nel cuore del mondo / Take care of yourself, ultimo episodio dell'anime, Sagisu ri-arrangiò l'accompagnamento e la melodia della canzone in due strumentali: The Heady Feeling of Freedom e Good, or Don't Be, per pianoforte, piano elettrico, chitarra acustica, violini e violoncelli[16][60]. Vari remix del singolo vennero aggiunti nelle compilation di Dancemania. La versione Shihori fu inserita negli album Dancemania Summer Story 2008 (25 giugno 2008)[61], Wa-euro Best (5 agosto 2009)[62], Dancemania Summer Story 2009 (10 giugno 2009)[63] e Best of Wa-euro Best (21 luglio 2010)[64], quella Mint in Himetra Best (14 maggio 2008)[65] e Himetra Anime*Mix (21 gennaio 2009)[66], mentre la versione di Diana Gross venne inclusa nella compilation Him Trace 3[67]. Altri remix furono inseriti poi nelle compilation di Dancemania Speed: Anime Speed (25 maggio 2005)[68], Anime Speed Newtype Edition (19 luglio 2006)[69], Happy Speed (18 aprile 2007)[70] e Himetra Speed (30 luglio 2008)[71].

Esibizioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Yōko Takahashi canta Zankoku na tenshi no these al Japan Expo 2019 di Parigi

Takahashi cantò The Cruel Angel's Thesis nel 2015 all'Anime Expo di Los Angeles[72]. Nel 2017 si esibì durante il Billboard Live di Tokyo, ricevendo una calorosa accoglienza da parte del pubblico presente[73]. Il 20 giugno 2018 interpretò il pezzo durante l'Evangelion World Tour, organizzato per promuovere la ripubblicazione del brano con audio restaurato e rimasterizzato assieme a Tamashī no refrain (魂のルフラン Tamashī no rufuran?, lett. "Il ritornello dell'anima")[74], toccando, oltre che varie tappe giapponesi, la Francia e Hong Kong[75].

A giugno 2019 la cantante si esibì al Japan Expo di Parigi, cantando numerosi pezzi della colonna sonora di Neon Genesis Evangelion poco prima di un'anteprima ufficiale del film Evangelion: 3.0 + 1.0[76] e in concomitanza con l'uscita dell'anime su Netflix. Per l'occasione, inoltre, tutto Neon Genesis Evangelion I venne aggiunto il 21 giugno su Spotify, inclusa Zankoku na tenshi no these[77]. Nel 2020 venne annunciato un evento dedicato all'Operazione Yashima di Evangelion nella città di Hakone, zona in cui è fantasiosamente situata la fittizia città di Neo Tokyo-3[78][79]; per l'occasione furono annunciati anche diversi articoli di merchandise sulla serie[80]. Durante l'evento, organizzato in due date (28 marzo e 23 maggio), era prevista una esibizione live di The Cruel Angel's Thesis di Takahashi; le date però slittarono a causa della pandemia di COVID-19[81].

Le versioni di Yōko Takahashi[modifica | modifica wikitesto]

Remix[modifica | modifica wikitesto]

Negli album di Takahashi vennero incluse altre versioni di Zankoku na tenshi no these; questo perché l'arrangiamento del singolo originale era di proprietà della King Record per copyright, perciò, per questioni legali, le diverse case discografiche che pubblicarono i lavori della cantante dovettero affidarsi ad arrangiamenti sempre differenti[82]. Nell'album Best Pieces, ad esempio, uscito il 10 febbraio 1999, venne aggiunta la Version '96[83], poi inserita in Super Value Yoko Takahashi, messo in commercio il 19 febbraio 2001 dalla Universal Music[84][85]. Ma già in~refrain~ The songs were inspired by Evangelion (6 novembre 1997) era presente un remix chiamato Ambivalence Mix, più una versione strumentale intitolata Epilogue de these, curata da Tony Orly[86][87]. Nel 1999 venne prodotta anche una nuova versione di The Cruel Angel's Thesis, intitolata Remix for Peace e inclusa nell'album Best Pieces II di Takahashi, uscito il 10 febbraio dello stessso anno[88][89], nonché nelle varie raccolte dei successi di Takahashi, come Yoko Takahashi Best 10 (17 gennaio 2007)[90], Yoko Takahashi Essential Best (19 dicembre 2007)[91] e Golden☆Best Yoko Takahashi, proposta, in varie edizioni, il 25 febbraio 2004[92], il 5 dicembre 2012[93] e il 5 dicembre 2018[94]. Un ulteriore remix, Harmonia Version, venne aggiunto in un altro album dell'interprete, Li-La[95], per poi essere ripubblicato in Li-La +3, uscito il 2 ottobre 2013, assieme al Remix for Peace[96].

