Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Asuka Sōryū Langley

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Non sono la tua bambola! »
(Asuka alla madre, Neon Genesis Evangelion, episodio 22)
Asuka Sōryū Langley
Asuka Soryu.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. アスカ 惣流 ラングレー (Asuka Sōryū Rangurē)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hideaki Anno
Studio Gainax
1ª app. *Anime: Episodio 8
  • Manga: Capitolo 20
Voce orig. Yuko Miyamura
Voci italiane
Sesso Femmina
Data di nascita 4 dicembre 2001
Parenti

Asuka Sōryū Langley (惣流 ラングレー アスカ Sōryū Rangurē Asuka?) è uno dei protagonisti dell'anime e del manga Neon Genesis Evangelion. È doppiata nella versione originale da Yuko Miyamura, mentre in quella italiana da Ilaria Latini[1].

Concezione e design[modifica | modifica wikitesto]

Foto della portaerei statunitense USS Langley (CV-1), da cui Hideaki Anno ha attinto per il cognome del personaggio

Il regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion, Hideaki Anno, per il cognome del personaggio si ispirò ai nomi delle portaerei della Marina Imperiale Giapponese Sōryū e dalla statunitense USS Langley (CV-1). La scelta del nome Asuka deve invece la sua origine al personaggio di Asuka Saki (砂姫 明日香 Saki Asuka?), protagonista del manga SuperGirl Asuka (超少女明日香 Cho-Shojo Asuka?) di Shinji Wada[2].

Secondo il mangaka e character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, in una delle prime fasi di ideazione della serie disegnò una ragazza simile ad Asuka nelle vesti di personaggio principale di Evangelion; inizialmente infatti Anno richiese una ragazza come protagonista di Neon Genesis Evangelion, così che l'opera risultasse strutturalmente simile alla precedente serie dello studio Gainax, Punta al Top! GunBuster[3]. Sadamoto tuttavia si dimostrò molto riluttante all'idea dopo Gunbuster e Nadia - Il mistero della pietra azzurra, entrambe serie con protagoniste di sesso femminile, non comprendendo inoltre il perché una ragazza dovesse voler pilotare un robot. A fronte di questo, il character designer chiese espressamente ad Anno di inserire un ragazzo nelle vesti di protagonista della serie invece di una ragazza. Nello specifico, il mangaka concepì il personaggio in modo da farle assumere un ruolo da «idol» nel mondo di Evangelion, e ideò la sua relazione con il protagonista maschile Shinji Ikari in base a quella fra Nadia e Jean de Il mistero della pietra azzurra[3].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Tiffany Grant, doppiatrice di Asuka nella versione nordamericana della serie

Il personaggio di Asuka venne interpretato dalla seiyuu Yūko Miyamura sia nella versione originale della serie televisiva, sia nei film Death & Rebirth e The End of Evangelion[4][5], nonché nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Secondo Miyamura, il doppiaggio di Asuka si rivelò così difficile da essere arrivata a voler «cancellare Evangelion» per diversi anni[6]. A quanto da lei stessa affermato, verso la conclusione della prima messa in onda soffrì di bulimia e si ritrovò in uno stato psichico simile a quello affrontato da Asuka negli ultimi episodi della serie[7], tanto da affermare: «In caso non lo abbiate intuito, durante il doppiaggio mi sentivo un kamikaze»[8].

In una scena introspettiva del ventiduesimo episodio, nella quale si sente la voce della madre di Asuka chiedere, «Chi sei, tu?», il personaggio viene interpretato da diversi altri membri femminili del cast originale, come Kotono Mitsuishi, Megumi Hayashibara, Miki Nagasawa, Yuriko Yamaguchi e Junko Iwao[9]. Nella stessa puntata è presente inoltre una scena nella quale la ragazza parla alla matrigna in tedesco; sembra che il contenuto del dialogo non fosse specificato nella sceneggiatura originale, ma lasciato alla sensibilità della Miyamura, che per l'occasione seguì dei corsi di conversazione in tedesco[10]. Sempre nella Miyamura è da ricercare l'origine della scimmia di peluche che Asuka stringe a sé in una scena dell'episodio, la quale riprende le sembianze di un modello disegnato personalmente dalla doppiatrice, a ulteriore conferma della sua immedesimazione nel personaggio[11]. L'interprete originale di Shinji, Megumi Ogata, durante l'ultima sequenza della pellicola The End of Evangelion, in cui Shinji strangola Asuka su una spiaggia deserta, strangolò effettivamente Miyamura, ma, a causa dell'agitazione, le strinse il collo così forte da renderle impossibile recitare le battute per diverso tempo. La Ogata stessa in merito affermò che: «Naturalmente, mi sono scusata con lei per averlo fatto. La stavo quasi per uccidere»[12]. Secondo Miyamura, la collega facendo così la aiutò a produrre dei suoni realistici del gesto dello strangolamento, che prima, nonostante gli svariati tentativi, non riusciva a compiere in modo soddisfacente[13].

