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Asuka Sōryū Langley

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Asuka Sōryū Langley
Asuka Soryu.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. アスカ 惣流 ラングレー (Asuka Sōryū Rangurē)
Lingua orig. Giapponese
Soprannome Second Children
Autore Hideaki Anno
Studio Gainax
1ª app.
Voce orig. Yūko Miyamura
Voci italiane
Sesso Femmina
Data di nascita 4 dicembre 2001

« Io non sono la tua bambola, mamma! Penserò da me stessa, vivrò da me stessa! »

(Asuka, Neon Genesis Evangelion, episodio 22)

Asuka Sōryū Langley (惣流 ラングレー アスカ Sōryū Rangurē Asuka?) è un personaggio della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e illustrato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare in numerose opere tratte dalla serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nel doppiaggio originale è interpretata da Yūko Miyamura. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Ilaria Latini e a Domitilla D'Amico.

Nella serie originale, Asuka è un ragazza orfana di madre che viene arruolata dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-02[1] e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati Angeli in qualità di Second Children[2]. A causa di una serie di traumi emotivi vissuti durante l'infanzia ha sviluppato un carattere estremamente competitivo, arrogante ed egocentrico[3].

Il personaggio di Asuka ha goduto di una vasta popolarità tra il pubblico e gli appassionati di animazione, figurando così in diversi sondaggi di popolarità e ottenendo numerosi riconoscimenti. Alcuni critici ne hanno biasimato la tracotanza e l'eccessiva arroganza; altri invece ne hanno apprezzato il realismo e la complessa introspezione psicologica.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Per il nome del personaggio di Asuka Hideaki Anno si ispirò a quello di Asuka Saki (砂姫 明日香 Saki Asuka?), protagonista del manga SuperGirl Asuka (超少女明日香 Chōshōjo Asuka?) di Shinji Wada. Per la scelta del cognome fuse i nomi di due navi usate nella seconda guerra mondiale, la portaerei della Marina imperiale giapponese Soryu[4] e la statunitense USS Langley, così da collegarsi alla biografia della ragazza, di origini nipponiche e americane[5]. Nonostante le sue origini multietniche però la produzione decise di rendere l'epidermide di Asuka dello stesso colore di Rei Ayanami, altro personaggio femminile di Neon Genesis Evangelion di nazionalità giapponese[6]. Per delineare al meglio la psicologia della ragazza, invece, il regista si basò sulla propria personalità, facendo confluire i propri stati d'animo nel personaggio[7][8].

Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie animata

Nelle prime fasi progettuali di Neon Genesis Evangelion, Anno propose di inserire una ragazza simile ad Asuka nelle vesti di protagonista dell'anime. Tuttavia, Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie, si dimostrò molto riluttante all'idea di riproporre un personaggio femminile nel ruolo di protagonista dopo le precedenti opere della Gainax Punta al Top! GunBuster e Nadia - Il mistero della pietra azzurra: «Un robot dovrebbe essere pilotato da una persona preparata, che sia una donna o meno non fa nessuna differenza, ma non riesco a capire perché una ragazza dovrebbe pilotare un robot». Sadamoto chiese al regista di inserire un ragazzo nelle vesti di personaggio principale, declassandola così al ruolo di co-protagonista, e modellò il rapporto tra Asuka e Shinji Ikari sulla base di quello tra Nadia e Jean de Il mistero della pietra azzurra. Negli intenti iniziali del mangaka, Asuka avrebbe dovuto rappresentare «il desiderio [di Shinji] per il sesso femminile», in opposizione alla «maternità» di Rei[9], e avrebbe dovuto essere la «idol» di Neon Genesis Evangelion[10]. Nel progetto iniziale venne descritta come «una ragazza determinata» che tende ad adattarsi alla situazione, ama i videogiochi e che «aspira a diventare come Kaji». Nel diciannovesimo episodio si sarebbe dovuta ferire gravemente nel tentativo di proteggere Shinji, che avrebbe così «dimostrato il suo valore» nel tentativo di salvarla[11].

