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Rei Ayanami

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« Io sono me stessa. Questo corpo costituisce il mio essere, la forma che definisce il mio essere. Il mio io visibile, che però non percepisco come il mio io. Strana impressione. Sento come il mio corpo disciogliersi. Non riesco a distinguere me stessa. La mia forma va dissolvendosi. Avverto presenze esterne al mio io. C'è qualcuno là fuori, al di là della soglia? »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 14)
Rei Ayanami
Rei Ayanami.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. レイ 綾波 (Rei Ayanami)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hideaki Anno
Character design Yoshiyuki Sadamoto
Studio Gainax
1ª app.
Voce orig. Megumi Hayashibara
Voce italiana Valentina Mari
Sesso Femmina
Data di nascita Sconosciuta
Parenti Gendō Ikari (tutore legale)

Rei Ayanami (綾波 レイ Ayanami Rei?) è uno dei protagonisti della serie animata giapponese Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare in numerose opere tratte dalla serie animata, come diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretata dalla doppiatrice Megumi Hayashibara[1][2]. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Valentina Mari[3].

Nella serie animata originale Rei è una ragazza dal carattere taciturno e schivo[4] che viene arruolata dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-00 e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati Angeli.

Il personaggio, estremamente popolare tra gli appassionati di animazione fin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion[5][6], ha ricevuto numerosi riconoscimenti e vinto diversi sondaggi di popolarità. Le è inoltre riconosciuta una notevole influenza sul mondo del fumetto e dell'animazione giapponesi. Secondo diversi studiosi, Rei Ayanami ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo e alla diffusione di una serie di canoni moe ripresi e reinterpretati da numerosi personaggi successivi[7].

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Una foto del cacciatorpediniere Ayanami, che ha dato nome al personaggio

Il regista della serie, Hideaki Anno, per il nome di Rei Ayanami si ispirò a quello di Rei Hino, personaggio femminile di Pretty Guardian Sailor Moon, nella speranza di poter attirare nello staff di Neon Genesis Evangelion Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonima serie animata[8]. Come per molti altri personaggi della serie, il suo cognome trae origine da una nave della Marina imperiale giapponese, il cacciatorpediniere Ayanami (綾波? lett. "Onda a forma di spiga")[9]. Inoltre, se scritta in kanji, la parola Rei (?) è traducibile in «zero», «nullità». Questo dettaglio può essere collegato all'Evangelion a lei assegnato, l'Unità 00[8][10].

Il regista chiese al mangaka e character designer Yoshiyuki Sadamoto di rappresentarla come «una ragazza profondamente infelice e di scarsa presenza»[11]. Nel disegnarla, Sadamoto prese come modello un personaggio chiamato Ukina, presente in una sua precedente opera intitolata Kotō no oni, e trasse ispirazione da una canzone della band giapponese Kinniku Shōjo Tai, Doko e demo ikeru kitte (何処へでも行ける切手? lett. "I francobolli possono andare ovunque"), il cui testo cita una «ragazza bianca con le bende». Partendo dall'immagine che gli venne in mente sentendo il brano, al character designer venne l'idea di presentarla gravemente ferita e completamente ricoperta di bende: «[Rei è] come un'ombra, o come l'aria; è quel tipo di ragazza che non si può afferrare»[12][13]. Hideaki Anno richiese un personaggio «cool e con i capelli corti», ragion per cui Rei fu pensata bruna e con gli occhi scuri. Quest'ipotesi fu poi accantonata e Sadamoto le modificò i colori di occhi e capelli per distinguerla dall'altra protagonista di Neon Genesis Evangelion, Asuka Sōryū Langley, così che i due personaggi avessero schemi cromatici opposti[14]: «Ideai Rei come lo Yin opposto [rispetto ad Asuka]»[15]. Su richiesta del regista, il colore dei suoi occhi mutò in rosso, caratteristica che permise di conferirle maggiore personalità e di differenziarla esteticamente e visivamente dagli altri personaggi della serie[12]. Nel design definitivo i suoi capelli vennero tinti di azzurro, similmente a quelli della protagonista femminile di Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?), sequel del film Le ali di Honneamise dello studio Gainax, la cui produzione fu rimandata a tempo indeterminato poco prima della realizzazione di Evangelion[16].