Re-incisioni[modifica | modifica wikitesto]

Eitetsu Hayashi, curatore dell'arrangiamento della Matsuri Spirit

Nel 2009 Yōko Takahashi registrò delle nuove versioni di Zankoku na tenshi no these e Fly Me to the Moon, pubblicate in un singolo il 13 maggio[97], in concomitanza con la presentazione di una serie di pachinko su Evangelion chiamata CR Shinseiki Evangelion: Saigo no shisha (CR新世紀エヴァンゲリオン ~最後のシ者~ lett. "CR Neon Genesis Evangelion: L'ultimo messaggero sacrificale"?) e con una copertina progettata personalmente da Takeshi Honda[98]. La 2009 Version venne inclusa nella raccolta 20th century Boys & Girls della cantante, pubblicata il 23 giugno dell'anno seguente[99] e, dieci anni più tardi, nel mini-album Evangelion Extreme, pubblicato dalla King Amusement Creative e contenente le tracce usate nei vari pachislot dedicati alla serie[100]. Nel 2005 una nuova versione della canzone, sempre con Takahashi alla voce e di quarantasette secondi più lunga dell'originale, venne incisa in occasione del decimo anniversario della serie. La nuova versione, chiamata 10th Anniversary Edition[101], fu inserita come dodicesima traccia in Neon Genesis Evangelion Decade[102][103]. Michio Nakagoe prese parte come ingegnere del suono e del missaggio, mentre i musicisti furono Mineaki Matsumoto al piano, Tatsu Kase al contrabbasso, Yuichi Tokashiki alla batteria, Masanobu Fukuhara alla chitarra elettrica, Eric Miyagi e Koji Nishimura alla tromba, Eijiro Nakagawa al trombone, Osamu Koike al sassofono contralto, Hiroshi Yaginuma al sassofono tenore e Atsushi Kurokatsuno al sassofono basso[104].

Nel 2015 la cantante realizzò una nuova versione della composizione, detta 2015 Version e registrata in un'unica sessione in presa diretta[105] con il solo accompagnamento della chitarra acustica per il suo tredicesimo album in studio, 20th century Boys & Girls II, uscito il 22 aprile 2015 per la King Records[106]. Due anni più tardi un nuovo arrangiamento fu inserito nell'antologia Yoko Sings Forever (22 marzo 2017), intitolato 2017 Version[107]; anche in tal caso la registrazione fu fatta in presa diretta, con pianoforte di Marashii e organo di Satoshi Takebe[82]. In un primo momento, inoltre, era previsto un singolo chiamato Zankoku na tenshi no these ~ Tamashii no rufuran, mai inserito nella versione definitiva[108]. Nel mese di luglio 2019 Zankoku na tenshi no these venne usata nel videogioco di strategia The Battle Cats; per l'occasione Takahashi la registrò cantando soltanto con la parola にゃ ( nya?), onomatopea giapponese del miagolio[109][110]. La versione venne poi caricata sui canali di Oricon e della MaiDiGiTV, superando per entrambi i video il milione di visualizzazioni[111][112]. Nello stesso anno Eitetsu Hayashi produsse un nuovo arrangiamento di Zankoku na tenshi no these, stilisticamente vicino alle sonorità della musica tradizionale giapponese e principalmente realizzato con i taiko[9]; presentato in anteprima sul canale YouTube ufficiale della King Amusement Creative come Zankoku na tenshi no these: Matsuri Spirit, fu integralmente pubblicato il 24 luglio[113].

Video musicale[modifica | modifica wikitesto]

Nel video ufficiale sono presenti, in ordine di comparsa, l'immagine di un cherubino e due alberi della vita: il primo è preso dalla Utriusque Cosmi, maiores scilicet et minores, metaphysica, physica atque technica Historia di Robert Fludd[114], il secondo dall'Oedipus Aegyptiacus di Athanasius Kircher[115]. L'ultimo fotogramma ritrae invece un testo simile al Liber Razielis Archangeli

