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Rei Ayanami

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« Io sono me stessa. Questo corpo costituisce il mio essere, la forma che definisce il mio essere. Il mio io visibile, che però non percepisco come il mio io. Strana impressione. Sento come il mio corpo disciogliersi. Non riesco a distinguere me stessa. La mia forma va dissolvendosi. Avverto presenze esterne al mio io. C'è qualcuno là fuori, al di là della soglia? »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 14)
Rei Ayanami
Rei Ayanami.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. レイ 綾波 (Rei Ayanami)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hideaki Anno
Character design Yoshiyuki Sadamoto
Studio Gainax
1ª app.
Voce orig. Megumi Hayashibara
Voce italiana Valentina Mari
Sesso Femmina
Data di nascita 2001
Parenti Gendō Ikari (tutore legale)

Rei Ayanami (綾波 レイ Ayanami Rei?) è un personaggio immaginario della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio è apparso anche in altre opere tratte dalla serie originale, quali diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. È doppiato nella versione originale da Megumi Hayashibara[1][2], e in quella italiana da Valentina Mari[3].

Nella serie, Rei Ayanami è una ragazza quattordicenne taciturna e schiva[4] che viene arruolata dall'organizzazione paramilitare Nerv per pilotare un gigantesco mecha chiamato Unità Evangelion 00 e combattere, assieme ad altri piloti, contro i nemici dell'umanità conosciuti come Angeli.

Personaggio di grande popolarità presso il pubblico e tra gli appassionati di anime[5][6], ha ricevuto vari riconoscimenti e vinto numerosi sondaggi di popolarità. Le è riconosciuta inoltre una notevole influenza nel mondo del fumetto e dell'animazione, avendo ella favorito lo sviluppo di una serie di canoni moe che sono stati poi ripresi da numerosi altri personaggi successivi[7].

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Una foto del cacciatorpediniere Ayanami, che ha dato nome al personaggio

Il regista della serie animata, Hideaki Anno, per il nome di Rei Ayanami si ispirò a quello del personaggio di Rei Hino di Sailor Moon, nella speranza di attirare nello staff di Evangelion Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonimo anime[8]. Il suo cognome invece proviene — come per molti altri personaggi della serie — dal nome di una nave della Marina Imperiale Giapponese, in questo caso il cacciatorpediniere Ayanami (綾波? lett. "Onda a forma di spiga")[9]. Inoltre, se scritta in kanji, la parola Rei (?) in giapponese può assumere il significato di «zero»[8][10].

Nelle prime fasi progettuali, il regista chiese al character designer Yoshiyuki Sadamoto di rappresentare Rei «come una ragazza amaramente infelice» e «di scarsa presenza»[11]. Nel disegnarla, il mangaka prese come modello Ukina, un personaggio della sua precedente opera Kotō no oni, e trasse ispirazione da una canzone della band giapponese Kinniku Shōjo Tai, Doko e demo ikeru kitte (何処へでも行ける切手? lett. "I francobolli possono andare ovunque"), la quale nel testo cita una ragazza costantemente fasciata da bende bianche. Partendo dall'immagine che gli venne in mente sentendo il brano, il character designer ebbe l'idea di presentarla gravemente ferita e bendata nel primo episodio della serie[12][13]. In particolare, siccome Anno richiese espressamente un personaggio «cool con i capelli corti», Rei fu originariamente pensata bruna con gli occhi scuri; in seguito però sorse la necessità di poterla immediatamente distinguere dall'altra protagonista Asuka Sōryū Langley, perciò Sadamoto la ripensò con i colori degli occhi e dei capelli invertiti rispetto a quest'ultima[14], in modo che fosse il suo esatto opposto[15]. Anno stesso suggerì di farle gli occhi di colore rosso, caratteristica che permise poi di conferirle una maggiore personalità e di differenziarla esteticamente e visivamente dagli altri personaggi della serie[12]. Inoltre, i suoi singolari capelli azzurri sono simili a quelli della protagonista di Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?), sequel del film Le ali di Honneamise affidato ad Anno ma fallito prima della produzione di Evangelion[16].