In origine Anno la inserì con lo scopo di «alleggerire» l'atmosfera della serie e non era prevista nessuna particolare parabola evolutiva del personaggio. Per definirne il ruolo e abbozzarne la psicologia scelse alcune battute ricorrenti e preferì agire istintivamente, senza seguire un piano ben definito: «Per quanta riguarda il personaggio di Asuka, all'inizio non avevo idea di come comportarmi. Ma ad un certo punto mi venne in mente quella battuta, "Ma sei stupido?", e riuscii a dargli forma. "Che occasione" e "Ma sei stupido" andavano più che bene»[12]. Durante la prima messa in onda della serie però il regista incominciò a criticare gli appassionati di animazione, accusandoli di essere eccessivamente chiusi e introversi; per questo motivò modificò l'atmosfera della seconda metà della serie, rendendo la trama più cupa, violenta e introspettiva. Tale cambio di rotta si rifletté anche sulla storia di Asuka, introdotto come un personaggio essenzialmente positivo, che diventò sempre più drammatico e introverso, andando contro le aspettative degli appassionati[13]:

(JA)

« テレビの目的は快楽原則に乗ってます。要するに、気持ちがいいからテレビを見る。そういうメディアとして育った以上、見慣れないものがきたらシャッターを閉めちゃうのは判る。元気なアスカが見たいのに、こんなアスカじゃ嫌だと感じたら、やっぱり切ります。今の人は視野が狭くなっている。 »

(IT)

« Lo scopo della televisione è quello di favorire il principio di piacere: se ci si sente bene, si guarda qualcosa in televisione. Per questo motivo, se si vedono cose che non si è abituati a vedere, si reagisce interrompendo la visione. Si vuole vedere una Asuka spensierata, ma se la stessa Asuka viene percepita come spiacevole, la si taglia via. »

(Hideaki Anno[14])

Alcuni dettagli furono però lasciati in sospeso: ad esempio, nel ventiduesimo episodio volle focalizzarsi sulla disastrosa situazione emotiva della ragazza, vessata dal suo primo ciclo mestruale, ma, non ritenendosi capace di esplorare una tematica così delicata e «femminile», decise di condensare il tutto in una sola scena[15]. Anche l'interpretazione della Miyamura[12] e la mancanza di tempo che interessò la realizzazione delle ultime due puntate furono decisive. Durante la produzione decise quindi di inserire delle scene in cui fosse rappresentata con dei semplici schizzi disegnati a mano, rimanendo estremamente soddisfatto del risultato e della caratterizzazione del personaggio: «Quando disegnammo Asuka con un pennarello e Miyamura la doppiò, era più Asuka di quanto non lo fosse mai stata»[16].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Asuka fu interpretato dalla seiyū Yūko Miyamura nella serie televisiva originale, nei film Death & Rebirth e The End of Evangelion[17][18], nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion e in alcuni videogiochi, come Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[19][20]. L'unica eccezione è rappresentata da una scena introspettiva del ventiduesimo episodio, in cui venne interpretata dagli altri membri femminili del cast originale, come Kotono Mitsuishi, Megumi Hayashibara, Miki Nagasawa, Yuriko Yamaguchi e Junko Iwao[21]. Secondo Miyamura, il doppiaggio di Asuka si rivelò molto difficile, e per molti anni desiderò «cancellare Evangelion» e dimenticare la propria esperienza[22]. Verso la conclusione della prima messa in onda la seiyū soffrì di bulimia e si ritrovò in uno stato psichico disastroso, simile a quello del suo personaggio[23], ma, nonostante i numerosi problemi che il lavoro le stava procurando, fece di tutto pur di assolvere il proprio compito[24]. La doppiatrice, nonostante le difficoltà, si immedesimò così tanto da seguire un corso di conversazione in lingua tedesca, decidere alcune battute della ragazza[25] e definirne alcuni dettagli, come il pupazzo di stoffa a forma di scimmia presente in alcuni flashback[26][27].

Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

Al momento di doppiare l'ultima scena della pellicola The End of Evangelion, in cui Shinji Ikari strangola Asuka, Megumi Ogata, interprete di Shinji, imitò fisicamente il gesto e strozzò la sua collega. Tuttavia, a causa dell'agitazione le strinse il collo così forte da precluderle una buona recitazione delle battute[28]. Grazie al gesto della Ogata, comunque, Miyamura riuscì a produrre suoni realistici adatti a uno strangolamento, che, nonostante gli svariati tentativi, fino a quel momento non era riuscita a compiere in modo soddisfacente[29]. Ulteriori difficoltà si presentarono durante le sessioni di doppiaggio per il film Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, durante le quali provò «sentimenti confusi e una costante sensazione di stordimento». Lo stesso Hideaki Anno non le spiegò dettagliatamente la trama e l'ambientazione del film, complicandole il lavoro[30].

Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Ilaria Latini e, nelle scene da bambina, Domitilla D'Amico[31]. In lingua inglese è interpretata da Tiffany Grant[32]. Nel doppiaggio spagnolo è interpretata da Ana Pallejà sia nella serie animata sia nel film Death & Rebirth[33], da Iris Largo in The End of Evangelion[34] e da Graciela Molina nella nuova versione cinematografica[35]. In un successivo doppiaggio della serie il suo ruolo è stato affidato a Georgina Sanchez[36]. In catalano è interpretata dalla doppiatrice Nuria Trifol[37], eccezion fatta per i film di Rebuild of Evangelion, in cui è doppiata da Ana Pallejà[38][39]. Nell'adattamento latinoamericano è doppiata da Norma Echevarría[40] e nei Rebuild of Evangelion da Azucena Martínez[41]. In lingua tedesca e in portoghese è interpretata da Julia Ziffer[42] e Fernanda Bulara[43]. Nell'adattamento francese il suo ruolo è stato affidato a diverse doppiatrici: nella serie animata e in Evangelion 2.0 è doppiata da Marjolaine Poulain[44][45], nei due film conclusivi del 1997 da Francoise Escobar[46] e da Céline Melloul nel film Evangelion 3.0[47].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Asuka Sōryū Langley nasce il 4 dicembre 2001[48]. È la figlia della dottoressa Sōryū Kyōko Zeppelin, impiegata di un centro di ricerca chiamato Gehirn, e, pur avendo sangue per metà tedesco e giapponese, ha cittadinanza statunitense[49]. Nel 2005 sua madre funge da cavia in un esperimento di contatto con l'Unità 02, ma, a causa di un incidente occorso durante il test, Kyōko ha un collasso mentale e viene ricoverata in ospedale. Durante il ricovero la scienziata dà prova di infermità mentale e diventa incapace di riconoscere Asuka. La piccola è profondamente ferita dal comportamento del genitore, che parla a una bambola credendo che sia sua figlia. Poco dopo Asuka viene scelta come Second Children[50][51]. Credendo che la sua selezione possa indurre la madre a riconoscerla nuovamente, corre da lei ad annunciarle la notizia, ma trova il suo cadavere appeso al soffitto dell'ospedale[52]. Scioccata e traumatizzata dal suicido della madre, la piccola adotta quale unica ragione di vita la propria autoaffermazione, sostenendo molti allenamenti specifici per diventare pilota e incontrare l'approvazione delle altre persone[53].