Durante la creazione del quattordicesimo episodio della serie televisiva, Anno ritenne indispensabile dare più spazio ai pensieri e alle emozioni del personaggio, ragion per cui decise di inserire un lungo monologo poetico di Rei, ritrovandosi però senza idee: «Era da molto tempo che avevo dimenticato di esplorare che tipo di persona fosse Rei, quindi era di fondamentale importanza sviluppare ulteriormente [il personaggio]. [...] Volevo che Rei fosse un personaggio schizofrenico, ma quando provai a scrivere [la sceneggiatura della puntata], non riuscì a pensare a niente»[17]. Dopo essersi consultato con alcuni suoi conoscenti per qualche consiglio, un suo amico gli prestò un volume della collana Bessatsu Takarajima (別冊宝島? lett. "isola del tesoro") sulle malattie mentali, al cui interno era riportata una poesia scritta da un malato di mente: «È folle credere che gli scritti di un malato di mente siano così belli. Dopo aver letto quella poesia, [la mia mente] si riempì di immagini; riuscì a scrivere il monologo [di Rei] tutto d'un fiato»[17]. Per delineare la caratterizzazione del personaggio di Rei pensò di idearlo come una rappresentazione del proprio inconscio: «Probabilmente, Rei è [il personaggio] più vicino alla mia psiche più profonda. [..] Ma è quello che capisco di meno. Non sono molto interessato a lei. C'erano parti in cui cercavo di mettere da parte i miei pregiudizi e di far emergere la parte più primitiva, più importante, più pura che ho»[18]. Non avendo nessun legame affettivo con il personaggio, negli episodi centrali di Neon Genesis Evangelion dimenticò di esplorare le sue emozioni e di darle spazio:

(JA)

« 実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ。『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。[...] 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない。最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。[...] 笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって »

(IT)

« La verità è che non ho nessun tipo di legame con Rei. Durante la produzione di Evangelion mi resi conto di essermi completamente dimenticato di lei, di essermi dimenticato della sua stessa esistenza. Per esempio, nel settimo episodio, mi ricordai di lei e aggiunsi una scena con Rei. [...] Nell'ottavo episodio invece non appare neanche in un fotogramma, vero? [...] Alla fine [della sesta puntata] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi", Shinji risponde: "Penso che dovresti sorridere" e Rei sorride. In seguito, quando ci ho pensato un po' su, me ne sono pentito. Per farla breve, lei e Shinji erano riusciti a comunicare [i propri sentimenti]. [...] Quando sorrise, come personaggio era già concluso. »

(Hideaki Anno[18])

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Rei venne interpretato dalla doppiatrice giapponese Megumi Hayashibara sia nella serie animata originale[19], sia nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion e i lungometraggi della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion[20][21]. Nel 1995 la doppiatrice si dichiarò alquanto «sorpresa» del suo ruolo e del carattere laconico ed introverso del personaggio: «Dovrò sfidare qualcosa di a me nuovo»[22]. Secondo la Hayashibara, prima di Neon Genesis Evangelion non erano presenti molti personaggi taciturni e freddi con cui confrontarsi, per cui, in assenza di riferimenti, cercò di caratterizzarla al meglio delle proprie possibilità[23]. Durante le sessioni fu istruita e guidata da Hideaki Anno, che le consigliò di leggere le proprie battute con il tono più piatto ed anaffettivo possibile: «Quando il regista mi spiegò il personaggio, mi disse "Non è che Rei non abbia emozioni, solo che non sa cosa siano"»[23]. Con il ruolo di Rei Ayanami, la Hayashibara ottenne numerosi premi e riconoscimenti[24][25], assurgendo a icona della comunità di appassionati di animazione[26]. Il personaggio contribuì a migliorare la sua immagine pubblica e a farla diventare una idol estremamente popolare[27].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne affidato a Valentina Mari. Secondo il dialoghista italiano Gualtiero Cannarsi, con Rei si presentarono diverse difficoltà interpretative: «Il difficilissimo monologo di Rei Ayanami nella quattordicesima puntata, ad esempio, [era] costato alla brava Valentina Mari ben cinquantadue incisioni»[28]. In lingua spagnola è doppiata da Joël Mulachs[29]. Nell'adattamento latinoamericano è doppiata da Circe Luna[30]; in un successivo doppiaggio il suo ruolo è stato affidato alla doppiatrice Gaby Ugarte[31]. In lingua tedesca è interpretata da Marie Biersted[32]. Anche nell'adattamento francese il suo ruolo è stato affidato a diverse doppiatrici; nella serie originale e nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance è doppiata da Stéphanie Lafforgue[33]; nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone è interpretata da Françoise Escobar[34]. In coreano è doppiata da Do Yeong Song, in portoghese da Priscilla Concépcion[31]. Nell'adattamento nordamericano il suo ruolo è stato affidato a Amanda Winn Lee in tutte le sue incarnazioni, eccezion fatta per Rebuild of Evangelion, in cui è doppiata da Brina Palencia[35].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rei Ayanami è colei che pilota l'Unità 00[36][37] presso l'organizzazione paramilitare Nerv in qualità di "First Children"[38]. La sua data di nascita è sconosciuta[39][40]. Pare che il suo corpo sia stato creato in base alle spoglie di Yui Ikari, brillante ricercatrice che perse la vita in un esperimento di collaudo dell'Unità 01. Sembra che sia nata presso la terza sede distaccata di un organo chiamato Laboratorio per l'Evoluzione Artificiale[41], e che nel livello più profondo del quartier generale della Nerv siano custoditi numerosi cloni della ragazza. Tutti i cloni che vengono attivati sono caratterialmente diversi fra loro, ma possiedono una sola anima, appartenente al secondo Angelo Lilith[42].