Per Zankoku na tenshi no these la Gainax realizzò una sigla di circa novanta secondi, affidata agli animatori Takeshi Honda e Shinya Hasegawa[116]. La produzione impiegò diverso tempo, assieme a quella dei primi episodi della serie; nel luglio del 1995, quando le prime due puntate vennero proiettate in anteprima al secondo festival della società, il video non era ancora terminato[117]. Esso venne completato soltanto all'ultimo minuto, a settembre, poco prima della messa in onda ufficiale dell'anime su TV Tokyo[118][119]. Il video consta di circa 2160 fotogrammi articolati in ottantaquattro scene, con una media di una sequenza al secondo[120][121]. Lo staff della Gainax cercò di creare un effetto rétro, omaggiando e imitando alcune sigle di opere precedenti[122]. Il nome di Hideaki Anno venne inserito a caratteri cubitali negli ultimi secondi, apparentemente "tagliato" dalle braccia dell'Eva-01 e così grande da occupare l'intera schermata, a sottolineare la forte impronta del regista su ogni aspetto della serie[123][124].

L'ultimo fotogramma della sigla televisiva, recante la dicitura "Regia di Hideaki Anno" (監督 庵野秀明 Kantoku Anno Hideaki?)

Il video della versione TV Size, coerentemente con l'anime d'appartenenza, contiene diversi riferimenti culturali, più in particolare alla religione cristiana e all'ebraismo. Nei fotogrammi iniziali appare un punto luminoso di colore blu che si espande come una goccia in acqua, raffigurante, secondo la sceneggiatura, l'inizio dell'universo, seguito da una figura dotata di dodici ali su uno sfondo rosso, simile ad alcune raffigurazioni degli angeli cherubini[125][126]. A questo segue una fiammella celestina, raffigurante la prima immagine visibile da un bambino appena nato[127], rimandante al concetto di anima o "soffio vitale", uno dei più citati nel corso degli eventi di Neon Genesis Evangelion[128][129]. Ulteriore simbolo religioso è una duplice raffigurazione dell'albero della vita[130][131], in riferimento al Progetto per il perfezionamento dell'uomo della serie[132]. Successivamente si intravede un fotogramma di Rei Ayanami che tocca il vetro di una finestra[133]. Sullo schermo si alternano, fra le altre, l'immagine della mano dell'Eva-01 ricoperta di sangue, poi usata per il diciottesimo episodio, e dello 01 che sfodera dodici ali di luce, ripresa per il finale, assieme a rapidi fotogrammi di didascalie in bianco su sfondo nero o viceversa, mappe, bozzetti a matita, un disegno di Kaworu Nagisa[134], ritratti di Misato Katsuragi, Ryōji Kaji e Ritsuko Akagi, il primo angelo Adam e una sfera luminosa di colore rosso, l'elemento S². Per le ali di luce dello 01 gli autori si ispirarono alla figura cristiana di Lucifero, un angelo caduto che, secondo la tradizionale iconografia, è dotato appunto di dodici ali[125]. Il video si conclude con un enigmatico testo, inciso su pietra e scritto, stando agli storyboard ufficiali, in «caratteri angelici», simili a quelli usati nel Sefer Raziel HaMalakh[135]. Esso, secondo Anno, raffigurerebbe le pergamene del Mar Morto, ispirate ai reali manoscritti di Qumran[136].

Un secondo video per la versione completa di Zankoku na tenshi no these uscì per l'edizione home video della serie, la Renewal del 2003[137]. Prodotto sotto la direzione di Masayuki, già assistente alla regia della serie originale[138], è quasi completamente diverso da quello per la trasmissione televisiva e include fotogrammi della versione director's cut degli episodi e scene del film The End of Evangelion, uscito il 1997, nonché numerose altre didascalie con caratteri bianchi su sfondo nero, scritte e coordinate da Hideaki Anno in persona[139]. Il filmato venne pubblicato in alta definizione sul canale YouTube ufficiale della King Records il 20 giugno 2018[140].

Esempi dei frame della sigla, costituiti da sole scritte su sfondo a tinta unita
Le diciture si riferiscono tutte alla terminologia della serie; in ordine: Absolute Terror Field, Prototype Eva-00, Second Impact e Adam

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Fui molto sorpresa quando [Evangelion] incominciò a spopolare nel mondo, più di quanto io stessa potessi mai immaginare. [...] Durante l'Evangelion World Tour gente di tutte le etnie inizia a cantare in giapponese con me. Persone di ogni parte del mondo cantano all'unisono. Questa cosa mi ha colpito profondamente. Come ho sempre detto, le sigle dei cartoni animati superano ogni frontiera etnica. [...] E, giorno dopo giorno, mi rendo conto che Evangelion è proprio una di quelle opere che hanno questo immenso potere.

