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Rei Ayanami

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Rei Ayanami
Rei Ayanami.jpg
Rei nella sigla iniziale
UniversoNeon Genesis Evangelion
Nome orig.レイ 綾波 (Rei Ayanami)
Lingua orig.Giapponese
SoprannomeFirst Children
AutoreGainax
Character designYoshiyuki Sadamoto
StudioGainax
1ª app. inCapitolo 2
Voce orig.Megumi Hayashibara
Voci italiane
SessoFemmina

«Io sono me stessa. Questo corpo costituisce il mio essere, la forma che definisce il mio essere. Il mio io visibile, che però non percepisco come il mio io. Strana impressione. Sento come il mio corpo disciogliersi. Non riesco a distinguere me stessa. La mia forma va dissolvendosi. Avverto presenze esterne al mio io. C'è qualcuno là fuori, al di là della soglia?»

(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 14)

Rei Ayanami (綾波 レイ Ayanami Rei?) è uno dei protagonisti della serie animata giapponese Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare nelle opere tratte dalla serie animata, in manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretata dalla doppiatrice Megumi Hayashibara[1][2]. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Valentina Mari nel doppiaggio originale[3] e a Lucrezia Marricchi nel ridoppiaggio di Netflix[4].

Rei nella serie animata originale è una ragazza dal carattere taciturno e schivo[5], arruolata dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-00 e combattere, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati angeli.

Il personaggio è diventato popolare tra gli appassionati di animazione fin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion, ricevendo riconoscimenti e vincendo sondaggi di popolarità[6]. Secondo degli studiosi, inoltre, Rei Ayanami ha esercitato una certa influenza sul mondo del fumetto e dell'animazione giapponesi[7], contribuendo in maniera determinante allo sviluppo e alla diffusione di una serie di canoni moe ripresi e reinterpretati da personaggi seguenti[8].

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Per il nome di Rei Hideaki Anno si ispirò a quello di Rei Hino, personaggio femminile di Pretty Guardian Sailor Moon. Durante la realizzazione di Neon Genesis Evangelion infatti tentò di attirare nel personale Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonima serie animata e suo amico di lunga data[9]. Il regista, inoltre, cercò di giocare sui diversi significati del kanji Rei (?), traducibile in "zero", "nullità". Secondo lo scrittore Patrick Drazen il nome può essere collegato all'Evangelion a lei assegnato, l'Unità 00[10]. Rei (?) è anche la pronuncia del carattere che significa "rituale", "etichetta"[11]. Il nome potrebbe essere stato influenzato dal personaggio di Zero, protagonista del romanzo Ai to gensō no fascism di Ryū Murakami[12]. Per il suo cognome invece il regista prese spunto da una nave della Marina imperiale giapponese, il cacciatorpediniere Ayanami (綾波? lett. "Onda a forma di spiga"), proprio come per altri personaggi della serie[13].

Rei sulla copertina del terzo DVD della versione italiana di Evangelion

Per l'aspetto Anno si rivolse a Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie; secondo il libro Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, scritto da Kazuhisa Fujie e Martin Foster, egli avrebbe chiesto al collega di rappresentarla come «una ragazza profondamente infelice» e «di scarsa presenza»[14]. Il regista diede all'artista un memoriandum sul personaggio nel quale c'era scritto soltanto di rappresentarla come una ragazza silenziosa, dando libertà artistica al character designer[15]. Nel disegnarla Sadamoto prese come modello un personaggio chiamato Ukina, presente in una sua precedente opera intitolata Kotō no oni, aggiungendole una capigliatura arruffata «da lupo». Egli trasse ispirazione da una canzone del gruppo giapponese Kinniku Shōjo Tai, Doko e demo ikeru kitte (何処へでも行ける切手? lett. "I francobolli possono andare ovunque"), il cui testo cita una «ragazza fasciata e pallida» (包帯で真っ白な少女 hōtai de masshiro na shōjo?)[16][17], che gli suggerì l'idea di presentarla ricoperta di bende[18]. Lo stesso gruppo produsse un brano chiamato Fumimi no kodomo (福耳の子供?), in cui è udibile un monologo femminile, e Sadamoto cercò di raffigurare una ragazza che avesse una voce simile[15]. Ulteriore fonte d'ispirazione fu il racconto La Principessa Smarrita di Paul Gallico; nel racconto viene descritto un quadro ritraente la protagonista, una bambina esile e pallida in una stanza vuota, e l'artista cercò di creare un personaggio che ricalcasse l'immagine di Gallico[15]. Anno richiese un personaggio femminile «cool e con i capelli corti», ragion per cui nelle prime fasi di progettazione disegnò Rei con gli occhi e i capelli scuri. Tale ipotesi fu poi accantonata e Sadamoto le modificò i colori di occhi e capelli per distinguerla dall'altra protagonista di Neon Genesis Evangelion, Asuka Sōryū Langley, così che i due personaggi avessero schemi cromatici opposti[19]. Sadamoto infatti pensò a Rei come allo «Yin opposto [ad Asuka]»[20]. Su richiesta del regista, inoltre, il colore dei suoi occhi fu cambiato e vennero tinti di rosso. Questa caratteristica le conferì maggiore personalità e la distinse rispetto agli altri personaggi della serie[16]. Anche il colore dei capelli cambiò e si scelse per l'azzurro, analogamente al protagonista del mai realizzato film Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?)[15]. Sadamoto le conferì inoltre delle calze nere, ispirandosi a una squadra femminile di pallamano che vide giocare quando frequentava le scuole medie[21]. Il colore delle calzature gli permise di differenziarla dai personaggi delle serie uscite nello stesso periodo e andare contro i dettami della moda[22].

Nel settei originale Rei avrebbe dovuto essere un personaggio più sensuale rispetto alla sua versione definitiva. Essendo concepita come clone genetico della madre del protagonista, Sadamoto, a differenza dello stile schietto ed esplicito di Anno, decise di conferirle un eros molto più «enigmatico» e blando[23]. Secondo Sadamoto e Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie, la ragazza fu concepita come una entità aliena, ma in un secondo momento si spinse per renderla almeno geneticamente umana; Rei, secondo loro, possiede i geni umani di Yui Ikari e i geni del primo angelo Adam. Tsurumaki inoltre ha associato la sua condizione di ibrido a quella di un Devilman, una specie di uomini per metà demoni presentati nell'omonimo manga di Gō Nagai[24]. Per delinearne la caratterizzazione il regista cercò di far confluire in lei un lato nascosto della sua psiche, pensandolo come a una rappresentazione del proprio inconscio personale; lui stesso dichiarò: «Rei è [il personaggio] più vicino alla mia psiche più profonda. [..] Ma è quello che capisco di meno. Non mi interessa molto, sinceramente. C'erano parti in cui cercavo di mettere da parte i miei pregiudizi e di far emergere la parte più primitiva, più importante, più pura che ho»[25]. Come per altri personaggi di Evangelion traspose degli aspetti della propria vita in lei, inclusa la scelta di non mangiare carne e mantenere una dieta vegetariana[26][27].

