Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone

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Evangelion : 1.0 You Are (Not) Alone
Eva not alone.jpg
Copertina dell'edizione DVD italiana
Titolo originaleヱヴァンゲリヲン新劇場版:序
Lingua originaleGiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno2007
Durata98 min
RapportoWidescreen
Genereanimazione, drammatico, fantascienza
RegiaHideaki Anno (capo)
Masayuki
Kazuya Tsurumaki
SoggettoHideaki Anno
SceneggiaturaHideaki Anno
ProduttoreToshimichi Ōtsuki
Hideaki Anno
Casa di produzioneStudio Khara
Distribuzione in italianoDynit
MusicheShirō Sagisu
Character designYoshiyuki Sadamoto
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Evangelion 1.0 logo.svg
Logo originale del film

Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone (ヱヴァンゲリヲン新劇場版:序 Evangerion Shin Gekijōban: Jo?, lett. "Evangelion nuova versione cinematografica: Prologo") è un film del 2007 scritto e diretto da Hideaki Anno. È il primo dei quattro capitoli che compongono la tetralogia Rebuild of Evangelion, basata sulla serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion. La storia, ambientata nella futuristica città di Neo Tokyo-3 a distanza di quindici anni da una catastrofe planetaria nota come Second Impact, si incentra sulle vicende di Shinji Ikari, un ragazzo che viene reclutato dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un mecha gigante noto con il nome di Eva e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati angeli. Per il film venne chiamato il cast dei doppiatori della serie originale, fra cui Megumi Ogata, Yūko Miyamura e Megumi Hayashibara.

All'inizio della realizzazione Evangelion 1.0 avrebbe dovuto essere il primo capitolo di una trilogia remake della serie classica con circa centocinquanta nuovi cut; durante il processo però il personale non poté riutilizzare i disegni originali di questa e dovette fare tutto il lavoro da capo. Mano a mano che la produzione proseguì il progetto incominciò a distaccarsi dal solco della serie originale, introducendo diverse differenze alla trama e alla caratterizzazione dei personaggi. Hideaki Anno fu affiancato nella regia da Kazuya Tsurumaki e Masayuki, già assistenti alla regia della serie, mentre gli storyboard furono curati da Shinji Higuchi e Tomoki Kyōda. Il film, che ripercorre la trama dei primi sei episodi della serie[1], godette di una buona ricezione in Giappone, incassando circa due miliardi di yen[2] e generando considerevoli introiti per il mercato home video. All'estero Evangelion 1.0 ricevette un'accoglienza maggiormente polarizzata; diversi critici si lamentarono del fatto che esso fosse troppo derivativo della serie classica o che invece ne tagliasse dettagli importanti, mentre altri ne elogiarono la regia, la colonna sonora e la trama, con particolare attenzione alla veste grafica in CGI. Il lungometraggio vinse inoltre diversi riconoscimenti, venendo premiato, fra gli altri, agli Animation Kobe e al Tokyo International Anime Fair.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Foto del monte Futago, sul quale l'Eva-01 di Shinji spara con il Positron Rifle al sesto angelo

Il quattordicenne Shinji Ikari si dirige verso la città di Neo Tokyo-3 sotto richiesta del padre, Gendō Ikari, che non vede da tre anni e con cui da dieci vive separato. Mentre si aggira per una città vicina il giovane si ritrova tra il fuoco incrociato dell'esercito delle Nazioni Unite e il quarto di una serie di nemici del genere umano chiamati angeli, Sachiel. Soccorso da Misato Katsuragi, capitano dell'agenzia speciale Nerv, Shinji viene portato al quartier generale dell'agenzia; il padre, comandante supremo dell'organizzazione, gli ordina di pilotare un mecha umanoide gigante noto come Eva-01 contro Sachiel, poiché la sua prima pilota Rei Ayanami è gravemente ferita a seguito di un incidente. Shinji accetta e pilota lo 01, venendo quasi sconfitto dal nemico; durante il combattimento però l'umanoide, in un pericoloso stato di furia chiamato berserk, si attiva da sé e sconfigge Sachiel.

Dopo il combattimento iniziale Shinji viene accolto da Misato come suo nuovo coinquilino e iscritto alla scuola media di Neo Tokyo-3. A scuola un ragazzo di nome Tōji Suzuhara, appena venuto a sapere che è stato Shinji a pilotare l'Unità 01 nell'ultimo combattimento in cui sua sorella è stata ferita, gli sferra due pugni per punirlo e sfogare la propria rabbia. Subito dopo viene data la notizia dell'imminente attacco di un nuovo angelo, Shamshiel. Shinji e Rei si dirigono alla Nerv per combatterlo; intanto, Kensuke Aida convince Tōji a uscire fuori dal rifugio dei civili per cercare di filmare la lotta, ma i due vengono coinvolti nello scontro e prontamente salvati da Shinji, che li fa salire a bordo dell'Evangelion. Qui assistono alla pressione psicologica che procura la guida del mecha, mentre il loro compagno riesce a infliggere un colpo mortale al nemico. Dopo il secondo combattimento Shinji cerca di fuggire dalla Nerv e scappa di casa, vagando per Neo Tokyo-3. Dopo una nottata fuori però ritorna alla Nerv e da Misato; tornato a scuola lui e Tōji, pentito di quanto fatto qualche giorno prima, si riconciliano.

Shinji nel frattempo cerca di entrare in contatto con Rei, taciturna e schiva a qualsiasi contatto umano, a eccezione del padre di lui, Gendō. Rei non riesce a comprendere i sentimenti e le emozioni del compagno, riservandogli un atteggiamento distaccato e silenzioso. Alla Nerv intanto arriva comunicazione dell'attacco del sesto angelo, Ramiel. Il nemico attacca qualunque oggetto si trovi nelle vicinanze, e quasi distrugge l'Eva-01 con Shinji a bordo con un potente fascio di fotoni. Il nemico inizia a trivellare il suolo di Neo Tokyo-3 nel tentativo di penetrarne gli strati protettivi e arrivare al quartier generale sotterraneo della Nerv. Per superare il campo protettivo dell'invasore viene allora ideata da Misato una strategia chiamata "Operazione Yashima", in cui l'Unità 01 deve cercare di colpire il nemico utilizzando un fucile a positroni sperimentale chiamato Positron Rifle dal monte Futago, mentre l'Unità 00 di Rei è posta a protezione di Shinji da eventuali contrattacchi di Ramiel. Per far funzionare l'arma è necessaria l'intera produzione elettrica del Giappone, ma anche così Shinji manca il bersaglio al primo colpo e, in attesa di ricaricare, Rei gli si para davanti con il suo Eva-00 per proteggerlo dal raggio scagliato dal nemico. Il secondo colpo riesce a centrare Ramiel e ad annientarlo definitivamente. Shinji a battaglia finita va incontro a Rei e scoppia in lacrime. La ragazza dice di non sapere che cosa fare in momenti del genere, e Shinji le consiglia di sorridere; Rei sorride, e i due piloti si toccano le mani.

Intanto, sulla Luna si sveglia da una bara un ragazzo chiamato Kaworu Nagisa; egli discute con un membro di una società segreta nota come Seele vicino a un gigante bianco con una maschera viola, dicendo di non vedere l'ora d'incontrare Shinji.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Genesi del progetto[modifica | modifica wikitesto]

L'opera innanzitutto visiva nota come Evangelion è stata realizzata assecondando desideri diversi. Il desiderio di voler fissare su pellicola i propri puri sentimenti. Il desiderio di trasmettere a più persone possibili il fascino originario, le diversità d'espressione, le emozioni primitive dell'immagine concretizzata in animazione. Il desiderio di ricollegare l'animazione giapponese, in rovina, alle sue origini. Il desiderio di abbattere il dilagare della chisura d'animo. Il desiderio di continuare ad avere uno spirito forte, che si muove nel mondo reale. [...] Sento che Eva ormai è vecchio. Ma negli ultimi dodici anni non ci sono stati anime più nuovi di Eva.
Hideaki Anno[3]

Hideaki Anno, regista della serie anime Neon Genesis Evangelion, dopo aver finito di lavorare per il film Cutie Honey (2004) iniziò a pensare a un altro progetto live action con più o meno lo stesso personale di 1.0[4]. Alla fine però non si riuscì a stendere una sceneggiatura per il film[5], e il regista decise di virare ritornando sull'animazione. Egli aveva in mente di mettere di nuovo mano sul franchise di Neon Genesis Evangelion già nel 2001, in contemporanea con l'uscita del cofanetto DVD della sua serie Nadia - Il mistero della pietra azzurra[6]. Attorno all'ottobre del 2005 decise definitamente di occuparsi di Evangelion, e iniziò a lavorare al progetto usando Microsoft Word il 10 novembre; Evangelion infatti era un'opera che egli poteva portare avanti a suo piacimento, senza preoccuparsi di chiedere i diritti o altre circostanze per lui fastidiose[7]. Una delle opere che lo ispirarono a iniziare la tetralogia fu il franchise di Gundam, creato anni prima da Yoshiyuki Tomino e ancora in corso tramite diverse incarnazioni, fra serie televisive, videogiochi e fumetti. Egli si diede infatti il proposito di Gundamizzare il franchise di Eva; inizialmente aveva in mente un titolo sulla scia di G Evangelion, con il proposito di creare un'opera capace di ribaltare completamente il concetto stesso di Evangelion, similmente a quanto fatto da G Gundam per il franchise di Tomino[7]. Egli credeva che l'animazione fosse in una fase di stallo e notò come negli ultimi tempi ci fosse stato un fenomeno di allontanamento degli appassionati di anime tra i ragazzi delle medie e delle superiori, percependo la necessità di promuovere opere rivolte a loro e alzare il livello generale delle produzioni animate[3]. Nel caso dell'animazione per bambini vide una vasta gamma di contenuti disponibili, come i film di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, ma per le fasce anagraficamente superiori vide soltanto Gundam; il franchise di Tomino raggiunse infatti la popolarità oltre i confini otaku, cioè gli appassionati di animazione, dunque Anno si diede l'obiettivo di fare qualcosa di simile[7][8].

Per la produzione del film Anno non si affidò alla Gainax, lo studio che produsse la serie dieci anni prima. Egli infatti volle dare vita a qualcosa di nuovo e che sentì di non poter fare alla Gainax, pensando che nello stesso studio si sarebbe dovuto attenere, a suo dire, alla «stessa cornice» e gli stessi binari[6]. Lui stesso disse che era sua intenzione in tal modo rispettare lo spirito dell'originale, «per non essere schiavi del passato, per non essere viziati dal presente, per puntare a un futuro di progressi»[9]. Il regista contattò così Toshimichi Ōtsuki, produttore della serie classica, e dopo una iniziale titubanza questi accettò la proposta, cercando di realizzare e attuare gli ideali e i pensieri del regista[10][11]. Quest'ultimo propose l'affare a diverse società; secondo lui però non c'erano molti studi propensi a lavorare su Evangelion, perché trattato con nervosismo all'interno dell'industria. Ōtsuki faticò molto e alla fine si trovò un certo numero di studi candidabili, ma per varie ragioni nessuno di loro alla fine si unì[6]. Per il film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion diverse società si unirono al progetto, visto il successo della serie; in questo caso però Anno decise di detenere tutti i diritti[12]. Secondo lui infatti gli sforzi del personale della serie classica non furono ricompensati adeguatamente, e la creazione di una nuova società avrebbe consentito di distribuire più equamente i profitti rispetto al passato[13]. A favorire il progetto ci fu inoltre l'uscita di Eva nel mercato dei pachinko, delle macchinette per il gioco d'azzardo particolarmente popolari in Giappone, uscita che fece poi salire le vendite di DVD della serie[14]. Alla fine Munenori Ogasawara gli propose di fondare uno studio tutto loro, e Anno accettò. All'inizio Anno trovò un posto per lui carino ed economico lungo la linea rapida Chūō, dicendo di volerlo usare come sede; nacque così il Khara Office. In seguito la scala del progetto diventò sempre più grande[15]. Affittò un ufficio a Nishi-Shinjuku nel febbraio 2006, provvedendo per scrivanie e librerie; dei suoi amici, come Tsutomu Takahashi e Ikki Todoroki, lo aiutarono con la registrazione della società e la contabilità, diventando così Khara Inc[6][8]. La Khara fu ufficialmente fondata nel 2006, anche se Anno diede le dimissioni alla Gainax soltanto nell'ottobre dell'anno seguente[16]. Alla fine il personale della nuova azienda, a parte quello principale, accolse personale completamente nuovo rispetto a quello della serie di dieci anni prima[17].