Yōko Takahashi[32]

Zankoku na tenshi no these godette di un'enorme e immediata notorietà fra gli appassionati di animazione, emergendo subito in numerosi sondaggi di popolarità di alcune riviste specializzate in anime e manga[141][142]. Con il passare del tempo, inoltre, consolidò la sua fama e divenne una delle sigle più apprezzate e famose della subcultura otaku[143][144], trovando rinnovata popolarità con l'uscita della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion[145].

La canzone[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 e nel 1997, cioè immediatamente dopo la conclusione della prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion, Zankoku na tenshi no these venne eletta migliore sigla del momento in un sondaggio annuale indotto dalla rivista specializzata Animage; in particolare, nel secondo anno ottenne più del doppio dei voti rispetto alla seconda classificata, Give a Reason di Megumi Hayashibara, sigla di Slayers Next[141][146]. Anche TV Asahi ebbe modo di sottolineare la sua fama in numerosi sondaggi di popolarità: nel 2002 aprì un'indagine sui brani più «indimenticabili» della storia dell'animazione giapponese, e il singolo riuscì a conquistare il 55º posto[147]; in seguito arrivò al 18º in una classifica limitata alle sole sigle prodotte dagli anni novanta in poi[148][149]. Nel corso degli anni la fama della composizione non diminuì; nel 2016 conquistò la vetta di due sondaggi di popolarità: il primo sui brani degli anni novanta preferiti dagli utenti di Anime News Network, mentre il secondo sulle migliori anisong di sempre, posto a un campione di quasi settemila persone dalla rivista CD & DL Data[150][151]. Nel 2018 il sito giapponese Anime Anime chiese ai propri utenti quali colonne sonore di cartoni animati avrebbero voluto come inno nazionale, e Zankoku na tenshi no these conquistò il terzo posto[152], mentre l'anno seguente vinse il secondo fra i titoli più cantati dal pubblico femminile del sito Merumo[153].

Opinione critica[modifica | modifica wikitesto]
Grazie a Zankoku na tenshi no these, Takahashi guadagnò grande popolarità fra gli appassionati di animazione e il pubblico generico[154]

I giudizi della critica contemporanea furono generalmente favorevoli; Terrance Pyror di Axs.com nominò il singolo fra le sigle migliori della storia dei cartoni giapponesi[142]. Casey Baseel di Sora News e Ederlyn Peralta di Comic Book Resources lo citarono, assieme a Fly me to the Moon, fra i brani più iconici della storia dell'animazione nipponica[143][155]. Salvatore Cardone di Everyeye.it lo descrisse come «uno dei pezzi più emozionanti di sempre, capace di trasportare lo spettatore grazie alla sua melodia inconfondibile»[144]. Per Lauren Orsini (Forbes) e Noah Black (Mcccagora.com) è «istantaneamente» e «terribilmente orecchiabile»[156][157]. Matt Fagaly di Crunchyroll e Tom Pinchuk di Geek & Sundry ne elogiarono il contrasto fra i temi cupi e pessimisti della serie d'appartenenza e il suo tono spensierato[158][159]. Fece eco il sito Anime Planet, secondo il quale: «È semplicemente un bellissimo pezzo, cosa ormai alquanto rara per gli anime di oggi»[160]. In occasione dell'uscita dell'anime su Netflix la sigla fu nuovamente analizzata e recensita; per David Levesley di Gentlemen's Quarterly, ad esempio, essa è «eccezionale»[161], mentre Junichi Tsukagoshi di Animate Times la descrisse come «un inno sacro che tutti conoscono»[162] e Laura Mucci (Everyeye.it) come «un curioso elemento di folclore culturale», «una specie di corrispettivo di Nel blu dipinto di blu nipponico»[163]. CBR la classificò come migliore sigla degli anni novanta e terza fra le più belle di tutti i tempi[164][165] e WatchMojo, stilando la classifica delle dieci sigle più accattivanti, la collocò al secondo posto[166].