All'età di quattordici anni, dopo aver terminato i propri studi universitari ed essersi laureata[3], Asuka parte col suo Eva-02 per il quartier generale della Nerv sulla flotta navale delle Nazioni Unite, accompagnata da un uomo di nome Ryōji Kaji, suo nuovo tutore legale. Durante il viaggio incontra Shinji Ikari, Third Children e pilota dell'Eva-01, e i suoi nuovi compagni di classe Kensuke Aida e Tōji Suzuhara. Poco dopo la flotta viene attaccata dal sesto Angelo, Gaghiel[54]. Vedendo in questo avvenimento una buona occasione per dimostrare le proprie capacità, Asuka lascia entrare Shinji nel proprio Eva-02[55], e, operando in armonia con la stessa Unità Evangelion, i due Children riescono a distruggere il nemico. Il 21 settembre del 2015[56] viene inserita nella classe 2-A della prima scuola media comunale di Neo Tokyo-3[57] e si trasferisce nell'appartamento di Misato Katsuragi, maggiore del reparto operativo della Nerv e sua nuova tutrice, iniziando a convivere con Shinji[58][59]. Con il tempo nella sua mente riaffiorano i ricordi del proprio doloroso passato, che provano la sua stabilità emotiva e fanno calare drasticamente il suo tasso di sincronia con l'Unità 02[60][61]. Quando sull'orbita satellitare terrestre compare il quindicesimo Angelo, Arael, Asuka intercetta il nemico, ma prima che possa andare all'assalto egli attacca la psiche della ragazza, facendo riaffiorare il suo trauma[62]. In seguito alla disfatta del nemico la ragazza si rifugia a casa della sua compagna di classe Hikari Horaki, interrompendo così la convivenza con Misato e Shinji[63][64]. Nella battaglia con l'Angelo successivo, Armisael, il suo tasso di sincronia cala ulteriormente, precludendole ogni possibilità di attivare l'Evangelion[65][66]. La giovane, precipitata in uno stato di depressione, fugge via di casa, ma viene recuperata dagli uomini del reparto servizi segreti della Nerv praticamente invalida e viene ricoverata d'urgenza in ospedale[67][68].

Nel film The End of Evangelion viene fatta salire nuovamente a bordo dell'Eva-02 per ordine del maggiore Katsuragi. All'interno dello 02 Asuka sente la presenza di sua madre e decide di combattere di nuovo[69]. In soli tre minuti affronta nove Unità Evangelion chiamate Mass Production Model, infliggendo loro gravi danni. Dopo il combattimento però viene ferita alla testa da una misteriosa arma chiamata lancia di Longinus, e, nonostante l'apparente sconfitta, i nove Eva si riattivano, attaccando e sfregiando il corpo del nemico e segnando la sua definitiva sconfitta[70].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«A prima vista [Asuka] può sembrare scontrosa e arrogante, e lo capisco, ma con il passare del tempo si riescono a capire le sue vere motivazioni. [...] Credo che, in fondo, non ci sia nulla che non vada in lei, ma ha difficoltà nel comunicare i propri veri sentimenti. Vuole solamente essere amata»
—Tiffany Grant, doppiatrice nordamericana di Asuka[32]

« Asuka non è stato il personaggio più aperto che abbia incontrato. [...] Ogni volta che cercavo di ottenere un tasso di sincronia più alto, Asuka non permetteva a se stessa di sincronizzarsi con me. Perfino alla fine, lei non ha mosso un piede oltre quella soglia, in modo da avvicinarsi a me. Un giorno pensai che ci fosse un muro nel cuore di Asuka »

(Yūko Miyamura, doppiatrice originale di Asuka[71])

Asuka è una ragazza energica[72], orgogliosa[73][74], intraprendente[75] e dal carattere risoluto[76]. Tende a guardare dall'alto verso il basso le altre persone[77] e desidera essere costantemente al centro dell'attenzione[78][79]. Benché normalmente dimostri un atteggiamento testardo ed esuberante, in alcuni momenti esibisce un lato più gentile, sensibile e premuroso[80]. I suoi modi, bruschi e impulsivi, suscitano spesso l'antipatia delle altre persone, che non comprendono le reali intenzioni della ragazza[81][82]. A differenza dei coprotagonisti Shinji e Rei è estremamente fiera del suo ruolo di pilota e si impegna con grande entusiasmo nelle missioni[83], ma nonostante il suo carattere apparentemente forte, aggressivo e competitivo, Asuka soffre dello stesso senso di alienazione dei compagni[84]. In realtà, l'ostentata competitività della ragazza trae origine dalla sua tragica esperienza infantile, segnata dalla malattia mentale e dal conseguente suicidio della madre Kyōko[85][86]. Asuka affronta la perdita subita immergendosi nel proprio orgoglio, sino a diventare indisposta a ogni tipo di aiuto o consiglio, adottando come unica raison d'être la forza e la propria autoaffermazione[87][88]. Ella pilota l'Unità 02 solamente per soddisfare il proprio orgoglio e il suo intimo desiderio di accettazione, bramando di essere considerata «una pilota d'élite che proteggerà l'umanità»[89].