Nel 2010 Gendō Ikari porta un suo primo clone nella base del Gehirn, società responsabile dello sviluppo e della costruzione delle Unità Evangelion, spacciandola come la figlia che un suo conoscente gli ha affidato[43]. Questa prima Rei viene uccisa dalla dottoressa Naoko Akagi[44], collega e amante segreta di Gendō. La sera della sua visita al Gehirn, la piccola Rei si smarrisce nella sala comandi del laboratorio e si rivolge alla dottoressa chiamandola «vecchia» per provocarla, per poi confessarle che in realtà è stato Gendō a dirle così. Nel viso della bambina, Naoko riconosce i tratti di Yui, e in un impeto di violenza sfoga la sua rabbia sulla bambina, strangolandola e uccidendola, per poi suicidarsi[45]. In seguito al decesso del primo corpo viene attivato un secondo clone di Rei, che nel 2014 si trasferisce presso la prima scuola media comunale di Neo Tokyo-3[46]. La giovane, completamente sottomessa al volere di Gendō[47], con il progredire degli eventi e delle battaglie riesce a stringere amicizia con il suo collega Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01, grazie al quale inizia ad acquisire maggiore consapevolezza di se stessa e della propria identità[48]. Nel combattimento contro l'Angelo Armisael, Rei decide di farsi esplodere con il proprio Evangelion per salvare il ragazzo, distruggendo il nemico. Dopo il suo sacrificio, la seconda Rei viene sostituita da un terzo e ultimo clone. Tutti gli altri corpi, custoditi in una vasca situata nel Terminal Dogma della Nerv, vengono distrutti dalla dottoressa Ritsuko Akagi[49][50]. Grazie alla relazione stretta con Shinji, nel film The End of Evangelion Rei decide di ribellarsi a Gendō[51], unendosi contro la sua volontà a Lilith e lasciando decidere al compagno il corso del Third Impact e dell'intero genere umano[52].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«Rei-chan è molto popolare... Penso sia una persona molto tranquilla, di poche parole e che non si lamenta. Credo che ragazze come lei siano molto ricercate in Giappone. [...] Per quanto riguarda Rei-chan, l'hanno creata per farle pilotare un Evangelion. In altre parole, lei è un clone di un essere umano. [...] È stata creata allo scopo di pilotare un Evangelion e non sono per niente sicuro che ne sia felice.»
Hideaki Anno, regista della serie animata[53]
« [Rei] non tradisce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che sente; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino, da questa superficialità, che non vuol dire assenza di profondità interiore, ma assenza della necessità di possederla — davvero qualcosa di mistico. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in realtà ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, sono riuscita a sincronizzarmi con Rei. »
(Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei[54])