Il video musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Zankoku na tenshi no these ha ricevuto anch'esso il plauso da parte del pubblico e della critica. Tuttavia, come riportato dai saggisti Martin Foster e Kazuhisa Fujie nel loro Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, prima che la serie animata si concludesse esso venne giudicato da alcuni spettatori confusionario e «poco chiaro», ritenendo che fosse privo di concreti collegamenti con gli eventi interni della serie. Molti fan che ne seguirono le vicende, però, sarebbero rimasti sorpresi nello scoprire che «ogni dettaglio della storia è stato evidenziato, sottolineato o anche solo accennato nella sigla d'apertura»[167]. Anche la rivista Newtype analizzò ed elogiò il video in un articolo ad esso dedicato, definendolo «eccellente» e apprezzandone la densa quantità di sequenze[168]. Per Nick Valdez di Comic Book, inoltre, è «pieno zeppo di immagini memorabili», nonché «uno dei più bei viaggi nella memoria di sempre»[169]. Eduardo Luquin di CBR ne lodò l'atmosfera di fondo, i riferimenti religiosi e filosofici e l'interpretazione di Takahashi, scrivendo: «È come un treno pubblicitario [...] o un colpo di pistola a inizio gara. [...] Ma, al di là di tutto, è anche una splendida canzone»[170]. Dani Cavallaro, scrittrice e critica specializzata in animazione giapponese, lo citò come un esempio della «complessità dell'animazione» e dello stile di Hideaki Anno, descrivendolo come «un intrigante insieme di simboli mistici, una perfetta combinazione di immagini, musica e inquadrature sofisticate». Per lei, inoltre, «ogni immagine controbilancia elegantemente un'altra che si muove in direzione a essa contraria», come le due rappresentazioni dell'Albero della vita, nonché i fotogrammi di Rei e Asuka, che scorrono verticalmente sullo schermo, e quelli di Misato, che si muovono invece lungo l'asse orizzontale[171].

La popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Il successo nei karaoke[modifica | modifica wikitesto]

Un karaoke della Joysound

Zankoku na tenshi no these è stato e rimane uno dei pezzi più popolari in assoluto nei karaoke giapponesi; nel 2013, ad esempio, arrivò al terzo posto in un sondaggio di Koebu.com sulle migliori canzoni per karaoke di sempre[172]. Nel 2014 l'azienda Joysound compilò una lista delle sigle anime più popolari dell'anno e lo posizionò al primo posto[173]. La canzone riapparve anche tra i venti brani più cantati della prima metà di quello stesso anno[174][175], ed era comparsa anche nelle classifiche precedenti; nel 2007 era riuscita a conquistare il ventesimo posto[176], nel 2009 il secondo[177] e nella prima settimana di giugno del 2013 il sesto[178]. Un risultato simile venne registrato nel 2015; Charapedia domandò a circa diecimila appassionati quali fossero i loro pezzi favoriti per karaoke, e anche in quel caso superò tutte le altre sigle[179]. Di contro, nel marzo dello stesso anno il sito web Nico Nico News chiese a più di trecento adulti quale fosse la sigla animata più «fastidiosa» e di cui fossero più stufi di sentir cantare, e Zankoku na tenshi no these svettò con il 40,6% dei voti totali[180][181].

Nel 2017[182], nel 2019[183][184] e nel 2020 essa entrò nuovamente nella top 10 dei karaoke giapponesi di Joysound, di diversi sondaggi di popolarità e in diverse liste di Karatetsu[185][186]. Il 18 febbraio 2017, in particolare, NHK BS Premium trasmise in diretta un programma sulle migliori anisong di sempre chiamato Countdown LIVE Anisong Best 100!, in cui il singolo venne nominato all'ottavo posto[187]; Joysound, inoltre, lo indicò come il pezzo più suonato nei karaoke del periodo Heisei, vale a dire dei precedenti trent'anni della storia giapponese[188], e seconda anisong più cantata del primo semestre del 2020, sotto Gurenge di LiSA, sigla dell'anime Demon Slayer - Kimetsu no yaiba[189].

Vendite e certificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Grazie ai pachinko, Zankoku na tenshi no these ha incassato circa trenta milioni di yen annui per un intero ventennio

Il brano, grazie al grande successo di Neon Genesis Evangelion, diventò immensamente popolare già durante la prima trasmissione della serie. La versione originale del singolo, messa in commercio il 25 ottobre 1995, si posizionò per ventidue volte nelle classifiche settimanali di Oricon, arrivando al 27º posto[190]. Quando fu pubblicata assieme a Fly me to the moon di Claire invece rimase per sessantuno settimane nei piazzamenti[191]. Già nel 1997, ovvero poco dopo la conclusione della prima messa in onda dell'anime e l'uscita del film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, conquistò il disco d'oro e di diamante (detto in Giappone "Million")[4][6], mentre l'edizione con Fly me to the moon venne certificata platino[192]. La versione 2003 invece riuscì a restare per quarantuno settimane[193]. Anche il remix del 2009 ebbe un grande successo, apparendo per quattordici settimane e raggiungendo il 22º posto[194]. Le vendite delle varie versioni, nel complesso, superarono la soglia del milione di copie[195][196].