Nel quinto episodio, esplicitamente dedicato al personaggio, Rei pronuncia sette battute e cinquantadue parole, mentre nel sesto venticinque battute[28]. Per molto tempo infatti Anno dimenticò di esplorare la personalità di Rei, ignorandola o dandole uno spazio marginale. Verso il quattordicesimo episodio, quindi, cercò di dare più spazio ai pensieri e alle emozioni del personaggio inserendo un suo lungo monologo poetico, un flusso di coscienza con immagini e parole apparentemente scollegate fra di loro[29][30]. La sua idea era quella di rappresentare una Rei affetta da schizofrenia, ma quando provò a scrivere la sceneggiatura della puntata rimase paralizzato[31]. Un suo amico per cercare di aiutarlo gli prestò un volume di una collana chiamata Bessatsu Takarajima (別冊宝島? lett. "isola del tesoro") sulle malattie mentali, al cui interno era riportata una poesia scritta da un malato di mente; dopo aver letto la poesia la mente del regista si riempì d'immagini e riuscì a scrivere il monologo tutto d'un fiato[31]. Nel ventunesimo episodio invece il primo clone di Rei, ucciso da Naoko Akagi nella versione definitiva, dopo essere stato strangolato e aver momentaneamente perso coscienza, sarebbe sopravvissuto, ritrovandosi in una sala comandi della Nerv vuota senza la dottoressa Akagi[32]. Egli ebbe fin dall'inizio l'idea della morte di Rei, poi presentata nel ventitreesimo episodio[18]. Durante la produzione, inoltre, Kunihiko Ikuhara, infastidito dall'immagine idealizzata e il feticismo che gli appassionati avevano costruito attorno al personaggio, propose ad Anno di tradirli e mostrarla come una ragazza vera che si sposa e «rimane incinta nell'ultima puntata», ma egli rifiutò la proposta[33]. Nel finale originale voluto da Anno inoltre non era prevista la Rei gigante aggiunta nel film The End of Evangelion, che venne pensata in un secondo momento[34]. Per il regista comunque il personaggio aveva già fatto il proprio corso, conclusosi nella scena finale del sesto episodio:

(JA)

«実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ。『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。[...] 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない。最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。[...] 笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって»

(IT)

«Ad essere onesto non ho nulla da spartire con il personaggio di Rei. Durante la produzione di Evangelion mi resi conto di essermi completamente dimenticato di lei e della sua esistenza. Nel settimo episodio però mi ricordai di lei e aggiunsi una scena in cui appare Rei. [...] Nell'ottavo episodio invece non appare neanche in un fotogramma, vero? [...] Alla fine [della sesta puntata] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi". Shinji risponde: "Penso che dovresti sorridere". Rei sorride. In seguito, quando ci ho pensato un po' su, me ne sono pentito, perché lei e Shinji erano già riusciti a comunicare. [...] Quando sorrise, come personaggio aveva raggiunto il proprio termine.»

(Hideaki Anno[25])

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Rei sulla copertina del secondo DVD dell'edizione francese della serie

Il personaggio di Rei venne interpretato dalla doppiatrice giapponese Megumi Hayashibara sia nella serie animata originale[35], sia nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion e i lungometraggi del Rebuild of Evangelion[36][37]. Hayashibara partecipò anche ai provini per Asuka e Misato[38], ma dopo aver visto la sua performance in un OVA intitolato Chigatsu ni wa Christmas (一月にはChristmas?) Anno la sentì più adatta al personaggio di Rei[39]. Nel 1995 la doppiatrice si dichiarò sorpresa del proprio ruolo e del carattere laconico del personaggio, dicendo: «Dovrò sfidare qualcosa di nuovo»[40]. Secondo lei prima di Neon Genesis Evangelion non erano presenti molti personaggi taciturni con cui confrontarsi; in assenza di riferimenti cercò di caratterizzarla al meglio delle proprie possibilità[41]. Durante le sessioni fu istruita e guidata da Hideaki Anno, che le consigliò di leggere le proprie battute con il tono più piatto e anaffettivo possibile. Lei stessa dichiarò: «Quando il regista mi spiegò il personaggio mi disse: "Rei non è senza emozioni, ma non sa che cosa siano"»[41]. Al momento di doppiare il gioco mahjong Shinseiki Evangelion: Eva to Yukaina Nakamatachi (新世紀エヴァンゲリオンエヴァと愉快な仲間たち? lett. "Neon Genesis Evangelion: Evangelion e buoni amici"), inoltre, Hayashibara dichiarò di aver recentemente compreso la differenza fra «mancanza d'intonazione» e assenza di emozioni nelle parole. La doppiatrice collegò la mancanza d'intonazione come un segno di «fiducia di sé»; una persona insicura o in malafede, secondo lei, tenderebbe a dare enfasi alle parole, mentre Rei è completamente onesta e dice soltanto la verità[42].

La doppiatrice riprese il ruolo anche per il Rebuild. Durante le registrazioni per il terzo film della saga, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, lavorò su delle parti che non erano state animate del tutto, così dovette chiedere al regista che cosa stesse accadendo nelle scene. Hayashibara dovette fare diversi tentativi per le frasi brevi di Rei e trovare la giusta sfumatura desiderata dallo staff. Ella dovette doppiarla come fosse indifferente e fare attenzione nel convogliare i sentimenti di gioia del personaggio senza esagerare[43]. Con il ruolo di Rei la doppiatrice ottenne dei premi e dei riconoscimenti[44][45], assurgendo a icona della comunità di appassionati di animazione[46]. Il personaggio contribuì a migliorare la sua immagine pubblica e a farla diventare una idol popolare[47].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne affidato a Valentina Mari. Secondo Gualtiero Cannarsi, dialoghista e curatore dell'edizione Dynamic della serie, con Rei si presentarono delle difficoltà interpretative. In degli episodi, per esempio, si alternano diversi cloni della ragazza, ognuno con un'età e un carattere differente. Il monologo della quattordicesima puntata invece costò alla Mari cinquantadue incisioni[48]. Nel ridoppiaggio Netflix della serie e dei film Death & Rebirth e The End invece è interpretata da Lucrezia Marricchi. In lingua spagnola è doppiata da Joël Mulachs[49]. Nell'adattamento latinoamericano è doppiata da Circe Luna[50]; in un successivo doppiaggio il suo ruolo è stato affidato alla doppiatrice Gaby Ugarte[51]. In lingua tedesca è interpretata da Marie Biersted[52]. Anche nell'adattamento francese il suo ruolo è stato affidato a diverse doppiatrici; nella serie originale e nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance è doppiata da Stéphanie Lafforgue[53]; nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone è interpretata da Françoise Escobar[54]. In coreano è doppiata da Do Yeong Song, in portoghese da Priscilla Concépcion[51]. Nell'adattamento nordamericano il suo ruolo è stato affidato a Amanda Winn Lee in tutte le sue incarnazioni, eccezion fatta per Rebuild of Evangelion, in cui è doppiata da Brina Palencia[55]. Per l'uscita Netflix è stata doppiata da Ryan Barley in inglese[56], Élisabeth Ventura in francese[57], Laura Pastor in spagnolo[58] e Franziska Lather in tedesco[59].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rei sulla copertina del secondo filmbook della serie

Rei Ayanami nasce in una data mai precisata nella serie originale[60][61] presso la terza sede distaccata di un organo chiamato Laboratorio per l'evoluzione artificiale[62]. Il suo corpo, dai caratteristici tratti simili a quelli delle persone affette da albinismo, viene creato in assoluta segretezza in base a quello di Yui Ikari, ricercatrice che perde la vita in un esperimento di collaudo dell'Unità 01. Nel livello più profondo del quartier generale del Laboratorio vengono custoditi numerosi cloni della ragazza. Tutti i cloni, però, rimangono privi di anima. Quando un clone viene attivato, benché resti caratterialmente differente dagli altri, viene dotato dell'anima di un essere chiamato Lilith, secondo di una serie di nemici del genere umano chiamati angeli[63]. Nel 2010 Gendō Ikari porta un suo primo esemplare nella base del Gehirn, società responsabile dello sviluppo e della costruzione delle unità Evangelion, spacciandola come la figlia che un suo conoscente gli ha affidato[64]. La prima Rei viene uccisa dalla dottoressa Naoko Akagi[65], collega e amante segreta di Gendō. La sera della sua visita al Gehirn la piccola Rei si smarrisce nella sala comandi del laboratorio e si rivolge alla dottoressa chiamandola «vecchia», quasi per provocarla. La bambina, in un secondo momento, confessa che in realtà è stato Gendō a chiamarla così. Nel viso della bambina Naoko riconosce i tratti di Yui, sua rivale in amore, e in un impeto di violenza sfoga la sua rabbia sulla bambina, strangolandola e uccidendola, per poi suicidarsi[66].