In un'intervista, Miyamura affermò di aver particolarmente apprezzato il carattere tsundere del personaggio, e si dichiarò piuttosto sorpresa delle differenze presentate nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance rispetto alla serie originale, tra le quali il suo cambio di nome in Asuka Shikinami Langley[13]. Tiffany Grant, doppiatrice nordamericana del personaggio, affermò che interpretare il personaggio è stato per lei «rinfrescante», siccome «dice delle cose tremende alle persone, delle cose che vorresti dire alla gente senza poter cavartela»[14].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Asuka Sōryū Langley nasce il 4 dicembre 2001. Benché il suo sangue sia per metà tedesco e per metà giapponese, ha cittadinanza statunitense[15]. Cresciuta ed educata in Germania, nel 2005 viene selezionata come Second Children, soggetto qualificato a cui è destinato il pilotaggio dell'Eva-02. Lo stesso giorno della sua selezione, sua madre Kyoko, divenuta mentalmente instabile, si suicida impiccandosi[16][17]. Shockata per il suicidio della madre, Asuka da quel giorno adotta quale propria ragione di vita la propria autoaffermazione. Pare che, fin dalla tenera età, la piccola sia stata sottoposta a test specifici per divenire pilota[18].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

« Asuka non è stato il personaggio più aperto che abbia mai incontrato. [...] Ogni volta che cercavo di ottenere con lei una maggiore sincronizzazione, Asuka non permetteva a se stessa di sincronizzarsi con me. Perfino alla fine, lei non ha mosso un piede oltre la linea, in modo da avvicinarsi a me. Un giorno, ho pensato che ci fosse un muro nel cuore di Asuka »
(Yūko Miyamura, doppiatrice originale di Asuka[19])

Asuka è una ragazza orgogliosa[20][21], indipendente[22] ed estremamente sicura di sé. Sembra guardare dall'alto verso il basso le altre persone, desiderando al tempo stesso di essere costantemente al centro dell'attenzione[23]. A differenza dei personaggi di Shinji e Rei Ayanami, si dimostra molto orgogliosa del suo ruolo di pilota della Nerv, impegnandosi con grande entusiasmo nelle missioni[22]. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto ai suoi colleghi piloti è il suo carattere attivo e vivace. In conseguenza del suo grande orgoglio, detesta perdere, e, con il proseguire delle battaglie contro gli Angeli, perdendo a poco a poco la fiducia in se stessa, viene psicologicamente e fisicamente provata[24]. Benché il suo carattere apperentemente forte, aggressivo e competitivo fornisca un chiaro punto di contrasto con Shinji, Asuka soffre dello stesso senso di alienazione del compagno[25]. Difatti, lo spirito eccessivamente competitivo e la mancanza di autostima della ragazza devono la loro origine al rapporto vissuto con la madre, suicidatasi dopo essere diventata mentalmente inferma[26]. In seguito alla morte del genitore, come per far fronte alla sua perdita, Asuka si immerge totalmente nel proprio orgoglio, sino a diventare indisposta ad ogni tipo di aiuto o consiglio da parte delle altre persone, lottando costantemente nel tentativo di essere riconosciuta come essere umano[25]. Inoltre, a causa del suo difficile rapporto con la matrigna, la giovane è tormentata dalla solitudine, fattore questo che spiega il perché decida di «essere forte» e pienamente indipendente[27].