Nel 2011, a distanza di quindici anni dall'esordio, la Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers premiò il brano posizionandolo al primo posto nei JASRAC Awards, una speciale classifica dei pezzi dalle royalties più redditizie in assoluto della musica giapponese, calcolata, fra le altre cose, tramite le vendite digitali, i pachinko e i karaoke[197][198]. Il pezzo era apparso in numerose classifiche degli anni precedenti: nel 2008 era riuscito a guadagnarsi il settimo posto[199], l'ottavo nel 2009[200] e il terzo nell'anno immediatamente antecedente[201]. Nel maggio del 2012 Zankoku na tenshi no these venne certificato tre volte disco di platino dalla Recording Industry Association of Japan[202]. La grande popolarità nei karaoke e nelle macchine pachinko arricchì notevolmente Neiko Oikawa. Nel 2015 la compositrice dichiarò di aver guadagnato più di cento milioni di yen tramite le royalties di The Cruel Angel's Thesis, con un incasso di uno yen ad ogni riproduzione nei karaoke giapponesi[203]; particolarmente redditizi si rivelarono i pachinko, con incassi di almeno trenta milioni di yen all'anno[204].

Influenza culturale e merchandising[modifica | modifica wikitesto]

La popolarità nell'era di internet[modifica | modifica wikitesto]

L'attrice Natsuki Katō, dichiarata appassionata di Neon Genesis Evangelion, partecipò nel 2010 a una parodia televisiva del video della sigla della serie[205]

Zankoku na tenshi no these è divenuto, con il passare degli anni, uno dei brani più riconoscibili del panorama otaku e, in generale, dell'intera cultura pop[206][207]. Già tra la fine degli anni novanta e i primi del duemila cominciarono a circolare per diversi siti web e i primi forum delle filksong e dei MAD, videoclip tributo sia in animazione sia con attori veri e propri volti a ricreare la musica e il video della sigla[205]. Dal 2006, con il fiorire di YouTube, essi si diffusero ancor più capillarmente in internet, circolando con il nome di X-gelion (○○ゲリオン)?) o A Cruel X's Thesis (残酷な○○のテーゼ?); molti vennero rimossi dalle piattaforme per motivi di copyright, coerentemente con la politica degli studi Gainax e Khara[205].

Il video musicale ufficiale, nonostante le limitazioni di copyright, continuò ad essere omaggiato o parodiato dagli internauti, attraverso remix, mash-up e cover realizzate con i più diversi strumenti musicali[208], come pianoforte[209], percussioni[210] e calcolatrici[211][212]. Con l'uscita della serie sulla piattaforma Netflix la notorietà di Zankoku na tenshi no these è cresciuta ancora di più degli anni passati, generando diversi meme[213][214]. Nel 2018 un utente di Twitter ha combinato la canzone con il videoclip di Party Rock Anthem degli LMFAO; il video è diventato così virale che Party Rock Anthem è diventato un meme a sua volta, con decine di conseguenti varianti sulle più diverse piattaforme[215][216]. Nell'agosto 2019 la Società Sportiva Monopoli 1966 ha aperto una votazione per far scegliere ai propri tifosi il brano d'esultanza della squadra, da far partire ad ogni proprio gol; la sigla è arrivata seconda per pochi voti, subito dopo 7 miliardi di Massimo Pericolo[217][218]. L'anno dopo, durante il periodo di lockdown per pandemia di COVID-19, è stato caricato un video di alcuni italiani che, dai balconi delle rispettive abitazioni, la cantavano tutti insieme ad alto volume; anche il video sulla quarantena è diventato un meme particolarmente virale in internet[219].

Anniversari e altri utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Zankoku na tenshi no these è stata usata per gli annunci e alcune funzionalità del 500 type Eva, un treno Shinkansen Serie 500 dedicato alla serie[220]

Il pezzo venne usato in alcuni videogiochi e diversi pachinko ispirati a Evangelion[221]. Nell'agosto del 1997 la rivista giapponese June, specializzata in manga e anime omoerotici (shōnen'ai), mise in commercio un volume intitolato Zankoku na tenshi no yō ni (残酷な天使のように? lett. "Come uno spietato angelo"), il cui titolo è tratto dal primo verso della sigla; esso contiene una lunga intervista a Hideaki Anno, nonché delle dōjinshi di membri dello staff della serie o di altri mangaka affermati nel panorama dello yaoi[222]. Nel 2014 la Sony invece pubblicò uno speciale walkman SDAT che omaggiava quello usato dal personaggio di Shinji Ikari; nel pacchetto era inclusa una speciale MORA card per scaricare la versione originale di Zankoku na Tenshi no these nei Sony Store di Ginza, Nagoya e Osaka[223]. Per celebrare il ventesimo anniversario della prima messa in onda dell'anime fu costruita ad Hakone, località presso cui sorge la fittizia città di Neo Tokyo-3 della serie, una strada musicale che riproduceva la canzone; tramite i sussulti causati da apposite scanalature nell'asfalto, il guidatore, a una velocità ottimale di quaranta chilometri orari, poteva udire il brano lungo un percorso panoramico sul lago Ashi[224].