In seguito al decesso del primo corpo viene attivato un secondo clone, che nel 2014 si trasferisce presso la prima scuola media comunale di Neo Tokyo-3[67]. Rei II viene scelta da un organo chiamato Istituto Marduk come First Children, cioè pilota dell'Unità 00 presso l'organizzazione paramilitare Nerv[68]. La giovane, inizialmente sottomessa al volere di Gendō[69], con il progredire degli eventi e delle battaglie riesce a stringere amicizia con il suo collega Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01, tramite il quale inizia ad acquisire maggiore consapevolezza di sé[70]. Nel combattimento contro l'angelo Armisael, che attacca Shinji e la sua unità, Rei decide di farsi esplodere con il proprio Evangelion per salvare il ragazzo, distruggendo il nemico. Dopo il suo sacrificio la seconda Rei viene sostituita da un terzo e ultimo clone. Tutti gli altri corpi, custoditi in una vasca situata nel Terminal Dogma della Nerv, vengono distrutti dalla dottoressa Ritsuko Akagi[71][72]. L'ultima Rei nel film The End of Evangelion decide di ribellarsi a Gendō[73], unendosi contro la sua volontà a Lilith e lasciando decidere al compagno il corso del Third Impact, durante il quale l'intero genere umano si unisce in un unico essere. Shinji rifiuta il Perfezionamento, e il corpo di Rei, diventato gigante, si disgrega[74].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

(JA)

«感情を知らない彼女は、 本音も建前もありません。 だから、 一見美しく神秘なのですが、 本当の彼女の魅力は、 彼女の気付かないところで生まれた本心( 涙) だと私は思います。[...] 彼女の冷たい「言葉」 に暖かい「 思い」 を見つけた時、 私は彼女とシンクロしたのです。»

(IT)

«[Rei] non tradisce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che sente; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in realtà ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, sono finalmente riuscita a sincronizzarmi con Rei.»

(Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei[75])
«Rei-chan è molto popolare... Penso sia una persona molto tranquilla, di poche parole e che non si lamenta. Credo che ragazze come lei siano molto apprezzate, qui in Giappone. [...] Per quanto riguarda Rei-chan, l'hanno creata soltanto per salire a bordo di un Eva. In altre parole, lei è un clone di un essere umano. [...] È stata creata allo scopo di pilotare quell'Evangelion e non sono per niente sicuro che ne sia felice.»

Rei Ayanami è una ragazza taciturna[77], inespressiva e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il proprio prossimo ed esegue meccanicamente gli ordini che riceve[5][78]. È introversa[79], socialmente distaccata, malinconica e laconica[8]. Non mostra emozioni, parla con un tono distaccato e assume un'espressione indifferente. Un opuscolo ufficiale del film Death and Rebirth la descrive come «una ragazza che non sogna», «una maschera » inespressiva e triste[80], e il libro Schizo Evangelion come «una mente priva di sogni, completamente separata dall'inconscio collettivo di Jung»[81]. Nel corso degli eventi di Evangelion si impegna in azioni pericolose che le potrebbero costare la vita, palesando una tendenza al nichilismo[82]. Nel sesto episodio Shinji le chiede quale sia il motivo che la spinge a pilotare l'Evangelion 00, domanda a cui Rei risponde dicendo di trovare nell'Eva il suo unico «legame» con le altre persone, dimostrando di impegnarsi nella lotta contro gli angeli come se tale fosse la propria unica ragion d'essere[83][84]. Secondo il character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, Rei è capace di provare emozioni e sentimenti, soffrendo però di difficoltà espressive e comunicative[85]. Al di là del suo atteggiamento apparentemente freddo, infatti, la ragazza vive numerosi conflitti interiori, sentimenti di alienazione e di angoscia esistenziale, nonché un profondo senso di solitudine[83][86]. Secondo Sadamoto, inoltre, Rei è come un'ombra, o «come l'aria»: «È quel tipo di ragazza che non si può afferrare»[16]. Hayashibara l'ha descritta come un personaggio «etereo» con emozioni «simili a onde»[43].

Nel dodicesimo episodio Rei afferma di non aver bisogno di lasciare disposizioni testamentarie e rivela di provare «ripugnanza» per la carne[87]. Alcune sue frasi, inoltre, lasciano supporre che non abbia ciclo mestruale[88]. Secondo Gualtiero Cannarsi, dialoghista del primo adattamento italiano della serie, sembra che la ragazza sia «del tutto ignara delle più elementari regole di vita». Il suo atteggiamento è riflesso dal suo appartamento personale, trascurato, spoglio, sporco e abbandonato a sé stesso. Ciò riporta a un'affermazione proferita dalla dottoressa Ritsuko Akagi nella quinta puntata della serie, secondo la quale Rei non sarebbe molto portata per vivere, proprio come il comandante Ikari[89]. Sul pavimento del suo appartamento sono disseminati, fra le altre cose, testi scientifici sulle interazioni biologiche e la genetica scritti in caratteri latini[90]. In un monologo interiore presente nella penultima puntata della serie la giovane conversa con gli altri cloni per cercare la propria vera identità durante il Progetto per il perfezionamento dell'uomo[91], portando avanti delle riflessioni metafisiche e psicoanalitiche. La ragazza in un primo momento si rimprovera di avere «un corpo e un'anima fasulli»; in un secondo momento la voce della sua coscienza la accusa di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». Rei risponde freddamente, dicendo: «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[92]. In un'occasione una bambina chiese a Hideaki Anno che cosa piacesse a Rei, ed egli rispose dicendo di non averci mai pensato[93]. La ragazza, secondo il regista, essendo consapevole di essere rimpiazzabile in caso di morte, sarebbe portata a non apprezzare la propria vita, a farsi del male e a isolarsi: «La sua presenza, la sua esistenza, apparente esistenza, è effimera. È una ragazza molto triste. Ha solamente il minimo indispensabile di ciò di cui ha bisogno. [..] Danneggia sé stessa e non ha bisogno di amici»[94].