Regia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Hideaki Anno, sceneggiatore e regista principale di You Are (Not) Alone, fu assistito da altri due registi: Masayuki e Kazuya Tsurumaki, a suo tempo assistenti alla regia di Neon Genesis Evangelion[18]. All'inizio della produzione il regista chiese a Tsurumaki che cosa avrebbe voluto fare dopo la sua ultima opera, Punta al top 2! - DieBuster, fra Evangelion 2 e un nuovo progetto su un anime molto famoso; quest'ultimo, pur rimanendo confuso dalla domanda, d'istinto rispose Evangelion. Se Tsurumaki avesse rifiutato Anno avrebbe comunque proposto il ruolo a qualcun altro, e questi alla fine accettò, anche se con delle riserve. Tsurumaki percepì infatti di avere dei rimpianti per il sesto episodio della serie, che dopo la fase di storyboard fu fatto da una compagnia esterna alla Gainax, senza che questa potesse fare poi molto[19]. Masayuki invece fu contattato a febbraio 2006 da Ōtsuki. Masayuki inizialmente si limitò a lavorare al layout e aiutare per l'animazione, come nella versione cinematografica del 1997; soltanto in un secondo momento, attorno al settembre dello stesso anno, la Khara gli chiese di fare il regista, visto che Tsurumaki da solo non poteva fare tutto il lavoro rispettando le tempistiche di produzione[20]. In origine Anno pensò a un semplice rifacimento grafico della serie[21], con l'aggiunta di circa 150 cut e l'adoperazione di tecniche d'animazione più avanzate[22][23]. Stando a quanto raccontato da Tsurumaki invece inizialmente Anno cercò di realizzare un progetto completamente diverso dal vecchio Evangelion; non «un puro sequel», ma qualcosa sulla scia di Mobile Suit Gundam SEED per Gundam[19]. Per Tsurumaki il regista aveva in mente di creare qualcosa che fosse «una compilation che non era realmente una compilation», sulla scia del 45º episodio di Kidō senshi Victory Gundam, una puntata riassuntiva che racconta anche altro, o il quattordicesimo episodio della serie classica di Eva. Il progetto iniziale preveda inoltre che uscisse un film ogni sei mesi, concludendosi in un anno e mezzo e con poca fatica, un progetto veloce e facile da produrre; secondo lui lo stesso Anno non aveva intenzione di dirigere ufficialmente il film, dunque avrebbe potuto diventare un progetto completamente esternalizzato, e solo in fase di realizzazione i piani mutarono[19][24].

Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion e di You Are (Not) Alone

All'inizio della produzione Hiroshi Haraguchi e altri membri procedettero con l'operazione di bank, un processo consistente nel recuperare i fogli contenenti i disegni originali della serie. Vista l'importanza del processo Haraguchi iniziò precocemente, prima ancora che fossero sistemati gli storyboard[25]. Anno si unì a loro a metà processo, e, essendo lui il regista della serie originale, trovò i fotogrammi interessati rapidamente. Il processo fu comunque lungo e complesso, visto che alcuni fogli non erano al loro posto o erano stati usati nel corso degli anni per altri progetti, ma il controllo finale di Masayuki aiutò molto[26]. In un primo momento si tentò di convertire semplicemente la pellicola originale degli episodi in digitale facendo delle prove alla Imagica, una società specializzata nella post-produzione di film. La pellicola fu dunque convertita dal formato originale di 16 mm a un pieno formato 35 mm; le immagini però erano qualitativamente inferiori alle aspettative, in particolare per quanto riguarda i colori e la definizione[15]. Vista la bassa qualità del processo, e calcolate poi le spese economiche dell'intera procedura, si preferì poi in un secondo momento partire direttamente in digitale e rifare da capo tutto[8][22].

Il progetto acquisì sempre di più una portata maggiore. L'ipotesi iniziale di un semplice remake fu abbandonata, e mano a mano lo scenario cambiò, distaccandosi dalla pista stabilita dalla serie. Anno stesso riferì in un'intervista che se avesse saputo in anticipo di tutti i cambiamenti alle immagini avrebbe fatto fin dall'inizio qualcosa di più libero, senza vincolarsi troppo alla serie originale. Sotto idea di Tsurumaki si creò una illusione allo spettatore; nella prima parte si seguì lo stesso binario dell'anime, per poi virare improvvisamente e sorprendere il pubblico[27]. La produzione diventò mano a mano più frenetica[28], subendo crisi[29] e cambiamenti fino all'ultimo minuto; essa si svolse inoltre in contemporanea con quella del secondo film[21]. Nel prodotto finale soltanto una parte dei disegni venne dal processo di bank; un terzo della prima parte del film è costituito da materiale nuovo, nella seconda parte quasi tutto[30]. Alcuni originali infatti non si trovarono e furono dichiarati persi, dunque si dovette crearli ex novo[27]. Tsurumaki controllò che tutto si svolgesse regolarmente; la politica di Anno infatti fu quella di armonizzare il più possibile le parti nuove con quelle vecchie[30]. Il lavoro di 1.0 fu descritto dal suo stesso personale come una performance dal vivo, flessibile e nel peggiore dei casi disorganizzata; la produzione infatti fece molte cose sul momento, e non di rado fu costretta a rifare alcuni dettagli per improvvisi cambi di programma[24]. Secondo Tsurumaki, inoltre, al minimo errore si rischiava di arrivare fuori tempo; ogni dipartimento lavorò in modo indipendente, dunque soltanto all'ultimo momento si seppe con certezza se si era sulla strada giusta oppure no[31]. Stando ad Haraguchi infatti si dovette creare una situazione in cui qualunque cosa si potesse aggiustare e modificare durante il processo, viste le continue riflessioni e le opinioni dei vari membri del personale[32]. Anche il titolo cambiò in corso d'opera; quando fu annunciato il Rebuild infatti il film avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia e avrebbe dovuto chiamarsi Rebuild of Evangelion: 01[33].

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

I tre registi furono affiancati in fase di sceneggiatura da Shinji Higuchi, animatore e membro del personale della serie classica[34], e Tomoki Kyōda. Anno pensò di chiamare Higuchi sin da quando si stabilì che il climax del film sarebbe ruotato attorno all'Operazione Yashima[35]. Durante la produzione questi ebbe occasione di parlare con Kenji Kamiyama, regista di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, e attinse a piene mani da quest'ultima serie, scoprendo le possibilità registiche e i giochi di camera possibili con il digitale. Higuchi trovò inoltre delle difficoltà, in particolare per quanto riguarda la scena in cui Rei protegge Shinji all'improvviso con lo scudo da Ramiel, nel creare un effetto sorpresa[36]. Kyōda invece fu chiamato per via del suo lavoro su Eureka Seven, assieme a Shuichi Beiko e Hiroshi Haraguchi; egli infatti fu invitato da Munenori Ogasawara, responsabile della produzione di Eureka. L'artista voleva inizialmente rifiutare la proposta[37], ma Anno gli parlò di persona della situazione dell'animazione giapponese e di quelli che riteneva essere i suoi squilibri e lati negativi, e alla fine accettò. Kyōda giunse di persona alla Khara verso fine luglio 2006[38]; egli si occupò delle scene in cui i personaggi dialogano. L'artista procedette senza direttive specifiche nello scenario, dunque disegnò in base a quanto sentito nella prima riunione della Khara a cui partecipò; quando vide lo storyboard finale corretto da Tsurumaki però riscontrò un'atmosfera completamente diversa[39]. La fase di scrittura, nonostante si parlasse di una pellicola su una serie già esistente e stabilità, passò infatti attraverso varie modifiche. Sia Higuchi, sia Kyōda fecero degli storyboard inizialmente molto diversi dalla serie televisiva. Alcune persone tuttavia si lamentarono della cosa, dicendo che il risultato finale non somigliasse affatto a Evangelion[40]; lo stesso Anno trovò in particolare quello di Kyōda un lavoro valido, ma troppo distante dallo stile della serie, quindi decise di prenderne le parti migliori e rifarlo nuovamente[35]. Durante l'Operazione Yashima, ad esempio, venne proposto uno scenario in cui l'Eva-00 e lo 01 avrebbero unito le proprie forze per sparare con il Positron Rifle e colpire Ramiel, ma il risultato, simile alla serie Kyōdai Ken Byclosser, venne giudicato poco realistico. Alla fine il personale prese la decisione di tornare a lavorare sui vecchi storyboard e i DVD della serie, così da recuperare lo spirito dell'originale e non allontanarsene troppo[40].

Shinji Higuchi e Tomoki Kyōda si occuparono degli storyboard del film

Anche Tsurumaki incominciò a lavorare agli storyboard da ottobre fino al dicembre del 2006; egli inzialmente si prefissò una durata di novanta minuti, ma nel processo di storyboarding il film sfiorò i centodieci, dunque si fecero diversi tagli nella prima approssimativa fase di montaggio[40]. Tsurumaki inoltre ebbe dei problemi a comprendere gli storyboard di Higuchi, perché i disegni furono fatti spontaneamente di getto e per via di annotazioni troppo generiche[17]. Egli cercò in fase di scrittura di rendere la storia più seria rispetto alla controparte originale. Inizialmente infatti Neon Genesis Evangelion avrebbe dovuto essere una versione robotica di Sailor Moon, di cui Anno è grande appassionato, e tali elementi potevano essere percepiti nei primi sei episodi al centro del film; dunque cercò di non riprendere nessuno degli elementi scartati durante la produzione della serie. Fu particolarmente difficile poi cercare d'introdurre degli elementi di sorpresa, visto che c'era già stato un film riassuntivo della serie nel 1997 con Neon Genesis Evangelion: Death and Rebirth; egli dovette escogitare dei modi per far capire al pubblico che 1.0 e il Rebuild in genere narravano una storia diversa[41]. Lui e Anno inoltre si diedero l'obiettivo di rappresentare correttamente la storia di Shinji e Misato, nonché la generazione di Misato e Ritsuko[42].

Durante il processo dunque dall'iniziale rifacimento si introdussero diversi cambiamenti, si tagliarono alcuni passaggi o dettagli per snellire la trama e si introdussero al contrario nuove scene, mutando la caratterizzazione dei personaggi. Gli angeli, ad esempio, nel film e nel resto del Rebuild non hanno nomi, a differenza della serie classica ove sono chiamati come angeli di antichi testi spirituali; secondo Masayuki i nomi furono esclusi in fase di sceneggiatura perché fra il personale essi non venivano mai usati, ricordandoli a stento[43]. Anche il personaggio di Misato cambia. Dopo la scena iniziale, in cui si comporta in maniera infantile sotto effetto di alcool, diventa più serio; Tsurumaki tuttavia pensò che questo l'avrebbe fatta sembrare un'adulta troppo noiosa o un'insegnante, dunque conferì un tocco comico alle scene in cui è presente alle riunioni strategiche della Nerv. Per la scena in cui mostra l'angelo Lilith a Shinji cercò al contrario di rappresentare il suo lato maturo e adulto. La sequenza fu inserita proprio per chiarire le differenze fra la serie classica e il Rebuild; nell'anime originale infatti i personaggi non si toccano quasi mai le mani, visto che questo avrebbe poi complicato il lavoro degli animatori[41]. Tsurumaki pensò a You (Are) Not Alone come a una storia di crescita, dipingendo nello storyboard un quadro chiaro dell'evoluzione di Shinji e del lieto fine del film, ma Anno cambiò ancora la storia mutandone le sfumature, pensando che l'idea di Tsurumaki si spingesse troppo in là[40]. Nella sua prima metà Neon Genessi Evangelion inoltre manteneva un'impostazione da normale storia mecha, per poi diventare matura e seria nella seconda; per bilanciare la cosa Anno inserì un tono adulto e serio introducendo delle conversazioni mature fra Ritsuko e Misato sin dal primo capitolo della nuova saga[40]. Secondo Tsurumaki però il personaggio di Shinji non fu cambiato molto rispetto alla serie classica; egli descrisse il Rebuild come una sorta di «guerra virtuale», un tipo di gioco in cui si immaginano scenari ipotetici a partire da fatti storici[41]. La scena in cui questi scappa e sale su un treno, introdotta nel quarto episodio della serie, fu inizialmente tagliata dalla sceneggiatura; Tsurumaki però spinse per introdurla di nuovo, così da rappresentare meglio Neo Tokyo-3[44]. Al posto della sequenza in cui Shinji incontra il suo amico Kensuke in mezzo a dei campi, anch'essa presente nella quarta puntata, venne inserita una in cui il protagonista vaga su un'autostrada deserta di notte, ideata in fase di scrittura da Kyōda[35].