Rei Ayanami è una ragazza dalla personalità schizoide[55] taciturna e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il proprio prossimo ed esegue meccanicamente qualsiasi ordine le venga impartito, anche se particolarmente crudele[4][56]. È estremamente introversa[57], socialmente distaccata, laconica e apparentemente malinconica[7]. In una scena del sesto episodio della serie, Shinji le chiede il motivo che la spinge a voler salire a bordo dell'Evangelion, domanda a cui Rei risponde dicendo di trovare in questo il proprio «legame» con le altre persone, dimostrando così di impegnarsi nella lotta contro gli Angeli non per scelta o per idealismo, ma come se fosse il suo unico punto di collegamento con gli altri[58]. Nel corso degli eventi di Evangelion si impegna in azioni pericolose che le potrebbero costare la vita, palesando una forte tendenza al nichilismo[59]. Pare che non si preoccupi di morire, ma che accolga la morte come se fosse l'unico modo per dimostrare di aver vissuto[7]. Tuttavia, al di là del suo atteggiamento apparentemente freddo, la ragazza affronta sentimenti di alienazione e di angoscia esistenziale[60] e sembra soffrire di solitudine[58].

Negli ultimi due episodi della serie, durante il Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo è presente un monologo interiore della ragazza con diverse riflessioni metafisiche e psicoanalitiche. In un primo momento, Rei si rimprovera di avere «un corpo e un'anima fasulli»; successivamente, la voce della sua coscienza la accusa di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». A questo, Rei risponde freddamente dicendo: «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[61]. Secondo il regista della serie animata, Hideaki Anno, la ragazza, essendo consapevole di essere «rimpiazzabile» in caso di morte, è portata a non apprezzare la propria vita, a farsi del male e ad isolarsi: «La sua presenza, la sua esistenza — apparente esistenza — è effimera. È una ragazza molto triste. Ha solamente il minimo indispensabile di ciò di cui ha bisogno. [..] Danneggia se stessa, e non ha bisogno di amici»[62]. Sembra che Rei sia del tutto ignara delle più elementari regole di vita e di igiene, quasi non avesse avuto nessuno da cui apprenderle, o che ne sia completamente disinteressata. Questo atteggiamento può essere collegato all'immagine data dal suo appartamento personale, completamente trascurato e abbandonato a se stesso. Tutto questo riporta a un'affermazione proferita dalla dottoressa Ritsuko Akagi nella quinta puntata della serie, secondo la quale Rei non sarebbe «molto portata per vivere»[63]. Nel dodicesimo episodio afferma di non aver bisogno di lasciare disposizioni testamentarie, e rivela di provare «ripugnanza» per la carne[64]. L'origine di questo particolare è rintracciabile in una scelta del regista Hideaki Anno, vegetariano e abituato a trasporre aspetti della propria vita personale nelle sue storie[65][66].

Secondo la doppiatrice nordamericana del personaggio, Amanda Winn-Lee, nonostante l'apparenza fredda e distaccata, in Rei è presente una «piccola scintilla di umanità», offuscata però dalla «sua negativa percezione di sé»[67]: «Sa di essere rimpiazzabile, ma resta un essere umano»[68]. Secondo il character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, Rei è perfettamente capace di provare emozioni e sentimenti, ma ha grandi difficoltà espressive e comunicative: «Rei è inespressiva, ma significa che non sente emozioni, o che è semplicemente incapace di esprimerle[69]. Nella sequenza finale del sesto episodio della serie, la ragazza, dopo essere sopravvissuta alla battaglia contro l'Angelo Ramiel, vede il suo collega e compagno Shinji piangere di fronte a lei. Non comprendendo le emozioni del ragazzo, Rei sostiene di non sapere che cosa fare in momenti del genere. Shinji le risponde consigliandole di sorridere, gesto che, dopo un'iniziale titubanza, la ragazza compie per la prima volta di fronte a lui. Dal dialogo è desumibile l'effettiva difficoltà di Rei nell'esternare i propri sentimenti, piuttosto che una sua supposta incapacità nel provarli[7].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo parallelo con una storia completamente differente rispetto a tutte le puntate precedenti; in questa realtà alternativa Rei viene presentata nelle vesti di una ragazza appena trasferitasi nella classe di Asuka e Shinji[70], con una personalità radicalmente diversa rispetto alla serie originale[71], allegra, svagata e irascibile[61]. Questa Rei estroversa è presente in alcuni spin-off di Neon Genesis Evangelion, come Evangelion Iron Maiden, ambientato nella realtà alternativa dell'ultimo episodio, e l'original net anime Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale[72][73].