Il comportamento di Asuka sembra riconducibile a quella che in termini psicologici è talvolta indicata come protesta virile, ovvero la tendenza, tipica di alcune donne stanche del ruolo sociale solitamente assegnato al genere femminile, a comportarsi in modo esageratamente mascolino. Pare infatti che la ragazza consideri i ragazzi suoi coetanei come rivali a cui dimostrare le proprie capacità[28]. Si potrebbe allora ipotizzare nella psicologia della ragazza una sorta di complesso nei confronti del sesso maschile, bramosa di raggiungerne o o forse superarne l'immagine, in una sorta di fusione tra un complesso di inferiorità latente e una rivalità radicale. Asuka, in termini prettamente psicoanalitici, sarebbe classificabile come una ragazza dalle spiccate tendenze misandre, più in particolare portata a vedere i ragazzi intorno a lei come meri rivali, dominata com'è dalla necessità di batterli così da poter realizzare un suo spasmodico desiderio di autoaffermazione. Per questa ragione, fin nella prima metà della serie attacca frequentemente Shinji con frasi come «Sei un uomo, no?», generalmente volte ad annichilire la virilità del suo interlocutore[29]. In un flusso di coscienza presente nel venticinquesimo episodio della serie verrà rivelato che uno dei motivi principali che la spingono a salire a bordo dell'Eva è la paura di restare sola. In particolare, quando la sua collega Rei Ayanami la accusa di star cercando se stessa «nelle altre persone», sullo schermo compare la didascalia «ansia della separazione», espressione che in campo psicologico indica il manifestarsi di eccessiva ansia o tristezza al momento di lasciare una persona a cui si è legati, solitamente visibile nel caso di bambini separati da loro parenti stretti, come la madre[30].

Secondo una descrizione del personaggio presente nel program book della versione cinematografica, la perdita della madre in tenera età l'ha portata a scegliere la forza come propria ragion d'essere, «la forza di essere desiderata dagli altri, e al tempo stesso di non aver bisogno di nessuno»[31]. Afflitta dalla paura di non essere necessaria, la ragazza sarebbe paragonabile ad un «alto, ma fragile muro»[32]. Come emerso da alcuni dialoghi presenti nel penultimo episodio della serie, nonostante l'apparente indipendenza, Asuka ha ancora più bisogno dell'Eva di quanto ne abbia lo stesso Shinji. Se, in un primo momento, insulta il proprio Evangelion chiamandolo «rottame», in un secondo momento afferma che: «Il rottame sono io. A nessuno può servire un pilota di Eva incapace di pilotare»[33].

Relazione con Shinji[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo capitolo della tetralogia Rebuild of Evangelion, Asuka, benché inizialmente rifiuti Shinji, in un secondo momento sembra provare gelosia nei suoi confronti[34][35]. In particolare, sebbene nella prima metà del lungometraggio la ragazza respinga con forza il contatto con le altre persone, nella seconda metà pare invece interessarsi ai sentimenti del compagno; per questa ragione, lo sceneggiatore Yōji Enokido aggiunse una scena in cui la giovane, sentendosi sola, di notte entra senza permesso nella camera di Shinji, per poi dormire insieme a lui[36].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Cosplayer di Asuka

Asuka è diventato un personaggio notevolmente popolare fra gli appassionati di animazione, notorietà questa che le ha consentito di emergere in diversi sondaggi di popolarità in numerose riviste specializzate, come, a esempio, nelle indagini annuali sui migliori personaggi femminili del momento condotte nel 1996 e nel 1997 dal periodico Animage, nei quali si classificò rispettivamente al terzo e al quarto posto[37][38]. Simile risultato ottenne nel 1998, con il proponimento della stessa tipologia di sondaggio, nel quale, pur scendendo in graduatoria, riuscì comunque a ottenere la sesta posizione[39]. Altra rivista che sottolineò la sua popolarità fu Newtype, che la nominò terzo personaggio femminile più popolare degli anni novanta, immediatamente dopo Rei Ayanami e Usagi Tsukino, rispettivamente al primo e al secondo posto in classifica[40].

In un sondaggio condotto nel 2009 dal sito giapponese Recochoku su «Quale eroina anime vorresti sposare?», Asuka si classificò in decima posizione nella lista dei personaggi più votati[41]. Similmente, sia nel mese di agosto che di settembre di quell'anno, riuscì a conquistare il primo posto in una classifica dei personaggi femminili più popolari del momento secondo i lettori della rivista Newtype[42][43]. Nel mese di ottobre, pur scendendo di posizione, ottenne comunque il decimo posto[44]. Anche la ricorrente battuta del personaggio, «Ma sei stupido?», divenne ampiamente usata tra gli appassionati della serie[45].