Design e scenografia[modifica | modifica wikitesto]

Il personale disegnò e progettò dei carri armati, dei VTOL e dei MLRS appositamente per le battaglie contro i vari angeli

Hiroshi Katō, che aveva precedentemente lavorato a Neon Genesis Evangelion, tornò a lavorare al franchise in You Are (Not) Alone con i titoli di art director e, insieme a Tatsuya Kushida della Bishou Inc., production designer[18]. Secondo Katō per il film vennero riprese diverse idee accantonate durante la produzione della serie televisiva per mancanza di tempo; le botole del centro di comando operativo della Nerv, per esempio, erano originariamente contrassegnate con delle lettere, come W, X e Y, a indicare l'ordine di chiusura in caso d'emergenza, e la cosa fu recuperata per il Rebuild[45]. Anno ebbe particolare occhio sui tralicci, sui pali del telefono e i semafori[46]. Per il lavoro di design la Khara chiamò anche Takeshi Takakura; quando questi si unì al personale non era ancora stato deciso il contenuto o la struttura dell'opera, e Anno e gli altri non sapevano a chi assegnare cosa all'inizio. Anche lui cercò di recuperare lo spirito del prodotto originale, mantenendo l'impostazione voluta da Anno; ai tempi della serie classica i dettagli della gabbia degli Eva, ad esempio, alla fine furono omessi, a causa della mancanza di tempo e di risorse[47]. Egli lavorò inoltre ad alcuni dettagli sull'Operazione Yashima; quando lui mise mano il layout era già stato fatto, e dopo aver disegnato passò il materiale ad Anno e a Tsurumaki. Egli partecipò inoltre a delle escursioni speciali con gli altri membri del personale. A marzo lui e gli altri fecero dei sopralluoghi alla sottostazione elettrica di Keiyo di Tepco, nonché alla diga di Miyagase. Le escursioni si rivelarono particolarmente fruttuose, visto che la diga disponeva di un tunnel con un'inclinazione di 45° e una passerella simile a una base segreta, dettagli che si rifletterono poi sull'impostazione della base della Nerv[48]. Anno, appassionato di lunga data di ferrovie, diede molta attenzione ai treni, chiedendo di inserirne parecchi; il designer Nahohiro Washio disegnò il grezzo del treno di trasporto degli Eva e Takakura lo rifinì per la CG, migliorandone i dettagli[49]. Anche Kyōda aiutò nel processo di design, concependo il nuovo logo della Seele[50].

Per il mecha design ritornò Ikuto Yamashita[51]. Yamashita seppe del progetto alla fine del 2005, quando si prevedeva un semplice remake della serie, e aiutò anche in altri ambiti, concependo il nuovo logo della Nerv[52][53]. Egli decise di non modificare eccessivamente i design dei mecha; il Positron Rifle e lo 01, per esempio, mantennero la stessa posa e posizione anche nel Rebuild. L'artista riprese inoltre delle idee scartate durante la produzione della serie, pubblicate a suo tempo in un artbook chiamato Sore o Nasumono[54]. Yamashita all'epoca pensò all'Evangelion con una livrea completamente scura, con dei semplici inserti luminescenti arancioni e verdi che emergevano dall'oscurità, ma, viste alcune opinioni dissenzienti nella produzione, alla fine venne dissuaso e rinunciò all'idea. Per il Rebuild si recuperarono gli schemi originali di vent'anni prima e l'idea degli inserti luminosi nella livrea dell'Eva-01[55]. Anno si ispirò in particolare a Ultraman e i membri della Schoker di Kamen Rider. Egli voleva riprodurre il senso di paura comunicato da questi tokusatsu, dove dei giganti scuri all'improvviso si ritrovavano in mezzo a delle sanguinose battaglie notturne, in cui l'unica cosa a emergere visivamente dalle tenebre erano i loro spaventosi occhi luminosi[56]. Lui stesso aiutò dando una mano con il design del simulatore di Eva visibile durante l'addestramento di Shinji, paragonato da Higuchi al Dio guerriero di Nausicaä della Valle del vento e ai movimenti del Destroid Monster, un macchinario apparso in Fortezza superdimensionale Macross, due opere a cui a suo tempo il regista partecipò[57].

Il personale della Khara visitò il lago Ashino ad Hakone, località presso cui sorge la fittizia Neo Tokyo-3, e la diga di Miyagase, che ha ispirato gli interni della base della Nerv

Nel processo fu importante anche il contributo di Takeshi Honda. Honda fu chiamato alla Khara mentre lavorava a un'altra opera. All'inizio pensò di aggiungersi al personale nell'autunno del 2007 per il secondo film, senza essere coinvolto nel primo; questo però non gli avrebbe permesso secondo lui di essere poi al passo con tutti gli altri membri. Egli si occupò del design dello 00 e dello 01, del Positron Rifle e delle altre attrezzature meccaniche; avrebbe voluto inoltre lavorare anche agli effetti speciali, ma per mancanza di tempo lasciò poi il compito ad altri[58]. Anche Honda non fece dei disegni originali, limitandosi per lo più a correggere quelli già esistenti. In un primo momento pensò di dare alle unità un corpo sottile, ma per dare un senso di pesantezza e rispondere alle esigenze del regista ispessì gli umanoidi. Anche lui aveva dei rimpianti sulla serie televisiva; e se per l'originale limitò le linee utilizzate nel mecha design, viste le risorse limitate, per il Rebuild cercò di disegnare bene tutti i dettagli meccanici[58]. L'artista cambiò inoltre le proporzioni dei mecha, pur non mutando nulla di sostanziale in termini di performance. Anche lui non ricevette richieste particolari da parte di Anno, sentendo molta libertà nel processo[59].

Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie originale, ritornò nel suo ruolo per 1.0 e gli altri film del Rebuild. Egli lavorò in un'atmosfera più rilassata, senza le incombenti scadenze settimanali di una serie televisiva. All'inizio cercò di lavorare alle specifiche dei colori dei personaggi sostituendo semplicemente quelle della serie con delle equivalenti in digitale. L'artista però non rimase soddisfatto, perché i colori digitali risultavano innaturali, e quelli della pelle tendevano verso l'arancione[60]. Anno infatti diede particolare importanza al colore, controllandolo in ogni cut. Il colore si rivelò importante in particolare nel caso di layout densi di informazioni o con molti elementi meccanici[61]. Il regista volle usare colori appariscenti e densi, senza per questo far calare la qualità dell'immagine; dunque affiancò il color designer Kazuko Kikuchi, lavorando senza sosta sulle specifiche del colore[62]. Anche Kikuchi ebbe difficoltà durante il processo; alla fine si decise di regolare lo schema di colori in base alla personalità del personaggio, riflettendo a lungo sul da farsi e impiegando diversi mesi per il lavoro[63]. Hidenori Matsubara disegnò i vestiti di Misato, Ritsuko, dei lavoratori della Nerv e alcuni dettagli delle tute dei piloti, prendendo spunto in particolare da alcune scelte introdotte nel manga di Sadamoto. Egli cercò di disegnare senza ambiguità, così da far comprendere agli animatori e ai rifinitori il senso dei suoi disegni[64]. Anche Haraguchi fu coinvolto nella scelta del design; lo stile di disegno fu infatti un argomento costante di discussione fra i registi. Alla fine la produzione optò per uno stile né troppo realistico né eccessivamente cartoonesco. Nel primo episodio originale, per esempio, Misato fa delle espressioni di sorpresa a mo' di fumetto; l'uso di tali espressioni simboliche fu ritenuto efficace per gli episodi singoli, ma alla fine furono eliminati dal lungometraggio[30]. Sotto suggerimento del supervisore delle animazioni Shunji Suzuki inoltre a Shinji venne data una nuca sottile, con un aspetto femmineo e fragile[42]. Nell'originale la città di Neo Tokyo-3 venne rappresentata come una finta capitale mezza disabitata, vista l'elevata quantità di lavoro necessaria ad animare i personaggi di sfondo, ma nel film invece furono disegnare molte persone della Nerv e abitanti casuali. All'inizio Tsurumaki era titubante verso la scelta di rappresentare la folla che assiste all'Operazione Yashima, assente nella serie classica, perché ritenuta poco affine allo spirito Evangelion, ma sotto consiglio di Matsubara fu aggiunta e rimase[44].

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'operazione di bank gli sfondi e le scenografie furono completamente ricreati, e i disegni furono rifatti da capo cercando di mantenere l'atmosfera di base. La produzione infatti non poté usare gli sfondi vecchi della serie; alla fine si riuscì a recuperare circa metà materiale, nonostante i dodici anni trascorsi, ma molto era fisicamente deteriorato e inutilizzabile[45]. I vecchi sfondi furono comunque importanti per gli animatori; in alcune scene furono ricreati i colori nostalgici della versione televisiva, mentre in altre si aumentò semplicemente la quantità di dettagli, cercando di fare quello che non era possibile con i mezzi d'epoca[66]. Nella prima scena del film, per esempio, furono aggiunte più erbacce agli sfondi, mantenendo la stessa impressione e dando l'idea che l'ambientazione sia la stessa[67]. Agli animatori inoltre Anno diede l'obiettivo di dare l'idea di un film dal vivo con effetti speciali[68]. Shunji Suzuki, che era già stato direttore dell'animazione del primo episodio della serie, venne chiamato come supervisore delle animazioni chiave, o key frames[69]. Egli in più venne incaricato di correggere il layout; Yuji Moriyama e Kazuya Kise si unirono a lui in qualità di supervisori, e il carico complessivo di lavoro aumentò esponenzialmente durante il processo. Suzuki cercò di dare un senso di unità ai disegni, visto che le varie parti del film furono assegnate a registi diversi[70]. A un certo punto si trovò a faticare in uno stato di caos, lavorando sempre su tre o quattro cose contemporaneamente[42]. Anche Sadamoto aiutò con l'animazione, principalmente per l'ultima scena di Kaworu sulla Luna[71].

Honda disegnò la sequenza dell'Eva-01 che impugna il Positron Rifle a mano, ritenendo il 3D troppo noioso

Hidenori Matsubara venne scelto come direttore dell'animazione della seconda parte del film. Matsubara, che aveva già lavorato al franchise di Sakura Wars, fu chiamato mentre lavorava con Suzuki alla Gonzo; anche lui aveva lavorato alla serie classica, anche se in maniera marginale. All'inizio, quando il film era un semplice rifacimento con 150 nuovi cut dei primi episodi di quest'ultima, gli chiesero soltanto di aiutare per i nuovi disegni. Egli iniziò a lavorare seriamente al progetto verso dicembre 2006. Una volta ingranata la produzione però gli arrivarono dai 500 ai 700 cut nuovi, rimanendo confuso; non sentendosi all'altezza del compito e temendo di rovinare l'atmosfera originale chiese dunque di dedicarsi solo ed esclusivamente ai nuovi disegni[22]. Matsubara aiutò anche nella prima parte e nei layout; nell'ultima parte del film si occupò di circa un terzo del lavoro, condividendolo con Jun Okuda[64]. Anche a lui Anno non chiese nulla in particolare[24]; inizialmente quindi il processo non fu sistematico, visto che non c'era un'idea chiara su cosa fare, e non furono assegnati titoli rigidi o accordi definiti all'interno del personale creativo[72].