Nella creazione del quattordicesimo episodio della serie televisiva, in cui è presente un lungo monologo poetico di Rei, il regista ritenne necessario sviluppare ulteriormente il personaggio, in quanto, a suo parere, aveva dimenticato da diverso tempo di «esplorare che tipo di persona fosse»[17]. Fin dall'inizio Anno voleva rappresentarla come una ragazza affetta da schizofrenia; tuttavia, quando provò a scrivere la sceneggiatura della puntata, non riuscì a pensare a niente. Così, consultò alcuni suoi amici per qualche consiglio, i quali gli prestarono un volume sulle malattie mentali della collana Bessatsu Takarajima (別冊宝島? lett. "isola del tesoro"), contenente al suo interno una poesia scritta da un malato di mente. La poesia colpì a tal punto il regista che questi, ritrovata l'ispirazione, si ispirò ad essa per la stesura del monologo[17].

Riguardo allo sviluppo del personaggio durante la produzione della serie televisiva, Anno ha successivamente dichiarato:

(JA)

« 「実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ」 「『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。 そこが良かったんだと思います。 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない」 「最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、 レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。 つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。 その瞬間に僕の中で、レイって終わっちゃったんですよ、一度」

「笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって」 »

(IT)

« La verità è che non ho nessun tipo di legame con Rei. Nel bel mezzo della produzione di Eva, mi resi improvvisamente conto di essermi completamente dimenticato di lei, di essermi dimenticato della sua stessa esistenza. Per esempio, nel settimo episodio, me ne ricordai, e aggiunsi una scena con Rei. [...] Nell'episodio 8 non appare, vero? Nemmeno in un singolo fotogramma. [...] Alla fine [della sesta puntata] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi", Shinji risponde: "Penso che dovresti sorridere" e Rei sorride... In seguito, quando ci ho ripensato, ho imprecato. In breve, se lei e Shinji stavano completamente comunicando [i propri sentimenti] in quel momento, allora per lei non era finita? [...] Quando sorrise, come personaggio era già finito. »

(Hideaki Anno[18])

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Rei venne doppiato in giapponese da Megumi Hayashibara nella serie animata originale[19], nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[20][21], e nella tetralogia Rebuild of Evangelion. Nel 1995, alcuni mesi prima che iniziasse la prima messa in onda della serie, la Hayashibara si dichiarò alquanto «sorpresa» di dovere doppiare una ragazza non molto loquace, aggiungendo che questo avrebbe costituito per lei una «nuova sfida»[22]. Come osservato dalla doppiatrice, negli anime di allora non erano ancora molto presenti personaggi taciturni e freddi, per cui, in assenza di altri riferimenti, cercò di caratterizzarla «come meglio poteva»[23]. Fu lo stesso Anno ad istruirla personalmente in proposito, richiedendole di leggere le proprie battute nel modo più piatto possibile, nonostante egli stesso sostenesse che il personaggio «non è che non abbia emozioni, solo che non sa cosa siano»[23]. Con il ruolo di Rei Ayanami, la Hayashibara ottenne numerosi premi e riconoscimenti[24][25], assurgendo a icona della comunità di appassionati di anime[26] e ottenendo grande popolarità come idol[27].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne invece affidato a Valentina Mari. Secondo il dialoghista Gualtiero Cannarsi, come per altri personaggi di Evangelion, con Rei si presentarono diverse difficoltà per quanto riguarda la selezione della voce e l'interpretazione: ad esempio, la Mari dovette incidere il suo monologo interiore del quattordicesimo episodio ben 52 volte[28]. In lingua spagnola è doppiata da Joël Mulachs[29], nella versione latinoamericana da Circe Luna[30] e da Gaby Ugarte in un successivo ridoppiaggio[31], in tedesco da Marie Biersted[32], in francese da Stéphanie Lafforgue nella serie originale e nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[33] e da Françoise Escobar nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone[34], in coreano da Do Yeong Song, in portoghese da Priscilla Concépcion[31], e in inglese da Amanda Winn Lee nella serie originale e da Brina Palencia in Rebuild of Evangelion[35].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rei Ayanami è colei che pilota l'Unità 00[36][37] presso l'organizzazione paramilitare Nerv in qualità di "First Children"[38]. La sua data di nascita è sconosciuta[39][40], sebbene si sappia che durante gli eventi di Neon Genesis Evangelion ha 14 anni[41]. La voce e l'aspetto di Rei sono estremamente simili a quelli della dottoressa Yui Ikari, in quanto il suo corpo è stato creato in base ai resti della ricercatrice, recuperati dopo che questa fu assorbita dall'Unità 01, e numerosi suoi cloni sono poi stati preparati in modo da poterla sostituire in caso di morte. Sembra però che questi cloni possiedano una sola anima, appartenente al secondo Angelo Lilith[42].