Sadamoto ha descritto lei e Asuka come «personaggi molto forti, ognuna a modo proprio»[95]. Secondo Amanda Winn-Lee, doppiatrice nordamericana del personaggio, nonostante l'apparenza fredda e distaccata in Rei è presente una «piccola scintilla di umanità», offuscata dalla «sua negativa percezione di sé»[96]: «Sa di essere rimpiazzabile, ma resta comunque un essere umano»[97]. Nel quinto episodio della serie Shinji vede dallo schermo del suo Eva-01 Rei saltare di gioia e sorridere come innamorata verso il padre, Gendō Ikari, con cui è più intima e legata; la visione, secondo gli autori, è però distorta dal suo punto di vista[98]. Dopo l'avvenimento il ragazzo cerca di entrare in contatto con la collega, la quale non riesce a capire il senso dei suoi gesti e gli riserva un atteggiamento freddo; i due piloti, pur riuscendo a conversare materialmente fra di loro e ad avere dei dialoghi di circostanza, non riescono a comunicare a livello emotivo e comprendere i sentimenti dell'altro[99]. Nella sequenza finale del sesto episodio, dopo essere sopravvissuta alla battaglia contro l'angelo Ramiel, la giovane vede Shinji piangere di fronte a lei e sostiene di non sapere che cosa fare in momenti come quello. Shinji le risponde consigliandole di sorridere; la ragazza, per un attimo, sovrappone il volto del pilota con quello di suo padre Gendō[100], trovandoli simili. Sul viso di Rei, qualche istante dopo, si accenna per la prima volta un sorriso per il ragazzo, e viene lasciato alla sensibilità dello spettatore stabilire se sia riuscita o meno a comprendere i sentimenti di Shinji[8][101]. Con il procedere degli eventi e degli scontri tra i due giovani si instaura un senso di comprensione reciproca, paragonato al rapporto tra una madre e il suo figlio piccolo[102]. Le azioni di Shinji hanno un impatto per la sua psicologia e i suoi gesti riescono a far cambiare la ragazza[103], la quale dimostra preoccupazione e gratitudine nei suoi riguardi[80].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del ventesimo volume del manga, raffigurante la piccola Rei nella terza sezione distaccata del Laboratorio per l'evoluzione artificiale

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo parallelo con una storia differente rispetto a tutte le puntate precedenti; nella realtà alternativa Rei viene presentata nelle vesti di una ragazza appena trasferitasi nella classe di Asuka e Shinji[104], con una personalità diversa rispetto alla serie originale[105], allegra, svagata, irascibile ed estroversa[92]. Una Rei estroversa è presente in degli spin-off di Evangelion, come Evangelion Iron Maiden, ambientato nella realtà alternativa dell'ultimo episodio[106][107]. Nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale, vengono presentate tre sorelle Ayanami: la maggiore, chiamata semplicemente Ayanami, diligente e introversa[108]; la seconda, Spokon (スポ根?), sportiva ed estroversa[109]; e la minore, Chibinami (チビ波?), di quattro anni di età e con la passione per i peluche[110]. Anche nella light novel Evangelion Anima di Ikuto Yamashita compaiono diverse Rei; Rei Troi, pilota di un Eva chiamato Evangelion Unit-02 Type II Allegorica[111], Rei Quatre e Rei Cinq, di diciassette anni, e la piccola Rei Six, di sette anni, piloti delle unità Evangelion-0.0[112].

Nell'adattamento cartaceo, scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto, vengono presentate ulteriori differenze nella caratterizzazione del personaggio. Nel manga Rei appare più empatica e aperta al contatto umano della sua controparte animata. Nel fumetto il personaggio ha più spazio rispetto a quello di Asuka, che nell'anime, sotto influenza di Anno, ha invece un ruolo preponderante. Rispetto alla serie classica, Sadamoto, stando alle sue stesse parole, ha cercato di calcare la mano sul suo rapporto con Shinji, insistendo sulla simbologia del tocco delle mani e sul tema della maternità, ispirandosi a The Drifting Classroom di Kazuo Umezu[113][114]. La ragazza agli inizi degli eventi si considera vuota, creata al solo scopo di pilotare l'Evangelion sotto gli ordini di Ikari; il tocco di Shinji riesce a cambiare la sua attitudine. In una scena del quinto volume del manga, ad esempio, Shinji a casa di Rei prepara con lei del tè; la ragazza si scotta, e le mani dei due giovani per un momento si toccano. Ayanami, sfruttando l'occasione, invita il compagno a parlare a suo padre e aprirsi con lui; in un altro capitolo la ragazza, ripensando a quel momento, si domanda se le loro mani un giorno potranno sfiorarsi di nuovo[115]. Durante lo scontro con l'angelo Armisael la giovane riesce a prendere coscienza dei propri sentimenti di tristezza e di affetto nei confronti di Shinji[116], verso il quale dimostra di provare un certo interesse romantico[117]. Lo stesso Sadamoto ha descritto i sentimenti di Shinji e di Rei come quelli di un amore reciproco[114].

Anche nei lungometraggi del Rebuild of Evangelion l'umanità e il calore del personaggio sono più evidenti rispetto alla serie animata originale[118]. Il primo film, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, ripercorre i primi sei episodi di Evangelion, chiudendosi nella scena del sorriso dopo la battaglia di Ramiel; Rei, nel corso del lungometraggio, legge spesso Il principe felice e altri racconti di Oscar Wilde, disegnato in fase di produzione da Moyoco Anno, moglie del regista[119]. Durante Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo film del Rebuild, la ragazza inizia a sentirsi frustrata della sua vita senza passioni, cercando dunque di essere più attiva e di aprirsi di più con le altre persone[120][121]. Commossa dalla gentilezza che Shinji dimostra nei suoi confronti, Rei tenta di sciogliere il ghiaccio tra il compagno e suo padre Gendō organizzando una cena per entrambi, ma per una serie di circostanze avverse il suo tentativo fallisce; in origine Anno pensò di usare un'idea simile per il quarto episodio dell'anime originale, ma la proposta venne accantonata durante la realizzazione della serie[122]. Durante la battaglia contro il decimo angelo la ragazza viene assorbita assieme all'Eva-00 dal nemico; Shinji con il suo Eva-01 cerca di salvarla e la abbraccia a fine film[123]. Nel corso del film viene suggerito che Gendō e Fuyutsuki pianifichino di far avvicinare Shinji e Rei; per l'assistente alla regia Tsurumaki, interrogato in proposito, Anno «non ha pensato molto a fondo» sulla cosa, mentre per la scena finale probabilmente c'era l'idea di «mettere insieme» i due ragazzi da parte del regista[124]. Nella pellicola seguente, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, la Rei presente in Evangelion 2.0 viene sostituita da un altro clone, che dimostra di non ricordare nulla della sua vita precedente e di riservare un atteggiamento freddo e distaccato nei confronti delle altre persone, di Shinji in particolare.

Riferimenti culturali e interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

«L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco.»

(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11)

Per Hiroki Azuma, critico culturale e studioso della cultura degli appassionati ossessivi di animazione, detti otaku, Rei Ayanami presenterebbe un «nuovo tipo di solitudine» all'interno del panorama otaku. Prima di lei i personaggi erano divisi fra kogal, cioè ragazze socievoli, con abiti e cosmetici costosi, gadget tecnologici e spesso impegnate in attività di prostituzione, e otaku, cioè isolati, fuori dalla realtà, con stanze piene di software e riviste. Secondo Azuma Rei trascenderebbe le due cartegorie; egli ha paragonato la sua stanza, simile a un ospedale o a quella di un profugo, ai Satyam, i laboratori scientifici della setta giapponese Aum Shinrikyō, che prima della messa in onda di Eva compì un attentato alla metropolitana di Tokyo usando del gas sarin[125]. Ōizumi Mitsunari, inoltre, in una lunga intervista con Anno ha accostato la figura di Rei alle ragazze aggregate ad Aum Shinrikyō, in quanto «completamente dipendenti dal loro guru», Shōkō Asahara[25]. Il libro Schizo Evangelion, da lui curato, la descrive come «un sacrificio offerto ai mammoni e ai sadici giapponesi» e in una serie di dicotomie, come oppio ed euforia, Satana e Dio, «l'infinito potere dell'Eros» e «l'accecante potere del Thanatos», «il sarin preparato da Gendō Ikari per il suo progetto di sterminio dell'umanità», «il buco della serratura del vaso di Pandora» e una Grande Madre cattiva che cerca di inglobare il proprio figlio[81]. Hideaki Anno si è espresso su di lei e ha collegato il successo del personaggio alla situazione culturale del Giappone dopo la sconfitta subita nella seconda guerra mondiale; secondo lui «da quel momento l'educazione che abbiamo ricevuto non è una educazione capace di creare adulti»[94]. Lo stesso Anno ha notato come dopo il sesto episodio ci sia un passo indietro nella sua comunicazione interpersonale, paragonando tale sviluppo a Hideki Gō, un personaggio della serie Kaettekita Ultraman; Gō sembra avvicinarsi di più alle altre persone e ai suoi colleghi del Monster Attack Team, per poi estraniarsi di nuovo. Stando alle sue parole a un certo punto emergerebbe la sua «sfiducia», o il suo «timore di comunicare con le altre persone»[25]. Per il critico giapponese Manabu Tsuribe inoltre il suo sorriso nel sesto episodio rappresenterebbe il punto in cui Evangelion raggiunge il proprio culmine, e «come storia della crescita e dell'indipendenza di un ragazzo termina qui, ed anche Evangelion come storia termina qui»[126].