Tatsuya Takana invece si specializzò nei pali. Anno richiese esplicitamente di trattarli a tutti gli effetti come dei personaggi, assieme ai distributori e i telefoni pubblici[73]. Il regista scattò personalmente delle foto di pali da rappresentare nel film, che furono poi combinate insieme in un layout da Ikki Todoroki, per poi essere disegnate a linee pulite in modo che i rifinitori potessero dipingerle. I piloni furono disegnati principalmente in 3D, ma Tanaka aggiunse i fili, arrivando a disegnare quasi tutti i pali del lungometraggio[74]. Egli disegnò inoltre la linea Shōnan-Shinjuku a inizio film, dei dettagli nel layout e degli aerei da combattimento disegnati da Anno. L'artista inizialmente propose di usare il 3D per i pali, per delinearli direttamente dalle fotografie e risparmiare, ma alla fine la produzione preferì agire diversamente[75]. Takana disegnò anche la maggior parte dei semafori, concependone lui stesso il disegn. Le foto di riferimento che aveva infatti non erano del tutto chiare, quindi integrò le parti che non si vedevano, lavorando e facendo cambiamenti fino all'ultimo minuto[76]. Anche i pali e gli edifici furono fatti in celluloide. Anno diede particolare attenzione ai colori, lavorando e affiancando passo passo il color designer, Kikuchi. Per il Rebuild si usò in particolare una saturazione del colore alta, così da far sembrare i colori più luminosi rispetto agli altri anime. All'inizio della produzione si usarono colori spenti, ma dopo una prova Kukichu alzò il tono del tutto; il color designer cercò di non differire troppo dalla serie televisiva, che aveva colori molto nitidi e chiari per un anime su celluloide. Lui si occupò del design dei colori in sé, e Akemi Nagao di specificare i colori di ogni cut[77]. Il regista lo affiancò in particolare per i cut con i treni, controllandone i minimi dettagli ogni volta. Certe volte lui e Anno passarono più di mezz'ora per un cut di pochi fotogrammi, e grazie ai benefici del digitale Kikuchi poté modificare il colore con facilità[78].

Gli angeli vennero fatti in parte in 3D CGI[79], in parte disegnati a mano, come nel caso delle fruste di Shamshiel[3]. Altre sequenze, come quella in cui gli Eva vengono trasportati dai treni, richiesero precisione nei movimenti, e furono invece fatte in 3D[59]. Secondo Tsurumaki inoltre la produzione fece in modo che le abilità del disegno della produzione non si notassero; i disegni furono fatti in modo che sembrino «semplici scene d'azione»[31]. Anche altri membri del personale intervennero nel processo. Honda fu responsabile del cut in cui l'Eva-01 viene inquadrato mentre ghermisce il Positroni Rifle, ed ebbe dei problemi nel disegnarlo. L'inquadratura alla fine fu fatta a mano; secondo Honda infatti il 3D sarebbe stato noioso, mentre il disegno a mano, per natura meno preciso, permise di dare «qualche informazione falsa inaspettata»[17]. La mitragliatrice Gatling fu fatta da Kazuya Kise[59]. Tomoko Masuda invece fu incaricato di sovraintendere al lavoro digitale in 2D. Masuda, che in precedenza si era occupato del matte painting delle pellicole dal vivo e aveva lavorato con Higuchi a Nihon chinbotsu, si unì alla squadra a inizio febbraio 2007. Egli fu incaricato di produrre i loghi e le scritte leggibili su cartelli, bevande e altri oggetti visibili nel film; egli produsse per l'occasione loghi di aziende immaginarie mescolati con alcuni esistenti, assieme ai codici a barre e le targhe delle auto[80]. Masuda aggiunse inoltre materiale da decalcomania[81] e usò nel processo Adobe Illustrator per la delineazione e l'output, Photoshop e After Effects per alcune correzioni[82]. A fine luglio 2006, durante le ultime fasi di produzione, il personale osservò e corresse eventuali errori nelle animazioni; chi faceva notare l'errore poi dovette assumersene la responsabilità, sistemando lui stesso i disegni sbagliati[83]. Il lavoro del dipartimento digitale venne consegnato alla fine, dopo che tutti gli altri avevano finito[84].

CGI[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della produzione Anno nutriva poche aspettative sulla CGI; lui stesso dichiarò di non essere un esperto di tecnologia, di non saper usare bene Photoshop e di aver avuto una spiacevole esperienza con il digitale per Cutie Honey. Per tali ragioni preferì, con l'aiuto di Tsurumaki e Masayuki, agire il meno possibile e avere uno sguardo d'insieme sul sistema produttivo[86]. Il regista ebbe anche delle difficoltà; durante la produzione infatti vigilò il tutto su un piccolo schermo di PC, dunque fu difficile capire il flusso e il volume del film, che era un prodotto comunque destinato in primo luogo alle sale cinematografiche[87]. All'inizio il personale non sapeva dove la CG sarebbe stata più adatta[88]. Come direttori della CGI furono scelti Daisuke Onizuka, che aveva lavorato a DieBuster con Tsurumaki, e Hiroyasu Kobayashi. Anno chiese ai due artisti di usare la CGI come «un feticcio»; grazie alle immagini generate al computer infatti il livello dei dettagli e il feticismo grafico dei fotogrammi aumentò esponenzialmente[89]. Mentre di solito alla CG viene richiesto di somigliare a un film dal vivo, a Onizuka e Kobayashi fu chiesto di ricreare il mondo dei set in miniatura, tipici dei film live action con effetti speciali[89]. Il primo oggetto a essere modellato per la CG fu l'Eva-01; secondo Kobayashi fu particolarmente difficile riprodurre le linee curve dell'Eva. Honda e Anno passarono molto tempo a supervisionare i modelli tridimensionali; anche nel loro caso furono fatti con molti dettagli, inserendo delle idee che Yamashita scartò al tempo della serie. Anno spesso aggiunse nuovi cut soltanto per mostrare questi nuovi dettagli, oltre che per i treni e altri dettagli meccanici in CGI[90]. Kobayashi si occupò di modellazione, Onizuka di animazione; dopo la conclusione della fase di storyboarding continuarono a fare cambiamenti e aggiunte, visto che lo stesso storyboard continuò a ricevere nuovi cut per diversi mesi, e anche il layout venne completamente rivisto. All'inizio inoltre gli edifici di Neo Tokyo-3 dovevano essere più semplici, ma Anno continuò a proporre nuove idee e fu difficile venire incontro alle richieste del regista sotto scadenze così strette[91]. Mano a mano che il lavoro procedette le linee guida di Anno diventarono sempre più chiare, e opere con effetti speciali come quelle di Ultraman funsero da guida nel processo[92].

In You Are (Not) Alone l'angelo Ramiel cambia la sua forma originale di ottaedro euclideo di colore blu in una grande varietà di sembianze differenti, realizzate tramite l'utilizzo di CGI

Alla CGI e agli effetti visivi lavorarono inoltre Eiji Inomoto e Ryūta Undo. Undo si occupò della scena in cui compare Sachiel; Inomoto, rappresentante dell'azienda Orange, ebbe il compito di controllare il lavoro di tutti gli animatori della CG. All'inizio il personale chiese di animare i cut in cui Shinji usa il simulatore virtuale di battaglie, e verso marzo 2007 iniziarono a lavorare su Sachiel[93]. Undo era responsabile dei singoli cut, senza conoscere il flusso generale del film[94]. Alla fine fecero più cut in CG di quanto inizialmente previsto; essi lavorarono inoltre al lancio dell'Eva-01, all'espulsione dell'Entry Plug dello 00 e alle scene in cui comparono i VTOL. Quest'ultimi erano originariamente soltanto un terzo di quanti poi rappresentati nel prodotto finale; il personale disse loro di raffigurarli come un branco di pesci, quindi il loro numero aumentò in corso d'opera. Anche la maggior parte delle auto furono fatte in CG, e Anno si rivelò molto preciso nella scelta dei modelli[95]. Per i cut con i treni fecero venire Anno alla Orange, così da poter lavorare sul layout in tempo reale; alla fine dovettero anche fare ulteriori aggiustamenti alla Khara. I cut in questione erano particolarmente pesanti come file, e ci vollero due o tre giorni per il rendering; essi erano così pesanti che i membri del personale dovevano procedere con ogni parte separatamente, visto che le macchine non reggevano i documenti. Undo diventò responsabile anche dei fotogrammi con i trasformatori e ai vagoni visibili durante l'Operazione Yashima. All'ultimo minuto fecero anche degli aggiustamenti per controllare luci e ombre delle sequenze. Anche il Prog-Knife dell'Eva-01 fu reso in CGI[96].

Anche Atsuki Satō e Hibiki Watabe della Motor/lieZ si occuparono dell'Operazione Yashima. All'inizio i due artisti non si concentrarono soltanto su 1.0 e fecero contemporaneamente dei layout anche per gli altri film[97]. Satō si occupò inoltre, fra le altre cose, del logo della Khara, che come richiesto da Anno fece sullo stile di quello di Ultraman Taro[98]. Particolarmente ostica fu la realizzazione di Ramiel, che nel lungometraggio cambia la propria dimensione originaria di ottaedro in una grande varietà di sembianze. Per l'idea di base dell'angelo si prese a modello il microorganismo di Andromeda e un'immagine disegnata vent'anni prima da Takashi Watabe e risalente ai tempi di Le ali di Honneamise, raffigurante un oggetto quadrimensionale che si muoveva in un mondo a tre dimensioni[23]. La sua idea iniziale tuttavia si rivelò impossibile da realizzare; a febbraio 2007 inoltre Watabe interruppe il lavoro per dedicarsi a un altro progetto, riprendendo mano a maggio. Nello stesso periodo pervenne alla forma definitiva, invece che alla struttura quadrimensionale iniziale[99]. Gli storyboard di Higuchi erano molto grezzi e indicavano soltanto che Ramiel avrebbe dovuto trasformarsi in una forma impossibile da comprendere per chi vive in un mondo tridimensionale, dando dei problemi agli animatori. Fu difficile riprodurre l'idea di Higuchi, perché, a differenza dei soliti lavori in CG, gli animatori non riuscirono a trovare un riferimento specifico nel mondo reale. Vista la difficoltà Tsurumaki disegnò un grezzo della forma e del movimento da assegnare a Ramiel[100]. Ci furono diversi tentativi ed errori, dunque il prodotto finito si rivelò molto diverso dal primo schizzo[101]. Il processo fu anche in questo caso flessibile e non convenzionale[102]. Le immagini furono completate all'inizio di agosto 2007. Il programma finale si dimostrò serrato, e fu difficile assicurarsi che il layout finale, terminato a luglio, fosse coerente[103]. Gli artisti dichiararono inoltre di non essersi dovuti troppo preoccupare della coerenza del prodotto, quanto della sua efficacia comunicativa. Mentre lavoravano a Ramiel, ad esempio, ci fu un errore di rendering; i riflessi delle facce inferiori e superiori dell'angelo furono invertiti. Tsurumaki però disse di lasciar stare così, perché sarebbe piaciuto di più ad Anno[104]. Essi sovrapposero diverse immagini dello sfondo riflesso su Ramiel, stratificando diversi tipi di illuminazione; Satō e gli altri dovettero però aspettare gli sfondi fossero pronti, visto che tendevano ad arrivare più tardi del previsto[105]. Altra immagine difficile da realizzare in CGI fu quella delle luci dell'arcipelago giapponese che si spengono. Ci furono direzioni dettagliate in proposito fin dall'inizio, tenendo conto delle aziende elettriche e delle stazioni di ogni area. Furono calcolate le linee principali e le varie sezioni all'interno di ogni compagnia elettrica, facendo spegnere il sistema di conseguenza[106].