Nel 2010 Gendō Ikari porta un suo primo clone nella base del Gehirn, società responsabile della costruzione dei mecha Evangelion, riferendosi alla bambina come figlia di un conoscente sotto le sue cure[43]. Questa prima Rei viene però uccisa dalla scienziata e dottoressa Naoko Akagi[44], amante di Gendō, la sera della sua visita. Quel giorno, smarrita nella sala comandi del Gehirn, la piccola Rei si rivolge alla dottoressa chiamandola ripetutamente «vecchia» per provocarla, per poi confessarle che è stato lo stesso Gendō a dirle così. Nel viso della bambina, Naoko riconosce i tratti di Yui, e in un impeto di violenza sfoga la sua rabbia su Rei, strangolandola e uccidendola, per poi togliersi la vita a sua volta[45].

Dopo la morte della prima Rei, viene attivato un suo secondo clone, che con il tempo impara gradualmente a esprimere i propri sentimenti e ad entrare in contatto con altre persone, in particolar modo con Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01. Grazie a lui, la ragazza acquisisce una maggiore consapevolezza di sé, e sviluppa una sorta di volontà personale[46]. Nel combattimento contro il sedicesimo Angelo, Armisael, Rei si fa esplodere con il proprio Evangelion per salvare il ragazzo, distruggendo così il nemico. Dopo il suo sacrificio, viene sostituita da un terzo e ultimo clone, e tutti gli altri vengono poi distrutti da Ritsuko Akagi, figlia di Naoko[47][48]. Nel film The End of Evangelion, la terza e ultima Rei si fonde contro la volontà di Gendō a Lilith[49], pronunciando la frase «Io non sono la tua bambola» e dando così inizio al Third Impact, nel quale tutte le anime degli esseri umani si fondono in un unico essere perfetto e in sé completo[50].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«Rei-chan è molto popolare... Penso sia una persona molto tranquilla, che non desidera particolarmente parlare e che non si lamenta. In Giappone credo che ragazze come lei siano molto ricercate. [...] Per quanto riguarda Rei-chan, è stata creata per essere un pilota di Evangelion... in altre parole, lei è un clone di un essere umano. [...] È stata creata al solo scopo di essere un pilota di Evangelion e non sono per niente sicuro che ne sia felice.»
Hideaki Anno, regista della serie animata[51]
(EN)

« She doesn't know emotion, so there's no difference between what she says and feels; there's nothing ulterior about her. At first sight, then, you may theorize: that is where her very great beauty comes from, this surface, not without depth, but with the absence of its necessity--someone truly mystical. No; Rei's beauty comes from the truth that she has feelings. [...] And when I found the warmth below the coldness in her words, I synchronized with Rei for the first time. »

(IT)

« [Rei] non conosce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che prova; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino, da questa superficialità, che non vuol dire assenza di profondità interiore, ma assenza della necessità di possederla — davvero qualcosa di mistico. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in verità lei ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, mi sono sincronizzata con Rei per la prima volta. »

(Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei[52])

Rei Ayanami è una ragazza dalla personalità schizoide[53] taciturna e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il prossimo ed esegue meccanicamente qualsiasi ordine le venga impartito, anche se particolarmente crudele[4][54]. È estremamente introversa[55], socialmente distaccata, non parla con nessuno e assume costantemente un'espressione cupa[7]. Quando Shinji nel sesto episodio le chiede il motivo per cui pilota l'Evangelion, Rei risponde enigmaticamente che è il suo «legame» con le altre persone, dimostrando come si dedichi alla lotta per proteggere gli esseri umani non per scelta o per idealismo, ma come se fosse il suo unico punto di collegamento con gli altri[56]. Nel corso degli eventi di Evangelion si impegna in azioni pericolose che le potrebbero costare la vita, palesando una forte tendenza al nichilismo[57], e non si preoccupa della morte, ma anzi la accoglie, come se fosse l'unico modo per dimostrare di aver vissuto[7]. Dietro il suo atteggiamento freddo, tuttavia, affronta sentimenti di alienazione e di angoscia esistenziale a causa del suo essere un clone[58] e sembra soffrire di solitudine[56].