Il suo comportamento denota un carattere contraddittorio e pieno di sentimenti contrastanti[90]: nonostante l'apparente risolutezza, Asuka ha un carattere estremamente fragile ed è tormentata «dalla paura di non essere necessaria»[91]. La sua eccessiva fiducia in se stessa[92] la porta a scontrarsi con Shinji[93][94], e, con il proseguire degli episodi e delle battaglie contro gli Angeli, perdendo a poco a poco la fiducia in se stessa[95][96], viene psicologicamente e fisicamente provata[97]. Anche la morte di Kaji, pilastro della sua vita affettiva[98], e la selezione del Fourth Children, Tōji Suzuhara, contribuiscono a far precipitare il suo orgoglio[99][100]. Dopo aver ostentato per tanto tempo le proprie capacità, la Second Children arriva a mettere in dubbio il senso della propria vita[101] e della propria identità. La situazione la porta a voler evitare ogni tipo di contatto con le altre persone e a rifugiarsi a casa della sua amica Hikari Horaki, senza staccarsi dai videogiochi e senza mai incontrare lo sguardo degli altri[102]. Ella viene sopraffatta dalla paura di restare da sola[103][104] e dimostra di avere un grande bisogno dell'Eva, ancor di più di quanto ne abbia il suo collega Shinji. In una scena del venticinquesimo episodio, insulta il proprio Evangelion chiamandolo «rottame», per poi ammettere: «Il rottame sono io. A nessuno può servire un pilota di Eva incapace di pilotare»[105].

Ugualmente tormentato è il suo rapporto con la First Children, Rei Ayanami, che disprezza chiamandola con i nomignoli di "allieva modello" (優等生 yūtōsei?) e di «bambola meccanica»[106][107]. In una scena del ventiduesimo episodio, Rei si confessa pronta a morire per Gendō Ikari, comandante supremo della Nerv, suscitando l'ira di Asuka, che la prende a schiaffi e confessa di «odiarla da sempre»[108]. Poco dopo, Rei aiuta la compagna durante il combattimento contro l'Angelo Arael, avvenimento che però ferisce ancor più profondamente l'orgoglio della Second Children[109], contribuendo a farla precipitare nella disperazione[110].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo alternativo con una storia completamente differente rispetto alle puntate precedenti, in cui Asuka è una normale studentessa delle scuole medie e un'amica d'infanzia di Shinji Ikari. A differenza degli altri episodi, in questo universo parallelo le Unità Evangelion non sono mai esistite, ragion per cui Asuka non ha vissuto nessun trauma infantile per via della madre Kyōko[111]. Una versione degli eventi simile è rintracciabile nel manga Neon Genesis Evangelion The Shinji Ikari Raising Project[112][113], nello spin-off Petit Eva - Evangelion@School[114][115] e nel videogioco Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd, in cui Asuka entra in conflitto con Rei Ayanami[116].