Nel 2018 l'Evastore, negozio ufficiale interamente dedicato alla serie, per pubblicizzare l'uscita del singolo in formato digitale restaurato realizzò diversi articoli di merchandise, come t-shirt[225][226], poster[227] e cartoline postali metallizzate[228]. Il 5 maggio dello stesso anno il pezzo fu inserito in un episodio cross-over ufficiale fra Evangelion e la serie animata Shinkansen henkei robo Shinkalion[229]. Il 26 dicembre venne eseguito dal vivo da Takahashi in occasione dell'apertura di un locale izakaya dedicato alla serie[230]; in più, fu messa in commercio una bevanda chiamata proprio Zankoku na tenshi no these[231]. Nel 2019, in contemporanea con il lancio dell'anime su Netflix, il cantante giapponese Toshi eseguì il brano durante un'esibizione di dieci pattinatori artistici su ghiaccio durante lo spettacolo Fantasy on Ice[232]. Il wrestler statunitense Dio Maddin, fan di Neon Genesis Evangelion, chiamò una delle sue mosse finali proprio Cruel Angel's Thesis[233]. Nel 2020 è stato annunciato un evento speciale su Evangelion, durante il quale è prevista la proiezione continua del video della canzone presso l'osservatorio della Tokyo Sky Tree[234]. The Cruel Angel's Thesis è stata usata anche in un episodio di Sore ga seiyū![235] e omaggiata in altre serie animate, come Hayate no gotoku![236], Haiyore! Nyaruko-san[237] e Regular Show[238].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Neko Oikawa e musiche di Toshiyuki Ōmori e Hidetoshi Satō, tranne Fly Me to the Moon, di Bart Howard.

CD: KIDA-114 Zankoku na tenshi no these (1995)[239]
  1. Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ?) – 4:06
  2. Tsuki no meikyū (月のめいきゅ?) – 5:45
  3. Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ?) (Versione da karaoke) – 4:05
  4. Tsuki no meikyū (月のめいきゅ?) (Versione da karaoke) – 5:44
CD: KIDA-116 Zankoku na tenshi no these/Fly Me to the Moon (1995)[240]
  1. Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ?) – 4:06
  2. Fly Me to the Moon (Claire) – 4:33
CD: KICM-3041 Zankoku na tenshi no these/Fly Me to the Moon (2003)[241]
  1. Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ?) – 4:06
  2. Fly Me to the Moon – 4:33
  3. Zankoku na tenshi no these (OFF VOCAL Version) (残酷な天使のテーゼ (OFF VOCAL Version)?) – 4:05
  4. Fly Me to the Moon (OFF Vocal Version) – 4:33
  5. Zankoku na tenshi no these (Director's Edit Version) (残酷な天使のテーゼ (Director's Edit Version)?) – 4:05
CD: KICM-1272 Zankoku na tenshi no these 2009 Version (2009)[242]
  1. Zankoku na tenshi no these 2009VERSION (残酷な天使のテーゼ 2009VERSION?) – 4:26
  2. Fly me to the Moon 2009VERSION – 4:32
  3. One Litte Wish – 5:00
  4. Zankoku na tenshi no these 2009VERSION (off vocal) (残酷な天使のテーゼ 2009VERSION (off vocal)?) – 4:26
  5. Fly me to the Moon 2009VERSION (off vocal) – 4:32
  6. One Little Wish (off vocal) – 5:01
CD: KICM-3340 Zankoku na tenshi no these/Tamashī no refrain (2018)[243]
  1. Zankoku na tenshi no these (残酷な天使のテーゼ?) – 4:07
  2. Tamashī no refrain (魂のルフラン?) – 5:14
  3. Zankoku na tenshi no these off vocal ver. (残酷な天使のテーゼ off vocal ver.?) – 4:06
  4. Tamashī no refrain off vocal ver. (魂のルフラン off vocal ver.?) – 5:09
CD: KICM-3362 Zankoku na tenshi no these Matsuri Spirit (2019)[9]
  1. Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit (残酷な天使のテーゼ MATSURI SPIRIT?) – 4:36
  2. Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit off vocal ver. (残酷な天使のテーゼ MATSURI SPIRIT off vocal ver. ?) – 5:14

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

Secondo le note dell'album di provenienza, Neon genesis Evangelion - Original Soundtrack 1, i musicisti che registrarono i brani sono[3]:

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportate le posizioni massime raggiunte dalle varie versioni del singolo nelle classifiche giapponesi.