Nell'adattamento cartaceo, scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto, Rei appare più empatica e aperta al contatto umano. Durante lo scontro con l'Angelo Armisael, la giovane riesce a prendere coscienza dei propri sentimenti di tristezza e di affetto nei confronti di Shinji[74]. Anche nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance l'umanità e il calore del personaggio sono molto più evidenti rispetto alla serie animata originale[75]. Durante la pellicola la ragazza appare frustrata della sua vita senza passioni[76], insoddisfazione che la porta a cercare di essere più attiva e ad aprirsi con le altre persone[77]. Commossa e al tempo stesso spaventata dalla gentilezza che Shinji dimostra nei suoi confronti, la giovane tenta di sciogliere il ghiaccio tra il compagno e suo padre Gendō organizzando una cena per entrambi, fallendo nell'intento. In origine, Anno pensò di usare un'idea simile per il quarto episodio della serie televisiva, ma la proposta fu accantonata in fase di produzione[78]. Tuttavia, nella pellicola successiva, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, la Rei presente in Evangelio 2.0 viene sostituita da un altro clone, che dimostra di non ricordare nulla della sua vita precedente e di riservare un atteggiamento molto freddo e distaccato nei confronti delle altre persone e di Shinji.

Riferimenti culturali ed interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

« L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco. »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11[79])

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, apparentemente collegati ad alcune divinità del pantheon shintoista, Rei presenta alcune affinità con la dea del Sole, Amaterasu[80][81]. Secondo alcune interpretazioni, i tre cloni di Rei potrebbero essere ricondotti ai tre stadi evolutivi dell'anima umana postulati dalla cabala ebraica: Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico), e Neshamah (lo spirito, frutto della connessione fra uomo e Dio)[82].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Rei Ayanami diventò un personaggio estremamente popolare tra gli appassionati di animazione sin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion. Già nel 1995 diventò la protagonista di numerose fan fiction[83], fan art e dōjinshi[84]. Questa grande popolarità del personaggio si rifletté in un numerosi sondaggi di popolarità. Ad esempio, immediatamente dopo la conclusione della serie, Rei venne eletta miglior personaggio femminile del momento in due sondaggi condotti nel 1996 e nel 1997 dalla rivista giapponese Animage[24][25]. Nel 1998, anno di uscita del film The End of Evangelion, riuscì a posizionarsi quinta nella stessa tipologia di sondaggio e a restare il personaggio femminile più popolare della serie[85]. Nel 2002 l'emittente TV Asahi la inserì al 36º posto tra i «cento personaggi più amati della storia dell'animazione giapponese»[86].

Cosplayer di Rei Ayanami con la lancia di Longinus[87]

In una classifica sulle cento scene più significative della storia dell'animazione stilata da TV Asahi, la scena in cui «Rei Ayanami sorride a Shinji per la prima volta», presente nel sesto episodio di Neon Genesis Evangelion, riuscì a raggiungere la 14ª posizione, e quella del «suicidio di Rei» della ventitreesima puntata la 53ª[88]. Il sorriso di Rei riapparve in un'altra classifica dell'emittente, conquistando il 45º posto fra le scene più memorabili dell'animazione giapponese[89]; analogo risultato si registrò con il proponimento della stessa tipologia di sondaggio, occasione in cui «il primo incontro tra Shinji Ikari e Rei Ayanami» riuscì a conquistare il 16º posto[90]. Anche il «suicidio di Rei» riconquistò una posizione fra le varie classifiche di TV Asahi, in occasione di un sondaggio sulle «scene più toccanti dell'animazione giapponese» in cui conquistò il nono posto[91].

Anche il magazine Newtype ebbe modo di sottolineare la popolarità del personaggio. Nelle classifiche mensili sui personaggi più apprezzati del momento dai lettori del periodico, Rei riuscì a conquistare in numerose occasioni le prime posizioni. Nell'agosto e nel settembre 2009 emerse al quarto e al secondo posto[92][93]. Nel mese di ottobre di quell'anno riuscì a conquistare il terzo posto e a diventare il personaggio femminile più popolare della serie[94]. L'anno seguente, a marzo 2010, Newtype la nominò «personaggio femminile più popolare degli anni novanta»[95].