Ulteriori differenze nella storia e caratterizzazione del personaggio figurano nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, in cui Asuka viene introdotta nel secondo capitolo, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. In questa versione, il cognome di Asuka è Shikinami Langley[117]. Sembra che questo cambio di nome sia stato frutto di una scelta di Hideaki Anno, che ha dichiarato di aver modificato il background del personaggio[118]. Durante il film la ragazza affronta il settimo Angelo con il proprio Eva-02 e viene designata pilota dell'Eva-03[119]. Rispetto alla sua controparte originale, inoltre, Asuka Shikinami sembra più aperta e vulnerabile: in una delle scene del film si confida per la prima volta a qualcuno parlando con Misato[120], non prova alcuna infatuazione per Ryōji Kaji, e anche il suo rapporto con Shinji sembra più affettuoso e tranquillo[121]. Per illustrare meglio la parabola evolutiva del personaggio, lo sceneggiatore Yōji Enokido ha aggiunto una scena notturna in cui la ragazza, sentendosi sola, entra senza permesso nella camera del compagno, dormendo insieme a lui[122]. All'inizio del film, la giovane rifiuta con forza ogni tipo di contatto con le altre persone e Shinji, per poi provare forte gelosia nei suoi confronti e un certo interesse per i suoi sentimenti[123][124].

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione dell'uniforme scolastica di Asuka

« No, non farmi ricordare cose simili! Non disseppellire quello che infine ero riuscita a dimenticare! Io non voglio più questi orrendi ricordi! Basta! Smettila, ti prego, fermati! »

(Asuka ad Arael, Neon Genesis Evangelion, episodio 22)

Nel ventiduesimo episodio della serie è presente un lungo monologo interiore di Asuka, contrassegnato da una serie di immagini e di vocaboli atti a ricreare la libera associazione di pensieri, ricordi e rappresentazioni semantiche di un soggetto studiata e analizzata dal medico Sigmund Freud[125]. In termini psicologici o psicoanalitici, la giovane soffre di «dipendenza», «opposizione», «compensazione», «razionalizzazione», «identificazione primaria»[126] e di "protesta virile" (男性的抗議 dansei-teki kōgi?). Nella psicologia individuale, il vocabolo indica l'insieme delle tendenze esageratamente mascoline riscontrabili in alcune donne stanche del ruolo sociale solitamente assegnato al genere femminile: Asuka considera i suoi coetanei di genere maschile come rivali a cui dimostrare le proprie capacità[127] e soffre di un marcato complesso emotivo nei confronti del sesso maschile, fondendo insieme una cosiddetta «rivalità radicale» e un latente complesso di inferiorità. La protesta virile della ragazza si riflette nelle sue forti tendenze misandriche, che la rendono dominata dalla necessità di battere i propri coetanei, così da poter realizzare un suo spasmodico desiderio di autoaffermazione. Questo spiega anche le espressioni più caratteristiche della Second Children, come «Sei un uomo, no?»[128], generalmente volte ad annichilire la virilità del suo interlocutore e tipicamente rivolte al suo collega Shinji[129], per il quale prova sia interesse sia ostilità[130][131]. A causa della propria intima fragilità e delle proprie insicurezze i due ragazzi non riescono a comunicare emotivamente, continuando però a bramare e provare un certo interesse affettivo reciproco[132][133]. L'eccessivo orgoglio di Asuka le impedisce di ammettere a se stessa di ricambiare i sentimenti del rivale[134], e, con il progredire degli eventi e delle battaglie[135][136], i suoi sentimenti di amore e odio si intensificano[137]. In una scena del quindicesimo episodio della serie televisiva i due giovani si scambiano un bacio[138] sotto proposta della stessa Second Children[139][140], che però inizia a sviluppare un profondo complesso di inferiorità nei suoi confronti[141].

Nonostante la sua profonda sfiducia nei confronti del sesso maschile, Asuka prova un particolare senso di ammirazione nei confronti del suo tutore, Ryōji Kaji[142], che chiama con il termine onorifico senpai[143]. In realtà la sua dipendenza nei confronti di Kaji è dovuta ad un inconscio desiderio di trovare una figura di riferimento a cui appoggiarsi[93][144]. Questa sua infatuazione la porta a provare grande gelosia nei confronti dell'uomo[145] e a tentare di sedurlo[146].