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Come direttore degli effetti speciali fu nominato Shōichi Masuo. Masuo fu chiamato mentre stava ancora lavorando a Demonbane, dunque iniziò a lavorare un po' più tardi con la Khara rispetto agli altri, verso ottobre 2006. Per la serie televisiva furono già usati alcuni espedienti grafici con i mezzi allora disponibili, quindi per 1.0 si cercò di ricreare lo stesso gusto della serie del 1995, ma in forma digitale[107]. Egli cercò altresì di aggiungere cose inedite e mai viste nella serie classica[108]. Durante il processo adoperò soprattutto Adobe After Effects[109]. La CG fu integrata con disegni a mano; gli spruzzi delle onde, per esempio, vengono solitamente fatti in CG, ma secondo Masuo il processo non rende giustizia ed è graficamente insoddisfacente. Egli ricevette per questi dettagli delle richieste di cambio di texture, creando quindi il materiale in analogico; il disegno su carta venne poi scannerizzato, trasferito su software, elaborato e poi ritoccato digitalmente[110]. All'inizio Anno sembrò andare con calma, e soltanto negli ultimi mesi di lavoro gli iniziò a dare istruzioni più precise e nitide[109]. Venne usata molta CG per le parti apparentemente uguali a quelle vecchie; l'obiettivo fu quello di dare l'idea di cel-shading, ossia di dare l'illusione che nonostante la CG il tutto fosse disegnato in analogico. Particolarmente complicato si rivelò lavorare sugli edifici mobili di Neo Tokyo-3, che vennero trattati come fossero dei mecha. Masuo paragonò i palazzi alle costruzioni mobili di Stringay di Gerry Anderson, a degli edifici dei film del kaijū Mothra nonché alle torrette che escono durate l'intercettazione dei mostri di Gli eredi di King Kong[111]. Gli edifici e i pali furono infatti disegnati anche in tal caso come dei personaggi[108]. Non sempre il digitale si rivelò più veloce del tradizionale; particolarmente difficile per lui si rivelò rendere il muzle flash, cioè il lampo di luce generato dal calore e dalla pressione dei proiettili degli Eva, che invece in analogico avrebbe richiesto soltanto cinque minuti[111].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio di You Are (Not) Alone iniziò ufficialmente il 31 luglio del 2007. Il doppiaggio si svolse agli studi della Tokyo TV Center[112], mentre il mix finale del suono fu fatto presso lo studio MA; le voci dei personaggi, la musica e gli effetti sonori, che furono registrati e lavorati separatamente, vennero fusi insieme per la prima volta. Le fasi finali di doppiaggio iniziarono il 22 agosto[113]. Durante la produzione vennero inserite delle pose chiave basate sulle informazioni del layout e delle immagini guida destinate al doppiaggio, facilmente riconoscibili per la diversa colorazione dei soggetti rispetto alle altre sequenze del film. Nei frame destinati al doppiaggio furono inclusi i nomi dei personaggi da doppiare e il tempo delle battute incorniciati in dei rettangoli[3]. Alle registrazioni assistette, oltre che il regista principale Anno, anche Masayuki; alle sessioni però questi fece poco, vista la forte presenza di Anno, limitandosi per lo più a riferire errori nella sincronizzazione dell'audio[114].

Megumi Ogata, voce giapponese di Shinji
  • Megumi Ogata ritornò a interpretare Shinji Ikari, protagonista degli eventi. La doppiatrice notò come già a partire dal finale del film il suo personaggio avesse preso una direzione a suo dire completamente differente rispetto alla controparte originale[115][116]. Benché fossero passati dieci anni dal film The End of Evangelion Ogata aveva nel frattempo continuato a interpretare il personaggio per altri media, come videogiochi. Vista la caratterizzazione di Shinji, un ragazzo passivo che semplicemente reagisce alle informazioni o alle azioni degli altri personaggi, Ogata ha trovato difficile recitare senza gli altri interpreti nelle altre incarnazioni; per il Rebuild invece fu più semplice, visto che tornarono in sala anche gli altri doppiatori. A differenza degli altri interpreti Anno non le diede istruzioni, dicendole di agire a suo piacimento, e ci volle del tempo prima che la doppiatrice riuscisse a entrare nello spirito del film. L'interpretazione non fu facile; il primo giorno in particolare fu stancante, e alla fine si sentì esausta. Nella scena in cui Shinji viene attaccato dal sesto angelo e viene ustionato dal nemico, per esempio, registrò un urlo e la sua gola ne soffrì, procurandosi un leggero bruciore alla trachea[117].
  • Akira Ishida riprese il personaggio di Kaworu Nagisa. Nella serie originale Kaworu compare soltanto nel ventiquattresimo episodio, dunque la sua presenza anticipata servì per far comprendere come il Rebuild non corrispondesse al vecchio Evangelion. Durante le registrazioni Anno gli diede una spiegazione sulla natura di Shinji e Kaworu nella nuova tetralogia, dunque basò la propria interpretazione su quanto aveva capito dalle informazioni ricevute dal regista[118].
  • Kotono Mitsuishi interpreta Misato Katsuragi. Il personaggio di Misato ha ventinove anni, e, vista la differenza di età fra lei e il personaggio, Mitsuishi, che nel frattempo aveva quasi compiuto quarant'anni, ricevette l'istruzione di adottare un tono più giovanile[119].
  • Fumihiko Tachiki dà voce a Gendō Ikari. Tachiki al tempo della serie originale ebbe delle difficoltà a entrare in contatto e interpretare il proprio personaggio. Con 1.0 invece, complice l'approssimarsi della sua età a quella di Gendō, trovò le cose più facili rispetto al passato. Il doppiatore paragonò la sensazione da lui provata a un sentimento di felicità, una felicità «che solo i genitori per i propri figli possono provare»[120].

Al film partecipò inoltre Sayaka Ōhara, che doppiò diversi annunci di sottofondo di operatori senza nome, e che poi avrebbe continuato il Rebuild interpretando Sumire Nagara in Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo[121].

Fotografia ed effetti sonori[modifica | modifica wikitesto]

I pali della luce, elemento grafico tipico di Anno, furono trattati e resi graficamente come personaggi a tutti gli effetti

Il reparto fotografico fu un elemento chiave nel sistema produttivo del film[122]. Come direttore della fotografia fu scelto Susumu Fukushi della compagnia T2 Studio. Fukushi guardò Neon Genesis Evangelion per la prima volta nell'occasione. Una volta vista la serie classica giudicò il lavoro fatto dal personale il culmine dell'era della celluloide, sentendo impossibile partecipare al Rebuild e competere con essa. Egli rimase parzialmente insoddisfatto dei propri risultati ed ebbe difficoltà; nonostante i suoi sforzi sentì che l'atmosfera e il sapore dell'originale andarono persi, come se ci fosse «un muro invalicabile»[122]. Secondo Fukushi infatti il digitale ha il vantaggio di controllare tutti gli elementi, eliminando però il caso, componente a suo dire importante del processo[122]. Il digitale permise comunque di implementare le immagini, unirle agli sfondi e sovrapporre il lavoro di camera diretto dal regista. Anche i personaggi e i mecha elaborati attraverso la CG passarono attraverso uno stadio compositivo con materiali simili per tipologia ai rodovetri[3]. Nella fase di composizione il personale fece ricorso a diverse tipologie di effetti tipografici, per lo più filtri ed effetti luminosi come la sfocatura, il vetro d'onda (o deformazione irregolare) e l'esposizione multipla. Altri effetti che furono usati furono la luce trasmessa, che investe un soggetto a partire dalla parte superiore, il para e il flare: con il para una porzione di superficie sembra rivestita di paraffina, mentre il flare prevede l'inserimento di luce diffusa[3].

Il regista e il personale inizialmente non diedero direttive particolari sulla fotografia. Per dei particolari cut però Fukushi si diresse personalmente alla Khara; Anno e Tsurumaki si sedevano accanto a lui facendo aggiustamenti, dunque il processo si svolse cut dopo cut senza una politica generale ben definita[123]. Solo con il tempo emersero i gusti di Anno, e alla fine Fukushi passò la maggior parte del tempo in presenza del regista a regolare i para e i flare[124]. Fukushi dovette prestare attenzione in particolare alle parti luminescenti dell'Eva-01; esse richiesero un effetto fotografico inserito come maschera digitale, cioè luce trasmessa e esposizione multipla[3]. La parte superiore dello schermo nelle battaglie notturna fu resa più scura, così da enfatizzare il senso di immensità. Anno chiese di disegnare il paesaggio urbano delle scene prima con un cielo luminoso, così da non far perdere i dettagli, per poi scurirlo in un secondo momento[124].

Gli effetti sonori invece furono curati da Tōru Noguchi, un membro di una società chiamata Anime Sound. Noguchi aveva già lavorato all'edizione Renewal della serie, in cui si dovette rifare l'audio in suono surround 5.1; per la Renewal ci furono diverse difficoltà, vista la massiccia presenza di dialoghi sovrapposti e di informazioni sonore tipica dello stile di Anno, dunque Noguchi cercò almeno all'inizio di sottrarre delle informazioni sonore per 1.0 e rendere il suono più comprensibile agli spettatori[112]. Anche Noguchi ebbe diverse richieste da parte di Anno, dunque lavorò e modificò fino all'ultimo minuto[125]. In un primo momento pensò di ricalcare semplicemente i suoni della serie televisiva e estenderli per un'uscita cinematografica, ma alla fine uscì qualcosa di molto diverso. Il processo non fu semplice ed egli trovò parecchie difficoltà fino alla fine del processo, visto che dovette lavorare su un prodotto già esistente[126]; durante la produzione Noguchi pensò anche di abbandonare, ma, visto che questo sarebbe stato un male per la King Records e le altre persone che avevano lavorato, esitò[127]. Egli iniziò a pensare a cosa fare già quando ricevette lo storyboard, anche se all'epoca aveva solo qualche vaga informazione in proposito. Per l'angelo Ramiel, che emette una voce femminile, riprese una istruzione presente già ai tempi della serie televisiva. Durante le sue trasformazioni inoltre egli inserì un rumore metallico, anche se il regista non disse nulla di particolare in proposito. Per il suono dello shield dell'angelo egli evitò il rumore da trapanamento usato per la serie sovrapponendo invece vari suoni, fra cui un elemento vocale e un suono simile a quello di un raggio[128]. Particolarmente difficile fu la modulazione del suono della mitragliatrice dell'Eva-01; Noguchi ebbe inoltre molte richieste da Masayuki e fu difficile per lui trovare il giusto equilibrio. Per il rumore del Positron Rfile invece cercò di mantenere il più possibile quello originale[129]. Anno gli diede anche delle specifiche sui tipi di treni usati nelle varie scene, facendo un piano dettagliato di come il suono sarebbe cambiato di conseguenza. Per il treno visibile durante una visione onirica di Shinji invece gli chiesero di usare il suono registrato dalla videocamera digitale per Shiki-Jitsu, un film del 2000 diretto anch'esso da Anno[130].

Montaggio[modifica | modifica wikitesto]

Come montatore del lungometraggio fu chiamato Hiroshi Okuda, specializzato in film live action. Egli aveva precedentemente lavorato con Anno in diverse produzioni, come Nadia, il segmento live action di The End of Evangelion e il film Love & Pop. Il montaggio grezzo fu fatto in un primo momento da Ikki Todoroki, assistente alla regia, e da lì subentrò lui[131]. Okuda usò Avid Technology[132] e lavorò al montaggio anche mentre era in corso il doppiaggio, nonostante il programma di registrazione avesse superato la scadenza[133]. Quando mise insieme il lungometraggio uscì una pellicola lunga due ore e mezza; Toshimichi Ōtsuki però richiese di concludere il film attorno ai novanta minuti, dunque Okuda ridusse molto la prima metà. Per il montatore fu difficoltoso decidere dove inserire la scena del test d'attivazione di Rei, ma grazie al digitale e alla sua velocità si fecero diverse prove, che gli consentirono di sperimentare e di avere più versatilità rispetto ai suoi precedenti lavori[134].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Utada Hikaru, cantante di Beautiful World e Fly Me to the Moon

La colonna sonora di Evangelion 1.0 fu curata da Shirō Sagisu, già compositore delle musiche per la serie televisiva originale[135]. Sagisu, avvezzo a non cercare troppe informazioni sulla sceneggiatura dei film a cui lavora, per You Are (Not) Alone lesse attentamente gli storyboard e iniziò subito a mettersi all'opera, visto che già dopo la dichiarazione d'intenti di Anno del 2006 gli fu subito chiaro cosa fare[136]. Come prima cosa andò alla King Records per recuperare e copiare gli spartiti originali, rivedendo i DVD della serie classica per l'occasione[137]. Parlò subito di Anno sul da farsi; egli si recò alla Khara per discutere della colonna sonora per la prima volta il 16 marzo 2007[113]. Come prima cosa il regista gli disse che la musica doveva avere «spessore e profondità». Successivamente Sagisu andò a Parigi e incominciò il lavoro vero e proprio, registrando delle demo a Londra[138]. Anno diede molte direttive in proposito, fornendo istruzioni precise su musica, inquadrature, tempi e lunghezze nelle fasi più importanti di registrazione[139].