Negli ultimi due episodi della serie, come altri personaggi, effettua una sua personale analisi interiore, che presenta diverse riflessioni metafisiche, oltre che psicoanalitiche. In un primo momento, Rei accusa sé stessa di avere «un corpo e un'anima fasulli»; successivamente, la voce della sua coscienza interiore la accusa esplicitamente di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». A questo, Rei risponde freddamente dicendo: «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[59].

Hideaki Anno in un'intervista ha descritto Rei come una ragazza consapevole del fatto che, nel caso in cui morisse, «qualcun altro la sostituirebbe», e pertanto portata a non apprezzare la propria vita. Secondo il regista: «La sua presenza, la sua esistenza — apparente esistenza — è effimera. È una ragazza molto triste». Inoltre, Rei ha solo il minimo indispensabile di ciò che necessita di avere, danneggia sé stessa, e «non ha bisogno di amici»[60]. Sebbene ella raramente esprima preferenze personali, nel dodicesimo episodio afferma esplicitamente di provare ripugnanza per la carne[61]; lo stesso Anno, spesso portato a trasporre aspetti della sua vita personale nelle sue storie, è vegetariano, e questo suo regime alimentare ha influenzato tanto il personaggio di Rei quanto quello di Nadia, protagonista dell'anime Nadia - Il mistero della pietra azzurra[62][63].

Secondo la doppiatrice inglese del personaggio, Amanda Winn-Lee, è sostanzialmente errato pensare a Rei come «completamente priva di personalità» perché, se così fosse, il personaggio «non sarebbe interessante». La Winn-Lee ha invece affermato che in lei vi è «una piccola scintilla di umanità», offuscata però dal suo «grande senso di autostima negativa»[64] e che, nonostante sappia di essere effettivamente sostituibile, ella rimane a tutti gli effetti «umana»[65]. Analogamente, secondo il character designer Sadamoto, benché Rei sia perfettamente capace di provare emozioni, ha difficoltà nell'esprimerle ed esternarle: «Rei è inespressiva, ma significa che non sente emozioni, o che è semplicemente incapace di esprimerle[66]. Nella sequenza finale del sesto episodio della serie, infatti, la ragazza sopravvive alla cruenta battaglia contro l'Angelo Ramiel, e Shinji, commosso da questo, scoppia in lacrime davanti a lei. Vedendo il compagno piangere, Rei afferma di non sapere che cosa fare in momenti del genere, e Shinji risponde consigliandole di sorridere, cosa che in effetti la ragazza fa, dopo un attimo di esitazione. Dal dialogo è desumibile l'effettiva difficoltá di Rei nell'esternare i propri sentimenti, piuttosto che una sua supposta incapacità nel provarli. Nell'occasione la ragazza mostra un'emozione di propria spontanea volontà per la prima volta nella sua vita, gesto che si ripeterà ben poche volte nel corso della serie[7].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un mondo parallelo con una storia completamente differente dal resto della serie; in questa realtà alternativa Rei appare come una ragazza appena trasferitasi nella classe[67] di Asuka e Shinji, con una personalità radicalmente diversa rispetto alla serie originale[68], dimostrandosi allegra, svagata e irascibile[59]. Anche lo spin-off Evangelion Iron Maiden, ambientato in questa realtà parallela, e l'original net anime Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale, presentano la stessa versione estroversa di Rei[69][70].

Nell'adattamento manga di Yoshiyuki Sadamoto, Rei appare più empatica e aperta al contatto umano rispetto alla sua versione animata, prendendo infine coscienza dei propri sentimenti, composti sia di tristezza che di affetto verso Shinji[71]. Viene inoltre suggerito che la causa principale di questo suo cambiamento è proprio la relazione che instaura con il ragazzo; infatti, fino alla battaglia contro l'Angelo Armisael si allude più volte al fatto che la ragazza sia segretamente innamorata del giovane.

Anche nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance l'umanità e il calore di Rei sono molto più evidenti rispetto alla serie animata originale[72]. Durante la pellicola la ragazza appare frustrata per via del fatto che non possa avere un'esistenza normale[73]. Insoddisfatta della sua vita senza passioni, Rei cerca quindi di essere più attiva socialmente[74]. Commossa e al tempo stesso spaventata dalla gentilezza che Shinji dimostra nei suoi confronti, la giovane tenta di sciogliere il ghiaccio tra il compagno e suo padre organizzando una cena per entrambi, ma invano. In origine, Anno pensò di usare un'idea simile per il quarto episodio della serie televisiva, ma la proposta venne in seguito accantonata in fase di produzione[75]. Tuttavia, nella pellicola successiva, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, la Rei presente in Evangelio 2.0 viene sostituita da un altro clone, che però dimostra di non ricordare nulla della sua vita precedente e di riservare un atteggiamento molto freddo e distaccato nei confronti delle altre persone e di Shinji.