La figura di Rei è stata variamente accostata ad Amaterasu (a sinistra), divinità shintoista che rinasce continuamente, e a Maria, madre di Gesù

Secondo Tamaki Saitō, critico e psicologo giapponese, Rei sarebbe il punto finale dell'agalmatofilia giapponese iniziata con Nanako SOS[127]. Kenneth Lee di Anime News Network ha paragonato il percorso di Rei, in cui la ragazza cerca gradualmente di diventare umana, a quello di Pinocchio o di Key, personaggio di Key the Metal Idol, una serie OAV uscita nel 1994[128]. Il critico Krystian Woznicki invece l'ha paragonata al Pinocchio del film 964 Pinocchio, considerandola però più «realistica»[12]. Altri critici invece hanno imputato il suo atteggiamento inespressivo e tacituro all'alessitimia o a un disturbo schizoide di personalità[129][130]. Anche Alessia Peca del sito N3rd Core ha analizzato Ayanami e l'ha accostata a un altro personaggio femminile introverso e chiuso di un anime degli anni novanta, Hotaru Tomoe di Pretty Guardian Sailor Moon[131]. Lo scrittore Claudio Cordella ha associato la sua personalità a quella dei personaggi femminili del pittore Edward Burne-Jones, e il suo sguardo agli «occhi fissi e spenti» dell'Olympia dei Racconti di Hoffmann[132]. L'architetto Kaichiro Morikawa invece ha accostato il volto della prima Rei, solitamente presentato in maniera distorta e deforme, alle installazioni di Tony Oursler, mentre la sua stanza da letto a suo dire ricorderebbe le fotografie di Gottfried Helnwein[133]. In una intervista con alcuni membri del personale della serie il fumettista Kentaro Takekuma ha inoltre paragonato l'immagine di Rei ricoperta di bende alle foto di Romain Slocombe, collegata poi da Sadamoto alle opere di Sensha Yoshida[134].

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, collegati dalla critica a delle divinità del pantheon shintoista, Rei è stata accostata dai critici alla dea del Sole, Amaterasu, che rinasce a ogni nuova alba[135]. I suoi compagni, Shinji e Asuka, sono stati invece accostati a Susanoo e Ama-no-Uzume; Shinji, come Susanoo, agisce in maniera goffa e non viene accettato dalla società, mentre Asuka, come Uzume, è sensuale e ostenta il proprio corpo[136]. Secondo lo scrittore Fabio Bartoli invece i suoi tre cloni potrebbero essere ricondotti ai tre stadi evolutivi dell'anima umana postulati dalla cabala ebraica: Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico) e Neshamah (lo spirito, frutto della connessione fra uomo e Dio)[137]. La sua immagine inoltre in molte occasioni è affiancata a quella della Luna, un astro archetipicamente associato alla maternità, al pallore, alla passività e alla femminilità; secondo l'ingegnere giapponese Yumiko Yano ciò conferirebbe a Rei Ayanami un'aura ieratica e irraggiungibile, paragonabile a quella di Maria Vergine[138]. Yano ha associato la sua figura alle donne fragili e caste dell'arte fin de siècle, particolarmente popolari fra le opere dei simbolisti[139].

Negli intenti originali di Hideaki Anno il personaggio di Rei avrebbe dovuto rappresentare uno «Shinji incosciente»[140], riflettendo il ruolo della figura materna nel complesso edipico di Sigmund Freud. Ella è infatti un clone di Yui Ikari e rimane vicina a suo marito, Gendō, che in un primo momento ammira obbedendogli ciecamente, per poi avvicinarsi a suo figlio Shinji, di cui diventa un interesse affettivo e romantico[8]. Lo stesso regista ha dichiarato che: «Volevo che tutti questi collegamenti creassero una specie di complesso di Edipo su più livelli»[141]. Per Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia di Eva, il ragazzo prova un desiderio sessuale e incestuoso nei suoi riguardi, mentre Kentaro Takekuma l'ha descritta come una «eterna vergine»[142]. Secondo Yōji Enokido, membro del personale della serie, la maternità di Rei darebbe ai ragazzi la sensazione «di essere per metà ancora nel grembo materno»[143]. Per la scrittrice Frenchy Lunning, inoltre, il personaggio rappresenterebbe l'anima di Shinji[144]. Lo stesso Shinji in una delle prime scene di Evangelion vede per qualche secondo su un viale uno spettro di Rei in una città deserta situata nei pressi di Neo Tokyo-3. La Rei visibile nella sequenza non è quella reale; l'apparizione si collega allo scenario della pellicola The End of Evangelion, uscito nel 1997 come conclusione della serie classica. Nel corso del lungometraggio tutte le forme di vita si riuniscono in un unico essere durante il Perfezionamento; gli esseri umani poco prima di morire vedono apparire degli spettri di Rei, che li guidano nel processo come degli "angeli della redenzione"[145]. Secondo Yūichirō Oguro, curatore di alcuni contenuti delle edizioni home video di Evangelion, la Rei che il ragazzo vede sul viale è «un essere superiore che osserva dall'alto gli esseri umani», e la scena simboleggerebbe che «Shinji viene protetto da sua madre fin dall'inizio della serie»[146][147].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Quando Rei Ayanami apparve per la prima volta l'autostima del popolo giapponese era ai minimi storici, visto che era appena scoppiata la bolla economica. L'empatia verso Ayanami, una ragazza piena di ferite, che sale su un umanoide artificiale e combatte contro i suoi nemici senza fiatare, è radicata in quella epoca particolare. Le figure infatti sono degli idoli moderni che incarnano delle fedi inconsce. Anche se l'economia del paese si è ripresa dalla crisi, forse c'è ancora un vuoto nell'animo dei giapponesi.
Nihon Keizai Shimbun[148]