Per scrivere le canzoni e registrare le demo ci mise cinque settimane da aprile, e poi altre dieci per registrare i definitivi[137]. Anche le vecchie canzoni furono riarrangiate e registrate da zero; visto l'avanzamento della tecnologia il lavoro fu semplificato rispetto a quello della serie, e il personale poté vedere, sentire e controllare il prodotto anche nelle fasi intermedie di produzione[138]. Quando si tagliava fisicamente il nastro non c'era poi molta scelta in analogico, mentre per 1.0 l'artista riscontrò più possibilità di abbinamenti e di sperimentazione[140]. L'11 maggio il compositore inviò una demo della colonna da Londra allo studio Khara[113]. Le sessioni di registrazione a Londra terminarono all'inizio di luglio e si spostarono poi a Tokyo, ove le musiche furono poi completate[113]. La musica fu infatti registrata agli Abbey Road Studios di Londra[141] e poi masterizzata a Los Angeles[142]. Il compositore si affidò a Londra perché trovò gli studi inglesi più avanzati e affidabili di quelli giapponesi e per la disponibilità di microfoni per i canali 5.1; a Londra inoltre poté mettere uno schermo sul podio per potersi sincronizzare con il video[143]. Ad alcune tracce furono dati titoli in francese, ad altre in inglese, a seconda di dove stava lavorando lui in quel momento[144]

La cantante giapponese Hikaru Utada cantò i due brani principali, ossia Beautiful World[145][146], musica dei titoli coda del film, e una sua vecchia versione del pezzo classico Fly Me to the Moon, già sigla di chiusura della serie originale, usato poi nel primo trailer del lungometraggio[147]. Entrambi i brani vennero successivamente inclusi nel singolo di Utada Beautiful World/Kiss & Cry, pubblicato in Giappone il 29 agosto 2007[148][149]. Utada aveva già menzionato pubblicamente Evangelion in precedenza, motivo per cui fu poi notata e chiamata dalla produzione[150]. Beautiful World fu accolta positivamente dai critici, che elogiarono il testo[151] e l'interpretazione di Utada[152][153]; il pezzo raggiunse il secondo posto nelle classifiche settimanali di Oricon[154], ricevette il disco di platino per le copie fisiche vendute (250 000)[155] e il disco di diamante (o "Million") per un milione di download digitali certificati[156]. Tutta la colonna sonora del film fu poi inclusa in due album, assieme alle canzoni di Hikaru e dei brani di Kotono Mitsuishi provenienti dagli album della doppiatrice e presenti in alcune scene del lungometraggio[157]. Il primo, Shiro Sagisu: Music from "Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone", fu pubblicato dalla King Records il 26 settembre del 2007[158]; il secondo, Evangerion Shin Gekijōban: Jo Original Soundtrack (ヱヴァンゲリヲン新劇場版:序 オリジナルサウンドトラック?), contiene altri pezzi che compaiono nel lungometraggio ma non inclusi nel precedente e fu pubblicato il 21 maggio dell'anno seguente[159].

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne annunciato il 10 settembre 2006 sulla rivista Newtype[160], ed era inizialmente previsto per l'inizio dell'estate dell'anno seguente[33]. In occasione dell'uscita Anno pubblicò una lettera con una dichiarazioni d'intenti del film e della saga del Rebuild, che venne poi esposta in formato poster in cinquanta cinema giapponesi[161]. Il 17 febbraio 2007 venne pubblicato uno special[162] in cui fu annunciato che il film sarebbe uscito quasi a fine stagione, il 1º settembre[163]. Un secondo capitolo dello special è poi uscito il 23 marzo[164]. Altri due special per l'uscita del Rebuild furono pubblicati a fine febbraio e a fine aprile. Dei biglietti in prevendita furono resi disponibili il 28 aprile[165][166], anche se la prevendita ufficiale iniziò il 9 giugno[167]. Il primo trailer per l'uscita, in cui venne inclusa la Fly Me To The Moon (In Other Words) -2007 Mix - di Utada Hikaru, fu pubblicato il 17 luglio[168][168]. Un secondo trailer uscì l'11 agosto[169]; nel secondo furono inserite immagini ritraenti Kaworu Nagisa e la canzone Beautiful World, anch'essa cantata da Hikaru. Prima dell'uscita la Khara collaborò con diverse società per promuovere l'imminente arrivo del lungometraggio nelle sale[170][171], fra le quali la rivista di musica Rolling Stone[172], Pizza Hut[173][174], Doritos[175][176], CC Ueshima Coffee[177][178] e Frito-Lay[179]; molte di tali marche furono poi aggiunte in delle scene del film[180]. L'UCC Coffe, in particolare, aveva già collaborato con la Gainax durante l'uscita della vecchia versione cinematografica nel 1997 con delle lattine a tema personaggi di Evangelion; per l'uscita di Evangelion 1.0 vennero messe in commercio trecentomila casse di caffè, corrispondenti a circa nove milioni di lattine[181]. Secondo Toshimichi Ōtsuki invece non si fecero grandi accordi pubblicitari, cercando di dare al cliente una sensazione di esclusività, come se dovesse lottare per vedere il lungometraggio o comprare gli opuscoli ufficiali[182].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo Shinjuku Milano-za; il film avrebbe dovuto debuttare al Cinema Square Tokyo, ma fu poi spostato al Milano 1 per venire incontro alla alta affluenza di pubblico

La première del film all'inizio era programmata al Cinema Square Tokyo del cinema Tokyo Milano di Shinjuku; la capacità di posti a sedere, 224, era però insufficiente ad accogliere il grande pubblico, così la proiezione della pellicola fu spostata al Milano 1, che aveva 1 046 posti a sedere disponibili[183][184]. Il giorno della première si tennero sette trasmissioni consecutive dalla mattina fino alle 21:30, durante le quali la pellicola ricevette un entusiastico responso da parte del pubblico presente[183][185]. Il lungometraggio uscì poi in ottantaquattro sale il 1º settembre 2007[186]. Il 26 aprile 2008 Evangelion: 1.01, la versione per il mercato home video del film, fu proiettata in alcuni cinema, per poi essere distribuita in DVD il 16 maggio dello stesso anno[187][188]. A capodanno 2013 inoltre venne proiettato assieme a 2.0 e 3.0 in una maratona speciale in quarantaquattro cinema giapponesi[189].

La versione Evangelion 1.01 fu trasmessa durante il Friday Roadshow di NTV il 3 luglio 2009; per l'occasione la pellicola fu ulteriormente modificata per la trasmissione televisiva[190][191] e fu resa disponibile la password per uno speciale gioco di puzzle sul Rebuild[192].

Il film fu poi pubblicato su YouTube nel 2020 e reso disponibile gratuitamente dal 20 al 30 aprile sul canale ufficiale della Khara[193], nonché sull'ufficiale applicazione Eva Extra, dove fu reso visibile dal 18 al 30 aprile durante la pandemia di COVID-19[194]. Nello stesso periodo si tenne per l'occasione una trasmissione ufficiale in diretta del film su Google Meet con ospite la cantante giapponese Yōko Takahashi, tenutasi il 25 e il 26 aprile[195][196]. Il 14 maggio il lungometraggio fu poi trasmesso anche sulla piattaforma Line Live[197]. Evangelion 1.0 in seguito uscì di nuovo in ottantadue cinema giapponesi in tecnologia 4DX e MX4D il 4 dicembre 2020 per promuovere l'uscita di Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time, quarto e ultimo film del Rebuild, seguito poi dai due successivi capitoli della saga nei giorni seguenti[198]; per la proiezione furono inoltre distribuiti di nuovo gli opuscoli esplicativi dei vari capitoli del Rebuild, pubblicati a loro tempo durante l'esordio dei film[199]. Nello stesso mese tutti e tre i primi film della saga furono pubblicati sull'Amazon Prime giapponese[200]; il 5 marzo 2021 1.0 è stato poi trasmesso integralmente sul canale YouTube di Prime Video Japan[201].

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Evangelion 1.0 venne selezionato come film di chiusura del dodicesimo Busan International Film Festival (PIFF)[202][203] e fu proiettato il 12 ottobre 2007[204], ultimo giorno dell'evento[205]. Per l'occasione il lungometraggio fu proiettato con sottotitoli in inglese e in coreano[206][207]. Il regista e il produttore del film parteciparono inoltre alla conferenza stampa di pre-selezione. Il direttore esecutivo dell'evento, Kim Dong-ho, disse che ci furono diverse discussioni interne sulla scelta del film di chiusura, in tal caso un lungometraggio d'animazione giapponese invece che un film coreano; la scelta finale però fu fatta per suscitare l'interesse del pubblico del festival, e secondo lui quello fu il primo caso in cui un film d'animazione giapponese fu selezionato come lungometraggio d'apertura o di chiusura dell'evento[208]. Nel paese il film fu proiettato in un'anteprima speciale in alcuni cinema selezionati il 19 gennaio 2008, attirando oltre quarantamila spettatori in cinque giorni di spettacoli[209].

Evangelion 1.0 venne poi presentato in Europa e in America durante dei festival cinematografici. Nel giugno 2008 fu presentato al Festival internazionale del film d'animazione di Annecy in Francia[210], al Festival di Sitges della Catalogna a ottobre[211] e al Waterloo Festival for Animated Cinema in Canada[212]. Negli Stati Uniti D'America fu presentato al Seattle International Film Festival a giugno 2008[213][214] e poi all'Anime Expo a luglio dello stesso anno[215]. All'inizio del 2009 venne proiettato al Santa Barbara International Film Festival[216], al Dallas International Film Festival a marzo[217] e al San Diego Comic-Con International a luglio[218][219]. Già nel novembre del 2008 la compagnia nordamericana Funimation dichiarò di aver mandato delle lettere di diffida per conto della giapponese NHK per fermare la distribuzione amatoriale del film in versione sottotitolata da parte di alcuni appassionati[220]; il 31 dicembre annunciò poi di aver acquisito i diritti per la distribuzione[221]. In Italia dopo l'uscita in mercato home video Evangelion 1.0 è stato proiettato insieme al seguito Evangelion 2.0 il 4 settembre 2013 in una maratona chiamata Evangelion Night, frutto della collaborazione fra il distributore Dynit e Nexo Digital[222].

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Copertina dell'edizione DVD italiana di 1.11

Il 25 aprile 2008 venne distribuita la prima uscita home video del film in edizione speciale e tiratura limitata, pubblicata dalla King Records e intitolata Evangelion: 1.01. Per migliorare l'esperienza visiva del DVD Anno fece diverse modifiche al video e all'audio del film, in tutto 266[187], senza con ciò alterare sostanzialmente la trama del lungometraggio. Il personale adottò un sistema di telecine HD ricavato da una nuova stampa dei 35mm originali, e sotto la supervisione del regista le musiche e le immagini per 1.01 furono sottoposte a una nuova calibratura[3]. Il numero di copie dell'edizione speciale fu limitato a trecentomila[232]; venne incluso anche un disco aggiuntivo[233] contenente come contenuti speciali Explanation of Evangelion: 1.01, cioè una versione sottotitolata del film con diversi termini tecnici e informazioni sui personaggi, e un video promozionale dell'operazione Yashima con l'OST Angel of Doom, successivamente pubblicato sul canale Youtube della King Records[234]. Nell'edizione furono inclusi anche una bobina contenente cinque fotogrammi casuali del lungometraggio in ogni cofanetto[232], diversi contenuti extra e video promozionali[235][236]. Un'edizione standard del film fu poi pubblicata il 21 maggio dello stesso anno[237].