Riferimenti culturali ed interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

« L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco. »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11[76])

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, i quali possiedono similitudini con alcune divinità del pantheon della religione shintoista, Rei sembra essere collegata alla dea del Sole Amaterasu[77][78]. Inoltre, secondo alcune interpretazioni, i tre cloni di Rei apparsi nella serie possono essere rispettivamente ricondotti ai tre stadi in cui l'anima si evolve secondo la Cabala ebraica, ossia Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico), e Neshamah (lo spirito, che si ha quando l'uomo si riconnette con Dio)[79].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Rei Ayanami è diventata un personaggio di enorme popolarità tra gli appassionati di anime e manga sin dall'anno d'uscita di Evangelion, nonché protagonista di diverse fan fiction[80], fan art e dōjinshi[81], e vincitrice di numerosi sondaggi di popolarità. Ad esempio, immediatamente dopo la conclusione della serie, Rei venne eletta miglior personaggio femminile del momento nei sondaggi annuali del 1996 e 1997 condotti dalla rivista giapponese Animage; nello specifico, nel 1996 ella ricevette il doppio dei voti rispetto al personaggio posizionatosi al secondo posto[24][25], e due anni più tardi, pur scendendo in graduatoria, riuscì comunque a posizionarsi quinta[82]. Nel 2002 TV Asahi la inserì al 36º posto tra i 100 personaggi anime più popolari di sempre presso il pubblico giapponese; tra le eroine di Evangelion era inoltre l'unica in classifica, battendo anche il protagonista maschile Shinji Ikari, apparso solo 77º[83].

Cosplayer di Rei Ayanami con in mano la Lancia di Longinus[84]

In una classifica della stessa TV Asahi sulle 100 scene anime più forti della storia, la scena di Evangelion in cui «Ayanami sorride a Shinji per la prima volta» riuscì ad ottenere la 14ª posizione, e quella del «suicidio di Rei» la 53ª[85]; con il proponimento della stessa tipologia di sondaggio, la scena «dell'incontro tra Shinji e Ayanami» si posizionò invece al 16º posto[86]. L'emittente riconobbe in seguito la scena del «primo sorriso di Ayanami» al 45º posto all'interno di una classifica simile[87], e quella del «suicidio di Ayanami Rei» al nono posto tra le scene più toccanti[88].

Anche la rivista Newtype ha sottolineato la popolarità del personaggio tra il pubblico giapponese. Nelle classifiche mensili sui personaggi più apprezzati del momento, nell'agosto 2009 Rei conquistò il quarto posto, e nel mese di settembre il secondo[89][90], in entrambi i casi in una posizione più bassa rispetto all'altra protagonista di Evangelion Asuka Sōryū Langley[89]. Nel mese di ottobre di quell'anno ella salì in terza posizione e, complice il contemporaneo degradamento di Asuka al decimo posto, divenne il personaggio più popolare di Evangelion[91]. L'anno seguente, nel marzo 2010, venne eletta dai lettori della rivista «miglior personaggio femminile degli anni novanta»[92].