Rei Ayanami acquisì popolarità tra gli appassionati di animazione sin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion. Già nel 1995 diventò la protagonista di fan fiction, fan art e dōjinshi[149]. La notorietà del personaggio si rifletté nei sondaggi di popolarità, venendo periodicamente eletta fra i personaggi più popolari della serie[150][151] e dell'animazione giapponese in generale in diverse categorie [152][153]. Dopo la conclusione della serie venne eletta miglior personaggio femminile del momento negli Anime Grand Prix del 1996 e del 1997, due grandi sondaggi annuali condotti dalla rivista giapponese Animage[44][45]. Nel 1998, anno di uscita del film Revival of Evangelion, riuscì a posizionarsi quinta nella stessa tipologia di sondaggio e a restare il personaggio femminile più popolare della serie[154]. Rei comparve inoltre per diversi anni nei sondaggi mensili della rivista, rimanendo fra i primi dieci per tutto il 1997[155][156][157][158] e in molti del 1998[159][160], nonché fra i primi venti in diverse indagini del 1999[161][162][163]. Nel 2002 l'emittente TV Asahi la inserì al 36º posto tra i cento personaggi più amati della storia dell'animazione giapponese[164]. La stessa TV Asahi pubblicò una classifica sulle cento scene più significative della storia dell'animazione; la scena in cui "Rei Ayanami sorride a Shinji per la prima volta", presente nel sesto episodio di Evangelion, riuscì a raggiungere la 14ª posizione, e quella del "suicidio di Rei" della ventitreesima puntata la 53ª[165]. Il sorriso di Rei riapparve in un'altra classifica dell'emittente, conquistando il 45º posto[166]; analogo risultato si registrò in un'indagine del 2003, in cui "il primo incontro tra Shinji Ikari e Rei Ayanami" riuscì a raggiungere il 16º posto[167]. Anche il "suicidio di Rei" riconquistò una posizione fra le varie classifiche di TV Asahi, in occasione di un sondaggio sulle "scene più toccanti dell'animazione giapponese" in cui conquistò il nono posto[168].

Un cosplay di Rei al Fancy Frontier di Taipei, in Taiwan

Nel 2007 il sito Ranking Japan chiese ai propri utenti quale personaggio animato vorrebbero come amico nella vita reale, occasione in cui Rei emerse nona[169]. Anche Newtype ebbe modo di sottolineare la popolarità del personaggio, che apparve periodicamente nei sondaggi di popolarità della rivista, anche a distanza di anni dall'esordio di Eva[170][171][172]. Nel luglio del 2005 emerse al decimo posto[173], e la stessa rivista scrisse che: «Il suo fascino e i suoi misteri continuano a brillare e ad accattivare gli appassionati ancora adesso, a distanza di dieci anni dalla messa in onda»[174]. Nell'agosto e nel settembre 2009, dopo l'uscita del secondo capitolo del Rebuild, emerse al quarto e al secondo posto fra i personaggi più apprezzati dai lettori del periodico[175][176]. Nel mese di ottobre di quell'anno riuscì a conquistare il terzo posto e a diventare il personaggio femminile più popolare della serie[177]. L'anno seguente, a marzo 2010, Newtype la nominò personaggio femminile più popolare degli anni novanta[178]. Nel febbraio 2015, anno del ventesimo anniversario della serie, conquistò il primo posto fra i personaggi femminili favoriti dagli appassionati, battendo tutte le eroine degli anime della stagione, mentre nel 2018 la Rei del Rebuild venne inclusa fra i migliori trenta personaggi del decennio precedente[179][180].

La critica è stata generalmente positiva sul personaggio. Secondo il critico letterario Hiroki Azuma Rei Ayanami «ha dimostrato di essere un personaggio di grande impatto». Azuma ha inoltre elogiato l'interpretazione della doppiatrice originale, Megumi Hayashibara, e il realismo della sua drammatica condizione. Secondo lui: «La solitudine di Rei [...] ci offre immagini estremamente realistiche dell'incomunicabilità che affrontano i bambini di oggi»[125]. Il sito Anime Planet, pur apprezzando delle rivelazioni sulla natura della ragazza e considerandola «il personaggio di gran lunga più interessante [di Evangelion]», ne ha criticato la mancanza di chiarezza e l'enigmaticità[181]. Parere analogo è stato espresso dal sito Anime Critics, secondo il quale: «[Rei] non ha alcuna personalità e rimane un enigma per la maggior parte della serie. Parte dell'intrigo dell'anime è scoprire quali segreti nasconda»[182]. Raphael See di T.H.E.M. Anime Reviews, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», ha dichiarato di non comprendere le ragioni della sua popolarità[183]. Anthony Gramuglia di Comic Book Resources ne ha lodato il character design, criticandone però la mancanza di sviluppo, soprattutto nel finale cinematografico del 1997[184]; in un altro articolo Gramuglia ha descritto la Rei gigante presentata nel film come «scioccante», un «orrore Lovecraftiano che prende vita»[185]. Per Kenneth Lee di Anime News Network, inoltre, la premessa di un personaggio vuoto che guadagna un'anima «potrebbe avere una serie a sé», ma il suo sviluppo viene sprecato dagli ultimi episodi della serie[128]. Il suo collega Carlo Santos, recensendo il primo film del Rebuild, ha notato che la personalità di Rei e quella degli altri personaggi rimane uguale, aggiungendo: «Quelli che hanno odiato il primo Evangelion per i suoi personaggi disfunzionali non troveranno niente di buono in questa versione»[186].

Newtype ha elogiato il quinto e il sesto episodio della serie, entrambi dedicati al personaggio di Rei, lodando gli «eccellenti» disegni della scena in cui sorride al comandante Ikari nel quinto e il momento in cui saluta Shinji prima della battaglia contro Ramiel, descrivendolo come «una scena impressionante»[187]. La rivista Animedia ha inserito la scena finale del sesto episodio, in cui sorride a Shinji per la prima volta, fra le migliori scene d'animazione del mese di febbraio 1996[188]. Anche Justin Wu di The Artifice ha espresso parole di elogio per la sequenza, descrivendola come un momento «potente» e «iconico»[8]. Per WatchMojo la scena del suo sorriso a Shinji è «toccante»; Rei rappresenterebbe «un innegabile barlume di luce» fra i toni cupi della serie, e «la sua relazione con Shinji dimostra quanto fascino celi dietro il suo guscio freddo»[189][190]. Tasha Robinson Scice-Fiction Weekly ha dichiarato di essere rimasto soddisfatto della conclusione data al personaggio[191]. Il sito Screen Rant[192][193] e alcuni editor di Comic Book Resources[194] ne hanno lodato lo sviluppo e le varie rivelazioni sulla sua vera identità, posizionandola fra i migliori personaggi della serie. Luke Penn di CBR, in particolare, ha espresso apprezzamento per le differenze introdotte nel manga di Sadamoto e il maggior spazio dedicatole[195]. Secondo il sito giapponese Oricon, inoltre, il personaggio di Rei è diventato l'emblema stesso di Evangelion[196]. Della stessa linea di pensiero si è dimostrato il periodico Nihon Keizai Shimbun, che l'ha descritta come una «dea moderna» e un'icona dell'animazione giapponese; secondo la testata, inoltre, in Giappone ci sarebbero circa un milione di fan dediti al personaggio, che a distanza di più di dieci anni della messa in onda continua a vendere figure a ritmo costante, dominando Akihabara, quartiere commerciale e otaku di Tokyo[148]. Thomas Zoth, editor del sito web Mania.com, l'ha inserita fra le dieci eroine più iconiche dell'animazione nipponica[197]. Chris Mackenzie del sito IGN lo ha enumerato fra i migliori venticinque personaggi dell'animazione giapponese. Mackenzie nella stessa classifica ha sottolineato l'«originalità» del personaggio, a suo parere diverso dalle eroine a lei simili create dopo Evangelion; secondo lui: «La differenza tra Rei e tutte quelle pseudo-Rei è che, nel suo caso, ci potrebbe essere qualcosa dietro la sua facciata. [Rei] è un mistero che non possiamo risolvere»[198].