L'ostentato amor proprio del personaggio, imputabile a un disturbo narcisistico di personalità[147], rappresenta un atto di «compensazione», volto a far riconoscere la propria esistenza agli occhi delle altre persone. In seguito alla malattia mentale della madre, Asuka reprime la propria tristezza e decide di non piangere più e di comportarsi da adulta, condotta che può essere accostata al meccanismo di difesa noto come formazione reattiva[148] studiato dallo psicologo Alfred Adler, per cui un desiderio inconscio inaccettabile viene sostituito con il suo opposto. Negli ultimi episodi della serie, dopo aver perso fiducia nelle proprie capacità sviluppa un profondo disgusto nei confronti di se stessa e incomincia a provare ansia all'idea di essere abbandonata nuovamente[149]. Questo comportamento è imputabile a un disturbo d'ansia da separazione, riscontrabile in alcuni bambini piccoli insicuri che manifestano sentimenti di angoscia al momento di separsi dai propri parenti stretti o dai propri cari[150].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Cosplayer di Asuka al Japan Expo 2011 di Marsiglia

Immediatamente dopo la conclusione della serie, Asuka si posizionò seconda fra i «personaggi femminili più popolari del momento» in un sondaggio condotto nel 1996 dalla rivista giapponese Animage, dietro alla coprotagonista Rei Ayanami e a Hikaru Shido di Magic Knight Rayearth[151]. Con il proponimento della stessa tipologia di sondaggio nei due anni successivi riuscì a rimanere nella top 10; nel 1997 raggiunse il quarto posto, mentre nel 1998 il sesto[152][153]. Nei sondaggi mensili di popolarità condotti dalla stessa Animage si piazzò terza ad agosto 1996[154] e settima a luglio 1998[155]. Anche la rivista specializzata Newtype ebbe modo di sottolineare la grande popolarità del personaggio. Nelle classifiche mensili sui personaggi animati più apprezzati del momento dai lettori del periodico, Asuka riuscì a conquistare in diverse occasioni le prime posizioni: nell'agosto e nel settembre 2009 emerse al primo posto e rimase il personaggio femminile più popolare di Neon Genesis Evangelion[156][157], mentre nel mese di ottobre conquistò il decimo posto[158]. A marzo dell'anno seguente, Newtype la elesse «terzo personaggio femminile più popolare degli anni novanta», subito dopo Rei Ayanami e Usagi Tsukino di Pretty Guardian Sailor Moon[159].

Nel 2009 il sito web Recochoku chiese ai propri utenti quale eroina animata volessero sposare; nel sondaggio, Asuka risultò decima[160]. Risultato diametralmente opposto si registrò nel 2017, anno in cui conquistò il sedicesimo posto di un sondaggio indotto dal sito web Anime! Anime!, che chiese ai propri utenti quale fosse il personaggio femminile con cui non vorrebbero mai sposarsi, «neanche al costo di morire»[161]. Nel 2011 il sito web Biglobe chiese ai propri utenti quale fosse il miglior personaggio femminile moe, sondaggio in cui Asuka emerse al 38º posto[162]. Nel 2012 l'emittente Fuji TV chiese a circa 14 000 appassionati quale fosse la miglior eroina animata di sempre, occasione in cui riuscì a conquistare il ventiduesimo posto[163]. Due anni più tardi il sito Anime News Network sottopose ai propri utenti un sondaggio su quali fossero i migliori piloti dell'animazione giapponese; nell'elenco dei personaggi più votati, Asuka Sōryū Langley emerse in quinta posizione[164]. Anche la battuta ricorrente del personaggio, «Ma sei stupido?», trovo grande notorietà, sino a diventare una delle sue caratteristiche più famose[165].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Una Mercedes-Benz con una livrea ispirata ad Asuka