Il personaggio di Rei è divenuto oggetto di varie analisi da parte di critici e studiosi, sia per la sua caratterizzazione che per il suo profondo impatto sul settore dell'animazione giapponese. Ad esempio, secondo Hiroki Azuma Rei «ha dimostrato di essere un personaggio estremamente impressionante», grazie anche alla performance della doppiatrice originale, Megumi Hayashibara: «La solitudine di Rei [...] ci offre immagini estremamente realistiche dell'incomunicabilità che affrontano i bambini di oggi»[93]. Tuttavia, secondo il parere del sito Anime-planet.com, nonostante ci siano delle interessanti rivelazioni concernenti il personaggio, considerato «di gran lunga il più interessante [di Evangelion]», non si scoprirà mai «chi è realmente», ed è il suo «unico rammarico» riguardo i personaggi di Evangelion[94]. Il sito web Animecritics.com scrive che Rei è assolutamente priva di personalità e «rimane un enigma per la maggior parte della serie»[95]. Similmente, Raphael See di T.H.E.M. Anime, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», si domanda, a proposito di Rei: «Perché piace a così tante persone?»[96]. Secondo il sito giapponese Oricon invece, il personaggio di Rei è diventato il simbolo stesso di Evangelion[97], e il Nihon Keizai Shimbun l'ha descritta come una «dea fasciata», icona degli anime giapponesi[98]. Analogamente, Thomas Zoth di Mania.com lo ha inserito al 10º posto tra le 10 eroine più iconiche dell'animazione giapponese, sia per la sua grande popolarità tra gli appassionati, sia per la sua ampia influenza su numerosi personaggi successivi[99], e il sito IGN al 10º tra i 25 personaggi anime migliori di tutti i tempi, sottolineando la differenza sostanziale tra Rei e le centinaia di eroine a lei simili create dopo il successo di Evangelion: «La differenza tra Rei e tutte le quasi-Rei è che ci potrebbe essere qualcosa dietro la sua facciata. [Rei] è un mistero che non possiamo risolvere»[100].

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei

Rei Ayanami ha avuto una notevole influenza sul mondo dell'animazione giapponese e su molti personaggi anime successivi. Al fine di sfruttare la grande popolarità del personaggio, in numerose altre serie animate furono inserite ragazze con i suoi tratti caratteriali ed estetici[99], e apparvero dozzine, se non centinaia, di eroine anime quasi esattamente uguali a lei — flessibili, passive e senza emozioni[100]. Molti critici hanno infatti ricondotto a Rei l'esplosione del cosiddetto «fenomeno moe» nel mondo degli anime[99]. A tal proposito, secondo il ricercatore e critico culturale Hiroki Azuma, benché negli ultimi anni novanta furono creati numerosi personaggi femminili simili a Rei nel mercato dei fumetti e dell'animazione, questo non è da imputare unicamente alla diretta influenza di Evangelion o di Rei[101], quanto al fatto che quest'ultima abbia modificato i canoni moe alla base della stessa cultura otaku[102]. Di conseguenza, anche i creatori che non si basarono direttamente su Evangelion incominciarono a produrre personaggi assimilabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe da lei mutuati, come capelli blu, pelle pallida e personalità mite[103]. Secondo Azuma, tra le eroine create sotto una sua diretta influenza vi sarebbero Tsukishima Ruriko di Droplet e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico, che ne costituirebbe un esplicito omaggio[104][105]. Altri personaggi che sembrano presentarne cospicue somiglianze sono Miharu di Gasaraki[106], Vanilla H di Galaxy Angel[107], Neya di Mugen no Ryvius[108], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[109], Riza Hawkeye di Fullmetal Alchemist, Dorothy R. Wayneright di The Big O[110], Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire e Lain Iwakura di serial experiments lain[111][112].

Rei è considerato il prototipo dei personaggi «mukuchi» (無口? lett. "senza bocca"), termine usato dagli appassionati di anime per indicare personaggi che non parlano se non strettamente necessario e che non mostrano emozioni parlando. Questo particolare elemento moe, divenuto notevolmente popolare grazie a Rei, venne poi ripreso da diversi altri personaggi femminili, come Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[7]. Oltre alla stessa Yuki[113], sono stati paragonati a Rei Ayanami anche i personaggi di Yuzuriha Inori di Guilty Crown[114], Miyu di Mai-HiME[115] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui[116].

Al di fuori del campo dell'animazione, Motoo Fujiwara, cantante del gruppo giapponese Bump of Chicken noto per essere appassionato di videogiochi e anime, prese ispirazione dal personaggio di Rei per scrivere il testo della canzone Arue (アルエ?)[117]. Inoltre, dal nome del personaggio proviene quello della band giapponese Rey[118].