Secondo il critico letterario Hiroki Azuma, Rei Ayanami «ha dimostrato di essere un personaggio di grande impatto». Fra le ragioni di questa affermazione, Azuma ha annoverato l'interpretazione della doppiatrice originale, Megumi Hayashibara: «La solitudine di Rei [...] ci offre immagini estremamente realistiche dell'incomunicabilità che affrontano i bambini di oggi»[96]. Tuttavia, secondo il sito Anime-planet.com, nonostante ci siano delle interessanti rivelazioni sul personaggio, considerato «di gran lunga il più interessante [di Evangelion]», lo spettatore non scoprirà mai «chi è davvero» e quali segreti nasconda: «[Il personaggio di Rei Ayanami] non è stato esplorato a dovere»[97]. Parere analogo è stato espresso dal sito web Animecritics.com, secondo il quale: «[Rei] non ha alcuna personalità, e rimane un enigma per la maggior parte della serie. Parte dell'intrigo dell'anime è scoprire quali segreti nasconda»[98]. Raphael See di Themanime.org, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», ha dichiarato di non comprendere le ragioni della sua enorme popolarità[99]. Secondo il sito giapponese Oricon, il personaggio di Rei è diventato l'emblema di Neon Genesis Evangelion[100]. Della stessa linea di pensiero si è dimostrato il periodico Nihon Keizai Shimbun, che l'ha descritta come una «dea fasciata», una «icona dell'animazione giapponese»[101]. Thomas Zoth, editor del sito web Mania.com, l'ha inserita fra le dieci eroine più iconiche dell'animazione nipponica[102]. Chris Mackenzie del sito IGN lo ha enumerato fra i migliori venticinque personaggi dell'animazione giapponese. Fra le varie ragioni di questa scelta, Mackenzie ha sottolineato l'assoluta originalità del personaggio, molto diverso dalle numerose eroine a lei simili create dopo l'enorme successo di Evangelion: «La differenza tra Rei e tutte quelle pseudo-Rei è che ci potrebbe essere qualcosa dietro la sua facciata. [Rei] è un mistero che non possiamo risolvere»[103].

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei

Rei Ayanami ha avuto una notevole influenza sul mondo dell'animazione giapponese e su molti personaggi immaginari successivi. In seguito all'enorme successo di Neon Genesis Evangelion vennero creati numerosi personaggi femminili con i suoi tratti caratteriali ed estetici[102], fra i quali flessibilità, passività, e assenza di emozioni[103]. Molti critici hanno ricondotto al grande successo di Rei l'origine del cosiddetto «fenomeno moe» nel mondo dell'animazione giapponese[102]. Tuttavia, secondo il ricercatore e critico culturale Hiroki Azuma, questo fenomeno non è da ricondurre alla diretta influenza di Evangelion o di Rei. Nonostante l'enorme successo di personaggi femminili a lei simili e il loro ampio uso nel mercato dei fumetti, degli anime, e delle fanzine, a influenzare i produttori non fu il personaggio in sé per sé, ma il cambiamento dei canoni moe della subcultura otaku da lei causato[104]. Di conseguenza, anche i numerosi produttori che non si ispirarono a Neon Genesis Evangelion incominciarono a creare dei personaggi accostabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe da lei mutuati, come capelli blu, pelle pallida e personalità mite[104]. Tra le eroine create sotto una sua diretta influenza vi sarebbero Tsukishima Ruriko della visual novel Shizuku e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico[105][106]. Fra i personaggi a lei affini si annoverano Miharu di Gasaraki[107], Vanilla H di Galaxy Angel[108], Neya di Mugen no Ryvius[109], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[110], Riza Hawkeye di Fullmetal Alchemist, Dorothy R. Wayneright di The Big O[111], Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire e Lain Iwakura di serial experiments lain[112][113].

Secondo Justin Wu di The Artifice, Rei è considerabile un prototipo dei personaggi «mukuchi» (無口? lett. "senza bocca"), termine usato dagli appassionati di animazione per indicare personaggi reticenti e apparentemente privi di emozione. Questo elemento moe, che conobbe ampia popolarità solamente in seguito al successo di Rei, è rintracciabile in numerosi personaggi femminili successivi, come Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[7]. Altri personaggi paragonabili e paragonati a Rei Ayanami, oltre a Yuki Nagato[114], sono Yuzuriha Inori di Guilty Crown[115], Miyu di Mai-HiME[116] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui[117].

La sua influenza è rintracciabile anche in campo musicale. Hanno tratto ispirazione dal personaggio di Rei la band giapponese Rey per la scelta del proprio nome[118], e Motoo Fujiwara, cantante del gruppo giapponese Bump of Chicken, per scrivere il testo della canzone Arue (アルエ?)[119].