Anno Versione Posizione
massima
Fonte
1996 Zankoku na tenshi no these 27 [190]
1996 Zankoku na tenshi no these/Fly me to the Moon 17 [191]
2003 Zankoku na tenshi no these/Fly Me to the Moon 9 [193]
2009 Zankoku na tenshi no these 2009 Version 22 [194]
2018 Zankoku na tenshi no Thesis/Tamashī no Refrain 36 [244]
2019 Zankoku na Tenshi no These Matsuri Spirit 142 [245]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni degli artisti che si sono cimentati in cover della sigla: Toshi, Shoko Nakagawa, Aya Hirano e Masami Okui

Nel 1996 venne pubblicato il quarto album delle colonne sonore dell'anime, Neon Genesis Evangelion Addition, contenente la cosiddetta Zankoku na tenshi no these (Director's Edit. Version II), della durata di 4:04 minuti e cantata da Kotono Mitsuishi, Megumi Hayashibara e Yūko Miyamura, interpreti delle tre protagoniste della serie, rispettivamente: Misato Katsuragi, Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley. Nel 2001 invece uscì l'album The birthday of Rei Ayanami (30 marzo 2001), interamente dedicato, per l'appunto, al personaggio di Rei; fra le tracce figura anche una Zankoku na tenshi no these eseguita dalla sola Hayashibara[11][246]. La canzone venne aggiunta a bertemu, settimo album dell'artista (pubblicato il primo novembre 1996)[247], e come traccia bonus di Center Color, undicesimo (uscito il 7 gennaio 2004)[248]. Megumi Ogata, voce di Shinji Ikari, eseguì periodicamente il brano nei suoi concerti[249][250]. Anche Junko Iwao, doppiatrice giapponese di Hikari Horaki, registrò una sua versione bossa nova del pezzo per il suo Anime On Bossa, pubblicato il 30 gennaio 2008[251].

Diversi artisti al di fuori dello staff di Neon Genesis Evangelion si sono cimentati in cover della sigla, come Shōko Nakagawa[252], MIQ[253], Yōko Ishida[254], Masami Okui[255], Shizuka Itō[256], Mikuni Shimokawa[257], Toshi[258], Aya Hirano[259], arlie Ray[260], Ryō Horikawa[261], Chihiro Yonekura[262], Akina Nakamori[263][264], Maya Sakura[265], Konomi Suzuki[266], Kikuko Inoue[267] e Natsuki Katō[268]. Tra i gruppi musicali, sia giapponesi, sia esteri, figurano gli Animetal[269], gli Anipunk[270], i Globe[271], i Move[272], i Flow[273], i Glay[274][275], i Glory Gospel Singers[276], gli Anime That Jazz![277], le Max[278] e le Roselia, una band del media franchise di BanG Dream![279][280].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Selezionare "2014年1月" nell'apposito menù a tendina per visualizzare la fonte.
  2. ^ Selezionare "1997年4月" nell'apposito menù a tendina per visualizzare la fonte.
  3. ^ Selezionare "2011年5月" nell'apposito menù a tendina per visualizzare la fonte.
Fonti
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  3. ^ a b c (EN) NEON GENESIS EVANGELION, su vgmdb.net. URL consultato il 5 novembre 2020 (archiviato il 31 ottobre 2020).
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  5. ^ a b c (EN) Zankoku na Tenshi no Thesis / FLY ME TO THE MOON, su vgmdb.net. URL consultato il 22 ottobre 2020 (archiviato il 23 ottobre 2020).
  6. ^ a b (JA) ゴールドディスク認定, su Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 21 ottobre 2020.
  7. ^ a b c (EN) A Cruel Angel's Thesis 2009 VERSION, su vgmdb.net. URL consultato il 21 ottobre 2020 (archiviato il 20 ottobre 2020).
  8. ^ a b c (EN) Zankoku na Tenshi no Thesis/Tamashii no Refrain, su vgmdb.net. URL consultato il 22 ottobre 2020 (archiviato il 23 ottobre 2020).
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]