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Quando si parlava di "personaggi misteriosi", nell'era pre-Evangelion, ci si riferiva di solito a una persona con un passato complicato, spesso tragico, che sarebbe stato lentamente scoperto con il proseguire degli eventi. La misteriosità di Rei, invece, sta nel fatto che lei non ha un passato. [...] Il merchandise, prima di Evangelion, non era considerato una fonte di guadagno per i produttori di anime. Dopo l'uscita di Evangelion, però, le cose cambiarono. Rei ha esteso il mercato, e la Gainax ci ha lucrato su. [...] Evangelion è una serie che strizza molto l'occhio alle dōjinshi, perché molte cose non vengono spiegate, permettendo agli appassionati di immaginarsi scenari per riempire gli spazi lasciati aperti. La misteriosità di Rei, in questo senso, ha aiutato molto, consentendo ai fan di scrivere molti scenari "what-if", soprattutto sulle sue relazioni con gli altri personaggi della serie. [...] Rei, inoltre, è un personaggio molto usato nelle dōjinshi hentai.
Justin Wu (The Artifice)[8]

Rei Ayanami ha avuto una certa influenza sul mondo dell'animazione giapponese e su personaggi immaginari seguenti[199]. In seguito alla fama acquisita da Evangelion vennero ideati altri personaggi con i suoi tratti estetici e caratteriali[197][198]. Il personaggio diventò un oggetto di venerazione da parte del pubblico otaku, e negli ultimi anni novanta vennero creati decine di personaggi femminili a lei simili, i quali a loro volta conobbero popolarità nel mercato dei fumetti, degli anime e delle fanzine. I critici e gli studiosi d'animazione hanno ricondotto al successo di Rei l'origine del fenomeno moe, con cui vennero creati personaggi secondo precise caratteristiche stereotipate facilmente riconoscibili e consumabili dal pubblico otaku[197]. Questo fenomeno, secondo Hiroki Azuma, critico culturale e studioso della cultura otaku, non sarebbe da ricondurre unicamente alla diretta influenza di Evangelion o di Rei; a influenzare i produttori, per Azuma, non fu tanto il personaggio in sé, ma il cambiamento dei canoni moe della subcultura otaku[200]. Anche i produttori che non si ispirarono a Neon Genesis Evangelion incominciarono a creare dei personaggi accostabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe da lei mutuati, come capelli blu, pelle pallida, personalità mite[200], passività e apatia[198]. Per Azuma, inoltre, il ventiseiesimo episodio, in cui si vede una realtà alternativa con Rei che corre con una fetta di pane fra i denti, costituisce un punto di svolta all'interno della cultura otaku; la scena secondo lui rappresenterebbe il punto in cui termina l'era delle grandi storie e incomincerebbe quella dei personaggi moe[201].

Tsukishima Ruriko della visual novel Shizuku e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico secondo Azuma vennero create prendendola come fonte di ispirazione[202][203]. La critica ha notato delle affinità con Rei in altri personaggi, come Miharu di Gasaraki[204][205], Vanilla H di Galaxy Angel[206], Neya di Mugen no Ryvius[207], Maya di Geobreeders[208], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[209], Chise di Lei, l'arma finale[210], Riza Hawkeye di Fullmetal Alchemist, Dorothy R. Wayneright di The Big O[211], Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire[127] e le protagoniste femminili di Gunslinger Girl[11]. Lain Iwakura di Serial Experiments Lain è stata accostata al personaggio[212][213]; Chiaki J. Konaka, principale sceneggiatore di Lain, ha dichiarato di non essere stato influenzato da Evangelion, e, pur apprezzandone le caratteristiche, di non vedere somiglianze fra le due eroine[214]. Nobuhiro Watsuki, autore di Kenshin - Samurai vagabondo, ha invece paragonato il personaggio di Tomoe Yukishiro, da lui creato, a quello di Rei; in un primo momento Tomoe assunse le sue caratteristiche, per poi diventare un personaggio diverso[215]. Anche Eureka di Eureka Seven è stata paragonata a Rei Ayanami[216], causando così l'insoddisfazione di Dai Satō, sceneggiatore della serie[217].

Secondo Kaichiro Morikawa, architetto e accademico giapponese, prima di Evangelion e di Rei Ayanami c'erano pochi personaggi principali con difetti fisici, come Char Aznable di Mobile Suit Gundam, che ha una cicatrice sulla fronte, e la principessa Kushana di Nausicaä della Valle del vento[218]. Dopo il successo della serie le bende acquisirono grande popolarità, diventando il marchio di fabbrica del personaggio e quello dei cosplay. Justin Wu di The Artifice ha visto in Rei un prototipo dei personaggi "mukuchi" (無口? lett. "senza bocca", "senza parole"), termine usato dagli appassionati di animazione per indicare personaggi reticenti e apatici, solitamente solitari e poco socievoli. Questo elemento moe, che conobbe popolarità in seguito al successo di Rei, è stato rintracciato da Wu in altri personaggi femminili apparsi dopo, come Kirika Yūmura di Noir[219], Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[8][220]. Il personaggio, secondo De'Angelo Epps di Comic Book Resources, avrebbe inoltre contribuito a rendere popolare lo stereotipo dei kuudere, personaggi che nascondono i propri veri sentimenti dietro una facciata malinconica e fredda[221]. Anche Yuzuriha Inori di Guilty Crown[222], Miyu di Mai-HiME[223] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui sono state paragonate a lei dai recensori e i critici d'animazione[224]. La sua influenza è rintracciabile anche in campo musicale. Hanno tratto ispirazione dal personaggio di Rei i Rey, il cui nome ne è un esplicito omaggio[225]. Il cantante Motoo Fujiwara, membro del gruppo giapponese Bump of Chicken, ha scritto il testo della canzone Arue (アルエ?) ispirandosi alla sua figura[226]. Nell'album Door dei Ging Nang Boyz è presente una canzone chiamata Ano ko wa Ayanami Rei ga suki (あの娘は綾波レイが好き? lett. "A quella ragazza piace Rei Ayanami"). Secondo il sito giapponese Animentalism la traccia Ray dei Luna Sea, contenuta nel singolo In Silence e composta da Sugizo, potrebbe essere un omaggio a Rei Ayanami[227]. Nel video musicale di We Appreciate Power Grimes e Hana Pestle indossano due tute ispirate a quelle di Rei e Asuka[228]. Rei è citata anche in Saekano: How to Raise a Boring Girlfriend[229] e la sua immagine compare su una maglia di un personaggio della serie L'atelier di Veronica[230]. Degli artisti ne hanno diffuso delle fan art, come Okama, Huke, Hiroya Oku[231] e Arina Tanemura[232]. Il suo Plugsuit, inoltre, secondo Vogue ha ispirato un capo d'abbigliamento per la linea primavera 2016 della Louis Vuitton, azienda francese specializzata in accessori e pelletteria[233].

Cosplay[modifica | modifica wikitesto]

Cosplayer di Rei Ayanami con la lancia di Longinus[234]
(JA)

«地味めが“ エヴァ" のキャラデザインコンセプトでしたが、 プラグスーツは派手で、 恥ずかしいボディベインティングって感じで、 とても巷で流行のコスプレ· マニアには見向きもされないと思ってました。 ところが、 コミケに、 ワンフェスに、 いたそうです。 なりきり少年少女達が...。 人ゴミ嫌いの私には、 縁のないコスプレワールドではありますが、 思わず“ 見たい" と心の中でさけんでしまいました。...青いかつらに白いプラグスーツ... " 見だい"。»

(IT)

«Per il design concept di Evangelion i personaggi avrebbero dovuto avere un aspetto "relativamente contenuto". Ma i Plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione l'idea [di indossarli]. Eppure c'erano al Comic Market. Sapete, io odio le folle, quindi di solito l'intero panorama dei cosplay è solamente una realtà distante. Ma questo... questo, dovevo vederlo. Ho visto ragazze con parrucche celesti che indossavano Plugsuit bianchi. Mmm. Dovevo vederlo.»