Cosplay[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplay di Rei
« Per il design concept di Evangelion i personaggi avrebbero dovuto avere un aspetto "relativamente contenuto". Ma i plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione l'idea [di indossarli]. Eppure c'erano, al Comic Market del dicembre 1995, o al Wonder Festival del febbraio 1996... Sapete, io odio le folle, quindi di solito l'intero panorama dei cosplay è solamente una realtà distante. Ma questo... questo, dovevo vederlo. In particolare, ho visto ragazze con parrucche celesti che indossavano plugsuit bianchi. Mmm. Dovevo vederlo. »
(Yoshiyuki Sadamoto[120])

Nel corso degli anni diverse celebrità e personaggi dello spettacolo hanno impersonato Rei Ayanami. Ad esempio, durante l'evento Anime Expo, tenutosi a Los Angeles nel 2008, la cantante giapponese Shōko Nakagawa indossò i panni di Rei durante un'esibizione[121][122]. Nel 2006 l'attrice Natsuki Katō si mostrò in un cosplay di Rei Ayanami per promuovere il lancio di Evangelion Chronicle, rivista contenente varie illustrazioni e informazioni su Neon Genesis Evangelion[123].

In occasione di una manifestazione organizzata per celebrare l'uscita del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'idol Miu Nakamura indossò assieme ad altre cinque modelle il plugsuit di Rei Ayanami[124][125]. Nel 2008 l'idol Yuri Morishita indossò i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[126]. Nel 2012, Umika Kawashima, cantante del gruppo giapponese 9nine, posò in un cosplay di Rei durante un set fotografico[127][128]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show di quell'anno, la modella inglese Jourdan Dunn sfoggiò un abito estremamente simile al plugsuit bianco del personaggio[129][130], fatto che causò i dubbi e le perplessità dello studio Gainax, produttore di Neon Genesis Evangelion[131][132].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Thomas Zoth del sito web Mania.com, il personaggio di Rei diventò così popolare da generare una vera e propria «esplosione di merchandising»[102], tra cui giocattoli[133], magliette[134], action figure[135][136], sue riproduzioni a grandezza naturale[137][138], accessori[7] e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[139][140]. Anche le action figure riscossero un immediato e incondizionato successo[141][142]. Secondo lo scrittore giapponese Kazuhisa Fujie, nonostante l'iniziale insuccesso commerciale relativo ai modellini e ai giocattoli della serie, le action figure di Rei diventarono così popolari da superare le vendite delle Unità Evangelion: «Fu il primo e forse unico caso di un anime [robotico] in cui le vendite delle riproduzioni dei personaggi umani superarono quelle dei robot»[143]. Notevole successo incontrarono i libri o le riviste che ritraevano la sua immagine in copertina[44], fra cui un numero dell'edizione giapponese del noto periodico Rolling Stone[144]. Il personaggio diventò così popolare da essere soprannominato «la via più veloce per esaurire le merci» o «la premium girl» dai mass media giapponesi[44].

Nel 2001 l'azienda Broccoli pubblicò un videogioco intitolato Shin seiki Evangelion - Ayanami ikusei keikaku (新世紀エヴァンゲリオン 綾波育成計画? lett. "Neon Genesis Evangelion - Il progetto di allevamento di Ayanami"), nel quale il giocatore assume il compito di accudire Rei Ayanami[84]. Nel 2005, per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion, il mangaka Mine Yoshizaki progettò diverse action figure degli Angeli in sembianze antropomorfe; fra i vari modelli ideò una figure dell'Angelo Lilith ispirata al character design di Rei[145]. Nel dicembre del 2009 sul sito web Yahoo! Japan vennero messe all'asta due chitarre Fender ispirate al personaggio di Rei, con un prezzo di partenza di 5 600 dollari ciascuna, vendute a 102 200 e 87 350 dollari[146][147]. Nel 2012, durante l'evento estivo Shiohaku Expo 2012, nei pressi della sede dell'emittente televisiva Nippon Television fu costruita una fedele riproduzione del personaggio, alta più di diciotto metri e dotata di scivolo[148][149][150]. Nel 2013, in occasione dell'evento Eva Expo di Shangai venne costruita una minuziosa riproduzione della camera da letto della ragazza[151] e fu esposto un suo modello a grandezza naturale[152].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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