Il 20 febbraio 2009, cioè quando fu ufficialmente comunicata la data di uscita definitiva di Evangelion 2.0[238], la King Records annunciò anche una nuova versione del film per il mercato home video, Evangelion: 1.11[239]. La versione nuova uscì il 27 maggio dello stesso anno in formato BD e DVD[240]; il Blue-Ray disponeva inoltre del Super Bit Mapping for Video (SBMV), un nuovo sistema di missaggio sviluppato dalla Sony[241]. La versione 1.11 è di 101 minuti, tre minuti in più rispetto ai 98 minuti della precedente. Sia nella versione DVD e sia nella versione BD fu incluso il bonus video Rebuild of Evangelion: 1.01, già presente nell'edizione speciale di 1.01, così come un filmato inedito di 2.0[242][243].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana del film venne curata da Dynit. L'uscita fu annunciata al Napoli Comicon ad aprile[244] e con un comunicato ufficiale il 5 maggio 2008[245]. Il lungometraggio fu poi presentato al Lucca Comics & Games di quell'anno[246][247], ove fu proiettato in anteprima il 1º novembre in lingua italiana[248], e il 21 marzo 2009 al cinema centrale di Lucca per il Lucca Animation[249]. Per il doppiaggio italiano di Evangelion 1.01 furono richiamati in sala gli stessi doppiatori della serie televisiva, distribuita a suo tempo dalla Dynamic Italia. L'unica eccezione è rappresentata dal personaggio di Kaworu Nagisa, che non fu doppiato più da Massimiliano Alto ma da David Chevalier, che aveva già prestato la propria voce per l'edizione Panini Video di Death and Rebirth e The End of Evangelion[250]. Le sessioni di registrazione si tennero fra il luglio e il settembre dello stesso anno presso gli stabilimenti della società Cine Tele Audio di Roma[251], mentre il missaggio dell'audio si concluse a ottobre[252]. Il film fu distribuito in versione 1.01 il 29 ottobre 2008 in due uscite: in versione disco singolo, con il copione del film e D-trailers come soli contenuti extra[253], e in edizione speciale limitata; in quest'ultima versione vennero inclusi in un cofanetto speciale il DVD del film vero e proprio e un DVD con i contenuti extra dell'edizione giapponese, un fascicolo contenente informazioni sulla produzione del film, delle cartoline da collezione e una riproduzione del tesserino di Shinji numerato[254][255]. Il packaging 2 DVD della versione limitata fu prodotto in Giappone dallo stesso stampatore della versione originale[256]. Il 18 marzo 2009 invece uscì una nuova versione con due DVD ma in edizione standard, priva del cofanetto, delle cartoline e del tesserino numerato[257]. La versione 1.11 di 101 minuti fu poi pubblicata dalla stessa Dynit in formato Blue-Ray il 14 aprile 2010 e poi in DVD il 7 settembre dell'anno seguente[258][259].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi e successo di pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi due giorni d'apertura del film si registrò un incasso di 280 milioni di yen; la pellicola riuscì così a classificarsi al primo posto nel botteghino con 236 158 spettatori[183][184]. La stampa definì l'apertura del lungometraggio nel botteghino un grande successo; Evangelion 1.0 diventò infatti il primo film ad aprire piazzandosi al primo posto con meno di cento sale disponibili in tutto il territorio giapponese sin dal dicembre 2003, quando iniziarono a circolare le classifiche settimanali nazionali del botteghino. La stampa fece anche delle previsioni in proposito, ipotizzando dai numeri d'apertura un incasso di un miliardo e mezzo o anche due miliardi di yen in totale[183]. Nel fine settimana successivo, cioè l'8 e il 9 settembre, il film continuò a ottenere buoni risultati al botteghino ma classificandosi al secondo posto, surclassato dall'esordiente film giapponese Hero[260][261]. Alla fine della terza settimana (15 e 16 settembre) la pellicola era ancora al secondo posto, subito dopo Hero, e l'incasso aveva già superato la soglia del miliardo; i media si aspettavano quindi che raggiungesse altri due miliardi[262]. Alla quarta settimana raggiunse il milione di biglietti venduti[263]; a fine settimana (22 e 23 settembre) scese al quarto posto, dopo il campione in carica Hero e due nuovi film occidentali, ossia I Fantastici 4 e Silver Surfer e Arthur e il popolo dei Minimei[264]. Evangelion 1.0 rimase poi all'ottavo posto per altre due settimane consecutive[265][266] prima di scendere al nono nella settima settimana[267] e al decimo in quella seguente[268]. Alla fine dell'anno incassò due miliardi di yen, diventando così il quindicesimo film con il maggior incasso in Giappone del 2008, quarto per quanto riguarda i film d'animazione, dietro solo a Pokémon: L'ascesa di Darkrai, Doraemon: Nobita no shin makai daibōken ~7-nin no mahō tsukai~ e Detective Conan - L'isola mortale[269][270]. La popolarità del film portò inoltre a un aumento delle vendite e dei noleggi dei prodotti home video della serie televisiva originale e della vecchia versione cinematografica del 1997[185]. Secondo Evangelion Chronicle, rivista ufficiale sul franchise, i cinema che proiettavano la pellicola passarono da ottantacinque iniziali a centocinque; secondo i calcoli inoltre Evangelion 1.0 avrebbe attirato un totale di un milione e mezzo di spettatori nelle sale[271].

Cosplayer di Shinji Ikari e Rei Ayanami, i due protagonisti del film

Le edizioni home video furono un successo. Secondo il capogruppo giapponese Oricon il DVD in edizione speciale vendette 219 000 copie nella sua prima settimana di uscita, rendendolo il film con l'introito più alto della settimana e l'uscita più venduta sui supporti domestici del franchise[272][273]. Alla fine del 2008 il lungometraggio si classificò al terzo posto fra i DVD più venduti dell'anno con 297 927 copie dell'edizione speciale, dietro soltanto a quelli di Transformers e di Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo[274], e quello più venduto in assoluto di Amazon Japan[275]. Un sondaggio di GfK Japan inoltre lo decretò migliore uscita DVD del 2008[276]. Le bobine in vinile dei fotogrammi del film contenute nelle edizioni home video vennero vendute a prezzi elevati nelle aste online, ricevendo così una certa attenzione mediatica in madrepatria[277][278]. Fly Me to the Moon e Beautiful World registrarono 276 000 e 881 000 download già nell'ottobre del 2007, a un mese dall'uscita del lungometraggio[279][280].

Il franchise e i relativi personaggi ritornarono nelle classifiche mensili di popolarità della rivista Newtype, conquistando i primi dieci posti per diversi mesi[281][282]. Nel gennaio 2009 il periodico stilò una classifica degli anime più popolari dell'anno appena concluso, e il Rebuild si posizionò collettivamente al settimo posto; Rei Ayanami inoltre comparve nona fra i personaggi femminili più popolari. Nello stesso numero le uscite home video risultarono seconde nella classifica di Amazon.co.jp, subito dopo Kara no kyōkai[283]. Anche il videogioco[284] e la versione 1.11 ebbero successo[285][286]. Secondo Oricon la nuova edizione vendette 49 000 copie nella settimana d'esordio, battendo il primato di 29 000 stabilito precedentemente da Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan e rendendolo il Blue-Ray più venduto nella settimana d'esordio della storia giapponese[287]. Tre settimane dopo toccò le 63 000 copie, superando anche in tal caso il primato di vendite di 56 000 detenuto dal film di Nolan[288]; il primato rimase imbattuto sino al febbraio dell'anno successivo, quando fu superato da Michael Jackson's This Is It. 1.11 alla fine della sua 34ª settimana raggiunse in tutto le 99 000 copie[289]. Il Blue-Ray rimase fra le uscite anime più vendute anche nei mesi di aprile e di maggio 2010, con 3317 e 5190 copie vendute[290][291]. Evangelion 1.01 fu poi trasmesso al Friday Road Show di NTV il 3 luglio 2009, ottenendo uno share del 12,7%[292][293]. Il sito ufficiale del Friday Road Show inoltre ottenne il numero di visite più alto della sua storia[294]. Quando il film fu proposto sul canale Youtube della Khara il 20 aprile 2020 superò il milione di visualizzazioni in circa quindici ore e la soglia di due milioni in un solo giorno[295][296], attirando diversi commenti entusiastici e arrivando a toccare quasi otto milioni di visioni in due settimane[297][298]. Lo stesso anno fu trasmesso da NHK alle 23:45, e nonostante l'orario l'hashtag #エヴァ序 diventò il secondo per tendenza sulla versione giapponese di Twitter; nella stessa classifica comparvero anche diversi termini correlati alla pellicola, come Operazione Yashima, Shinji, Misato, Kaworu e Beautiful World[299]. Anche la proiezione limitata in 4D del 4 dicembre fu un successo, riuscendo a conquistare il settimo posto nel botteghino di quel fine settimana[300][301].

Estero[modifica | modifica wikitesto]

In Corea del Sud Evangelion 1.0 uscì nel 2008 e fu disponibile per sette settimane. Il film registrò un incasso di 36 603 dollari nella settimana d'esordio[302] e in tutto riuscì a registrare un introito di 517 159 dollari, attirando oltre quarantamila spettatori in cinque giorni[303][304]. Anche a Hong Kong ebbe successo; in quattro settimane ebbe un incasso di 139 527 dollari[305], di cui 62 114 soltanto nel primo fine settimana, quando cioè raggiunse il sesto posto nel botteghino[306]. A Taiwan rimase per quattro settimane; all'esordio registrò 519 599 dollari[307], con un introito totale di 1 557 415[308]. Sempre nel 2008 uscì in Malesia[228] per tre settimane, con un esordio di 3 489 dollari[309] e un totale di 5 976[310]. Nel 2009 in Spagna riuscì a incassare 5 297 dollari nel primo fine settimana[311], con un incasso totale di 8 834 dollari[312]. In Francia invece gli introiti furono di 4 001 dollari nel primo fine settimana e 11 592 in totale[313][314]. In entrambi i casi il film uscì per sole due settimane. Negli Stati Uniti, invece, ove la pellicola rimase per diciannove settimane totali, Evangelion 1.0 nel primo fine settimana riscosse 1 579 dollari, con un introito totale di 107 797 dollari[315]. In Italia fu proiettato assieme a Evangelion 2.0 in una maratona intitolata Evangelion Night proposta in sola data 4 settembre 2013, attirando oltre venticinquemila spettatori nelle sale e divenendo il film con il più alto incasso della giornata[316], pari a circa duecentocinquantamila euro[317][318].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la rivista Newtype Evangelion 1.0 «fu accolto con i più grandi elogi e consensi del 2007»[319]. Anche secondo Matthew Roe di Anime News Network il film ricevette un notevole riscontro positivo da parte degli appassionati e della critica, diventando alla fine uno dei film d'animazione giapponese più lodati e di maggior incasso di quell'anno[320]. I critici giapponesi hanno accolto e recensito positivamente il lungometraggio[321], in particolar modo per la veste grafica[322][323]. Il sito Cinemarche ha apprezzato la città di Neo Tokyo-3 e le armi degli Evangelion rappresentate in computer grafica, descrivendole come «immagini potenti mai sperimentate prima sullo schermo»[324]. Anime Kansou invece ha elogiato i «superbi» movimenti dell'angelo Ramiel e la 3DCG usata durante l'operazione Yashima, dando al film quattro stelle su cinque[325]. La testata Excite ha lodato le modifiche al carattere di Shinji, il fatto che non fugga come nella serie, sia a suo dire meno depresso della controparte originale e i suoi nuovi legami. Altra nota positiva per Excite risiederebbe nel fatto che nel corso del Rebuild i legami fra il protagonista e i suoi amici si rafforzerebbero, facendo i suoi passi avanti e crescendo di più come personaggio rispetto alla serie classica[326]. Anche la scena del film in cui Misato e Shinji si tengono la mano prima dell'Operazione Yashima è stata particolarmente elogiata[327]. Anche il sito Anime Deeply ha apprezzato i cambiamenti alla caratterizzazione dei personaggi, e più in particolare sulla fiducia presente alla base delle relazioni del nuovo Shinji[328].

Le differenze sono state ben accolte anche da Filmest.jp, in particolare la comparsa di Kaworu, in anticipo rispetto agli eventi della serie originale. Lo stesso sito ha descritto la sceneggiatura del film un «capolavoro», criticando però la poca innovatività dei lievi cambiamenti introdotti, a suo dire poco incisivi e privi di effetto sorpresa per gli appassionati di vecchia data[322]. Anche il critico Yuichi Maeda ha elogiato il film per gli aspetti tecnici, come il nuovo mecha design dell'Eva-03 e gli effetti digitali sulla città di Neo Tokyo3, ma criticato la sceneggiatura. A suo parere la riduzione e i tagli allo scenario della serie classica, già complicato di suo, farebbe risultare il film incomprensibile a chi non è già appassionato. Anche il poco spazio dedicato a Rei Ayanami ha incontrato le critiche del recensore, che ha biasimato la scena in cui Ayanami protegge con il suo scudo l'Eva-01 dal fascio di luce di Ramiel; Rei e l'Unità-00 sono infatti poco visibili sullo schermo, denotando a suo dire scarsa attenzione al personaggio[323]. Anche l'uscita in 4DX del film nel 2020 ha attirato commenti positivi da parte della critica, che ha elogiato gli effetti usati[329][330].