Differente è stata l'accoglienza della critica, che ha nel corso degli anni espresso opinioni sia positive che negative nei confronti del personaggio. Ad esempio, secondo il recensore Pete Harcoff di AnimeCritic.com, sebbene Asuka riesca a fornire una giusta dose di comicità ad Evangelion, resta fondamentalmente un «moccio al naso fastidioso»[46]. Harcoff, in una recensione sul film The End of Evangelion, ha rivelato di aver particolarmente apprezzato le scene di combattimento del film tra Asuka e gli Evangelion Mass Production Model, oltre che l'interpretazione data dalla doppiatrice nordamericana Tiffany Grant[47]. Simile parere fu espresso da Raphael See di Them Anime.org, secondo il quale, non avendo apprezzato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion, Asuka resta «una mocciosa arrogante»[48]. Di opinione opposta si è invece dimostrato Ramsey Isler di IGN.com, che l'ha inserita al 13º posto tra i migliori 25 personaggi della storia dell'animazione giapponese, motivando questa scelta con: «[Asuka] è un personaggio tragico, ma è proprio questo a renderla così avvincente»[49]. Simon Abrams di Slant Magazine, recensendo il film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, ha rivelato di non aver particolarmente apprezzato l'accelerazione avvenuta nel rapporto tra Asuka e Shinji, che, dal suo punto di vista, avrebbe dovuto avere la possibilità di «crescere a suo tempo»[50]. Secondo Eric Surrel di Animation Insider l'improvvista apparizione di Asuka nel lungometraggio è «scioccante e deprimente», soprattutto considerando il suo preponderante ruolo per la trama della serie originale[51].