(Yoshiyuki Sadamoto[235])

Nel corso degli anni delle celebrità e personaggi dello spettacolo hanno impersonato Rei. Durante l'evento Anime Expo 2008 di Los Angeles la cantante giapponese Shōko Nakagawa indossò i panni di Rei durante un'esibizione[236][237]. Nel 2006 l'attrice Natsuki Katō si mostrò in un cosplay di Rei per promuovere il lancio di Evangelion Chronicle, rivista contenente illustrazioni e informazioni sulla serie[238]. In occasione di una manifestazione organizzata per celebrare l'uscita del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'idol Miu Nakamura indossò assieme ad altre cinque modelle il Plugsuit di Rei[239][240]. Nel 2008 l'idol Yuri Morishita indossò i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[241]. Nel 2012 Umika Kawashima, cantante del gruppo giapponese 9nine, posò in un cosplay di Rei durante un set fotografico[242][243]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show di quell'anno la modella inglese Jourdan Dunn sfoggiò un abito simile al Plugsuit del personaggio[244][245], fatto che causò le perplessità della Gainax, ignara della cosa[246][247]. Anche l'idol Rio Uchida[248], la cantante Kokoro Shinozaki[249] e il pattinatore Shōma Uno hanno indossato i panni del personaggio[250].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Un treno con l'immagine di Rei Ayanami mentre viaggia sulla linea Aonami, Nagoya

Rei, secondo Thomas Zoth di Mania.com, «si dimostrò un personaggio talmente popolare da generare un'esplosione di merchandising»[197]. La sua immagine fu sfruttata per produrre una vasta gamma di prodotti, tra cui giocattoli[251], magliette[252], action figure[253][254], statue a grandezza naturale[255][256], cosmetici[257], accessori[8] e riproduzioni dei suoi indumenti[258][259]. Anche le sue action figure riscossero successo[260][261]. Il design del personaggio, secondo lo scrittore Thomas LaMarre, fece scalpore e fece vendere «una quantità senza precedenti» di modelli, «stimolando grandi dibattiti sul suo personaggio nella stampa e nel mondo della critica»[260]. Secondo lo scrittore giapponese Kazuhisa Fujie, inoltre, nonostante l'iniziale insuccesso commerciale relativo ai modellini e ai giocattoli della serie, le action figure di Rei diventarono così popolari da superare le vendite delle unità Evangelion, creando così il primo e forse unico caso di un anime robotico in cui «le vendite delle riproduzioni dei personaggi umani superarono quelle dei robot»[262]. Anche i libri o le riviste che ritraevano la sua immagine in copertina incontrarono successo di vendite[65]. Ella apparve inoltre sulla copertina di un numero dell'edizione giapponese del periodico Rolling Stone[263]. Le vendite dei suoi articoli, secondo Fujie, portarono i mass media nipponici a chiamarla "la ragazza che manipola le vendite delle riviste", "la via più veloce per esaurire le scorte" o "la premium girl"[65].

Il 30 marzo 2001 la King Records lanciò un album a lei dedicato intitolato Evangelion: The Birthday of Rei Ayanami[264]. Lo stesso anno l'azienda Broccoli pubblicò un videogioco intitolato Shin seiki Evangelion - Ayanami ikusei keikaku (新世紀エヴァンゲリオン 綾波育成計画? lett. "Neon Genesis Evangelion - Il progetto di allevamento di Ayanami"), nel quale il giocatore assume il compito di accudirla[149]. Il personaggio è apparso ed è stato usato, oltre che nei videogiochi tratti dalla serie animata originale, in media non appartenenti al franchise di Evangelion, come nei videogiochi Monster Strike[265], Super Robot Wars[266], Tales of Zestiria[267], Puzzle & Dragons[268], Keri hime sweets, Summons Board[269][270], Puyopuyo!! Quest[271] e in un episodio dell'anime Shinkansen henkei robo Shinkalion[272]. Nel 2005 il mangaka Mine Yoshizaki progettò diverse action figure degli angeli in sembianze antropomorfe per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion; fra i vari modelli ideò una figure dell'angelo Lilith ispirata al character design di Rei[273]. Nel dicembre del 2009 sul sito web Yahoo! Japan vennero messe all'asta due chitarre Fender ispirate al personaggio di Rei, con un prezzo di partenza di 5 600 dollari ciascuna, vendute a 102 200 e 87 350 dollari[274][275]. Nel 2012 nei pressi della sede dell'emittente televisiva Nippon Television venne installata una riproduzione del personaggio per lo Shiohaku Expo[276], alta più di diciotto metri e dotata di scivolo[277]. L'anno seguente venne costruita una riproduzione della camera da letto della ragazza e fu esposto un suo modello a grandezza naturale in occasione dell'evento Eva Expo di Shangai[278][279]. Nel 2020 Rei è stata usata assieme ad altri personaggi della serie per una serie di spot della Honda, andati in onda in occasione di una collaborazione fra Evangelion e Honda Civic[280].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jamie Sexton, Music, Sound and Multimedia: From the Live to the Virtual, Edinburgh University Press, 2007, p. 44, ISBN 978-0-7486-2534-5.
  2. ^ Cavallaro, p. 104.
  3. ^ Antonio Genna, Neon Genesis Evangelion, su antoniogenna.net, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 3 luglio 2021 (archiviato il 3 luglio 2021).
  4. ^ Evangelion su Netflix: si alza il sipario sul nuovo doppiaggio!, in AnimeClick.it, 21 giugno 2019. URL consultato il 22 giugno 2019 (archiviato il 7 luglio 2019).
  5. ^ a b Yoshiyuki Sadamoto, khara/Gainax, Cast, in Evangelion, vol. 25, Panini Comics, 2012, p. 3.
  6. ^ (EN) Anime Spotlight: Neon Genesis Evangelion, su aintitcool.com, Ain't It Cool News, 24 luglio 2005. URL consultato il 26 gennaio 2014 (archiviato il 1º febbraio 2014).
  7. ^ (EN) Patrick W. Galbraith, Moe - Exploring Virtual Potential in Post-Millennial Japan, su japanesestudies.org.uk. URL consultato il 5 dicembre 2013 (archiviato il 21 ottobre 2014).
  8. ^ a b c d e f g h (EN) Justin Wu, Neon Genesis Evangelion: The Legacy of Rei Ayanami, su the-artifice.com, The Artifice, 11 luglio 2013. URL consultato il 23 novembre 2013 (archiviato il 17 agosto 2013).
  9. ^ (JA) Hideaki Anno, Essay, su gainax.co.jp, Gainax. URL consultato il 14 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  10. ^ Drazen, p. 294.
  11. ^ a b Marcello Ghilardi, Filosofia nei manga: Estetica e immaginario nel Giappone contemporaneo, Mimesis Edizioni, pp. 119-120, ISBN 978-88-5750-237-3.
  12. ^ a b (EN) Woznicki, Krystian, Towards a cartography of Japanese anime: Hideaki Anno's "Evangelion", in Blimp Film Magazine, n. 36, 1997, pp. 18-26. URL consultato il 9 novembre 2015 (archiviato il 23 ottobre 2013).
  13. ^ Fujie, Foster, p. 121.
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