Estero[modifica | modifica wikitesto]

Quella che è apparso sul mio schermo e che è uscito dai miei altoparlanti è stata una rivisitazione imperfetta, ma ancora notevolmente ben eseguita, della serie anime Evangelion. [...] Nonostante la rapidità della storia il titolo riesce a mantenere una buona dose dello sviluppo dei personaggi originali e a mantenere quel senso di "più domande che risposte" della trama. Questo è fantastico, dato che la maggior parte dei filler della serie, che consisteva in Shinji che si deprimeva rumorosamente, sono stati tagliati, se non rimossi del tutto.
Eric Surrell (Animation Insider)[331]

All'estero l'accoglienza dei critici è stata contrastante. Su Rotten Tomatoes Evangelion 1.0 ha un punteggio dell'86% di pubblico e del 67% di critica[332]. Il film ha un voto di 7,7 su 10 sull'Internet Movie Database[333], e a marzo 2021 si è classificato all'89º posto fra i film d'animazione più popolari fra gli utenti della piattaforma[334]. Su MyAnimeList.com invece ha un punteggio di 8,06[335]. Dopo l'uscita quasi tutti i recensori apprezzarono il comparto tecnico, e in particolare quello grafico[336][337]; diversi critici espresso parole di encomio per le tecniche di animazione tradizionale e di grafica computerizzata, il character design, gli sfondi e i dettagli degli armamenti degli Evangelion[338][339]. Il critico Paul M. Malone della rivista accademica Mechademia per esempio lodò l'animazione per essere «meravigliosamente aggiornata» rispetto all'equivalente del 1995, espansa per il widescreen e arricchita da una CGI ben integrata[340]. Il critico Thomas LaMarre elogiò in particolare gli effetti speciali usati durante l'Operazione Yashima e sull'angelo Ramiel[341]. Anche Zac Bertschy di Anime News Network lodò «le eccellenti scene di combattimento», assegnando all'animazione una A, al comparto artistico una A- e al comparto sonoro di Sagisu una B[342]. Christopher Haug di 2501.eu invece espresse delle riserve sul lato tecnico e criticò l'«opprimente» colonna sonora e l'estetica dei disegni, che secondo lui vacillerebbe «tra la fantascienza grintosa e l'arcobaleno dei Teletubbies»[343].

Diversi critici elogiarono le battaglie[344], i tagli e il ritmo della nuova storia[345], trovando la trama più coerente e lodando la sceneggiatura di Anno[346][347]. Peter Martin di Screen Anarchy per esempio lodò il buon ritmo scattante di You Are (Not) Alone, le scene d'azione e la trama: «Ho lasciato il cinema sentendomi soddisfatto della combinazione di intrattenimento e cupa contemplazione del futuro»[348]. Nel 2009 Northwest Asian Weely lo nominò fra i migliori film asiatici distribuiti quell'anno nelle sale americane[349], mentre Charles Solomon del Los Angeles Times lo inserì primo fra le migliori uscite home video di quello seguente[350]. Michael Peterson di Slant Magazine lo definì «un'entità affascinante»[351], Allegra Frank di Polygon un film «bellissimo»[352], e Rehan Fontes di Comic Book Resources un buon riassunto e «un solido remake» della serie classica[353][354]. Per Kevin Tomas del Los Angeles Times la storia «possiede un'autentica profondità di carattere», lodando il processo di maturazione di Shinji[355]. Il settimanale The Village Voice lo giudicò una pellicola «affascinante», soprattutto durante le sequenze di combattimento di Shinji[356].

Altri recensori accolsero la pellicola negativamente[357], ritenendolo un film superfluo e inutile[358]. Per Slant Magazine la trama sarebbe un semplice riassunto dei primi episodi della serie classica, complicata quanto l'originale e inutile, un film attraente ma fondamentalmente «senza senso»[359]. Angelo Delo Trinos di Comic Book Resources lo descrisse come «un riassunto affrettato e monco di Evangelion»[360]. Carlo Santos di Anime News Network recensì la pellicola dando una C alla trama, chiudendo la recensione chiedendo: «Non è la stessa cosa della serie televisiva ma con più arcobaleni?»[361]. Anche i tagli di alcuni momenti della serie classica attirarono le critiche di alcuni recensori, che ritennero Evangelion 1.0 troppo compresso e frettoloso[362][363], lamentandosi dei tranci alla componente filosofica della serie classica[364]. Il sito ComicsAlliance lamentò inconsistenza e ritmo scarso, aggravati dalla presenza di scene senza impatto emotivo[365]. Anche Escapist Magazine fu critico su questo aspetto, visto che «ogni minimo sviluppo viene gettato a convenienza sulle ginocchia dello spettatore con poco ritmo»[175]. Per Madeline Ashby di Mechademia la trama di 1.0, nonostante i tagli al materiale d'origine, sarebbe comunque criptica, e questo potrebbe essere scoraggiante per gli spettatori in cerca di risposte[366]. Particolarmente critica fu la recensione di Mike Hale del New York Times; per Hale il materiale è eccessivamente condensato, facendo perdere tutto ciò che a suo dire contraddistingueva la prima parte della serie originale, come il ritmo ponderato, l'umorismo e la caratterizzazione dei personaggi. Hale concluse poi la recensione dicendo: «Evangelion così diventa una storia di robot come un'altra. La serie originale è ancora disponibile e rappresenta un investimento molto migliore»[367].

La critica si divise in particolare sui personaggi. Secondo il sito Cinemagazine per esempio il film risulterebbe confuso, perché i personaggi sono elaborati in modo molto meno sottile della serie classica. Il sito inoltre criticò la presenza di scene mal introdotte e la presenza di fan service a sfondo sessuale su personaggi minorenni[368]. Altri recensori trovarono la caratterizzazione strana o maldestra, lamentando un ritmo troppo frenetico e scarsa possibilità di entrare in empatia con i personaggi[369][370]. Moriareviews.com criticò anche le relazione fra Shinji e le due protagoniste femminili, Misato e Rei, perché poco emozionante; il recensore apprezzò di più le scene di Rei e la sua evoluzione, ritenendole comunque presentate troppo tardi e in troppo poco tempo[371]. Altri recensori invece apprezzarono la caratterizzazione dei personaggi, e in particolare per Shinji[372][373]. Secondo il Moxie Exclusive infatti la storia ha un flusso più snello dell'originale e le emozioni dei personaggi avrebbero un impatto più forte rispetto a esso[374]. Per IGN lo Shinji del film è un personaggio lievemente migliore della sua controparte in termini emotivi[375], mentre per Kotaku Evangelion 1.0 è visivamente migliore, ha un ritmo migliore e esplora meglio le lotte fisiche ed emotive del protagonista rispetto alla serie classica[376]. Anche MyReviewer.com lodò questo aspetto, trovando i personaggi molto più vividi e chiari delle proprie controparti televisive[377]. Il sito The Film Stage lodò in particolare il percorso e l'evoluzione di Shinji e l'ultima scena, in cui le sue mani e quelle di Rei finalmente si toccano[378].

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Anche in Italia l'accoglienza è stata ambivalente. Sul portale Animeclick.it Evangelion 1.0 detiene un punteggio di 8,043[379]. Lo scrittore Andrea Fontana trovò 1.0 e 2.0 due film che poco aggiungono alla complessità della serie, limitandosi a fluidificare le animazione e ad aggiungere una componente d'azione che in precedenza latitava[380]. Per Fabio Bartoli della rivista Antropocom Anno già con il primo capitolo del Rebuild avrebbe tradito il messaggio della serie originale, secondo lui una critica al mondo consumistico e chiuso degli appassionati d'animazione[381]. Lo studioso d'animazione giapponese Guido Tavassi invece lodò la sua «eccezionale qualità»[382]. Ester Nobile di Fantascienza.com elogiò la realizzazione del riassunto, visto che a suo dire non si ha mai l'impressione di vedere un collage di scene prese di peso dalla serie originale; Nobile esaltò inoltre le scelte della sceneggiatura, il comparto tecnico e la colonna sonora: «Si adatta decisamente meglio al tono della vicenda, quasi arricchendola»[383]. Anche Everyeye.it scrisse una recensione positiva, elogiando in particolar modo il «finale esplosivo»[384].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film vinse diversi riconoscimenti, quali:

Dopo l'uscita di Evangelion 1.0 negli Stati Uniti nel 2009 il Los Angeles Times ipotizzò una candidatura per i Premi Oscar 2010, ma la Funanimation sostenne che il film non avrebbe comunque potuto essere ammesso alla gara perché uscito in Giappone nel 2007[394][395]

Merchandising e influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Un distributore di lattine di caffé della CC Ueshima Coffee, riempito in occasione dell'uscita di Evangelion 1.0 con lattine dedicate ai personaggi del franchise. L'iniziativa ebbe successo e in Giappone vennero messe in commercio circa nove milioni di lattine

In occasione dell'uscita di Evangelion 1.0 venne distribuita un'ampia gamma di prodotti di merchandising a tema Evangelion, come poster, portachiavi[396], spille, adesivi, penne, portafogli[397], tazze[398] ed action figures[399][400]. Durante la proiezione nelle sale venne distribuito anche un pamphlet ufficiale sul film, di cui furono poi vendute circa 290 000 copie[271]. Nel marzo del 2008 la Bandai pubblicò un gioco di carte su 1.0 chiamato Cardass Master Evangerion Shin Gekijōban: Jo (カードダスマスターズ ヱヴァンゲリヲン新劇場版:序?)[401][402]. Nello stesso anno uscì anche una raccolta di interviste, illustrazioni, disegni e bozzetti preparatori del film in una pubblicazione chiamata Evangelion 1.0 Complete Records Collection (ヱヴァンゲリヲン新劇場版:序 全記録全集 Evangerion Shin Gekijōban: Jo zen kirokuzenshū?)[403][404]. Il 4 giugno 2009 invece fu pubblicato un videogioco ufficiale sul film per PSP e PS2; per il gioco furono ricreate le battaglie in 3D, dando la possibilità al giocatore di scegliere fra l'atmosfera del Rebuild e quella della serie originale[405]. Degli elementi del lungometraggio sono stati poi ripresi per dei giochi pachinko, come CR Evangerion 〜 hajimari no fukuin〜 (CRヱヴァンゲリヲン 〜始まりの福音〜? lett. "CR Evangelion: Il vangelo delle origini")[406] e CR Shinseiki Evangelion: Saigo no shisha (CR新世紀エヴァンゲリオン ~最後のシ者~ lett. "CR Nuovo secolo Evangelion: L'ultimo messaggero sacrificale"?)[407], che riprende l'Operazione Yashima[408].

Dopo il terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011 la Tokyo Electric Power Company invitò i cittadini giapponesi a conservare l'elettricità e fu lanciata una campagna non ufficiale per conservare l'energia elettrica sotto il nome di "Operazione Yashima" sul social network Twitter[409][410]. L'hashtag #yashimasakusen110312 diventò immediatamente virale[411], mentre #84MA (pronunciato Yashima in giapponese) raggiunse cinquantamila tweet in due giorni[412]. Secondo il libro The Anime Encyclopedia con la vera Operazione Yashima Evangelion entrò definitamente a far parte del pubblico generale giapponese; i suoi scrittori Jonathan Clements e Helen McCarthy notarono anche come il franchise fosse probabilmente al massimo della popolarità in quel momento, perlomeno per quanto riguarda il ventunesimo secolo, notorietà ulteriormente testimoniata dal successo del Rebuild[413]. Nel 2019 l'Operazione Yashima ispirò anche un'applicazione per disastri in seguito ai danni causati dal tifone Faxai, che durante l'anno colpì la regione del Kantō[414]. Nel 2021 la governatrice di Tokyo Yuriko Koike chiese di spegnere la maggior parte delle luci della città dopo le 8 di sera per scoraggiare le uscite notturne e combattere il diffondersi del COVID-19; i media associarono anche la sua richiesta all'operazione Yashima di 1.0, inaugurando un'altra tendenza di Twitter[415].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  87. ^ Khara, 庵野 秀明 interview: 画面が大きくなると脳の処理も重たくなる.
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  89. ^ a b Khara, 鬼塚 大輔、小林 浩康 interview: 「フェチを感じるCG」がテーマ.
  90. ^ Khara, 鬼塚 大輔、小林 浩康 interview: 3Dモデルにはウソがつけない難しさがある.
  91. ^ Khara, 鬼塚 大輔、小林 浩康 interview: 主役として見せたいものには、CGでもトレス線がある.
  92. ^ Khara, 鬼塚 大輔、小林 浩康 interview: 技術的には何も新しいことはやっていない.
  93. ^ Khara, 井野元 英二、雲藤 隆太 interview: 第4の使徒から始めた作業.
  94. ^ Khara, 井野元 英二、雲藤 隆太 interview: 地味な動きが連番で大きなアクションに.
  95. ^ Khara, 井野元 英二、雲藤 隆太 interview: 次第に増えていくCGカット.
  96. ^ Khara, 井野元 英二、雲藤 隆太 interview: ウソをついてでも演出の狙いに近づける.
  97. ^ Khara, 佐藤 敦紀、渡部 韻 interview: 心意気を発信するための「特報」からスタート.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]