Numerosi critici e riviste specializzate hanno espresso apprezzamenti e critiche nei confronti del personaggio di Asuka. Pete Harcoff di AnimeCritic.com, pur apprezzandone la comicità e la spensieratezza, l'ha descritta come un «fastidioso moccio al naso»[166]. Un parere analogo è stato espresso da Raphael See di T.H.E.M. Anime Reviews, che, menzionando gli aspetti negativi di Neon Genesis Evangelion e della caratterizzazione dei suoi personaggi, l'ha definita «una semplice mocciosa arrogante»[167]. Di opinione opposta si è dimostrato Ramsey Isler di IGN, che l'ha inserita al tredicesimo posto tra i «migliori personaggi della storia dell'animazione giapponese». Fra le ragioni della sua scelta Isler ha citato la curata parabola negativa del personaggio e il realismo della sua caratterizzazione: «È un personaggio tragico, ma è proprio questo a renderlo così accattivante»[168].

Secondo lo scrittore Jay Telotte, Asuka «è il primo personaggio con doppia cittadinanza realistico in tutta la storia della fantascienza giapponese»[169]. Anche il sito Charapedia ne ha elogiato il realismo e l'originalità: «La descrizione della sua psicologia è realistica e senza forzature, diversamente da quanto avviene per molti personaggi animati. [...] Quel suo lato gentile e infantile è la vera ragione del fascino di Asuka»[170]. Lynzee Loveridge di Anime News Network ha inserito il personaggio al settimo posto tra i «peggiori falliti» dell'animazione nipponica[171]. Simon Abrams di Slant Magazine, recensendo il film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, ha rivelato di non aver apprezzato i nuovi sviluppi del suo «accelerato» rapporto con Shinji, che secondo il suo parere avrebbe dovuto avere «il tempo giusto per crescere» ed evolversi[172]. Secondo Eric Surrel di Animationinsider.net l'improvvisa comparsa di Asuka è «scioccante e deprimente» ed è uno dei punti dolenti del lungometraggio, «specie se si considera l'importantissimo ruolo che rivestiva per la trama della serie originale»[173].

Influenza culturale e merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Lattina di caffè UCC dedicata ad Asuka

Il personaggio di Asuka è stato usato per diversi articoli di merchandising, come riproduzioni a grandezza naturale[174], diverse action figure[175], accessori e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[176], intere linee di abbigliamento[177] e costumi da bagno, alcuni dei quali andati immediatamente fuori catalogo[178][179]. Anche le sue action figure hanno riscosso grande successo, contribuendo significativamente agli introiti del franchise di Neon Genesis Evangelion[180]. Secondo lo scrittore giapponese Kazuhisa Fujie le figure di Asuka sono diventate così popolari da far esaurire tutte le scorte ed essere rimesse in commercio con una seconda edizione[181]. Nel 2008 l'azienda Broccoli ha pubblicato un videogioco intitolato Shin seiki Evangelion - Ayanami ikusei keikaku with Asuka hokan keikaku (新世紀エヴァンゲリオン 綾波育成計画 with アスカ補完計画 lett. "Neon Genesis Evangelion - Il progetto di allevamento di Ayanami con progetto complementare Asuka"?), in cui il giocatore assume il compito di accudire i personaggi di Asuka e di Rei Ayanami[182].

Alcune celebrità giapponesi hanno omaggiato Asuka effettuandone un cosplay; fra i personaggi dello spettacolo che hanno indossato i panni del personaggio figurano l'attrice Saki Inagaki[183][184], Haruka Shimazaki[185] e la cantante Hirona Murata, membro della band giapponese 9nine[186]. Il personaggio è stato citato e parodiato da Excel, protagonista femminile della serie Excel Saga[169], e alcuni dei suoi tratti estetici e caratteriali sono stati ripresi per la creazione di Mai di Gunparade March[187], Michiru Kinushima di Plastic Memories[188] e D.va del videogioco Overwatch[189]. Anche la band giapponese L'Arc~en~Ciel ha omaggiato Asuka in una canzone intitolata Anata (あなた? lett. "tu")[190].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Glénat 2009, p. 83.
  2. ^ Sony Magazines, vol. 12, p. 22.
  3. ^ a b Sony Magazines, vol. 3, pp. 6-7.
  4. ^ Fujie, Foster, p. 120.
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