Cosplay[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplay di Rei
(EN)

« The design concept in Eva was that the characters themselves should lean towards a relatively subdued appearance. But the plug suits! Gaudy as hell. Embarassing--I mean, they almost look like, y'know, body paint. Naturally, I thought the cosplayers wouldn't even consider attempting it. But there were, at the December '95 Comic Market, the February '96 Wonder Festival, at the... You know, I hate crowds, so ordinarily the whole cosplay scene is no more than a distant reality. But this... this, I had to see. Specifically, I had to see the girls in sky-blue wigs, wearing white plugsuits. Mmm. I had to see it. »

(IT)

« Per il design concept in Eva i personaggi stessi avrebbero dovuto propendere verso un aspetto relativamente contenuto. Ma i plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione l'idea [di indossarli]. Ma c'erano, al Comic Market del dicembre 1995, al Wonder Festival del febbraio 1996... Sapete, io odio le folle, così solitamente l'intera scena dei cosplay non è nient'altro che una realtà distante. Ma questo... questo, dovevo vederlo. In particolare, ho visto ragazze con parrucche celesti, che indossavano plugsuit bianchi. Mmm. Dovevo vederlo. »

(Yoshiyuki Sadamoto[119])

Nel corso degli anni diverse celebritá e personaggi dello spettacolo hanno impersonato il personaggio, sia in madrepatria che all'estero. Ad esempio, durante l'evento Anime Expo, tenutosi a Los Angeles nel 2008, la cantante giapponese Shōko Nakagawa indossò i panni di vari personaggi anime, fra i quali quello di Rei Ayanami[120][121]. Similmente, nel 2006 l'attrice Natsuki Katō si mostrò in un cosplay di Rei in occasione del lancio di Evangelion Chronicle, rivista contenente varie illustrazioni e informazioni su Neon Genesis Evangelion[122].

In occasione di una manifestazione celebrativa dell'uscita nelle sale giapponesi del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'idol Miu Nakamura indossò assieme ad altre cinque modelle il plug suit di Rei Ayanami presso il quartiere di Shinjuku[123][124]. Anche la cantante del gruppo 9nine Umika Kawashima fece un cosplay del personaggio[125][126], mentre l'idol Yuri Morishita nel 2008 indossò i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[127]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show del 2012, la modella inglese Jourdan Dunn sfoggiò un abito estremamente simile al plugsuit bianco indossato dal personaggio[128][129]; dal canto suo, lo studio Gainax, produttore dell'anime di Evangelion, fece sapere di non essere stato in alcun modo informato dell'abito e di essere rimasto alquanto perplesso[130][131].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Rei è divenuto così popolare da essere stato definito dai media «la premium girl»[44], avendo ella generato un considerevole boom di merchandising[99], tra cui giocattoli[132], magliette[133], action figure[134][135], riproduzioni a grandezza naturale[136][137], vari accessori[7] e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[138][139]. In particolare, fin dalla prima messa in onda di Evangelion riscossero un immediato e incondizionato successo le sue action figure[27][140], che conobbero nel corso degli anni un'ampia distribuzione sia sul mercato giapponese che estero[7][141]. Secondo lo scrittore Kazuhisa Fujie, benché in un primo momento si registrò un insuccesso commerciale relativo ai giocattoli della serie, le action figure di Rei raggiunsero immediatamente un'elevata popolarità, arrivando persino a superare in termini di vendite le riproduzioni dei mecha[142], e notevole successo incontrarono i libri e le riviste che la ritraevano in copertina[44], tra cui il numero di settembre 2007 dell'edizione giapponese del noto periodico Rolling Stone[143].

Nel 2001 venne pubblicato un videogioco basato interamente sul personaggio, intitolato Shin seiki Evangelion - Ayanami ikusei keikaku (新世紀エヴァンゲリオン 綾波育成計画? lett. "Neon Genesis Evangelion - Il progetto di allevamento di Ayanami")[81]. Per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion, il mangaka Mine Yoshizaki progettò nel 2005 diverse action figure degli Angeli in vesti di ragazze, tra le quali una ispirata al character design di Rei[144]. Nel dicembre 2009 vennero messe all'asta sulla versione giapponese del sito Yahoo due chitarre modellate sul personaggio di Rei e prodotte dalla Fender, con un prezzo di partenza di 5,600 dollari ciascuna; le chitarre, una Fender Stratocaster e una Fender Telecaster, vennero poi vendute rispettivamente per 102,200 e 87,350 dollari[145][146]. Nel 2012 venne costruito un modello di Rei Ayanami di 18,5 metri di altezza e dotato di scivolo nei pressi della sede dell'emittente televisiva giapponese Nippon Television[147] per l'evento estivo Shiohaku Expo 2012[148][149]. In occasione dell'Eva Expo, evento dedicato a Evangelion tenutosi a Shanghai nel 2013, fu riprodotta fedelmente la camera da letto della ragazza[150], e venne esposto un suo modello a grandezza naturale[151].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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