Il personaggio venne parodiato e omaggiato da Excel, protagonista della serie Excel Saga[52], ed i suoi elementi estetici e caratteriali vennero ripresi dal personaggio di Mai dell'anime Gunparade March[53].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Genna, Neon Genesis Evangelion - Il mondo dei doppiatori, antoniogenna.net. URL consultato il 17 settembre 2013.
  2. ^ (JA) Hideaki Anno, Essay, Gainax. URL consultato il 13 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  3. ^ a b (JA) Intervista a Yoshiyuki Sadamoto, in Der Mond: Newtype Illustrated Collection - Limited Edition, Kadokawa Shoten, 1999, ISBN 4-04-853048-8.
  4. ^ Antonio Genna, "Neon Genesis Evangelion: Death and Rebirth", Antoniogenna.net. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  5. ^ Antonio Genna, "Neon Genesis Evangelion: The End Of Evangelion", Antoniogenna.net. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  6. ^ (EN) Interview with Yūko Miyamura - SMASH 2010, Anime News Network, 5 aprile 2011. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  7. ^ (JA) Two Big Anime Movies this Summer!, in Nikkei Entertainment, agosto 1997.
  8. ^ Gainax, 声ノ出演
  9. ^ Platinum booklet, Episode commentaries, vol. 6
  10. ^ Filmbook, vol. 8, p. 43
  11. ^ Filmbook, vol. 8, p. 52
  12. ^ (EN) Rocking the Boat, Akadot.com, 27 aprile 2001. URL consultato l'11 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  13. ^ a b (EN) Gold Coast Film Festival - Yuko Miyamura Interview, Ravemagazine.com.au, 9 novembre 2010. URL consultato il 31 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2012).
  14. ^ (EN) Otakon Highlights - Evangelion Voice Actors - Aug. 7, 1998, Fansview.com. URL consultato il 13 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2008).
  15. ^ Sony Magazines, vol. 14, p. 23
  16. ^ (JA) Timeline, in Death & Rebirth Program Book, Gainax, 1997. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  17. ^ Poggio, p. 76
  18. ^ Filmbook, vol. 9, pp. 40-41
  19. ^ (EN) Yūko Miyamura, A Place For Asuka in the Heart, in Neon Genesis Evangelion 3-in-1 Edition, vol. 2, Viz Media, 2013, pp. 182-183, ISBN 978-1-4215-5305-4.
  20. ^ Yoshiyuki Sadamoto, khara/Gainax, Cast, in Evangelion, vol. 25, Panini Comics, 2012, p. 3.
  21. ^ (JA) Evangelion - Characters, Gainax.co.jp. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  22. ^ a b Fujie, Foster, p. 83
  23. ^ Fujie, Foster, p. 40
  24. ^ (JA) Characters, in Death & Rebirth Program Book, Gainax, 1997. URL consultato il 27 ottobre 2014.
  25. ^ a b (EN) Satomi Ishikawa, Seeking the Self: Individualism and Popular Culture in Japan, Bern, Peter Lang, 2007, p. 75, ISBN 3-03910-874-3.
  26. ^ (EN) Gerald Alva Miller Jr., Exploring the Limits of the Human Through Science Fiction, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2012, p. 85, ISBN 1-137-26285-0.
  27. ^ Fujie, Foster, p. 84
  28. ^ (JA) 第41回 エヴァ雑記「第八話 アスカ、来日」, su Animestyle.fm. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  29. ^ Cannarsi, vol. 6, p. 44
  30. ^ Sony Magazines, vol. 25, p. 25
  31. ^ (JA) Notes, in Death & Rebirth Program Book, Gainax, 1997. URL consultato il 27 ottobre 2014.
  32. ^ (JA) Children, in Death & Rebirth Program Book (Special Edition), Gainax, 1997. URL consultato il 27 ottobre 2014.
  33. ^ (EN) Susan J. Napier, When the Machines Stop: Fantasy, Reality, and Terminal Identity in «Neon Genesis Evangelion» and «Serial Experiments Lain» (abstract), in Science Fiction Studies, vol. 29, nº 3, Greencastle, SF-TH Inc., novembre 2002, p. 426. ISSN 0091-7729 (WC · ACNP)
  34. ^ (JA) お貞本2009, Osada bon, in Young Ace, nº 3, Kadokawa Shoten, ottobre 2009.
  35. ^ (EN) Gabriella Ekens, The Evolution of Evangelion: Rebuild vs. TV, Anime News Network, 19 febbraio 2016.
  36. ^ khara, 榎戸 洋司, pp. 232-238
  37. ^ (JA) 第18回アニメグランプリ [1996年5月号], Animage. URL consultato il 14 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2014).
  38. ^ (JA) 第19回アニメグランプリ [1997年6月号], Animage. URL consultato il 15 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2014).
  39. ^ (JA) 第20回アニメグランプリ [1998年6月号], Animage. URL consultato il 14 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2014).
  40. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), 新世紀エヴァンゲリオン (Shinseiki Evangerion?), in Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, marzo 2010, pp. 24-25.
  41. ^ (JA) Recochoku, Recochoku.jp. URL consultato il 15 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 1° giugno 2012).
  42. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, agosto 2009, p. 172.
  43. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, settembre 2009, p. 148.
  44. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, ottobre 2009, p. 136.
  45. ^ Fujie, Foster, p. 162
  46. ^ (EN) Neon Genesis Evangelion Review, Animecritic.com. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  47. ^ (EN) Pete Harcoff, The End of Evangelion, Animecritic.com. URL consultato il 12 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  48. ^ (EN) Raphael See, Neon Genesis Evangelion, T.H.E.M. Anime. URL consultato il 3 agosto 2013.
  49. ^ (EN) Ramsey Isler, Top 25 Greatest Anime Characters, IGN.com, 4 febbraio 2014. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  50. ^ (EN) Simon Abrams, Evangelion 2.0, Slantmagazine.com, 18 gennaio 2001. URL consultato il 6 dicembre 2013.
  51. ^ (EN) Eric Surrell, Evangelion 2.22 You Can (Not) Advance, Animationinsider.net, 1º giugno 2011. URL consultato il 14 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  52. ^ (EN) Jay P. Telotte, The Essential Science Fiction Television Reader, Lexington, University Press of Kentucky, 2008, p. 133, ISBN 0-8131-2492-1.
  53. ^ (EN) Jonathan Clements, Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917 - Revised & Expanded Edition, Berkeley, Stone Bridge Press, 2006, pp. 259-260, ISBN 1-933330-10-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (JA) The End of Evangelion Theatrical Pamphlet, Koganei, GAINAX, 1997.
  • Gualtiero Cannarsi, Neon Genesis Evangelion Encyclopedia, Volumi 0:1 - 0:6, Granarolo dell'Emilia, Dynamic Italia, 1997-99.
  • Neon Genesis Evangelion Filmbook, Volumi 1-9, Modena, Panini Comics, 1998-99.
  • (EN) Kazuhisa Fujie, Martin Foster, Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, Tokyo, DH Publishing Inc., 2004, ISBN 0-9745961-4-0.
  • (EN) Neon Genesis Evangelion Platinum Edition Booklet, Volumi 1-7, ADV Films, 2004-2005.
  • (JA) Sony Magazines (a cura di), Evangelion Chronicle, Volumi 1 - 30, De Agostini Japan, 2006-2007.
  • Alessandra Poggio, Cristian Giorgi, Neon Genesis Evangelion Enciclopedia, Granarolo dell'Emilia, Dynit, 2008.
  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side B, Glénat, 2010, ISBN 978-2-7234-7121-3.
  • (JA) ヱヴァンゲリヲン新劇場版:破 全記録全集, Ground Works Co., Ltd, 2010, ISBN 978-4-905033-00-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]